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	<title>Vivere viaggiando, Tripluca.com &#187; Est Europa</title>
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		<title>Barca a vela in Croazia</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 11:44:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Est Europa]]></category>
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		<description><![CDATA[La barca é pericolosa. Passarci troppo tempo ti fa venire il &#8220;mal di terra&#8221; e poi quando cammini per l&#8217;isoletta  di Ilovik al bordo delle sue acque turchesi e trasparenti dopo una cena a base di carne alla griglia cadi nell&#8217;acqua del porto e ti sfregi il ginocchio nella notte croata mentre un signore grasso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2396" class="wp-caption aligncenter" style="width: 430px"><a href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2011/09/uva-in-mare.jpg"><img class="size-full wp-image-2396  " title="uva-in-mare" src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2011/09/uva-in-mare.jpg" alt="" width="420" height="315" /></a><p class="wp-caption-text">Uva in mare!</p></div>
<p>La barca é pericolosa.<br />
Passarci troppo tempo ti fa venire il &#8220;mal di terra&#8221; e poi quando cammini per l&#8217;isoletta  di Ilovik al bordo delle sue acque turchesi e trasparenti dopo una cena a base di carne alla griglia cadi nell&#8217;acqua del porto e ti sfregi il ginocchio nella notte croata mentre un signore grasso e solo seduto su di una panchina sotto un pino ti guarda e pensa &#8220;questi inglesi ubriaconi&#8221;.<br />
Il giorno dopo metti ad asciugare le scarpe sul bordo della barca e un&#8217;onda causata dalla motovedetta delle polizia che viene a vedere come mai non ci sia nessuno in coperta le fa cadere nel mare profondo 70 metri e tu che cerchi di prenderle finisci in acqua di nuovo e per poco non finisci sotto l&#8217;elica e muori una morte eroica.<br />
E&#8217; anche pericolosa perché dopo tre giorni di silenzio, onde, cielo e discorsi sulle classi PHP di Andrea, non sei più abituato alla folla e anche otto tedeschi che ridono nel barcone milionario al tuo fianco ti danno fastidio.<span id="more-2394"></span><a href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2011/09/croazia-in-barca-settembre-2011-1.jpg"><br />
</a></p>
<p>Ti cambia anche la prospettiva ed é probabilmente il modo di viaggiare migliore dei solitari perché le interazioni con i locali sono limitate al minimo: per fare la spesa, benzina e pagare la tassa di soggiorno o la rara permanenza in marina.<br />
Vedi la Croazia lontana, galleggiante nel mare e gli uomini che la abitano sono piccoli e lontani, costretti a vivere in terra, tra la polvere e i dolori degli umani e delle formiche mentre noi siamo tutt&#8217;uno col vento e lo sfidiamo a colpi di diesel quando fa i capricci e non ci vuole spingere oppure vogliamo arrivare in tempo per mangiare il risotto agli zucchini e sono già le 12:30, dacci di motore dai cazzo che mica siamo ai tempi di Ulisse.</p>
<p>E ti innamori della doccia col doccino, cioè una canna all&#8217;acqua dolce piazzata a poppa (dietro, &#8216;gnoranti) con la quale fai una doccia maschia dopo aver fatto il bagno tra i flutti.</p>
<p>E le donne? Niente donne dice Marco, portano solo problemi (tranne Marta che é bravissima [va bene come l'ho scritto Marco?]), usano un sacco d&#8217;acqua e rompono i coglioni dei marinai con richieste assurde tipo &#8220;gira la barca che voglio abbronzarmi e la vela mi fa ombra&#8221;, o usano il phon per ore prosciugando ogni speranza di sopravvivenza nei mari insidiosi e soprattutto creano in tre minuti un microcosmo di invidie, gelosie e mutande ad asciugare che poi si vanno a incastrare nelle cime e nei <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Verricello" target="_blank">verricelli</a>.<br />
Meglio che se ne stiano a casa che noi veri uomini affrontiamo i venti e se la barca si piega siamo contenti ed eccitati come eravamo da bambini quando nei nostri giochi sognavamo di essere pirati dei Caraibi che si nutrivano solo di spaghetti al tonno.</p>
<p>Ma noi non ci nutrivamo di spaghetti al tonno, perché avevamo il personal chef Andrea che sapeva stupirci con manicaretti preparati anche nel mezzo dell&#8217;Adriatico, per finire in un trionfale Branzino al sale dell&#8217;ultima sera.<br />
Si, care nostre donne che pensavate avremmo mangiato poco e male, siamo in grado di cavarcela egregiamente e se stiamo con voi non é  per bisogno ma per amore.<br />
Ecco, il vero marinaio che sa essere anche tenero.</p>
<p>E in tutta questa goduria maschia, barbuta, salata e villosa ci sorgeva il dubbio: ma poi, perché noi?<br />
Perché io e Andrea siamo stati scelti dal famoso comandante Vesco de Gama?<br />
Alcuni giorni di dissidi interiori, e poi la risposta si é presentata chiara e maestosa: usiamo i Mac.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2011/09/croazia-in-barca-settembre-2011-1.jpg"><img class="aligncenter" title="croazia-in-barca-settembre-2011--1" src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2011/09/croazia-in-barca-settembre-2011-1.jpg" alt="" width="600" height="450" /></a>(ma Marco mai ci avrebbe invitati se avesse saputo che nel nostro animo mobile siamo Android )</p>
<p style="text-align: center;"><a title="Croazia in barca" href="http://www.tripfoto.com/v/Trip-Europe/Croatia-by-boat/" target="_blank">82 Foto in Tripfoto</a> e poche foto <a href="http://www.facebook.com/media/set/?set=a.10150287258703483.337463.625253482" target="_blank">in Facebook</a></p>
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		<title>Odori di Praga</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Nov 2010 07:04:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diari di viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Est Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Paesi]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica Ceca]]></category>
		<category><![CDATA[Lek]]></category>
