lug 24
Tamargua Fuerteventura

Tamargua Fuerteventura, la nostra nuova casa

Giovedì 22 Luglio 2010, 16:30 dal treno Bologna-Prato

Otto anni dopo, di nuovo verso le Canarie.
Stavolta senza furgone, ma in Ryanair, senza Paolo e Mario e relativo passaggio in Marocco, ma con Lek e scatole di riso thai, riso da risotto (recente scoperta dopo anni di ostruzionismo al riso non ortodosso) e valigia rigida di ultima generazione.
Se qualcuno mi vedesse adesso non crederebbe io sia mai stato un backpacker, anzi un self proclaimed Guru dei backpacker primi anni 00.
Non é rimasto nulla di quelle vecchie glorie se non i pantaloncini da bagno che mi ostino a portare al posto dei jeans, giusto per dire “meglio comodi che eleganti”.
Un pò come fanno i rasta ormai assimilati.
Solo capelli e chiacchiere. Continua a leggere »

ott 14

Lek al LouvreA Barcellona ci siamo trovati con Marco & Laura e TripSenior genitori di Laura.
M&L sono in partenza per 10 mesi in Asia. Hanno chiuso il loro B&B MarcoLaura decisi a perseguire il loro critical inch  (fai bene quello che sai fare bene) e si sono buttati nella creazione di un business online (non sono autorizzato a divulgarne i dettagli, pena botte di Marco).
Ottimi sviluppatori all’attacco.

Lek come al solito ha visitato la città con le papille gustative.
highlight di Barcellona?: uva rossa a 1,69 euro al chilo, pasticceria sulla Passeig di Gracia e  frutti di mare alla Paradetta.

Dopo una notte in un albergo in spiaggia, siamo andati da Giordana, architetto giramondo, che Lek aveva accompagnato in giro per Bangkok qualche tempo fa.
Giordana, appena arrivata da Amburgo (where her heart is) e in partenza per Dubai (where her wallet sings), stava per lasciare Barcellona dopo 8 anni di gioventù.
Vi lascio immaginare la percentuale di passione nell’aria di un appartamento occupato da un napoletana innamoratissima di un tedesco che sta per lasciare Barcellona per andare a Dubai.
La mattina mi alzavo e mi veniva da piangere, poi ridere, poi piangere e poi cadevo sfinito sul divano felice di esistere.
Scherzo, Giordana leggerà di sicuro e la saluto con calore.
Grazie per averci ospitati!
Leggete il suo blog (qui sembra più fornito), ne vale la pena. Continua a leggere »

mag 05

Corralejo, Domenica notte 5 maggio 2002
Surfando sulla spiaggiaSe non scrivo è perchè non sto facendo niente di speciale o particolarmente interessante. Aiuta anche il fatto di vivere in tre in uno spazio ristretto, con ospiti costanti.
E’ passato più di un mese e mezzo dall’ultimo report e adesso posso dire di essere diventato qualcuno: ho infatti l’onore di annunciare di essere un receptionista del Surfando a Veneziamiglior albergo del Nord di Fuerteventura. Non dirò il nome senò i motori di ricerca fanno apparire il mio sito e qualcuno potrebbe scoprire che non sono qui per far carriera ma per raccogliere qualche soldo da spendere in Asia. E’ l’Asia quello che voglio adesso. Sono in fase sacrificio, ogni tanto ci sta bene.
Proprio oggi mi sono trasferito dal Cotillo, dove stavo con Paolo e Mario, a Corralejo Surfando al tramontodove sto con una ragazza di Valencia. Lavoro a Corallejo ed ero stufo di prendere il bus a mezzogiorno per iniziare a lavorare alle tre, o di fare autostop incravattato come un rappresentante di folletti vallespluga, sotto un sole tropicale e un vento micidiale.
Pensate che l’altra sera (avevo il turno di notte) mi sono fatto un’ora e mezzo a piedi nel deserto di notte, in giacca e cravatta e computer sulle spalle. Neanche l’indiano Surfando a PragaJuan di Sepulveda si è fatto mai un viaggio cosi, peyot

Surfando su di un campo di football australiano

e o non peyote. E poi, dopo una notte di stampe, clienti, computer e sonno, ecco un’altra ora e mezza a piedi sotto il sole mattutino. Troppo anche per uno al quale piacciono le situazioni non convenzionali. Anche perchè se cominciano a ripetersi diventano convenzionali.
Ma parliamo un pò di FuerteVentura, l’isola tranquilla.Surfando nel deserto di FuerteVentura

Allora, innanzitutto dimenticatevi la spiaggia nel senso mediterraneo. Qui l’acqua è fredda e appena ci entri ti passa la voglia di rinfrescarti. Poi c’è sempre un vento della Madonna.

I paesaggi sono belli: deserto, capre, colline più o meno sacre,complessi da seimila posti letto con golf in costruzione. Non c’è molto da fare. L’ideale è per i surfisti, con o senza wind, ma per il turista medio sarebbe meglio che sapesse dove va.
Surfando su Buddha
A me piace, ma mi manca l’aspetto culturale. Non si capisce bene dove siamo. Spagna? America Latina? Africa? Germania? Londra? Boh…qui si vede proprio bene cos’è il turismo di massa: una cosa viscida e gelatinosa che scivola sui posti dove va, si crea delleSurfando sulla barriera corallina in Australia insenature, dei canali ed erode il paesaggio, senza in realtà mai inserirsi nel cuore della cultura locale. Passa, prende e consuma alcuni elementi, e poi se ne va.
Corralejo, Martedì 11 Giugno 2002
Ok, è chiaro che non ho più voglia di scrivere. E’ passato un altro mese senza niente.
Non ho fatto altro che lavorare in albergo e ai miei business laterali. Cose da raccontare in effetti ce ne sarebbero, ma chissà, sarà che non mi sento in viaggio. Manca poco a Bali, Asia per chissà quanti mesi, lì scriverò.