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	<title>Vivere viaggiando, Tripluca.com &#187; Laos</title>
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		<title>La vecchietta laotiana che non ha letto la Lonely Planet</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jul 2007 11:23:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Bangkok, 5 Luglio 2007 L&#8217;Asia è un&#8217;illusione. I misteri asiatici non esistono. Sono solo una serie di regole inventate a tavolino dall&#8217;Ufficio del turismo dell&#8217;Asean (l&#8217;Unione Europea asiatica) per creare un&#8217;alone di reverenza attorno a delle tradizioni millenarie che non esistono, e aumentare così i visitatori e la loro moneta sonante. L&#8217;ho scoperto l&#8217;altro giorno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bangkok, 5 Luglio 2007<br />
L&#8217;Asia è un&#8217;illusione. I misteri asiatici non esistono. Sono solo una serie di regole inventate a tavolino dall&#8217;Ufficio del turismo dell&#8217;Asean (l&#8217;Unione Europea asiatica) per creare un&#8217;alone di reverenza attorno a delle tradizioni millenarie che non esistono, e aumentare così i visitatori e la loro moneta sonante.<br />
L&#8217;ho scoperto l&#8217;altro giorno in un Song Theaw (mini bus) in Laos.<br />
La Lonely Planet l&#8217;avete letta. Anche se di seconda mano una ventina di euri li avete spesi. Giusto?<br />
Che fosse della Thailandia, del Laos, della Birmania o di un qualsiasi paese anche leggermente buddhista, vi avrà sicuramente informato dei vari taboo, e tra tutti, quello immenso dei piedi.<br />
I buddhisti hanno un problema con i piedi.<br />
Se potessero andrebbero in giro in sedia a rotelle pur di non averli, questi schifosissimi piedi.<br />
Non ci possono fare niente con queste estremità immonde.<br />
Noi abbiamo la donna come simbolo di diavoleria grazie ai profondi insegnamenti della Chiesa, loro hanno i piedi.<br />
Noi con le donne almeno ci facciamo l&#8217;amore, loro con i piedi non ci si fanno proprio niente.<br />
Uno dei 745 taboo dei piedi è il seguente: mai, e dico, mai, puntarli verso qualcuno. E&#8217; l&#8217;equivalente asiatico-buddhista del dito medio alzato. Un bel vaffanculo con la V maiuscola, più esplicito di un documento su carta bollata.<br />
Se ti siedi mettili dietro il culo, nascondili per carità che mi viene da vomitare.<br />
Girando in Laos inoltre ogni tanto ti trovi davanti un manifesto a fumetti destinato a quei barbari degli stranieri, che ti dice i &#8220;Do and don&#8217;ts in Laos&#8221;, cioé le cose da fare e le cose da non fare, bestia di occidentale che non sei altro.<br />
La vignetta più grande riguarda i piedi. C&#8217;è questo straniero, biondo e strafottente, che appoggia i piedi su di una sedia e li punta verso dei laotiani inorriditi che scappano e gridano all&#8217;affronto.<br />
La nuvoletta dice &#8220;Mai e poi mai puntare i piedi verso qualcuno, i piedi sono la parte bassa del corpo e il gesto é altamente offensivo&#8221;.<br />
Ok, grazie, é anni che lo sento dire, e ormai anche i miei piedi sono diventati un&#8217;oggetto scomodo che mi porto a malincuore appresso. Inoltre ho le gambe pelose, il che non aiuta.<br />
Spesso mi guardano come so fossi una scimmia e mi sento inadeguato, appartenente a una razza inferiore che non ha ancora completato l&#8217;evoluzione e ha dei peli retaggio del passato da primate.</p>
<p>Un giornale danese recentemente ha pubblicato delle vignette di un Buddha con i piedi grandi e tutti i danesi in Birmania sono stati trucidati.<br />
Questi danesi sono proprio rincoglioniti.</p>
<p>Tutto questo prologo per farvi capire che il problema della gente qui non é il PIL o l&#8217;inflazione.<br />
Io me ne vado in giro per quest&#8217;Asia misteriosa anche con l&#8217;orgoglio del veterano, un quasi Terzani, convinto di avere assimilato un pò di astaticità, di aver cioé interiorizzato almeno una piccola parte di questo mistero. Di condividere quindi parzialmente questa visione della vita dalla quale voi europei e turisti di poche settimane siete irrimediabilmente esclusi. E godo.<br />
Salgo cosiì in un Song Theaw in Laos, unico occidentale nel mezzo, e me ne vado con Lek a Champusak, e Lek si mette a parlare con una signora e un&#8217;altra ascolta e mi sento tutt&#8217;uno con l&#8217;Asia, questo continente che mette sempre un vetro tra te e lui, e io sento per un attimo di essere dall&#8217;altra parte del vetro e guardo fuori e respiro l&#8217;aria del Laos e mi dico che finalmente ho iniziato a capirla, quest&#8217;Asia, ed ad esserne accettato.<br />
Poi mi volto verso l&#8217;interno e tutto cade. Tutto.<br />
Questa cazzo di vecchietta, indubbiamente Laotiana per cui senza scuse, ha appoggiato i piedi sul sacco di riso in fronte a me e me li sta puntando addosso.<br />
Sono esterrefatto. Non ha letto la Lonely Planet. Forse mi odia? Forse ho fatto qualcosa di sbagliato? Tremante mi giro verso Lek e le faccio notare l&#8217;oltraggio.<br />
Lei guarda la vecchietta, non fa una piega e mi dice:<br />
- &#8220;Ok, non c&#8217;é problema, é vecchia e può&#8221;.<br />
L&#8217;eccezione alla regola. E&#8217; dal 2000 che giro e non la conoscevo. I vecchietti, con le loro giunture fuori garanzia, possono mettere i piedi come vogliono.<br />
Sono frustrato. Ancora una volta credevo di sapere e non sapevo. Sento il vetro, gelido, rialzarsi inesorabile tra me e tutti loro, e sono di nuovo solo, senza amici né conforto.<br />
Guardo i piedi della vecchietta. Sono sporchi di terra e sembrano ridere di me. Prendo l&#8217;mp3, chiudo gli occhi, e faccio partire Manu Chao che canta &#8220;e l&#8217;hambre viene e l&#8217;ombre se va, sin mas razon&#8221;.<br />
