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	<title>Vivere viaggiando, Tripluca.com &#187; TripLife 1.0</title>
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		<title>TripLife 1.0 – Interviste &#8211; Marco Ferrarese, Monkey Rock World (25)</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 12:38:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei libri]]></category>
		<category><![CDATA[TripLife 1.0]]></category>
		<category><![CDATA[monkey]]></category>
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		<description><![CDATA[Questo é un capitolo del libro che sto scrivendo online: TripLife 1.0 Manuale per Vivere e Lavorare Viaggiando. Qui c&#8217;é la presentazione. Mandami commenti, critiche e suggerimenti, mi aiuterai a scriverlo nel miglior modo possibile. Questo capitolo si chiama: Interviste &#8211; Marco Ferrarese, Monkey Rock World Chiedere un&#8217;intervista al Monkey equivale a dargli carta bianca per distruggere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="TripLife 1.0 - Manuale per vivere e lavorare viaggiando" href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2007/11/copertinatriplife.jpg"><img src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2007/11/copertinatriplife.jpg" alt="TripLife 1.0 - Manuale per vivere e lavorare viaggiando" width="197" height="262" align="left" /></a>Questo é un capitolo del libro che sto scrivendo online: <a title="Triplife, Manuale per Vivere e Lavorare Viaggiando" href="http://www.tripluca.com/categorie/i-miei-libri/triplife-10/">TripLife 1.0</a> Manuale per Vivere e Lavorare Viaggiando.<br />
Qui c&#8217;é la <a title="TripLife, presentazione" href="http://www.tripluca.com/i-miei-libri/triplife-10-presentazione/">presentazione</a>.<br />
Mandami commenti, critiche e suggerimenti, mi aiuterai a scriverlo nel miglior modo possibile.<br />
Questo capitolo si chiama:</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Interviste &#8211; Marco Ferrarese, Monkey Rock World</strong></p>
<p style="text-align: left;">Chiedere un&#8217;intervista al <a title="MonkeyRockWorld" href="http://www.monkeyrockworld.com/" target="_blank">Monkey</a> equivale a dargli carta bianca per distruggere tutte le tue certezze e allo stesso tempo stimolarti.</p>
<p style="text-align: left;">Dopo questa intervista seguirà la mia risposta.</p>
<p style="text-align: left;"><span id="more-1943"></span></p>
<ul>
<li><strong>Perchè hai lasciato? Se hai lasciato qualcosa ovviamente <img src='http://www.tripluca.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </strong></li>
</ul>
<p>Innazitutto mi scuso se scriverò molto, ma é tantissimo che nessuno mi intervista e mi sento in dovere di parlare molto.<br />
Ho lasciato principalmente la mia famiglia (mamma, papà e un fratello di un anno più grande) e un paio di ottimi amici con cui condividevo tutto quel che di più sacro e profano c’é al mondo, però non ce la facevo più.<br />
Non sopportavo più il perbenismo italiano, il menefreghismo, le raccomandazioni, l’impossibilità di fare qualsiasi cosa perché la gente si caga addosso prima ancora di aver finito di esporre un progetto, tutte queste cose.<br />
Non sopportavo il fatto di essere sveglio e intelligente in un mondo di mongoloidi attaccati alla gonna della mamma fino a 40 anni, e a quella della moglie, dopo.<br />
Mi svegliavo la mattina e la depressione inziava. Mi faceva cagare tutto, anche le cose  che mi piacevano erano fatte “all’Italiana” e di conseguenza, vomitevoli.  Odio l’Italia di oggi con tutto il cuore, l’ho odiata per anni cercando di amarla e, onestamente, a questo punto non me frega più niente. Più ne sto lontano, meglio sto.<br />
Suonavo in una band, The Nerds Rock Inferno, con cui per 10 anni sono riuscito a essere un pò più felice.<br />
Quando anche la band é finita, nel 2007, non aveva più  senso restare continuando a fare quella ignobile vita da mezzo borghesuccio, laureato professore senza lavoro.<br />
Non avendo più niente di vero in mano, pensai a come mettere a frutto la mia propensione per le lingue e frequentai un corso per diventare insegnante di Inglese a starnieri, uno di quelli più seri, il CELTA Cambridge. Prima di finirlo, per gioco, mandando curriculum qui e là per il web trovai un lavoro di insegnante di lingua in una remota e sconosciuta città della Cina settentrionale. Dopo un paio di controlli generici e senza pensarci due volte, senza fare l’omossessuale italiano stra paranoiato dalle possibili avversità da incontrarsi sul cammino, accettai e partii con un volo di sola andata all’inizio dell’ottobre 2007. Non sapevo NULLA di Cina, cinesi, Asia e quant’altro. Ma la cosa mi suonava nuova, pericolosa, eccitante e perché no, forse anche divertente… e alla fine mi apri’ la testa come la ruota di un camion fa con una scatola cranica: sangue e cervella dappertutto. Da allora non sono mai più tornato in Italia, e tutt’ora non ne ho l’intenzione. Quando tornerò, lo farò alla fine di un viaggio, di risacca, e senza l’intenzione di rimetterci le radici.</p>
<ul>
<li><strong>Da quanto tempo vivi viaggiando e per quanto ancora lo farai?</strong></li>
</ul>
<p>Non é facile vivere viaggiando, ci si stanca dopo pochi giorni, massimo settimane.<br />
Il fatto di vivere, inteso come un insieme di azioni, frequentazioni, movimenti, necessità, non é possible farlo in viaggio perché viaggiando, appunto, si perdono tutte le consuetudini.<br />
Anche un caffé bevuto su un treno in India la mattina alle 6 non é come berlo in casa seduto alle 8. Ogni giorno é diverso. E non credo che “vivere viaggiando” voglia dire andare ai tropici e fermarsi dei mesi su un&#8217;isola.<br />
Quello vuol dire “vivere su un’isola”. E ci aggiungo, rompendosi i coglioni, perché le isole sono, secondo me, noiosissime!<br />
Ho vissuto “viaggiando” per un anno circa, spostandomi overland dalla Mongolia all’Australia.<br />
Ho dovuto fermarmi qualche mese a Penang in Malesia (mia attuale residenza) per riposare e conoscere meglio la mia attuale convivente, altrimenti credo mi sarei suicidato. Si arriva al punto che la libertà e gli stimoli sono cosi’ tanti, che non si sa più che cosa farsene.<br />
Il mondo é poi diventato cosi’ noioso, facile e alla portata di mano di qualsiasi imberbe ragazzetto da liceo, che dopo poco il viaggiare diventa quasi una cosa totalmente routinaria. Stesse face, stessi letti negli ostelli, stessi discorsi, stessi sballi… é triste, ma a me é parso cosi’.<br />
Non fraintedermi, adoro sempre spostarmi, vedere posti nuovi e andare in paesi che non ho visto prima, ma per farlo con gusto devo farlo ai miei ritmi, veloci o meno, e seguendo le mie inclinazioni ed esigenze.  Se per vivere viaggiando intendi vivere fuori dall’Italia facendo alcune cose qui e là, alternate a periodi di free roaming o esplorazione e ricerca (nel  mio caso tento di fare questo), in stile di vita semi nomadico, allora ad ottobre di quest’anno saranno tre anni precisi dal momento dell’addio all’Italia.<br />
Se ci ripenso, con tutto quello che é successo me ne sembrano passati almeno dieci.<br />
Attualmente sono fermo, ho una casa, una fidanzata e una vita più o meno stabile segnata da routine varie, ma interessanti. Credo che necessariamente lo farò finché morirò, perché non vedo altre soluzioni per vivere la vita: sono sempre stato curioso, e non avendo più particolari taboo, non riesco più a tornare indietro.<br />
Aggiungo, non ho paura di morire, cosa importantissima per iniziare finalmente a vivere.</p>
<ul>
<li><strong> é stato difficile decidere di lasciare tutto? Cosa ti ha convinto?</strong></li>
</ul>
<p>No, per niente. In parte ti ho già risposto, comunque direi, mi ha convinto l’ignoto, l’avventura e le non sicurezze. Le cose dalle quali cerco di evitare di impostare la mia vita di tutti i giorni. Pensare che tra 10 anni farò quello che sto facendo adesso, mio dio, mi spaventa terribilmente.</p>
<ul>
<li><strong>Come ti mantieni?</strong></li>
</ul>
<p>Come capita. Seriamente. Ho anche dovuto vivere in un furgone compartito con altri due ragazzi per alcuni mesi, mangiando una sola volta al giorno per mancanza di contanti.<br />
Non mi piace rubare e fregare la gente, anche se molti lo fanno.<br />
Queste situazioni hanno però il vantaggio cruciale di insegnare  a separarti dalla materialità e ad aguzzare l’ingegno.<br />
Il mio problema é che, pur parlando un ottimo Inglese, insegnandolo privatamente quando posso e avendo le qualifiche, ho il passaporto con la copertina sbagliata.<br />
Questo mi impedisce di trovare il lavoro che amo facilmente, ma avendo studiato e non essendo un macrocefalo, alla fine trovo sempre qualcosa da fare nel campo dell’istruzione.<br />
Attualmente per ovviare alla scarsità di lavoro per i bianchi in Penang, sono ritornato a scuola (incredibile) facendo un master e dovrei ottenere una piccola borsa di studio che mi permetterà di coprire almeno le spese.<br />
Per il resto, non ho bisogno di molto e mi disinteresso delle ultime cagate tecnologiche, non guardo la televisione né leggo i giornali e di conseguenza evito la rovina pubblicitaria, quindi di soldi me ne servono pochi.<br />
Non mangio mai Italiano o in ristoranti di media fattura, figuriamoci costosi, prendo i mezzi più economici, faccio economia sul cibo e sui vestiti e in generale campo come un extracomunitario, ma non me ne frega, ripeto, un beneamarito cazzo.<br />
Chi crede di andare in Asia e diventare ricco di questi tempi, mi spiace, doveva puntare l’orologio almeno 15 anni indietro.</p>
<ul>
<li><strong>Qual’é la cosa più difficile del vivere viaggiando?</strong></li>
</ul>
<p>mmmmmmmmmm…. Non lo so.<br />
Forse, il programmare le cose troppo sulla lunga distanza, ma alla fine quando entri nel loop non pensi appunto al “vivere viaggiando”, che non esiste, ma al tuo presente di dove vivi, e ti regoli di conseguenza.<br />
E aggiungo, la gestione dei soldi sulla lunga distanza, quando non se ne hanno troppi.<br />
L’importante é non aver paura del mondo, tutto qua, qualcosa di buono alla fine succede quasi sempre. Anche se hai mangiato merda e noodles una volta al giorno per  mesi filati.</p>
<ul>
<li><strong>Qual’é la cosa più bella invece?</strong></li>
</ul>
<p>Le donne asiatiche in minigonna e tacchi a spillo.<br />
E la possibilità di avere più tempo per pensare, riflettere e meditare. E il vedere tanti bianchi che scappano da sé stessi per cercare un paradiso artificiale fatto di cose a basso costo e donne dai facile costumi, e si ritrovano invece circondati da indifferenza e pieni di malattie veneree.</p>
<ul>
<li> <strong>E&#8217; cambiato il modo in cui vedi la società residente? Se si, come?</strong></li>
</ul>
<p>Generalmente no, mi faceva pena prima e me la fa tutt’ora, ma per altri motivi.<br />
Più che altro mi ha sempre infastidito la società residente borghese, ma in generale, sono contento che esista. Perché? Forse se non esistesse non ci sarebbe bisogno di viaggiare, perché saremmo tutti nomadi e perennemente “spostati” e il concetto di viaggiare, ripeto, non esisterebbe.<br />
E’ tutta una costruzione mentale della nostra cultura di sicurezze, e appena uno se na va un tantino fuori, questi “residenti” (chiamali come vuoi) danno fuori perché non comprendono la “differenza”.<br />
Questo l’ho capito in Mongolia, osservando la gente della steppa. Un modo di vivere interessantissimo, ma pieno di limiti, soprattutto mentali e culturali. Preferisco essere uno dei non troppi che decidono di vivere un pò diversamente, che fare come loro.<br />