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		<description><![CDATA[Ieri Lek, Domenico ed io abbiamo preso il tram per andare al Castello di Praga. A Malastrana abbiamo cambiato tram e siamo saliti sul numero 22 che sale dal bel quartiere medievale al bellissimo castello gotico. Appena saliti  le mie pupille nasali hanno notato degli accenti acidi nell&#8217;aria. L&#8217;inconfondibile odore da barbone. L&#8217;odore da barbone [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/ozonic/147012065/"><img class="size-full wp-image-2077 alignleft" title="barbone a praga" src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2010/10/barbone-a-praga.jpg" alt="" width="333" height="500" /></a>Ieri Lek, Domenico ed io abbiamo preso il tram per andare al Castello di Praga.<br />
A Malastrana abbiamo cambiato tram e siamo saliti sul numero 22 che sale dal bel quartiere medievale al bellissimo castello gotico.</p>
<p>Appena saliti  le mie pupille nasali hanno notato degli accenti acidi nell&#8217;aria.</p>
<p>L&#8217;inconfondibile odore da barbone.</p>
<p>L&#8217;odore da barbone è subdolo perché la sorgente delle esalazioni non é mai cosciente.<br />
Probabilmente qualche settimana fa si é fatto una doccia ed era profumato.<br />
Poi, giorno dopo giorno mentre il suo corpo esalava umori ed immagazzinava odori, il suo naso ci si é abituava, fino al risultato finale: una puzza con un raggio d&#8217;azione di 7,5 metri e lui (anzi, credo fosse una lei) che non se ne rende conto.</p>
<p>Un pò come l&#8217;Italia con Berlusconi.</p>
<p>Comunque, non di barboni e berlusconi volevo parlare ma dei misteri di Lek.</p>
<p>Come molti di voi sanno Lek ama cucinare e mangiare con una passione a volte incomprensibile per chi, come me, ha avuto storie d&#8217;amore col formaggio duro e il pane vecchio.<br />
Non mi sto inventando un passato povero e romantico, ho davvero avuto i miei giorni di bassa liquidità.</p>
<p><span id="more-2084"></span></p>
<p>Il formaggio  l&#8217;ho amato perché ,spaparanzato su divani sporchi di capitali dell&#8217;Est o seduto su panchine di periferia in capitali dell&#8217;Ovest (non cercate significati nascosti in questa frase, non ce ne sono, é solo la ricerca di un pò di poesia in questo mondo grigio), mi parlava con voce suadente e mi diceva: &#8220;vedi? Non serve molto per campare. Puoi mandare a fanculo la ricerca del benessere e vivere bene, viaggiando e godendo dei mille piaceri gratuiti di questo mondo&#8221;.</p>
<p>Non ridete, sono cose che il formaggio duro mi diceva davvero, e io ascoltavo estasiato, con strade luminose e in discesa che mi invitavano a correre felice per i prati mentre gli altri se ne sarebbero stati chiusi nei loro uffici a risparmiare per la pensione e pagare mutui.<br />
Il formaggio vecchio per me fu la porta del paradiso e la vita fu di conseguenza facile e piacevole.</p>
<p>Ma torniamo a <a title="Lekkornie, cucina thai a domicilio" href="http://www.lekkornie.com/" target="_blank">Lek</a>.</p>
<p>La sua passione ha sicuramente vari motivi,  ma uno dei più fattori più importanti é che dopo Superman che vede attraverso i muri e SuperRecchia che sente attraverso i grattacieli, arriva SuperLek che sente gli odori al di là dello spazio e del tempo.</p>
<p>Per farvi un esempio l&#8217;altro giorno, 3 giorni dopo aver cucinato del pollo, lei ne sentiva ancora l&#8217;odore mentre io e Domenico, pur sforzandoci, no. Tanto lo sentiva che le dava persino fastidio.</p>
<p>Senza avventurarci nel mistero successivo del suo senso del gusto (mi sente il coriandolo nel maiale anche se l&#8217;unico contatto tra la carne e l&#8217;erba é avvenuto nel carrello di un supermercato in un amplesso incellofanato), torniamo al tram puzzolente.</p>
<p>L&#8217;odore era forte, molto, e mi sono spostato senza pensarci troppo.</p>
<p>Mi dispiaceva un pò perché c&#8217;era poca gente attorno all&#8217;esalatrice, ma ormai ho passato la fase romantica delle vita e mi sono detto che un barbone non si offende per queste cose, senò non ha la stoffa del barbone ed è meglio che torni alla vita di massa.</p>
<p>Mi aspettavo che Lek mi seguisse, anzi che mi sorpassasse e che facesse la faccia schifata che fa non appena le mia ascelle superano il 2% di umidità o le canottiere di mio padre superano le otto ore di indossatura. Via, tutto in lavatrice.</p>
<p>Ma niente. Stoica come solo un asiatico sa essere rimaneva lì vicina e dentro di sè stava probabilmente raccogliendo tutte le forze interiori per ricordarsi che il mondo é Maia, illusione, e che anche quell&#8217;odore é illusione e che il fine ultimo, la realtà ultima é superiore, dentro di noi. Buddismo applicato.</p>
<p>Più prosaicamente forse pensava che in due minuti saremmo arrivati, ma il viaggio, é durato almeno altri cinque minuti.<br />
Trecento secondi, ne sono sicuro, di profonda agonia.</p>
<p>Appena scesi, ovviamente, ha fatto un bel respiro e ha detto &#8220;mamma mia, puzza!&#8221;.<br />
Quasi non volevo chiederle &#8220;come mai se puzzava te ne sei stata lì a soffrire?&#8221; tanto ovvia era la domanda.<br />
L&#8217;ho fatta lo stesso provando il sottile piacere del vecchio saggio che la sa più lunga.<br />
Ha borbottato qualcosa tipo &#8220;Domenico era rimasto lì&#8221; (però<a title="Dome's life" href="http://www.domeslife.com/" target="_blank"> Domenico</a> é un duro con la barba e senza tv, uno strano, e da lui me lo posso aspettare), ma sospettavo qualcosa di più profondo.</p>
<p>Poi, ieri, mentre le parlavo di un&#8217;idea sullo Sri Lanka (a quanto pare un sito  relitto degli anni passati, mio e di PaoloTrip, é primo in Google con &#8220;<a title="SriLankaOnYourOwn.com" href="http://www.google.it/#hl=it&amp;source=hp&amp;biw=1276&amp;bih=630&amp;q=alberghi+in+sri+lanka&amp;aq=f&amp;aqi=&amp;aql=&amp;oq=&amp;gs_rfai=&amp;fp=c80c0643f3332b4b">alberghi in Sri Lanka</a>&#8221; ), lei se ne viene fuori con un &#8220;tu sei bravo col business&#8221;.</p>
<p>La guardo e capisco che dietro c&#8217;é qualcosa. La lascio parlare e continua, dicendo più o meno:</p>
<p>&#8220;tu vedi sempre opportunità, sei sempre all&#8217;attacco. Io con la gente non riesco a essere così. Vedi che aspetto anche tre ore senza andare in bagno in aereo perchè il mio vicino dorme e non lo voglio disturbare. E oggi in tram mi dispiaceva spostarmi&#8221;.</p>
<p>Ascolto e incasso.</p>
