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	<title>Vivere viaggiando, Tripluca.com &#187; Australia</title>
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		<title>Investendo canguri e nuotando con i coccodrilli</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Aug 2004 13:23:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Australia]]></category>
		<category><![CDATA[Diari di viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Giro del Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Paesi]]></category>

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		<description><![CDATA[Katherine, 1 Agosto 2004 Il canguro vive solo in Australia. Ce ne sono un sacco e sono un problema perche&#8217; hanno la tendenza suicida di buttarsi sotto le macchine in corsa. Noi in 5000 km ne abbiamo visti solo due, oltre a un wallaby, una specie di minicanguro. 5000 km, tre pezzi, circa uno ogni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/10/peli-di-canguro.jpg" title="Pelo di canguro “e’ tutto cio’ che ho di te”"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/10/peli-di-canguro.thumbnail.jpg" alt="Pelo di canguro “e’ tutto cio’ che ho di te”" align="left" /></a>Katherine, 1 Agosto 2004<br />
Il canguro vive solo in Australia. Ce ne sono un sacco e sono un problema perche&#8217; hanno la tendenza suicida di buttarsi sotto le macchine in corsa. Noi in 5000 km ne abbiamo visti solo due, oltre a un wallaby, una specie di minicanguro. 5000 km, tre pezzi, circa uno ogni 1600 km. Pochi.<br />
Fabio e Alberto sono un po&#8217; delusi, si aspettavano qualcosa di piu&#8217;. Io ne ho visti a sufficienza in passato e non mi lamento anche se vedere una mandria saltellante contro il tramonto calante mi sarebbe piaciuto.<br />
Sono le sei di sera. Di sera non si dovrebbe viaggiare perche&#8217; seno&#8217; si beccano i canguri, ma siamo partiti in ritardo e siamo quasi arrivati a Katherine per cui continuiamo.<br />
Andiamo piano, sugli 80 all&#8217;ora, e si chiacchiera. Io sto scrivendo il report sopra, anzi ho finito e mi guardo alcune foto.<br />
A un certo punto Fabio frena di colpo, si sente uno scrriiiccccckkkk di gomme e poi uno STONF!!! e intravedo un canguro volare. Abbiamo beccato un canguro!<br />
Siamo fermi nella notte australiana, si sente odore di gomma bruciata e si respira un&#8217;aria di tragedia.<br />
Scendiamo, vediamo la frenata e il faro rotto. Del canguro, o ex-canguro, nessuna traccia. O meglio, una traccia c&#8217;e': il suo pelo sul faro rotto.<br />
Risaliamo in macchina e facciamo retromarcia alla ricerca del cadavere. Niente cadavere, andavamo piano e abbiamo frenato abbastanza, forse e&#8217; vivo. Cerchiamo ai lati ma niente. Ripartiamo. Povera bestia. Cominciamo a fare ipotesi sulla sua fine ma un canguro con una gamba rotta non credo abbia molte possibilita&#8217;.<br />
Ok, adesso e&#8217; chiaro perche&#8217; non si deve viaggiare la notte.<br />
Continuiamo verso Katherine mentre Fabio, l&#8217;assassino di canguri, e&#8217; alle prese con la propria coscienza. Noi non lo aiutiamo, anzi infieriamo &#8220;maledetto assassino&#8221;, &#8220;ti si legge in faccia che ti e&#8217; piaciuto&#8221;, &#8220;e vai piano che seno&#8217; ne becchi un altro&#8221;, ecc&#8230;</p>
<p><code><img src="http://gws.maps.yahoo.com/mapimage?MAPDATA=PvHlded6wXW3VPN.pMJrANFWVL.gTGKEdVrP6BQGj7WpJ6tafeSlZNp93fL.kUP0BknhyLK37IVfvuIxbzU5rA9jESBnsOGGsnoSuLrj2dlqJ5Cz7_nqYZ_d0QdejfCjic_7aQ9QwK5H8HoSxx4MPLQ-&amp;mvt=m" title="GeoPress map of Katherine"/></code></p>
<p><code></code>Arriviamo a Katherine la sera e ci piazziamo nel primo ostello libero, il Coco&#8217;s, in 1st street 21.<br />
Appena entrati capiamo che e&#8217; un buon posto. La gente ci guarda e ci saluta, c&#8217;e&#8217; una buona percentuale di giapponesi e coreani, sul 30%, e un&#8217;ottima di inglesi, 10%. Niente contro gli inglesi ma e&#8217; meglio evitare quelli che viaggiano in gruppo.<br />
L&#8217;inglese che viaggia da solo invece e&#8217; ottimo.<br />
La mattina portiamo Alberto detto &#8220;piede molle&#8221; in ospedale, la sua ferita si e&#8217; infettata. Lo lasciamo li con i suoi nuovi amici aborigeni e ci passa la notte sotto i ferri. 24 ore e 2400 dollari dopo esce e ringrazia il cielo del fatto che esista la convenzione sanitaria Italia-Australia che paghera&#8217; le spese.<br />
Ci racconta di un aborigeno che all&#8217;alba e al tramonto salutava il sole con canti tradizionali e la cosa mi resta, chissa&#8217; perche&#8217;, impressa.<br />
Io passo un paio di giorni cercando didgeridoos da comprare ma la cosa si preannuncia difficile. Tutti i negozi del centro hanno dei bei didgeridoos, ma sono cari e soprattutto non si capisce bene da chi siano fatti.<br />
La maggior parte in effetti sono fatti da bianchi, o tagliata da bianchi e fatti pitturare da aborigeni, spesso non artisti ma solo aborigeni che non ne sanno niente e vogliono fare qualche soldo. Tutti ti offrono certificati di garanzia ma per me sono solo pezzi di carta, io voglio essere sicuro che chi lo ha fatto sia un aborigeno che se l&#8217;e&#8217; andato a cercare nel mezzo del bush (qualsiasi luogo lontano dalla civilta&#8217; si chiama bush, tranne il Montello, TV) e lo abbia pitturato sapendo quel che faceva..un vero artista. Ma i veri artisti producono poco e sono eclettici&#8230;niente di simile alla catena di montaggio che ci vorrebbe per soddisfare la domanda del mercato. Allora i furbacchioni li fanno produrre a backpackers o a gente che non c&#8217;entra niente con la cultura aborigena. Poi finiscono nei negozi e successivamente, con qualche chiacchiera ben assestata, in mano al turista danaroso che sborsa 400 dollari per un pezzo di legno trapanato e pitturato da un backpacker giapponese.</p>
<p><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/10/sessione-didgeridoo.jpg" title="Sessione di didgeridoo"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/10/sessione-didgeridoo.thumbnail.jpg" alt="Sessione di didgeridoo" align="left" /></a>  Vado in cerca di un aborigeno per comprarli direttamente ma non e&#8217; facile, i veri artisti sono tutti in mezzo al bush e per arrivarci ci vuole un permesso speciale, una quattro ruote e soprattutto il tempo che io non ho.</p>
<p>Poi trovo questa cooperativa di aborigeni, gestita da aborigeni, finanziata dallo stato, che ha come scopo il dare lavoro agli aborigeni. Non hanno molte cose ma quel che hanno e&#8217; genuino, rappresentano artisti di tutta la zona di Katherine, gente che vive nel bush e che non viene mai nella civilta&#8217;&#8230;forse comprero&#8217; da loro.</p>
<p>Intanto sul fronte Fabio/Alberto che sarebbero dovuti partire gia&#8217; da qualche giorno ci sono novita&#8217;. Verranno anche loro al &#8220;walking with spirits&#8221;, un festival aborigeno nel mezzo del bush, che si terra&#8217; il fine settimana.<br />
Non si sa bene cos&#8217;e&#8217; ma io spero di poter comprare dei didg da un artista mentre Fabio e Alberto non vogliono perdere l&#8217;occasione di entrare in terra aborigena, zona dove di solito serve un permesso, tranne appunto questo weekend.<br />
Partiamo addirittura la sera prima con due ragazze e due ragazzi austro/tedeschi/inglesi e una giapponese di vent&#8217;anni, Keiko, che e&#8217; la terza volta che mi vede e si presenta, dimenticandosi sempre di avermi gia&#8217; conosciuto. Faccio proprio colpo sulle donne.<br />
Adesso mi riconosce ma continua a sbagliare i nostri nomi, Alberto e&#8217; diventato Algentino, mentre Fabio lo imbrocca ma dice sempre:<br />
-&#8221;Fo..Fi&#8230;Fabio&#8221;. Di me si ricorda solo che inizia per L.</p>
<p>A un certo punto arriviamo all&#8217;ultimo incrocio e non ci prendiamo la briga di leggere bene il cartello dove (ho scoperto solo ieri, una volta tornato) c&#8217;era scritto &#8220;solo quattroruote&#8221;.<br />
Inizia cosi&#8217; una strada di polvere finissima che quando passa la macchina si alza una colonna di cinque metri e che basta mettere un piede per terra per non respirare piu&#8217;.<br />
Nel buio della notte avanziamo a 40 all&#8217;ora che potra&#8217; sembrare poco ma e&#8217; tantissimo per quella strada, tanto che ogni tanto diciamo a Alberto di rallentare che ci sembra di essere in un rally. Ma rallentare non si puo&#8217; altrimenti ci impantaniamo.<br />
A un certo punto arriviamo in una radura e ci fermiamo. La luna e&#8217; piena, poche stelle, alberi e rumori di uccelli in lontananza. Aspettiamo gli austroungarici/tedeschi/inglesi e quando arrivano decidiamo di accampare li&#8217; la notte.<br />
Accendiamo un fuoco e cuciniamo una pasta. In lontananaza il suono strano di un animale strano. Max, bavarese, dice che si tratta di asini selvatici. Mangiamo attorno al fuoco, beviamo un po&#8217; di vino (era vietato portarlo all&#8217;incontro) e suoniamo la chitarra. I veri hippy del 2004. Niente chiacchiere di amore universale e volonta&#8217; di cambiare il mondo, ma una bella nottata sotto le stelle australiane, lontani da tutti e tutto, in perfetta armonia, per un attimo, senza pretese.<br />
Piss (bellissimo all&#8217;ombra lunare di un eucalipto) and love.</p>
<p>Il giorno dopo continuiamo per la strada e arriviamo a un ruscello coperto da delle grate. Proviamo a passare e spacchiamo il silenziatore della marmitta (le malelingue insinueranno che io ho detto &#8220;vai vai non c&#8217;e&#8217; problema&#8221; ma e&#8217; solo una leggenda del deserto). Poi passiamo e arriviamo in un posto che nessuna brochure di nessun Tour Operator del mondo ha mai avuto l&#8217;onore di ospitare.<br />
Si tratta di un laghetto pullulante di coccodrilli (alcuni lunghi tre metri), circondato da rocce alte 20 metri con in fondo delle cascate, la spiaggia e&#8217; di sabbia e ci sono vari tipi di alberi. Qui i turisti non ci possono venire, e&#8217; terra aborigena e, scopriamo dopo, il posto non e&#8217; nemmeno segnato nelle mappe. Mi sento fortemente privilegiato, piu&#8217; o meno come se mi avessero dato la Gold Card di qualche club di golf. Ma e&#8217; questo e&#8217; meglio del golf.<br />
Qualcuno dice che dato che i coccodrilli sono di acqua dolce e non sono pericolosi, si puo&#8217; nuotare. C&#8217;e gente gia&#8217; in acqua. Siamo pieni di polvere e non resistiamo, ci buttiamo. Iniziamo a nuotare tentando di non pensare ai coccodrilli che poco prima vedevamo dalla riva. Dopo un po&#8217; non ci pensiamo piu&#8217; e ci mettiamo persino a farci degli scherzi. Io mi lancio sott&#8217;acqua e attacco da sotto la giapponese che lancia un urlo bestiale. Sono un bastardo lo so, ma da quel momento in poi si ricorda del mio nome.<br />
Poi si esce e si va un po&#8217; in giro, ci si rilassa sulla spiaggia e si guardano le donne aborigene che pescano solo col filo e l&#8217;amo.<br />
<a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/10/nuotando-con-i-coccodrilli.jpg" title="Nuotando con i coccodrilli"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/10/nuotando-con-i-coccodrilli.thumbnail.jpg" alt="Nuotando con i coccodrilli" align="left" /></a>  Quando decidiamo di tornare in acqua non c&#8217;e&#8217; nessuno che fa il bagno. In compenso la spiaggia si e&#8217; riempita di gente che arriva per il festival. Io, Alberto e un inglese ci dirigiamo verso le cascate, dall&#8217;altra parte del laghetto, a grandi bracciate. Noto che Alberto &#8220;Piede Molle&#8221; e&#8217; completamente ristabilito e mi stacca di parecchio, raggiungendo l&#8217;inglese che era li da un po&#8217;.<br />
A un certo punto sento una voce femminile che grida allarmata:<br />
- &#8220;get out!!&#8221; (uscite)<br />
io dico:<br />
-&#8221;why?&#8221; (perche&#8217;?)<br />
-&#8221;croc!&#8221; (coccodrillo)<br />
e si aggiunge una voce maschile:<br />
-&#8221;get out!&#8221;<br />
guardo e vedo che il tipo e&#8217; vestito da ranger e inizio a preoccuparmi.<br />
Ora, che ci fossero coccodrilli lo sapevamo, ma sapevamo anche che erano innocui. Inoltre, devo ammettere, &#8220;mi hanno detto che gli hanno detto che&#8221;..informazione di seconda mano. Brutta cosa per affidarci la propria vita.<br />
Chi e&#8217; quella ragazza e soprattutto chi e&#8217; quel ranger o pseudo ranger?<br />
Mmmm&#8230;devo decidere e in fretta, magari il ranger e&#8217; solo uno pseudo ranger e sono appena arrivati e nessuno li ha informati dell&#8217;innocenza dei coccodrilli. Ma se invece&#8230;?<br />
Nella mia mente inizia un&#8217;attivita&#8217; celebrale velocissima che crea una serie di ipotesi:<br />
- tra i tanti coccodrilli di acqua dolce si e&#8217; infiltrato uno di acqua salata (quelli cattivi mangiauomini) che in televisione dicono arrivi fino a 70 km nell&#8217;interno ma magari questo non ce l&#8217;ha la televisione e non lo sa.<br />
- tra i tanti coccodrilli innocui uno e&#8217; il pazzo del villaggio e ha un problema di relazionamento con l&#8217;Io e non sa che non si mangiano gli uomini.<br />
- tra i tanti coccodrilli innocui uno non ha l&#8217;enzima giusto e vomita ogni volta che mangia pesce, odia le rane e non vede l&#8217;ora di mangiare carne bianca.<br />
- i coccodrilli non mangiano gli aborigeni, solo i bianchi.<br />
- tra i tanti coccodrilli innocui uno e&#8217; miope<br />
- i coccodrilli non sono innocui e l&#8217;inglese e&#8217; stato semplicemente mal informato.<br />
<a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/10/meditazione.jpg" title="Meditazione e divertimento in terra aborigena (laghetto con coccodrilli)"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/10/meditazione.thumbnail.jpg" alt="Meditazione e divertimento in terra aborigena (laghetto con coccodrilli)" align="left" /></a>  alla quinta ipotesi ero gia&#8217; a meta&#8217; strada verso il ritorno, decisamente piu&#8217; religioso di mezz&#8217;ora prima, e ringraziando il cielo di aver fatto jogging le ultime settimane. Il respiro pero&#8217; non sembra abbastanza e chiudo gli occhi per nuotare meglio.<br />
Immagino pero&#8217; il coccodrillo che si avvicina strisciante verso di me. Meglio riaprire gli occhi. Mi stanco di nuotare a stile libero e inizio a rana. Tre bracciate e penso &#8220;no, a rana no!!! i coccodrilli mangiano rane!!!&#8221;, e riparto in stile libero.<br />
Intanto la riva non si avvicina, mi guardo indietro e vedo Alberto e l&#8217;inglese. Mi ritrovo a pensare &#8220;Alberto ha un piede ferito che forse sanguina, magari si mangia loro invece che me&#8221; e mi rassicuro un po&#8217;.<br />
La situazione e&#8217; gia&#8217; tesa ma la maledetta turista disinformata e il maledetto psuedo ranger cominciano ad indicare col braccio bello teso un punto a 10 metri di me, ovviamente indicando il coccodrillo.<br />
Ormai ho piu&#8217; fede di Padre Pio e raddoppio la bracciata ma le braccia non rispondono piu&#8217;, mi devo fermare a respirare. Mi fermo, immagino il croc che scende sotto pronto ad attaccare. Riprendo, la costa e&#8217; vicina , non ce la faccio piu&#8217;, splash, splash..tocco terra, esco, mi allontano dalla riva e inizio a respirare. Alberto e l&#8217;inglese sono ancora in acqua ma ormai non me ne frega piu&#8217; niente. Chiudo gli occhi. E&#8217; finita.</p>
<p>Poi Alberto e l&#8217;inglese arrivano e si buttano vicino a me e restiamo senza parlare per un po&#8217;.</p>
<p>Arriva Fabio e gli spieghiamo tutto, ride. Dopo un po&#8217; si butta in acqua tranquillo e nuota di qua&#8217; e di la&#8217;. mmm..che coraggio.</p>
<p>(Per la cronaca: in seguito ci informiamo per bene e il verdetto unamine e&#8217; &#8220;si puo&#8217; nuotare, nessun pericolo&#8221;. Maledetto pseudo ranger).</p>
