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	<title>Vivere viaggiando, Tripluca.com &#187; Giro del Mondo</title>
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		<title>Il TripManuale 2.0 &#8211; Il Giro del Mondo (Round The World)</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Nov 2007 05:56:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giro del Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[I miei libri]]></category>
		<category><![CDATA[TripManuale 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Sto pubblicando gratuitamente i nuovi capitoli del TripManuale, che una volta aggiunti al TripManuale 1.2 andranno a comporre il TripManuale 2.0. Il TripManuale 1.2 é presentato qui e in vendita a 5 euro qui. A chi lo acquista verrà regalato l&#8217;aggiornamento al 2.0 quando disponibile. Qui trovate gli altri capitoli gratuiti. Il Giro del Mondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Il TripManuale 2.0" href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2007/11/copertinatripmanuale21.jpg"><img src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2007/11/copertinatripmanuale21.jpg" alt="Il TripManuale 2.0" width="145" height="193" align="left" /></a><em>Sto pubblicando gratuitamente i nuovi capitoli del TripManuale, che una volta aggiunti al TripManuale 1.2 andranno a comporre il TripManuale 2.0.</em></p>
<p><em>Il TripManuale 1.2 é <a title="Il TripManuale" href="http://www.tripluca.com/il-tripmanuale/">presentato qui</a> e in vendita a <a title="Il TripManuale. Manuale di Viaggio Disorganizzato e Indipendente" href="http://www.tripcentre.org/bbforum/tripshop/paypaltripmanuale.php" target="_blank">5 euro qui</a>.<br />
A chi lo acquista verrà regalato l&#8217;aggiornamento al 2.0 quando disponibile.<br />
<a title="Trip Manuale, capitoli gratuiti" href="http://www.tripluca.com/categorie/i-miei-libri/tripmanuale-20/">Qui</a> trovate gli altri capitoli gratuiti.</em></p>
<p><strong>Il Giro del Mondo (Round The World) </strong></p>
<p>Se alcune volte hai desiderato fare il giro del mondo ma ti é parso un sogno impossibile, sappi che in realtà é un’esperienza che può essere realizzata con una somma di denaro abbastanza contenuta.<br />
Il biglietto Round-the-World é disponibile presso alcune agenzie inglesi e ha un costo che va in genere, tasse incluse, dai 1300 ai 1800 euro. Il prezzo più usuale é di 1500 euro tasse incluse.</p>
<p><span id="more-1010"></span><br />
Si tratta di un biglietto, o meglio una serie di biglietti, aperto un anno, che permette di partire da Londra e tornare a Londra dopo aver fatto il giro del mondo e toccato vari continenti, in genere quattro.<br />
Le limitazioni sono in genere di due tipi: il numero massimo di miglia volate, spesso attorno le 30.000, e il numero di fermate, in media sei o sette.<br />
Si vola esclusivamente con compagnie di bandiera in genere appartenenti alla stessa alleanza (quei gruppi di compagnie aeree che permettono di raccogliere miglia per viaggi gratuiti) come possono essere la British e la Qantas di OneWorld o la Lufthansa di Star Alliance.</p>
<p><a href="http://www.tripluca.com/libri/il-tripmanuale/">Fine Anteprima, vai alla pagina del Tripmanuale</a></p>
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		<title>Gli animali patagonici: pinguini, leoni marini, elefanti marini e inglesi alcolizzati</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Mar 1974 19:16:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argentina]]></category>
		<category><![CDATA[Diari di viaggio]]></category>
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		<description><![CDATA[Martedi&#8217; 16 Marzo, Puerto Madryn, Patagonia centrale Ieri sono andato in escursione alla Peninsula Valdez dove ho visto . E delle orche li&#8217; al largo molto lontane. Non e&#8217; stagione per vedere moltissimi animali ma e&#8217; stato bello lo stesso. Nel pulmino che ci ha portati c&#8217;erano solo backpackers e dei tipi da Buenos Aires, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/10/parco-nacional-tierra-del-fuego2.jpg" title="Parco Nazionale Terra del Fuoco"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/10/parco-nacional-tierra-del-fuego2.thumbnail.jpg" alt="Parco Nazionale Terra del Fuoco" align="left" /></a>Martedi&#8217; 16 Marzo, Puerto Madryn, Patagonia centrale<br />
Ieri sono andato in escursione alla Peninsula Valdez dove ho visto . E delle orche li&#8217; al largo molto lontane. Non e&#8217; stagione per vedere moltissimi animali ma e&#8217; stato bello lo stesso.<br />
Nel pulmino che ci ha portati c&#8217;erano solo backpackers e dei tipi da Buenos Aires, si e&#8217; fatto piu&#8217; o meno tutti conoscenza e la sera siamo andati a berci una birra tutti assieme.<br />
E&#8217; stata praticamente la mia prima night-out in gruppo dalla partenza e mi ha fatto piacere.<br />
Due australiani, un americano in viaggio da tre anni, due ragazze gallesi, tre portegni (gente di Buenos Aires), due israeliani. Un sacco di risate e belle chiacchierate mentre uno dei portegni praticava il suo inglese tra un &#8220;fuck Margaret Tatcher&#8221;, &#8220;Bush suck my dick&#8221; e delicatezze di questo genere.<br />
La situazione mi ha un po&#8217; ricordato la navigazione sul Rio delle Amazzoni dove si era formato un gruppo che poi e&#8217; rimasto unito per qualche giorno.<br />
E&#8217; sempre bello avere la conferma che basta poco per trovarsi in buona compagnia.<br />
Scambi di indirizzi email e al mio ritorno a Buenos Aires ho gia&#8217; due/tre inviti per uscire a bere una birra.<br />
Ci scommetto che qualcuno degli stranieri lo ritrovo in giro per le spiagge cilene, le Ande peruviane o le galere boliviane (azzz..speriamo di no!)</p>
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		<title>La fine del Giro del Mondo</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Feb 2005 13:24:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diari di viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Giro del Mondo]]></category>