<p>Poi stamattina verso le 4 e mezza mi sveglio a causa di una ventola rumorosa, mi alzo per spegnerla e decido di non tornare a letto, ormai non ho più sonno e ho voglia di studiare un pò di codice, cosa che mi piace fare la mattina presto prima che il mondo inizi a rompere i coglioni.</p>
<p>Mentre bevo il caffé  in dormiveglia il cervello finisce il proprio lavoro di rielaborazione della giornata di ieri e mi suggerisce, lampante, ovvia e innegabile, la risposta che avrei dovuto dare a Lek:</p>
<p>&#8220;Nel mondo ci vorrebbe più gente come te, e meno come me&#8221;.</p>
<p>(ma non prendetela come un calo di stima verso mè stesso. Vivo una fase iper produttiva e materialista ma me la sto godendo tutta perché so che un giorno finirà e tornerò ad una nuova fase spiritualista).</p>
<p><strong>DEDICA</strong><br />
Dedico questo articolo alla persona che puzzava nel tram. Non posso sapere come sia arrivata a questa situazione. Pensiamo sempre che ci si arrivi semplicemente perché ci si é lasciati andare, ma spesso la strada che porta verso la caduta é ben più tortuosa di una linea retta verso il basso. Massimo rispetto anche perché, chissà, un giorno potrei essere io quel barbone.</p>
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		<title>Siberian Rhapsody 2</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 14:36:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diari di viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[freddo]]></category>
		<category><![CDATA[siberia]]></category>

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		<description><![CDATA[Mosca, un caffè dalle parti della Piazza Rossa, un pomeriggio troppo freddo per fare il turista Non sarebbe giusto aver passato quasi un mese in Siberia e non parlarvi del freddo, tanto più che in questi giorni arrivano notizie di un&#8217;Italia nella &#8220;morsa del gelo&#8221;, con &#8220;temperature polari&#8221; attorno ai -5 C. Ve lo do [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Mosca, un caffè dalle parti della Piazza Rossa, un pomeriggio troppo freddo per fare il turista</em></p>
<p><a href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2009/12/giacca-di-pelle-argentina.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1744" title="giacca di pelle argentina" src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2009/12/giacca-di-pelle-argentina.jpg" alt="giacca di pelle argentina" width="252" height="420" /></a>Non sarebbe giusto aver passato quasi un mese in Siberia e non parlarvi del freddo, tanto più che in questi giorni arrivano notizie di un&#8217;Italia nella &#8220;morsa del gelo&#8221;, con &#8220;temperature polari&#8221; attorno ai -5 C.<br />
Ve lo do io il freddo&#8230;</p>
<p>Cominciamo con la triste storia della vacca argentina.</p>
<p style="text-align: center; "><strong>LA TRISTE STORIA DELLA VACCA ARGENTINA </strong></p>
<p>C&#8217;era una volta una vacca di nome  Giulia che viveva nel nord est industriale della Pampa e aveva speranze di un futuro glorioso.<br />
Le avevano detto che sarebbe potuta diventare una vacca da latte per il parmigiano argentino, che sarebbe andato in produzione entro il 2008 e avrebbe fatto concorrenza a quello italiano, un pò come era già successo con i vini.<br />
E quindi lei mangiava l&#8217;erba migliore per avere il latte migliore, e in effetti il latte non era male tanto che erano già stati in visita alcuni buyers della Parmalat, anche se per il momento non se n&#8217;era fatto nulla.</p>
<p>Ma il suo impegno ebbe un effetto collaterale insperato e fatale: la sua pelle era bella, elastica e dello spessore giusto per farci una giacca.<br />
Finì quindi scannata e trasformata in giubbotto da vendere in un negozio di pregio in qualche boulevard di Buenos Aires.</p>
<p>Poi, un paio di anni fa, un turista italiano passò per il negozio del boulevard di pregio, guardò la vetrina e si disse &#8220;ma si, dai, per una volta non facciamo i barboni (e qui costa la metà che in Italia)&#8221;.<br />
Entrò nel negozio <a title="El Boyero" href="http://en.elboyero.com/" target="_blank">El Boyero</a> e disse :</p>
<p>- &#8220;Ciao, mi serve una giacca di pelle vera per affrontare gli inverni polacchi, cechi e a volte perfino quelli lettoni. Non bado a spese. Avete qualcosa in promozione?&#8221;<span id="more-1743"></span><br />
- &#8220;Claro, mira aqui&#8221;</p>
<p>e mi portò al reparto giacche dove mi innamorai subito di una di pelle lavorata che col senno di poi mi resi conto che sembrava vecchia (a causa del tipo di lavorazione).</p>
<p>- &#8220;Bella questa, é calda?&#8221;<br />
- &#8220;Eh! E&#8217; perfino foderata!&#8221;<br />
- &#8220;Ma gli inverni polacchi?&#8221;<br />
- &#8220;Guarda, questa la usano in Patagonia per catturare le foche&#8221;<br />
E la presi. <a title="El Boyero" href="http://en.elboyero.com/Handcrafted-Leather-Goods/Leather-Apparel/Men-Clothing/Waxed-cow-leather-mens-jacket--2.asp" target="_blank">Questa</a>. Mi pare fosse sui 250 euro , non molto per noi in Italia, ma comunque qualcosa di ottima qualità.<br />
E fu così che Giulia finì sulle mie spalle e me la portai in giro per il mondo.</p>
<p>Fino in Siberia.</p>
<p>Ma veniamo a noi:<br />
qualche giorno fa mi alzo, guardo fuori dalla finestra e vedo un cielo terso e  teso.<br />
Accendo la Tv: -30 gradi.<br />
Porca Troia, proprio oggi che devo andare ad Akademgorodot a trovare i boss.</p>
<p>Vado in ditta, salgo in macchina con l&#8217;eloquente Misha e Darya, passiamo la tundra e la taiga con muschi e licheni, un ponte, una diga ed arriviamo al Quartiere Generale.</p>
<p>Un cartello elettronico segna &#8211; 34 gradi e trema dal freddo.</p>
<p>Scendiamo dalla macchina, camminiamo per cinque interminabili minuti che mi rendono un uomo duro non a causa del carattere rafforzato dalle intemperie ma per il semplice ghiacciarsi di tutti i miei fluidi corporali, compreso il plasma che forma le cellule della cute.<br />
Quattro bestemmie ortodosse per tenermi sveglio e arranco fino al portone di questo palazzo grigio e quadrato (che non sarà bello, ma al suo interno ha 25 gradi sopra lo zero).<br />
Passiamo il controllo del KGB che chiede tessere e certificati vari e saliamo in ascensore.<br />
Mi tolgo il cappello e i guanti, li infilo in tasca e sento &#8220;&#8230;.sssssstrap!&#8221;.</p>
<p>Un rumore di carta che si strappa.</p>
