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	<title>Vivere viaggiando, Tripluca.com &#187; Sud America</title>
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	<description>vivo, lavoro, scrivo...viaggiando.</description>
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		<title>TripLife 1.0 &#8211; Le Opportunità di internet (15)</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jan 2009 13:15:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei libri]]></category>
		<category><![CDATA[Sud America]]></category>
		<category><![CDATA[TripLife 1.0]]></category>
		<category><![CDATA[business]]></category>
		<category><![CDATA[triplife]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo é un capitolo del libro che sto scrivendo online: TripLife 1.0 Manuale per Vivere e Lavorare Viaggiando. Qui c&#8217;é la presentazione. Mandami commenti, critiche e suggerimenti, mi aiuterai a scriverlo nel miglior modo possibile. Questo capitolo si chiama: Le Opportunità di Internet Come dicevo il mondo é pieno di opportunità per cui non é [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="TripLife 1.0 - Manuale per vivere e lavorare viaggiando" href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2007/11/copertinatriplife.jpg"><img src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2007/11/copertinatriplife.jpg" alt="TripLife 1.0 - Manuale per vivere e lavorare viaggiando" width="197" height="262" align="left" /></a> Questo é un capitolo del libro che sto scrivendo online: <a title="Triplife, Manuale per Vivere e Lavorare Viaggiando" href="http://www.tripluca.com/categorie/i-miei-libri/triplife-10/">TripLife 1.0</a> Manuale per Vivere e Lavorare Viaggiando.<br />
Qui c&#8217;é la <a title="TripLife, presentazione" href="http://www.tripluca.com/i-miei-libri/triplife-10-presentazione/">presentazione</a>.<br />
Mandami commenti, critiche e suggerimenti, mi aiuterai a scriverlo nel miglior modo possibile.<br />
Questo capitolo si chiama:</p>
<p align="center"><strong>Le Opportunità di Internet</strong></p>
<p align="left">Come dicevo il mondo é pieno di opportunità per cui non é possibile in un manuale di queste dimensioni presentarle tutte.<br />
Dato che la mia esperienza é relativa al mondo di internet, nel quale lavoro dal 2000, parlerò principalmente di questo.</p>
<p>Per quelli che credono che ormai sia troppo tardi ho una buona notizia: internet non é ancora iniziato.<br />
E&#8217; un bimbo in fasce che sta solo adesso cominciando a farsi sentire.<br />
La maggior parte del mondo economico, sociale e privato ne é stato più o meno toccato, ma quello che ci aspetta é molto di più.<br />
il bambino crescerà e diventerà adulto. <span id="more-1241"></span>
</p>
<p align="left">Ok, mi fermo qui con la futurologia e torno al nostro caro backpacker che cerca di tirar su i 500 euro al mese.<br />
E&#8217; un buon momento. Ogni nuova applicazione web, ogni nuovo gadget collegato a internet e ogni nuova massificazione di uno o dell&#8217;altro ti aprono decine di possibilità.<br />
Se tu fossi nato nel 1400 dovresti aspettare 100 anni per osservare una modifica simile a quella che accade oggi ogni 6 mesi.<br />
E sei ancora lì a lamentarti che non ti danno il lavoro?<br />
No, tu no, lo so, ma gli altri si. Benissimo, sei già in vantaggio rispetto a loro.</p>
<p align="left"><strong>Il mio business online</strong><br />
A questo punto é arrivato il momento di spiegare come sono arrivato a staccarmi da lavoro fisso, viaggiare quanto voglio e guadagnare in maniera decente.<br />
E&#8217; un buon esempio pratico.</p>
<p align="left">Tutto é iniziato quando sono tornato dal mio primo anno in Australia e Asia, nel Novembre del 2000.<br />
Avevo scoperto che per viaggiare basta poco, all&#8217;epoca avevo definito 500.000 Lire al mese il minimo per tirare a campare in Asia.<br />
Inoltre in Australia mi ero creato un mio business dal nulla, creando siti internet e basso costo (e di basso livello), per cui avevo sperimentato il dolce prurito della creazione di un qualcosa dal nulla.<br />
L&#8217;obiettivo non sembrava irraggiungibile.<br />
A casa, mentre riposavo le ossa dalle peripezie austro-asiatiche rimuginando sul da farsi, mi sono ricordato dei miei viaggi a Praga.<br />
Cosa succedeva a Praga? Quando scendevo dal treno mi avvicinavano sempre delle signore munite di fotografie, che mi proponevano degli appartamenti, o stanze in appartamenti, a poco prezzo.<br />
- &#8220;E se le mettessi online?&#8221; Pensai.</p>
<p align="left">Ecco quindi la cronaca di come è nato il mio business:<br />
In un freddo mattino di marzo 2001, prendo la macchina, la mia Tipo rossa, e vado a Praga.<br />
Appena arrivato, parcheggio sopra la Stazione Centrale, scendo e comincio a far finta di essere un turista.<br />
