Aeroporto Di Heathrow, Londra, 28 Febbraio 2005
Un anno fa, giorno piu’ giorno meno, ero in questo stesso aeroporto in attesa di partire per Buenos Aires e iniziare il Giro del Mondo. Oggi sono di nuovo qui, in attesa del volo per Venezia.
Ovvio che mi viene in mente “mmm..che forte scrivere il report finale proprio qui”.
E mentre attendo che il computer si accenda mi rendo conto di una cosa: non ho la sensazione di fine viaggio. Chi mi legge sa che non e’ la prima volta e a pensarci bene e’ anche ovvio. Il viaggio non e’ finito oggi e non era iniziato il 3 marzo dell’anno scorso. Viaggiavo da prima e viaggero’ in seguito.
Pero’, per quanto cerchiamo di sfuggire dalla concezione circolare della vita, alla fine ne siamo sempre attratti.
In effetti devo concederlo: e’ finito il giro del mondo, un anno dopo, rieccomi qui.
Ovvie e scontate sarebbero le riflessioni da gruppo parrocchiale tipo “come sei cambiato?”, “cosa ti ha portato questa esperienza?”, “ti senti piu’ completo?” e “ma quante volte hai usato le stesse mutande?”, ma, come spiegare…ecco, chiedereste a una prostituta di mezz’eta’ cosa ha provato con l’ultimo cliente? No, ovvio. Per me e’ uguale. Il viaggio e’ lo stato normale, non l’eccezione, per cui non mi vengono in mente considerazioni profonde su come mi ha cambiato questo giro del mondo a parte che ho perso qualche chilo. Come al solito, capiro’ tra qualche anno, perche’ scervellarmi adesso?
Comunque in qualche modo il capitolo va chiuso e prendete questo report come l’ultimo report del giro del mondo, così diventa un’opera compiuta e ci si rilassa tutti.
Adesso che dire? Ah..il wireless e’ arrivato nel terminal (leggi report01 giro del mondo) ma costa 5 sterline all’ora per cui siamo al punto di prima.
Tra una decina di giorni siamo gia’ in TripRaduno, forte ‘sta cosa che resiste agli anni e all’apparente inconcludenza. Poi parto per Praga per il mio business e insomma siamo on the road again per cui tutto bene non ci si lamenta, finche’ dura dura e ce la godiamo.
Ho viaggiato tutta la notte, meglio che chiuda il report. L’ho scritto, il report finale. Addio giro del mondo. Addio giovinezza. Addio pancetta. Addio deserti, montagne e cieli (dai che c’e’ a chi piace questa retorica e devo dare al pubblico cio’ che vuole). Addio amori e odii, odori e puzze, cibi strani e prelibati, sensazione di liberta’ e fatiche, paure e gioie..ronf…ronf, sto annoiando anche me’ stesso.
Che voglia di un cappuccino e di parlare in veneto.