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		<description><![CDATA[Aeroporto Di Heathrow, Londra, 28 Febbraio 2005 Un anno fa, giorno piu&#8217; giorno meno, ero in questo stesso aeroporto in attesa di partire per Buenos Aires e iniziare il Giro del Mondo. Oggi sono di nuovo qui, in attesa del volo per Venezia. Ovvio che mi viene in mente &#8220;mmm..che forte scrivere il report finale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Aeroporto Di Heathrow, Londra, 28 Febbraio 2005<br />
Un anno fa, giorno piu&#8217; giorno meno, ero in questo stesso aeroporto in attesa di partire per Buenos Aires e iniziare il Giro del Mondo. Oggi sono di nuovo qui, in attesa del volo per Venezia.<br />
Ovvio che mi viene in mente &#8220;mmm..che forte scrivere il report finale proprio qui&#8221;.<br />
E mentre attendo che il computer si accenda mi rendo conto di una cosa: non ho la sensazione di fine viaggio. Chi mi legge sa che non e&#8217; la prima volta e a pensarci bene e&#8217; anche ovvio. Il viaggio non e&#8217; finito oggi e non era iniziato il 3 marzo dell&#8217;anno scorso. Viaggiavo da prima e viaggero&#8217; in seguito.<br />
Pero&#8217;, per quanto cerchiamo di sfuggire dalla concezione circolare della vita, alla fine ne siamo sempre attratti.<br />
In effetti devo concederlo: e&#8217; finito il giro del mondo, un anno dopo, rieccomi qui.<br />
Ovvie e scontate sarebbero le riflessioni da gruppo parrocchiale tipo &#8220;come sei cambiato?&#8221;, &#8220;cosa ti ha portato questa esperienza?&#8221;, &#8220;ti senti piu&#8217; completo?&#8221; e &#8220;ma quante volte hai usato le stesse mutande?&#8221;, ma, come spiegare&#8230;ecco, chiedereste a una prostituta di mezz&#8217;eta&#8217; cosa ha provato con l&#8217;ultimo cliente? No, ovvio. Per me e&#8217; uguale. Il viaggio e&#8217; lo stato normale, non l&#8217;eccezione, per cui non mi vengono in mente considerazioni profonde su come mi ha cambiato questo giro del mondo a parte che ho perso qualche chilo. Come al solito, capiro&#8217; tra qualche anno, perche&#8217; scervellarmi adesso?</p>
<p>Comunque in qualche modo il capitolo va chiuso e prendete questo report come l&#8217;ultimo report del giro del mondo, così diventa un&#8217;opera compiuta e ci si rilassa tutti.<br />
Adesso che dire? Ah..il wireless e&#8217; arrivato nel terminal (leggi report01 giro del mondo) ma costa 5 sterline all&#8217;ora per cui siamo al punto di prima.</p>
<p>Tra una decina di giorni siamo gia&#8217; in TripRaduno, forte &#8216;sta cosa che resiste agli anni e all&#8217;apparente inconcludenza. Poi parto per Praga per il mio business e insomma siamo on the road again per cui tutto bene non ci si lamenta, finche&#8217; dura dura e ce la godiamo.</p>
<p>Ho viaggiato tutta la notte, meglio che chiuda il report. L&#8217;ho scritto, il report finale. Addio giro del mondo. Addio giovinezza. Addio pancetta. Addio deserti, montagne e cieli (dai che c&#8217;e&#8217; a chi piace questa retorica e devo dare al pubblico cio&#8217; che vuole). Addio amori e odii, odori e puzze, cibi strani e prelibati, sensazione di liberta&#8217; e fatiche, paure e gioie..ronf&#8230;ronf, sto annoiando anche me&#8217; stesso.<br />
Che voglia di un cappuccino e di parlare in veneto.<a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/11/mappa-giro-del-mondo.jpg" title="La mappa del giro del mondo"></p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/11/mappa-giro-del-mondo.jpg" alt="La mappa del giro del mondo" /></p>
<p></a></p>
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		<title>Lo Tsunami a Kao Lak</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Feb 2005 16:22:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Bangkok]]></category>
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		<description><![CDATA[Venerdi 4 Febbraio E il domani e&#8217; arrivato dopo una notte passata ad ascoltare una coppia di francesi chiacchierare tre stanze in la. Le loro voci non e&#8217; che penetrassero i muri. Semplicemente la parte sopra la porta e&#8217; una grata e si sente tutto cio&#8217; che succede in zona. Sono sceso e ho preso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/11/donazioni-tsunami-thailandia6.jpg" title="Una stanza di un resort"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/11/donazioni-tsunami-thailandia6.thumbnail.jpg" alt="Una stanza di un resort" align="left" /></a>Venerdi 4 Febbraio<br />
E il domani e&#8217; arrivato dopo una notte passata ad ascoltare una coppia di francesi chiacchierare tre stanze in la. Le loro voci non e&#8217; che penetrassero i muri. Semplicemente la parte sopra la porta e&#8217; una grata e si sente tutto cio&#8217; che succede in zona.<br />
Sono sceso e ho preso un motorino a noleggio. Avevo optato per quello a tre euro al giorno ma poi ho deciso di scialacquare e ho preso uno nuovo con marce automatiche a quattro euro. Dopotutto mi dovevo fare almeno 300 km ed era meglio partire bene.<br />
Così parto e 25km dopo mi si buca una gomma. Provvidenzialmente ci sono due tipi sotto un albero, mi trascino verso loro e chiedo se c&#8217;e&#8217; un meccanico in zona. Per fortuna si, torna indietro di 500 me e lo trovi sulla sinistra.<br />
Così torno indietro di 500 metri e lo trovo sulla sinistra. Sta riparando una gomma. Poi ripara la mia e mi mostra il chiodo di 8 cm che si e&#8217; infilzato nel copertone. Ripara, due euro e riparto.<br />
Detto tra noi questa e&#8217; un&#8217;altra ennesima prova che Dio non esiste, o almeno che si e&#8217; dimenticato di me. Cioe&#8217;, anche nelle rare occasioni in cui faccio del bene mi punisci e mi ostacoli? &#8220;e&#8217; una prova del Signore&#8221; direte voi. E non le puo&#8217; fare ai cattivi le prove? Io sono un buono.</p>