<p>Guardo la tasca della giacca ed ha un taglio di 15 centimetri.<br />
Ho fatto più fatica stamattina a tagliare il burro per il pane, burro e marmellata!</p>
<p>Giulia mi ha tradito.<br />
Non riesco a crederci, com&#8217;é successo?</p>
<p>Poi capisco: il freddo. La pelle dura che diventa fragile. Lo sforzo dell&#8217;inserimento del cappello.<br />
La Siberia che batte l&#8217;Argentina e io che per le prossime settimane dovrò fare il barbone che se ne va in giro con un giubbotto di pelle vecchia e strappata (no! Sembra vecchia! E&#8217; nuova!) e che ogni volta che conosco qualcuno gli dovrò spiegare con nonchalance la storia dell&#8217;Argentina per fargli capire che non sono un barbone, cioé si, ma stavolta non volevo esserlo&#8230;</p>
<p>E pensare che me l&#8217;avevano detto prima di venire e io avevo risposto:<br />
- &#8220;Ma no! Ho una giacca di pelle che non ha paura di nessuno!&#8221;.<br />
Fantozziano.</p>
<p>Quanto c&#8217;é in Italia?  -5 gradi?<br />
Ma se l&#8217;altro giorno faceva -5 qui e tutto erano felici e sembrava fosse arrivata la primavera?<br />
Gente che si fermava persino a chiacchierare per strada e sopravviveva, che passeggiava piano guardando le vetrine e perfino qualche minigonna senza stalattiti e stalagmiti di ghiaccio.</p>
<p>Ve lo do io il freddo ve lo dò!</p>
<p>P.S.<br />
mi scuso per non aver inserito commenti profondi e saggi come al solito, ma per scroccare il wifi mi sono dovuto bere tre caffé che ha ucciso il mio spirito poetico. Se volete la vostra dose di poesia quotidiana <a title="Ah...l'amour" href="http://www.ilpopolodellaliberta.it/" target="_blank">andate qui</a> dove si parla tanto d&#8217;amore.</p>
<div><span style="font-family: 'Lucida Grande', Verdana, Arial, 'Bitstream Vera Sans', sans-serif;"><span style="white-space: pre-wrap;"><br />
</span></span></div>
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		<title>Siberian Rhapsody</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 03:55:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diari di viaggio]]></category>
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		<description><![CDATA[Chi di voi è stato a Praga, Cracovia o simili nel 1989 e 1990 mi capirà quando dico che questa é terra di frontiera. O, ancora meglio, città minori come Wroclaw, Poznan o Brno, luoghi dove essere straniero era di per sé interessante e coinvolgente. Qui a Novosibirsk la sensazione da Far West me l&#8217;hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2009/12/novosibirsk.jpg"><img class="size-full wp-image-1737 alignleft" title="novosibirsk" src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2009/12/novosibirsk.jpg" alt="novosibirsk" width="311" height="205" /></a>Chi di voi è stato a Praga, Cracovia o simili nel 1989 e 1990 mi capirà quando dico che questa é terra di frontiera.<br />
O, ancora meglio, città minori come Wroclaw, Poznan o Brno, luoghi dove essere straniero era di per sé interessante e coinvolgente.<br />
Qui a Novosibirsk la sensazione da Far West me l&#8217;hanno data le guardarobiere, quelle signore che ti aspettano all&#8217;entrata anche dei locali più infimi e che ti custodiscono amorevolmente la giacca di pelle di vacca presa in Argentina.</p>
<p>Per esempio, una delle prime sere io e  PaoloAttachment (un amico che dal 1989, appunto, vive di luce riflessa le proprie ferie e mi segue nei miei spostamenti, ultimamente spacciandosi addirittura per collaboratore), siamo finiti in un ristorante italiano per bere una birra e fare i cool, e ci siamo trovati a fare i due gay sulle poltrone di pelle, circondati da coppiette innamorate (perché a volte una guida locale servirebbe davvero).<span id="more-1736"></span><br />
La guardarobiera sessantenne ci ha chiesto di dove fossimo e quando ha scoperto la nostra origine si é quasi sciolta in lacrime, come, appunto, ai vecchi tempi quando bastava dire &#8220;Ai em from venis (ok, tuenti chiloimters from venis)&#8221; per suscitare sogni di felicità romantica tra bottiglie di vino, tramonti sul Canal Grande e bambini che corrono sull&#8217;erbetta delle colline toscane di Asolo.<br />
E più passavano gli anni e meno sentiti erano quei gemiti tanto da costringerci a censurare il &#8220;tuenti chiloimters from venis&#8221; avvicinando la nostra residenza virtuale sempre più a Rialto e inventandoci particolari sempre più sfarzosi.<br />
Una commedia che durò fino al triste giorno in cui la madre di un&#8217;amica polacca alla nostra frase &#8220;Ui are from venis&#8221; rispose: &#8220;Ah, Venezia. Ci sono stata tre volte Puzza.&#8221;<br />
Minchia, abitava a Głogów.<br />
Comunque, dichiarò ufficialmente la fine di un&#8217;epoca.</p>
<p>Ieri sera invece la guardarobiera, dopo avermi chiesto di dove fossi, ha sorriso e quando più tardi sono andato a riprendermi la vacca argentina se n&#8217;é uscita con un sorriso e  un &#8220;cantare&#8221;, preso a prestito dal nostro &#8220;lasciatemi cantare&#8221; di Cutugno che qui è ancora un eroe.</p>
<p>(Nota post socialista: la prima guardarobiera ci ha tenuto a precisare di essere una professoressa universitaria di letteratura russa in pensione che deve arrotondare la magra pensione. E infatti le si leggeva in volto una certa eleganza e negli occhi una certa profondità e dolcezza che solo la conoscenza intima dei grandi autori russi può dare.<br />
Triste destino di chi ha creduto nel primato della cultura e si é ritrovato tradito da un&#8217;infima pensione.)</p>
<p>A conferma del clima di frontiera l&#8217;incontro nell&#8217;Irish Pub con un italiano che ci ha visti e ha detto:<br />
- &#8220;Ma come ci siete finiti qui?&#8221;<br />
- &#8220;Abbiamo preso il treno sbagliato&#8221;<br />
e questo fu &#8220;the start of a beautiful friendship&#8221;, con lui che ci porta in giro, ci chiede il numero di telefono e ci fa conoscere i suoi amici.</p>
<p>E anche nel rapporto con la ditta, noto una certa aria di novità, di ospite importante da seguire bene e da proteggere.<br />
Cosa che però a volte sfocia nel ridicolo. Read on:<br />