Che bello, che chiaro, che semplice.</p>
<p><img src="http://gws.maps.yahoo.com/mapimage?MAPDATA=4u.iYOd6wXVYzpU._9SMM6yPnUxqSfIwiWbinLOE569iZeMzmUw79adiKUQpoN_g0NODdCAreo.4G.LVfeixIeW2Kkwoh1xVIUPIOIRCXnq5NtzyxhHm2lzK1oXhb0YRwOOCT3JMeNpMyOAMqfFg&amp;mvt=m" title="GeoPress map of Pakse"/></p>
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		<title>Dei piccoli trucchi del mestiere e dei fiumi</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jun 2007 11:22:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Diari di viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Laos]]></category>
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		<description><![CDATA[Pakse, 29 Giugno 2007, Piove qui nelle lande del caffé del Laos. Sono seduto sul letto di questa guest house a 3 Euro e respiro il fumo del fuoco a legna che arde sotto le pentole annerite (dal fumo del fuoco a legna) della matriarca qui a lato. La porta é aperta e vedo il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pakse, 29 Giugno 2007,<br />
Piove qui nelle lande del caffé del Laos.<br />
Sono seduto sul letto di questa guest house a 3 Euro e respiro il fumo del fuoco a legna che arde sotto le pentole annerite (dal fumo del fuoco a legna) della matriarca qui a lato. La porta é aperta e vedo il giardino.<br />
Possente e presente, percepisco il fluire del Sedong sotto casa.<br />
C&#8217;é una terrazza qui vicino, dove ci si può sedere e osservare il Sedong, questo fiume al caffélatte, lento e largo, sopra quale passa un ponte e sul cui ponte passano ogni tanto dei monaci vestiti di arancione.<br />
Non vado mai in quella terrazza. Perché? Forse per colpa dei miei occhi.<br />
Cioé sono leggermente miope e i grandi spazi mi lasciano sempre un senso di incompiuto e impreciso.<br />
Guardo e non vedo bene, mi sfuggono i dettagli e mi sento inadatto al cogliere l&#8217;immensa immensità del sedong che quindi mi appare come un fiume abbastanza sfigato visto il colore marrone, e anche se passano un paio di monaci già me li immagino col cellulare e una rivista playboy nascosta sotto la tunica.<br />
Insomma, niente poesia.<br />
Allora mi metto gli occhiali, e di colpo tutto é troppo preciso, il mio sguardo si sofferma sui dettagli, tipo farfalle da mezzo chilo o un sacchetto di plastica galleggiante che prima mi pareva un grande fiore di loto bianco. Ancora meno poesia.<br />
Questo mi succede ovunque: sui sette apostoli in Australia, al Machu Picchu in Perù, al ghiacciaio Perito Moreno in Patagonia e nella nuova piazza di Martellago.<br />
E&#8217; come se essere al centro dell&#8217;energia non mi permettesse di cogliera.<br />
Allora mi scosto sempre un pò. Faccio finta di essere un laptop che cerca il segnale wireless nell&#8217;angolazione più adatta (un giorno mi daranno un nobel per queste metafore) e di solito la trovo sempre un pò fuori dal centro.<br />
Dove?<br />
Ai Sette Apostoli, giù in spiaggia, guardando un surfista tra le onde, tra un paio di apostoli, senza guardare sti azzo di apostoli, ma sapendo che ci sono.<br />
Al Machu Picchu, girando un film idiota e uccidendo una vergine, volgarizzando per un pò un luogo  religioso, per poi coglierne, per un attimo ma chiaramente, la spiritualità andandosene.<br />
Al ghiacciaio Perito Moreno, andandosene e sentendo il rumore del ghiaccio in caduta, dietro di me, mentre scendo il sentiero. Immenso.<br />
La Tour Eiffel (non era nella lista sopra, ma mi é venuto in mente adesso), quando passeggiando per il quartiere, la vedo per caso tra i palazzi e ne colgo tutta la grandezza.<br />
A Martellago. Mai.</p>
<p>E qui, da questa stanza, sento il Sedong fluire, senza vederlo, percependolo però distintamente, giorno e notte.<br />
E&#8217; bello avere un fiume sotto casa.</p>
<p>Questo report é stato sponsorizzato dal caffé Dao che mi ha fornito la caffeina necessaria per l&#8217;ispirazione.</p>
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		<title>Verso la 5 de la tarde en Laos</title>
		<link>http://www.tripluca.com/diari-di-viaggio/verso-la-5-de-la-tarde-en-laos/</link>
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		<pubDate>Sun, 24 Jun 2007 11:19:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Savannaketh, 24 Giugno 2007 Ieri pomeriggio siamo tornati sulla strada principale di Savannaketh. Andavamo, of course, verso internet. A Savannaketh c&#8217;é poco o niente da vedere; qualche fatiscente costruzione retaggio del passato coloniale francese, una piazza vuota e senza panchine, e una chiesetta cattolica oggi probabilmente usata per riti satanici o come forno per le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Savannaketh, 24 Giugno 2007<br />
Ieri pomeriggio siamo tornati sulla strada principale di Savannaketh.<br />
Andavamo, of course, verso internet.<br />
A Savannaketh c&#8217;é poco o niente da vedere; qualche fatiscente costruzione retaggio del passato coloniale francese, una piazza vuota e senza panchine, e una chiesetta cattolica oggi probabilmente usata per riti satanici o come forno per le baguettes.<br />
Andavamo dunque verso internet percorrendo a piedi questi Champs Elysées laotiani che non hanno nulla da offrire se non qualche negozio di vestiti importati dalla Cina, dei ristorantini, una marea di negozi di fotocopiatrici (!), un paio di panifici e degli internet café.<br />
Ne avevamo visto la versione &#8220;daily&#8221;, verso le due del pomeriggio, caldi, addormentati e abbandonati come un paesino di frontiera venezuelano.<br />