<p><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/10/danza-aborigena.jpg" title="Danza aborigena"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/10/danza-aborigena.thumbnail.jpg" alt="Danza aborigena" align="left" /></a>  Il festival e&#8217; fortissimo, gli aborigeni suonano, cantano e ballano mentre noi li guardiamo seduti sulla sabbia con in bocca del melone offerto e facciamo pure delle belle foto.<br />
Dietro di noi altri aborigeni si fanno delle risate pazzesche guardando probabilmente i propri bambini ballare. Bella atmosfera, davvero.<br />
La notte la passiamo in riva al lago, accanto al fuoco, con il suono dei didgeridoo in lontananza e il lago pieno di candeline accese. Dormiamo accanto al fuoco, io e Alberto non abbiamo il sacco a pelo, solo due coperte, lui e&#8217; piu&#8217; vicino al fuoco e quando si gira di lato da Appennini diventa Alpi e mi blocca quel poco calore che arrivava. Per lui invece e&#8217; anche troppo caldo.<br />
Nel mezzo della notte mi alzo infreddolito e vado a cercare legna in giro, riporto mezza foresta e mi rimetto a dormire.<br />
La mattina presto arriva Keiko, la giapponese col nome da microonde, che ci saluta. Vuole salutare anche Fabio che dorme nella sua tenda iperteconologica e lo chiama:<br />
-&#8221;Fo, Fi&#8230;Fabio&#8221;<br />
-&#8221;Ehh&#8230;??&#8221; dice lui dalla tenda<br />
-&#8221;Ai mast go, gudbai&#8221; (devo andare, ciao)<br />
-&#8221;Ok, ok, aspetta&#8221;.<br />
Sprinz, striz, frishh..inizia una serie di rumori di cerniere che si aprono e io e Alberto ci guardiamo. Friz, sprin, slash&#8230;continuano. Ma quanto ci vuole? sicuramente ci mettono meno ad aprire il caveau di una banca svizzera (battuta copyright © Alberto Marchetti &#8220;piede molle&#8217;) ma alla fine esce e la saluta.<br />
Riprendiamo a dormire. Ci sveglia la luce del sole, le braci ancora calde, i coccodrilli a filo d&#8217;acqua. Li voglio fotografare e salgo sulle rocce.<br />
Per strada mi faccio un&#8217;&#8221;imperiale&#8221; che praticamente e&#8217; una defecazione in piena natura con pulitura di sabbia e successivo (posticipato) bagno in acqua. Una delle esperienze mistiche piu&#8217; profonde concesse all&#8217;essere umano.<br />
Alberto e Fabio negheranno di averla fatta per motivi di immagine, ma io li sputtano e vi confermo che lo hanno fatto e ne sono stati felici.<br />
Salgo sulle rocce vedo tre coccodrilli (ma c&#8217;e&#8217; chi ne ha contati fino a trentuno in altri orari), fotografo e torno giu&#8217;.<br />
Mi faccio il bagno, esco e dico:<br />
-&#8221;ho fatto le foto ai croc&#8221;<br />
Fabio ride.<br />
-&#8221;Perche&#8217; ridi?&#8221;<br />
-&#8221;Dai basta con questa balla dei coccodrilli&#8221;<br />
-&#8221;come balla, non ci credi?&#8221;<br />
Ride ancora.<br />
Tiro fuori la macchina e glieli faccio vedere. Ci crede. Una goccia di sudore scende dalla tempia sinistra. No, era vero che non ci credeva.</p>
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		<title>In canoa sull&#8217;Ord River e la vecchietta pazza di Kunnunura</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2004 13:17:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Australia]]></category>
		<category><![CDATA[Diari di viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Giro del Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Paesi]]></category>

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		<description><![CDATA[Kununurra verso Katherine, Northern Territory, lunedi&#8217; 26 luglio 2004 Inaspettatamente ci ritroviamo ancora noi tre in macchina, la fedele Ford Falcon Vic, sulla lunga strada verso il futuro. Dico inaspettatamente perche&#8217; fino a ieri sera Fabio e io si doveva fare l&#8217;autostop ma un provvidenziale spino di melone qualche giorno fa si e&#8217; andato a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/10/ord-river.jpg" title="Fauna sull’Ord River"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/10/ord-river.thumbnail.jpg" alt="Fauna sull’Ord River" align="left" /></a> Kununurra verso Katherine, Northern Territory, lunedi&#8217; 26 luglio 2004<br />
Inaspettatamente ci ritroviamo ancora noi tre in macchina, la fedele Ford Falcon Vic, sulla lunga strada verso il futuro.<br />
Dico inaspettatamente perche&#8217; fino a ieri sera Fabio e io si doveva fare l&#8217;autostop ma un provvidenziale spino di melone qualche giorno fa si e&#8217; andato a ficcare nel piede delicato da ragionere di Monza Alberto che e&#8217; cosi diventato inatto al lavoro nei campi di schiavi.</p>
<p>Questo e&#8217; il prologo, cioe&#8217; la fine della storia fino a questo preciso momento, noi in macchina, Vasco che canta dicendo di essere un uomo (mai messo in dubbio, Vasco, non ce n&#8217;era bisogno) e una sensazione di miracolo per essere riusciti a sfuggire a una serie di tragedie. Ma delle tragedie ne parleremo dopo.<br />
Adesso vi devo raccontare dei tre giorni in canoa sul fiume Ord che ci siamo fatti Fabio e io.<br />
55 km di remate in mezzo a coccodrilli (teorici), pellicani (da lontano), scenari da film western (Australia) e soprattutto una serie infinita di uccelli svolazzanti di giorno e rumorosissimi di notte.<br />
In pratica abbiamo sborsato 140 Aus dollars e un tipo ci ha dato una canoa e il materiale necessario, poi ci ha portati a un certo punto della strada e ci ha detto &#8220;iu sciud go streit end padle asmaciasiucan rait meit? gret gud evanaistime sia leider jolly jolly&#8221; che vuol dire &#8220;remate&#8221;.<br />
La notte ci si fermava ai campi dove trovavamo gas, fuoco per il barbeque e gli altri quattro australiani con le loro canoe.<br />
Qui ci starebbe bene un &#8220;e si passava la notte raccontando storie e cantando attorno al fuoco&#8221; ma alle otto e mezza gli aussie erano gia&#8217; a letto a smaltire le remate, mentre Fabio e io si tirava tardi fino alle nove e mezza/dieci e li si raggiungeva nel mondo dei sogni.</p>
<p>(siamo sempre in macchina e Vasco intanto canta: Forse eravamo stupidi pero&#8217; adesso siamo cosa?)</p>
<p><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/10/ord-river2.jpg" title="Ord River"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/10/ord-river2.thumbnail.jpg" alt="Ord River" align="left" /></a>  Ok, non mi dilungo troppo sui tre giorni che comunque sono stati una gran cosa e che forse le foto potranno spiegare meglio.<br />
Mi resta solo da dire che a cinque minuti dalla partenza abbiamo visto un coccodrillo di 30 centimetri che prendeva il sole e non si e&#8217; nemmeno accorto di noi che gli passavamo a un metro di distanza. Inutile dire che non averne piu&#8217; visti per i tre giorni successivi e&#8217; stato abbastanza deludente.<br />
Abbiamo anche pescato un po&#8217;, ma dei due pescegatti che abbiamo preso, uno lo abbiamo perso a causa di un sacchetto nel sacchetto messi in acqua per tenerlo fresco. Adesso il povero essere e&#8217; nel fondo del fiume dove ha passato la giovinezza, chiuso dentro un sacchetto blu senza cibo ne&#8217; compagnia adatta al suo livello sociale. L&#8217;altro invece ha avuto l&#8217;onore di finire sul barbeque e nutrirci con le sue carni, saporitissime nonostante avessimo aggiunto solo dell&#8217;olio d&#8217;oliva.</p>
<p>Prima tragedia: dopo tre giorni di remate torniamo all&#8217;ostello dove avevamo lasciato i bagagli, il portatile/biglietto/passaporto in cassaforte e un raccoglitore di meloni di Monza.<br />
Siamo stanchi e sporchi e una doccia e&#8217; il desiderio piu&#8217; vivo in noi. Entro e vedo la simpatica vecchietta che quando avevo visto appena arrivati dissi &#8220;tipica rompipalle&#8221; mentre poi mi ero ricreduto perche&#8217; sorridente e sempre amabile.<br />
&#8221; Hello, uir bec&#8221; (salve, siamo tornati)</p>
<p>(intanto Stevie Wonder canta: no new years day, to celebrate..I just called to say I love you)</p>
<p>La vecchietta gentile Si gira, mi fissa con uno sguardo uscito dritto dritto dall&#8217;inverno di Reijkiavik, e dice:<br />
-&#8221;dove siete stati?&#8221;<br />
Spiazzato. Non so cosa dire. Che c&#8217;entra dove siamo stati?<br />
Lei approfitta del mezzo secondo di titubanza, la mossa e&#8217; stata probabilmente studiata per tre giorni, e dice:<br />
-&#8221;iu dident liv de ki end ui dident no uer iu uere end dis is not de uei to ewoireoroje rm rjewr kew ewrjkew jr&#8221;<br />
(siete partiti senza lasciare la chiave, non sapevamo dov&#8217;eravate e bla bla bla&#8230;&#8221;)<br />
-&#8221;si ma ve l&#8217;avevamo detto e anche a suo marito&#8230;&#8221;<br />
-&#8221;niente ma, vado a chiamare Rodney?&#8221;. Sparisce.<br />
Chi e&#8217; Rodney? Ah si, il sottomesso, forse marito, pover&#8217;uomo.<br />
Arriva Rodney, confuso, e mi dice:<br />
-&#8221;ok ok, allora siete partiti senza dire niente, non avete lasciato la chiave e noi abbiamo fatto pagare al vostro amico le notti che non siete stati qui&#8221;.<br />
-&#8221;no, guardi che il nostro amico ha pagato le sue notti e non c&#8217;entra niente&#8221;<br />
-&#8221;e allora perche&#8217; volete indietro i soldi?&#8221;<br />
-&#8221;che soldi?&#8221;<br />
-&#8221;niente, allora tutto bene&#8221;.<br />
Boh, non ci si capisce molto.<br />
Andiamo a farci un giro e quando torniamo c&#8217;e&#8217; Alberto, o meglio quel che resta di lui.<br />
-&#8221;Ragazzi, io non ho capito molto ma mi hanno fatto pagare 76 dollari, quando sono andato a portarle le vostre valigie mi ha detto che dovevo pagare o chiamava la polizia&#8221;<br />
Tutto diventa chiaro: estorsione e circumnavigazione di straniero con piede molle che non capisce molto l&#8217;inglese.</p>
<p>Torniamo alla reception, c&#8217;e&#8217; Lei.<br />
-&#8221;scusi, mica avevo capito che avevate fatto pagare al nostro amico&#8221;<br />
-&#8221;Oh no, ancora? Dobbiamo ripetere tutto?&#8221;<br />
-&#8217;Certo, e dovete ridargli i soldi&#8221;<br />
Si alza e se na va. Sparita. Arriva un cliente e si mette ad aspettare. Non arriva nessuno.<br />
Poi riappare Rodney e senza nemmeno guardarci dice:<br />
- &#8220;tornate domani mattina&#8221;<br />
-&#8221;no, domani andiamo via, dovete dargli i soldi subito&#8221;<br />
-&#8221;no, no domani mattina&#8221;<br />
Riappare Miss Lei e dice:<br />
-&#8221;fuori fuori devo chiudere&#8221; e comincia a sbattere fuori tutti dalla reception. Arriva Alberto, lei lo vede e gli dice:<br />
-&#8221;e te ne vai dall&#8217;ostello anche tu&#8221;. Alberto, che prima mi aveva detto di andarci piano che seno&#8217; lo sbattono fuori e non sa dove andare, rimane male, nero come solo chi passa cinque giorni tra i meloni e si infetta un piede puo&#8217; essere.<br />
Penso siano le sette, l&#8217;ora di chiusura, e comincio a prendere gli zaini. Poi mi accorgo che sono le sei e mezza e dico:<br />
-&#8221;noi restiamo qui finche&#8217; non ci risolve il problema&#8221;.<br />
-&#8221;allora chiamo la polizia&#8221;<br />
-&#8221;ok&#8221;<br />
Sparisce. Ritorna.<br />
-&#8221;ho chiamato la polizia&#8221;<br />
non ci credo, comincio a cercare nelle pagine gialle il numero della polizia per chiamarla io. Non trovo niente. Cioe&#8217; non trovo il numero della polizia nelle pagine gialle, pazzesco, no? Poi vado da lei che e&#8217; fuori dalla reception a sbuffare e le dico:<br />
-&#8221;mica ci credo che ha chiamato la polizia, mi da&#8217; il numero per favore?&#8221;<br />
Me lo da&#8217;. Strano. Chiamo. Risponde un tipo:<br />
-&#8221;Kununurra Police Station Department Investigation Section how can I help you you&#8217;re right mate?&#8221;. Poi riprende fiato.<br />
Gli spiego un po&#8217; la storia, so che stiamo parlando di 70 dollari, ma almeno metto le mani avanti per quando loro chiameranno la polizia perche&#8217; non ce ne vogliamo andare.<br />
Mentre parlo mi accorgo che il poliziotto sta mangiando, sento tanto chiaramente il rumore della masticazione che quasi potrei giurare che si tratta di lardo e fagioli.<br />
Lo visualizzo con i piedi sulla scrivania e un cane spelacchiato ma fidato con le chiavi della cella in bocca.<br />
In due parole mi dice che non riguarda loro perche&#8217; siamo nel civile e non nel penale.<br />
-&#8221;ok, capisco, e cosa dovrei fare?&#8221;<br />
-&#8221;provi, sglurp, a rivolgersi al tribunale per i Problemi Pecuniari di, slurp, Carattere Minore&#8221;<br />
-&#8221;si, io vado via domani e vuole che apra un caso civile che dura anni?&#8221;<br />
-&#8221;Mmmmm&#8230;&#8221; continua a mangiare.<br />
-&#8221;ok, ok, magari ci vediamo dopo dato che noi da qui non ce ne andiamo fino a che non ci ridanno i soldi, gday mate&#8221;<br />
-&#8221;ok, good luck&#8221;</p>
<p>Lascio il poliziotto al suo piatto di lardo e fagioli e vedo che in reception non c&#8217;e&#8217; piu&#8217; nessuno. La signora ha preso la macchina e se n&#8217;e&#8217; andata.<br />
Arriva un tipo che sembra un aborigeno bianco, non vede nessuno:<br />
-&#8221;nessuno in questa merda di reception?&#8221;<br />
-&#8221;no, sembra siano tutti spariti&#8221;, dico<br />
-&#8221;bloody fucker mad woman&#8221; (maledetta donnaccia pazza)<br />
Rutta. Un rutto sonoro e rotondo, una cosa che potrebbe sostituire i campanili di una citta&#8217; di medie dimensioni.<br />
Resta li. Non arriva nessuno. Io e Fabio siamo seduti, aspettiamo che appaia qualcuno.<br />
Il tipo nel frattempo e&#8217; entrato in standby, in piedi, guarda dritto davanti a se&#8217;, rutta ogni cinque minuti e ogni due dice:<br />
-&#8221;bloody fucker mad woman&#8221;</p>
<p>E&#8217; una di quelle situazioni che nei film non esistono. Non sai come uscirne a testa alta, non sai come uscirne a testa bassa. Non sai come uscirne.</p>
<p>-&#8221;bloody fucker mad woman&#8221;, ripete l&#8217;aborigeno bianco.</p>
<p>Poi riappare Rodney, col suo capello bianco raccolto in un codino lungo tanto quanto le sue frustrazioni di compagno di Miss Lei.<br />
-&#8221;tra mezz&#8217;ora sono da voi&#8221;<br />
Aspettiamo.<br />
Dopo un quarto d&#8217;ora arriva e dice:<br />
-&#8221;ok, vediamo un po&#8217; perche&#8217; non so bene la situazione, io non lavoro qui sono troppo occupato e non so bene cosa succede, insomma adesso io ho una proposta, io vi do&#8217; la meta&#8217; dei soldi e siamo a posto&#8221;.<br />
Traduco per Fabio e Alberto. Proposta bocciata.<br />
-&#8221;Guardi, io non so che casino abbiate in questa reception, ma noi non vogliamo pagare per errori vostri. La sera prima le ho lasciato il computer dicendo che tornavamo il 25 e lei lo ha pure scritto sopra, guardi&#8221;.<br />
Mentre parlo sbatte gli occhi nervoso come a dire &#8220;gia&#8217; non ci capisco niente, se mi aggiungi elementi non ne veniamo fuori&#8221;.<br />
-&#8221;Si, ma io non so che accordi aveste preso con la Signora&#8221;<br />
-&#8221;Nessun accordo. Lei mi aveva anche chiesto se avevo prenotato per il ritorno e io avevo detto di no e lei aveva detto che tanto non si puo&#8217; prenotare. Quindi lei sapeva che saremmo tornati il 25. Perche&#8217; avete fatto pagare le notti che non c&#8217;eravamo al nostro amico?&#8221;<br />
-&#8221;Perche&#8217; non abbiamo potuto dare i letti ad altre persone&#8221;<br />
-&#8221;Ma perche&#8217; se sapevate che tornavamo il 25, il nostro amico vi ha dato i bagagli in deposito, aveva il mio computer con scritto sopra &#8216;ritornano il 25&#8242;&#8221;<br />
-&#8221;Perche&#8217; il vostro amico non ha detto che tornavate il 25?<br />
-&#8221;Lo ha detto alla signora, ma lei si e&#8217; messa a minacciare di chiamare la polizia&#8221;<br />
-&#8221;E perche&#8217; non avete lasciato le chiavi?&#8221;<br />
-&#8221;Perche&#8217; voi eravate chiusi alle 6 e mezza di mattina&#8221;<br />
-&#8221;Potevate lasciarle al vostro amico&#8221;<br />
