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	<title>Vivere viaggiando, Tripluca.com &#187; Argentina</title>
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		<title>Dulce de Vida</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Feb 2008 09:46:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Buenos Aires 16 Febbraio 2008 Oggi è il mio ultimo giorno a Buenos Aires. Forse. Sono in aeroporto, in lista di attesa, e al 99% non partirò. Da questo limbo mi appresto a scrivere un report conclusivo, forse. Faccio un&#8217;analisi del mese argentino che, forse, diventerà un mese e qualche giorno (se non parto). Quindi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="panino argentino" href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2008/02/dsc00144.JPG"><img src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2008/02/dsc00144.JPG" alt="panino argentino" width="181" height="136" align="left" /></a>Buenos Aires 16 Febbraio 2008<br />
Oggi è il mio ultimo giorno a Buenos Aires. Forse.<br />
Sono in aeroporto, in lista di attesa, e al 99% non partirò.<br />
Da questo limbo mi appresto a scrivere un report conclusivo, forse.<br />
Faccio un&#8217;analisi del mese argentino che, forse, diventerà un mese e qualche giorno (se non parto).<br />
Quindi un&#8217;analisi basata su un passato certo e un futuro forse qui, forse lì.<br />
Scusate se insito su questi &#8220;forse&#8221; ma mi risulta divertente il parallelo con la vita:<br />
Siccome non ci é dato sapere il giorno della nostra morte, facciamo ogni giorno quello che faccio io: un&#8217;analisi sul passato, senza sapere quanto durerà il futuro.<br />
Questa probabilmente vi risulterà una delle mie filosofie più inutili, buttata li per passare un&#8217;ora in aeroporto (senza nemmeno sapere se partire).<br />
Anche  a me.</p>
<p><span id="more-1089"></span>Comunque, diamo il viaggio per finito, sennò non ne veniamo più fuori.<br />
E&#8217; stato bello, vivo, originale e creativo. Come al solito.<br />
Anzi di più, perché ora non passo più da viaggio a viaggio, ma da fisso a viaggio.<br />
In un mese, invece di passarlo tra colazione, palestra, computer, pranzo, computer, cena e computer, sono diventato le seguenti cose:<br />
- suonatore di charango (strumento boliviano a corde). Canzone preferita: somewhere over the rainbow del ciccio Izrael&#8230;.quello hawaiano.<br />
- businessman di appartamenti online a Buenos Aires<br />
- Agente immobiliare che ora creerà una task force di investitori per tornare e comprare un appartamento qui.<br />
- Drogato senile (cannabis)<br />
- Possessore del libro di Mafalda, Tutto Mafalda, tutto ma proprio tutto (un cimelio che i miei nipotini adoreranno nel 2045).<br />
- Uomo che ha visitato la casa del Che e suscita invidie in comunisti nostalgici. Ho visto anche il cesso del Che. Si chiama Chesso.<br />
- Cultore (e possessore) di giacche, cinture e portafogli di cuoio.<br />
- Amato dai genitori di Lek per borsa e portafoglio di cuoio argentini da sfoggiare nell&#8217;hinterland Bangkokcchiano.<br />
- Amato un 7% in più da Lek per giacchetta di pelle di capra (in India le amava, qui me le fa scuoiare) da 170 Euro.<br />
- Cultore dei Simpson in versione argentina, possessore di 5 magliette con Homer argentino (tatuato con el Che, la Mano de Dios, ecc..)<br />
- El Tano: l&#8217;italiano che suona la chitarra e canta &#8220;te voglio bene assai&#8221; e &#8220;Come together&#8221;.<br />
- Uomo inserito nell&#8217;underground artistico del mondo del cinema argentino.<br />
- Mito del tassista dell&#8217;altra sera a quale ho pagato doppia tariffa perché non aveva resto (qui, sta al cliente avere il resto).</p>
<p>Insomma, niente di cui vantarsi ma un ulteriore inno al viaggio, moltiplicatore di esperienze, espansore delle potenzialità, camera iperbarica della vita, evidenziatore del primato dello spirito sulla materia.<br />
Ragazzi, me la potete girare come volete, ma nell&#8217;eterna partita tra vita residente e vita in viaggio, non c&#8217;é storia, appartengono a campionati differenti.<br />
Non li puoi comparare, é crudele.</p>
<p>Avevano ragione i Beatles,  si scrive meglio con alcol o caffeina (come adesso) in corpo.<br />
Devo provare con le droghe.</p>
<p>http://www.youtube.com/watch?v=2A2Jt4WOxN8</p>
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		<title>La miglior carne del mondo</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Feb 2008 22:03:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quante volte vi hanno detto che le migliori bistecche del mondo sono quelle argentine? Io non sono certo un esperto (15 anni senza carne), ma vi posso garantire che sono buone. Però. Primo Però: la miglior &#8220;picada&#8221; (pezzettini di carne alla piastra) mai mangiata é stata a Salvador di Bahia nel 2003. Certo, eravamo in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2008/02/dsc00062.JPG" title="San Telmo"><img src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2008/02/dsc00062.JPG" alt="San Telmo" align="left" height="234" width="234" /></a>Quante volte vi hanno detto che le migliori bistecche del mondo sono quelle argentine?<br />
Io non sono certo un esperto (15 anni senza carne), ma vi posso garantire che sono buone.<br />
Però.</p>
<p>Primo Però: la miglior &#8220;picada&#8221; (pezzettini di carne alla piastra) mai mangiata é stata a Salvador di Bahia nel 2003. Certo, eravamo in bella compagnia, gnocche a destra e gnocche sinistra, ma me la ricordo morbida come non mai. Anche le vacche brasiliane hanno cieli immensi e immenso amore.<br />
Secondo Però, quello grave: l&#8217;altra sera Manuel, io e le due romane siamo andati a una cena tango iperturistica e abbiamo ordinato della carne.<br />
Attenzione.<br />
Sul menù leggo la seguente frase:<span id="more-1083"></span></p>
<p align="center">Carne de <strong>exportaciòn</strong> de primera calidad<strong> </strong></p>
<p align="left">inizialmente non me ne rendo conto però qualcosa mi dice che visto una cosa strana, per cui rileggo e domando a Manuel:<br />
-&#8221;Perchè de exportaciòn?&#8221;<br />
-&#8221;Porqué la carne mejor la venden all&#8217;estero dove la pagano di più&#8221;.<br />
Rimango stordito come se la globalizzazione mi avesse dato un colpo in testa.<br />
E poi, la cosa peggiore, é che il ragionamento fila benissimo.<br />
La carne qui costa circa  1  euro al Kg., é ovvio che la vendano all&#8217;estero.