Poi li avevamo percorsi la sera, con l&#8217;aria fresca, i negozi aperti, le luci, la gente che se ne usciva dal letargo pomeridiano per dedicarsi alle attività più disparate: tostare le baguette, vendere frutta, giocare per la strada e sfrecciare in motorino.<br />
Ma é ieri pomeriggio, verso la cinqo de la tarde (5 del pomeriggio), che mi hanno comunicato il messaggio divino.<br />
Ho avuto la classica &#8220;epifana joiyciana&#8221;, cioé quell&#8217;attimo di consapevolezza superiore alla media, che ti permette di vedere le cose con una chiarezza maggiore.<br />
E&#8217; una sensazione intensa perché ti fa una promessa che in parole povere suonerebbe più o meno come un &#8220;non ti preoccupare, non é tutto qui, guarda&#8230;.&#8221;.<br />
E tu, per 5 secondi, guardi e vedi. Poi si chiude il sipario e torna la nebbia.<br />
Ora, prima di accusarmi di voler fondare una nuova religione e guadagnare con i click di adsense sugli annunci del sito www.tripreligion.org, pensateci bene e vedrete che capita anche a voi. Sono attimi, e tendiamo a dimenticarli in fretta, ma sono abbastanza comuni.<br />
In realtà viviamo in stati di consapevolezza variabili. Oscilliamo dai momenti buii, quelli in cui non sappiamo più bene cosa stiamo facendo, a quelli più chiari, quando cogliamo lo scopo delle nostre azioni e delle nostre scelte (oppure ci rendiamo conto che lo scopo manca).<br />
E in mezzo c&#8217;é ma quotidianità, il più grande nemico, quando agiamo come automi, senza porci domande, ma seguendo semplicemente uno schema.<br />
Occhio, questo vale per tutti, non solo per chi ha una vita regolare ma anche per i viaggiatori, i criminali e gli eroi. Basta entrare nella propria routine.</p>
<p>Ma cosa ho visto ieri nel mio flash?<br />
Il cielo si tingeva di rosso (in ovvia ode al governo del popolo socialista) e la gente cominciava ad affacciarsi alla strada.<br />
Lek ed io abbandonavamo la strada laterale per entrare in quella principale (dovete immaginare tutto come in un film al rallentatore).<br />
Il mio sguardo ha coperto tutta la strada, fino in fondo, cogliendo quindi l&#8217;immagine completa di quello che sarebbe potuto essere un quadro intitolato &#8220;scorci di vita laotiana&#8221;.<br />
Poi, la sensazione. E&#8217; difficile spiegarla a parole. Potrei forse dire che ho capito cosa ci attira del Laos.<br />
Qui, in questo paesino di frontiera, che tenta disperatamente di valorizzare delle case fatiscenti come architettura coloniale da un lato, e di diventare ricco e consumista come la Thailandia dall&#8217;altro, ho provato qualcosa di simile all&#8217;invidia.<br />
Avete presente quando avevate 15 anni, presi dal turbinio di emozioni legate al passaggio verso l&#8217;adolescenza, in piena tempesta ormonale, disperati di capire cosa stavate diventando, spaventati del futuro, incapaci di gestire il presente&#8230;e vi trovavate davanti dei bambini che giocavano?<br />
L&#8217;avete sentito quel grido dentro di voi: &#8220;cazzooo, voglio tornare bambino!! Non ce la faccio più!!&#8221;. Nostalgici di un passato recentissimo, più semplice ed innocente?<br />
Ecco, forse é questo.<br />
Vedevo i laotiani, ancora semplici, che vogliono crescere e diventare come gli altri paesi moderni, ma che non sanno cosa vuol dire, che dovranno passare per molte sofferenze e che poi forse vorranno tornare indietro, quando sarà troppo tardi, come lo é per noi.</p>
<p>E vedendo loro, vedevo anche noi europei. Non possiamo tornare indietro. Non possiamo andare avanti in questa maniera. E siamo in crisi.<br />
Cerchiamo una svolta, ma non esiste. Abbiamo già provato tutto.<br />
Eppure credo che siamo più vicini alla soluzione noi, di qualsiasi popolo &#8220;arretrato&#8221;, proprio perché abbiamo già provato tutto.<br />
Non servono rivoluzioni, dobbiamo trovare un nuovo equilibrio.<br />
Grazie Laos, adesso posso diventare Primo Ministro e portare l&#8217;Italia nel 4 millennio.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Laos, gran calma</title>
		<link>http://www.tripluca.com/diari-di-viaggio/laos-gran-calma/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Mar 2007 21:51:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Diari di viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Laos]]></category>
		<category><![CDATA[Luang Prabang]]></category>
		<category><![CDATA[Paesi]]></category>

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		<description><![CDATA[Luang Prabang, 10 Marzo 2007 10 giorni in Laos e del Laos quasi non ho parlato. Recupero adesso. Intanto rispondo alla domanda: ma perché andare in Laos? La risposta é semplice: per gustarsi la calma. Tutto qui. La caratteristica principale del Laos, almeno dal punto di vista di chi ci viene in viaggio, é che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/11/monaci-laotiani.jpg" title="Monaci Laotiani"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/11/monaci-laotiani.jpg" alt="Monaci Laotiani" align="left" height="287" width="216" /></a>Luang Prabang, 10 Marzo 2007<br />
10 giorni in Laos e del Laos quasi non ho parlato.<br />
Recupero adesso.<br />
Intanto rispondo alla domanda: ma perché andare in Laos?<br />
La risposta é semplice: per gustarsi la calma.<br />
Tutto qui. La caratteristica principale del Laos, almeno dal punto di vista di chi ci viene in viaggio, é che la gente é calma.<br />
Delusi? No, veniteci, poi capirete.<br />
Capirete soprattutto che si può vivere bene se si vive calmi.<br />
Una bella cura antistress, il Laos.</p>
<p>Ovvio che qui si tratta di percezioni di un occidentale. Non sto dicendo che il Laos é calmo per tutti.<br />
