Spagna

Chefchaouen, Fez e El Cotillo

Verso un roseo futuroEl Cotillo, Fuerte Ventura, Isole Canarie, Spagna, Eurafrica, Venerdi, 15 Marzo 2002
Mi dispiacerebbe lasciare in sospeso il Marocco perche’ inizia male ma giuro che e’ uno dei paesi piu’ belli mai visitati dal sottoscritto che, come si dice, ha avuto il piacere di posare le chiappe su tazze di cessi di vari paesi, quando le tazze ci sono, perche’ in Marocco per esempio funziona in modo diverso, ma e’ meglio non approfondire altrimenti nessuno mi stringera’ piu’ la mano.
Fatima Siccome siamo arrivati dove volevamo arrivare, si sta’ proprio bene e il Marocco oramai appartiene al passato, non voglia di stare li a farvi tutta la storia, ci penseranno le foto. Vi diro’ solo che siamo stati a Chefchauen, spettacolare, e Fez, bellissimo, e che i marocchini non sono cattivi, anzi sono buoni, e nemmeno sono aggressivi, anzi umili, e che averli visti nel loro ambiente mi ha aiutato a cancellare l’immagine che ne abbiamo in Italia, dove sono immigrati e li associamo a cose non troppo piacevoli, tipo quelle che facevamo noi quando emigravamo. Qualche rompipalle c’e', chiaro, come dappertutto, e li’, a dire il vero, i rompipalle lo sono in modo particolare, ma vabbe’, capito il trucco tutta fila liscio.
Un ricordo particolare di Fatima, la ragazzina di dieci anni che voleva accompagnarci nella Medina di Fez e guadagnare qualcosa senza riuscirci. Il suo sorriso costante e dolce, la sua presenza non impositiva, il suo vestitino elegante grigio che sembrava una piccola donna in carriera…mai come ora c’e’ bisogno di viaggiare nei paesi mussulmani, c’e’ un muro che si sta alzando. Ok, chiudo. Andate a vedervi anche le foto di Paolo che ha una macchinetta migliore della mia anche se non la mia indiscussa arte fotografica.

FuerteventuraAdesso siamo nel regno del vento dove abbiamo gia’ trovato un appartamento a 420 Euro per un mese, la spiaggia da surf a pochi metri e dei paesaggi da Arizona. Ascoltiamo Janet Joplin che aggiunge un po’ di America a chi non sa che farne (citazione di Battisti).
Come quasi esattamente due anni fa in Australia, la mia pancetta trema perche’ sa che sta’ per sparire a causa del surf. Allora funziono’, e questa volta? Speriamo.
Domani taglio di capelli e poi alla ricerca di un lavoro (“fatica”, in abruzzese).