-&#8221;Se n&#8217;e&#8217; andato a lavorare alle 5 e dovevamo chiudere la stanza &#8221;<br />
-&#8221;Potevate lasciarle sul letto&#8221;<br />
-&#8221;E come chiudavamo?&#8221;<br />
-&#8221;La porta si chiude dall&#8217;interno&#8221;<br />
-&#8221;si ma dovevamo uscire&#8221;<br />
-&#8221;Ok, ok, insomma cosa volete fare?&#8221;<br />
-&#8221;non so, sono le sette, non abbiamo un posto dove dormire perche&#8217; abbiamo perso tempo qui, stia tranquillo che da qui non mi muovo fino a che non ci rida&#8217; tutti i soldi&#8221;.<br />
E accade il miracolo. Appare una stanza libera che ci da&#8217; al prezzo di dormitorio e in piu&#8217; ci rida&#8217; i soldi della differenza. Vittoria.<br />
ci porta alla stanza, da rifare ma non importa, e dice:<br />
-&#8221;che resti tra noi, ok? Siete qui ma Lei (qui mi sembra che il cielo si oscuri per un attimo) non deve saperlo. Mantenete un profilo basso&#8221;.<br />
Un &#8220;low profile&#8221;. Un profilo basso. Fantastico, nessuno mi aveva mai detto di mantenere un profilo basso. Passiamo il resto della serata col terrore di vedere apparire lo sguardo malefico di Lady Male attraverso le vetrate. Un pasta ai quattro formaggi, capperi e cipolle (i resti, domani si passa il confine di stato e c&#8217;e&#8217; la quarantena, non si possono fare spese) e finiamo al serata di un grande giorno di battaglia. Capisco come si poteva sentire un Lech Walesa nei giorni piu&#8217; duri di Solidarnosc.</p>
<p>Arriva l&#8217;alba e ci risvegliamo memori della vittoria, pronti a emigrare, ma i guai non sono finiti.<br />
Sotto la macchina una pozza d&#8217;olio. L&#8217;olio del servosterzo. Si va dal meccanico, reminescenza del 2000 col furgone Mazda sfigato.<br />
Primo meccanico: domani facciamo la diagnosi, 44 dollari, poi ci saranno da ordinare i pezzi, ci vuole una settimana, e poi si ripara.<br />
Secondo meccanico: sono occupato per due settimane.<br />
Terzo meccanico: non se ne parla neanche. Voi backpackers dovreste viaggiare con piu&#8217; calma, non sempre stare due o tre<br />
giorni per posto. (La moglie forse ha un business per turisti che va male.)<br />
Quarto meccanico: otto giorni.<br />
Ok, troppi turisti, troppe macchine rotte.<br />
Fabio da un&#8217;occhiata e la diagnosi e&#8217; &#8220;tubo rotto&#8221;. Si cerca un tubo rotto. Si cerca, prima, uno sfasciacarrozze.<br />
Chiedo a un benzinaio.<br />
-&#8221;non c&#8217;e&#8217; in town, ma se vai qui di fronte dal giardiniere chiedi di Adam, lui qualche anno fa ce l&#8217;aveva e ha ancora dei pezzi&#8221;.<br />
Vado nel negozio di giardinaggio e chiedo di Adam. Adam cerca ma non trova e dice:<br />
-&#8221;vi conviene andare da VanDrift e ve lo fate fare&#8221;<br />
Che idea&#8230;<br />
andiamo da vanDrift, mezz&#8217;ora e 40 dollari dopo e grazie a Fabio siamo di nuovo in corsa. Mai mollare. Mai.</p>
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		<title>Il mito di Broome e tentativi aborigeni</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2004 10:33:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Diari di viaggio]]></category>
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		<description><![CDATA[Kununurra, Kimberley, Western Australia, martedi 20 Luglio 2004 Da qualche giorno ormai eccheggiava nell&#8217;aria quella parola: &#8220;Broome&#8221;. Sterminati km di deserto ai lati della strada di terra rossa e un sole sarebbero dovuti terminare gloriosamente col rientro nella civilta&#8217; una volta arrivati a Broome. Le preoccupazioni economiche di Diego e Alberto sarebbero dovute terminare con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/10/smoking.jpg" title="Smoking in Australia"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/10/smoking.thumbnail.jpg" alt="Smoking in Australia" align="left" /></a> Kununurra, Kimberley, Western Australia, martedi 20 Luglio 2004<br />
Da qualche giorno ormai eccheggiava nell&#8217;aria quella parola: &#8220;Broome&#8221;. Sterminati km di deserto ai lati della strada di terra rossa e un sole sarebbero dovuti terminare gloriosamente col rientro nella civilta&#8217; una volta arrivati a Broome.<br />
Le preoccupazioni economiche di Diego e Alberto sarebbero dovute terminare con il lavoro che avrebbero trovato a Broome.<br />
A Broome avremmo trovato anche altri viaggiatrici e viaggiatori (applico il politically correct anche ai miei report adesso) con i quali condividere momenti di felicita&#8217; dopo il nulla del deserto.</p>
<p>Quando ormai ci avvicinavamo alla citta&#8217; sentivamo che ci aspettavano momenti di gloria indimenticabile e fiduciosi prenetrammo nel conglomerato urbano alla ricerca di un alloggio. Tutto pieno: ostelli, camping, Hotel e panchine nel parco.<br />
Quasi rassegnati ad una nottata in macchina chiediamo in giro e ci indicano un ostello un po&#8217; nascosto: il Last Resort. Il nome non ispirava molto fiducia, perche&#8217; L&#8217;Ultimo Resort? Ma presto avremmo capito.</p>
<p>Avevano quattro letti, in tre stanze differenti. A Diego e Fabio dicono: Voi andate in stanza con una Svedese. Nei loro occhi si legge subito un improvviso aumento del testerone e un blocco completo della salivazione.<br />
A me danno la 12, ad Alberto la 14.<br />
Salgo e in stanza trovo una coppia, li scansiono, ci faccio due chiacchiere. Lui non parla, ma lei parla anche per lui. E&#8217; simpatica, 120 kg di simpatia per essere esatti. Lui e&#8217; evidentemente sottomesso fino al midollo e forse parla solo col permesso. D&#8217;improvviso mi rendo conto che forse dovro&#8217; assistere alle loro effusioni amorose notturne sul letto matrimoniale e mi spavento. Mentre parlo con lei, solite cose che si dicono i backpackers, tasto nella mia borsa e verifico di avere i tappi per le orecchie. Ok, gia&#8217; meglio.<br />
Scendo, trovo Alberto.<br />
- &#8220;Com&#8217;e&#8217; la stanza?&#8221;<br />
- &#8220;Boh, non c&#8217;era nessuno&#8221;<br />
Troviamo Fabio e Diego:<br />
- &#8220;Com&#8217;e&#8217; la Svedese?&#8221;<br />
Non rispondono, ma lo sguardo deluso e&#8217; chiaro.<br />
E&#8217; gia&#8217; sera e questo vuole dire che le inglesi e gli inglesi sono gia&#8217; ubriachi. In effetti in quei posti non serve avere un&#8217;orologio, basta vedere se gli inglesi sono ubriachi. Se lo sono, sono passate le sette. Piu&#8217; precisi di un tramonto.<br />
Mentre cuciniamo qualcosa sotto lo sguardo attonito degl&#8217;inglesi (loro non cucinano, scaldano scatolette e si nutrono di birra), cominciamo a capire dove siamo finiti.<br />
Il 90% delle donne hanno gravi problemi di obesita&#8217; che stanno cercando di curare con massicce dosi di birra prima che finisca l&#8217;happy hour. Mentre ci mangiamo l&#8217;insalatona arriva la Svedese, barcollante e la fotocopia al contrario della Venere di Milo, e praticamente si autoinvita a divorare qualcosa del nostro cibo.</p>
<p>A un certo punto una voce dice &#8220;e&#8217; arrivato il pullman, tutti dentro!!&#8221;. E&#8217; il bus che ci portera&#8217; gratis alla discoteca.<br />
Saliamo e ci rendiamo presto conto di aver fatto un errore. E&#8217;  Sodoma e Gomorra, versione Western Australia.<br />
Salgono una decina di inglesi abbruttiti dall&#8217;alcol e una ventina di ragazze alcolizzate. Sono tutte, 100%, sopra i 100 kg.<br />
Una biondona che vale tre miss universo si siede sulle gambe di Diego che d&#8217;improvviso non parlava, ma gli si leggeva chiaro in faccia che soffriva, ma lei era un piccolo grande grande grande amore.<br />
Una maltese, ubriaca, scopre che siamo italiani e ci dice che le piace l&#8217;Italia e ci vieta categoricamente di parlare italiano &#8220;stop talking fucking italian&#8221; e&#8217; la sua frase ricorrente. In cinque minuti siamo dominati e abbiamo paura a parlarci.</p>
<p>Ci dice che basta che diciamo che siamo italiani e tutte le donne saranno per noi. Per la prima volta in vita mia ascolto con terrore questa leggenda metropolitana, sperando non sia vera.<br />
Assistiamo a un &#8220;concorso miss maglietta bagnata&#8221; ma non vediamo niente e in realta&#8217; non dispiace neanche molto.<br />
La serata passa tranquilla, nessuno di noi beve troppo per non perdere il controllo ed evitare tragedie, e ce ne torniamo a piedi belli sobri.<br />
Arrivo in stanza, la coppia non c&#8221;e, infilo i tappi e dormo.<br />
La mattina mi sveglio e loro sono a letto, dormono. Vado in bagno, torno, lei lo sta accarezzando. Lui guarda il soffitto triste e non parla. Mi da&#8217; l&#8217;impressione di un agnello consapevole che e&#8217; la vigilia di Pasqua. Esco e non ci penso piu&#8217;.</p>
<p>Il giorno dopo andiamo in spiaggia &#8220;la spiaggia piu&#8217; bella del mondo&#8221;, classica pompata da ufficio turistico australiano,e giochiamo a pallone con altri due italo/bresciani. Alberto che ha il piedino delicato da ragioniere di Monza perde la pelle dei talloni e va in infortunio per due giorni.</p>
<p>Dopo qualche giorno Alberto decide che a Broome non trovera&#8217; lavoro e punta su Kununurra, io e Fabio, vacanzieri, decidiamo di seguirlo, Diego resta. Ci si divide, dividiamo i corn flakes, Diego e&#8217; un po&#8217; preoccupato ma sicuramente fara&#8217; amicizia con qualcuno. Da soli si conosce sempre molta gente.</p>
<p>Cosi noi ripartiamo per i 600 km che ci separano da Kununurra solo per scoprire in seguito che in realta&#8217; sono 1000, un errore di soli 400 km, che vuoi che sia.<br />
La notte decidiamo di risparmiare e dormiamo fuori.<br />
Ci mettiamo due ore a far bollire l&#8217;acqua a causa di un vento pazzesco ma quando la pasta e&#8217; pronta si raffredda in 15 secondi e scopriamo perche&#8217; gli aborigeni preferiscono i vermetti bianchi alla Barilla.<br />
Passiamo poi un&#8217;oretta a guardare le stelle e facciamo una scoperta destinata a rivoluzionare l&#8217;astronomia: una costellazione a forma di boomerang. La battezziamo Vic 2004 in onore al rumeno dell&#8217;ostello di Perth e ce ne andiamo a dormire.<br />
Io e Alberto dormiamo in macchina, freddo e spifferoso, con fondo duro e aguzzo. Inoltre le malelingue dicono che russo ma e&#8217; sicuramente il rumore del vento.<br />
Fabio si piazza nella sua tenda iper-tecnologica con sacco a pelo dell&#8217;ultima generazione, pila alogena da mettere in testa e lenzuola di seta thailandese. Lo sentiamo aprire e chiudere cerniere fino a notte inoltrata.<br />
La mattina si alza bello fresco e non ci resta che ammettere la sua superiorita&#8217; organizzativa.</p>
<p>Il viaggio continua tra deserti, ora collinosi e mai veramente deserti, e stazioni di servizio che, abbiamo scoperto, affittano aborigeni per dare un tocco di colore al business.<br />
Gli aborigeni in questione sono pagati per passare la giornata sdraiati sull&#8217;erba a fare gli aborigeni in modo che i turisti possano dire:&#8221;hai visto come sentono il bisogno del contatto con la terra&#8221;.<br />
Noi li vediamo, diciamo &#8220;hai visto come sentono il bisogno del contatto con la terra&#8221;, e ce ne andiamo piu&#8217; felici sentendoci davvero in Australia.</p>
<p><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/10/baobab-australiano.jpg" title="Baobab australiano"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/10/baobab-australiano.thumbnail.jpg" alt="Baobab australiano" align="left" /></a>  Nel frattempo penso che mi piacerebbe parlare con un aborigeno e ci provo in una galleria di arte aborigena a Kununurra.<br />
Entro, vedo dei didgeridoo, e chiedo alla tipa alla cassa, aborigena:<br />
- &#8220;posso provare i didgeridoo?&#8221;<br />
Ci mette un secolo e quattro primavere a girare la testa, mi guarda, inarca la fronte e capisco che non capisce. Il didgeridoo ha almeno 30 nomi in aborigeno, penso, magari lei lo chiama in maniera diversa.<br />
- &#8220;quei cosi li&#8221;, le indico.<br />
23 anni dopo focalizza i pezzi di legno e mi dice un &#8220;si&#8221; cavernoso e secolare.<br />
Ne suono due tre, sono pesantissimi, strano. Torno da lei:<br />
-&#8221; sono in eucalipto?*&#8221;<br />
* NDTL (nota di TripLuca) &#8211; i didgeridoo di solito sono in eucalipto.<br />
Mi metto in attesa per i prossimi 3 secoli ma dopo solo due generazioni mi risponde.<br />
-&#8221;credo che siani di vari materiali&#8221;<br />
Ok, credo che parlero&#8217; con un aborigeno maschio, con piu&#8217; calma e fuori dal contesto commerciale di un negozio.</p>
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		<title>Il report di Piede Molle, lo Schiavo di Monza</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2004 10:29:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Kununurra, Kimberley, Western Australia, lunedi, 19 Luglio 2004 Quello che segue e&#8217; un report di Alberto che ha appena trovato lavoro come schiavo. Il seguente testo si inserisce nell&#8217;ormai consolidata corrente letteraria degli italiani che lasciano un comodo lavoro in Italia per andarsi a spaccare la schiena in Australia (vedi tripreport per altri esempi sotto: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/10/alberto.jpg" title="Alberto affamato"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/10/alberto.thumbnail.jpg" alt="Alberto affamato" align="left" /></a> Kununurra, Kimberley, Western Australia, lunedi, 19 Luglio 2004<br />
Quello che segue e&#8217; un report di Alberto che ha appena trovato lavoro come schiavo.<br />
Il seguente testo si inserisce nell&#8217;ormai consolidata corrente letteraria degli italiani che lasciano un comodo lavoro in Italia per andarsi a spaccare la schiena in Australia (vedi tripreport per altri esempi sotto: report 18 e Paolo)<br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p>REPORT DELLO SCHIAVO DI MONZA</p>
<p>Sono costretto a lavorare. Questo terribile momento e` arrivato ed e` con il capo chino che mi accingo ad andare all`appuntamento col destino, al piazzale del supermercato di Kununurra.<br />
Sono le cinque e da fonti ben informate qui davanti dovrebbero esserci almeno venti persone che litigano per un posto come raccoglitore di frutta, ma non si vede nessuno. Alle cinque e mezza, ormai rassegnato e immensamente felice per il ritorno a letto, vedo arrivare un&#8217;orda di giapponesi e il caporale che con il suo pulmino ci portera` ad esercitare la professione gratificante di schiavi. Salito sul pullman noto da subito i risolini e intuisco qualche sfotto` che i maledetti musi gialli mi rivolgono, dopo qualche minuto capisco il perche&#8217;. Abbigliamento musi gialli: jeans, calze di lana, scarponi, maglioni, berretti, zaini con cibarie, 12 litri d`acqua a testa. Abbigliamento Alberto: calzoncini, maglietta, scarpe da vela.<br />
<a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/10/il-piede-molle.jpg" title="Alberto ferito da un seme di melone"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/10/il-piede-molle.thumbnail.jpg" alt="Alberto ferito da un seme di melone" align="left" /></a>  Superato l`imbarazzo dopo 15 minuti veniamo scaricati come bestiame su un campo sterminato di meloni, l`orizzonte e` lontano, lo sconforto mi prende lo stomaco. I cinesi o giapponesi che dir si voglia cominciano a lavorare a ritmi mostruosi scegliendo e raccogliendo i famosi meloni in base a criteri a me sconosciuti, rimango basito, lo sguardo cerca aiuto, il caporale farfugliando mi si avvicina e dice :&#8221;avri bai iu can fres,all right?&#8221; al terzo &#8220;all right&#8221; rispondo yes per non farlo incazzare, e` il panico. Decido di seguire i jap e dopo cinque minuti intuisco cosa stanno facendo e copio pari pari. Guarda il melone, abbassati, prova a staccarlo dal suo `gambo`, se lo fa e` maturo, buttalo nella cesta del trattore guidato dal caporale, ripeti il gesto quindicimila volte sotto il sole cocente.<br />