<p>Per strada trovo il Muro della Memoria in costruzione. Si tratta di un muro bianco con una candela e una bandiera per ogni nazione che ha avuto vittime a causa dello tsunami. E&#8217; anche il sito dove sono parcheggiati i corpi refrigerati in attesa di identificazione. Mentre un camion frigorifero fa manovre faccio una foto alla bandiera italiana. C&#8217;e&#8217; qualche svedese che gironzola. Facce tristi in giro.</p>
<p>Riparto sotto il sole e ringrazio l&#8217;inventore del pareo/sarong per il quale scopro sempre nuove funzioni: sciarpa anti scottature da sole e (al ritorno) maschera anti-insetti (quelli che si spiaccicano sul tuo viso al tramonto mentre corri).</p>
<p>Arrivo in zona, Kao Lak verso mezzogiorno. Mi fermo al ristorante dove l&#8217;altra volta una ragazza parlava inglese e mi mangio dei noodle fritti uovo e verdure. Appare la ragazza e le chiedo se qualcuno mi puo&#8217; dare una mano a tradurre nei campi, pago 500 bath (10 euro).<br />
-&#8221;Ok, ci penso io&#8221;<br />
Dopo un po&#8217; torna con un ragazzo, Jate. Due parole, parla bene, lavorava per un&#8217;agenzia di immersioni, e adesso ha &#8220;una lunga vacanza&#8221;. Tutto e&#8217; chiuso.<br />
Ok, partiamo.<br />
Gli dico che voglio andare al campo dell&#8217;altra volta. Mi dice che gli stranieri vanno tutti li, e&#8217; il piu&#8217; grande, ma ce ne sono altri quattro piu&#8217; piccoli dove non va ormai quasi piu&#8217; nessuno.<br />
Ok, andiamo a vedere un po&#8217;.<br />
Il primo mi ricorda Taize&#8217; con le baracche e una piazza polverosa sotto il sole.<br />
Faccio un briefing a Jate, di che sto portando soldi di amici dall&#8217;Italia. Ok.<br />
ci infiltriamo nelle baracche, su ognuna c&#8217;e&#8217; scritto quante persone ci vivono e l&#8217;eta&#8217; di ognuno.<br />
Nello zaino ho gia&#8217; pronte delle buste marroni con i soldi, 4000 o 5000 bath (80 o 100 Euro), sopra c&#8217;e&#8217; scritto il nome di chi ha donato, l&#8217;email e il mio sito.<br />
La frase in inglese e&#8217;:&#8221;questi 4000 bath sono per te da parte di Francesco Zunotti di Milano, franc@tin.it, organizzato da Tripluca.com&#8221; (nome e email in questo esempio sono inventati).</p>
<p>Arriviamo ad una baracca dove c&#8217;e&#8217; una ragazza con due bambini. Jate le dice qualcosa in thailandese, entriamo. Il bambino e&#8217; piccolissimo. poco piu&#8217; di un mese. Nato dopo lo Tsunami? Si, il giorno dopo. Come si chiama? Klar, vuol dire &#8220;onda&#8221;. Pazzesco, una storia per la CNN. Le lasciamo una busta, facciamo due foto e scriviamo giu&#8217; i nomi, eta&#8217; e indirizzo.<br />
Non so bene come la prendano questa storia delle foto e indirizzo. Io lo voglio fare per creare un contatto, per quanto difficile. Jate dice che non c&#8217;e&#8217; problema.</p>
<p>La giornata e&#8217; lunga e piena di storie come questa, alcune anche peggio, le troverete nella sezione apposita.<br />
<a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/11/donazioni-tsunami-thailandia7.jpg" title="La spiaggia di Kao Lak"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/11/donazioni-tsunami-thailandia7.thumbnail.jpg" alt="La spiaggia di Kao Lak" align="left" /></a> Qui mi resta da dire che sono stupito del fatto che nonostante sia chiaro che i &#8220;farang&#8221; (stranieri) vengono a portare soldi, nessuno ti approccia e nessuno chiede niente. Magari dentro di loro sperano che ti fermi da loro, ma neanche uno sguardo supplichevole, niente. Anzi, spesso Jate chiede a delle persone fuori dalle baracche a chi possiamo donare e ci portano da un famiglia dove sanno che ce n&#8217;e&#8217; piu&#8217; bisogno. Solo in un caso un ragazzo con la maglietta della Nazionale Italiana con una bambina in braccio, ci ha seguiti discretamente e ha buttato due parole dicendo &#8220;anche la mia bambina ha perso la mamma&#8221;.<br />
Ho chiesto a Jate chi e&#8217;. Dice che lo conosce, ha ancora la casa e se dice che ha perso la moglie e&#8217; vero. Decido comunque di non dargli niente per non premiare questo tipo di comportamento. E&#8217; una decisione difficile ma non voglio penalizzare appunto le persone che non chiedono. Spero che chi mi ha affidato i soldi sia d&#8217;accordo con me.<br />
Comunque dicevo questo per far capire che si comportano straordinariamente bene viste le circostanze.</p>
<p>Alla fine di tutta la giornata, dopo aver visitato un pescatore che ha perso la moglie e i mezzi di sussistenza, lascio Jate e gli do&#8217; 1000 bath, e&#8217; stato eccezionale. Dice che non ha 500 da darmi di resto, lascia stare, grazie di tutto.<br />
Parte e se ne va. Resto un po&#8217; li e vedo dall&#8217;altra parte della strada dei ragazzi che giocano a pallavolo con un pallone. Ottima luce, faccio una foto. Nella casa accanto dei ragazzini sfrondano un albero e cadono dei frutti. Altra foto. Mi vedono.<br />
Attraverso la strada per andare verso Phuket, mi chiamano e mi offrono dei frutti. Mai visti, sembrano albicocche ma con un sapore diverso. Mentre mangio si fanno delle belle risate. Risate che solo chi non ha contatti con stranieri si puo&#8217; fare.<br />
Il solo fatto che dalla mia bocca escano parole sconosciute fa saltare i bambini dalle risa. Ok, vado, verso il tramonto come sempre. Verso nuove avventure, non perdete la prossima puntata a sole 1500 lire, 25 pagine a colori.</p>
<p><a href="http://www.tripluca.com/tsunami/" title="Aiuti per le vittime dello Tsunami" target="_blank">Il rapporto dettagliato sugli aiuti per le vittime dello Tsunami</a></p>
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		<title>Distribuendo gli aiuti per le vittime dello Tsunami</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Jan 2005 16:15:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Diari di viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Giro del Mondo]]></category>
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		<category><![CDATA[Thailandia]]></category>