</p>
<p align="left">Un Arrgghhhhhh cosmico mi sale dal più profondo dello stomaco e vuole uscire. Lo trattengo.</p>
<p align="left">Ma allora la domanda é: dov&#8217;é la miglior carne argentina? In una macelleria di Cologno Monzese?<br />
Mi sarebbe quindi bastato prendere il regionale IR645 da Venezia Mestre, andare da a Cologno, tornare a casa per mezzogiorno e farmela cucinare da mio papà con un cd di <a href="it.wikipedia.org/wiki/Carlos_Gardel" title="Carlos Gardel" target="_blank">Carlos Gardel</a>?
</p>
<p align="left">Riflettiamo sulla globalizzazione. Non é poi un male, se ci risparmia il viaggio in Argentina e ci fa trovare le bistecche migliori sotto casa, no? Anzi, se andiamo avanti così forse non servirà nemmeno viaggiare in futuro. Tutto qui e subito, facile e originale. Un sogno.</p>
<p align="left">Vabbé considerazioni ovvie.<br />
Ciò che conta  é che la carne qui é buona, ho ballato il tango (attendo video di Valeria e Vanessa su youtube), ieri sono stato alla casa-museo del Che a <a href="it.wikipedia.org/wiki/Alta_Gracia" title="AltaGracia" target="_blank">Alta Gracia</a>, oggi sono a <a href="es.wikipedia.org/wiki/Villa_General_Belgrano" title="Villa General Belgrano" target="_blank">Villa General Belgrano</a> in montagna in mezzo ai discendenti dei nazisti che dicono di non essere nazisti, sento musica bavarese uscire da un bar e tra un pò vado a vedermi i Simpson che parlano in argentino.<br />
Che casino!!!!! Omeroo!!!! (si, non Homer, Omero).</p>
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		<title>Coca in Baires</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Feb 2008 16:37:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se pensavate che Buenos Aires si sarebbe fermata alle canne, vi sbagliavate. E&#8217; entata in campo la cocaina. Fa sempre un certo che parlare di coca, no? Improvvisamente il viaggio diventa più viaggio, cool, di mondo, real life. Anche se non la sniffi. Cronaca. Manuel mi invita a mangiare con gli amici a Palermo (quartiere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2008/02/dsc00080.JPG" title="felicità"><img src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2008/02/dsc00080.JPG" title="l'attimo della rivelazione" alt="l'attimo della rivelazione" align="left" height="161" width="215" /></a>Se pensavate che Buenos Aires si sarebbe fermata alle canne, vi sbagliavate.<br />
E&#8217; entata in campo la cocaina.<br />
Fa sempre un certo che parlare di coca, no? Improvvisamente il viaggio diventa più viaggio, cool, di mondo, real life.<br />
Anche se non la sniffi.</p>
<p>Cronaca.<br />
Manuel mi invita a mangiare con gli amici  a Palermo (quartiere bene). Infilo le ciabatte, i jeans e la mitica camicia bianca thailandese (stile italiano) con il mio nome scritto in thai sul colletto. Un non plus ultra di&#8230;ok, indefinibile.</p>
<p><span id="more-1076"></span>Arrivo al ristorante <a href="http://foodquests.blogspot.com/2007/07/la-dorita.html" title="La Dorita Buenos Aires" target="_blank">La Dorita</a> e mi aggiungo alla tavolata di ragazzi. Si beve buon vino e si mangia Parrilla, of course. Sono tutti simpatici, fanno domande e parlano con me. Molto alla mano. Mi sento subito di casa, come se li conoscessi da un pò.<br />
Sono tutti attori, montatori e registi. Per fortuna ho acquisito fama mondiale con <a href="http://www.cobretti.it/blog/porchetti-bali-peace-and-love-5.html" title="Cobretti" target="_blank">Porchetti</a> e mi sento uno di loro.<br />
Alla fine della cena si passa a casa di uno di loro e girano delle canne. Per coerenza fumo anch&#8217;io.<br />
Poi esce la coca, qualcuno mette delle banconote su tavolo e noi che non sniffiamo andiamo a fumare fuori.</p>
<p>Poi, quando siamo tutti felici, un di loro annuncia che la sua ragazza é incinta.<br />
E&#8217; il pandemonio, saltano tutti, lo abbracciano, lo baciano e sembrano davvero felici.<br />
Mi vengono in mente le reazioni nostre quando gli amici annunciano di aver ingravidato la femmina.<br />
Freddine a confronto.<br />
Ah, però non ci eravamo fatti di coca, eh eh!</p>
<p>Poi il futuro padre dice &#8220;e c&#8217;é un&#8217;altra sorpresa&#8221;. Si gira verso un amico e lui dice &#8220;anche mia moglie é incinta&#8221;. Stessa scena da gol di Maradona.</p>
<p>Saltano e sono tutti felici. Seguono fotografie di gruppo.  Sembrano davvero sorpresi ed entusiasti.<br />
Insomma, un evento.</p>
<p>Poi io e Manu andiamo in macchina a cercare le due amiche italiane (conosciute in aereo) che recupereremo solo verso le due di notte, dopo esserci inseguiti per mezza Baires.<br />
Anzi ne recuperiamo una sola.</p>
<p>Bella serata di degrado morale che ti lascia dentro un a sensazione positiva.</p>