Ma sicuramente, mi piacerebbe seguirli e imparare da loro, per qualche tempo.</p>
<ul>
<li> <strong>Sei cambiato tu? Come?</strong></li>
</ul>
<p>Credo di si. Credo di aver innanzitutto imparato ad innalzare i miei livelli di pazienza e sopportazione ai massimi livelli. Credo di aver aperto la mente a culture e idee che prima consideravo stupide o senza attrattiva.<br />
Credo anche di aver capito che gli uomini di oggi vivono nella paura della morte e rincorrono il denaro, e questo mi trova in disaccordo.<br />
La morte é una ideale conclusione alla vita, e non va temuta ma accettata e ricercata, se si vuole godere del proprio viaggio e della propria vita.<br />
Credi sia meglio essere ricordato per essere morto in pensione dopo una vita in ufficio e al bar, o come quello che é stato schiacciato da un elefante di passaggio nei ghats Indiani, o nella jungla cambogiana? Ogni giorno lotto su questi argomenti per sedimentare un ideale come questo in una mente cinese, e in tante altre differenti teste di cazzo internazionali. E’ una opera di pazienza, e lotta per la sopravvivenza.<br />
E’ dura.<br />
E’ sicuramente cambiato il modo in cui prendo le cose, non riesco più a prenderle alla leggera. Per me c’é solo profondità, bisogna andarci dentro, alle cose, per capire, per cambiare. Per migliorarsi, principalmente.<br />
Tante persone sognano di lavorare e vivere viaggiando, ma per la maggior parte é  difficile.</p>
<ul>
<li><strong>Cosa consiglieresti a una persona che lo vuole fare?</strong></li>
</ul>
<p>Non farlo se hai bisogno di sicurezze e se ancora credi che da dove parti ci sia qualcosa che non vuoi lasciare. In questo modo, ti sarà più facile non pensarci, e non tornare abbandonando il tuo desiderio.<br />
Cambiare é difficile. Per il resto, ripeto che non credo esista un “vivere viaggiando” perché anche i nomadi si fermano, ma é possible spostarsi in varie parti del mondo gestendo i propri interessi e godendo delle bellezze naturali e culturali, se si ha abbastanza voglia di aprire il cervello.<br />
Altrimenti meglio restare a casa con I nostri blocchi mentali e non tentare nemmeno. Sono stanco di vedere e leggere gente che fa un piccolo salto, arriva, si lamenta, dice che tutti sono ignoranti e stupidi e se ne torna a casa dopo sei mesi…e no, non parlo solo di Italiani.</p>
<ul>
<li><strong>A che tipo di persone sconsiglieresti invece di farlo?</strong></li>
</ul>
<p>Agli Italiani, innazitutto, gente troppo ancorata alle certezze.<br />
In generale lo sconsiglierei a tutti coloro che partono credendo di trovare qualcosa di meglio, perché spesso si trova esattamente il contrario.<br />
Bisogna sempre considerare che si diventa degli immigrati, perlopiù con uno status di maggiore potere economico in questi paesi terzomondisti, con tutta una serie di spiacevoli conseguenze psicologiche e sociali.<br />
E&#8217; inutile dire per l’ennesima volta che quello che a un bianco può sembrare ovvio e assodato non lo é per un asiatico, nemmeno per un mediorientale e a volte nemmeno tra diversi ceppi di “bianco”.<br />
Tantissime volte le amicizie che si stringono sono utilitaristiche e finte, gli amori pure, la gente ti guarda I vestiti e il portafogli prima di tutto quanto… insomma bisogna essere pronti a essere soli, annoiarsi e lottare per trovare il proprio giusto spazio. Lo sconsiglio quindi a tutte quelle persone che queste cose non le sanno fare.</p>
<ul>
<li><strong> Come gestisci il futuro? La pensione, la casa, la malattia? Insomma, come ti prepari al  peggio?</strong></li>
</ul>
<p>Non ci penso. Non temendo la morte, non vedo “il peggio”.<br />
Cerco solo di godere al massimo di ogni giorno che mi é concesso, impegnandomi per portare avanti i miei ideali, e questo sono convinto mi porterà del buono.<br />
Fino ad ora ho sempre fatto quello che volevo, e bene o male tutto é andato sempre per il verso giusto. La pensione non paga le cene coi cinesi, le cavalcate coi mongoli, le lezioni di silambat, stare attorno al fuoco sulle colline dello Shan state, lo studiare una lingua straniera tra stranieri, le punture di zanzara malarica che la malaria non ti fanno venire, suonare in una punk band girando per gli Stati Uniti…tutte queste cose non puoi farle quando sei in pensione, vecchio e rincoglionito. Fanculo la pensione. Malattia? Quando sei felice, non ti ammali. Mia nonna é morta perché, infelice e incollata davanti alla televisione, e sola, si é lasciata morire e il suo cuore ha smesso di battere. Se ami quello che stai facendo, non prendi nessuna malattia, AIDS compreso, che é una grande cazzata inventata dagli uomini in nero per fare paura alla gente, un pò come il cancro. Vi consiglio per scrollarvi dal torpore della disinformazione di dare un’occhio a questo sito, una tantum:  <a title="Luogo Comune" href="http://www.luogocomune.net/" target="_blank">www.luogocomune.net</a></p>
<ul>
<li> <strong>Cosa desideri per il futuro? Ti sono rimasti dei sogni irrealizzati o irrealizzabili?</strong></li>
</ul>
<p>Si certo, realizzato un sogno se ne rincorre un altro.<br />
Voglio finire questo viaggio, ritornando in Italia via terra partendo dal Bangladesh e dall’India del Nordest, per passare attraverso Pakistan e via dicendo. Voglio terminare la mia esplorazione geografica del Continente Asiatico con quel viaggio come ultimo sforzo, prima prevedo incursioni a Taiwan, Filippine e Giappone in tandem, e tornare a salutare la Cina, ma nella parte musulmana.<br />
Non so in che ordine e in che modo, ma questo per quanto riguarda i viaggi.<br />
Tornerei in Italia a breve per sistemare alcune cose, e poi mi piacerebbe saltare al Sud America, e cambiare totalmente esperienza.<br />
Poi, voglio diventare un osannato scrittore e ritornare a suonare per bene. Credo siano tutti sogni che, nell’arco di qualche anno, diventeranno realizzati. E poi ce ne saranno altri.</p>
<ul>
<li> <strong>Ogni volta che ho pensato di tornare a fare l’Area Manager mi sono detto che lo avrei  fatto solo per molti, troppi soldi, perché adesso so cosa perdo se mi fermo. Se dovessero  offrirti un lavoro che richiede di fermarti, quale sarebbe lo stipendio minimo per  convincerti? Oppure, quanto di più in percentuale, rispetto a quello che prendevi prima.</strong></li>
</ul>
<p>Sono contento che tu mi faccia questa domanda perché ti voglio muovere una critica, spero costruttiva.<br />
Ti seguo da abbastanza tempo per aver notato dei grossi cambiamenti nel tuo approccio alle cose, e secondo me, tu stai pensando troppo ai soldi.<br />
Sarà che ti sei sposato e hai pressioni asiatiche alle natiche, sarà che stai invecchiando, ma da buon Veneto quale sei (e lo dico perché lo sono mezzo sangue), pensi sempre agli sghei, e a modi per farne.<br />
Questo progetto Triplife, pensaci.  Dici ora che sai cosa perdi se ti fermi ma tu… bhe, sei fermo, da un bel pezzo, e ti dichiari semiresidente. E alura? é nato prima l’uovo o la gallina? Come dicevo, non é vivere a Bali o a Penang quattro mesi o due anni una “vivere viaggiando”: é semplicemente una “vita a Bali, o a Penang”.<br />
Tu modelli un concetto di viaggio con uno di business, e questo, per me, non si sposa troppo bene. Ho provato sulla mia pelle che non é necessario avere tanti soldi per stare in giro.<br />
Io ho viaggiato per 10 mesi filati con duemilatrecento euro, e ho visto gente che lo faceva anche con meno. Certo, bisogna ingegnarsi e porre il di viaggio prima di tutto, come bisogno PRIMARIO di conoscenze ed esperienza, anche prima del bisogno di avere un letto (dormi in tenda o per strada).<br />
Ho fatto molte di queste cose, e devo dire che nonstante tutto, non ho speso molto durante il mio viaggio. Quindi, tutto il discorso dei soldi, le sicurezze, I soldi per viaggiare mi suonano come un discorso totalmente krumiro. Alcuni consigli: tagliare spese sigarette e alcolici, centinaia di euro risparmiate al mese. Dormire  a casa di sconosciuti che diventeranno vostri amici usando couchsurfing, hospitality club o qualsiasi altra cosa.<br />
Dormire in giro, se siete in posti pericolosi andate a farlo al cimitero, nessuno vi disturberà lì, tranquilli. Se un individuo ha voglia di SCOPRIRE, lo fa senza pensare ai dannati soldi.<br />
Ma per l’Italiano medio, la sicurezza economica é un dogma inculcato nel sangue da relazioni parentali e religiose, la casa, la famiglia, questo e quell’altro. Che noia. Secondo me hai perso di vista l’idea vera di un viaggio, per lavorare su un modo di essere il tuo imprenditore, e alla fine della giornata essere in pace con i fantasmini morali veronesi e veneziani.<br />
Per favore non offenderti, lo dico in amicizia e simpatia e voglio usarlo come spunto di tua riflessione.<br />
I tuoi stessi seguaci, mi paiono abbietti e in cerca di una liberazione seguendo il tuo modello di “Salvatore telematico”,  sempre pronti a difendere ogni tua parola come un dogma pseudo religioso. Insomma, hai un potere mediatico non indifferente, cerca quindi di sfruttarlo bene.<br />
Riguardo al “vivere cercando di stare in giro a divertirsi”: c’é una persona che prima di te ha realizzato questo, si chiama Timothy Ferriss e ha scritto un libro, “The 4 Hours Work Week” e ha una community <a title="4 hrs week" href="http://www.fourhourworkweek.com/" target="_blank">che puoi trovare qui</a>.<br />
Parla di usare risorse internet, outsourcing e tutte queste belle cose per avere dei lavori “remote” e godersi il tempo libero andando a fare dei viaggi o vivendo per periodi di tempo in varie città, imparando cose.<br />
Ovviamente, lui é un subdolo patriota Americano che ha fatto della sua procacità una macchina per far soldi e “liberare le menti dei nuovi ricchi verso proposte di business indipendente”, tu lo fai all’Italiana, con più romanticismo e sentimento. Bella idea, non so se é il tuo scopo, se così fosse ti auguro di realizzarlo.<br />
Ma abbiamo tutti veramente bisogno di questi business? Siamo VERAMENTE sicuri che il mondo funzioni bene grazie a questi business? Io sono probabilmente più sognatore, e del denaro ne uso quello che necessito, e poi se son povero, pace. Verranno tempi migliori.<br />
Per rispondere alla tua domanda: non so quanti soldi vorrei perché non ho mai desiderato né avuto lavori da schiavo del “sistema”. Ho lavorato nei campi, nella vendemmia, nella ristorazione e nella scuola. Mai timbrato un cartellino, e sempre lavorato per periodi di pochi mesi.<br />
E si mi sono già fermato, in Cina, per un anno, per 400 euro mensili.<br />
Qua se mi andrà bene ne prenderò 300. Come vedi, non si naviga nell’oro. Il resto cerco di farlo passare come va, muovendomi stranamente spendo meno di quando sto fermo, generalmente.<br />
I soldi non fanno la felicità perché più ne hai, più non ti accontenti e ne vorrai altri… questo si sposa male col mio concetto di viaggio e di una vita indipendente dai modelli di una società consumistica che sempre più ci fotte il cervello con ste idée di business. Per andare dove? In quale direzione?</p>
<ul>
<li><strong>Cosa pensi della politica italiana?</strong></li>
</ul>
<p>Penso che sia l’esatta riflessione di un popolo di senzapalle.<br />
E’ quello che vi meritate, io mi astengo e non ne voglio sentir parlare. Non mi sento più Italiano, onestamente, forse cittadino del mondo, chissà… se fossi in Italia, penso che emigrerei.<br />