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		<description><![CDATA[Domenica 16 Gennaio 2005 Ieri siamo tornati Phangnga, siamo andati piu&#8217; in la&#8217; e siamo arrivati a Nam Khem. Si tratta(va) di un paese di pescatori e ferrivendoli. La prima cosa che abbiamo visto in lontananza e&#8217; un peschereccio parcheggiato davanti a una casa. Il paese praticamente non c&#8217;e&#8217; piu&#8217;. E&#8217; tutta sabbia, qualche scheletro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/11/donazioni-tsunami-thailandia5.jpg" title="Un bambino in un campo profughi"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/11/donazioni-tsunami-thailandia5.thumbnail.jpg" alt="Un bambino in un campo profughi" align="left" /></a>Domenica 16 Gennaio 2005<br />
Ieri siamo tornati Phangnga, siamo andati piu&#8217; in la&#8217; e siamo arrivati a Nam Khem. Si tratta(va) di un paese di pescatori e ferrivendoli. La prima cosa che abbiamo visto in lontananza e&#8217; un peschereccio parcheggiato davanti a una casa. Il paese praticamente non c&#8217;e&#8217; piu&#8217;. E&#8217; tutta sabbia, qualche scheletro di casa, barche e barconi in giro per le strade.<br />
Vedo una ragazza occidentale in divisa da protezione civile e mi avvicino in motorino. Fuma, aria da macho, occhiali da sole. Le chiedo dov&#8217;e&#8217; il campo profughi. Il campo profughi? Ce n&#8217;e&#8217; diversi, un po&#8217; dappertutto. Mentre mi spiega dov&#8217;e&#8217; il piu&#8217; vicino si avvicina un suo collega e si mette ad ascoltare. Gratta in terra col piede e dice:<br />
- &#8220;Siamo in cucina&#8221;<br />
- &#8220;come?&#8221;<br />
- &#8220;Siamo in una cucina, guarda, le piastrelle&#8221;<br />
Sotto la polvere ci sono delle piastrelle blu. Non ci eravamo accorti di essere dentro una casa.</p>
<p>Prendiamo i motorini ormai che e&#8217; tardi e andiamo al campo profughi. C&#8217;e&#8217; parecchia gente che rovista in ammassi di vestiti. Bambini che vanno e vengono, e&#8217; abbastanza pulito. Sembra un campeggio.<br />
Ci sono delle tende, andiamo in mezzo e vediamo una signora con una bambina, il papa&#8217; dorme. Non abbiamo fatto in tempo a trovare un traduttore. Mi avvicino, saluto, le do&#8217; il mio biglietto da visita, ci scrivo sopra tripluca, e gli do&#8217; 5000 bath (100 euro). Parliamo un po&#8217; senza capirci molto, due foto per i posteri, poi vedo che non abbiamo tempo e gliene do&#8217; altri 5000. Ringraziamenti pacati, grandi sorrisi. Giustamente Thailandesi si tengono dentro le emozioni. Andiamo.<br />
Cerchiamo un po&#8217; e troviamo un&#8217;altra famiglia non troppo in vista e ripetiamo la stessa scena, a questi solo 5000 che li ho finiti. Ce ne andiamo e ci spariamo altre dure ore sotto il sole in motorino.<br />
Ho portato i vostri soldi, direttamente, alle persone bisognose. Non abbiamo fatto molto ma abbiamo fatto qualcosa e siamo sicuri di averlo fatto. I soldi non sono andati nel mucchio e mani ormai non piu&#8217; emozionate non hanno pescato nel mucchio.<br />
I tuoi soldi sono andati direttamente dalle tue tasche alle mani di gente che ha perso tutto o qualcosa.<br />
E&#8217; stato un lavoraccio e non sono riuscito a portare i 50 euro di Toni alla famiglia Aniong, per cui Toni non ti posso dire che i tuoi 50 euro sono andati alle persone di quella foto. Pero&#8217; posso dire a voi tutti che i vostri soldi sono andati alle persone delle foto e vi do&#8217; anche la possibilita&#8217; di rintracciarli.<br />
Adesso mi sono rimasti dei soldi, spero di raccoglierne ancora e portarli al campo profughi e questa volta prepararmi bene e dire alla famiglia Aniong che Toni di Udine gli dona questi soldi.<br />
Non vedo i telegiornali italiano ma credo che ormai lo Tsunami sia storia vecchia, per cui chi ha dato a dato. Pero&#8217; se qualcuno vuole continuare, sono ancora a disposizione.</p>
<p><a href="http://www.tripluca.com/tsunami/" title="Aiuti per le vittime dello Tsunami" target="_blank">Il rapporto dettagliato sugli aiuti per le vittime dello Tsunami</a></p>
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		<title>Don Carlo di Patong</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Jan 2005 16:13:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[13 Gennaio 2005, Karong Beach, Phuket, Thailandia Ieri non sono riuscito a finire il report, e oggi e&#8217; un altro giorno. Molte cose sono cambiate. Eddy mi aveva detto di andare da Don Carlo, un frate &#8220;stimmatino&#8221; italiano che si occupa di adozioni a distanza. Ci sono andato e mi ha spiegato come fa, piu&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/11/donazioni-tsunami-thailandia3.jpg" title="Alcuni sfollati dallo Tsunami"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/11/donazioni-tsunami-thailandia3.thumbnail.jpg" alt="Alcuni sfollati dallo Tsunami" align="left" /></a>13 Gennaio 2005, Karong Beach, Phuket, Thailandia</p>
<p>Ieri non sono riuscito a finire il report, e oggi e&#8217; un altro giorno. Molte cose sono cambiate.<br />
Eddy mi aveva detto di andare da Don Carlo, un frate &#8220;stimmatino&#8221; italiano che si occupa di adozioni a distanza.<br />
Ci sono andato e mi ha spiegato come fa, piu&#8217; avanti vi spiego meglio.</p>
<p>Ieri, da Don Carlo, ho conosciuto uno svizzero/catanese che e&#8217; sceso apposta per aiutare ed e&#8217; venuto a sentire Don Carlo.<br />
Oggi abbiamo preso i motorini e siamo andati a Kao Lak, sopra l&#8217;isola di Phuket, in terraferma. E&#8217; in quella zona che sono morte la maggioranza delle persone.<br />
Gia&#8217; a Kamala, a Phuket, vediamo che l&#8217;onda ha distrutto parecchio piu&#8217; che a Patong o altre zone. Tutto e&#8217; ancora a terra, gente che lavora, pescatori che non pescano, parecchi falang (stranieri) che avevano attivita&#8217; e le stanno sistemando.<br />
Vediamo il primo gruppo di aiuti, gente che parla attorno a un tavolo, probabilmente volontari che vengono istruiti.<br />
Continuiamo verso Nord e usciamo da Phuket, passiamo il ponte e andiamo.<br />