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		<title>Colazione a Buenos Aires</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Feb 2008 13:53:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono stato giustamente rimproverato di non scrivere più. Purtroppo la routine mi ha preso e ha ingrigito la mia vita buenosairesene, rendendo la scrittura di un report (&#8230;azzo!! Report, non blog! Perché li devo chiamare blog adesso??) più difficile. Però il popolo attende le mie parole, per cui faccio la classica cronaca ad episodi. Oggi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2008/02/dsc00055.JPG" title="Mini murales a Buenos Aires"><img src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2008/02/dsc00055.JPG" title="Mini murales a Buenos Aires" alt="Mini murales a Buenos Aires" align="left" height="150" width="200" /></a>Sono stato giustamente rimproverato di non scrivere più.<br />
Purtroppo la routine mi ha preso e ha ingrigito la mia vita buenosairesene, rendendo la scrittura di un report (&#8230;azzo!! Report, non blog! Perché li devo chiamare blog adesso??) più difficile.</p>
<p>Però il popolo attende le mie parole, per cui faccio la classica cronaca ad episodi.<br />
Oggi vi parlerò della colazione a Buenos Aires:</p>
<p><strong>L&#8217;Highlight </strong><br />
Il momento più bello della mia giornata é la mattina, perché é immutabile e ha un qualcosa di bohemiano 2008. Mi alzo, anche alle 10 se la sera prima ho fatto tardi (capita), mi faccio la doccia, mi metto la mia maglietta thailandese, metto a lavare le altre due che mi sono portato via nel lavandino della cucina, ed esco in ciabatte balinesi (niente di esotico, ma prese a Bali l&#8217;anno scorso).<span id="more-1073"></span><br />
Scendo in strada e fa già caldo. La strada verso il bar é in discesa, cosa che a livello psicologico fa  piacere e mi porta direttamente all&#8217;edicola dal ragazzi timido che mi vende il Corriere della Sera a 0,70 pesos (0,15 euro).<br />
Appena preso il giornale in mano salgo nella scala sociale: sono un italiano e ho Euro in tasca.<br />
Poi devi scegliere se fare colazione da Roli a 6 pesos a da quello più cool-lounge-cameriera-con-traversa nera-cappuccio-grande a 7 pesos.<br />
Oggi l&#8217;ho fatto da 7 e mi sono seduto fuori.<br />
A un certo punto si é sentita una donna gridare di piacere e tutti si sono girati verso una finestra da dove provenivano le urla. E&#8217; durato un 30 secondi ma il quartiere si é fermato.<br />
Pazzesco, una scena stranissima, subito dopo le donne che passavano sembravano ancheggiare di più e la cameriera si ha aperto un bottone della camicetta.</p>
<p>Leggo il giornale per distrarmi: in questo momento c&#8217;é alta politica con la crisi di governo, che non riesce a demoralizzarmi perché siamo in mano a gente onesta e capace che farà tutto per rimettere le cose a posto.<br />
&#8220;L&#8217;Argentina é una brutta copia dell&#8217;Italia&#8221;, mi ha detto un tipo ieri. &#8220;E l&#8217;Italia é una brutta copia di un paese serio&#8221;, gli ho risposto io. Peccato, perché di gente seria ce n&#8217;é molta in Italia. Purtroppo lavora e non ha tempo per la politica. Forse é quello il nostro errore più grande?</p>
<p><img src="http://gws.maps.yahoo.com/mapimage?MAPDATA=bj5B3ed6wXX7IHUldWyfISLMhN0Mft1hvhwMPRQZLdxBofWvyGwHe48Dsh11EStIxVuQF0TxgqSlLCNjnzUdKYYKF87.rvisbibn2ce.XtJ7wehlgWX9piaQxk0BBonLeo3kbV7KIjIng0ooNb5Hs.E-&amp;mvt=m?cltype=onnetwork&amp;.intl=us" title="GeoPress map of "/></p>
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		<title>Un dentista a Buenos Aires</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jan 2008 15:58:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi sono andato dal dentista. Mi devo devitalizzare un dente in preparazione all&#8217;operazione per togliermi la ciste mascellare in Italia. Non sapendo bene dove andare mi sono rivolto all&#8217;Hospital Alleman (Ospedale Tedesco), che suona bene. Ci ero già stato ieri e mi avevano detto di tornare oggi per parlare col chirurgo. Avevo notato che si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2008/01/dsc00050.JPG" title="Il bar dei gay"><img src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2008/01/dsc00050.JPG" alt="Il bar dei gay" align="left" height="178" width="237" /></a>Oggi sono andato dal dentista. Mi devo devitalizzare un dente in preparazione all&#8217;operazione per togliermi la ciste mascellare in Italia.<br />
Non sapendo bene dove andare mi sono rivolto all&#8217;Hospital Alleman (Ospedale Tedesco), che suona bene.<br />
Ci ero già stato ieri e mi avevano detto di tornare oggi per parlare col chirurgo.<br />
Avevo notato che si baciano sulla guancia quasi tutti.<br />
Cioé, per capirci, il paziente entra nello studio e il dottore lo bacia.<br />