La partenza per le Canarie

Prima della partenza da Selva del MontelloVenerdi 22 Febbraio 2002,
Paolo e il suo amico sconosciuto si stanno avvicinando pericolosamente a casa mia. Me li immagino nell’abitacolo del furgonazzo Volkswagen che Paolo ha appena ristrutturato e fornito di letto, salire verso il nord, coscienziosamente evitando le care autostrade, con nell’aria quell’inconfondibile eccitazione del lungo viaggio appena iniziato. E’ quasi un odore, o forse una luce diversa che sento entrare pian piano anche in questa stanza, la mia stanza, simbolo di casa, il luogo dell’eterno ritorno.
Forse c’e’ qualcosa di chimico in tutto cio’, e qualcuno potrebbe venirci a raccontare che si tratta semplicemente di una sovrapproduzione di adrenalina causata dall’imminente partenza con la quale il corpo si difende e prepara a potenziali pericoli. Chissa’…ma quella e’ solo la conseguenza fisica. Stiamo partendo, ancora una volta. Lentamente e’ come se tutto si stia mettendo a posto, come quando dopo una lunga camminata con la borraccia vuota, cominci a sentire il rumore di un ruscello. Stiamo per entrare nel nostro elemento.
Tutto cio’ che vedo in giro sembra dirmi che i famosi trent’anni non sono solo un numero. Roberto ha appena avuto una bambina. Davide si e’ sposato. Peo anche. Marco bambina. Teo sposato. Tutto mentre ero via. E tu? Mi rendo conto di essere rimasto a dieci anni fa. Ogni giorno che passa vedo la possibilita’ di essere in grado di legarmi a un’altra persona sempre piu’ remota. Mi sto inselvatichendo. Ne ho sempre meno bisogno. E un figlio? La cosa mi appare talmente remota che mi sembra impossibile. Dove sto andando? Non lo so ma “feels good”.
Faccio quasi fatica a coglierlo io, e quindi non mi aspetto che i miei amici lo capiscano, ma e’ come se tutto sia al proprio posto e che qualcosa di buono stia succedendo. Vivo alla giornata ma la sensazione di un disegno a lunghissimo termine che si sta compiendo e’ tutta li, chiara.
Ogni giorno scopro di avere nuove idee e mi ci butto senza nemmeno pensarci.
Bali, la Scuola di Viaggio Disorganizzato, nata un pomeriggio spagnolo mentre leggevo dei fumetti a Finestrat, e’ diventata qualcosa di concreto. Ho aperto le iscrizioni e molte persone si sono gia’ aggregate. Chi siamo, cosa faremo? Sento di aver aperto una strada. Attraverseremo il bosco utilizzando un sentiero appena accennato. Ogni anno milioni di persone si lanciano in viaggi super-organizzati ed arrivano in luoghi remoti e bellissimi dove non devono pensare a nulla. Ogni anno una piccola parte se ne torna a casa e comincia a farsi delle domande, tipo:”ho viaggiato?”. Quelli che si rendono conto di non averlo fatto, probabilmente cominciano a chiedersi se ci sono altre strade. Poi vedono noi, che sembriamo coraggiosi, e si chiedono se davvero lo siamo. Ce lo chiedono. Rispondiamo di no. Diciamo che basta prendere l’aereo, magari una guida, e cominciare a girare. Troppo facile? E allora dai che organizziamo qualcosa. Venite con noi. Chissa’ dove andremo a finire. Chissa’ se riusciremo a trasformare potenziali vittime di pacchetti all-inclusive in viaggiatori disorganizzati. Se ci riusciremo avremo fatto sicuramente qualcosa di buono. Tutto quello che senti dire da chi si e’ sparato le due settimane fuori casa e’:”ma c’era tanta poverta’”. E poi via a decantare le comodita’ del villaggio. Come spiegare che si, poverta’ ce n’e', ma molte di quelle persone che a te sembrano povere in realta’ sono magari piu’ felici di te. Ci hai mai parlato assieme?

Surf. Giuro che stavolta imparo. Sette mesi in Australia e mai toccato una tavola. Adesso ci vado con Paolo e giuro che imparo. Dopo il lavoro (se lo trovo), lascio il computer e mi lancio nell’acqua e nelle onde che e’ ora di darsi una mossa.

Ok, sono le 10 di mattina e devo ancora cominciare a preparare le valigie. Stasera a Selva, domani l’incontro pre-Bali, domenica preparazione spirituale e lunedi’ si va’. Ho voglia di rivedere le colline a strapiombo sul mare vicino a Cannes. Fantastiche.

Vaneggiamenti da Moleskine

Gente a BenidormBenidorm 22.8.01
Adesso beccatevi questi vaneggiamenti causati dall’alcol scritti, per una volta, non al computer ma direttamente sul Moleskine come faceva Chatwin:

E’ a meta’ birra che succede di solito, anzi sempre. L’alcool, quel poco che entrato, pulisce ed elimina i pensieri piu’ grossolani. Ed inizia cosi’ a farsi sentire la musica. E’ sempre rock. E’ sempre di giorno.
Vedo, li’ sulla scogliera, l’Hotel Villa Venecia dove lavoro, la spiaggia in fronte e gente che passa. Mi accarezza una brezza fresca. Perfetto. Basta cosi’ poco perche’ sia perfetto quando sei dove volevi essere.
Mi piace questo posto. C’e’ rock, quello vero, quello fatto di chitarra, basso e batteria che sembra ci sia qualcuno che la sta suonando davvero. E guardare la gente passare, ognuno e’ un libro aperto. Prima sono passati i Turisti per Caso. Lui, barba e occhialetti in pattini a rotelle superequipaggiato che sembrava una teenager newyorkese. Lei, in bicicletta, capelli neri, piccola e in carne. Si sono fermati, lei beveva dell’acqua da una bottiglietta mentre lui faceva evoluzioni con i pattini. Ha perfino salutato un tipo che passava e che evidentemente non conosceva. Tipo Robin Williams!
Un vecchio gay olandese mi sta guardando. Immagino sia gay e mi pare olandese. Batte i piedi a ritmo del giro blues. Immagino sia il suo penultimo giorno di vacanza e non abbia trovato quello che cercava. Non troverai mai quello che cerchi se non ti giochi tutto. Devi sempre giocarti tutto. A meno che non abbia fatto un patto col diavolo che ti assicura che non morirai domani.
Non giudicare dalle apparenze. Perche’ no? Se bastano due minuti e quaranta passi per osservare una persona e capire da dove viene, se e’ felice, in cosa crede, cosa cerca e cosa non ha trovato. Si, poi magari ti sbagli, ma la maggior parte delle volte indovini. E’ un gioco facile quando incontri molta gente, ci fai l’abitudine. Prima osservi, provi a indovinare e poi, parlando capisci. La maggior parte delle volte ci azzecchi.
La spiaggia di Benidorm L’avete mai notato? La gente quando cammina muove le braccia e le fa pendolare. Perche’? Le gambe d’accordo, e’ per avanzare, ma le braccia? Cioe’, non serve a niente, mica cadi o fai piu’ fatica se le tieni ferme. Che storie. Il braccio destro segue la gamba sinistra, e viceversa. Che incoerenza.
Che forti le ragazze. C’e’ n’e’ alcune che quando camminano si immaginano una telecamera che le segue e le ritrasmette in diretta. Studiano i propri movimenti fino all’ultimo dettaglio. Alcune facendo cosi’ perdono il fascino che avevano e diventano dei burattini ambulanti che si dicono:”sono figa, sono figa, sono figa”. L’olandese forse non e’ gay, guarda le donne. Si sta cuocendo al sole in un atteggiamento molto nordico da “sole, sole, sole che domani torno al freddo e alla pioggia”.
Gli spagnoli il sole se lo godono all’ombra che gia’ a giugno ne hanno los cojones pieni.
E le coppie, che forti le coppie. Sono un CD Rom di informazioni.
Qua’ davanti ne ho una DOC: lui sembra un vichingo in pensione, capelli lunghi alto e possente con baffi alla D’Artagnan. Lei stazzatella, piccoletta, occhialetti tondi di sinistra, trecce PippiCalzeLunghe, rockettara. Si sono proprio trovati.
Dietro ne ho un’altra: Big Gym e Barbie. Barbie ha il naso un po’ troppo lungo per gli stampi della Mattel ma con quella minigonna chi fa in tempo a vederglielo il naso? Lui, Big Gym, biondo, muscoloso, semplicemente Big Gym. E come un segno del destino (da quando ho letto l’Alchimista vedo segni dappertutto) arrivano “lotta contro il tempo”: ormai 50enni mi si presentano in Harley gialla. Lui e’ biondo, codino, tatuaggi da perferia est di Liverpool. Lei, piu’ tranquilla, voleva fare la casalinga. Ma e’ lui il trascinatore. Lei lo ama e lo segue, adeguandosi. E’ finita la birra, vado a lavorare. Oddio! Chissa’ cosa si immagina la gente quando mi vede dietro la reception!!!