Arriviamo alla prima spiaggia di Kao Lak, scendiamo in spiaggia e c&#8217;e&#8217; un resort bombardato. Non credo di poter riuscire a spiegare senza usare le parole dei telegiornali per cui lascero&#8217; alle foto l&#8217;arduo compito di descrivere quello che sapete gia&#8217;. Non ero mai stato in quei posti per cui non provo alcuna emozione, guardo e cerco di immaginare, ma non riesco a visualizzare un&#8217;onda alta sei metri che entra in terraferma per un km e porta via gente e cose. Nemmeno una scarpetta di un bambino buttata li riesce a rendere reale la situazione. E&#8217; colpa del mare calmo e del sole e dell &#8216;aria fresca e del cielo blu, non c&#8217;e&#8217; tragedia. Le rovine assomigliano a un cantiere. Quella volta a Bali, dopo la bomba, vedere le discoteche a terra, mi riempi&#8217; di una gran tristezza. Ma li ero stato varie volte.<br />
Continuiamo il viaggio in motorino e ogni volta che accostiamo la spiaggia e&#8217; la stessa scena, distruzione dopo distruzione. Dove c&#8217;erano alberi e verde adesso c&#8217;e&#8217; solo terra e a un certo punto la terra e&#8217; anche dal lato destro della strada, verso le montagne.<br />
In alcuni punti il mare e&#8217; a un km e la distruzione continua a destra per uno o due km. Ma come ha fatto a arrivare fin li&#8217;? Sembra davvero impossibile.<br />
verso l&#8217;una, mentre cerchiamo un posto per mangiare, arriviamo ad uno spiazzo con delle tende e ci fermiamo a guardare.<br />
E&#8217; gestito dall&#8217;esercito e ci sono le foto dei dispersi e dei morti non riconosciuti. Non avevo mai visto un morto annegato e mi rendo conto del perche&#8217; sia difficile riconoscere un cadavere in quelle condizioni. Non mi dilungo, cercate in internet e vedrete.<br />
In lontananza, a circa tre km dal mare c&#8217;e un vascello militare arenato ai piedi della collina. Assurdo, ma e&#8217; Così<br />
Il pomeriggio e&#8217; verso la fine e decidiamo di tornare, ci fermiamo a bere qualcosa e discutiamo un po&#8217;. Neanche oggi abbiamo trovato persone da aiutare. Allora chiediamo a una ragazza se ci sono degli sfollati. Dice di si, due km piu&#8217; avanti. Ce ne sono tanti? Migliaia. E di cosa hanno bisogno? Cibo? no cibo no, glielo porta la gente di qua. Sono senza casa. Ok, perche&#8217; noi vorremmo aiutare. Allora vi conviene andare piu&#8217; avanti a Nam Kem dove c&#8217;e&#8217; gente povera che a perso tutto. Qui e&#8217; zona turistica e chi ha perso la casa magari aveva soldi messi via. Vi conviene li. Io ho perso lo zio e una cugina. E un motorino.<br />
Insomma sembra che abbiamo trovato i nostri beneficiari, domani si torna.<br />
Ci spariamo altre due ore sotto il sole e arriviamo a casa alle sette e mezza. Alle otto siamo da Don Carlo che ci ha organizzato una serata con le famiglie adottate Così posso conoscerli e scattare delle foto da far vedere ai miei fan.<br />
<a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/11/donazioni-tsunami-thailandia4.jpg" title="Durante le donazioni"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/11/donazioni-tsunami-thailandia4.thumbnail.jpg" alt="Durante le donazioni" align="left" /></a> Sono tutte persone che hanno perso il lavoro in seguito allo Tsunami.<br />
Don Carlo chiede se abbiamo intenzione di donare qualcosa e io decido di stanziare 20.000 bath (400 Euro) a fondo perduto. 1000 bath (20 euro) a testa e siamo a posto. Don Carlo richiedere che firmino un quaderno e loro firmano. Io elargisco e mi sembra la cerimonia del premio Nobel, tanto che non sono molto a mio agio, e immagino nemmeno loro, ma sei soldi li volete mica ve li posso mettere in tasca di nascosto no? E comunque Don Carlo ha detto che e&#8217; il sistema migliore, nessuno si offende. Accettano con un sorriso veloce e se ne vanno. Non e&#8217; la scena del mio sogno ma ci siamo quasi.</p>
<p><a href="http://www.tripluca.com/tsunami/" title="Aiuti per le vittime dello Tsunami" target="_blank">Il rapporto dettagliato sugli aiuti per le vittime dello Tsunami</a></p>
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		<title>Tsunami, la dura vita del portatore di aiuti</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Jan 2005 16:05:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[13 Gennaio 2005, Karong Beach, Phuket, Thailandia Non credo sia stata ingenuita&#8217;, probabilmente ero concentrato su di una cosa e non ho avuto il tempo di pensare alla cosa seguente, per cui il mio formidabile cervello ha sistemato i tasselli per default e ha creato un&#8217;immagine idilliaca di San Luca Da Martellago che distribuisce soldi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/11/donazioni-tsunami-thailandia.jpg" title="Una famiglia di sfollati dallo Tsunami"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/11/donazioni-tsunami-thailandia.thumbnail.jpg" alt="Una famiglia di sfollati dallo Tsunami" align="left" /></a>13 Gennaio 2005, Karong Beach, Phuket, Thailandia</p>
<p>Non credo sia stata ingenuita&#8217;, probabilmente ero concentrato su di una cosa e non ho avuto il tempo di pensare alla cosa seguente, per cui il mio formidabile cervello ha sistemato i tasselli per default e ha creato un&#8217;immagine idilliaca di San Luca Da Martellago che distribuisce soldi (la seconda cosa di cui sopra) a destra e sinistra a gente mezza annegata appena uscita dall&#8217;onda e che non ha niente, neanche acqua da bere. Il tutto sotto un cielo con poche nuvole attraverso il quale passano alcuni raggi di sole ad illuminare a scena, e me in particolare senza nemmeno piu&#8217; la pancetta in posa statuaria.<br />
E invece arrivo a Phuket con il portafoglio pieno di 30.000 bath (600 euro, gli altri li ritiro man mano che non mica l&#8217;American Express oro), scendo al mio hotel solito (in spiaggia fisso fisso) senza nemmeno il coraggio di chiedergli dell&#8217;onda (paura che si offendano), mi piazzo in camera (ho viaggiato la notte), guardo le pareti per vedere se l&#8217;acqua e&#8217; arrivata (sembra di no), mi faccio la doccia e continuo a dilungarmi per evitare la madre di tutte le domande che ormai da un pezzo mi aspetta dietro l&#8217;angolo per rivelarsi in tutto il suo splendore, denudandosi in un:<br />