la mia Customer Care Manager, cioè la ragazza che segue il progetto dal punto di vista del rapporto col cliente (nel caso in cui il project manager si dimentichi di me), mi ha trovato l&#8217;appartamento dove abito, mi é venuta a prendere all&#8217;aeroporto alle 5 di mattina col marito e il Project Manager (quello che mi segue dal punto di vista del progetto nel caso in cui i programmatori si dimentichino di me), e mi ha perfino fatto la prima spesa (ottima scelta il tè ai frutti di bosco).</p>
<p>La povera ragazza é tenuta a riferire alla sua superiore del Customer Care Department tutte le mie attività&#8230;anche post lavorative.<br />
Quindi si creano situazioni un pò strane con lei che alza lo sguardo dal laptop e mi chiede:<br />
- &#8220;Luka, che piani hai per la settimana prossima?&#8221;<br />
- &#8220;Beh, sto aggiustando le specifiche per il Calendar Management e il sistema di Widget, per cui penso che&#8230;&#8221;<br />
- &#8220;No, cioé dopo il lavoro&#8221;<br />
- &#8220;Ehmm..cioé la sera?&#8221;<br />
- &#8220;Si, la sera e il weekend&#8230;&#8221;<br />
- &#8220;Mmm&#8230;non saprei, a parte sopravvivere i -20, direi che deciderò di giorno in giorno&#8221;.<br />
Momento di panico&#8230;non sa cosa dire&#8230;<br />
- &#8220;Ok&#8230;ehm&#8230;é che al Quartier General mi chiedono cosa fai e gli devo dire qualcosa&#8221;.<br />
Mi viene in mente, non posso farne a meno, il KGB. Brutta sensazione.<br />
- &#8220;Ehmm&#8230;ok, cosa c&#8217;é da fare a Novosibirsk?&#8221;.<br />
- &#8220;Lo Zoo&#8221;. Felicissima, già si immagina di poter riempire il report in maniera professionale e soddisfacente per la capa.<br />
- &#8220;Lo Zoo?&#8221;<br />
- &#8220;Si vuoi vedere lo Zoo?&#8221;<br />
&#8216;azzo me ne frega a me dello zoo.<br />
- &#8220;Ehmm&#8230;ok, che bestie ci sono?&#8221;<br />
- &#8220;Il Liger&#8221;<br />
- &#8220;Ah&#8230;cos&#8217;é?&#8221;<br />
- &#8220;Un incrocio tra tigre e leone&#8221;<br />
Porca troia mi tocca vedere il risultato di un mezzo incesto.<br />
- &#8220;Ok, e le tigri siberiane?&#8221;<br />
- &#8220;Certo&#8221;.<br />
- &#8220;Ok, vada per lo zoo&#8221;.<br />
E spero di essere a posto.<br />
Silenzio. Poi dice:<br />
- &#8220;Quando?&#8221;<br />
- &#8220;Come quando?&#8221;<br />
- &#8220;Che giorno?&#8221;<br />
Ormai ho capito l&#8217;aria che tira e rispondo:<br />
- &#8220;Domani dalle 14:30 alle 17:30&#8243;.<br />
- &#8220;Ok&#8221;.<br />
Sollievo per entrambi.</p>
<p>Passano un paio di giorni, alza lo sguardo dal laptop:<br />
- &#8220;Siete andati allo Zoo?&#8221;<br />
Porca troia lo zoo, avevo dimenticato.<br />
- &#8220;Ehmm&#8230;no, per causa di forza maggiore&#8221;.<br />
E mi rendo conto di usare già un linguaggio kafkiano.<br />
- &#8220;Ah&#8230;ok.&#8221;. Scrive qualcosa al computer.<br />
- &#8220;E quando ci andate?&#8221;<br />
- &#8220;Domenica&#8221;.<br />
- &#8220;Ok.&#8221;. Scrive qualcosa al computer.</p>
<p>E domenica Paolo e io andiamo allo zoo, non troviamo il Liger, la tigre siberiana sta in un ambiente riscaldato attaccata al termosifone (giuro) e il leone africano e la tigre bengalese in gabbie all&#8217;aperto a -20 C (giuro di nuovo).<br />
Tutto sommato molto bello e almeno ce lo siamo tolti dalle palle lo Zoo.</p>
<p>Ma non é finita, c&#8217;é la Sindrome della Madre Siberiana Apprensiva:<br />
Ogni tanto mi portano fuori o mi accompagnano da qualche parte. Siccome la KGB Customer Care abita molto vicino a me (sono sicuro che mi vede dalla sua finestra e mi controlla mentre scrivo queste righe), scendiamo dal taxi assieme e ci salutiamo.<br />
Da quel punto alle mie residenze invernali ci saranno massimo 200 metri. Devo attraversare la strada, fare venti metri, passare sotto un arco, girare a destra, fare quindici metri ed entrare nel portone. Massimo 3 minuti e 24 secondi.<br />
Allora, scendiamo dal taxi e saluto:<br />
- &#8220;ok, spassiba, ci vediamo domani&#8221;<br />
- &#8220;ok, mandami un sms quando sei arrivato&#8221;<br />
Mi fermo e la guardo. Il vento siberiano soffia dalle steppe, entra in periferia e arriva al centro città indomito e freddo, portando l&#8217;odore dei lupi a caccia.<br />
- &#8220;Arrivato dove?&#8221;<br />
- &#8220;A casa&#8221;<br />
- &#8220;Ehmm..sms? Perché?&#8221;<br />
- &#8220;Così sono tranquilla&#8221;<br />
Vorrei dirle che il sottoscritto ha girato le giungle malesi a piedi nudi prima che esistesse la guida di Fulvio, affrontato i monaci shaolin incazzati per l&#8217;aumento del prezzo del pane ed é sopravvissuto a tre mesi in Brasile senza subire nemmeno un assalto a parte quello delle mulatte assetate di pelle bianca e occhi blu.<br />
Ma la guardo negli occhi e vedo l&#8217;apprensione della Grande Madre Russia che poi altro non é che l&#8217;apprensione della Grande Madre Terra, la stessa che non fa dormire sogni tranquilli a tutte le madri del mondo, e che forse é il vero collante della società umana. La stessa che spinse mia madre a spiegarmi come prendere il bus da Scorzé per Venezia ricordandomi di timbrare il biglietto e di scendere a Piazzale Roma, non il mio primo giorno di scuola, ma una settimana dopo essere tornato dal giro del mondo in solitaria con ancora le cicatrici delle fruste dei shaolin visibili sotto l&#8217;occhio destro.<br />
E nella notte siberiana torno figlio per un attimo, anche se ha 29 anni e un bel bimbo di 6 che la aspetta a casa, e mi commuovo.<br />
La saluto, cammino per 3 minuti e 40 secondi, prendo l&#8217;ascensore, apro la porta e mando un sms:<br />
- &#8220;sono arrivato. buona notte e grazie&#8221;</p>
<p>Guardo fuori dalla finestra di questo appartamento del nono piano di una remota città siberiana e dico ad alta voce (si, parlo spesso da solo):<br />
&#8220;Dormiamo tranquilli, uomini, le madri vegliano su di noi&#8221;.</p>
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		<title>Porchetti e Cobretti: &#8220;I Giorni del Tradimento&#8221;, il trailer</title>
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		<pubDate>Sun, 31 May 2009 00:28:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
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		<category><![CDATA[porchetti]]></category>