Fortunatamente sono già emigrato. La cosa ridicola é che tutto é un magna magna, nessuno impara dagli errori del passato e niente cambia, mai.<br />
Destra, sinistra, quanti pagliacci. é l’esatta riflessione di un popolo che sta scomparendo sommerso dagli immigrati, ne ha paura e non ha la forza di ribellarsi, altro che Lega Nord, Fini e dementi vari.<br />
E a sinistra, dio mio, il carisma di mummie senza lingua per parlare.<br />
Siamo l’unico paese al mondo dove spaccano la faccia di Berlusconi con una statuetta, e due mesi dopo come un’eroe eccolo di nuovo al potere. Che vergogna.<br />
L’Italietta fascista, dei politici e degli stadi e dei piccoli bar dove ancora la gente si picchia dandosi del “comunista” e “fascista”, é pure peggio della Thailandia di questi giorni.<br />
Che vergogna, e pensare che avevamo Cesare, una volta… e che abbiamo dato al mondo questo piglio capitalista. Ora, vi lascio immaginare io, dove lo pigliate, quel piglio.</p>
<p>Per saperne di più su Marco, acquistare il suo libro &#8220;<a title="il libro del Monkey" href="https://www.lulu.com/commerce/index.php?fBuyContent=7447830" target="_blank">La scimmia tatuata contro il dragone meccanico</a>&#8221;  o riempirlo di meritati insulti, andate nel suo sito <a href="http://www.monkeyrockworld.com/" target="_blank">MonkeyRockWorld.com</a></p>
<p><a href="http://www.monkeyrockworld.com/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1945" title="MonkeyRockWorld" src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2010/06/MonkeyRockWorld-290x300.jpg" alt="" width="290" height="300" /></a></p>
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		<title>TripLife 1.0 – Interviste &#8211; Paolo e Valeria Mai Trop (24)</title>
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		<pubDate>Mon, 24 May 2010 08:51:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei libri]]></category>
		<category><![CDATA[TripLife 1.0]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[paolotripmaitrop]]></category>
		<category><![CDATA[triplife]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo é un capitolo del libro che sto scrivendo online: TripLife 1.0 Manuale per Vivere e Lavorare Viaggiando. Qui c&#8217;é la presentazione. Mandami commenti, critiche e suggerimenti, mi aiuterai a scriverlo nel miglior modo possibile. Questo capitolo si chiama: Interviste &#8211; Paolo e Valeria Mai Trop Quando si parte, improvvisamente ci si rende conto che di gente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="TripLife 1.0 - Manuale per vivere e lavorare viaggiando" href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2007/11/copertinatriplife.jpg"><img src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2007/11/copertinatriplife.jpg" alt="TripLife 1.0 - Manuale per vivere e lavorare viaggiando" width="197" height="262" align="left" /></a>Questo é un capitolo del libro che sto scrivendo online: <a title="Triplife, Manuale per Vivere e Lavorare Viaggiando" href="http://www.tripluca.com/categorie/i-miei-libri/triplife-10/">TripLife 1.0</a> Manuale per Vivere e Lavorare Viaggiando.<br />
Qui c&#8217;é la <a title="TripLife, presentazione" href="http://www.tripluca.com/i-miei-libri/triplife-10-presentazione/">presentazione</a>.<br />
Mandami commenti, critiche e suggerimenti, mi aiuterai a scriverlo nel miglior modo possibile.<br />
Questo capitolo si chiama:</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Interviste &#8211; Paolo e Valeria Mai Trop</strong></p>
<p style="text-align: left;">Quando si parte, improvvisamente ci si rende conto che di gente che vive viaggiando (o comunque relativamente inquieta) ce n&#8217;é un sacco.<br />
Di colpo si smette di credere di essere mosche bianche e ci si ritrova a far parte di una specie di comunità in diaspora.</p>
<p style="text-align: left;">Ecco un&#8217;intervista a due irrequieti: <a title="PaoloTripMaiTop" href="http://www.paolotripmaitrop.com/" target="_blank">PaoloTripMaiTrop e Valeria</a> scritta ovviamente da Valeria portavoce ufficiale della ditta:</p>
<p style="text-align: left;"><span id="more-1918"></span></p>
<p style="text-align: left;">
<div id="_mcePaste">
<ul>
<li><strong>Perchè avete lasciato?</strong></li>
</ul>
</div>
<div>Abbiamo lasciato per motivi diversi, Paolo perché&#8217; ai tempi aveva perso il lavoro, nella sua città &#8220;stava stretto&#8221; e voleva surfare in giro per il mondo mentre io perché&#8217; mi sono innamorata di lui e dei suoi racconti.</div>
<p><span style="color: #ffffff;">_</span></p>
<div id="_mcePaste">
<ul>
<li><strong>Da quanto tempo vivete viaggiando e per quanto ancora lo farete?</strong></li>
</ul>
</div>
<div>Paolo e&#8217; da più di dieci anni che viaggia per il mondo mentre io sono alle prime armi. Per quanto lo faremo? Onestamente nell&#8217;ultimo periodo stiamo cambiando molto il modo di pensare e questo non dipende dall&#8217;eta&#8217; o dal fatto che siamo una coppia ma dal mondo che sta cambiando e che ci sta entusiasmando molto meno.</div>
<div><span style="color: #ffffff;">_</span></div>
<div id="_mcePaste">
<ul>
<li><strong>E&#8217; stato difficile decidere di lasciare tutto? Cosa vi ha convinto?</strong></li>
</ul>
</div>
<div id="_mcePaste">No, non e&#8217; stato difficile lasciare tutto. La curiosità di vedere luoghi nuovi, conoscere modi e costumi diversi, cibo, profumi e odori<span style="color: #ffffff;">.<br />
_ </span></div>
<div id="_mcePaste">
<ul>
<li><strong>Come vi mantenete?</strong></li>
</ul>
</div>
<div id="_mcePaste">Lavoriamo per un periodo risparmiando il più possibile fino a raggiungere un budget prestabilito per il viaggio pianificato.<br />
<span style="color: #ffffff;">_</span></div>
<div id="_mcePaste">
<ul>
<li><strong>Qual&#8217;é la cosa più difficile del vivere viaggiando?</strong></li>
</ul>
</div>
<div id="_mcePaste">Forse il fatto che si e&#8217; sempre stranieri. Anche se uno cerca di integrarsi il più&#8217; possibile con le realtà&#8217; del posto e&#8217; inevitabile che si e&#8217; sempre visti con un occhio diverso e che culturalmente non e&#8217; facile amalgamarsi.</div>
<div><span style="color: #ffffff;">_</span></div>
<div id="_mcePaste">
<ul>
<li><strong>Qual&#8217;é la cosa più bella invece?</strong></li>
</ul>
</div>
<div id="_mcePaste">Il fatto che si imparano tante cose. Secondo noi viaggiare serve più che altro per farti capire di più la vita. Uno pensa che viaggiare sia bello perché si vedono montagne, mari o cascate da cartolina ma invece il vero viaggio e&#8217; nella testa.<br />
Viaggiando si impara a vivere, si capisce come gira il mondo e si impara a ragionare. I luoghi comuni vengono sfatati mentre ci si illumina su certe situazioni.</div>
<div><span style="color: #ffffff;">_</span></div>
<div id="_mcePaste">
<ul>
<li><strong>E&#8217; cambiato il modo in cui vedete la società residente? Se si, come?</strong></li>
</ul>
</div>
<div id="_mcePaste">La società&#8217; residente, dopo un lungo o corto viaggio che sia, ai nostri occhi e&#8217; come cristallizzata; nel senso che per i residenti non cambia mai niente, stessa vita, stesso bar stesse chiacchiere e soprattutto poca curiosità&#8217;.</div>
<div><span style="color: #ffffff;">_</span></div>
<div id="_mcePaste">
<ul>
<li><strong>Siete cambiati voi? Come?</strong></li>
</ul>
</div>
<div id="_mcePaste">Cambiati? Si. Ovviamente il bagaglio culturale, viaggiando, si arricchisce e si imparano tante cose, dalle quelle pratiche che si possono applicare alla vita di tutti i giorni, alle idee e alle opinioni che mutano in base a quello che si e&#8217; osservato viaggiando.</div>
<div><span style="color: #ffffff;">_</span></div>
<div id="_mcePaste">
<ul>
<li><strong>Tante persone sognano di lavorare e vivere viaggiando, ma per la maggior parte é difficile. Cosa consigliereste a una persona che lo vuole fare?</strong></li>
</ul>
</div>
<p>Ma onestamente lo vorremmo sapere anche noi, nel senso che noi non lavoriamo viaggiando, quando dobbiamo lavorare ci fermiamo per mesi od anni in un luogo e poi partiamo! Speriamo di trovare presto la formula giusta per guadagnare viaggiando.</p>
<div id="_mcePaste">
<ul>
<li><strong>A che tipo di persone sconsigliereste invece di farlo?</strong></li>
</ul>
</div>
<div id="_mcePaste">Ci piacerebbe dire a nessuno ed invece ci sono delle persone che forse non potrebbero farcela. Ci sono delle persone che hanno bisogno del cartellino da timbrare, di certezze e sicurezze che forse il vivere viaggiando non potrebbe sempre dare!</div>
<div><span style="color: #ffffff;">_</span></div>
<div id="_mcePaste">
<ul>
<li><strong>Come gestite il futuro? La pensione, la casa, la malattia? Insomma, come vi preparate al peggio?</strong></li>
</ul>
</div>
<div id="_mcePaste">Non lo gestiamo, ora stiamo incominciando a valutare il peggio, forse perché l&#8217;eta&#8217; avanza!</div>
<div><span style="color: #ffffff;">_</span></div>
<div id="_mcePaste">
<ul>
<li><strong>Cosa desiderate per il futuro? Vi sono rimasti dei sogni irrealizzati o irrealizzabili?</strong></li>
</ul>
</div>
<div id="_mcePaste">La serenità. Il nostro sogno e&#8217; di costruirci una piccola fattoria autosufficiente dove poter vivere autonomamente e vivere di cose semplici cercando di avere il minor numero possibile di contatto con l&#8217;esterno! Ci piacerebbe poter vivere come si faceva una volta, cercando di produrre più cose possibile in casa. Per esempio imparando a farsi il pane, le conserve, il sapone, i detersivi etc. etc.</div>
<div><span style="color: #ffffff;">_</span></div>
<div id="_mcePaste">
<ul>
<li><strong>Ogni volta che ho pensato di tornare a fare l&#8217;Area Manager mi sono detto che lo avrei fatto solo per molti, troppi soldi, perché adesso so cosa perdo se mi fermo. Se dovessero offrirvi un lavoro che richiedere di fermarvi, quale sarebbe lo stipendio minimo per convincervi? Oppure, quanto di più in percentuale, rispetto a quello che prendevate prima.</strong></li>
</ul>
</div>
<div id="_mcePaste">Non e&#8217; una questione di soldi, se uno decide di fermarsi un un posto lo fa senza pensare al lavoro o al denaro. Se noi trovassimo un luogo  quasi perfetto per le nostre esigenze ci fermeremmo per sempre!</div>
<div><span style="color: #ffffff;">_</span></div>
<div id="_mcePaste">
<ul>
<li><strong>Cosa pensate della politica italiana?</strong></li>
</ul>
</div>
<div id="_mcePaste">E&#8217; tutto un &#8220;magna magna&#8221;! Bisognerebbe resettare tutto e rifare tutto da capo sperando che la nuova classe politica non si faccia pizzicare dal morbo della corruzione e delle mazzette.</div>
<div><span style="color: #ffffff;">_</span></div>
<div><span style="color: #ffffff;">_</span></div>
<div>Per approfondire su questa strana coppia, andate a vedere  <a title="PaoloTripMaiTrop" href="http://www.paolotripmaitrop.com" target="_blank">PaoloTripMaiTrop</a><a href="http://www.paolotripmaitrop.com/"><img class="aligncenter size-full wp-image-1919" title="PaoloTripMaiTrop" src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2010/05/paolotripmaitrop.jpg" alt="" width="496" height="552" /></a></div>
<div><strong><br />
</strong></div>
<p style="text-align: left;"><a title="TripLife 1.0 – Interviste – Marco Ferrarese, Monkey Rock World (25)" href="http://www.tripluca.com/i-miei-libri/triplife-1-0-interviste-marco-ferrarese-monkey-rock-world-25/">Continua</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>TripLife 1.0 – il tuo nuovo capo (23)</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 05:45:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei libri]]></category>