- &#8220;E ADESSO?&#8221;<br />
come, e adesso? Cioe&#8217; io qui ho i soldi e vengo in pace ad aiutare i bisognosi..dove sono? Perche&#8217; non si sono messi in fila dietro alla mia porta? Dove li trovo?<br />
Gia&#8217; perche&#8217; finora (dalla stazione dei bus all&#8217;hotel) ho visto una spiaggia devastata ma vuota e altre spiagge rovinate con negozi distrutti ma turisti che girano e dove tutto sembra quasi normale. E questo cielo blu con quel sole giallo e la spiaggia di sabbia fina col mare, il mare, calmo e rilassante.<br />
Dove sono le vittime? Luca (quando parlo con me stesso non mi chiamo Tripluca, penso offline), le vittime mica stanno in spiaggia ad aspettare te, saranno da qualche parte, sono passati quasi venti giorni.<br />
Ok, allora le devo trovare&#8230;dove?<br />
Avevo letto sul giornale dei pescatori di Rawai beach che sono rimasti senza barche e come se non bastasse nessun vuole pesce della zona per paura che abbia mangiato cadaveri umani (di solito mangia cadaveri di pesci e non fa schifo a nessuno).<br />
Allora prendo il mio fido motorino e vado a Rawai dove in effetti vedo delle barche distrutte, alcune affondate alcune galleggianti, alcuni pescatori che lavorano alle barche. Una scena abbastanza conforme al canone morale del dopo-catastrofe.</p>
<p><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/11/donazioni-tsunami-thailandia2.jpg" title="I donati e il donatore con Padre Carlo"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/11/donazioni-tsunami-thailandia2.thumbnail.jpg" alt="I donati e il donatore con Padre Carlo" align="left" /></a> L&#8217;idea e&#8217; buona: vado da un pescatore che sta riparando la barca e gli do&#8217; dei soldi.<br />
ma quando sogni, tutto e&#8217; facile. Io gli dico due parole, lui smette di lavorare e mi racconta la sua esperienza, dopo un po&#8217; quando siamo ormai amici, gli tiro fuori i soldi per comprarsi la barca e lui e&#8217; felicissimo, mi porta dalla sua famiglia, ha due bambini affamati che vogliono il pesce di papa&#8217;, si festeggia, compra la barca e la chiama tripluca.it, poi gli dico no e&#8217; .com, ok e cancella e mette .com.<br />
Nei sogni. Poi in realta&#8217;:<br />
- come gli parlo? mi tocca cercare un traduttore e pagarlo e magari fa il furbo e mi porta dallo zio ricco che fa una messa in scena da povero pescatore e intasca il gruzzolo.<br />
- il tipo che approccio non e&#8217; un pescatore ma un cugino che sta a 10km nell&#8217;interno e sta dando una mano. Fa il furbo e intasca il gruzzolo. E magari vicino c&#8217;e&#8217; un pescatore che ha perso tutto.<br />
- il tipo che approccio ha perso la barca ma le altre nove che ha sono a posto in garage vicino alla Mercedes color seppia.<br />
Tutto cio&#8217; per dire che le cose vanno fatte bene e per farle bene ci vuole la conoscenza locale, che io non ho.<br />
Per il momento quindi accantono il progetto &#8220;pescatore beificato&#8221; e decido di valutare anche altre possibilita&#8217; prima di elargire.<br />
Nel pomeriggio mi trovo con un&#8217;amica di Phuket che lavora troppo ed e&#8217; informata tramite i telegiornali. Una sola parola, un solo messaggio: ci pensa il governo. Popolo non ti preoccupare, ci pensa il governo. taci e continua a subire (traduzione mia).<br />
Strano, penso, con tutti i problemi che ci sono da queste parti, il governo si prende carico per bene anche di questo?<br />
Inoltre la mi amica mi dice che il vero disastro e&#8217; stato a Kao Lak, a nord di Phuket.</p>
<p>Altra risorsa: chiamo la Croce Rossa ed altre associazioni perche&#8217; mi indichino persone bisognose, ma non e&#8217; il loro lavoro, non mi sanno rispondere.<br />
Risorsa seguente: lascio messaggi in giro nei forum chiedendo consigli. Poi mentre mangio mi arriva un sms: ciao sono eddy, se passi da queste parti vieni a trovarmi&#8217;.<br />
E&#8217; il proprietario di sawadee.it, sito sulla Thailandia in italiano, e sta a 15 minuti da me. Salgo sul motorino e lo vado a trovare a Patong.<br />
E&#8217; lo shock finale. Patong e&#8217; tipo PatPong, la Thailandia degli stereotipi, decine di baretti pieni di ragazze succinte, musica ad alto volume, farang (stranieri) pancioni e maturi con ragazzine forse maggiorenni, piu&#8217; qualche travestito per completare il quadretto didattico. The show must go on.<br />
Ho un attimo di rigetto, ma poi mi dico, meglio Così, almeno non si e&#8217; fermato tutto.,<br />
Eddy mi da&#8217; un sacco di informazioni utili. Dice che chi aveva attivita&#8217; in spiaggia aveva anche soldi messi via, chi e&#8217; rimasto a piedi sono i dipendenti senza lavoro, ma quelli dove li trovi?<br />
Dice che Phuket e&#8217; turistica e appena tornano i turisti tornano anche i soldi.<br />
Insomma mi ritrovo a sperare che le cose stessero peggio.<br />
<a href="http://www.tripluca.com/tsunami/" title="Aiuti per le vittime dello Tsunami" target="_blank">Il rapporto dettagliato sugli aiuti per le vittime dello Tsunami</a></p>
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		<title>L&#8217;ospedale delle erbe a Shanghai</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Jan 2005 16:01:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Shanghai, 5 gennaio 2005 Rileggo e i 40.000 sono 150.000, destinati ad aumentare. Sono passati otto giorni. Ma che differenza c&#8217;e&#8217; da 40.000 a 150.000? E se diventano 200.000? Non e&#8217; facile legare un&#8217;emozione a un numero. Mentre se vediamo due sorelline orfane ci viene anche da piangere. Siamo fatti così, limitati nel comprendere i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/11/carretti-a-shanghai.jpg" title="Trasporto di pomodori a Shanghai"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/11/carretti-a-shanghai.thumbnail.jpg" alt="Trasporto di pomodori a Shanghai" align="left" /></a> Shanghai, 5 gennaio 2005<br />