Magari ai laotiani farebbe ridere sentirmi dire una cosa così.<br />
Magari sono tutti presi dalle necessità quotidiane, l&#8217;avere un piatto di riso o meno da dare ai propri figli l&#8217;indomani.<br />
Noi ci facciamo venire lo stress perché Telecom non ci porta l&#8217;adsl, immagina loro se non hanno riso o medicine.</p>
<p>Detto questo, qui, noi, si respira calma.</p>
<p>Quindi, regola numero uno in Laos:<br />
mandate immediatamente a fxxxxxx (fanculo) tutte le attività che vi vengono proposte.<br />
Cascate, giro dei templi, visita ai soliti villaggi folclorisitici (NE HANNO LE PALLE PIENE DI VOI QUESTI POVERI ESEMPLARI FOLCLORISTICI!!!!!) , rally su elefante ecc&#8230;tutte cose che hanno come unico scopo quello di separarvi con eleganza dai vostri soldi.<br />
La mattina alzatevi e canticchiate un&#8217;ode alla calma. Fate colazione con baguette, burro, marmellata e caffé a 1,5 euro, o se vi sentite in vena di spese, con 2,5 alla bakery francese (ma allora, se é francese, potevano chiamarla Boulangerie) dove vi danno un caffé decente, ottimo pane e marmellate fatte in casa.<br />
Poi fatevi un giro a piedi o al massimo in bicicletta. Stancatevi un pò perché poi é bello riposare.<br />
Tranquilli, la sera prima o poi arriverà, e vi potrete fare un giro per il mercato.<br />
Non mangiate nei ristoranti per turisti.<br />
Sedetevi dalla signora delle zuppe e ordinate una noodle soup a 1,5 euro. Buonissima.<br />
Mangiate con calma. Non avete nulla da fare.<br />
E guardate le signore laotiane che vendono la merce.<br />
Guardate e imparate. Non hanno molto. Però ridono, chiacchierano e se la passano così.<br />
Ogni sera.<br />
L&#8217;insegnamento é biblico: Dio ci ha dato già tutto per essere felici.<br />
Basta. Punto. Perché complicarsi la vita?</p>
<p>Qui non si tratta di diventare dei laotiani, ma di spostare un pò l&#8217;ago della bilancia relax-stress, verso relax.<br />
Imbevetevi di immagini calme, vi torneranno utili nelle giornate in cui correndo a destra e sinistra vi domanderete perché correte a destra e a sinistra.<br />
Forse troverte il tempo per un cappuccino e ringrazierete mentalmente le signore del Laos.</p>
<p>E fate in fretta. Qui stanno costruendo dappertutto.<br />
I giovani monaci passano il tempo libero negli internet point. Ho visto spuntare da sotto le tonache arancioni già più di un bel telefonino con fotocamera.<br />
Le signore al mercato ascoltano la musica in mp3, sempre dai telefonini, e a volte le vedi giocare abilmente sugli schermi a colori.<br />
La Cina é dietro l&#8217;angolo, pronta a invadere il Laos di prodotti e fabbriche.<br />
Forse cambierà tutto e la calma resterà un retaggio del passato, nelle mani di qualche vecchio che non riuscirà a insegnare al nipotino il valore della stessa.<br />
Il nipotino sarà infatti troppo occupato a giocare con la playstation 5.</p>
<p>Il cambiamento non é mai tutto male o tutto bene.<br />
Forse il Laos starà meglio, adesso non sta molto bene, ma se fate in fretta riuscirete a vedere cosa vuol dire vivere con calma.<br />
E in ogni caso, la vista di quei templi dorati, la sera mentre mangi e ti scoli una Beer Lao, è impagabile.</p>
<p>Luang Prabang, 10 Marzo 2007<br />
10 giorni in Laos e del Laos quasi non ho parlato.<br />
Recupero adesso.<br />
Intanto rispondo alla domanda: ma perché andare in Laos?<br />
La risposta é semplice: per gustarsi la calma.<br />
Tutto qui. La caratteristica principale del Laos, almeno dal punto di vista di chi ci viene in viaggio, é che la gente é calma.<br />
Delusi? No, veniteci, poi capirete.<br />
Capirete soprattutto che si può vivere bene se si vive calmi.<br />
Una bella cura antistress, il Laos.</p>
<p>Ovvio che qui si tratta di percezioni di un occidentale. Non sto dicendo che il Laos é calmo per tutti.<br />
Magari ai laotiani farebbe ridere sentirmi dire una cosa così.<br />
Magari sono tutti presi dalle necessità quotidiane, l&#8217;avere un piatto di riso o meno da dare ai propri figli l&#8217;indomani.<br />
Noi ci facciamo venire lo stress perché Telecom non ci porta l&#8217;adsl, immagina loro se non hanno riso o medicine.</p>
<p>Detto questo, qui, noi, si respira calma.</p>
<p>Quindi, regola numero uno in Laos:<br />
mandate immediatamente a fxxxxxx (fanculo) tutte le attività che vi vengono proposte.<br />
Cascate, giro dei templi, visita ai soliti villaggi folclorisitici (NE HANNO LE PALLE PIENE DI VOI QUESTI POVERI ESEMPLARI FOLCLORISTICI!!!!!) , rally su elefante ecc&#8230;tutte cose che hanno come unico scopo quello di separarvi con eleganza dai vostri soldi.<br />
La mattina alzatevi e canticchiate un&#8217;ode alla calma. Fate colazione con baguette, burro, marmellata e caffé a 1,5 euro, o se vi sentite in vena di spese, con 2,5 alla bakery francese (ma allora, se é francese, potevano chiamarla Boulangerie) dove vi danno un caffé decente, ottimo pane e marmellate fatte in casa.<br />
Poi fatevi un giro a piedi o al massimo in bicicletta. Stancatevi un pò perché poi é bello riposare.<br />
Tranquilli, la sera prima o poi arriverà, e vi potrete fare un giro per il mercato.<br />
Non mangiate nei ristoranti per turisti.<br />
Sedetevi dalla signora delle zuppe e ordinate una noodle soup a 1,5 euro. Buonissima.<br />
Mangiate con calma. Non avete nulla da fare.<br />
E guardate le signore laotiane che vendono la merce.<br />
Guardate e imparate. Non hanno molto. Però ridono, chiacchierano e se la passano così.<br />
Ogni sera.<br />
L&#8217;insegnamento é biblico: Dio ci ha dato già tutto per essere felici.<br />