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		<description><![CDATA[Betrayal Days Trailer da cobretti porchetti su Vimeo. Il trailer del prossimo film: I Giorni del Tradimento. Un altro capitolo della saga che ormai ci tiene incollati agli schermi da 7 anni. Girato a Bali, Praga, Cracovia, Montello (TV) e Toscana.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><object width="400" height="230" data="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=4913770&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=1&amp;color=ff9933&amp;fullscreen=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=4913770&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=1&amp;color=ff9933&amp;fullscreen=1" /></object></p>
<p><a href="http://vimeo.com/4913770">Betrayal Days Trailer</a> da <a href="http://vimeo.com/user1823315">cobretti porchetti</a> su <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
<p>Il trailer del prossimo film: I Giorni del Tradimento.<br />
Un altro capitolo della saga che ormai ci tiene incollati agli schermi da 7 anni.<br />
Girato a Bali, Praga, Cracovia, Montello (TV) e Toscana.</p>
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		<title>Vlog: Praga, Novembre, Lek</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Nov 2008 20:44:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Forse l&#8217;inizio di un nuovo modo di raccontare i miei viaggi, forse un tentativo che andrà a morire. A voi la sentenza. Io ho una telecamera da 1000 euro, voglia di filmare, un Mac e una vita di viaggi in fronte a me. Che faccio? (ah..se volete vedere come mi taglio i capelli, é tutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Forse l&#8217;inizio di un nuovo modo di raccontare i miei viaggi, forse un tentativo che andrà a morire.<br />
A voi la sentenza.<br />
Io ho una telecamera da 1000 euro, voglia di filmare, un Mac e una vita di viaggi in fronte a me.<br />
Che faccio?</p>
<p>(ah..se volete vedere come mi taglio i capelli, é tutto documentato)</p>
<p><a title="Prague November Lek" href="http://www.vimeo.com/2323301" target="_blank">Prima di cliccare qui sotto&#8230;lo potete vedere in HD (anche a tutto schermo).<br />
Per cui cliccate qui, ne vale proprio la pena</a></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="270" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=2323301&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=0&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=ff9933&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="270" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=2323301&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=0&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=ff9933&amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
<a href="http://vimeo.com/2323301">Prague November Lek</a> from <a href="http://vimeo.com/user869762">tripluca</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il quarto video del Venezia &#8211; Cracovia in bicicletta</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Sep 2008 05:45:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecco la quarta e ultima parte! WPvideo 1.10 scarica questo video Qui in alta qualità]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco la quarta e ultima parte!</p>
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<div class="wpv_self"><a href="http://www.skarcha.com/wp-plugins/wpvideo/">WPvideo 1.10</a></div>
<div class="wpv_titleauthor"></div>
<div class="wpv_durationdate"></div>
<div class="wpv_download"><a target="_blank" href="http://downthisvideo.com/?url=http://www.youtube.com/watch?v=RF8YrezsR2c ">scarica questo video</a></div>
<div class="wpv_video"><object data="http://www.youtube.com/v/RF8YrezsR2c " type="application/x-shockwave-flash" width="100%" height="100%"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/RF8YrezsR2c "></param></object></div>
</div>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=RF8YrezsR2c" target="_blank" title="Quarto video Venezia Cracovia in bicicletta">Qui in alta qualità </a></p>
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		<title>Ignorati in patria i profeti sono</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Aug 2008 15:40:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il mio vecchio amico Hubert, il Polska Jones di Cracovia (passa dalle piramidi egiziane alle tombe del Guatemala), ha fatto una telefonata. Il giorno dopo eravamo in piazza a Cracovia a raccontare la nostra avventura. Adesso siamo famosi in Polonia me non capitalizzeremo, in quanto siamo già tornati. Un bel corollario all&#8217;impresa. WPvideo 1.10 scarica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il mio vecchio amico Hubert, il Polska Jones di Cracovia (passa dalle piramidi egiziane alle tombe del Guatemala), ha fatto una telefonata.<br />
Il giorno dopo eravamo in piazza a Cracovia a raccontare la nostra avventura.<br />
Adesso siamo famosi in Polonia me non capitalizzeremo, in quanto siamo già tornati.<br />
Un bel corollario all&#8217;impresa.</p>
<div class="wpv_videoc">
<div class="wpv_self"><a href="http://www.skarcha.com/wp-plugins/wpvideo/">WPvideo 1.10</a></div>
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<div class="wpv_video"><object data="http://www.youtube.com/v/m86fgBPigfo" type="application/x-shockwave-flash" width="100%" height="100%"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/m86fgBPigfo"></param></object></div>
</div>
<p>Il video in <a href="http://www.youtube.com/watch?v=m86fgBPigfo" title="Venezia - Cracovia in bicicletta" target="_blank">YouTube</a> può essere visto in alta qualità</p>
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		<title>Venezia &#8211; Cracovia in bicicletta : da Bielsko Biala a Cracovia. Un uomo arrivato</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Aug 2008 05:45:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dodicesima tappa Bielsko Biala &#8211; Cracovia 102 km, 4:43 di corsa, 7:23 totali (dalla partenza all’arrivo), Km totali: 1263,17, media giornaliera 105,26 km. La mattina alle 5:30 suona la mia sveglia. Mi alzo, vado in bagno e guardo fuori dalla finestra. Era un mattino buio e tempestoso. Colui che ci ha fatto il dono della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2008/08/luca-arrivo-cracovia3.jpg" title="L’arrivo a Cracovia"><img src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2008/08/luca-arrivo-cracovia3.jpg" alt="L’arrivo a Cracovia" align="left" height="441" width="297" /></a><strong>Dodicesima tappa Bielsko Biala &#8211; Cracovia 102 km, 4:43 di corsa, 7:23 totali (dalla partenza all’arrivo), Km totali: 1263,17, media giornaliera 105,26 km.</strong></p>