Penso alla vita facile dei germi argentini che possono farsi dei viaggi velocissimi.</p>
<p>Oggi torno, pago 12 euro alla cassa e mi fanno entrare nello studio del Dott. Chir. Agostinelli di chiare origini bielorusse.<br />
Mi dà la mano. Una mano da chirurgo.<br />
Ho l&#8217;impressione che nella stretta mi abbia sistemato un nervo.<span id="more-1071"></span></p>
<p>Gli faccio vedere la radiografia e mi chiede se intendo fare l&#8217;operazione lì.<br />
Dico di no, solo la devitalizzazione.<br />
C&#8217;é stato un malinteso, non la fa lui.<br />
Esce e dopo tre minuti torna con un numero di telefono, quello della dottoressa che fa &#8216;ste cose.<br />
Mi dice di chiamarle direttamente perché se passo per l&#8217;ospedale devo aspettare un mese.</p>
<p>Mi chiede di dove sono e come sono gli ospedali italiani.<br />
Parliamo un pò, dato che ho pagato devo ottimizzare le chiacchiere.<br />
E comunque si vede che gli piace parlare con me.</p>
<p>Poi esco, chiamo il cellulare della dottoressa ma non risponde.</p>
<p>Così decido intanto di avviarmi verso un <a href="http://www.buenosairesdental.com.ar/" target="_blank">indirizzo</a> trovato in internet, in Calle Esmeralda, la stessa dove avevo abitato qualche anno fa.<br />
Nel frattempo richiamo la dottoressa ma evidentemente sta devitalizzando.</p>
<p>Arrivo al mio indirizzo, entro nel palazzo, passo la guardia, prendo l&#8217;ascensore, la porta si apre e vedo un muro davanti a me. Non posso scendere. Forse ho aperto troppo presto? Schiaccio il bottone e non succede niente.<br />
Sono bloccato? E mi scappa anche da pisciare (mai aspettare, la vita ti può mettere in brutte situazioni e se ti scappa la pipì sono anche peggiori).<br />
Allora provo a scendere. Scende al terzo. Apro la porta. Ancora il muro.<br />
Mierda.<br />
Scendo al pianoterra, salgono due persone e gli chiedo come si fa ad uscire.<br />
- &#8220;Apri la porta&#8221;.<br />
Arriviamo al terzo piano, si apre la porta e non c&#8217;é il muro.<br />
Per forza&#8230;era dall&#8217;altro lato!</p>
<p>Mi sembra di essere in un libro di pensiero laterale, dalla parte sbagliata.</p>
<p>Comunque, entro nello studio e mi accoglie Laura con un sorriso e la mano tesa. Stringo.<br />
Mentre aspettiamo il dottore mi chiede di che parte d&#8217;Italia sono. Le dico Venezia e quasi sviene.<br />
Mi dice che é stata 10 volte di fila in Italia (prima della crisi of course) e che ne é innamorata.<br />
Mi dice che però in Italia non vivrebbe. Manca l&#8217;umanità così importante per lei.<br />
Siamo un pò troppo chiusi.<br />
Lo dice quasi dispiaciuta, si vede che ama il nostro paese.</p>
<p>Parliamo, parliamo e parliamo e poi parliamo anche con un altro paziente che mi spiega tutta una serie di cose per ritirare più di 320 pesos (62 euro) alla volta, dagli Atm.</p>
<p>Dopo la visita, Laura mi saluta con un bacio sulla guancia (cioé guancia contro guancia, niente umidità).<br />
Rimango un pò sorpreso e automaticamente sto per darle il secondo, e si mette a ridere, ricordandosi che in Italia non si dà mai solo un bacio.</p>
<p>Saluto ed esco, io uomo di mondo, che sa ancora sorprendersi per un bacio.</p>
<p></p>
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		<title>Il Konex e la night life di Buenos Aires</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Jan 2008 12:23:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri ho chiamato Manuel, il ragazzo degli appartamenti, perché dovevamo parlare di una possibile cooperazione. Mi ha dato appuntamento al Conex, per un concerto di percussioni, e mi sono avviato verso il più strano incontro di affari della mia storia. Il Conex altro non é che un centro sociale occupato dove girano molte belle figliole, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Konex Buenos Aires" href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2008/01/dsc00045.JPG"><img src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2008/01/dsc00045.JPG" alt="Konex Buenos Aires" width="224" height="168" align="left" /></a>Ieri ho chiamato Manuel, il ragazzo degli appartamenti, perché dovevamo parlare di una possibile cooperazione.<br />
Mi ha dato appuntamento al Conex, per un concerto di percussioni, e mi sono avviato verso il più strano incontro di affari della mia storia.<br />
Il Conex altro non é che un centro sociale occupato dove girano molte belle figliole, birra e canne.<br />
Mentre mi aggiravo per le orde giovanili in cerca di una serata spensierata, cercavo di non far trasparire dal mio sguardo l&#8217;avidità del businessman che va a una riunione di lavoro.<br />
In mezzo alla folla ad un certo punto é spuntato Manuel e siamo andati a prenderci due lattine di birra in un negozio.<br />
C&#8217;era gente seduta un pò su tutto il marciapiede.<span id="more-1069"></span><br />