Basta. Punto. Perché complicarsi la vita?</p>
<p>Qui non si tratta di diventare dei laotiani, ma di spostare un pò l&#8217;ago della bilancia relax-stress, verso relax.<br />
Imbevetevi di immagini calme, vi torneranno utili nelle giornate in cui correndo a destra e sinistra vi domanderete perché correte a destra e a sinistra.<br />
Forse troverte il tempo per un cappuccino e ringrazierete mentalmente le signore del Laos.</p>
<p>E fate in fretta. Qui stanno costruendo dappertutto.<br />
I giovani monaci passano il tempo libero negli internet point. Ho visto spuntare da sotto le tonache arancioni già più di un bel telefonino con fotocamera.<br />
Le signore al mercato ascoltano la musica in mp3, sempre dai telefonini, e a volte le vedi giocare abilmente sugli schermi a colori.<br />
La Cina é dietro l&#8217;angolo, pronta a invadere il Laos di prodotti e  fabbriche.<br />
Forse cambierà tutto e la calma resterà un retaggio del passato, nelle mani di qualche vecchio che non riuscirà a insegnare al nipotino il valore della stessa.<br />
Il nipotino sarà infatti troppo occupato a giocare con la playstation 5.</p>
<p>Il cambiamento non é mai tutto male o tutto bene.<br />
Forse il Laos starà meglio, adesso non sta molto bene, ma se fate in fretta riuscirete a vedere cosa vuol dire vivere con calma.<br />
E in ogni caso, la vista di quei templi dorati, la sera mentre mangi e ti scoli una Beer Lao, è impagabile.</p>
<p><a href="http://www.tripcentre.org/tripmagazine/2007/03/15/da-bangkok-al-laos/" title="Da Bangkok al Laos" target="_blank">TripItinerario Bangkok &#8211; Laos</a><br />
<a href="http://www.tripfoto.com/v/Trip-Asia/Laos/" title="Foto del Laos" target="_blank"> Le foto dal Laos</a><a href="http://www.tripfoto.com/v/Trip-Asia/Laos" target="_blank"><br />
</a></p>
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		<title>Autopsicoanalisi di un backpacker</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Mar 2007 21:48:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Diari di viaggio]]></category>
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		<description><![CDATA[Luang Prabang, 10 Marzo 2007 Voi non avete letto il libro di Giovanna e quindi non potete capire. Per fortuna però avete me, e vi posso spiegare. Giovanna, nel suo libro &#8220;Le Comunità Viaggianti&#8221;, studia i viaggiatori indipendenti. Li viviseziona, ne estrae gli organi e ce li sbatte sul piatto sanguinanti con l&#8217;aria di una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/11/turisti-a-caccia-ci-monaci.jpg" title="Turisti a caccia di Monaci"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/11/turisti-a-caccia-ci-monaci.jpg" alt="Turisti a caccia di Monaci" align="left" height="377" width="284" /></a>Luang Prabang, 10 Marzo 2007<br />
Voi non avete letto il libro di Giovanna e quindi non potete capire.<br />
Per fortuna però avete me, e vi posso spiegare.</p>
<p>Giovanna, nel suo libro &#8220;Le Comunità Viaggianti&#8221;, studia i viaggiatori indipendenti. Li viviseziona, ne estrae gli organi e ce li sbatte sul piatto sanguinanti con l&#8217;aria di una chirurga del diciassettesimo secolo (Giovanna, scherzo, devo scrivere queste cazzate senò invece di leggere guardano Sanremo).<br />
La lettura del libro mi ha ovviamente influenzato, nel senso che ora analizzo anch&#8217;io. Peggio, analizzo me stesso.</p>
<p>L&#8217;altra sera per esempio.<br />
Stiamo mangiando una noddle soup (zuppa di nudol) al mercato di Luang (S)prabang e vicino a me vedo un inglese con la sua ragazza filippina che si scola la sua giusta Beer Lao.<br />
Iniziamo a parlare.<br />
Mi rendo subito conto (autoanalisi) che ci stiamo studiando. Come diceva Giovanna.<br />
Cerco di capire da quanto viaggia. Cioé se é un turista da due settimane o un uomo vero da vari mesi on the road.<br />
Lo faccio senza rendermene conto.<br />
Lui viaggia da vari mesi. Approvato. Possiamo parlare la stessa lingua.</p>
<p>Con un tremolio d&#8217;orrore scopro che sto anche cercando di buttare qua e là degli elementi per fargli capire che anch&#8217;io non sono un turista da disprezzare, senza allo stesso tempo sbattergli in faccia la mia opulenza di viaggiatore &#8220;professionista&#8221; a tempo pieno (termine di Giovanna, non mio).<br />
E&#8217; come se dicessi: &#8220;amami, sono come te&#8221;.<br />
Poi mi viene in mente una scena bruttissima: due cani che si annusano il culo.</p>
<p>In seguito l&#8217;analisi sale di livello e mi rendo conto anche da &#8220;sedentari&#8221;, facciamo la stessa cosa.<br />
Solo che annusandoci il culo non cerchiamo tanto odore di viaggio, quanto di soldi.<br />
Ammettiamolo, quando conosciamo qualcuno nella nostra vita di sedentari, una della prime cose che cerchiamo di scoprire é il lavoro (e quindi i soldi) del nostro interlocutore.<br />
E&#8217; automatico, é inconscio, ma é spesso così.<br />
Forse perché nella via sedentaria i soldi sono la misura della libertà e del successo, così come nella vita errante, lo é il il tempo.</p>
<p>Pensateci, mai e poi mai un backpacker disprezza un altro perché spende poco per dormire, per mangiare o perché si veste male.<br />
Anzi, meno uno spende e più é apprezzato.<br />
Ovvio che anche questa analisi ha i suoi limiti: una persona va giudicata anche da altre cose.<br />
Per esempio il Google Page Rank* del suo sito.</p>
<p>Coll&#8217;inglese, ci ritroviamo quasi tutte le sere a mangiare noodle e parlare.<br />
Racconat che ha lasciato la piattaforma petrolifera presso la quale lavorava a adesso compra collanine in Asia e le rivende in Ingilterra. Semplice ma funziona.<br />