		<category><![CDATA[TripLife 1.0]]></category>
		<category><![CDATA[organizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[triplife]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo é un capitolo del libro che sto scrivendo online: TripLife 1.0 Manuale per Vivere e Lavorare Viaggiando. Qui c&#8217;é la presentazione. Mandami commenti, critiche e suggerimenti, mi aiuterai a scriverlo nel miglior modo possibile. Questo capitolo si chiama: Il tuo nuovo capo Dimenticavo una cosa importante: presentarti il tuo nuovo capo. E&#8217; diverso da tutti i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="TripLife 1.0 - Manuale per vivere e lavorare viaggiando" href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2007/11/copertinatriplife.jpg"><img src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2007/11/copertinatriplife.jpg" alt="TripLife 1.0 - Manuale per vivere e lavorare viaggiando" width="197" height="262" align="left" /></a>Questo é un capitolo del libro che sto scrivendo online: <a title="Triplife, Manuale per Vivere e Lavorare Viaggiando" href="http://www.tripluca.com/categorie/i-miei-libri/triplife-10/">TripLife 1.0</a> Manuale per Vivere e Lavorare Viaggiando.<br />
Qui c&#8217;é la <a title="TripLife, presentazione" href="http://www.tripluca.com/i-miei-libri/triplife-10-presentazione/">presentazione</a>.<br />
Mandami commenti, critiche e suggerimenti, mi aiuterai a scriverlo nel miglior modo possibile.<br />
Questo capitolo si chiama:</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Il tuo nuovo capo</strong></p>
<p style="text-align: left;">Dimenticavo una cosa importante: presentarti il tuo nuovo capo.<br />
E&#8217; diverso da tutti i capi precedenti.<br />
Intanto, ti capisce. Sa benissimo cosa ti piace e cosa non ti piace, e non rompe mai.</p>
<p style="text-align: left;">Ti lascia lavorare quando ne hai voglia e riposarti quando sei stanco.<br />
Se durante l&#8217;orario di lavoro ti vuoi fare un giretto in facebook, ti lascia fare.</p>
<p style="text-align: left;">Se arrivi tardi in ufficio, va bene, vuol dire che avevi bisogno di dormire.</p>
<p style="text-align: left;">Finalmente un capo che ti capisce, che ti permette di seguire i tuoi ritmi e di essere produttivo quando lo puoi essere davvero, non dalle 9 alle 5.<span id="more-1836"></span></p>
<p style="text-align: left;">Ora si che darai il massimo, vero? Mmmmm&#8230;fosse così facile!</p>
<p style="text-align: left;">Come avrai capito che il tuo nuovo capo sei tu.</p>
<p style="text-align: left;">Però attenzione, perché nel mare della condiscendenza fluttuano i cadaveri di innumerevoli progetti.</p>
<p style="text-align: left;">Finora sei vissuto in uno spazio controllato e hai dovuto rispettare dei limiti imposti da altri.<br />
Quella era la tua, diciamo &#8220;adolescenza professionale&#8221;.<br />
Adesso stai tentando di passare alla fase adulta e, come ogni passaggio, non é facile.<br />
Come prima ti mettevano in riga i genitori, adesso ti devi mettere in riga da solo, o ti afflosci come un soufflé.</p>
<p style="text-align: left;">Tutte quelle regole, paletti, limiti, coercizioni avevano un senso: renderti produttivo.<br />
Erano come un scheletro che ti teneva su.<br />
Ora non ci sono più e li devi ricostruire. Se non  lo fai, e ti affidi al tuo senso artistico, o al tuo genio imprenditoriale, lavorando solo quando ne hai voglia e ti senti ispirato, le tue probabilità di successo si riducono moltissimo.</p>
<p style="text-align: left;">Quindi, dopo esserti spogliato dei limiti, ricomincia a crearli, a tua misura, ma creali.<br />
Non é facile ed é  molto personale, in quanto dipende anche da cosa fai. Ma lo devi fare.</p>
<p style="text-align: left;">Insomma, in verità in verità ti dico &#8220;Diventa capo di té stesso&#8221;.</p>
<p style="text-align: left;">Lo so, non é molto filosofico, ma con un minimo di disciplina e di rispetto riuscirete ad andare d&#8217;accordo.</p>
<p style="text-align: left;"><a title="intervista a PaoloTripMaiTrop" href="http://www.tripluca.com/i-miei-libri/triplife-1-0-interviste-paolo-e-valeria-mai-trop-24/">Continua</a></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>TripLife 1.0 – il piacere dell&#8217;essere imprenditori (22)</title>
		<link>http://www.tripluca.com/i-miei-libri/triplife-1-0-il-piacere-dellessere-imprenditori-22/</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 05:45:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei libri]]></category>
		<category><![CDATA[TripLife 1.0]]></category>
		<category><![CDATA[Vivere viaggiando]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo é un capitolo del libro che sto scrivendo online: TripLife 1.0 Manuale per Vivere e Lavorare Viaggiando. Qui c&#8217;é la presentazione. Mandami commenti, critiche e suggerimenti, mi aiuterai a scriverlo nel miglior modo possibile. Questo capitolo si chiama: Il piacere dell&#8217;essere imprenditori Non mi posso considerare un buon imprenditore. Non sto scrivendo questo capitolo da un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="TripLife 1.0 - Manuale per vivere e lavorare viaggiando" href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2007/11/copertinatriplife.jpg"><img style="border: 0px initial initial;" src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2007/11/copertinatriplife.jpg" alt="TripLife 1.0 - Manuale per vivere e lavorare viaggiando" width="197" height="262" align="left" /></a>Questo é un capitolo del libro che sto scrivendo online: <a title="Triplife, Manuale per Vivere e Lavorare Viaggiando" href="http://www.tripluca.com/categorie/i-miei-libri/triplife-10/">TripLife 1.0</a> Manuale per Vivere e Lavorare Viaggiando.<br />
Qui c&#8217;é la <a title="TripLife, presentazione" href="http://www.tripluca.com/i-miei-libri/triplife-10-presentazione/">presentazione</a>.<br />
Mandami commenti, critiche e suggerimenti, mi aiuterai a scriverlo nel miglior modo possibile.<br />
Questo capitolo si chiama:</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Il piacere dell&#8217;essere imprenditori</strong></p>
<p style="text-align: left;">Non mi posso considerare un buon imprenditore. Non sto scrivendo questo capitolo da un iPad speditomi da Jobs in anteprima, spaparanzato su di un sedile di pelle del mio camper wireless e non ci sono due bionde svedesi in bikini che mi massaggiano il collo mentre rifletto sulla prossima frase.</p>
<p style="text-align: left;">Non sono arrivati &#8220;i soldi&#8221; a suggellare il mio successo, per cui probabilmente non sono davvero credibile nel parlare di cosa vuol dire essere imprenditori e nel dare consigli.</p>
<p style="text-align: left;">Ma lo faccio comunque perché, a questo punto del libro, non posso evitarlo: se davvero vuoi &#8220;fare la Triplife&#8221;, devi diventare imprenditore.<span id="more-1826"></span></p>
<p style="text-align: left;">Non ti spaventare, perché é un&#8217;ottima notizia.<br />
Togliti subito dalla testa le immagini di direttori incravattati e stressati che lottano con i denti a forza di colpi bassi pur di raggiungere obiettivi e di passare dalla Porsche alla Ferrari e che moriranno soli e ricchi in qualche jacuzzi di un hotel a cinque stelle di una città dove nessuno li ama.</p>
<p style="text-align: left;">Essere imprenditori, é semplicemente lavorare per sé stessi e non per gli altri.<br />
E&#8217; la condizione lavorativa più umana e primitiva e quindi porta con sé una certa sensazione di naturalezza.</p>
<p style="text-align: left;">Il cavernicolo Urguz, quando usciva a caccia, armato di una clava per portare a casa la cena, era un imprenditore che aveva certe risorse (la clava), conoscenze (l&#8217;andirivieni del Mammut) e strategie (&#8220;adesso lo aspetto sopra questa roccia e poi gli spacco la testa&#8221;).<br />
Nella sua mente esistevano già concetti quali il break even point (&#8220;le calorie consumabili devono essere superiori a quelle di sostentamento, altrimenti crepiamo&#8221;), l&#8217;accesso al credito (&#8220;Bunz, prestami la clava col chiodo&#8221;), gli interessi (&#8220;dai Bunz, che poi ti dò il filetto del Mammut&#8221;) ecc..potrei continuare per ore.</p>
<p style="text-align: left;">E&#8217; solo in società più evolute che si é creato il lavoro dipendente, quel tipo di attività dove Tizio lavora per Caio e Caio guadagna molto se gli va bene e perde tutto se gli va male.<br />
E dove Tizio spesso si spegne lentamente finché dimentica il richiamo del Mammut in amore.</p>
<p style="text-align: left;">Quindi, se decidi di fare l&#8217;imprenditore in un certo senso fai un ritorno alla foresta e ti sentirai meno protetto ma più vivo, meno sicuro ma più sveglio e lavorerai di più ma ti divertirai.</p>
<p style="text-align: left;">Ed ecco il punto: fare gli imprenditori é incredibilmente divertente.</p>
<p style="text-align: left;">Che tu odi o ami il tuo lavoro attuale, una cosa é certa: farlo per té stesso ti piacerà molto di più.<br />
E&#8217; anzi probabile che il peso del lavoro sparisca e resti solo la leggerezza e creatività, con occasionali task ripetitivi noiosi che imparerai presto a delegare.</p>
<p style="text-align: left;">Ci saranno problemi? Certo, ma risolverli sarà una sfida e averli risolti ti darà una grande energia.<br />
Una vita senza problemi non esiste, ma si possono affrontare col petto in fuori e accoglierli come opportunità per diventare più forti.</p>
<p style="text-align: left;">Ecco, tutto molto bello, ma come si diventa imprenditori?<br />
Non lo so, credo sia un pò come nuotare, ci si butta e poi si vedrà, ma ecco alcune massime che posso estrapolare dalla mia esperienza:</p>
<p style="text-align: left;">1)  <strong>Non c&#8217;é più la mamma</strong>: di colpo puoi contare solo su te stesso. Non c&#8217;é più il capo al quale passare la rogna o il collega tuttofare o la possibilità di fare finta di niente sperando che se ne occupi qualcuno. Sei solo tu. Brutto? All&#8217;inizio, poi diventa bello. E&#8217; una strada polverosa nel Far West (dalle parti di Cuneo), a mezzogiorno e due nemici che si affrontano: tu e il problema. E non c&#8217;é posto per entrambi. Semplice e brutale. Spara per primo.<br />
Dopo un pò capirai che preferisci così piuttosto che la melma fangosa delle pianure della politica (intesa come gestione aziendale del problema) dove si affossano sia le persone che i problemi.<br />
Ok Corral, non riunione del lunedì.</p>
<p style="text-align: left;">2) <strong>Fallirai</strong>:  mettitelo bene in testa da subito. A meno che tu non abbia un fortuna pazzesca fallirai, la prima volta. Poi ti rialzerai e riproverai per fallire ancora. Non importa quante volte sbagli o non trovi l&#8217;idea giusta. Quello che conta é che sopravvivi, impari e riparti. Ti guarderai indietro e vedrai i tentativi falliti come altrettanti MBA per i quali non hai dovuto pagare 80.000 euro.<br />
Se poi capisci che non fa per te, tornerai a fare il dipendente e sarai un passo avanti rispetto a molti colleghi.<br />
(Nota: per &#8220;fallire&#8221; non intendo nel senso legale, senò sono guai, ma in quello di dover chiudere un progetto che non va).</p>