Poi siamo entrati e ci siamo uniti a dei suoi amici trovati per caso.<br />
Dopo un pò é iniziata la musica. Come potete vedere nella foto (fatta col telefonino), i percussionisti erano su di una specie di palco e noi attorno.<br />
Dato che tutti si erano messi a seguire il ritmo africano, anch&#8217;io, dopo un sorso di birra per aiutarmi ho iniziato a fare finta di essere un uomo di ritmo.<br />
Non lo sono, mi serve molta birra per esserlo.<br />
Allora sono andato a comprarne ancora.<br />
Poi hanno iniziato a girare delle canne.<br />
A un certo punto uno di loro mi passa una canna che era lunga mezzo millimetro e ho passato, per non bruciarmi le dita.<br />
L&#8217;amico,  un pò sorpreso e deluso, ha chiesto a Manuel<br />
- &#8220;Non fuma il tuo amico?&#8221;.<br />
A quel punto ho capito che avevo due scelte:<br />
1) Non fumare ed essere un emarginato a vita.<br />
2) Fumare ed iniziare la discesa nel tunnel della droga.<br />
Ho optato per la seconda. Meglio morire in compagnia che vivere soli.</p>
<p>Con birra e fumo in corpo ero ormai un bahiano e, se non fosse stato per la maglietta dell&#8217;esercito thailandese, mi sarei mescolato per bene nella folla.</p>
<p>Una ragazza vicino a noi a un certo punto mi passa una canna. La passo a un altro che la fuma e la ripassa.<br />
Lei dice &#8220;passa al tuo amico&#8221;. L&#8217;amico fuma e gliela ripassa. Le dice &#8220;passa all&#8217;altro amico&#8221;.<br />
Intanto la povera canna stava finendo, per cui le chiedo:<br />
- &#8220;Ma tu non fumi?&#8221;.<br />
- &#8220;Si, si, ma falla girare&#8221;.<br />
- &#8220;Ma sei amica  loro?&#8221;.<br />
- &#8220;No, non li conosco&#8221;.<br />
- &#8220;Ah, strano, perché da noi in Italia difficilmente la canna esce dal gruppo&#8221;.<br />
- &#8220;si, bueno, pero hoy hay buena onda&#8221;. (there is a buona atmosfera).<br />
Ok. Que rico. Simpatici questi argentini.</p>
<p>Alla fine del concerto, quando ormai i miei piedi sanguinavano, andiamo alla riunione di affari.<br />
Ormai ero talmente cotto che avrei accettato qualsiasi condizione.<br />
Ci siamo seduti in un ristorante a mangiare delle empanadas e abbiamo concluso un accordo del quale ricordo solo che quelle alla caprese erano buone.</p>
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		<title>Il primo giorno a Buenos Aires</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Jan 2008 23:15:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argentina]]></category>
		<category><![CDATA[Diari di viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Sud America]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo é uno di quei report che di solito non vengono scritti. Sono i report del primo giorno quando sono troppo stanco ed occupato per condividere le decine di strane emozioni che provo. Ma oggi mentre tornavo all&#8217;appartamento ho avuto occasione di riflettere e ho pensato che vale la pena di metterle giù, altrimenti se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Eternauta" href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2008/01/eternauta.gif"><img src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2008/01/eternauta.gif" alt="Eternauta" width="188" height="307" align="left" /></a>Questo é uno di quei report che di solito non vengono scritti.<br />
Sono i report del primo giorno quando sono troppo stanco ed occupato per condividere le decine di strane emozioni che provo.<br />
Ma oggi mentre tornavo all&#8217;appartamento ho avuto occasione di riflettere e ho pensato che vale la pena di metterle giù, altrimenti se ne vanno e non tornano più, come le canzoni di Vasco.</p>
<p>Il primo giorno sei come un bambino, tutto é nuovo e diverso, e subisci una specie di assuefazione, cercando quasi di essere meno ricettivo per non subire in maniera eccessiva l&#8217;ambiente attorno a te, ma in realtà non serve.</p>
<p>Adesso mi sto facendo il caffè sperando mi dia quella mezz&#8217;ora di autonomia necessaria a divulgare il verbo.<br />
La notte scorsa infatti ho viaggiato e dormito poco.<br />
Ero in compagnia di due simpatiche ragazze romane in vacanza con le quali ho condiviso le gioe e i dolori di un volo intercontinentale Alitalia che, a proposito, sembra migliorata.<br />
Gli episodi:<span id="more-1066"></span></p>
<p><strong>Il vento e il sole </strong><br />
Aspettando il pullman sono stato investito dal vento mentre il sole mi scaldava.<br />
Ero sceso dall&#8217;aereo da poche decine di minuti. Ho assaporato il momento, e l&#8217;ho considerato il benvenuto dell&#8217;America del sud.<br />
Nel pomeriggio, camminando in ciabatte e pantaloncini e maglietta thailandesi, mentre attraversavo le grandi vie senza traffico, ho sentito ancora il vento e la sensazione che al di là dei palazzi ci siano spazi infiniti, e non l&#8217;hinterland milanese, mi ha fatto amare la città.<br />