Dopo un pò riparte. Torna in Inghilterra con la sua ragazza filippina.<br />
Salgo sul monte e ululo alla luna, salutando un viaggiatore che se ne va.</p>
<p>Giovanna, mi hai rovinato.</p>
<p>* Google Page Rank: misura della popolarità di un sito (più o meno). Tripluca.com ha 5. Agli altri se va bene hanno 4.<br />
Da 4 a 5, nonostante le credenze popolari, la distanza é immensa, circa 10 volte di più, trattandosi di un valore esponenziale.<br />
Eh eh eh.</p>
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		<title>Luang Prabang e il genio in azione</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Mar 2007 21:45:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Luang Prabang è una città reale (nel senso che ci vivevano i Re). Fatta di nebbia e conseguente colore grigio, orde di monaci arancioni vaganti, biciclette e atmosfera molto calma. Oltre a ciò, una valanga di turisiti che rendono la città il classico luogo &#8220;dove vedi la vera Asia com&#8217;era una volta&#8221;. Solo che la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/11/la-strada-principale-di-luang-prabang.jpg" title="La strada principale di Luang Prabang"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/11/la-strada-principale-di-luang-prabang.jpg" alt="La strada principale di Luang Prabang" align="left" height="233" width="311" /></a>Luang Prabang è una città reale (nel senso che ci vivevano i Re).<br />
Fatta di nebbia e conseguente colore grigio, orde di monaci arancioni vaganti, biciclette e atmosfera molto calma.<br />
Oltre a ciò, una valanga di turisiti che rendono la città il classico luogo &#8220;dove vedi la vera Asia com&#8217;era una volta&#8221;.<br />
Solo che la presenza stessa dei turisti, di un certo livello, ne smorza i lineamenti più caratteristici.<br />
Insomma é quasi o era la vera Asia.<br />
Adesso é una fotografia, una rappresentazione teatrale.<br />
Un pò come Ubud a Bali.<br />
Ma lasciatemelo dire: é bello lo stesso.<br />
Bisogna tentare di capire cos&#8217;é vero e cosa non lo é, tutto qui.</p>
<p>Dopo la prima notte passata in una piccola stanza a 13 U$, la mattina dopo siamo partiti alla ricerca del Sacro Graal: una Guest House sui 10 euro con connessione internet.<br />
La cosa si é subito, ovviamente, rivelata impossibile.<br />
Devi spendere almeno 90 U$ per avere internet in stanza.<br />
Altrimenti sei condannato a caricarti il tuo Apple-Ibm (io ho un ThinkPad X31 della Apple, che non esiste in commercio) due volte al giorno e piazzarti in un internet Café con cavi e mouse al seguito.<br />
Poco romantico.</p>
<p>Per conseguire l&#8217;idillìo di una sdraio in balcone con wireless nell&#8217;aria bisogna essere dei geni. Eccone qua uno, il subscribed (sottoscritto).<br />
Ora vi spiego come si fa:<br />
1) Armatevi di PC acceso e girate innocentemente per la città, schivando i monaci arancioni.<br />
2) Ogni tanto sedetevi per terra, aprite la cappotta del suddetto e cercate una rete wireless. Assumete l&#8217;aria di chi sta facendo una ricerca sul grado di inquinamento da polveri sottili per conto dell&#8217;Unesco.<br />
3) Una volta trovata la linea, se é aperta, cercate una guest house nei paraggi e vedete se dalla stanza si capta il segnale. Se sì fermatevi lì.<br />
Se invece é chiusa scoprite a chi appartiene.<br />
Per farlo avvicinatevi all&#8217;hotspot(modem che lancia il segnale) come uno squalo si avvicina alla preda ferita e sanguinante.<br />
Un elemento rivelatore é la presenza di gente che lavora al computer portatile mentre beve un caffé.<br />
Se, come nel nostro caso, appartiene a un bar o caffé, entrate, consumate generosamente (per non insospettirli sulle vostre reali intenzioni) e fatevi dare la password per collegarvi.<br />
Il 99% delle volte la password andrà bene anche i giorni successivi.<br />
Cercate una Guest House in zona, fate la prova di connessione, e sistematevi.</p>
<p>Noi ci siamo riusciti e vi sto scrivendo a scrocco dalla stanza.<br />
Nello specchio davanti a me vedo un genio.<br />
Mi guarda e mi sorride.<br />
Clicco Invio e posto il Blog.</p>
<p><a href="http://www.tripfoto.com/v/Trip-Asia/Laos/" title="Altre foto dal Laos" target="_blank">Le altre foto dal Laos</a><a href="http://www.tripfoto.com/v/Trip-Asia/Laos/" target="_blank"><br />
</a></p>
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		<title>Vientiane wi-fi</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Mar 2007 21:41:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vientiane (Laos&#8230;) , 3 marzo 2007 E&#8217; come essere tornati a Berlino, dopo la finale. Per chi non lo sapesse, il campionato del mondo lo abbiamo vinto qui, a Vientiane, io Starsailor e Traietz. In anticipo rispetto a voi in Europa a causa del fuso orario. Cioé noi lo abbiamo vinto qualche ora prima. (Un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/11/laptop-security.jpg" title="Laptop security 2"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/11/laptop-security.jpg" alt="Laptop security 2" align="left" height="464" width="349" /></a>Vientiane (Laos&#8230;) , 3 marzo 2007<br />
E&#8217; come essere tornati a Berlino, dopo la finale.<br />
Per chi non lo sapesse, il campionato del mondo lo abbiamo vinto qui, a Vientiane, io Starsailor e Traietz.<br />
In anticipo rispetto a voi in Europa a causa del fuso orario. Cioé noi lo abbiamo vinto qualche ora prima.<br />
(Un mio amico ci aveva perfino creduto a questa storia. Spero voi no).</p>
<p>Dopo una notte di viaggio in un bus di Khao San Road siamo a Vientiane.<br />