Sono le quattro e dopo otto ore di lavoro, dopo aver mangiato un melone a pranzo, prego il mio dio perche` tutto abbia fine, non ci vedo piu`, mi abbasso a caso giusto per dare un`idea di moto a &#8216;sto schiavista sul trattore, qualcuno dice: ragazzi per oggi basta! Alzo gli occhi al cielo e ringrazio.<br />
Ho ricordi molto vaghi del mio ritorno a casa, ricordo solo gente che parla e io che mi trascino fino alla<br />
mia stanza ed al mio cibo. E` tutto finito fino a domani alle cinque. Ho voluto la bici&#8230;<br />
ALBERTO</p>
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		<title>Perth, il paese dei balocchi</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Jul 2004 22:36:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Australia]]></category>
		<category><![CDATA[Diari di viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Giro del Mondo]]></category>
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		<description><![CDATA[Quasi Billabong, Western Australia, 11 luglio 2004 Dopo 4 anni di esistenza il mio sito tripaustralia.com finalmente ha prodotto risultati concreti facendomi conoscere in via preventiva due italiani recentemente atterrati a Perth che mi hanno contattato per condividere l&#8217;avventura del viaggio da Perth verso il selvaggio Nord. Non vi voglio annoiare con i nomi ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/10/perth-i-delfini.jpg" title="I delfini a Perth"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/10/perth-i-delfini.thumbnail.jpg" alt="I delfini a Perth" align="left" /></a>Quasi Billabong, Western Australia, 11 luglio 2004<br />
Dopo 4 anni di esistenza il mio sito <a href="http://www.tripaustralia.com/" title="TripAustralia.com" target="_blank">tripaustralia.com</a> finalmente ha prodotto risultati concreti facendomi conoscere in via preventiva due italiani recentemente atterrati a Perth che mi hanno contattato per condividere l&#8217;avventura del viaggio da Perth verso il selvaggio Nord.<br />
Non vi voglio annoiare con i nomi ma dato che diventeranno personaggi a tutto tondo dei report vi dico che sono Fabio di Imola e Alberto di Monza. Poi con il paga due prendi tre c&#8217;era anche Diego della provincia di Torino che non c&#8217;entra niente con internet ma era nello stesso aereo di Alberto.<br />
Gli ultimi due sono qui per restare un anno e vanno a Broome in cerca di lavoro mentre Fabio si fa tre mesi di viaggio puro.<br />
Abbastanza strano che come nel 2000 non faccio in tempo a mettere piede in Australia e mi ritrovo in un gruppo di italiani.<br />
In genere l&#8217;italiano in vacanza odia trovarne altri, ma ogni tanto e&#8217; bello e ci stiamo proprio godendo il viaggio.<br />
A Perth abbiamo fatto un po&#8217; di vita notturna girando i vari locali, si entra gratis, e osservando compiaciuti come anche in questa sperduta citta&#8217; l&#8217;anglosassone adotta i comportamenti tipici della propria razza e il venerdi&#8217; si ubriaca fino a buttarsi sotto una macchina, scena alla quale abbiamo dovuto assistire verso le due di notte.<br />
Verso le tre poi una coppia ci ha chiesto indicazioni per un pub e il lui della situazione si e&#8217; messo a disquisire sulle puttane italiane, secondo lui ottime mentre la lei della situazione non batteva un ciglio. Menti aperte, quasi dilatate.</p>
<p><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/10/perth.jpg" title="Perth, gli amici con i quali viaggerò"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/10/perth.thumbnail.jpg" alt="Perth, gli amici con i quali viaggerò" align="left" /></a>  Come diceva una volta <a href="http://www.paolotripmaitrop.com/" title="Il blog di Paolo" target="_blank"></a> Perth e&#8217; il paese dei balocchi: ogni sera un locale regala birra e barbeque e i bus pubbici sono gratis. La citta&#8217; e&#8217; solare e pulita ma come tutte le citta&#8217; nuove non e&#8217; che ci sia molto da vedere a meno che non si abbia una fede asssoluta nelle guide turistiche e non ci si vada a sorbire il palazzo del 1897 dove il governatore ha firmato il primo atto pubblico o il parco del 1919 costruito nel 1919.<br />
Nota di merito l&#8217;avvistamento di delfini dal traghetto nella baia della citta&#8217; con sfondo di grattacieli. Natura e civilta&#8217; unite in armonia.</p>
<p>Adesso siamo in strada e abbiamo gia&#8217; visto dei canguri vivi, che abbiamo quasi investito, e un canguro morto che qualcuno ha gia&#8217; pensato di investire in precedenza.<br />
Ieri sera, invece di andare al backpackers, abbiamo preso una vera e propria casa a 85 dollari (50 euro) e ci siamo fatti una mangiata in vero stile italico. A dire la verita&#8217; e&#8217; da quando ci siamo conosciuti che l&#8217;attivita&#8217; principale e&#8217; la cucina e ci facciamo abbastanza schifo ma stiamo imparando a sopportarci.</p>
<p>In questo momento siamo in strada, rossa ai lati, passano le capre selvatiche, Diego dice che sono buone da arrostire, vediamo un cespuglio Alberto si domanda se sia rosmarino che ci starebbe bene con le capre e Fabio comincia a calcolare l&#8217;ora giusta per fermarsi a cucinare la pasta.</p>
<p>Adesso devo chiudere che ho una missione: cobrettizzare i miei compagni di viaggio che e&#8217; ora di produrre un nuovo film della serie e siamo a corto di idee.</p>
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		<title>Il ritorno dell&#8217;esiliato in Australia</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2004 22:33:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Australia]]></category>
		<category><![CDATA[Diari di viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Giro del Mondo]]></category>
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		<description><![CDATA[Sydney, Australia, 8 Luglio 2004 Eh eh, ce l&#8217;ho fatta. Sono in Australia. Nonostante la congiura internazionale tramata e messa in atto contro la mia persona in quel luglio del 2000 (vedi report 25 Tripreport) quando un&#8217;oscura funzionaria del Departement of Immigration sali&#8217; alla ribalta della cronaca in seguito alla mia famigerata espulsione per supposte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/10/sydney.jpg" title="Sydney"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/10/sydney.thumbnail.jpg" alt="Sydney" align="left" /></a> Sydney, Australia, 8 Luglio 2004<br />
Eh eh, ce l&#8217;ho fatta. Sono in Australia. Nonostante la congiura internazionale tramata e messa in atto contro la mia persona in quel luglio del 2000 (vedi report 25 Tripreport) quando un&#8217;oscura funzionaria del Departement of Immigration sali&#8217; alla ribalta della cronaca in seguito alla mia famigerata espulsione per supposte attivita&#8217; lavorative in territorio sovrano, rieccomi qui.<br />
Scrivo dall&#8217;aeroporto di Sydney dopo tre giorni passati a visitare vecchi amici dei tempi di Londra, 1992, Jim, Michelle e i loro tre figli, adesso mi dirigo verso Perth, lato selvaggio dell&#8217;Australia ignobilmente negatomi in quell&#8217;occasione, e intendo raggiungere Darwin via terra. Grande distanza, un mese di tempo, dovrei farcela.</p>
<p>A Sydney ho conosciuto Davide di Milano, un ragazzo che e&#8217; venuto in Australia servendosi del mio forum e che mi ha ringraziato offrendomi da bere. Adesso che lo ha fatto si rende conto di quanto sia facil. Avete capito voi del &#8220;ma, se e pero&#8217;&#8221;?</p>
<p>Sono all&#8217;aeroporto e il wireless (collegamento senza cavo a internet) si rivela una chimera dato che c&#8217;e&#8217; linea ma per utilizzarla devi avere almeno 4 figli maggiorenni e 25 anni di residenza in Australia.&#8217;<br />
Ma che l&#8217;hanno inventato a fare &#8216;sto wireless se poi non si puo&#8217; mai usare? Bastardi maledetti.</p>
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		<title>Attraversando il Western Australia in macchina</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jun 2004 10:22:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Australia]]></category>
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		<category><![CDATA[Giro del Mondo]]></category>
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		<description><![CDATA[Tra Port Hedland e Broome, Western Australia, 14 luglio 2004 Collegando il computer allo stereo della macchina ho cobrettizzato i ragazzi e ci siamo messi a girare &#8220;Porchetti nell&#8217;outback australiano&#8221; che contiamo di mettere online nel giro di qualche settimana. (Nota postuma: ecco il il filmato, ma occhio che sono 20 Mega e ci vuole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/10/australia-cartello-tropico-del-capricorno.jpg" title="Il tropico del Capricorno!"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/10/australia-cartello-tropico-del-capricorno.thumbnail.jpg" alt="Il tropico del Capricorno!" align="left" /></a> Tra Port Hedland e Broome, Western Australia, 14 luglio 2004<br />
Collegando il computer allo stereo della macchina ho cobrettizzato i ragazzi e ci siamo messi a girare &#8220;Porchetti nell&#8217;outback australiano&#8221; che contiamo di mettere online nel giro di qualche settimana.<br />
(Nota postuma: ecco il il filmato, ma occhio che sono 20 Mega e ci vuole Windows media player 9)<br />
Ieri sera Diego e Fabio sono andati a pescare al molo, con rocchetto e ami, e hanno preso cinque pesci che hanno regalato a un giapponese, mentre io e Alberto aspettavamo per cucinarli.<br />
Tre giapponesi bloccati a Port Hedland a causa della macchina rotta se la spassano andando a raccogliere quotidianamente i polipi arenati in spiaggia e cucinandoseli in mille salse asiatiche.<br />
Abbiamo socializzato un po&#8217;, sono due ragazze e un ragazzo, ma l&#8217;uomo della situazione ringhiava e non abbiamo insistito.<br />
Lo sfondo della citta&#8217; e&#8217; una grande petroliera e una serie di fabbriche e saliere, non un paesaggio proprio paradisiaco e, nonostante i polipi, non il miglior posto perche&#8217; si rompa la macchina.</p>
<p><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/10/australia-port-hedland.png" title="Western Australia, Port Hedland"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/10/australia-port-hedland.thumbnail.png" alt="Western Australia, Port Hedland" align="left" /></a>L&#8217;altra sera ci siamo dimenticati di fare benzina e abbiamo sudato freddo perche&#8217; stavamo entrando in riserva e non apparivano benzinai. Alla fine ci siamo imbattuti in una miracolosa RoadHouse, praticamente un benzinaio + ristorante + campeggio + stanze.<br />
Abbiamo fatto un barbeque (carne per loro, formaggio verdure per me) metre un ungherese parlava con una coppia irlandese e noi ce la ridavamo. Avete presente quelli che parlano per ore e non ti ascoltano? E che se provi a cambiare discorso si incazzano? E che sanno tutto loro? E che non puoi andare via perche&#8217; sarebbe maleducato mentre loro ti parlano e non si rendono conto che non ce la fai piu&#8217;?<br />
Gli irlandesi ce l&#8217;avevano scritto in faccia che non ce la facevano piu&#8217; mentre l&#8217;ungherese continuava e continuava fin nel bel mezzo della notte tanto che prima di andare a letto c&#8217;erano solo loro alzati, sotto l&#8217;unica luce di un triste lampione.<br />
Ho dato loro la buonanotte e nello sguardo degli irlandesi c&#8217;era una richiesta di aiuto mentre in quello dell&#8217;ungherese un &#8220;ok, ok, buonanotte e lasciami parlare che non ho finito&#8221;.<br />
Cosa complicata i rapporti sociali.</p>
<p>Al mattino abbiamo fatto provvista di verdura fresca in uno di quei monumenti al senso civico australiano: un baracchino al lato della strada con le verdure in esposizione con i prezzi e una cassettina per lasciare i soldi.<br />
Abbiamo preso 10 dollari di verdure, circa 6 kg di roba e abbiamo lasciato 10 dollari (cioe&#8217; siamo stati onesti, capita).<br />
Inutile dire che questo sara&#8217; possibile in Italia forse nel 2190, quando impareremo che a fare i furbi e a fregarci tra noi ci diamo la zappa sui piedi e tutto costa di piu&#8217; anche perche&#8217; comporta una larga serie di controlli.</p>
<p><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/10/australia-i-pinnacoli.jpg" title="I Pinnacoli"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/10/australia-i-pinnacoli.thumbnail.jpg" alt="I Pinnacoli" align="left" /></a>  Non ho citato i pinnacoli, una serie di specie di stalattiti nel deserto che visti la mattina fanno anche un bell&#8217;effetto, ma il freddo toglie gran parte del piacere. Sono parte della lista delle attrazioni turistiche australiane della serie &#8220;fatti una botta di km per vedere una cosa bella ma per la quale chissa&#8217; se ne valeva la pena&#8221; promossa dall&#8217;ufficio del Turismo &#8220;sopravvalutazione risorse turistiche australiane&#8221;. Tutto questo per dire che l&#8217;Australia e&#8217; bellissima, ma non fatevi prendere troppa dalle cose da vedere assolutamente, la bellezza e il fascino di questo continente non risiedono esclusivamente nei luoghi a pagamento delle brochure, ma sono in gran parte gratuite e disponibilissime come quel cielo stellato dell&#8217;altra sera quando ci siamo fermati, abbiamo spento i fari e ci siamo messi a guardare l&#8217;immensa volta celeste che in realta&#8217; era nera.<br />
Piu&#8217; passavano i minuti e piu&#8217; ci sentivamo piccoli davanti al creato, granelli di sabbia in questo deserto di anime sperdute e abbiamo capito (tutti nello stesso momento) di quanto siamo insignificanti e sfigati e non valiamo niente e forse e&#8217; meglio che facciamo un suicidio di massa buttandoci sotto il primo tir a quattro rimorchi che passa&#8217; in solidarieta&#8217; con i canguri.<br />
Poi di tir non ne passavano e siamo tornati in macchina e ci siamo sentiti di nuovo grandi perche&#8217; ci sono un sacco di bagagli e si stava stretti. Le misteriose vie della percezione spirituale sono legate a banali situazioni bassamente materiali.</p>
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		<title>L&#8217;ultimo</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jul 2000 22:21:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Australia]]></category>
		<category><![CDATA[Diari di viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Paesi]]></category>

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		<description><![CDATA[Lunedi 17 Luglio, 2000 Non mi ero accorto che l&#8217;ultima volta che ho scritto e&#8217; stato piu&#8217; di un mese fa! Probabilmente sono riuscito a togliermi di dosso l&#8217;ansia del dover scrivere che mi era venuta in seguito all&#8217;alto numero di visite, ma un mese e&#8217; davvero troppo. Credo che la ragione principale del mio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lunedi 17 Luglio, 2000<br />
<a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/pensandoallasfiga.jpg" title="Pensando alla sfiga"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/pensandoallasfiga.thumbnail.jpg" alt="Pensando alla sfiga" align="left" /></a> Non mi ero accorto che l&#8217;ultima volta che ho scritto e&#8217; stato piu&#8217; di un mese fa! Probabilmente sono riuscito a togliermi di dosso l&#8217;ansia del dover scrivere che mi era venuta in seguito all&#8217;alto numero di visite, ma un mese e&#8217; davvero troppo.<br />