<p>La mattina alle 5:30 suona la mia sveglia. Mi alzo, vado in bagno e guardo fuori dalla finestra.<br />
Era un mattino buio e tempestoso.<br />
Colui che ci ha fatto il dono della vita e poi ce l&#8217;ha resa difficile aveva deciso di combinarne una delle sue.</p>
<p>Le mie parole di qualche giorno prima, &#8220;in Polonia in estate fa talmente caldo che l&#8217;asfalto si scioglie sotto le ruote dei camion&#8221;, tornavano ora alla mente beffarde.<br />
Le cime dei pini si piegavano al vento e il vetro della finestra raccoglieva le prime goccie.<br />
Che fare? Cedere di fronte alla natura nemica o combattere per raggiungere il proprio fine?<br />
Combattiamo, che ho proprio voglia di arrivare e godermi la vita senza bicicletta.</p>
<p>La mamma di Kasia si alza per aprirci il portone e ci accompagna giù.<br />
E&#8217; ancora scuro e pioviggina leggermente.<br />
Salutiamo e partiamo.<span id="more-1218"></span></p>
<p>Tutto sommato non fa troppo freddo e la pioggia é leggera per cui riusciamo ad andare avanti.<br />
Col passare dei minuti l&#8217;aria si riscalda, piove un pò, poi smette.<br />
Abbiamo passato la prova, esce anche timidamente il sole.</p>
<p>La strada tende più a scendere che a salire, non é mai piana, ma la sensazione di avvicinarci al livello del mare é netta.<br />
Le salite non sono troppo pronunciate e le discese abbastanza fattibili.<br />
Vuoi vedere che arriviamo davvero?</p>
<p>Dopo qualche ora entriamo nel centro di Wadovice, paese natale del Papa, e vediamo come sia diventato un&#8217;attrazione turistica. Centinaia di persone, in gran parte polacchi, passeggiano per le vie di questa città, passando dalla casa natale, alla chiesa e al seminario.<br />
Tappa obbligata é un assaggio del dolce  &#8220;papieskich kremówek&#8221;, una specie di diplomatica, chiamata così da quando il papa ha ammesso di mangiarne tanti da adolescente per ubriacarsi un pò.<br />
Questi polacchi&#8230;perfino ai più alti livelli hanno un debole per l&#8217;alcol.</p>
<p>Lasciamo la città santa subito e dopo un pò ci raggiungono col furbone.<br />
Cambio staffetta. Anzi no. Paolo é distrutto dalla tappa di ieri.<br />
Paolo (human, non beast) é lo stesso che dopo aver pedalato 90 km aveva detto &#8220;ehh&#8230;non é così difficile il Venezia-Cracovia, basta pedalare&#8221;.</p>
<p>Ripartiamo. Mancano ormai meno di 40 km. Appena possiamo lasciamo la strada principale per una secondaria ed evitiamo il traffico.<br />
Questo ci costa in termini di dislivelli ma ne guadagniamo in salute.</p>
<p>Ad una salita particolarmente provante Claudio scende dalla bici, scendo anch&#8217;io, ma poi riparto in sella.<br />
Ormai mancano circa 30 km e  mi viene una gran voglia di correre e farmela in solitaria.<br />
Dò sui pedali e faccio dai 30 ai 40 all&#8217;ora sulla strada ormai prevalentemente in discesa.<br />
All&#8217;orizzonte appaiono delle case che sembrano la periferia di Cracovia.<br />
Aumento l&#8217;andatura.<br />
Claudio é sicuramente ormai molto lontano.</p>
<p>Le strade si allargano e mi ritrovo sulla statale tra camion e smog.<br />
I primi &#8220;bloki&#8221;, i palazzi comunisti, mi informano che la campagna é finita e la periferia iniziata.<br />
Seguo per il &#8220;Centrum&#8221; che però non sembra arrivare mai.<br />
Aspetto con impazienza di vedere qualcosa di familiare, una strada o un palazzo, ma sono tutte rotonde nuove e costruzioni recenti.</p>
<p><a href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2008/08/rondo-grunwaldzkie.jpg" title="Rondo Grunwaldzkie"><img src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2008/08/rondo-grunwaldzkie.jpg" alt="Rondo Grunwaldzkie" align="right" height="147" width="265" /></a>Poi sbuco sulla &#8220;Rondo Grunwaldzkie&#8221;  e vedo il castello di Wavel.<br />
Vado sul ponte, mando un sms dicendo che sono in arrivo, e mi fermo ad aspettare.<br />
Mentalmente dedico il viaggio a Fausto e Joanna, entrambi caduti recentemente vittime del tumore al cervello, entrambi della mia età.<br />
Fausto che mi ha portato a Mosca col suo viaggio <a href="http://www.tripluca.com/i-miei-libri/pedalando-verso-est-in-bicicletta-da-venezia-a-mosca/" title="Pedalando verso est" target="_blank">Venezia &#8211; Mosca</a> (che non ho nemmeno provato ad emulare) e Joanna che assieme ad altre amiche mi aveva accolto a Cracovia nel 1997.<br />
Non cerco emozioni profonde in questo arrivo, ma parlare con loro a bassa voce da quel ponte si rivela appropriato.</p>
<p>Arriva l&#8217;sms di Valeria e riparto. Inizio a schivare i turisti, prendo una via interna e sbuco sulla Grodzka, sorpreso dall&#8217;incredibile numero di turisti.<br />
Devo persino fermarmi un paio di volte per non travolgerli.</p>
<p>La mia Cracovia, grigia e fredda, oggi é stata definitivamente scoperta dal mondo, é solare, pulita e anche un pò violentata, come tutte le città turistiche,  dall&#8217;attenzione fugace del turista globale, oggi qui, domani lì, che non si innamora mai perché non ne ha il tempo.<br />
E lei reagisce come tante persone violentate, diventando un pò puttana e cercando di spremere quello che può dal cliente.<br />
Ma io, che l&#8217;ho amata, la capisco e la perdono.<br />
Spremili finché puoi, non meritano né si aspettano altro.</p>
<p>Compro un obwarzanki-pretzel, arrivo in piazza, passo la statua del povero Adam Mickiewicz e vedo il gruppo Press.<br />
Mi stendono una benda di carta igienica attraverso la quale passo vincente.<br />
Foto e intervista.</p>
<p align="left"> Sono arrivato, posso iniziare la fase di ricostruzione della pancetta, unica vera vittima di questo viaggio.</p>
<p align="center"><a href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2008/08/luca-arrivo-cracovia7.jpg" title="Un uomo arrivato e il suo pretzel"><img src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2008/08/luca-arrivo-cracovia7.jpg" alt="Un uomo arrivato e il suo pretzel" /></a></p>