Tra l&#8217;altro siamo caduti in un quasi Khao San Road Scam: ci sono venuti a prendere alle 6 e 30 e siamo partiti alle 9. L&#8217;agenzia diceva che saremmo partiti alle 7, mentre la partenza vera era già programmata alle 20:30.<br />
Cose che capitano da queste parti.</p>
<p>Passata la notte in viaggio, dopo una veloce doccia, ci siamo trascinati verso il famoso sandwich laotiano: 1,5 euro di baguette, frittata e formaggio. Una delizia.</p>
<p>Nell&#8217;internet café ho colto un debole segnale di wifi e più tardi siamo partiti alla ricerca della sua origine più vera.<br />
Capitati di fronte al Vista Wi-Fi cafè ci siamo detti:<br />
- &#8220;Foooooorse, é questo&#8221;.<br />
Zic, Zac, load, key, caffé, chocolate pancake e siamo online.<br />
Una volta i viaggiatori cercavano un senso al proprio vagare. Noi ormai cerchiamo un segnale wireless.</p>
<p>In questo momento immagino Ali3no collegato sulla spiaggia di Phi Phi, Laura e Marco ne café a Malacca, Marco Starsailor nel suo Hotel di Bangkok col Macbook nuovo preso ieri (NON vi dirò che mi ha chiamato per chiedermi dove inserire il CD) e mi rendo conto che qualcosa é cambiato.<br />
Siamo schiavi di una connessione che ci rende liberi.<br />
Occhio, questa é una di quelle frasi che poi vanno nei libri e nelle firme dei forum:<br />
&#8220;Siamo schiavi di una connessione che ci rende liberi&#8221;.<br />
Bellissima, adesso la metto nella mia firma.</p>
<p>Non so cosa siamo, ma siamo una cosa nuova.</p>
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		<title>Vang Vien, off the beaten track</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Jul 2006 22:56:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Siamo venuti a Vang Vien, uno di quei villaggi che-sono-ancora-come-una-volta-ma-non-lo-sono- più-perché-é-pieno-di-turisti-e-internet-point, e abbiamo preso delle motorbike giusto per vedere unpò i dintorni e sfuggire ai vari rafting, tube on the river e trekking vari. Un pò di sano Off The Beaten Track, tradotto &#8220;Fuori Dai Coglioni&#8221; anche perché siamo Campioni del Mondo e non ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo venuti a Vang Vien, uno di quei villaggi che-sono-ancora-come-una-volta-ma-non-lo-sono- più-perché-é-pieno-di-turisti-e-internet-point, e abbiamo preso delle motorbike giusto per vedere unpò i dintorni e sfuggire ai vari rafting, tube on the river e trekking vari.<br />
Un pò di sano Off The Beaten Track, tradotto &#8220;Fuori Dai Coglioni&#8221; anche perché siamo Campioni del Mondo e non ci confondente con gli altri turisti.</p>
<p><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/11/motorino-in-laos.jpg" title="In motorino in Laos"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/11/motorino-in-laos.jpg" alt="In motorino in Laos" align="left" height="164" width="219" /></a> I motorini andavano e la pioggia cadeva, e mentre noi eravamo troppo occupati a scivolare nel fango, l&#8217;orologio della storia andava all&#8217;indietro e tra una pozzanghera e un bue cornuto, ci siamo ritrovati verso il 1750.<br />
Lo scenario era uno di quelli che ti fanno dire &#8220;un paradiso&#8221; anche se hai le mutande infangate e la marmitta che fuma.<br />
Accompagnati dalla nostra fida interprete Thailandese, siamo anche riusciti a comprare tre ananas appena staccati dall&#8217;albero a soli 300 kip l&#8217;uno (0,025 euro), &#8220;no ma aspetta quanto li avete pagati? Era 3000 (0,25 Euro)&#8221;, ok torniamo e glieli diamo, paghiamo e poi, &#8220;no aspetta era 2000 (0,16 euro)&#8221;.<br />
Insomma era perché ha parlato in dialetto Isan e ha detto Som e non Sam cioé Sim andava però io ho capito che&#8230;&#8221;.</p>
<p>Intanto le venditrici di Ananas non avevano fiatato quando le avevamo pagate 10 volte meno ed erano solo arrivate ad essere un pò perplesse ma avevano accettato il crudele destino, perché non é educato protestare (Not Polite).</p>
<p><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/11/consumatore-di-droghe.jpg" title="Tipico tossicodipendente in Laos"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/11/consumatore-di-droghe.jpg" alt="Tipico tossicodipendente in Laos" align="left" height="285" width="215" /></a>Come stamattina quando chiedo al cameriere:<br />
- &#8220;Buongiorno, avete croissant?&#8221;<br />
- &#8220;Si&#8221;<br />
Ci sediamo<br />
- &#8220;Un caffé e un croissant&#8221;<br />
- &#8220;Un attimo che verifico&#8221;<br />
torna.<br />
- &#8220;Non abbiamo croissant&#8221;<br />
Io, ormai mezzo asiatico, accetto in silenzio e non prendo niente a parte il caffé.<br />
Ma questo non basta.<br />
Il cameriere chiede a Lek perché non sorrido.<br />
&#8220;Non sorrido perché porca troia volevo un croissant. Devo anche sorridere?&#8221;.<br />
Ma quanto sopra lo penso solo, ci mancherebbe che lo dica, non sarebbe &#8220;polite&#8221;.<br />
Inoltre sono sereno, non ho il broncio e mi guardo la CNN.<br />
Facciamo colazione e andiamo. Lek mi rimprovera di essere stato poco &#8220;polite&#8221;.<br />
Ma se non ho detto niente?<br />
Alla fine, mentre io bevevo il caffé (schifoso), lui le diceva che ero carino (lui evidentemente gay) ma non polite.<br />
Arriva anche a dirle &#8220;cos&#8217;é, muore se non mangia il croissant?&#8221;.<br />
Tutto questo senza che io abbia aperto bocca, se non per bere il caffé e non mangiare il croissant.<br />
Asia, così vicina e così impenetrabile.</p>
<p><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/11/bambini-del-laos.jpg" title="Bambino del Laos"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/11/bambini-del-laos.jpg" alt="Bambino del Laos" align="left" height="211" width="279" /></a>Comunque la Beer Lao é buona e noi siamo Campioni del Mondo, il resto non conta.</p>