Quegli spazi mi hanno attirato e poi respinto. Come se mi dicessero:<br />
- &#8220;siamo qui, vieni&#8230;no, che cazzo vieni a fare che non c&#8217;é niente. Stai lì che é meglio. L&#8217;importante é che sai che siamo qui&#8221;.<br />
E&#8217; bello sapere che ci sono.</p>
<p><strong>Il ragazzo dell&#8217;Agenzia </strong><br />
Si chiama Manuel. Mi ha dato le chiavi, fatto vedere l&#8217;appartamento e si é messo a parlare.<br />
Mi ha consigliato un centro sociale per il lunedì sera dove c&#8217;è un concerto di tamburi pazzesco.<br />
Non gli avevo chiesto niente.<br />
Poi mi ha chiesto se conosco <a title="Luca Prodan" href="http://es.wikipedia.org/wiki/Luca_Prodan" target="_blank">Luca Prodan</a>. Mai sentito.<br />
Me ne ha spiegato la storia: un italiano eroinomane che dopo aver sentito che a Cordoba non c&#8217;era eroina, vi si é trasferito e ha creato una banda chiamata Sumo. E&#8217; diventato un grande ed é morto alcolizzato.<br />
Oggi in Argentina se dici Luca, pensano Prodan. Adesso lo so e mi sto scaricando la sua musica.<br />
Comunque la cosa bella é la voglia di comunicare del latino che vissuta in contrasto con l&#8217;asiatico, fa sempre un certo effetto.</p>
<p><strong>La prima bistecca sottocasa </strong><br />
Esco dall&#8217;appartamento, entro in un locale con i tavoli e le sedie di legno e ordino una bistecca.<br />
Mentre aspetto bevo il vino ghiacciato e guardo fuori dalle grandi finestre dove passa Buenos Aires.<br />
La signora col cane, la ragazza col libro, il pensionato con la spesa. Tutti accarezzati dal vento.<br />
Arriva la bistecca, grande e con patatine, e mentre la mangio il cameriere tenta di uccidere una mosca.<br />
Dopo esserci riuscito mi sorride.<br />
Pago, lascio due pesos (50 cent) di mancia.<br />
- &#8220;Muy amable&#8221;, dice il cameriere.<br />
Esco, contento di poter essere muy amable con 50 centesimi.</p>
<p><strong>Parlando di fumetti con un libraio</strong><br />
Con l&#8217;aria di uno zombi che  non vuole andare a dormire, ho percorso l&#8217;Avenida Corrientes in cerca di un compagno. No, non sono ancora gay, intendo dire un libro.<br />
Ho scelto Cento Anni di  Solitudine che ho letto dieci anni fa in Polonia e che ora vado a leggermi in spagnolo.<br />
Poi ho visto la raccolta completa di Mafalda e ho fatto delle domande.<br />
Il libraio si é acceso e mi ha detto che Quino, l&#8217;autore, vive tra Buenos Aires e Milano o Torino.<br />
Gli ho chiesto se Quino fosse dell&#8217;Ecuador (bestemmia) e lui mi ha corretto con uno sguardo very proud. No, Argentino.<br />
La motivazione del mio errore é imbarazzante: Quito, la capitale dell&#8217;Equador e assomiglia a Quino.<br />
Chiari segni di fuso orario.<br />
Poi ho visto la raccolta completa dell&#8217;<a title="Eternauta" href="http://it.wikipedia.org/wiki/L'Eternauta" target="_blank">Eternauta</a>, il Guerra e Pace dei fumetti e gli ho fatto delle domande anche su quello. Mi ha guardato come un fratello e mi ha risposto.<br />
Poi sono andato via, troppo stanco per capire.</p>
<p><strong> Il vicino cantante </strong><br />
Un mio vicino di casa canta. Un altro suona il piffero. Il resto del rumore lo fa la strada. I am not alone.</p>
<p>Adesso sono le otto di sera di un giorno non qualunque e tra un pò vado a dormire con Garcìa Marquez.</p>
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		<title>Walkabout</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jan 2008 10:16:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argentina]]></category>
		<category><![CDATA[Diari di viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Paesi]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Non ce la faccio. Dovrei preparare lo zaino perché parto tra 5 ore, ma non ce la faccio. Ho appena bevuto The Last Cappuccino al bar e sono pieno di caffeina. Stamattina sono anche andato a trovare mia madre al cimitero, cosa che a mio padre fa molto piacere. Le ho parlato un pò, come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2008/01/buenos_aires-bistecca.jpg" title="Bistecca a Buenos Aires"><img src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2008/01/buenos_aires-bistecca.jpg" alt="Bistecca a Buenos Aires" align="left" height="216" width="287" /></a>Non ce la faccio. Dovrei preparare lo zaino perché parto tra 5 ore, ma non ce la faccio.<br />
Ho appena bevuto The Last Cappuccino al bar e sono pieno di caffeina.<br />
Stamattina sono anche andato a trovare mia madre al cimitero, cosa che a mio padre fa molto piacere. Le ho parlato un pò, come se fosse viva e come non le parlavo da viva.<br />