Rileggo e i 40.000 sono 150.000, destinati ad aumentare. Sono passati otto giorni. Ma che differenza c&#8217;e&#8217; da 40.000 a 150.000? E se diventano 200.000? Non e&#8217; facile legare un&#8217;emozione a un numero. Mentre se vediamo due sorelline orfane ci viene anche da piangere. Siamo fatti così, limitati nel comprendere i grandi numeri, ma sensibili al caso particolare.<br />
E capisco che la mia scelta e&#8217; giusta e puo&#8217; funzionare. Mi avete mandato 10, 20, 50 euro, e io vi mandero&#8217; delle foto e delle storie. Saprete che quei 20 euro sono diventati 1000 bath con i quali adesso la signora &#8220;Khan&#8221; sta comprando dei vestiti nuovi. Delle storie, si, dovro&#8217; parlare e farmi raccontare, fare un po&#8217; da giornalista. Vedremo, e&#8217; una cosa nuova per me. Intanto grazie della fiducia, spero ben riposta.</p>
<p>Nel frattempo vanno avanti anche le nostre storie personali, e per me&#8217; domani significa fine della Cina. Cinque settimane di corsi intensivi di cinese la mattina e business il pomeriggio. Ho imparato la lingua? Scherzi? In cinque settimane? Comunque son contento perche&#8217; ho scoperto che in sei mesi fatti bene si puo&#8217; fare (solo orale pero&#8217;), e io che credevo ci volessero anni.<br />
Ancora una volta quando quasi quasi le mie chiappe si erano abituate alla consistenza e temperatura della tazza del cesso locale, le riporto in viaggio con me verso vecchi orizzonti. Vecchi perche&#8217; ormai a Bangkok sono di casa.<br />
Nuovi pero&#8217;, perche&#8217; di fare del bene non mi era mai passato per la testa. Ma stavolta, ripeto, e&#8217; troppo grossa per stare a guardare. In un mondo dove anche Bush e&#8217; diventato buono&#8230;</p>
<p>Oggi sono andato all&#8217;ospedale perche&#8217; mi e&#8217; spuntato un altro bubbone, stavolta sulla schiena. Non mi ricordo se e quando l&#8217;ho scritto ma e&#8217; da Aprile in Peru&#8217; che regolarmente mi si gonfia un brufolo sulla pelle, che cresce cresce, si riempie di pus, e fa un male boia, poi scoppia e sparisce. Ogni volta in posti diversi e ogni volta spero sia l&#8217;ultimo.<br />
Io credo sia dovuto alla carne e all&#8217;alcol. Cioe&#8217;, non mangio carne da 15 anni, ma due anni fa ho ripreso e ho avuto questi problemi. Poi ho smesso, ma ogni tanto mi capita un pezzettino in una zuppa o da qualche parte. E regolarmente mi spunta il bubbone. Inoltre se bevo alcool mi si indebolisce il sistema immunitario. In quest settimane ho bevuto qualche birra e una settimana fa ho anche mangiato un po&#8217; di carne, ma poca eh? E bummm ecco il bubbone.<br />
Allora stamattina ho chiesto a Jack di portarmi da un dottore cinese tradizionale, uno di quelli sommersi di erbe e inguenti imperiali con tanto di bilancia in rame.<br />
Lui mi dice &#8220;ti porto all&#8217;ospedale, dove hanno medicina tradizionale&#8221;. Ok.<br />
Entriamo all&#8217;ospedale e pago 8 rmb (0,8 euro) alla cassa digitale dove una voce ripete persino il prezzo in cinese.<br />
Poi andiamo su dalla dottoressa e c&#8217;e&#8217; una fila di vecchietti ovviamente cinesi che aspetta su delle sedie. Siamo praticamente in corridoio. La dottoressa e&#8217; seduta alla sua scrivania e parla con una paziente.<br />
Tutti mi guardano e una vecchietta si mette a ridere e dice &#8220;uno straniero che si cura con la medicina cinese, hi hi hi!!&#8221;.<br />
Ok, penso io, che c&#8217;e&#8217; di strano?<br />
Quando arriva il mio turno Jack spiega alla dottoressa il problema e lei mi porta dietro a un separe&#8217;, alla fine del corridoio.<br />
Alzo la maglietta/maglia/maglione e la doc si mette a tastare attorno alla zona incriminata. Dice che e&#8217; meglio che mi curi con la medicina occidentale che con la tradizionale ci vuole troppo tempo. Ma voglio fare la cavia di me&#8217; stesso e insisto.<br />
Allora mi da&#8217; la ricetta e la portiamo giu&#8217;. Sono 8 euro, tornate tra un&#8217;ora, ci dice il tipo dell&#8217;erboristeria. Nel frattempo andiamo da un altro dottore che con 4 euro mi scarica il pus. Mentre aspetto noto che lo studio non e&#8217; il massimo dell&#8217;igiene, ma sono tutti standard relativi. Il dottore se ne va fuori dalla porta a fumare una sigaretta e mi godo l&#8217;aroma del tabacco.<br />
Poi torna e fa il suo lavoro, senza guanti, poi con le dita un po&#8217; insanguinate mi mette il cerotto. Noto con disgusto che tocca anche altri cerotti destinati a futuri pazienti. Solo alla fine di tutto, dopo aver toccato penne, quaderni e flaconi, si lava le mani. Insomma un macellaio. Ma i germi in Cina non fanno male, nel caso non lo sapeste.</p>
<p>Andiamo a prendere le erbacce e mi presentano un sacchetto della spesa con almeno tre litri di estratto di qualcosa da bere riscaldato al microonde due volte al giorno. Ottimo, intanto vediamo se non mi arrestano a Bangkok per importazione di erbe medicinali illegali.</p>
<p>Ultime ore a Shanghai, ho ancora del lavoro da fare. Alla prossima</p>
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		<title>Lo Tsunami</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Dec 2004 19:01:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Shanghai, 28 Dicembre 2004 Pensavo di fare un report sulle settimane passate ed ecco che arriva un Tsunami a sconvolgere mezza Asia. Che dire? Ricordo ancora Domenica quando la CNN diceva che c&#8217;erano gia&#8217; 9 morti confermati in Aceh. Nove. Poi piano piano sempre piu&#8217;. Poi di colpo la Thailandia, sembra ci siano quasi cento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/10/te-verde-e-nero-in-fiore.jpg" title="The’ verde e nero in fiore"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/10/te-verde-e-nero-in-fiore.thumbnail.jpg" alt="The’ verde e nero in fiore" align="left" /></a> Shanghai, 28 Dicembre 2004<br />