<p></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Venezia &#8211; Cracovia in bicicletta : da Ostrava a Bielsko Biala</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Aug 2008 05:45:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diari di viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Est Europa]]></category>
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		<category><![CDATA[Polonia]]></category>
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		<category><![CDATA[Trip-Bici]]></category>

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		<description><![CDATA[Undicesima tappa Ostrava &#8211; Bielsko Biala 59 km, 3:37 di corsa, 5:03 totali (dalla partenza all’arrivo), Km totali: 1161,17 La tappa di oggi era relativamente corta ma viste le dimensioni della città, ho chiesto a Paolo di usare il furgone a fin di bene e portarmi fuori. Volevo evitare i classici 20 km di sopraelevate, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2008/08/ottimi-pierogi.jpg" title="Degli ottimi pierogi fatti a mano"><img src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2008/08/ottimi-pierogi.jpg" alt="Degli ottimi pierogi fatti a mano" align="left" height="206" width="308" /></a><strong>Undicesima tappa Ostrava &#8211; Bielsko Biala 59 km, 3:37 di corsa, 5:03 totali (dalla partenza all’arrivo), Km totali: 1161,17</strong></p>
<p>La tappa di oggi era relativamente corta ma viste le dimensioni della città, ho chiesto a Paolo di usare il furgone a fin di bene e portarmi fuori.<br />
Volevo evitare i classici 20 km di sopraelevate, tunnel e smog che spesso mi sono dovuto sorbire per uscire dalle città.<br />
Dati 40 km in più di ieri, ero moralmente a posto: non stavo assolutamente barando.</p>
<p>Ci siamo quindi alzati più tardi, abbiamo fatto una bella colazione nella via dei bar, la <a href="http://www.stodolni.cz" title="Stodolni" target="_blank">Stodolni</a><br />
con un buon cappuccino servito da una signora che ha vissuto 7 anni in Italia e che quindi ha capito i nostri commenti  sulle curve delle sue cameriere.<span id="more-1214"></span></p>
<p>Il furbone ci ha portati fuori città da dove Paolo e io siamo partiti per la frontiera.<br />
Schengen ha cancellato le frontiere anche qui, cambiamento epocale passato tutto sommato inosservato, ma purtroppo sono rimaste le montagne.<br />
Ci abbiamo messo poco a capire che i 56 km sarebbero stati difficili: era tutto un sali scendi, nel quale il sali prevaleva sullo scendi.<br />
La pendenza importante rendeva molto faticosa la pedalata e dopo pochi km eravamo già stanchi.<br />
Abbiamo comunque continuato fino ad arrivare alla frontiera polacca.<br />
<a href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2008/08/luca-arriva-inpolonia.jpg" title="L’arrivo in Polonia, sul ponte. Foto dal telefonino di Paolo"><img src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2008/08/luca-arriva-inpolonia.jpg" alt="L’arrivo in Polonia, sul ponte. Foto dal telefonino di Paolo" align="left" height="199" width="265" /></a>La Polonia. Ero arrivato in Polonia. Mi sono goduto il momento per un attimo, sul ponte che divide i due paesi e Paolo ha scattato la foto che vedete col telefonino.</p>
<p>Lì ci siamo ritrovati in una specie di autostrada a quattro corsie, anche questa in saliscendi.<br />
Dopo alcuni km la polizia, ferma al lato della strada, ci ha gentilmente indicato una via alternativa chiamata &#8220;stara droga&#8221;, cioé la &#8220;via vecchia&#8221;.</p>
<p>Orrore. Le famose strade polacche esistono ancora. Se non le vedete é perché usate solo le nuove super strade, ma, ripeto, esistono ancora.<br />
La classica strada polacca é a due corsie provviste di canaletti per le ruote dei camion che così possono anche addormentarsi alla guida senza finire fuori strada.<br />
In realtà i canaletti sono il risultato del passaggio dei camion durante i mesi caldi.<br />
L&#8217;asfalto molle reagisce al peso spostandosi al lato.<br />
Le buche vengono tappezzate con asfalto e il letto stradale é pieno di rattoppi in varie tonalità grige e nere.<br />
Le piste ciclabili, quasi assenti, ti costringono sempre alla scelta tra il male minore.<br />
La vecchietta cicciottella con due borse della spesa che blocca tutta la pista ciclabile inoltre é un classico.<br />
Dalla camminata e postura sembra dire &#8220;non c&#8217;é posto per tutti e due in questa pista, fatti da parte&#8221;.<br />
E io dovevo sempre scendere, saltare dal marciapiede (infatti non é mai una vera pista ciclabile, ma un marciapiede), evitare il canaletto e rimettermi in carreggiata.<br />
Il tutto condito dagli scarichi dei camion.<br />
Rimpianti d&#8217;Austria.</p>
<p>Verso il 40 km ho notato una certa nostalgia negli occhi di Paolo che accennava indirettamente alla possibilità di prendere un autobus.<br />
Siccome sapevo che si trattava di una della solite tecniche  della Carlotta, non ho abboccato.</p>
<p>Verso mezzogiorno abbiamo fatto la pausa pranzo a 12 zloty (4 euro) con zuppa, pesce e operai bestemmianti (qui prediligono il  &#8220;kurwa&#8221;) al tavolo accanto.</p>
<p><a href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2008/08/festa-bielsko-biala.jpg" title="Festa a Bielsko Biala"><img src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2008/08/festa-bielsko-biala.jpg" alt="Festa a Bielsko Biala" align="right" height="223" width="333" /></a>La fatica alla fine viene sempre ripagata e siamo arrivati sani e salvi a Bielsko, dove Kasia, la ragazza che doveva ospitare Paolo e Valeria, si é offerta per ospitare tutti!<br />
La madre, come ai vecchi tempi, era più contenta di avere ospiti della figlia.<br />
Reminiscenza dei primi anni novanta quando viaggiavamo in Polonia per settimane senza mai stare in un ostello, ma sempre a casa di gente che ci invitava dopo 5 minuti di chiacchierata.</p>
<p>Forse lo spirito polacco non é finito  divorato dal consumismo come credevo?</p>
<p>Abbiamo chiuso la giornata con una festa a casa di un amico di Kasia dove abbiamo conosciuto tra gli altri uno studente di robotica meccanica che sogna di fare il coltivare di patate (ma non di pomodori perché troppo difficili) e una studentessa di cultura giapponese che avrebbe voluto studiare moda (cool hunter) e odia i giapponesi.</p>
<p>La futura classe dirigente polacca si sta formando.</p>
<p></p>
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