mar 19 2001
Le mie amiche polacche
Lunedi’ 19 marzo
Sono a Varsavia. La settimana cracoviana e’ stata intensa e non ho mai avuto tempo di scrivere. Mi e’ venuta voglia di tornarci a vivere, una vita fatta di feste e gente simpatica. Ho scattato delle foto ma bisogna dire che Cracovia non e’ Praga, anche se ci sono degli angoli molto suggestivi e la Piazza del Mercato (Rynek) e’ stupenda.
A Cracovia le serate si passano nelle Piwnice, locali sotterranei, con volte in pietra vecchie qualche centinaio di anni, davanti a una birra che poi diventa sempre due e non si ferma a tre. Il weekend siamo andati a vedere un lago ed ho potuto sperimentare che il livello di masochismo dei polacchi e’ simile a quelle dei nostri montanari: 10 Km di andata e 10 di ritorno in montagna per vedere un lago ghiacciato e mangiare un po’ di piatti locali. Vale la regola dei “Turisti per caso” secondo i quali il bello della montagna e’ stancarsi e poi riposarsi al calduccio davanti ad una cioccolata calda.
Una sera siamo andati ad una festa di 18esimo compleanno organizzata dagli studenti di Marta che nel frattempo si e’ messa a insegnare francese e ho scattato una foto con la quale la posso rovinare: sta
ballando un lento con uno studente e la cosa non farebbe piacere al Preside. Marta e’ una delle tre ragazze che mi hanno accolto nei primi mesi a Cracovia, tre anni fa, quando mi presentai senza avvisare dicendo che avevo bisogno di un posto per dormire.
Ula (che avevo conosciuto a Parigi), Asia (leggi: ascia) e Marta furono gentilissime e le prime due mi fecero dormire da loro per qualche giorno. Era la casa dello studente Akropol, avevano una decina di
metri quadri e due letti. Uno per me e nell’altro dormivano insieme. Dopo mi trovarono un posto da Hubert dove restai finche’ non mi arrangiai in una stanza che avevo trovato in centro. Furono le mie amiche piu’ prossime per tutto quell’incasinato periodo e senza di loro credo non ce l’avrei fatta. Sempre allegre, sempre a ridere, sempre gentili.
Andavo a trovarle in quella stanza e si beveva il te’, arrivavano gli amici, si facevano le feste. Semplicemente mitiche. Ora Ula dovrebbe essere in America con il suo ragazzo, Asia e’ a Varsavia e Marta e’ appunto a Cracovia.
Ora sono a Varsavia, da Monica, anche lei conosciuta a Parigi. Sono in uno di quei famosi blocchi, dalla finestra vedo tante finestre illuminate e penso che se avessi il tempo potrei starci tre mesi in Polonia a visitare amici/amiche che in quegli appartamenti ci vivono. Ma e’ gia’ tre settimane che sono in giro e dovevo stare via 15 giorni… Comunque devo ripassare per Cracovia prima di andare via…ci sono stato troppo bene.
Adesso sono un po’ giu’ ma e’ quella sensazione di tristezza che in realta’ e’ dovuta alla fame e alla stanchezza. Quante volte ci tiriamo su delle pare che si potrebbero risolvere con un panino al formaggi oe una doccia! Ma ci avete mai pensato? Prima di immergervi nell’atmosfera da tragedia di una serata uggiosa sistemate gli aspetti fisici-materiali della vostra esistenza; doccia, cena, mezz’ora di Tv (evitando Fede se possibile) e se poi il mondo e’ ancora cosi’ brutto potete buttarvi dal terzo piano. Ma mai prima! Ecco, adesso ho anche salvato qualche vita. Che soddisfazione.
Ma Varsavia com’e'? A parte qualcosina siamo sul “brutto andante” e in genere non piace nemmeno ai locali. Ma e’ qui che si guadagna…comunque a breve vi faro’ vedere delle foto, ok?