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		<title>Vientiane e la Beer Lao</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Jul 2006 22:52:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Eccoci a Vientiane, immensa megalopoli asiatica con miliardi di persone, migliaia di grattacieli alti 800 metri in media, settecentomila produttori di baguette e un Arco di Trionfo. Ieri abbiamo finalmente provato la famosa Beer Lao. Per chi non lo sapesse ogni anno migliaia di backpacker partono da Kaho San verso il Laos e se ne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/11/beer-lao.jpg" title="Beer Lao"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/11/beer-lao.jpg" alt="Beer Lao" align="left" height="332" width="250" /></a>Eccoci a Vientiane, immensa megalopoli asiatica con miliardi di persone, migliaia di grattacieli alti 800 metri in media, settecentomila produttori di baguette e un Arco di Trionfo.<br />
Ieri abbiamo finalmente provato la famosa Beer Lao. Per chi non lo sapesse ogni anno migliaia di backpacker partono da Kaho San verso il Laos e se ne tornano a Kaho San cambiati dento dopo aver provato la Beer Lao.<br />
Indossano magliette Beer Lao e ordinano Chang o Singha con lo sguardo del frequentatore di prostitute ancora innamorato della moglie che l&#8217;ha lasciato.<br />
Alcuni ordinano la Beer Leo, con la speranza che ci assomigli almeno un pò.<br />
Ma niente é come la Beer Lao.</p>
<p>Allora Lek, io e Ermanno (Starsailor era perduto in qualche internet café di bassa lega) siamo entrati in un infimo locale (la Beer Lao si gusta meglio in ambienti &#8220;local&#8221;)<br />
e abbiamo ordinato la Beer Lao.<br />
Una bottiglia e due bicchieri (Lek ha optato per un Mango Shake).<br />
Dopo un pò la Beer Lao é arrivata. Due bottiglie. Abbiamo fatto rimettere una delle due bottiglie in fresca e ci siamo fatti portare due bicchieri.<br />
Abbiamo versato la Beer Lao nei bicchieri.<br />
Uno con ghiaccio e uno senza ghiaccio.<br />
Poi abbiamo bevuto la Beer Lao.</p>
<p>La Beer Lao é buona.</p>
<p>Il mio commento é stato &#8220;non ha un retrogusto amaro, ma é come fruttato, quasi agrumato&#8221;.<br />
Ermanno (Traietz) ha annuito e sorseggiato un pò di Beer Lao. Poi ha detto:&#8221;Forse non agrumato, ma si, é un finale frizzantino, positivo&#8221;.<br />
Poi abbiamo finito la Beer Lao e abbiamo ordinatola seconda bottiglia di Beer Lao.</p>
<p>La Beer Lao é buona.</p>
<p>Poi é arrivato MarcoStaSailor e ha provato la Beer Lao.<br />
La Beer Lao é piaciuta anche a lui. Ovviamente.</p>
<p>La Beer Lao é buona.</p>
<p><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/11/campioni-del-mondo.jpg" title="Campioni del Mondo in Laos"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/11/campioni-del-mondo.jpg" alt="Campioni del Mondo in Laos" align="left" height="243" width="323" /></a> Poi siamo andati a vederci il famoso tramonto sul Mekong e abbiamo mangiato in riva all&#8217;imponente fiume. Il pesce alla griglia, presumibilmente autoctono, costava solo 2 euro e lo abbiamomandato giù accompagnato dalla Beer Lao.</p>
<p>La Beer Lao é buona.</p>
<p>Resta solo il mistero delle parole di Pico Absolute Express che &#8220;la Beer Lao é buona ma c&#8217;é un motivo&#8221;.<br />
Pico, ce lo dici?</p>
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		<title>Un uomo finito</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Jul 2006 22:49:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono un uomo finito. Ho scritto solo un report da quando sono qui. Sarà che non sto viaggiando ma sono fermo a Bangkok, sarà l&#8217;età, sarà che Suor Antonella prega per me, ma il fatto é che non ho scritto nulla. Eppure girando per Bangkok mi sono ritrovato spesso a scrivere pensando. Cioé cammino e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono un uomo finito. Ho scritto solo un report da quando sono qui. Sarà che non sto viaggiando ma sono fermo a Bangkok, sarà l&#8217;età, sarà che Suor Antonella prega per me, ma il fatto é che non ho scritto nulla.<br />
Eppure girando per Bangkok mi sono ritrovato spesso a scrivere pensando.<br />
Cioé cammino e rifletto come se stessi scrivendo. In effetti scrivo, solo che non ho carta e penna o il portatile.<br />
Per cui le mie preziosissime parole vanno perse con grande danno delle generazioni future.<br />
Ma domani si va in Laos!<br />
Grazie al visto scadente (che scade) sono costretto ad uscire. Ed esco col sorriso sulle labbra.<br />
Magari anche in Italia fossimo costretti ad uscire una volta al mese per rifarci il visto, ehh&#8230;che vita sarebbe.</p>
<p>E non solo vado in Laos, ma ci vado con Lek (dolce compagnia femminile) che sto pian piano trasformando da un essere residente con tendenze allo shopping compulsivo (ottimo prodotto della singaporizzazione di Bangkok) in una viaggiatrice. L&#8217;India, sua passione a causa degli inguardabili film di Bollywod, sarà l&#8217;esca. Ma di questo parleremo forse in futuro.<br />
Inoltre ci vado con Ermanno, Traietz, Marco e Starsailor (che in realtà sono due, ma li sdoppio causa nicknames nel forum), due Giromondisti nel bel mezzo del Giro del Mondo (anche se hanno tradito tornando brevemente in Italia per motivi futili e meno futili), quindi respirando aria fresca.<br />
E inoltre ci vediamo la finale dei mondiali a Vientiane in qualche bettola o in un hotel a 6 stelle se le bettole chiudono prima.</p>
<p>Insomma saranno solo 5/6 giorni, ma di viaggio puro.</p>
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