<p style="text-align: left;">3) <strong>Non fallire</strong>: il punto precedente spesso viene preso troppo alla lettera e ci si butta in progetti senza senso perche &#8220;almeno imparo qualcosa&#8221;. Se da una parte é preferibile che continuare ad affittare il proprio tempo a terzi, dall&#8217;altra é meglio cercare di non fallire. Pensaci bene e ascolta il tuo istinto, sei nella foresta e un fallimento potrebbe anche significare la fine della tua avventura imprenditoriale.</p>
<p style="text-align: left;">4) <strong>Impara a gestire il tempo, adesso é tuo</strong>: se prima erano otto ore da far passare, ora sono ventiquattro e sembrano troppo poche. La tentazione é di lavorare il <strong>più</strong> possibile mentre la strada giusta é il lavorare il <strong>meglio</strong> possibile. Non fare nulla che non ti insegni qualcosa, se vedi che é una cosa ripetitiva cerca di pagare qualcuno per farla. Definisci quanto vale il tuo tempo. 20 euro all&#8217;ora? Ok, se qualcuno lo può fare per meno e meglio delega.<br />
E il tempo é tuo. Vai a berti un caffé in centro e guarda la gente passare, non devi renderne conto a nessuno.</p>
<p style="text-align: left;">5) <strong>Prendi i migliori</strong>: questa é una cosa che ho capito tardi. Se hai tre cose da fare e i soldi ti bastano per tre esecutori di media qualità, fanne due o una con il migliore* che trovi sul mercato. I costi nascosti del fare le cose fatte male, quasi sempre riaffiorano nel tempo e finirai per aver speso di più e di ritrovarti con un prodotto scadente.<br />
(* il migliore, non per forza il più caro. Il più caro é facile da trovare, il migliore no).</p>
<p style="text-align: left;">Ok, qui chiudo perché sta diventando uno di quei libri di Self Help o i Dummies, dove si cercano delle strutture e dinamiche comuni per spiegare  e teorizzare il successo.<br />
La verità é che il tuo successo lo definisci solo tu, e non dev&#8217;essere legato ai numeri ma alla qualità della vita che la tua attività ti permette di vivere.<br />
Il successo é profondamente personale e non calcolabile. Direi quasi intimo.</p>
<p style="text-align: left;">La tua attività é solo una parte della tua vita.<br />
Devi riuscire a integrare in maniera armoniosa l&#8217;attività con il resto: le passioni, i sogni, gli affetti.<br />
Devi provare a mettere sulla stessa lunghezza d&#8217;onda la creatività imprenditoriale con le sensazioni più profonde  del tuo essere, in modo che una supporti l&#8217;altra.</p>
<p style="text-align: left;">Fare soldi, in confronto, é facile.</p>
<p style="text-align: left;">E&#8217; per questo che guardandomi alle spalle, mi rendo conto che non ho mai sognato le massaggiatici svedesi, ma esattamente la vita che ho vissuto finora e, anche se dalle Porsche se la rideranno di gusto, io mi considero un imprenditore di successo.</p>
<p style="text-align: left;"><a title="Triplife - il tuo nuovo capo" href="http://www.tripluca.com/i-miei-libri/triplife-1-0-il-tuo-nuovo-capo-23/" target="_self">Continua</a></p>
<p style="text-align: left;">
]]></content:encoded>
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		<slash:comments>17</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>TripLife 1.0 – il muro psicologico (21)</title>
		<link>http://www.tripluca.com/i-miei-libri/triplife-1-0-il-muro-psicologico-21/</link>
		<comments>http://www.tripluca.com/i-miei-libri/triplife-1-0-il-muro-psicologico-21/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 05:45:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei libri]]></category>
		<category><![CDATA[TripLife 1.0]]></category>
		<category><![CDATA[triplife]]></category>
		<category><![CDATA[Vivere viaggiando]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo é un capitolo del libro che sto scrivendo online: TripLife 1.0 Manuale per Vivere e Lavorare Viaggiando. Qui c&#8217;é la presentazione. Mandami commenti, critiche e suggerimenti, mi aiuterai a scriverlo nel miglior modo possibile. Questo capitolo si chiama: Il muro psicologico Questo non é un vero e proprio capitolo, ma una specie di intermezzo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="TripLife 1.0 - Manuale per vivere e lavorare viaggiando" href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2007/11/copertinatriplife.jpg"><img style="border: 0px initial initial;" src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2007/11/copertinatriplife.jpg" alt="TripLife 1.0 - Manuale per vivere e lavorare viaggiando" width="197" height="262" align="left" /></a>Questo é un capitolo del libro che sto scrivendo online: <a title="Triplife, Manuale per Vivere e Lavorare Viaggiando" href="http://www.tripluca.com/categorie/i-miei-libri/triplife-10/">TripLife 1.0</a> Manuale per Vivere e Lavorare Viaggiando.<br />
Qui c&#8217;é la <a title="TripLife, presentazione" href="http://www.tripluca.com/i-miei-libri/triplife-10-presentazione/">presentazione</a>.<br />
Mandami commenti, critiche e suggerimenti, mi aiuterai a scriverlo nel miglior modo possibile.<br />
Questo capitolo si chiama:</p>
<p align="center"><strong>Il muro psicologico</strong></p>
<p style="text-align: left;">Questo non é un vero e proprio capitolo, ma una specie di intermezzo per sottolineare un concetto fondamentale: il più gran nemico del tuo progetto sei tu.</p>
<p style="text-align: left;">Vivere viaggiando, non é tecnicamente difficile.<br />
Si tratta semplicemente di raccogliere più soldi di quanti ne escono.<br />
Guadagnare qualcosa, e farlo durare al massimo.<br />
Se ti va male lavi cessi e mangi riso fritto per mesi dormendo in tuguri.<br />
Se ti va bene fai cose più interessanti e hai più comodità.
</p>
<p style="text-align: left;">Se il tuo sogno é vivere viaggiando, lo puoi  tranquillamente realizzare, non servono libri come questo, che infatti é completamente inutile per alcune persone.</p>
<p style="text-align: left;">Il problema é quando cominci a porre dei paletti a quanto ti vuoi &#8220;abbassare&#8221;. Se poni degli standard minimi troppo alti di pulizia, qualità del cibo, comodità e lavori, rischi di chiudere quella finestra, ora aperta, che ti permette di fare un salto nella Terra Degli Uomini Liberi (Che a Volte Lavano Cessi).</p>
<p style="text-align: left;">Non sto dicendo che devi partire e fare una vita scomoda. I paletti li decidi tu e vanno benissimo.<br />
Ma non andare in giro a dire che &#8220;vivere viaggiando é difficile&#8221;, quando la verità é che &#8220;non mi sono voluto adattare, ho una mia dignità&#8221;.</p>
<p style="text-align: left;">Un altro grosso problema sono le tue paure. Se non parti per colpa loro sei in buona compagnia.<br />
90 persone su 100 sono rimaste nel limbo dei &#8220;Quasi Partivo Mannaggia!&#8221;.<br />
Esistono dei club dove si ritrovano ogni martedì sera a leggere libri di viaggio.
</p>
<p style="text-align: left;">Tra te e uno o più anni di aria incredibilmente fresca ci sono poche migliaia di euro, il coraggio di fare un piccolo salto e la capacità di staccarti da quello che sei (o credi di essere) per diventare quello che puoi.</p>
<p style="text-align: left;">Sono cose che ho già detto spesso in altri testi, ma se non é chiaro questo, la lettura di questo libro non ti servirà a niente.</p>
<p style="text-align: left;"><a title="TripLife 1.0 – il piacere dell’essere imprenditori (22)" href="http://www.tripluca.com/i-miei-libri/triplife-1-0-il-piacere-dellessere-imprenditori-22/" target="_blank">Continua</a></p>
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		</item>
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		<title>TripLife 1.0 &#8211; Lavorare per per viaggiare (20)</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 05:45:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[TripLife 1.0]]></category>
		<category><![CDATA[Lavorare viaggiando]]></category>
		<category><![CDATA[triplife]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo é un capitolo del libro che sto scrivendo online: TripLife 1.0 Manuale per Vivere e Lavorare Viaggiando. Qui c&#8217;é la presentazione. Mandami commenti, critiche e suggerimenti, mi aiuterai a scriverlo nel miglior modo possibile. Questo capitolo si chiama: Lavorare per Viaggiare Il titolo di questo capitolo non é il classico &#8220;lavorare viaggiando&#8221;,  ma &#8220;lavorare per viaggiare&#8221;. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="TripLife 1.0 - Manuale per vivere e lavorare viaggiando" href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2007/11/copertinatriplife.jpg"><img style="border: 0px initial initial;" src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2007/11/copertinatriplife.jpg" alt="TripLife 1.0 - Manuale per vivere e lavorare viaggiando" width="197" height="262" align="left" /></a>Questo é un capitolo del libro che sto scrivendo online: <a title="Triplife, Manuale per Vivere e Lavorare Viaggiando" href="http://www.tripluca.com/categorie/i-miei-libri/triplife-10/">TripLife 1.0</a> Manuale per Vivere e Lavorare Viaggiando.<br />
Qui c&#8217;é la <a title="TripLife, presentazione" href="http://www.tripluca.com/i-miei-libri/triplife-10-presentazione/">presentazione</a>.<br />
Mandami commenti, critiche e suggerimenti, mi aiuterai a scriverlo nel miglior modo possibile.<br />
Questo capitolo si chiama:</p>
<p align="center"><strong>Lavorare per Viaggiare</strong></p>
<p style="text-align: left;">Il titolo di questo capitolo non é il classico &#8220;lavorare viaggiando&#8221;,  ma &#8220;lavorare per viaggiare&#8221;.<br />
La differenza é sostanziale. Mentre il &#8220;lavorare viaggiando&#8221; é in un certo senso il punto di arrivo, il &#8220;lavorare per viaggiare&#8221; é la fase intermedia.<br />
Come dicevo nel capitolo precedente infatti, prima di sdoganarti completamente dal lavoro per conto terzi, passerà del tempo.<br />
In questo capitolo approfondisco l&#8217;argomento cercando di presentare le varie possibilità che hai.<span id="more-1783"></span>
</p>
<p style="text-align: left;">Vediamole:</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Lavori Umili</strong></p>
<p style="text-align: left;">Per lavori umili non intendo per forza il classico lavapiatti, ma qualsiasi attività che sia al di sotto delle tue possibilità.<br />
Per me, per esempio, lavorare alla reception di un albergo nel 2002 a Furteventura, era un lavoro riduttivo. Lo avevo già fatto a Parigi per due anni, parlavo cinque lingue, ero stato Area Manager con la Mercedes nera e anch&#8217;io avevo avuto un cliente di Hong Kong che insisteva per portarmi a puttane e che non capiva perché mi rifiutassi.<br />
La reception era certamente un passo indietro.<br />
Invece di farti la lista di cose che puoi fare, che sarebbe infinita, ti dò alcune dritte.</p>
<p>a) Sgonfia il CV: sei troppo bravo. Per trovare lavoro dovrai sgonfiare il curriculum (invece di gonfiarlo come hai sempre fatto), per non far capire ai datori di lavoro che razza di genio sei. Riscrivilo omettendo le varie lauree in Chimica del Marketing e i Master in Ingegneria Architetturale di Sistemi Complessi. Sii minimalista in modo da mettere in evidenza le poche cose che servono in questo lavoro e tieni un basso profilo. Possiamo riassumere questo punto con: presentati non per quello che sei, ma per quello che servi.<br />
Se vai a lavare piatti mostra i bicipiti, se vai a lavare per terra i tricipiti e se vai a fare il giardiniere i quadricipiti, cioé il muscolo adatto ad ogni situazione.<br />
Insomma, cerca di capire cosa cercano e fa in modo di esserlo.<br />
&#8220;Eccomi quà, il lavapiatti più veloce del West Australia&#8221;, dev&#8217;essere la tua frase magica.
