Fast and Furios in Mexican Sauce

L’altro giorno siamo andati a comprare due macchine Sgraus 2.2 al mercato domenicale di Cancun.
Manu le voleva prendere per darle ai suoi campesinos in cambio di terra in una sorta di baratto moderno.

Un piccolo uomo cubano vende la sua Fast and Furios Monster.
Verde marmellata di pino all’esterno, arancione arance di Sicilia l’interno. Spoiler anni 80 nel retro e assetto ribassato super-tamarro-centro-Italia-1984.
Un gioiello che scatenera’ le invidie di mezza Tulum.
Quattro ruote possono infatti trasformare un contadino Maya in un vero Tamarro indio.
I due negoziano ferocemente e si assestano su un prezzo di 25.000 pesos (circa 1500 euro).

Poi ne prendiamo un’altra: una monovolume Chrisler del 1996, elegante e col parabrezza  scheggiato. 1800 Euro.
Sfrattiamo la famigliola felice  (la moglie dormiva col bimbo mentre il padre di famiglia ci mostrava i pregi del mezzo) ed eccoci con tre macchine (due acquistate più  quella con la quale siamo venuti).

Siamo io, Manu e il suo vicino americano Randy.

- “Che si fa? Si va a casa, dai.”
- “Ok, chi si ricorda dov’e’ la mia macchina?” dice Manu.
- “Mmm…non so.”
- “Mmm…non ricordo”
- “Ok, dai, dividiamoci e cerchiamola” More

Only with Manu

Manu in the water

Al nostro arrivo all’aeroporto Manu doveva venirci a prendere ma da buon Messicano all’uscita non l’abbiamo trovato.
Il giorno prima l’avevo chiamato:

- “Cabron, arriviamo domani alle 5 della tarde”. Gli avevo detto la data via email e telefono varie volte.
- “Cosa? Non oggi? Ho mandato Gerardo a prenderti e c’é Darhiam con lui. Vi aspettano all’aeroporto!”
- “Oggi? No, no, domani, siamo ancora in Italia”.
- “Ahy Ahy Ahy Cabron, ah ah ah, Ahy Ahy Ahy. Ok, a domani allora!”

Domani atterriamo, passiamo il controllo passaporti e la dogana (con un sacco di grana padano illegale) ed usciamo con circa due ore di ritardo.

Arrivare in Italia con due ore di ritardo può presentare degli inconvenienti. Ti senti sempre in colpa con chi ti aspetta.
Farlo in Messico invece é sincronizzazione pura in quanto ti aspetti che chi viene a prenderti sia partito da casa più o meno un’ora dopo il tuo atterraggio.
Ciò nonostante Manu non si vede.

Sono le sette della tarde, siamo io, una thailandese e un siberiano, persi in un parcheggio messicano con un tassista baffuto e pianciuto che ci vuole portare a Playa.
C’é una Porsche vicino a noi e Andrey scherza: More

Il Siberiano e il mare

Il siberiano e il mare (di Luca Hemingway)

A Marzo 2002 avevo finito i soldi e dovevo andare a lavorare da qualche parte. Manu, il tipaccio Messicano che avevo conosciuto a Sydney e col quale avevo girato l’Asia mi disse: “Vieni a Cancun che col Time Share si guadagna un sacco”.
Ma la cosa era poco sicura, lontana e probabilmente mi avrebbe corrotto nel più profondo dell’anima.
Montai quindi sul Furbone di Paolo e con Mario andammo alle Canarie a lavorare onestamente e a inventare Cobretti.

 

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