Il misto di caffeina e sensazione di aver fatto una buona azione che si é rivelata positiva anche per me, mi spinge lontano dallo zaino e mi avvicina al computer.<br />
Non sono bravo a fare lo zaino. Serve una lista, devi iniziare a girare per la stanza e fare un sacco di scelte. Quante mutande? Quante magliette? Documenti, soldi, cavi, cd. Dopo aver fatto le scelte, devi inserirle sapendo che il target di 10 Kg verrà ovviamente superato.<br />
Un lavoro da ragioniere. Non ci riesco, mi distraggo troppo facilmente.<span id="more-1065"></span></p>
<p>Preferisco mettermi al computer e scrivere. Mi sento un Mozart che compone sulla tastiera di un Mac.<br />
Le possibilità sono infinite.<br />
Basta aprire la posta e cominciare a rispondere. Non devo pensare, basta reagire.<br />
Non devo essere organizzato, ma artista.</p>
<p>E non ce la faccio perché sto per andare a Buenos Aires.<br />
Procuratevi un fratello che viaggia per lavoro e che non riesce a utilizzare le miglia e lo potrete fare anche voi.<br />
E procuratevi un lavoro staccato da un ufficio.<br />
Eccomi qui, con in mano un biglietto gratis (quasi, 120 euro di costi) per l&#8217;Argentina.<br />
Sto via un mese.<br />
Un paio di settimane a Buenos Aires e un altro paio si vedrà.</p>
<p>Il mio walkabout. Partire e lasciarsi vivere, andare fino a che non senti di aver ritrovato quello cosa che la vita residente, c&#8217;é poco da fare, ti toglie.<br />
Certo, per essere un vero walkabout non dovrei avere il biglietto di ritorno, ma questo evidentemente fa parte del mio passato e del mio futuro.<br />
La vita mi sta dando tanto per cui non mi lamento.<br />
O forse dovrei dire che sto chiedendo molto alla vita, e lei me lo dà perché é mio?</p>
<p>Comunque vado, e il solo sapere che vado rimette tutto a posto di colpo. La formula magica.</p>
<p></p>
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		<title>Gli animali patagonici: pinguini, leoni marini, elefanti marini e inglesi alcolizzati</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Mar 1974 19:16:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argentina]]></category>
		<category><![CDATA[Diari di viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Giro del Mondo]]></category>
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		<description><![CDATA[Martedi&#8217; 16 Marzo, Puerto Madryn, Patagonia centrale Ieri sono andato in escursione alla Peninsula Valdez dove ho visto . E delle orche li&#8217; al largo molto lontane. Non e&#8217; stagione per vedere moltissimi animali ma e&#8217; stato bello lo stesso. Nel pulmino che ci ha portati c&#8217;erano solo backpackers e dei tipi da Buenos Aires, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/10/parco-nacional-tierra-del-fuego2.jpg" title="Parco Nazionale Terra del Fuoco"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/10/parco-nacional-tierra-del-fuego2.thumbnail.jpg" alt="Parco Nazionale Terra del Fuoco" align="left" /></a>Martedi&#8217; 16 Marzo, Puerto Madryn, Patagonia centrale<br />
Ieri sono andato in escursione alla Peninsula Valdez dove ho visto . E delle orche li&#8217; al largo molto lontane. Non e&#8217; stagione per vedere moltissimi animali ma e&#8217; stato bello lo stesso.<br />
Nel pulmino che ci ha portati c&#8217;erano solo backpackers e dei tipi da Buenos Aires, si e&#8217; fatto piu&#8217; o meno tutti conoscenza e la sera siamo andati a berci una birra tutti assieme.<br />
E&#8217; stata praticamente la mia prima night-out in gruppo dalla partenza e mi ha fatto piacere.<br />
Due australiani, un americano in viaggio da tre anni, due ragazze gallesi, tre portegni (gente di Buenos Aires), due israeliani. Un sacco di risate e belle chiacchierate mentre uno dei portegni praticava il suo inglese tra un &#8220;fuck Margaret Tatcher&#8221;, &#8220;Bush suck my dick&#8221; e delicatezze di questo genere.<br />
La situazione mi ha un po&#8217; ricordato la navigazione sul Rio delle Amazzoni dove si era formato un gruppo che poi e&#8217; rimasto unito per qualche giorno.<br />
E&#8217; sempre bello avere la conferma che basta poco per trovarsi in buona compagnia.<br />
Scambi di indirizzi email e al mio ritorno a Buenos Aires ho gia&#8217; due/tre inviti per uscire a bere una birra.<br />
Ci scommetto che qualcuno degli stranieri lo ritrovo in giro per le spiagge cilene, le Ande peruviane o le galere boliviane (azzz..speriamo di no!)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Pensieri di fine Sud America a Buenos Aires</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jun 2004 12:23:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Giro del Mondo]]></category>