</p>
<p style="text-align: left;">b)  Durerai poco: a meno che tu non capisca finalmente che la tua strada era fare il pulisci-tavolini di un infimo bar di King&#8217;s Cross, dopo un pò ti stuferai. Sia perché sai di essere sotto utilizzato che per la bramosia di ripartire. A un certo punto comincerai a soffrire un sacco. Di solito questo avviene quando i tuoi possedimenti terreni superano i 2000 euro che a quel punto avranno un significato ben diverso da quello che hanno oggi. In quei 2000 euro vedrai mesi di goduria tra Laos, Cambogia e Vietnam, per esempio.<br />
Tienne conto, e non entrare nella spirale della vita normale nel luogo dove vivi.<br />
Se lo fai, spendi un sacco e rischi di lavorare per troppo tempo in un posto che non ti piace. Stringi i denti. Lavora, risparmia e poi ti godrai i soldi da un&#8217;altra parte.<br />
Carpe Post Diem.
</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Lavori Occasionali Non Umili</strong></p>
<p style="text-align: left;">Se sei un pò più fortunato e sveglio, invece di lavare piatti ti ritroverai a svolgere mansioni di più alto livello per periodi limitati.<br />
Mi riferisco a lavori che richiedono qualcosa di più della forza fisica ma un minimo di competenze.<br />
Il Barman é l&#8217;esempio più classico, ma potresti lavorare a un Call Center, fare delle analisi di mercato per un progetto specifico, creare un sito web, lavorare di grafica, accogliere i turisti&#8230;e mille altri lavori.<br />
Alcuni consigli:</p>
<p style="text-align: left;">a) Se non l&#8217;hai mai fatto provaci: prima di perdere un&#8217;opportunità perché non l&#8217;hai mai fatto, pensaci.<br />
Davvero non sei in grado di farlo? Spesso lavori apparentemente tecnici richiedono un periodo di apprendimento molto breve e l&#8217;importante é iniziare.<br />
I datori di lavoro cercano persone con esperienza perché non vogliono perdere tempo a spiegare, ma molto spesso una persona senza esperienza con voglia di imparare é  meglio anche per loro.<br />
Solo che non vogliono rischiare, quindi devi essere tu a convincerli.</p>
<p style="text-align: left;">b) Dimentica chi sei: per un ingegnere é più facile fare il lavapiatti  che mettersi a fare il commerciale. Questo perché il lavapiatti lo puoi fare senza accendere il cervello, mentre se ti devi mettere a vendere, hai un grosso freno nella tua impostazione mentale.<br />
E&#8217; un&#8217;opportunità unica per diventare una persona più flessibile. Chissà che 10 anni dopo quando avrai viaggiato abbastanza, non trovi il lavoro perfetto da ingegnere anche grazie alle competenze commerciali acquisite in quel di Melbourne.<br />
Se invece inizi un&#8217;attività in proprio, la polivalenza, il saper vedere le cose da varie prospettive, é fondamentale.<br />
Gli ingegneri puri, i commerciali puri e i tecnici puri raramente diventano buoni imprenditori.
</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Attività Imprenditoriali Occasionali</strong></p>
<p style="text-align: left;">Queste sono le più interessanti ed eccitanti. Arrivare in un paese sconosciuto, fornire un servizio a pagamento per un paio di mesi e andarsene. Il Flash Business.<br />
Come esempio posso portare la mia esperienza di vendita siti web in Australia.<br />
Era il 2000 e avevo imparato (più o meno) a Febbraio a mettere in piedi siti web, e a Marzo <a title="Cairns" href="http://www.tripluca.com/diari-di-viaggio/cairns/" target="_blank">ne sfornavo uno alla settimana a Cairns</a>. Senza ditta, senza esperienza, senza un futuro (e infatti  <a title="I didgeridoo e un piccolo problema burocratico" href="http://www.tripluca.com/diari-di-viaggio/i-didgeridoo-e-un-piccolo-problema-burocratico/" target="_blank">finì con una bella espulsione</a>).<br />
Quel lavoro mi permise di guadagnare qualche migliaio di dollari, prendermi il mio primo portatile ed entrare a pieno titolo nel mondo del .com..si può dire che quello fu il momento della TripGenesi che poi portò all&#8217;idea di restare nel mondo di internet e quindi a Praga ecc&#8230;.
</p>
<p style="text-align: left;">Analizzando cosa mi differenziava dagli altri che cercavano fattorie dove raccogliere mele, mi rendo conto che anche in questo caso era solo questione di un atteggiamento diverso. Il voler per forza vedere le cose da varie angolature, il non volermi adattare ai  classici schemi e un difetto del gene dell&#8217;inibizione: mi é sempre piaciuto provare cose nuove, e mi sono spesso trovato a provarle ancora prima di pensarci.</p>
<p style="text-align: left;">Un altro esempio che mi viene in mente é Manu il messicano che arrivato in Giappone con un centinaio di orologi presi a Bali a 5 dollari l&#8217;uno, si é messo a venderli in strada e, con sua immensa sorpresa, i giapponesi compravano senza nemmeno pensarci, come degli automi. Ecco una cosa che io non sarei stato in grado di fare, ma che dimostra il punto di cui sopra.</p>
<p style="text-align: left;">Non so se questo si possa insegnare o trasmettere, ma per ora limitati a sapere che ogni volta che arriverai in un paese nuovo la cosa più preziosa sarà la tua capacità di vedere le cose in modo diverso dai locali. Da lì possono nascere idee molto redditizie.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Concludendo</strong></p>
<p style="text-align: left;">Se vuoi lavorare lavori. Il mondo gira grazie al lavoro e ce n&#8217;é sempre, ovunque.<br />
Basta adattarsi, stringere i denti, o meglio far funzionare le meningi e qualcosa tiri fuori.<br />
L&#8217;importante é raccogliere qualche bigliettone, fare esperienze, imparare ed evolverti, per poi ripartire.<br />
Inizia con i lavori umili, passa a quelli occasionali e poi magari diventa anche un piccolo imprenditore flash.<br />
Potrebbe essere l&#8217;inizio di una carriera professionale al di fuori degli schemi.
</p>
<p style="text-align: left;"><a title="Triplife il muro psicologico" href="http://www.tripluca.com/i-miei-libri/triplife-1-0-il-muro-psicologico-21/" target="_self">Continua</a></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
]]></content:encoded>
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		<title>TripLife 1.0 &#8211; Lavorare per ripartire (19)</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Jun 2009 03:28:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei libri]]></category>
		<category><![CDATA[TripLife 1.0]]></category>
		<category><![CDATA[Lavorare viaggiando]]></category>
		<category><![CDATA[triplife]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo é un capitolo del libro che sto scrivendo online: TripLife 1.0 Manuale per Vivere e Lavorare Viaggiando. Qui c&#8217;é la presentazione. Mandami commenti, critiche e suggerimenti, mi aiuterai a scriverlo nel miglior modo possibile. Questo capitolo si chiama: Lavorare per Ripartire A meno che tu  non sia particolarmente fortunato e il tuo business inizi subito a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="TripLife 1.0 - Manuale per vivere e lavorare viaggiando" href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2007/11/copertinatriplife.jpg"><img style="border: 0px initial initial;" src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2007/11/copertinatriplife.jpg" alt="TripLife 1.0 - Manuale per vivere e lavorare viaggiando" width="197" height="262" align="left" /></a>Questo é un capitolo del libro che sto scrivendo online: <a title="Triplife, Manuale per Vivere e Lavorare Viaggiando" href="http://www.tripluca.com/categorie/i-miei-libri/triplife-10/">TripLife 1.0</a> Manuale per Vivere e Lavorare Viaggiando.<br />
Qui c&#8217;é la <a title="TripLife, presentazione" href="http://www.tripluca.com/i-miei-libri/triplife-10-presentazione/">presentazione</a>.<br />
Mandami commenti, critiche e suggerimenti, mi aiuterai a scriverlo nel miglior modo possibile.<br />
Questo capitolo si chiama:</p>
<p align="center"><strong>Lavorare per Ripartire</strong></p>
<p style="text-align: left;">A meno che tu  non sia particolarmente fortunato e il tuo business inizi subito a generare più di 500 euro al mese, oppure che i tuoi risparmi siano talmente grandi da permetterti di stare a galla per parecchio tempo, dovrai lavorare da qualche parte.</p>
<p style="text-align: left;">Urggh!!! Ma non era dal lavoro che volevi sfuggire? Che fine ha fatto la promessa dal lavoro da una sdraio in spiaggia col portatile e la noce di cocco?<span id="more-1564"></span></p>
<p style="text-align: left;">Mai detto questo. L&#8217;obiettivo non é sfuggire dal lavoro ma lavorare viaggiando.<br />
E dimentica il portatile in spiaggia: c&#8217;é sempre troppa luce e alla fine lavorerai dalla stanza o da un internet point.</p>
<p style="text-align: left;">La situazione più probabile é che a un certo punto dovrai racimolare qualche migliaio di euro per andare avanti.<br />
Ma niente paura, questo non significa tornare indietro, anzi, potresti ritrovarti a vivere delle esperienze interessanti.<br />
L&#8217;importante é  non lavorare per troppi mesi, perché é ciò che fai che determina ciò che sei.<br />
Non gliene importa a nessuno se tu sei un viaggiatore se é da due anni che stai in fabbrica o in ufficio.<br />
Dopo pochi mesi tutta la polvere della strada l&#8217;avrai ben ripulita anche dai pori e orifizi più reconditi e sarai un operaio o un impiegato con un passato di viaggiatore.<br />
Non un viaggiatore temporaneamente fermo.<br />
Non importa cosa senti nell&#8217;anima, l&#8217;anima la devi vivere se vuoi essere felice.<br />
Senò sei solo chiacchiere e trip.</p>
<p style="text-align: left;">Allora, la cosa é abbastanza semplice: devi lavorare dove si guadagna.<br />
Questo di solito avviene in paesi ricchi anche se ci sono delle eccezioni.</p>
<p style="text-align: left;">In genere, se sei in:<br />
Asia: vai in Australia, Nuova Zelanda o Giappone. Anche Cina ultimamente.<br />
America Latina: vai negli Stati Uniti o Canada.<br />
Europa: vai in Europa Occidentale<br />
Africa: vai in Europa Occidentale<br />
Resto del Mondo: vai in Europa Occidentale</p>
<p style="text-align: left;">Quindi, dovunque tu sia, vai nei paesi più ricchi e cerca un lavoro per qualche mese.<br />
Queste sono indicazioni generali, che vanno bene per tutti, e in particolare per chi non ha qualifiche specifiche.<br />
Se invece hai un mestiere, vedrai come ti si aprono tante strade.<br />
Cioé se sei pizzaiolo, chef, immersionista, professore di inglese&#8230;e più specifico sei meglio é, potrai guadagnare bene anche in altri paesi.<br />
Ma se sei in questa posizione non ti servono i miei consigli.<br />
Vediamo piuttosto cosa devi fare se il tuo massimo livello di specializzazione é la pulizia dei cessi con la varichina.</p>
<p>Il primo problema é il permesso di lavoro, per cui, prima di esplorare altre vie, pensa sempre alla cara e bella Europa: niente visti, niente permessi e Euro suonanti.<br />
Hai decine di paesi ricchi a disposizione, centinaia di lavori stagionali e non, una popolazione che non vuole fare lavori umili e li delega a immigrati che spesso nemmeno parlano bene la lingua o non sanno cosa vuol dire lavorare o non sono affidabili.<br />
E ti pagano in Euro, una moneta molto forte.<br />
E&#8217; in assoluto la maniera più veloce e sicura per racimolare qualche soldo in questa parte della via Lattea.</p>
<p>Basta che eviti l&#8217;Italia e la sensazione di essere in viaggio resta.<br />
Pensaci: sei a Bangkok, hai quasi finito i soldi, prendi un volo AirAsia per Londra da Kuala Lumpur a 200 euro ed eccoti in un Job Centre a cercare lavoro.<br />
Ti piazzi in una casa condivisa da altri sbandati, lavori tre mesi a pulire tavoli e riparti.<br />
E migliori il tuo inglese.<br />
Oppure vai alle Canarie come ho fatto io, cerchi un lavoro in qualche hotel, vivi in una casa con surfisti che si fanno le canne e riparti.<br />
E migliori lo spagnolo.<br />
Anche mentre lavori sei in viaggio, impari, conosci gente nuova e vivi la tua vita in maniera diversa e nuova.