Credo che la ragione principale del mio silenzio sia pero&#8217; un&#8217;altra; mi sono infatti reso conto di un fatto indiscutibile per quanto difficile da provare e cioe&#8217; che da qualche tempo sono sotto l&#8217;influsso malefico della famosa Sfiga. Avete presente quando tutto comincia ad andare storto senza apparente motivo? Non so, per esempio la caffettiera che si rompe o il caffe&#8217; finito la mattina e la mattina dopo invece non c&#8217;e&#8217; lo zucchero&#8230;di solito comincia cosi&#8217; e poi peggiora in un effetto valanga e ti pervade quella sensazione di tragedia imminente. Ecco, a me e&#8217; capitato proprio cosi&#8217; e adesso aspetto solo un terremoto con baricentro la tazza del cesso mentre sono al bagno.</p>
<p><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/stradadinotte.jpg" title="Strada di notte"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/stradadinotte.thumbnail.jpg" alt="Strada di notte" align="left" /></a>La cronaca? Credo che tutto sia cominciato una mattina a Cairns&#8230;mi ero svegliato tardi con un leggero senso di colpa che non se n&#8217;era andato nonostante mi fossi lavato i denti col dentifricio alla menta forte; me ne vado in cucina, prendo la moka, prendo il caffe&#8217;, apro il barattolo: finito. Allora mi faccio un te&#8217; e mi siedo in terrazza a pensare all&#8217;origine di quel senso di colpa. L&#8217;immagine di una crepa nella diga contro la Sfiga si stampa nel mio cervello.<br />
Dopo un po&#8217; chiamo un cliente al quale avevo fatto una pagina Web e mi dice che non mi vuole pagare&#8230;ci siamo.<br />
Accade a questo punto l&#8217;increscioso episodio del visto che ormai conoscete (report25): la diga si e&#8217; spezzata, la sfiga si rovescia a cascata sulla mia vita trascinando verso il baratro tutte le situazioni a rischio.Segue una parentesi fortunata da Maria, la gentile signora Australiana che aveva aiutato Arcangelo con la macchina rotta all&#8217;inizio della sua personale maratona di sfiga, la quale segue il sito (come va Maria? Lo so che stai leggendo!) e dopo averci invitati a mangiare a casa sua e riempito di regali, ci ha anche proposto di fermarci la notte, ma poi tutto e&#8217; ricominciato: Maria, sei stata come un albero al quale mi sono aggrappato per un attimo mentre la corrente mi trascinava verso il baratro, grazie.</p>
<p><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/furgonedinotte.jpg" title="Il furgone di notte"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/furgonedinotte.thumbnail.jpg" alt="Il furgone di notte" align="left" /></a>Uno sprazzo di luce al gol dell&#8217;Italia contro la Francia ma a tre minuti dalla fine capisco che si stanno rilassando e, dall&#8217;altra parte della terra, percepisco il suono romboante del gol francese in gestazione che puntualmente arriva. I supplementari mi vedono disilluso e accolgo il golden gol come il torero che, a terra con un gamba rotta, recita l&#8217;Ave Maria guardando il toro insanguinato negli occhi e prima che le corna gli si conficchino nelle chiappe decide che la vita, dopotutto, e&#8217; stata bella. Francia campione d&#8217;Europa. Qualche ora prima la Ferrari di Schumacher si era rotta dando una bellissima ispirazione  al mio furgone frustrato da una vita a 100 all&#8217;ora che durante il viaggio da Cairns a Sydney con Shizu decide di ricordarsi improvvisamente di avere problemi alla retromarcia (era da mesi che funzionava perfettamente!). Andiamo a dormire da Peter a Brisbane, ci facciamo degli spaghetti alla puttanesca, e ripartiamo verso Sud (che qui vuole dire verso il freddo). A Brisbane la retromarcia si rimette a posto poi a pochi chilometri da Sydney si blocca nuovamente mentre un camion mi scheggia il parabrezza.</p>
<p><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/sydney1.jpg" title="La skyline di Sydney"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/sydney1.thumbnail.jpg" alt="La skyline di Sydney" align="left" /></a>Arriviamo a Sydney, c&#8217;e&#8217; un Arcangelo disperato che non riesce a vendere la macchina e Federico tranquillo come sempre che finalmente ha trovato lavoro. Vado da un meccanico tedesco (ragazzi, da film! Capelli ricci e baffetti, parla un inglese incomprensibile mischiato a parole tedesche e ha i poster della Germania campione del mondo a Italia 90!), mi mette la retromarcia a posto in 45 secondi a mani nude senza l&#8217;ausilio di attrezzi.<br />
- &#8220;You are a genius!&#8221;, gli dico. Ma la Sfiga e&#8217; immensamente piu&#8217; forte di un qualsiasi meccanico di provincia e ci impiega 350 metri a bloccare nuovamente la retromarcia. Il giorno dopo torno da lui e la sentenza e&#8217; tragica e innappellabile: &#8220;it&#8217;s ze gearbox&#8221; (ma lo sapete che non lo so come di dice in italiano? Scatola delle marce?). Mi manda da uno specialista che mi richiede 730 $! Richiamo il tedesco che mi dice che lo fa lui a meno soldi, torno, mi manda a prenderne uno di seconda mano, glielo porto. Il giorno dopo lo chiamo e mi dice che non e&#8217; il gearbox giusto e che se voglio che il lavoro lo faccia lui, devo procurargliene uno io. Al che mi attacco al telefono e chiamo tutta Sydney finche&#8217; trovo uno che ce l&#8217;ha. Adesso devo aspettare che me lo sostituiscano e intanto siamo a meno 13 giorni, e devo ancora vendere il furgone!</p>
<p><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/barcaingarage.jpg" title="La barca in garage"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/barcaingarage.thumbnail.jpg" alt="La barca in garage" align="left" /></a>Lunedi&#8217; 24 Luglio<br />
Continuo quanto sopra? Vi faccio un riassunto perche&#8217; e&#8217; troppo triste&#8230;e&#8217; finita che il tedesco non e&#8217; riuscito a ripararla perche&#8217; non si trovava la scatola delle marce giusta. Allora sono finito da uno specialista Mazda appassionato della Ferrari (e&#8217; stato in Italia e ha visitato la fabbrica, attaccato al muro c&#8217;e&#8217; in bella vista c&#8217;e&#8217; un pezzo di plastica che potrebbe essere il carter di una Graziella con scritto orgogliosamente e pateticamente sopra Ferrari), mi dice che in poche parole il pezzo non esiste e che bisogna riparare le marce esistenti. Alla fine me lo fa per 550 $ ma siamo gia&#8217; a Mercoledi&#8217; 19&#8230;e devo venderla.<br />
<a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/carmarket.jpg" title="Il Car Market di King’s Cross a Sydney"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/carmarket.thumbnail.jpg" alt="Il Car Market di King’s Cross a Sydney" align="left" /></a> Appena posso sbatto la macchina al Car Market di King&#8217;s Cross dopo averla alleggerita di sei mesi di sporcizia. Mi piange il cuore quando l&#8217;acqua trascina con se&#8217; nel tombino la scritta &#8220;Danger Italian Drivers&#8221; che aveva fatto Paul (a proposito: Paul e&#8217; in Inghilterra a cercare lavoro come medico) a Febbraio durante la gita alle Blue Mountains. Salutiamo per sempre anche il moscerino del faro anteriore destro che si era spiaccicato amichevolmente a Brisbane e che ci ha seguiti nella nostra avventura fino a Sydney.<br />
<a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/grafitiita.jpg" title="Graffiti al car market di King’s Cross"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/grafitiita.thumbnail.jpg" alt="Graffiti al car market di King’s Cross" align="right" /></a> Nel Car Market non c&#8217;e&#8217; un gran movimento e decido che devo trovare delle strade alternative, quindi faccio il sito al furgone Poi faccio degli annunci gratuiti su internet e ci metto il link! I giorni passano, le birre di chi ha venduto scorrono, l&#8217;umidita&#8217; mi entra nelle ossa (la lunga estate) fino a che due ragazzi Israeliani mi offrono 2200 $ contro i 3800 che chiedevo io! Altri due ragazzi Israeliani mi offrono di comprarla ma lasciarla a nome mio!<br />
-&#8221;Tanto tu non sei in Australia!&#8221;, cosi&#8217; se investono qualcuno e scappano vengono a cercarmi.<br />
Oggi i due ragazzi dei 2200 $ mi chiamano mentre mi incammino tristemente verso il freddo, buio, triste Car Market e mi offrono 3000 $. Prendere o lasciare? Un&#8217;altra settimana li&#8217; sotto con l&#8217;angoscia che sale ora dopo ora, la mia abbronzatura che se ne va, la paura di non vendere, la macchina che si spacca ancora, la Sfiga in agguato? 3000 e&#8217; un prezzo bassissimo, se aspettassi un po&#8217; potrei ottenere 3300, forse 3500, vista anche la situazione del mercato, ma ne vale la pena?<br />
<a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/shizu.jpg" title="Shizu"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/shizu.thumbnail.jpg" alt="Shizu" align="right" /></a>Accetto. Facciamo le carte con i gestori del Car Market, quelli che tutti chiamano i &#8220;Pigs&#8221; perche&#8217; a forza di stare sottoterra si sono trasformati in bestie, e finalmente capisco perche&#8217;. Dopo aver scherzato-ma-ti-prendo-per-il-culo-ma-non-arrabbiarti -che-scherzo con uno dei due ragazzi a causa dei suoi capelli viola, si meraviglia che io insista perche&#8217; voglio che compili la ricevuta della  vendita (obbligatoria!) che restera&#8217; a me in caso i ragazzi &#8220;dimentichino&#8221; di fare il trasferimento e che mi tiene fuori da eventuali guai, anche grossi. Sono li&#8217; per assisterti con le carte e ti fanno sbagliare deliberatamente per semplice pigrizia!<br />
Era successa la stessa cosa ad Arcangelo che si era arrabbiato e devo dire a ragione. Se fate un salto a King&#8217;s Cross andate al Car Market, passate per la reception, date un&#8217;occhiata ai tipi dentro (i pigs sono i due tipi grassi), poi andate al 2&#8242; livello e vedrete su tutti i muri: &#8220;Quelli della reception sono dei pigs&#8221;, &#8216;Col cavolo che pago la birra ai pigs della reception&#8221;, per dirvi solo quelli non troppo pesanti. Ma che ci guadagnano certe persone ad essere cosi&#8217;? &#8220;Non ti curar di loro ma guarda e passa&#8221; direbbe Virgilio&#8230;o era un altro? Yahoo forse.</p>
<p>Alleggerito della macchina e appesantito di 3000 $ vado da Alberto, il pizzaiolo venezuelano che conoscemmo (evviva! Il mio primo passato remoto!) a Febbraio. C&#8217;e&#8217; una foto sua e di suo figlio in Tripfoto nel capitolo Gay Parade</p>
<p><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/furgone.jpg" title="Il furgone"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/furgone.thumbnail.jpg" alt="Il furgone" align="left" /></a>Si ricorda di me e di Fausto e mi regala una pizza. Dice che a breve se ne torna in Venezuela, e&#8217; stufo dell&#8217;Australia. Me ne vado col suo indirizzo in tasca e un caloroso invito ad andarlo a trovare in Venezuela se passo da quelle parti.<br />
Il 30 vengono giu&#8217; Alessandro e Paolo che mi hanno conosciuto sul sito ai quali avevo proposto la macchina, poteva essere un affare ma voi la comprereste una macchina senza prima vederla? Mi dispiace, non ci conosceremo perche&#8217; ho anticipato la partenza al 29, ma forse scriveranno del loro viaggio sul mio sito&#8230;se volete aiutarmi a convincerli cliccate sulla ragazzina qui a fianco e mandate l&#8217;email di convincimento. Presto perche&#8217; partono! A proposito, a Cairns abbiamo conosciuto Maria che ci aveva visti sul sito, ci ha scritto prima di arrivare (in realta&#8217; aveva scritto a Giuseppe) e quando e&#8217; arrivata ci siamo incontrati. Prima di andare via ha ammesso la voglia di lasciare tutto e partire in viaggio anche lei. &#8220;Il sito e&#8217; pericoloso!&#8221;, ha detto scherzando. Non e&#8217; colpa mia, Maria, e&#8217; la liberta&#8217; che e&#8217; contagiosa. Questo non e&#8217; un sito dedicato all&#8217;Australia, il protagonista e&#8217; il viaggio; e il viaggio e&#8217; la cosa che assomiglia di piu&#8217; alla liberta&#8217; agli occhi di chi sta costruendo la propria vita in un luogo specifico, il luogo dal quale si ha voglia di sfuggire nei momenti di difficolta&#8217; e tristezza. Quando la tristezza ti prende in viaggio, accade la cosa contraria e hai voglia di tornare a casa, quindi neanche il viaggio e&#8217; la soluzione a tutti i mali. Pero&#8217; in molti casi puo&#8217; avere un&#8217;ottima funzione terapeutica e non ho mai visto nessuno pentito di essere partito, al massimo si torna a casa. Ma gente pentita di non essere partita ce n&#8217;e&#8217; forse troppa!</p>
<p><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/songlines.gif" title="Le Vie dei Canti, Bruce Chatwin"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/songlines.thumbnail.gif" alt="Le Vie dei Canti, Bruce Chatwin" align="left" /></a> In questi giorni ho fatto delle ricerche sul sistema dei banner pubblicitari a pagamento. Si tratta di inserire un banner nella propria pagina e di ricevere dei soldi ogni volta che un visitatore vi clicca sopra. Per esempio cliccate sul banner nella Homepage prendo 50 lire. In teoria e&#8217; una manna ma dato che il ritorno e&#8217; sul 5% se tutto va bene alla fine dell&#8217;anno mi compro uno spazzolino da denti nuovo. Poi c&#8217;e&#8217; un altro sistema che e&#8217; la vendita di libri. Come forse avrete visto nella Homepage ho consigliato dei libri sull&#8217;Australia che si possono comprare on-line. Ogni volta che un visitatore accede al sito tramite il mio e fa un acquisto ( e solo se fa un acquisto) a me spetta una commissione tra il 5 e l&#8217;8%. Purtroppo l&#8217;e-commerce non va molto in Italia ma sono fiducioso perche&#8217; quella libreria ha venduto 25.000 copie in Italia quest&#8217;anno nonostante la paura atavica dell&#8217;Italiano ad usare la carta di credito. Non staro&#8217; qui a spiegare perche&#8217; e&#8217; piu&#8217; pericoloso usare la carta al ristorante che su internet, ma vi diro&#8217; che ho comprato un libro a mia madre e sono in attesa che me lo spediscano a casa (in Italia). Insomma forse adesso e&#8217; troppo presto per guadagnare, ora e&#8217; il momento di creare siti che abbiano molti visitatori, i profitti arriveranno tra un paio d&#8217;anni. Ho gia&#8217; in mente dei siti di fotografie in inglese con centinaia di foto: uno su Bangkok, uno su Bali, uno su Venezia, uno su Praga.</p>
<p><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/banane.jpg" title="Banane australiane"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/banane.thumbnail.jpg" alt="Banane australiane" align="left" /></a>Ho gia&#8217; creato un sito per l&#8217;Asia: Tripasia . Nell&#8217;attesa continuero&#8217; a fare siti per conto terzi a prezzi stracciati&#8230;conoscete nessuno? Mi era anche venuta in mente l&#8217;idea di aprire una ditta di web-design e avere i webdesigner nei paesi dell&#8217;Est dove sono bravi e costano poco, ma forse non sono pronto a buttarmi in un&#8217;avventura del genere.</p>
<p>L&#8217;angolino del buonumore:<br />
Altavista offre un servizio di traduzione in diretta dei siti in Italiano presenti nel suo database. Essendo una traduzione parola per parola la qualita&#8217; non e&#8217; il massimo e l&#8217;effetto e&#8217; troppo simpatico. Per accedervi seguite questi semplici passi:<br />
1) Cliccate su  <a href="http://www.altavista.com" target="_blank">http://www.altavista.com/</a><br />
2) Scegliete l&#8217;Italiano tra le lingue<br />
3) Inserite: foto Australia nelle parole chiave<br />
4) Verso il 10 posto ci dovrebbe essere Tripfoto.<br />
5) Cliccate su &#8220;translate&#8221;! E magari da Tripfoto visitate anche Tripreport e un report!<br />
Fatemi sapere come e&#8217; andata!</p>
<p><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/cielodisera.jpg" title="Cielo australiano di sera"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/cielodisera.thumbnail.jpg" alt="Cielo australiano di sera" align="left" /></a> Martedi&#8217; 26 luglio, 2000<br />