Pensavo di fare un report sulle settimane passate ed ecco che arriva un Tsunami a sconvolgere mezza Asia. Che dire? Ricordo ancora Domenica quando la CNN diceva che c&#8217;erano gia&#8217; 9 morti confermati in Aceh. Nove. Poi piano piano sempre piu&#8217;. Poi di colpo la Thailandia, sembra ci siano quasi cento morti. A Phuket dove sono stato in Ottobre. Poi a Phi Phi, dove sono anche stato e dove ho pure spedito degli amici in Novembre. Ora sono gia&#8217; sui mille e passa.<br />
Come scrivevo a un amico, viaggiando tanto si amano tanti posti e tante persone, per cui qualsiasi cosa succeda nel mondo qualcuno che conosco e&#8217; toccato, direttamente o indirettamente.<br />
Non vi dico il colpo quando ho letto che le isole Gili erano state spazzate via. Falso allarme per fortuna.<br />
Vedo le immagini di Phuket e Phi Phi e ricordo chiaramente cosa stavo facendo li poche settimane fa.<br />
E come nel dopo bomba di Bali, mi vengono in mente persone e situazioni..e quelle persone forse sono sparite. E&#8217; come se un po&#8217; d&#8217;onda sia venuta a risucchiare qualcosa anche in me, niente di fisico, ma quella persona in quella situazione vissuta tempo fa, forse e&#8217; sparita.<br />
Siamo gia&#8217; a 40.000.<br />
Torno a Bangkok il 6 gennaio, vediamo se posso fare qualcosa. So gia&#8217; che cercano traduttori, ma forse solo per i primi giorni. Donare sangue. Vedremo.<br />
Mi viene in mente di far spedire vestiti a un indirizzo di Bangkok, poi ci penso io a portarli. O a farmi mandare soldi, ma poi sapete cosa vanno a pensare. Allora lascio stare, tanto qui da Shanghai&#8230;<br />
Ma poi penso che chissa&#8217; quanta gente preferirebbe dare qualcosa non a un&#8217;organizzazione senza sapere bene dove vanno i soldi, ma a una persona che poi ti dice anche a chi li ha dati. Potrei fare qualcosa, da Bangkok potrei fare qualcosa. E in fondo chi se ne frega se poi qualcuno pensa male. Anche se 100 diranno &#8220;Quel coglione di Tripluca (citazione Bali 2002) fa i soldi con la scusa dello Tsunami&#8221; magari uno da&#8217; 10 euro, e io i 10 euro li porto a una persona e poi te lo faccio sapere chi e&#8217; questa persona. Una donazione da persona a persona. Sulla mia reputazione posso sorvolare, tanto chi vuol pensar male non lo puoi fermare. E mentre scrivo e rileggo penso sia una buona idea.<br />
Potreste pagare con carta di credito su Paypal, o spedire qualcosa nel mio conto in banca, o un vaglia dai miei o da un amico.<br />
Che ne dite? Fatemi sapere che organizziamo qualcosa ragazzi. Io sono qui e sento il dovere di fare qualcosa, velocemente.</p>
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		<title>Comunisti e festaioli</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Dec 2004 18:57:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Diari di viaggio]]></category>
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		<description><![CDATA[Shanghai 11 Dicembre 2004 Ieri primo assaggio di vita notturna con July (l&#8217;uomo col nome di donna) e il suo amico Brian, entrambi Filippini. Saltando da un locale chic al successivo superchic grazie al supporto di tassisti incomprensibili che pero&#8217; ci capivano sempre ho constatato che anche in Cina la vita notturna e&#8217; simile a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/10/militari-cinesi-in-bicicletta.jpg" title="Militari cinesi in bicicletta"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/10/militari-cinesi-in-bicicletta.thumbnail.jpg" alt="Militari cinesi in bicicletta" align="left" /></a> Shanghai 11 Dicembre 2004<br />
Ieri primo assaggio di vita notturna con July (l&#8217;uomo col nome di donna) e il suo amico Brian, entrambi Filippini.<br />
Saltando da un locale chic al successivo superchic grazie al supporto di tassisti incomprensibili che pero&#8217; ci capivano sempre ho constatato che anche in Cina la vita notturna e&#8217; simile a quella in tutto il resto del mondo, cambiano solo le facce ubriache.<br />
Il Brian che e&#8217; qui da tre settimane ma e&#8217; gia&#8217; riuscito a farsi ospitare da una ragazza, ci ha portati in un locale molto cool, dove si poteva girare con la birra in mano a guardare in giro in un&#8217;atmosfera molto easy. Al secondo piano c&#8217;erano anche degli impiegati frustrati sudamericani emigrati in Cina a suonare salsa che sembra proprio alla moda da queste parti.<br />
Il July attaccava bottone con tutte le donne e noi si chiacchierava. Inutile approfondire sul contenuto delle suddette conversazioni, niente di molto originale.<br />
A livello spese siamo sui 4/5 euro per entrare, 4 euro per la birra e 1/2 euro per il taxi da un posto all&#8217;altro.<br />
Il tutto molto moderno e ogni tanto ti fermi e le tue labbra si muovono nel pronunciare un inaudibile &#8220;comunismo?&#8221;.<br />
Vabbe&#8217; ma sono i soliti discorsi, comunisti si comunisti no. Certo che se sono comunisti prevedo un dilagare dell&#8217;ideologia nei paesi limitrofi. Tutti vogliono essere ricchi.<br />
Prima di andare a dormire siamo passati a casa della ragazze che ospitava Brian a prendere la valigia. Il giorno prima infatti era tornato il ragazzo e aveva dato l&#8217;ultimatum. Adesso Brian vive con noi e mi tocca stare a sentirli parlare in filippino. Il brutto e&#8217; che ci sono un sacco di parole in inglese e spagnolo in questa strana lingua ibrida, per cui mi tocca capire e non riesco a concentrarmi su film in Cinese che non so mai se sono in Cinese o Cantonese.</p>
<p>L&#8217;altro giorno e&#8217; venuto l&#8217;operaio a riparare un cassetto. Era in giacca e cravatta e ha passato piu&#8217; tempo al telefonino che al cassetto. Gli ho fatto sistemare la tazza del cesso e me la sono goduta a vederlo tutto elegante ad armeggiarci attorno.<br />
Dico cio&#8217; per dire che qui sono tutti e sempre in giacca e cravatta, anche gli umili.</p>
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