</p>
<p style="text-align: left;">Se invece preferisci Australia, Giappone, Stati Uniti ecc&#8230;sai che é più complicato ma fattibile. Lo fanno in moltissimi, per cui lo puoi fare anche tu.<br />
La maggiore difficoltà é compensata dall&#8217;esperienza più esotica.</p>
<p style="text-align: left;">Quindi, preparati a qualche anno, per me sono stati due, di viaggi intervallati da lavoro dipendente.<br />
Lavora dove si guadagna bene e  spendi dove si spende poco.<br />
E&#8217; una specie di speculazione monetaria meschina e subdola ma estremamente gratificante.<br />
Te lo dicevo all&#8217;inizio: usa il sistema, non farti usare.
</p>
<p style="text-align: left;"><a title="Triplife - Lavorare per viaggiare" href="http://www.tripluca.com/i-miei-libri/triplife-10/lavorare-per-per-viaggiare-20/" target="_self">Continua</a></p>
<p style="text-align: left;">
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		<title>TripLife 1.0 &#8211; il Point Break (18)</title>
		<link>http://www.tripluca.com/i-miei-libri/triplife-10-il-break-point-18/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2009 04:15:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei libri]]></category>
		<category><![CDATA[TripLife 1.0]]></category>
		<category><![CDATA[Lavorare viaggiando]]></category>
		<category><![CDATA[surf]]></category>
		<category><![CDATA[triplife]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo é un capitolo del libro che sto scrivendo online: TripLife 1.0 Manuale per Vivere e Lavorare Viaggiando. Qui c&#8217;é la presentazione. Mandami commenti, critiche e suggerimenti, mi aiuterai a scriverlo nel miglior modo possibile. Questo capitolo si chiama: Il  Point Break Ora facciamo un salto in avanti e supponiamo che il tuo business sia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="TripLife 1.0 - Manuale per vivere e lavorare viaggiando" href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2007/11/copertinatriplife.jpg"><img src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2007/11/copertinatriplife.jpg" alt="TripLife 1.0 - Manuale per vivere e lavorare viaggiando" width="197" height="262" align="left" /></a> Questo é un capitolo del libro che sto scrivendo online: <a title="Triplife, Manuale per Vivere e Lavorare Viaggiando" href="http://www.tripluca.com/categorie/i-miei-libri/triplife-10/">TripLife 1.0</a> Manuale per Vivere e Lavorare Viaggiando.<br />
Qui c&#8217;é la <a title="TripLife, presentazione" href="http://www.tripluca.com/i-miei-libri/triplife-10-presentazione/">presentazione</a>.<br />
Mandami commenti, critiche e suggerimenti, mi aiuterai a scriverlo nel miglior modo possibile.<br />
Questo capitolo si chiama:</p>
<p align="center"><strong>Il  Point </strong><strong>Break</strong></p>
<p>Ora facciamo un salto in avanti e supponiamo che il tuo business sia iniziato e cominci a fruttare.<br />
Lo so, non é ancora iniziato e non sta fruttando, ma probabilmente a questo punto qualsiasi mia trattazione generale non sarà soddisfacente in quanto stai tentando qualcosa di ben specifico.<br />
La cosa più probabile é che i soldi che entrano siano ancora pochi, mentre quelli che escono siano ancora troppi.<br />
Rilassati, sarà sempre così, per tutta la tua vita.<br />
I soldi hanno questo vizietto.</p>
<p>Comunque é probabile che tu sia nel guado: hai un mini business da, diciamo 200 euro al mese, e risparmi che ti permettono di viaggiare per altri 6 mesi, diciamo 4000 euro.<br />
<span id="more-1534"></span><br />
<strong>La Metafora<br />
</strong></p>
<p><strong></strong>Vedila così: sei su una tavola da surf  e hai appena lasciato la spiaggia. Le onde ti spingono indietro, verso la riva.<br />
La sensazione é che al di là delle onde ci sia l&#8217;ignoto e il pericolo, per cui hai anche la tentazione di mollare.<br />
Ma insisti e vai avanti.<br />
Più esci e più le onde diventano grandi e difficili da superare.<br />
Alcune poi ti rompono addosso, e ti danno delle botte spaventose (&#8220;ma non era solo acqua?&#8221;), rischiando di farti affogare.<br />
Non cedere, quando si rompono, sei vicino alla meta.<br />
Insisti e (se non affoghi) passerai il Point Break, e scoprirai una cosa meravigliosa:<br />
Al di là é tutto calmo, guardi verso la spiaggia e vedi che le onde si rompono dopo averti passato.<br />
Pensavi che più esci in mare e più diventa difficile, eh?<br />
Poi guardi verso l&#8217;orizzonte ed eccoti lì, sul mare tranquillo, che si alza e si abbassa, cullandoti.<br />
Guardi di nuovo verso la spiaggia e vedi gli uomini piccolini che si affannano, tra il sole e la sabbia.</p>
<p>Tu sei invece in un luogo nuovo e l&#8217;oceano é tutto attorno a te.<br />
Il più é fatto.<br />
Ora l&#8217;energia che ti serve é solo quella per stare a galla, non più per combattere le onde (ok, dovresti surfare un pò, ma é presto per te).</p>
<p><strong>La Realtà<br />
</strong></p>
<p>L&#8217;immagine può essere pseudo poetica e scontata, ma é potente perché é vera (e anche perché l&#8217;ho fatto stamattina a Bali).<br />
E&#8217; proprio così.<br />
Adesso che hai i 200 euro al mese e non un &#8220;lavoro serio&#8221;, tutta la struttura sociale é contro di te.<br />
Con 200 euro al mese l&#8217;unica cosa che puoi fare é andare via, dove tutto costa meno.<br />
Andare al di là delle onde, dove serve meno energia.</p>
<p>I 200 euro aumenteranno e i 4000 diminuiranno.<br />
Nel frattempo devi lavorare, spendere poco e viaggiare.<br />
Nuotare verso fuori.<br />
Sono i mesi e gli anni più impegnativi, ma anche forse i più belli.<br />
Mentre senti discorsi del tipo &#8220;ma dove vai con 200 euro&#8221;, &#8220;ma la pensione?&#8221;, &#8220;ma una casa?&#8221;, &#8220;e la carriera?&#8221; (le onde che ti spingono a riva), devi continuare a spingere verso fuori.</p>
<p>Il suono delle voci (che é di amici e parenti, ma anche la tua) si attenuerà, e sentirai sempre più chiaramente altre voci: &#8220;cavoli, che bello poter andare in giro&#8221;, &#8220;beato te&#8221;, &#8220;bella vita&#8221;.<br />
E&#8217; una specie di schizofrenia collettiva, le stesse persone che ti dicono che sbagli e che ti invidiano.</p>
<p>E sei sei bravo e fortunato, riuscirai ad arrivare in quel punto in cui guardando verso l&#8217;orizzonte, seduto al tavolo di qualche bar tropicale, in una situazione forzatamente instabile ma incredibilmente eccitante, sentirai una sola voce, la tua, che dice: &#8220;beato te&#8221;.</p>
<p>Quand&#8217;é stata l&#8217;ultima volta che ti sei detto &#8220;beato te&#8221;?<br />
Quel tavolo in quel bar sarà il tuo Point Break, segnalo nel tuo molesquine (si, dai, avrai anche un molesquine, mica si può essere originali al 100%), quella é una delle tappe più importanti della tua vita.</p>
<p><strong>Conclusione</strong></p>
<p>In questo articolo non ho dato nessun consiglio pratico perché  la tecnica non basta.<br />
Serve la consapevolezza e il coraggio. Serve fortuna. Serve uno sforzo quotidiano.<br />
E soprattutto ti servirà sapere, quando sarai in mezzo a quelle onde, che non devi mollare perché il Point Break esiste e non é probabilmente nemmeno troppo lontano.<br />
Non ti distrarre, quell&#8217;onda ti sta rompendo proprio addosso.</p>
<p><strong>Dedica</strong></p>
<p>Dedico questo articolo a <a title="PaoloTripMaiTrop" href="http://www.paolotripmaitrop.com/" target="_blank">PaoloTripMaiTrop</a>, mio guru a gratis che con infinita pazienza sopporta i miei (e di Valeria) penosi tentativi surfistici (ma oggi mi sono alzato in piedi sulla tavola e ci sono anche rimasto per un pò!).</p>
<p><a title="Triplife - Lavorare per ripartire" href="http://www.tripluca.com/i-miei-libri/triplife-1-0-lavorare-per-ripartire-19/" target="_self">Continua</a></p>
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		<title>TripLife 1.0 &#8211; Internet, come iniziare (17)</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Feb 2009 16:18:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo é un capitolo del libro che sto scrivendo online: TripLife 1.0 Manuale per Vivere e Lavorare Viaggiando. Qui c&#8217;é la presentazione. Mandami commenti, critiche e suggerimenti, mi aiuterai a scriverlo nel miglior modo possibile. Questo capitolo si chiama: Internet: come iniziare Quali sono le competenze reali che servono per iniziare un&#8217;attività in internet? La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="TripLife 1.0 - Manuale per vivere e lavorare viaggiando" href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2007/11/copertinatriplife.jpg"><img src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2007/11/copertinatriplife.jpg" alt="TripLife 1.0 - Manuale per vivere e lavorare viaggiando" width="197" height="262" align="left" /></a> Questo é un capitolo del libro che sto scrivendo online: <a title="Triplife, Manuale per Vivere e Lavorare Viaggiando" href="http://www.tripluca.com/categorie/i-miei-libri/triplife-10/">TripLife 1.0</a> Manuale per Vivere e Lavorare Viaggiando.<br />
Qui c&#8217;é la <a title="TripLife, presentazione" href="http://www.tripluca.com/i-miei-libri/triplife-10-presentazione/">presentazione</a>.<br />
Mandami commenti, critiche e suggerimenti, mi aiuterai a scriverlo nel miglior modo possibile.<br />
Questo capitolo si chiama:</p>
<p align="center"><strong>Internet: come iniziare<br />
</strong></p>
<p>Quali sono le competenze reali che servono per iniziare un&#8217;attività in internet?<br />
La domanda é ovvia, ma anche vaga, e non esiste una risposta perfetta.<br />
Però é doveroso dare almeno un&#8217;idea sui primi passi, se non altro per non andare nella direzione sbagliata.</p>
<p><span id="more-1392"></span></p>
<p>Esistono due tipi di competenze basilari :</p>
<p>1) Commerciali<br />
2) Tecniche</p>
<p>Come vedi non é nulla di nuovo. E&#8217; dalla notte dei tempi che il Commerciale e il Tecnico della ditta X se ne vanno e aprono la ditta Y.<br />
In internet potresti arrivare ad avere entrambe, ma la situazione ideale é un team formato da due persone.<br />