Domani metto on-line il report 26, l&#8217;ultimo dall&#8217;Australia&#8230;terra ingrata verso chi come me tanto le ha dato (piu&#8217; o meno). Mai piu&#8217; vedro&#8217; i canguri saltellare nella prateria alla ricerca di cibo, i Koala pigramente attaccati all&#8217;Eucalipto, i pappagalli variopinti svolazzare nell&#8217;aria pura verso un cielo terso (cosa vuol dire?), le farfalle, i coccodrilli, l&#8217;Hungry Jacks (tipo McDonalds, molto simile al Burger King), il deserto (mai visto), le spiagge&#8230;.la smetto seno&#8217; prendete sonno. No, in realta&#8217; mi rendo conto che ho scritto poco, di molte cose non ho parlato, specialmente quelle belle, forse per quella mia allergia alla retorica e l&#8217;incapacita&#8217; di trasmettere sensazioni di un certo tipo, spesso associata alla mia incapacita&#8217; a provarle quelle sensazioni. Insomma sono un duro e non vorrete mica che mi metta a parlare di farfalle nei campi! Ecco, e&#8217; successo , ci sono cascato&#8230;sto cercando la frase mitica per terminare questi sei mesi di diario in maniera decente ma credo che applichero&#8217; la mia filosofia secondo la quale non sono importanti l&#8217;inizio e la fine, la nascita e la morte, l&#8217;incontro e l&#8217;addio, il momento in cui leggi il menu&#8217; e quando paghi il conto, il momento in cui metti il dito nel naso e quando poi lanci la caccola&#8230;.ma tutto quello che ci sta in mezzo. Quindi anche se il diario e&#8217; cominciato male e finisce male, e&#8217; tutto il resto che fa schifo. Ah ah ah ah !<br />
CI VEDIAMO A  BANGKOK!!!!!</p>
<p><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/afl.jpg" title="Afl, football australiano"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/afl.thumbnail.jpg" alt="Afl, football australiano" /></a><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/perlesiringhe.jpg" title="Per gettare le siringhe di eroina"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/perlesiringhe.thumbnail.jpg" alt="Per gettare le siringhe di eroina" /></a><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/fiori.jpg" title="Fiori per le vittime di un rogo in un ostello"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/fiori.thumbnail.jpg" alt="Fiori per le vittime di un rogo in un ostello" /></a></p>
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		<title>I didgeridoo e un piccolo problema burocratico</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jun 2000 07:17:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Australia]]></category>
		<category><![CDATA[Diari di viaggio]]></category>
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		<description><![CDATA[Lunedi 5 Giugno 2000, E&#8217; uno strano periodo questo, non riesco a staccarmi da Cairns perche&#8217; troppo preso dal lavoro, nell&#8217;aria c&#8217;e&#8217; una sensazione di &#8220;fine della puntata&#8221;, Federico parla di tornare a Sydney a lavorare, Giuseppe forse se ne torna in Italia, tutti gli altri sono partiti, Manu, Fausto, Paul, Paolo, Arcangelo&#8230;Da Melbourne a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/federicopasta.jpg" title="L’ultima pasta di Federico"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/federicopasta.thumbnail.jpg" alt="L’ultima pasta di Federico" align="left" /></a>Lunedi 5 Giugno 2000,<br />
E&#8217; uno strano periodo questo, non riesco a staccarmi da Cairns perche&#8217; troppo preso dal lavoro, nell&#8217;aria c&#8217;e&#8217; una sensazione di &#8220;fine della puntata&#8221;, Federico parla di tornare a Sydney a lavorare, Giuseppe forse se ne torna in Italia, tutti gli altri sono partiti, Manu, Fausto, Paul, Paolo, Arcangelo&#8230;Da Melbourne a Cairns. Tra una decina di giorni saliro&#8217; in furgone, mettero&#8217; la prima e andro&#8217; verso il deserto, lasciandomi alle spalle un po&#8217; tutto. Benvenuto in Australia parte seconda. Il deserto, Ayers rock, Darwin, il West, Perth e poi la costa Sud, Adelaide, e poi il ritorno a Melbourne e Sydney. Ogni volta sembra che le persone importanti della tua vita le hai gia&#8217; incontrate e poi non e&#8217; mai cosi&#8217;.</p>
<p><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/treanism.gif" title="I tre"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/treanism.thumbnail.gif" alt="I tre" align="right" /></a>E nel frattempo sono diventato &#8220;famoso&#8221;, piu&#8217; di 100 accessi al giorno tra Tripreport e <a href="http://www.tripfoto.com/indexit.htm" title="Fotografie dal mondo" target="_blank">Tripfoto</a>, duecento persone leggono i report, due o tre messaggi al giorno di persone che non conosco che mi domandano informazioni, fanno i complimenti o mi ringraziano per quello che sto facendo. E&#8217; una sensazione strana, mi sento un po&#8217; sotto pressione. Me la sono cercata certo, e quindi che mi lamento a fare?</p>
<p>Non lo so piu&#8217; bene quello che sono venuto a fare in Australia, non lo so piu&#8217; bene neanche quello che sono venuto a fare in questo mondo ma va bene lasciamo stare le crisi esistenziali che non e&#8217; il caso.</p>
<p><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/napoleleone.jpg" title="Un pesce napoleone della barriera corallina fuori Cairns"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/napoleleone.thumbnail.jpg" alt="Un pesce napoleone della barriera corallina fuori Cairns" align="left" /></a>Cambiamo discorso che ne ho uno interessante da fare: sono stato sulla barriera corallina. Ho fatto delle foto subacquee ma sono venute male e in piu&#8217; mi si e&#8217; bruciata la macchina digitale da 2 milioni perche&#8217; non era resistente all&#8217;acqua. No, scherzo, le ho fatte con l&#8217;usa e getta ma ho perso tutti i colori ed e&#8217; tutto verde.</p>
<p>Riusciranno le mie parole in bianco e nero a trasmettere le emozioni che ho provato? <a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/napoleone2.jpg" title="Un pesce napoleone della barriera corallina fuori Cairns"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/napoleone2.thumbnail.jpg" alt="Un pesce napoleone della barriera corallina fuori Cairns" align="right" /></a>Vediamo:<br />
Comincio dalla parte interessante e vi risparmio la colazione a base di pane alle segale, burro e marmellata di pesche che ho vomitato dopo un&#8217;ora e trentacinque minuti di traversata e passo direttamente all&#8217;attimo prima del tuffo.<br />
Sono in barca, indosso una muta (fa freddo come non lo faceva da 60 anni, che sfiga!), la maschera e il tubicino. Sotto di me l&#8217;acqua.Guardo e vedo dei pesci di tutte le dimensioni! Mi butto. Sparisce il cielo, sono in acqua, e&#8217; tutto blu.<br />
Il fondo e&#8217; a dieci metri, e&#8217; di sabbia. Tutto attorno a me ci sono pesci, vedo la chiglia della barca e vicino a uno scuba diver (immersionista?) vedo un pesce immenso: il famoso pesce Napoleone, proprio quello dei dépliant! E&#8217; grande come un uomo e ha una faccia sul deluso-dalla-vita/rilassato-e-un-po&#8217;-annoiato, si fa toccare dagli Scuba ma evita gli Snorkellisti (umani muniti di maschera e tubicino, ma sprovvisti di bombole). Va bene, sono Snorkellista e me ne vado. Sbatto le pinne verso la barriera che e&#8217; una ventina di metri piu&#8217; in la&#8217;, nuoto contro corrente cosi&#8217; se mi stufo basta che mi faccia trasportare e torno alla barca. La prima cosa che vedo e&#8217; come una montagna di corallo che va dal fondo alla superficie, e mi sembra proprio di volare verso una montagna. Mi avvicino e le passo attorno, e&#8217; pieno di pesci che si fanno gli affari propri e di coralli colorati. Senza rendermene conto dico &#8220;Oh my God&#8221; e mi entra acqua in bocca, risalgo alla superficie per sputare e mi riimmergo. Passo la prima montagna e mi dirigo verso un&#8217;altra ed e&#8217; tutto una sorpresa di colori diversi, pesci strani, silenzio&#8230;va bene, ci rinuncio, non ci riesco a descriverlo ma e&#8217; come se tutto cio&#8217; non fosse vero.</p>
<p>Nel bel mezzo dell&#8217;oceano ad un certo punto puoi appoggiare i piedi su del corallo e sei in piedi! A poche decine di metri ci sono degli squali (tranquilli), sotto i tuoi piedi decine di pesci. Pensate che avevo un pezzo di stoffa bianco che mi spuntava dalla manica e i pesci provavano a mangiarlo!<br />
Paul un giorno ha detto: &#8220;Quand&#8217;e&#8217; che smettiamo di essere bambini? Quand&#8217;e&#8217; che smettiamo di meravigliarci?&#8221; (l&#8217;ho gia&#8217; citata questa frase?), io non lo so quando e&#8217; stato per me, ma laggiù lo sono tornato per un attimo e da quando ho rimesso la testa fuori dall&#8217;acqua il mondo e&#8217; diventato piu&#8217; bello. Nei giorni seguenti, di notte e di giorno, ogni tanto mi venivano dei flash di quelle immagini che ho visto e che mi si sono stampate nel cervello. E ogni volta era un&#8217;onda positiva che mi rasserenava leggermente. Adesso voglio tornarci perche&#8217; non sono venuto qui per vedere l&#8217;Opera House, o la gente ubriacarsi nei locali la sera, sono venuto per vedere se ero ancora capace di stupirmi e andare a letto la sera senza quella maledetta sensazione di aver gia&#8217; mangiato tutta la fetta d&#8217;anguria e di dover cominciare a raschiare nel bianco che sa di cetriolo. Sono venuto perche&#8217; nessun cattolico possa convincermi che la vita e&#8217; fatta di rinunce e nessun ateo che invece e&#8217; una fregatura.</p>
<p>Cairns, 18 Giugno 2000</p>
<p>Non ho scritto molto in questi giorni, ancora troppo preso dalla creazione di siti qui a Cairns. Il computer e&#8217; diventato il mio ufficio e mi resta sempre poca voglia di scrivere il report o di rispondere alle email. Di email poi me ne arrivano talmente tante, sul mio indirizzo di Hotmail, quello di Yahoo e sui Libri degli ospiti, che mi alzo la mattina con un senso di oppressione e di colpa incredibili. Sogno di folle in trepida attesa di un cenno della mia tastiera, popoli disperati per i quali un mio intervento rappresenta l&#8217;unica speranza, casi umani tristissimi di gente che vuole andare in Australia e non sa in che ostello pernottare&#8230;io non ce la faccio e pazienza. Tra l&#8217;altro ci si e&#8217; messo anche Virgilio che si e&#8217; inventato di nominare Tripreport il sito della settimana nella categoria viaggi facendo balzare gli accessi a 100/150 al giorno! (Immagino che con 52 settimane all&#8217;anno sarebbe dovuto capitare prima o poi, quindi non mi monto la testa, comunque e&#8217; una soddisfazione).<br />
A questo si aggiungono i circa 150/200 di <a href="http://www.tripfoto.com/indexit.htm" title="Fotografie dal mondo" target="_blank">Tripfoto</a> e insomma in una settimana ho avuto 2000 accessi! Sono sulla soglia del mito e a questo punto ci mancherebbe solo una bella fine tragica tipo divorato da uno squalo, squartato da un coccodrillo o intossicato dal pane fritto di Giuseppe, poi entrerei di diritto nella storia e non mi ci tirerebbe piu&#8217; fuori nessuno.<br />
Purtroppo pero&#8217; la fama ha anche i suoi lati negativi e sono venuto a sapere di essere sotto controllo della CIA. Come faccio a saperlo? Semplice, il counter che e&#8217; il sito che mi fornisce le statistiche sugli accessi mi ha presentato questa pagina &#8230;.Praticamente sono fregato. Ho ripassato tutte le mie malefatte degli ultimi mesi e credo di aver individuato il problema: il cartello di Shield Street che ho trovato per terra una notte tornando a casa dal WoolSheed (una discoteca/mensa dei poveri sempre piena di turisti affamati alla ricerca di un pranzo quasi gratis) che poi ho messo nel furgone&#8230;qualche satellite americano si sara&#8217; insospettito, mi avra&#8217; filmato e adesso mi tengono d&#8217;occhio.</p>
<p align="left"><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/lucadidg.jpg" title="Io che “suono” il didgeridoo"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/lucadidg.thumbnail.jpg" alt="Io che “suono” il didgeridoo" align="left" /></a></p>
<p>Problema per casa: un turista ha un sito con qualche migliaio di accessi al mese. Spende qualche migliaio di dollari al mese per fare il turista e non ha voglia di smettere di fare il turista per andare a lavorare e guadagnare qualche migliaio di dollari al mese e comprarsi quindi la macchina nuova sperando che possa dargli una sensazione di liberta&#8217; che pero&#8217; poi non gli dara&#8217;. Aiutino: il turista sa fare siti internet.<br />
Soluzione: io ci ho provato, ho comprato otto didgeridoo (strumenti musicali aborigeni &#8211; praticamente un <a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/gruppo.jpg" title="Il gruppo di didgeridoo"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/gruppo.thumbnail.jpg" alt="Il gruppo di didgeridoo" align="right" /></a>ramo di eucalipto reso cavo dalle termiti, che si suona soffiandoci dentro, finemente decorato all&#8217;esterno), qualche boomerang e li ho spediti a un mio amico in Italia. Ho fatto le foto, li ho fatti suonare a Ryan (un aborigeno di Cairns) e ci ho fatto il sito! Mentre scrivo il sito non e&#8217; pronto e ci faro&#8217; un link da Tripreport e <a href="http://www.tripfoto.com/indexit.htm" title="Fotografie dal mondo" target="_blank">Tripfoto</a>, mandero&#8217; un&#8217;email alla mia Mailing List e speriamo di venderli!</p>
<p><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/serpani.gif" title="Un didgeridoo di Cairns"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/serpani.thumbnail.gif" alt="Un didgeridoo di Cairns" align="left" /></a>Pubblicita&#8217;: sono strumenti originali di produzione aborigena, molto belli come potrete vedere dalle foto, i prezzi devo ancora deciderli ma sara&#8217; un affare (devo vedere se per chi li compra o per me). Non sono assolutamente facili da trovare in Italia e se li comprate da me almeno sapete che vengono davvero dall&#8217;Australia! Spesso in Italia ne vendono di produzione indiana o di bambu&#8217;. Se non vi va di suonare compratemi almeno un boomerang che costa poco, e&#8217; bello da appendere alla parete, se lo lanciate torna! No? Nemmeno quello? E allora mi tocca tornare a casa e chiudere il sito&#8230;pazienza, saluti a tutti e&#8217; stato bello ma e&#8217; finita. Tripreport chiude qui ed e&#8217; con un gusto amaro in bocca che mi congedo dal mio pubblico che mi e&#8217; stato vicino, specialmente nei momenti difficili. Addio.</p>
<p><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/giuselucacomputer.jpg" title="Io Giuseppe al parco col portatile"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/giuselucacomputer.thumbnail.jpg" alt="Io Giuseppe al parco col portatile" align="left" /></a></p>
<p>Novita&#8217;? Arcangelo e&#8217; partito con la sua Nissan ed e&#8217; stato un continuo problema tecnico. Ogni sera chiamava (Io, Federico e Arcangelo abbiamo il telefonino con Optus e ci sono 20 minuti gratis la sera) e ogni volta aveva un problema nuovo! Da Cairns e&#8217; andato ad Alice Springs, si e&#8217; visto Ayers Rock, poi e&#8217; sceso ad Adelaide di cui si e&#8217; innamorato e adesso e&#8217; quasi a Melbourne (li e&#8217; inverno e fa freddo, qui e&#8217; il tropico e fa freddo anche). Ieri e&#8217; stato investito da un Australiano ma il morale e&#8217; alto perche&#8217; ora viaggia con due inglesine molto simpatiche (io le ho sentite al telefono ma mi sembravano piu&#8217; apatiche che altro&#8230;). Forza Arca&#8217;!!!<br />
