nov 04

Che razza di titolo. Perdonatemi, é l’età. il 6 Novembre compio 36 anni, e passo dall’altra parte della barricata, verso gli anta.
Per non demoralizzarmi ascolto “older” di George Michael e lo guardo su Youtube dire che si sta godendo il processo di invecchiamento.
Mi demoralizzo.
La genesi di questo post é il risultato di due eventi recenti: l’aver parlato a Varsavia con la mitica Monika The Vulcan e la lettura di una parte del libro di Alessandro Baricco “I Barbari”. Con la prima ho parlato del credito al consumo, il secondo mi ha dato il gusto del Saggio.

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mag 24

Michale e PaolinaSabato 24 Maggio, Varsavia
Tallin passata come un sogno (un po’ come il Laos), troppo di fretta col lavoro dati i 20 Euro a notte per un letto in Ostello e l’inaccessibilità di una stanza singola, scappato verso Vilnius, dove ho passato qualche giorno nell’Hotel polacco Runmis, landed in Warsaw dalla storica Linda e nel suo monolocale nella Citta’ Vecchia Ricostruita di questa Varsavia sempre snobbata e considerata senz’anima, ma che mi si rivela diversamente vista dalla prospettiva attuale e dall’interno di un giro di amici e amiche top managers, la nuova generazione polacca, lentamente formatasi negli anni sotto i miei occhi disattenti, partendo dai primi novanta dove le mie centomila in tasca erano un patrimonio e arrivando a ieri sera dove mi ritrovo in un bar con banco illuminato e una serie di cocktail colorati nelle mani di manicurate di 5/6 amiche di Linda, intente a bersi via lo stress della settimana lavorativa.
Mi ritrovavo cosi’ a ponderare su quanto sia affascinante questo mio saltare continuamente da paese a paese ritrovandomi in situazioni sociali sempre diverse. Inevitabile il confronto con le serate alle Gili con Lucky Man e i ragazzi il cui stipendio mensile equivale alla spesa in coctkail di queste she-top-managers. Inevitabile notare come evitino il mix con la folla sotto-un-certo-standard, come ci portino al Bar del Radisson dove mi pare impossibile che non sappiano che non ci puo’ essere real-fun ma solo giovani veneri in cerca di grassi paperoni.
Inevitabile ritornare alle serate nei Karaoke di Bangkok in compagnia di un altro top manager con la sua amante.

Tre ragazze business super cool Poi, per fortuna, la musica al Radisson finisce presto e cambiamo posto.
Dato che la birra sembra essere troppo popolare opto per una tequila che mi sorbisco lentamente come fosse un caffe’ (invece che in un colpo solo), sotto gli sguardi di disapprovazione della new generation po-polska. Quando gli sguardi diventano parole, esibisco il biglietto da visita di Micheal (new yorkese in viaggio dal post 11 Settembre in giro per il mondo alla ricerca dei perche’ dell’odio anti-americano, www.michaelseto.com), dove la frase “c’erano due strade nel bosco, ho scelto la strada meno frequentata e questo ha fatto tutta la differenza”, cercando di spiegare in parole dolci che io la tequila me la bevo come voglio.
Sto pensando di andare in Mexico, e volevo sorbirmi piano piano il sapore di quella terra. I “si fa cosi’” o “si fa cola’”, non mi sono mai interessati. Cabron.

Grande Michael incontrato a Tallin nell’ostello di cui sopra, dove dividevamo la stanza con un inglese che di notte invece di ronfare scoreggiava, poi ritrovato per caso sul bus Vilnius-Varsavia. Parecchi anni di Wall street lo hanno evidentemente rifornito di soldi, l’11 settembre gli ha probabilmente fatto venire voglia di capire, ed e’ partito. Anche lui con il suo sito, anche lui in viaggio da un pezzo, un bel pezzo.

Atttualmente un po’ stanco di viaggiare, diceva che voleva tornare a casa entro un mese, ma quando ci siamo ritovati in sette in un macchina con 5 top manager (scusate, ormai le chiamo cosi) mezze ubriache, e lui straiato su un tappeto di corpi biondi, si e’ girato verso di me e ha detto “you know, Luca, life is good”. Siamo sempre li, crediamo di essere indipendenti dall’altra meta’ del mondo, ma non e’ cosi’.