Idealmente il tecnico é un programmatore web e il commerciale una persona che sa analizzare i trend e sfruttarli.<br />
Nella realtà invece ci sei solo tu, e non sei nè uno nè l&#8217;altro.</p>
<p>Se sei portato per i computer, inizia a studiare la programmazione, ci metterai degli anni a diventare bravo, ma già dopo qualche mese sarai in grado di cooperare con programmatori a pagamento (se hai qualche soldo) o di creare qualcosa di tuo.</p>
<p>Da cosa iniziare?<br />
Ecco una lista in ordine di priorità:</p>
<p>1) Html: é ancora il linguaggio del web. Se non lo capisci non puoi fare praticamente nulla. Ti consiglio di prendere un libro e iniziare da zero. Non imparerai tutto, l&#8217;importante é capirne la base.</p>
<p>2) Php: é il linguaggio di programmazione più usato nel web e, a quanto dicono, anche uno dei meno difficili. Prendi un libro e inizia a studiarlo. Se lo trovi faticoso e  affascinante continua, se é solo frustrante, lascia perdere. Tutto dipende dalla tua impostazione, non c&#8217;è nulla che tu non possa capire se ti interessa davvero.  Non saprai mai tutto, avrai sempre problemi, ma la sensazione di vedere e comandare il web da dentro é impareggiabile.</p>
<p>3) WordPress: dopo qualche mese di studio creati il tuo sito WordPress. Ti permetterà di capire cosé  un sistema completo (quello che sarai in grado di programmare tra x anni), testare le tue conoscenze di Html e Php (WP é in Php) e soprattutto, avere un sito internet vero e proprio.</p>
<p>4) Css: é importante ma relativamente facile, per cui lo metto solo al quarto posto.</p>
<p>5) Vivi nel web: mantieni account di Facebook, partecipa ai forum, scrivi e leggi blogs&#8230;devi essere parte di internet per capirlo.</p>
<p>6) Rss: iscriviti a vari RSS tecnici. Ogni giorno arriva un articolo, se ti interessa lo leggi e impari senza volerlo. Inoltre sei sempre aggiornato sugli ultimi trend. Consiglio <a title="Nettuts" href="http://nettuts.com/" target="_blank">Nettuts</a> , inizialmente non capirai molto, ma é un ottimo compagno di studi.</p>
<p>7) Grafica: devi essere in grado di creare banner, immagini gif e altro. Buttati su Adobe Photoshop e sei a posto.</p>
<p>Direi che per iniziare è abbastanza per i &#8220;must&#8221;.</p>
<p><strong>Cosa può aspettare</strong></p>
<p>1) Ajax: se non conosci Javascript, non puoi conoscere Ajax.<br />
2) Javascript: impara prima bene Php, poi eventualmente Javascript.<br />
3) Xml.</p>
<p>Per tutti, esistono sistemi che ti permettono di usarli senza conoscerli. Se poi ti ritrovi nel mezzo di un progetto che esige la conoscenza approfondita, collabora o studiali.E&#8217; sempre meglio conoscerli, ma se non é possibile, almeno usali.</p>
<p>E come ultimo consiglio, la Road Map:<br />
1) Perdi un paio di mesi a studiare la base: html e php.<br />
2) Buttati in un progetto e inizia a usarli per mandarlo avanti.<br />
Non aspettare, lo studio teorico é buono se hai 5 anni di scuola a disposizione, altrimenti impara facendo.<br />
Se hai qualsiasi domanda su questo articolo, fai come fanni quelli veri: cerca in google, non chiedere.<br />
Se poi proprio non trovi, torna qui e chiedi.<br />
E&#8217; un approccio molto importante: chiedere fa perdere tempo e te che devi aspettare una risposta comunque limitata e a me che devo rispondere.<br />
Se invece cerchi e trovi, avrai le informazioni contestualizzate e imparerai anche altre cose.</p>
<p>Buon viaggio in internet.</p>
<p><a title="Triplife - il Break Point" href="http://www.tripluca.com/i-miei-libri/triplife-10-il-break-point-18/" target="_self">Continua</a></p>
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		<title>TripLife 1.0 &#8211; le Opportunità del 2009 (16)</title>
		<link>http://www.tripluca.com/i-miei-libri/triplife-10-le-opportunita-del-2009-16/</link>
		<comments>http://www.tripluca.com/i-miei-libri/triplife-10-le-opportunita-del-2009-16/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2009 22:44:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
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		<category><![CDATA[TripLife 1.0]]></category>
		<category><![CDATA[triplife]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo é un capitolo del libro che sto scrivendo online: TripLife 1.0 Manuale per Vivere e Lavorare Viaggiando. Qui c&#8217;é la presentazione. Mandami commenti, critiche e suggerimenti, mi aiuterai a scriverlo nel miglior modo possibile. Questo capitolo si chiama: Le Opportunità del 2009 Nel capitolo precedente ti ho raccontato del mio business creato nel 2001 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="TripLife 1.0 - Manuale per vivere e lavorare viaggiando" href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2007/11/copertinatriplife.jpg"><img src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2007/11/copertinatriplife.jpg" alt="TripLife 1.0 - Manuale per vivere e lavorare viaggiando" width="197" height="262" align="left" /></a> Questo é un capitolo del libro che sto scrivendo online: <a title="Triplife, Manuale per Vivere e Lavorare Viaggiando" href="http://www.tripluca.com/categorie/i-miei-libri/triplife-10/">TripLife 1.0</a> Manuale per Vivere e Lavorare Viaggiando.<br />
Qui c&#8217;é la <a title="TripLife, presentazione" href="http://www.tripluca.com/i-miei-libri/triplife-10-presentazione/">presentazione</a>.<br />
Mandami commenti, critiche e suggerimenti, mi aiuterai a scriverlo nel miglior modo possibile.<br />
Questo capitolo si chiama:</p>
<p align="center"><strong>Le Opportunità del 2009<br />
</strong></p>
<p>Nel capitolo precedente ti ho raccontato del mio business creato nel 2001 e ho precisato che oggi fare la stessa cosa sarebbe difficile.<br />
Dopo tanta teoria ti voglio dare un&#8217;idea fresca e concreta, qualcosa che puoi iniziare oggi e che nel giro di pochi mesi ti può portare a guadagnare abbastanza per iniziare a viaggiare.<br />
Se la presento qui é perché sono sicuro al 90% che tra due anni saranno tutti a correre dietro a un treno già passato.<br />
Il treno é qui, fermo alla stazione, e pochissimi stanno montando, nonostante il biglietto sia gratis.<br />
La stessa cosa é successa qualche anno fa con la <a title="SEO" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ottimizzazione_(motori_di_ricerca)" target="_blank">SEO</a> (Ottimizzazione dei motori di ricerca), oggi un business florido, ma all&#8217;epoca quasi sconosciuto.<span id="more-1387"></span><br />
Ricordo come se fosse oggi che ne parlavo a un amico dicendo testualmente &#8220;se inizi adesso puoi crearti un business, senza investimenti se non il tuo tempo&#8221;.<br />
Provate a farvi fare un preventivo per l&#8217;ottimizzazione di un sito oggi&#8230;</p>
<p>Ora, la Seo comincia già a puzzare di stantìo..non che non serva, anzi, ma si dà sempre più per scontata, come l&#8217;aria condizionata nelle autovetture. Non é più un optional, e sicuramente non consiglierei a nessuno che non ne sia esperto di mettersi a fare concorrenza ai big del settore.</p>
<p>Inoltre sta perdendo il suo ruolo predominante.<br />
Se ieri una buona ottimizzazione ti permetteva di &#8220;essere primo in Google&#8221; e di conseguenza avere visite che si traducevano in business, oggi questo non basta più.<br />
Un altro mostro si affaccia all&#8217;orizzonte, talmente grande che non lo vediamo.<br />
E se non lo vediamo é per uno di questi due motivi:<br />
1) Non abbiamo occhi per vederlo<br />
2) Ci siamo in mezzo fino al collo.</p>
<p>Se stai leggendo queste righe dal mio sito (e non dal famosissimo libro premio pulitzer che ne uscirà), ci sei in mezzo fino al collo, probabilmente.<br />
Ma cos&#8217;é? Purtroppo non esiste ancora un termine ufficialmente riconosciuto e sufficientemente chiaro, ma la cosa che più si avvicina è: WEB 2.0</p>
<p>Sento già i grugniti di delusione. Il Tripluca mi vuole vendere il WEB 2.0 come una cosa nuova&#8230;ma se é anni che ne parlano?<br />
Si, come era da anni che sentivi parlare di &#8220;essere primo in Google&#8221;, quando finalmente hai sentito la parola &#8220;Seo&#8221; o &#8220;ottimizzazione&#8221;.</p>
<p>Nelle prossime righe non tenterò di convincerti che é la strada giusta, scrivo solo per lasciare una traccia e tra un paio d&#8217;anni poter scrivere &#8220;ve l&#8217;avevo detto&#8221;.<br />
Per cui mi limito a dare qualche spunto&#8230;il resto lo devi fare te.</p>
<p><strong>Il Web 2.0</strong><br />
Cos&#8217;é? E&#8217; quell&#8217;insieme di tecnologie, comunità e interazioni che influenzano, pubblicizzano, spargono la voce, commentano, sputtanano, elogiano&#8230;le ditte e i loro prodotti.<br />
Forum, blogs, social bookmarking, social networking (Facebook, Myspace, Twitter&#8230;), wikis ecc&#8230;<br />
E&#8217; quello che si dice sulla tua ditta online, che può fare il tuo successo la tua rovina.<br />
E&#8217; sempre di più il tuo brand.<br />
Le ditte spendono un sacco in branding classico e pian piano si accorgeranno che non basta più la pubblicità in Tv o nelle riviste.</p>
<p><strong>La Tempistica</strong><br />
Perfetta. Gennaio 2009.<br />
Il 99% delle aziende per ora non lo sa. Sono ancora lì a perdersi con Google Adwords e a ricercare scambi di link. Ma i più furbi si sono già mossi e alcuni stanno rendendosi conto che si devono sbrigare.<br />
Succederà come con il SEO: a un certo punto partirà la corsa e tutti vorranno fare parte del WEB 2.0.</p>
<p>Se tu sei pronto, avrai lavoro a sufficienza.</p>
<p><strong>Il Prodotto/Servizio</strong><br />
Aiutare la ditta ad analizzare la propria presenza nel WEB 2.0, entrare a farne parte in maniera attiva ed eventualmente influenzarlo.</p>
<p>Se prima la ditta esisteva solo nel mondo reale, ora ha bisogno di una guida nel mondo virtuale.<br />
Questo é il tuo servizio.</p>
<p>Mi fermo qui, potrei scrivere un libro sull&#8217;argomento, ma per ora preferisco leggerli, chissà, forse mi ci butto anch&#8217;io.</p>
<p><a href="http://www.tripluca.com/i-miei-libri/triplife-10-internet-come-iniziare-17/">Continua</a></p>
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