Ieri invece e&#8217; partito Federico che ha messo a posto la macchina di Paul della quale Manu ave<a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/spencestr.jpg" title="Spencer Street a Cairns"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/spencestr.thumbnail.jpg" alt="Spencer Street a Cairns" align="right" /></a>va perso i documenti, lui li ha rifatti (non c&#8217;e&#8217; stato bisogno dell&#8217;intervento del Ministro ai trasporti: e&#8217; bastato che verificassero che non fosse rubata e mezz&#8217;ora dopo aveva le targhe!) ed e&#8217; andato verso Sydney a cercare fortuna. La &#8220;carta magica&#8221; (la stessa che ha fatto tornare Paolo a casa &#8211; la Visa) dava segni di debolezza ed e&#8217; dovuto partire. Si e&#8217; sparato 1800 chilometri in due giorni. Ci siamo sentiti poco fa e stava per arrivare a Brisbane, andra&#8217; a dormire al Palace dove due mesi fa siamo stati tutti insieme. Poi andra&#8217; al Down Under (la discoteca sotto il Palace) a spararsi qualche birra e poi si buttera&#8217; a letto. Il Palace..sembra una vita fa.<br />
Quindi ora siamo rimasti io, Shizu e Giuseppe. Io e Shizu viaggeremo insieme fino a Perth.<br />
Fausto in Italia, Paolo in Italia, Manu a Bali, Paul in Thailandia, Arcangelo a Melbourne, Federico a Sydney&#8230;e&#8217; la fine della prima seconda fase.</p>
<p><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/getlost.jpg" title="L’annullamento del visto australiano"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/getlost.thumbnail.jpg" alt="L’annullamento del visto australiano" align="left" /></a>Giovedi&#8217;, 22 Giugno 2000<br />
Sono un mito. Adesso c&#8217;e&#8217; anche la fine tragica di cui parlavo sopra. Un coccodrillo, uno squalo? No. Un incidente in macchina? No. Il pane fritto di Giuseppe? Magari. Leggete e saprete:<br />
Ormai deciso a lasciare Cairns ricevo una telefonata da una certa Julie (no, ma il nome vero non lo dico, sono troppo sfigato!) che vuole un sito per un bar. Non so se accettare perche&#8217; ormai sembra che ogni volta che decido di partire ci sia un nuovo lavoro, ma poi penso che posso lavorarci sopra a Cape Tribulation e accetto, poi potro&#8217; tornare a Cairns che e&#8217; per strada, farmi dare i soldi e addentrarmi nel deserto. Restiamo d&#8217;accordo che mi chiama per fissare un appuntamento. Dopo qualche giorno in effetti mi chiama e mi da&#8217; appuntamento al bar. Questa mattina mi alzo e vado all&#8217;appuntamnto con Shizu. Entriamo, mi avvicino al bancone dove c&#8217;e&#8217; una signora.<br />
-&#8221;Buongiorno, Julie?&#8221;, dico apprestandomi a stringerle la mano.<br />
-&#8221;No, e&#8217; la signora dietro di lei&#8221;, mi dice.<br />
Mi giro, vedo la signora e le stringo la mano. E&#8217; sui trentacinque anni, vestita piu&#8217; da manager che da cameriera, capelli lunghi, occhiali, abbastanza grassa da passare l&#8217;inverno senza rischi, mi sorride.<br />
Ci sediamo. Comincio la mia presentazione dei siti gia&#8217; fatti da bravo Web Designer Barbone (anzi la barba me l&#8217;ero fatta questa mattina), mi chiede il prezzo, mi chiede quante pagine faccio di solito, mi chiede se puo&#8217; pagare con un assegno, le rispondo di si&#8217;, le chiedo a che tipo di sito stava pensando e a quel punto lei spara la frase magica che vi riporto in lingua originale perche&#8217; fa piu&#8217; effetto:<br />
-&#8221;OK, Luca, I&#8217;ve got bad news for you&#8230; (OK, Luca, ho brutte notizie per te)&#8221;, e tira fuori un distintivo. &#8220;Madonna la CIA!&#8221;, penso. In quel momento si affianca un tipo alto, muscoloso con lo sguardo di ghiaccio.<br />
&#8220;Tutto per uno stupido cartello!&#8221;, penso.<br />
-&#8221;Sono del Dipartimento Immigrazione, hai un visto per lavoro?&#8221;, mi chiede.<br />
Di colpo capisco, sto lavorando illegalmente!<br />
-&#8221;Il visto? No&#8221;, rispondo, ma lo sapevano gia&#8217;.<br />
-&#8221;Bene, se vuoi seguirci&#8221;.<br />
Ci alziamo, spengo il computer, lo metto nella borsa e ci incamminiamo verso il patibolo.<br />
Il Dipartimento Immigrazione, lo stesso dove avevo richiesto e ottenuto l&#8217;estensione del visto, e&#8217; sulla stessa strada, a trenta metri dal caffe&#8217;! Come ho fatto a non pensarci prima? Col senno di poi e&#8217; facile&#8230;<br />
Ci fa entrare in una stanza e comincia a farci domande. Poi dice:<br />
-&#8221;Allora, adesso dovro&#8217; decidere se ritirarti il visto o meno. Se te lo ritiro diventi automaticamente un clandestino perche&#8217; non hai il visto e quindi passibile di galera&#8221;,<br />
La guardo e non so se sta scherzando o faccia sul serio. Non stavo mica vendendo droga! Mi ritiri il visto e poi dici: &#8220;Ehi! Tu non hai il visto! Sei clandestino! Vai in galera!&#8221;.<br />
Avevo piu&#8217; o meno capito che stava usando la tattica ti-spavento-adesso-poi-te-la-cavi-con-poco-e-te-ne-vai-contento ma non fa mai piacere sentirti dire che rischi la galera, specialmente prima di colazione.<br />
Adesso vi scrivo dal carcere&#8230;no, sono nella mia stanza all&#8217;ostello, ma andiamo avanti:<br />
La cara Julie continua a farmi domande e poi scopre che la prima volta che sono stato in Australia per lavoro (avevo partecipato ad una fiera per conto della mia ditta) ero venuto con un visto turistico: l&#8217;aggravante! Per fortuna che le ho spiegato che il tipo di visto non l&#8217;ho deciso io, ma l&#8217;agenzia di viaggi, e ha lasciato perdere (&#8220;Com&#8217;e&#8217; umana lei&#8230;&#8221;, direbbe Fantozzi).<br />
Dopodiche&#8217; si mette a scrivere su un foglio di carta, lo firma e dice:<br />
-&#8221;Ok, c&#8217;e&#8217; qualche motivo per il quale secondo Lei non dovremmo ritirarle il visto?&#8221;,<br />
Io le dico che la mia attivita&#8217; a Cairns non ha arrecato danni a nessuno: ha favorito qualche piccolo bussiness che mai avrebbe speso migliaia di dollari per un sito che non sanno neanche se vale la pena di fare, ho favorito le ditte che qui a Cairns creano pagine Web perche&#8217; i miei clienti saranno loro clienti in futuro e non lo sarebbero se non avessero avuto la possibilita&#8217; di cominciare con me. In piu&#8217; in fin dei conti non ho creato cento siti, ma una decina! Inoltre sono turista e quindi spendo soldi. Sono perfino arrivato a dire che il mio sito sta facendo una certa pubblicita&#8217; all&#8217;Australia! Insomma sono stato molto convincente e infatti subito dopo mi dice:<br />
-&#8221;Ok, Luca, ho deciso di ritirarti il visto, adesso devo decidere se metterti in galera o fidarmi e farti partire da solo, da questo momento sei in detenzione&#8221;. Silenzio. Vedo una mosca volare e sbattere contro il vetro. Vorrei essere quella mosca e uscire per il buco della serratura. Deglutisco mezzo litro di saliva. Brutta cosa internet ragazzi&#8230;<br />
Si alza ed esce.<br />
La situazione e&#8217; talmente strana che non sembra neanche vera. In Australia ho conosciuto decine di persone che lavorano in nero, nella raccolta della frutta, nei ristoranti, negli ostelli, insomma in tutti quei posti dove se cerchi lavoratori in nero vai sul sicuro, e mai ho sentito di qualcuno beccato dall&#8217;Immigrazione. La settimana scorsa hanno beccato un Italiano in Esplanade, la strada principale di Cairns, che lavorava da dieci anni senza visto! E lo hanno beccato solo perche&#8217; era stato denunciato in seguito ad una lite. Ed eccomi qua, sull&#8217;orlo del carcere, per quattro siti del cavolo.<br />
Torna, si siede e mi guarda:<br />
-&#8221;OK, ho deciso di fidarmi e ti lascero&#8217; partire. Quanto tempo ti serve?&#8221;.<br />
La sua voce e&#8217; il suono di un violino una mattina primaverile al risveglio in una casa di campagna piena di rose, un suono che entra dalle finestre semichiuse portato da un vento lieve e fresco, un suono dolce che viene a svegliarmi da un brutto sogno che aveva turbato il sonno del mio animo innocente.<br />
-&#8221;Luca, ho deciso di fidarmi e ti lascero&#8217; partire. Quanto tempo ti serve?&#8221;.<br />
Vi risparmio il resto, in poche parole negoziamo una data, il tempo di mettere a posto la macchina, scendere a Sydney, venderla e andarmene. Il giorno della fine di questo sito: 31 Luglio 2000. Me ne vado talmente rilassato che quasi la ringrazio e per poco non le stringo la mano. La tattica ti-spavento-adesso-poi-te-la-cavi-con-poco-e-te-ne-vai-contento ha funzionato!<br />
Quindi niente deserto, niente foresta pluviale, niente Ayer&#8217;s Rock, niente Olgas, niente West Australia, niente Perth, niente Adelaide, solo un viaggio di ritorno per strade ormai viste, paesaggi scontati, storie gia&#8217; vissute. Un viaggio verso l&#8217;inverno di Sydney, la fine della lunga estate? No! Vi interessa l&#8217;Asia? Il 1 Agosto 2000, sbarcheremo tutti a Bangkok ragazzi! Thailandia, Laos, Cambogia, Vietnam, Indonesia&#8230;il mondo e&#8217; grande! Su con la vita.<br />
Alla fine mi hanno accorciato il viaggio di un paio di mesi, ma quello che perdo in Australia lo recupero in Asia, non mi posso lamentare, d&#8217;altra parte viaggiare significa rischiare e finora tutto mi era andato troppo bene! E&#8217; chiaro che chi aspettava di vedere le foto del resto dell&#8217;Australia sara&#8217; deluso, mi dispiace. Chissa&#8217;, forse qualcuno che sta leggendo fara&#8217; come me, si comprera&#8217; una macchinetta digitale e scrivera&#8217; del viaggio, io sarei felice di ospitarlo sul mio sito. Cedo volentieri il testimone!<br />
Torniamo al concreto: nessuno vuole un furgone per girare l&#8217;Australia? Sara&#8217; a disposizione tutto il mese di Luglio a Sydney, ci facciamo la revisione e buon viaggio!<br />
Vendo anche il computer che ho appena comprato ad un buon prezzo perche&#8217; e&#8217; troppo vistoso in Asia e ho paura che me lo rubino. E&#8217; un Compaq 1200 comprato due mesi fa, il prezzo? Mandatemi un&#8217;email che ne parliamo.</p>
<p><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/acquirenti.jpg" title="Gli acquirenti del furgone di Giuseppe"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/acquirenti.thumbnail.jpg" alt="Gli acquirenti del furgone di Giuseppe" align="left" /></a>Venerdi, 23 Giugno 2000<br />
Il giorno dopo. Stamattina mi sono svegliato con la sensazione alla Don Abbondio che si sveglia il giorno dopo che i bravi lo hanno minacciato se avesse sposato Renzo e Lucia. Avete presente? Ti svegli ed e&#8217; tutto come ieri mattina, poi di colpo ti ricordi di quello che e&#8217; successo e la giornata comincia male.<br />
Comunque ho reagito bene e ho passato la giornata a mettere finalmente a posto la macchina, ho cambiato le gomme, sistemato la marmitta, lavorato al letto, colorato il portapacchi, insomma tra un po&#8217; si parte per Sydney&#8230;i 2800 chilometri dell&#8217;esiliato. Ho una sola richiesta: mandatemi un&#8217;email di consolazione!</p>
<p><em>Una riflessione: Il piu&#8217; grosso problema dell&#8217;Autorita&#8217; non sono le persone che non la rispettano ma quelle che la gestiscono in quanto troppo spesso sono persone che cercano attraverso la divisa di ottenere quel rispetto e quella considerazione che non trovano nei loro abiti borghesi. Il risultato e&#8217; spesso un abuso del potere che a loro viene affidato al quale consegue la perdita di rispetto della gente nei confronti dell&#8217;autorita&#8217;.</em></p>
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		<title>Cairns 2</title>
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		<pubDate>Fri, 26 May 2000 08:48:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Australia]]></category>
		<category><![CDATA[Diari di viaggio]]></category>
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		<description><![CDATA[Cairns, Domenica 7 maggio 2000 E&#8217; tre settimane che siamo a Cairns, tre settimane che siamo in questo backpackers il cui proprietario (Shane) e&#8217; costantemente fumato e quando non lo e&#8217; vaneggia progetti assurdi guardandoti negli occhi e agitando le mani come se fosse un predicatore televisivo col risultato che ormai non lo ascoltiamo piu&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/bird866e.jpg" title="Uccello a Fitzroy Island"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/bird866e.thumbnail.jpg" alt="Uccello a Fitzroy Island" align="left" /></a>Cairns, Domenica 7 maggio 2000</p>
<p>E&#8217; tre settimane che siamo a Cairns, tre settimane che siamo in questo backpackers il cui proprietario (Shane) e&#8217; costantemente fumato e quando non lo e&#8217; vaneggia progetti assurdi guardandoti negli occhi e agitando le mani come se fosse un predicatore televisivo col risultato che ormai non lo ascoltiamo piu&#8217; tranne Giuseppe che ha gia&#8217; giurato tre volte che lo ammazza.<br />
Qui intanto e&#8217; tempo di partenze: domani Fausto va in Thailandia dopo quattro mesi di Australia e venerdi&#8217; Manu va a Bali a cercare un po&#8217; d&#8217;Asia.<br />
E&#8217; anche tempo di arrivi nel senso che Paolo e Giuseppe sono qui da qualche giorno. Ci eravamo trovati a Melbourne e, dopo tre mesi rieccoci qua. Giuseppe e&#8217;volato a Perth da Melbourne, Paolo ci e&#8217; arrivato piu&#8217; o meno in autostop passando per il deserto. Da li&#8217; hanno comprato un furgone e sono partiti assieme per fare la costa ovest ed arrivare a Cairns. Ed eccoci tutti qua&#8217;.<br />
Per la prima volta scrivo il report sul nuovo computer portatile che ho comprato. Sono nella mia stanza, fuori lo stereo suona Santana, una musica dolce e latina che in questo momento ci sta proprio bene.</p>
<p><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/coralclose-876e.jpg" title="Coralli a Fitzroy Island"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/coralclose-876e.thumbnail.jpg" alt="Coralli a Fitzroy Island" align="left" /></a> Fuori c&#8217;e&#8217; Peter ubriaco che ha appena litigato con la sua ragazza e un tipo lo sta consolando. Peter ripete sempre le cose due volte, Peter ripete sempre le cose due volte, e tutti gli Italiani gli vogliono bene perche&#8217; almeno capiscono quello che dice.<br />
Un viaggio non e&#8217; una soluzione, l&#8217;Australia non e&#8217; la soluzione. Ho ricevuto parecchie email da gente che non conosco che vuole partire, che vorrebbe partire, che partira&#8217;&#8230;un viaggio non e&#8217; la soluzione. E&#8217; solo il primo passo che ti aiuta a staccarti da situazioni scomode, pesanti o semplicemente noiose, ma non e&#8217; la soluzione perche nella valigia ci portiamo dentro un sacco di cose che sfuggono al controllo doganale. Ma non non sfuggono a chi incontriamo durante il viaggio. Le paure, le frustrazioni, le debolezze, quelle non le lasciamo mai a casa, non ce la facciamo mai. E&#8217; incredibile come riusciamo a ricostruire quelle situazioni dalle quali siamo scappati in posti cosi&#8217; lontani e in cosi&#8217; poco tempo! (Disclaimer: Non parlo specificatamente di me stesso, ma di molte persone che ho incontrato. Non sono mica frustrato e se lo fossi non lo scriverei).</p>
<p>Venerdi&#8217;, 13 Maggio 2000</p>
<p><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/beach829e.jpg" title="spiaggia di Cairns"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/beach829e.thumbnail.jpg" title="spiaggia di Fitzroy Island" alt="spiaggia di Fitzroy Island" align="left" /></a> Oggi Manu se n&#8217;e&#8217; andato. E&#8217; andato a Bali. Martedi&#8217; ci va anche Paolo a Bali. Fausto e&#8217; in Thailandia. Paul e&#8217; anche lui in Thailandia. L&#8217;Asia si porta via tutti.<br />
Dopo tre mesi Yahoo.it mi ha inserito nella lista e ha perfino creato un paio di categorie per il sito. Risultato: un sacco di nuovi accessi. L&#8217;ultimo report lo hanno gia&#8217; letto piu&#8217; di 200 persone. Minchia (direbbe Giuseppe), devo stare attento a quello che scrivo.<br />