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		<description><![CDATA[Santiago del Cile, 21 Giugno 2004 Ultimo giorno di Sudamerica. Stasera mi affido alle ali della Lan Chile che mi portera&#8217; tra le nuvole al di sopra dell&#8217;Oceano Pacifico fino in Nuova Zelanda. Il fuso orario e&#8217; qualcosa come +15 e coincide esattamente con la partita Italia-Bulgaria che quindi, per uno scherzo di quantum-post-temporale, nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/10/brasile5.jpg" title="Una spiaggia brasiliana"><img src="http://www.tripluca.com//wp-content/uploads/2007/10/brasile5.thumbnail.jpg" alt="Una spiaggia brasiliana" align="left" /></a>Santiago del Cile, 21 Giugno 2004<br />
Ultimo giorno di Sudamerica. Stasera mi affido alle ali della Lan Chile che mi portera&#8217; tra le nuvole al di sopra dell&#8217;Oceano Pacifico fino in Nuova Zelanda. Il fuso orario e&#8217; qualcosa come +15 e coincide esattamente con la partita Italia-Bulgaria che quindi, per uno scherzo di quantum-post-temporale, nella mia vita non esistera&#8217;. Mi pregusto la sopresa di arrivare a Auckland e buttarmi in un internet per leggere il risultato.<br />
Una nota folclorica: mi stavo guardando Italia-Svezia in stanza in Hotel a Buenos Aires. Eravamo sull&#8217;uno a zero ed era appena iniziato il classico &#8220;difendiamo il risultato&#8221; col quale regolarmente becchiamo un gol (Finale Europei 2002 con la Francia, ottavi dei mondiali con la Corea, eccetera eccetarea). Mi sono alzato con un gran senso di fatalismo che quasi mi sentivo il Gattopardo quando gli offrono il posto di Senatore, consapevole dell&#8217;inutilita&#8217; dell&#8217;intervento umano di fronte a una tradizione millenaria italica, che risale ai tempi di Roma che riusciva a perdere battaglie imperdibili con i barbari solo perche&#8217; sapeva di non poter perdere.<br />
Insomma, me ne vado in bagno, lascio la porta aperta, alzo la tazza e inizio a pisciare. Sento la voce del cronista argentino che si alza di tono, immagino l&#8217;azione degli svedesi che si avvicinano alla porta, chiudo gli occhi per non vedere e non sapere, ma il grido arriva inesorabile. Un grido di &#8220;goooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooolllllllllllllllll&#8221; sudamericano, di quelli che durano 15 secondi e che ti penetrano nell&#8217;anima, togliendo ogni speranza di redenzione, di dubbio che sia fuorigioco o di aver capito male.<br />
Finisco la mia pisciata, tiro l&#8217;acqua, mi giro, mi guardo il replay e sprofondo nel letto profondissimo che mi accoglie in un abbraccio consolatore.</p>
<p>A Buenos Aires sono uscito con Eugenio, conosciuto in Patagonia e che fa Donatello di cognome. Serata di pizza e birra e successivo incontro con amici. Erano le tre e si dirigevano ad una festa, ma purtroppo mi dovevo alzare alle sette e ho rinunciato. E&#8217; cosi, che dopo essere stato tre volte a Buenos Aires devo ancora vederne la famosa vita notturna.</p>
<p>Non ho rinunciato pero&#8217; alla vita culturale vedendomi, la sera prima, un musical tributo a Mina (&#8220;Mina. que cosa sei&#8221; scritto anche sbagliato), a 6 euro. Bellissimo.<br />
Ho fatto anche shopping di libri comprandomi Agatha Christie, Tolstoy, un libro su vespucci, Neruda e Garcia Lorca, tutte edizioni nuove a una media di 1,5 euro.</p>
<p>Dopo due giorni a BA, eccomi a Santiago, una notte e via per Auckland, stanotte.</p>
<p>E&#8217; quindi arrivato il classico momento della riflessione finale come quando si andava in montagna col prete.<br />
Sono stato in America del Sud per quasi quattro mesi, da aggiungere ai quattro dell&#8217;anno scorso, e direi che si puo&#8217; definire conquistata. Mi mancano solo Uruguay, Ecuador e Colombia (oltre ai tre mini-stati tra Brasile e Argentina).<br />
Per conquistata intendo un sentimento di familiarita&#8217; unito a una certa conoscenza sul campo di luoghi e soprattutto di persone.<br />
Il continente e&#8217; talmente grande che per conoscerlo bene e a fondo ci vorrebbero anni viaggiando meno e fermandosi di piu&#8217;, ma un buon assaggio l&#8217;ho avuto.<br />
Devo dire che la scelta di scendere fino alla Terra del Fuoco mi ha in un certo senso costretto a correre piu&#8217; del necessario e di non potermi fermare di piu&#8217; in alcuni luoghi.<br />
Ne faro&#8217; una lezione, nei prossimi mesi cerchero&#8217; di resistere alla tentazione di vedere molte cose mi fermero&#8217; in alcuni posti. Sono sicuro che ne possono venir fuori belle cose.</p>
<p>Se dovessi tornare rifarei il Nord-Est del Brasile, la Bolivia e la parte Andina del Peru. Non rifarei ne&#8217; Cile ne&#8217; Argentina, a parte Buenos Aires, perche&#8217; meno esotiche. Stessa cosa per il Sud del Brasile, bello ma troppo europeo.<br />
Ecco, l&#8217;ho scritto perche&#8217; me poi me lo chiedono e sono stufo di rispondere sempre alle stesse domande.</p>
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