Grandi Red Hot Chili Peppers, energia pura, con strumenti base. By the way.

apr 24

La cattedrale di VilniusVilnius, 22:26, 24 Aprile 2003
La prima cosa da imparare quando si viaggia e’ a gestire la solitudine. Perche’ se e’ vero che spesso si conoscono un sacco di persone, molte di piu di quelle che si conoscono stando a casa, e’ anche vero che i momenti in cui non c’e’ nessuno attorno a te, sono piu’ frequenti. Se da solo stai male, allora puoi lasciar perdere. E questo a parte il fatto che star male da soli e’ un brutto segno.
Mi chiedo se la scelta di vita “residente” non sia semplicemente la scelta di non essere mai soli. In casa con la famiglia, al lavoro con i colleghi, fuori con gli amici. Una rete di rapporti che ti salva dalla solitudine.
Viaggiando sei generalmente sempre solo con isole di compagnia. D’accordo per le isole, ma il mare della solitudine? Bisogna saperlo gestire. Si impara, si impara, no worries. Si tratta di fare in modo che “te’ stesso” sia una buona compagnia.
Come? Fai il bravo. La morale del viaggiatore.

Comunque ridendo e scherzando ho lasciato Praga e mi sono piazzato a Cracovia dove con un po’ di fortuna ho trovato un appartamento di un dottore di Chicago (sapevate che la seconda citta’ piu’ grande citta’ della Polonia e’ Chicago?? ci sono piu’ polacchi solo a Varsavia!!!) che per una modica somma mi ha fatto passare due settimane di lusso.
C’abbiamo anche girato “Il fallimento della Mafia di Cracovia”, perche’ era troppo bello. (occhio, ci vuole Media Player 9)
Li a Cracovia, a parte aver capito che dopo sei mesi analcolici in Asia il mio corpo non sopporta nemmeno 3 birre, a parte parecchie sere in pub/disco con gli amici, a parte le mangiate di pasta e pizza nella reggia di Porchetti, a parte una festa che sembrava un incontro di fiscalisti (tutti mestamente seduti attorno a un tavolo), a parte aver trovato un ottimo web designer per i miei sporchi traffici, a parte aver seguito la guerra su Bcc, Cnn e Fox news (da vomito quest’ultima), a parte tutto cio’: niente. E cosa dovevo fare?

La repubblica di Uzupio a Vilnius Un salto a Monaco per sistemare un dettaglio burocratico, dove sono stato da mio fratello e ho visto alcuni vecchi amici, ho speso non so come 50 Euro in una sera (minchia a Bali mi duravano una settimana) e poi di nuovo in Polacchia, ovviamente in bus perche’ i soldi per l’aereo ce li avrei anche ma mica li posso spendere cosi, no?
E poi in pulman conosci sempre un sacco di gente. Quasi. Oh, ma l’avete mai fatto un viaggio in un pulman di polacchi over 30? Sono un po’ spenti onestamente.

Comunque, saltino a Varsavia, dove Monica ormai e’ una donna-oltre-la-carriera, che ormai si potrebbe anche fermare (scherzo, scherzo, se stai leggendo), e poi via per Vilniuuuuuuussss!!!
Ecco, Vilnius, dove mi aspettava un vecchio amore, che si e’ rivelato piu’ vecchio che amore e quindi mi sono trovato appunto in mezzo a quella solitudine di cui si parlava. La fregatura e che non mi sono comprato un libro, che e’ come un amico, e quindi il weekend di Pasqua e’ stata una noia, a parte il lavoro.
Comunque in un modo o nell’altro ho conosciuto gente, ma l’errore di contare sulla compagna di una ex non lo faccio piu’. La ex e’ mobile, qual piuma al vento, direbbe qualcuno.

Insomma si e’ lavorato e prodotto, per cui non mi lamento. Ma sabato arrivano i tre moschettieri da Venessia e mi sa che stavolta finisce male tra pub, donne e birre….faro’ la fine di Capossela?

Un consiglio se siete in una situazione tipo la mia e comprate un libro: che non sia Dracula. Adesso oltre a essere solo ho anche una scagaa!!!!!!!