Non sono mai stato cosi&#8217; potente in vita mia: tutte le mamme, papa&#8217;, fidanzate, amici, amiche, amanti, pretendenti, nonne, datori di lavoro, conoscenti di Federico, Paolo, Giuseppe, Arcangelo e compagnia sono ormai abituati a seguire gli sviluppi delle avventure australiane dei loro eroi sul mio sito. Una parola di troppo e li rovino. Loro ne sono coscienti e mi trattano bene sapendo quello che rischiano se mi girano le scatole. Uno sgarro e li rovino! Comunque care mamme, non preoccupatevi che i vostri figlioli si comportano bene, lavorano, imparano l&#8217;inglese, si mettono la crema, comprano macchine che non riescono a rivendere, vanno in piscina (ci siamo tutti spostati d&#8217;ostello perche&#8217; faceva troppo schifo, una ragazza ha tentato il suicidio e non c&#8217;era posto per Paolo e Giuseppe) invece di farsi la doccia e a messa ci vanno anche se non tutte le domeniche. Se volete saperne di piu&#8217; scrivetemi, rispondero&#8217; a qualsiasi domanda sui vostri figli al prezzo di 1500 lire a riga. Bisogna pur vivere, no?</p>
<p>Si, lo so, se siete arrivati fin qui e&#8217; per leggere dell&#8217;Australia, mica delle mamme. Il problema e che in queste settimane per me l&#8217;Australia e&#8217; fatta di computer, gif animati, sfondi, applicazioni Java, Html e cosi&#8217; via. Di che volete che parli? Be&#8217;, in realta&#8217; potrei parlare del Wild World, un parco naturale dove si possono ammirare gli animali locali felicemente rinchiusi in gabbia, ma per quello bastano le foto che andate a vedere <a href="http://www.tripfoto.com/australia" title="Foto Australia" target="_blank">cliccando qui</a>.<br />
<a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/beach864e.jpg" title="Spiaggia di Fitzroy Island"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/beach864e.thumbnail.jpg" alt="Spiaggia di Fitzroy Island" align="left" /></a> Mandei, fiftin mei tu tausand</p>
<p>Tropico! Finalmente ci siamo schiodati dal cemento e palme di Cairns e siamo andati su di un&#8217;isola. Con 30 dollari andata e ritorno siamo andati alla Fitzroy Island a fare snorkelling e pescare. A pochi metri dalla riva c&#8217;erano i coralli e tutti quei pesci che uno si aspetta di vederci attorno. Mentre io commosso ammiravo la bellezza dei colori e la leggiadria dei movimenti del mondo animale subacqueo, Federico con la canna in mano ci stava organizzando la cena a base di zuppa di pesce tropicale. Dopo un po&#8217; stufo della commovente amicizia col mondo marino ho deciso di dargli una mano e sono andato a vedere come andavano le cose dalle parti dell&#8217;amo. Ho visto cosi&#8217; decine di pesci buttarsi alla caccia del povero gamberetto che dopo qualche mese in congelatore tornava tra i propri simili in veste di traditore forzato. Ad un certo punto un pesce di almeno quaranta centimetri si e&#8217; ingoiato l&#8217;amo e lo ha sputato completamente ripulito e luccicante nel giro di un quarto di secondo. E Federico non si era accorto di niente! Abbiamo quindi provato la seguente tecnica: dopo opportune perlustrazioni in cerca di terreni fruttuosi, ho preso in mano l&#8217;amo e l&#8217;ho portato dove poco prima avevo visto dei pesci di mezzo metro. Risultato: deserto. Ci mancava solo l&#8217;Ayers Rock.</p>
<p><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/fishing891e.jpg" title="Pescando pesci tropicali a Fitzroy Island"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/fishing891e.thumbnail.jpg" alt="Pescando pesci tropicali a Fitzroy Island" align="left" /></a> Dopo un po&#8217;, quando ormai avevo lasciato perdere, mi sono ritrovato l&#8217;amo davanti e poco lontano ho visto un pesce tipo razza che con coda e tutto misurava almeno un metro. Aveva due occhi gialli cattivissimi tipo cattivo da fumetto che mi guardavano. Ho preso paura e mi sono girato per allontanarmi dal possibile biglietto per il mio funerale, ma dopo due pinnate troppo forti i polpacci si sono trasformati in legno e non sono piu&#8217; riuscito a nuotare. Per fortuna dopo una veloce apparizione della Vergine i muscoli delle mie gambe da ragioniere hanno ripreso una certa funzionalita&#8217; e mi sono allontanato dal maledetto pesce che giuro che se lo ritrovo per strada lo faccio impanato senza pensarci due volte, anche se fa schifo.<br />
<a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/bird866e.jpg" title="Uccello a Fitzroy Island"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/clownfish.gif" alt="clownfish.gif" align="right" /></a> Come ciliegina sulla torta, una bella medusa (assassina o no?) ha pensato bene di farsi un giro a dieci centimetri dalla mia maschera rischiando di farmi prendere l&#8217;infarto e lasciandomi come insegnamento che l&#8217;ignoranza uccide piu&#8217; del veleno (nel senso del potenziale infarto).<br />
Dato che l&#8217;uomo e&#8217; un animale vendicativo, sono uscito dall&#8217;acqua (a proposito, la foto che vedete nello sfondo di Tripfoto l&#8217;ho scattata io ed e&#8217; la spiaggia piena di coralli morti), mi sono asciugato e sono andato a raggiungere Federico. Dietro suggerimento di Arcangelo che stava nuotando nei paraggi, ci siamo messi a pescare da una roccia e abbiamo beccato tre pesci colorati bellissimi che l&#8217;hanno pagata per i loro simili. Giustizia sommaria, ma almeno giustizia.<br />
<a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/granchio882e.jpg" title="Un granchio a Fitzroy Island"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/granchio882e.thumbnail.jpg" alt="Un granchio a Fitzroy Island" align="right" /></a> Il top e&#8217; stato quando Federico ha visto un granchio da nove dollari sulla roccia e gli ha avvicinato l&#8217;amo col gamberetto. Il granchio lo ha preso e ha cominciato a mangiarselo! A quel punto Federico ha tirato ma (vedi foto) non riusciva a staccarlo. Poi, quando ormai la battaglia volgeva al termine, il granchio ha cercato di tagliare il filo!<br />
-&#8221;Anvedi questo, aho!!&#8221;<br />
Allora Federico ha dato lo strappo finale, il granchio ha mollato e se n&#8217;e andato. Meglio di un incontro Tyson-Johnson.<br />
Alle cinque siamo tornati verso Cairns e verso il tramonto ma era troppo presto e il tramonto non l&#8217;abbiamo visto, quindi che lo scrivo a fare?. A proposito, devo ricordarmi di andare al porto alle quattro e mezza di sera quando tornano i pescatori perche&#8217; Paolo ha detto che c&#8217;e&#8217; un pesce immenso di almeno due metri che dev&#8217;essere tipo la mascotte dei pescatori perche&#8217; ogni sera calano un tonno da dieci chili con una corda e lui salta fuori dall&#8217;acqua e se lo mangia. Dev&#8217;essere troppo bello fargli una foto&#8230;</p>
<p>24 Maggio 2000</p>
<p>Sempre Cairns. Avete presente lo stereotipo dell&#8217;Australiano extra cool super rilassato col sorriso abbronzato che si gode la vita tra spiaggia e 35 ore di lavoro alla settimana?<br />
Bene, penso sia arrivato il momento di dichiarare al mondo che questa e&#8217; la piu&#8217; grande cazzata che mai ha attraversato l&#8217;oceano.<br />
Se sono rilassati loro, noi siamo delle amebe. In particolare qui a Cairns sembra che la gente sia alla ricerca di uno stile di vita rilassato ma che in realta&#8217; non ci riesca. Secondo me e&#8217; perche&#8217; il loro sogno e&#8217; non fare niente come gli africani ma avere soldi come gli americani (mi scuso con gli africani per la grossolanita&#8217;). Spiaggia dalla mattina alla sera e aria condizionata al rientro. Hanno un clima favoloso e dei luoghi stupendi che da soli dovrebbero bastare a regalare serenita&#8217;, ma allo stesso tempo hanno bisogno dei giocattoli per adulti che la societa&#8217; tipicamente ed estremamente occidentale propone continuamente alla televisione che tra l&#8217;altro e&#8217; la piu&#8217; piena di pubblicita&#8217; del mondo (fonte: non mi ricordo ma autorevole). La bella macchina quattro ruote motrici, la bella casa, le vacanze lontano, le serate al casino&#8217; li costringono a vivere come vivono e vivevano i loro trisnonni in Inghilterra, alla ricerca del superfluo con in piu&#8217; l&#8217;aggravante di mangiarsi le unghie perche&#8217; con una giornata cosi&#8217; chi me lo fa fare di lavorare? Almeno a Londra col tempo che c&#8217;e&#8217; non restano molte alternative. Non e&#8217; raro essere trattati male semplicemente perche&#8217; hanno la giornata storta e dopo un po&#8217; ti stufi e cominci ad essere maleducato anche te.<br />
Non ho voglia di fare esempi (ne avrei abbastanza) ma sono cosciente che non si tratta di mie paranoie in quanto tutti quelli che sono d&#8217;accordo cin me sono tutti dello stesso avviso. (provate a rileggervi questa frase&#8230;)<br />
E&#8217; chiaro che non e&#8217; sempre cosi&#8217; ma i casi di &#8220;stress australe&#8221; sono davvero tanti. Se ricordate, perfino i Figli dei Fiori erano stressati e frustrati! Poi persone gentili ce n&#8217;e', per forza, ma che c&#8217;entra?</p>
<p>Tra l&#8217;altro mi accorgo di essere stressato anch&#8217;io nel senso che ho l&#8217;impressione che la giornata se ne vada troppo in fretta e ho cosi&#8217; tante cose da fare! La macchina con i suoi problemini da sistemare, i siti da fare, la spesa, le email, Tripreport, eccetera&#8230;.ma c&#8217;e&#8217; qualcosa che mi sfugge. Qualcuno mi aiuti!!!! Ho lo stress australe!! Tra un po&#8217; me ne torno al lavoro in ufficio per rilassarmi nella calma nebbia padana.<br />
Non sono deluso, non mi aspettavo una societa&#8217; tanto diversa dalla nostra e in questo senso l&#8217;Australia ragazzi e&#8217; molto vicina all&#8217;Italia, ma mi sta venendo voglia di visitare culture diverse. leggi &#8220;che mi possono insegnare qualcosa&#8221;. La cultura anglosassone non ha niente da insegnarmi (magari forse se leggessi Shakespeare&#8230;), anzi quanto cose vorrei disimparare! Tra un paio di settimane mi butto nel deserto e poi la costa West, ma a dire la verita&#8217; adesso mi attira molto di piu&#8217; l&#8217;Asia. A questo proposito allego un&#8217;email di Manu a tutti i suoi amici da Bali (Indonesia) che mi ha messo la pulce nell&#8217;orecchio:</p>
<p><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/beach879e.jpg" title="Spiaggia di Fitzroy Island"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/beach879e.thumbnail.jpg" alt="Spiaggia di Fitzroy Island" align="left" /></a>Maggio 2000<br />
Rieccomi a Kuta, dopo tre giorni nella parte orientale di Bali.<br />
Un caro amico mi ha detto che Bali sembra essere troppo commercializzata e sovrasviluppata, e sono in parte d&#8217;accordo dopo aver visto Kuta e l&#8217;incredibile lusso e sofisticazione di Nusa Dua, che potrebbe essere una delle piu&#8217; eleganti zone turistiche del mondo.<br />
D&#8217;altra parte, avendo visitato l&#8217;isola, ho avuto la possibilita&#8217; di scoprire che il cuore di Bali e&#8217; lontano da questi luoghi, e si trova negli innumerevoli negozi attorno Ubud o Gianyar, che raccontano la storia artistica dei balinesi, molto prima che l&#8217;uomo bianco mettesse piede in questa terra, o i piccoli templi, sparsi in ogni citta&#8217;, presenti in ogni famiglia, dedicati agli antichi dei e spiriti che ricordati con offerte e cerimonie piene di colori e musiche, riempiono il fedele di pace nel cuore e la ferma convinzione che il mondo e l&#8217;universo operano per il loro bene. Spiritualita&#8217;, al di la&#8217; della religione.<br />
I sorrisi dei bambini sulle spiagge di Ujung, scoprendo gli strani turisti (noi), e godendo, come noi, di ogni momento.<br />
L&#8217;incredibile tempio di Basikh, il tempio madre di Bali, con i suoi 28 templi interconnessi, similarmente agli antichi edifici degli Aztechi, Toltech, Zapotechi o Maya. Magia pura. Le meraviglie naturali di questa isola hanno la qualita&#8217; di sorprenderti con una subitanea ed inaspettata bellezza, quasi ad ogni angolo della strada, e fuori dalla strada: un campo di riso artisticamente disegnato con le sue multiple sfumature di verde e oro, con la montagna alle spalle.<br />
Le bellissime ragazze balinesi, vestite per la cerimonia odierna in bianco, oro, verde, giallo e viola, bilanciando sulla testa il cesto pieno di frutta e incenso da offire al tempio. I cancelli di Batur che segnalano l&#8217;entrata al villaggio-cratere, con il suo vulcano all&#8217;interno dell&#8217;altro vulcano, probabilmente uno dei piu&#8217; affascinanti spettacoli naturali di questa parte di mondo.<br />
Le statue presenti ad ogni incrocio, rappresentanti dei e guerrieri, con corna e fiamme alla guida di carri tirati da cavalli apocalittici. Decisamente un altro tipo di divinita&#8217;.<br />
Mentre siedo qui, guardo fuori dalla finestra e vedo i tetti di mattonelle rosse e foglie di palma. Vedo la gente passare e percepisco l&#8217;aroma dolce e umido delle strade, con i profumi di satay e gorang, e il mio unico pensiero e&#8217; che quando Dio, uno o tutti, fini&#8217; il lavoro della creazione, fece Bali, solo per un errato desiderio di vedere se poteva superare il Mesico.<br />
Non ce la fece, ma ci arrivo&#8217; vicino.</p>
<p>Ciao</p>
<p>Manu</p>
<p>Ed eccone un&#8217;altra scritta a me:</p>
<p align="left"><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/beach873e.jpg" title="Spiaggia di Fitzroy Island"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/beach873e.thumbnail.jpg" alt="Spiaggia di Fitzroy Island" align="left" /></a> Date: Mon, 22 May 2000 06:25:25 GMT</p>
<p> Sono appena tornato dall&#8217;interno. E&#8217; cosi bello! (Leggi il mio report). Kuta e&#8217; un postaccio, come tutti i postacci del mondo, ma attorno c&#8217;e&#8217; tutta Bali! Mandero&#8217; un&#8217;email a Paolo cosi&#8217; ci incontriamo.<br />
Bene, cabron, lascia la cara e noiosa Australia e vieni a Bali. Ho speso in media 5 dollari al giorno, hotel, stanza singola con bagno, piscina, e tutto il cibo che posso mangiare! Un burger immenso costa 1 dollaro e mezzo! Ed e&#8217; caro.<br />
Adesso noleggio uno scooter per 50 dollari&#8230;per un mese! Davvero, dovresti considerare l&#8217;idea di venire in Indonesia.<br />
Ho incontrato un ragazzo che avevo conosciuto alle Fiji e ho viaggiato con lui per Bali. Dice che l&#8217;Australia era ok, ma che non ci tornerebbe.<br />
E devo dire che sono d&#8217;accordo. Se avessi saputo com&#8217;e qui probabilmente sarei stato in Australia un mese e avrei passato un sacco di tempo qui. Con i soldi che spendi li&#8217; in una settimana qui puoi stare tranquillamente un mese o anche piu&#8217;.<br />
L&#8217;altra notte sono stato in una casa in montagna, una bellissima stanza con un bagno immenso, vicino alla piu&#8217; bella costa che abbia mai visto, per 3 dollari, colazione inclusa.<br />
Hasta la Vista Cabron putzolente!!!!!!!!</p>
<p>Manu<br />
Saluti a tutti</p>
<p><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/beach873e.jpg" title="Spiaggia di Fitzroy Island"> </a><br />
<a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/coralfar-874e.jpg" title="Coralli a Fitzroy Island"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/coralfar-874e.thumbnail.jpg" alt="Coralli a Fitzroy Island" />     </a><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/coralmed-875e.jpg" title="Coralli a Fitzroy Island"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/coralmed-875e.thumbnail.jpg" alt="Coralli a Fitzroy Island" />    </a><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/island827e.jpg" title="Un’isola australiana"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/08/island827e.thumbnail.jpg" alt="Un’isola australiana" /></a></p>
<p><img src="http://gws.maps.yahoo.com/mapimage?MAPDATA=M7YPV.d6wXWAX0yx.Ut6BPcheUXjEv1xGfcRAjlzIiRvKd7xLh0jZElF_nbEs0zNIoxLus.sQgFq1RFd0M9swKvh09QlVQX1B4mKyZ0EVJhGmfoYXv2L_We8EPrpLhl9StceQg11bbFyzNAE_9OIH5o-&amp;mvt=m?cltype=onnetwork&amp;.intl=us" title="GeoPress map of "/></p>
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