Non arriva nessuno.<br />
Ci penso e mi dico &#8220;ma che cacchio sto facendo? Non ho una ditta, ho un&#8217;idea strampalata e mi voglio mettere a fare l&#8217;agenzia di viaggi? Forse é meglio che vada a casa&#8221;.<br />
Poi, la voce  interna mi dice &#8220;vai, rischia, non tornare indietro. Puoi sempre tornare in ufficio se fallisci&#8221;, e decido di restare.<br />
Mi avvicina una signora: &#8220;cerchi una stanza?&#8221;.<br />
La guardo e dico &#8220;Si&#8230;cioé no, le vorrei proporre un business&#8221;.<br />
Mi scruta incuriosita mentre le dico &#8220;gestisco un sito di prenotazioni, vorrei fare delle foto ai suoi appartamenti, metterli online e spedirle dei clienti in cambio di una commissione. Non paga nulla in anticipo, mi dà le commissioni dopo che il cliente l&#8217;ha pagata&#8221;.<br />
E&#8217; d&#8217;accordo.<br />
Andiamo a casa sua, scatto le foto (la macchina fotografica digitale era una novità), mi dice i prezzi e mi faccio dare il suo telefono.<br />
Il giorno dopo ripeto la cosa e recupero altre due proprietarie.<br />
Me ne vado da Praga con 6 appartamenti in tasca.<br />
Nel giro di due giorni metto online un sito in un dominio gratuito (geocities.com).<br />
Pochi giorni dopo ho una prima prenotazione, la passo via sms (le proprietarie non avevano l&#8217;email!) alla proprietaria.<br />
Il cliente va, paga e ho incassato la mia prima commissione.<br />
Alleluja!!!</p>
<p align="left">Nei mesi successivi le prenotazioni continuano ad arrivare, torno a Praga a prendere i soldi e vado a Budapest ad aprire un altro sito. Stessa tecnica.<br />
I soldi entrano, pochi ma buoni, faccio anche altri lavori, fino al 2003 quando sono completamente sdoganato.<br />
Nel frattempo apro Cracovia e altre città, creo una ditta in Germania (il perché é un&#8217;altra bella storia) e sono un vero businessman del 2000.<br />
Dal 2003 non ho più avuto un boss e ho sfruttato al massimo la libertà di movimento che derivava da questa attività.<br />
Nel frattempo il business é cresciuto, é cambiato e al momento il sito di riferimento (oltre a tanti altri) é
</p>
<p align="left"><a title="Appartamenti in Est Europa" href="http://www.apartmentoski.com/it/index.php" target="_blank">Apartmentoski.com</a></p>
<p align="left">Diciamolo: non ho lavorato 8 anni. Per 5 anni ho viaggiato e lavor(icchi)ato e negli ultimi 3 mi ci sono messo più seriamente.<br />
Ma non ho l&#8217;impressione di lavorare, mi diverto.<br />
Non ho nemmeno fatto i soldi: mi porto a casa qualcosa di simile a uno stipendio medio, ma senza dover lavorare 8 ore al giorno per 5 giorni alla settimana.<br />
Solo che uno stipendio medio a Bali&#8230;.
</p>
<p align="left">Fine della storia.</p>
<p align="left">Vediamo alcuni elementi che, più che la mia esperienza personale, possono essere da guida per te che vuoi buttare la cravatta e andare on the road:</p>
<p align="left">- <strong>L&#8217;urgenza</strong>: non avevo un lavoro e i soldi stavano finendo. Quando sono partito per Praga possedevo una Fiat Tipo di 200.000 km e 5 milioni di lire. O trovavo qualcosa in fretta o avrei sentito il freddo nodo della cravatta attorno al collo entro poco tempo. Non mi potevo permettere di tergiversare, di fantasticare sul modo migliore di implementare l&#8217;idea, di chiedere finanziamenti ecc&#8230;però potevo tentare a costo quasi zero. Aprire questa attività mi é costato il viaggio a Praga, quindi forse 300.000 Lire.</p>
<p align="left">- <strong>L&#8217;idea</strong>: un&#8217;attività antica (prenotazioni) in un contesto nuovo (internet). E&#8217; stato un attimo arrivare primi in google: niente <a title="SEO" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ottimizzazione_(motori_di_ricerca)" target="_blank">SEO</a> o pubblicità. E&#8217; stato facile trovare i proprietari e metterli in contatto con i clienti. Al posto giusto al momento giusto, con un&#8217;idea moderna.<br />
Lezione: analizzare le tendenze tecnologiche e pescare le opportunità che si aprono grazie ai mutamenti.
</p>
<p align="left">- <strong>Approccio Agile</strong>: parti, poi vedi come va e come adattarsi. Pianificare ha senso in contesti tradizionali, ma quando le cose sono così nuove, conviene partire e imparare strada facendo. Si rischia di fare meno errori basati su assunzioni fantasiose.</p>
<p align="left">- <strong>Crederci</strong>: per un attimo stavo per mollare. Paura, dubbi&#8230;ma bisogna crederci. Senti che stai facendo una cosa strana, che richiede coraggio? E&#8217; un buon segno.</p>
<p align="left">- <strong>Le competenze:</strong> le competenze si creano. Chi ti ha detto che hai finito di studiare? L&#8217;unica cosa che é cambiata é che adesso studi quello che ti piace. Io, fino a marzo 2000, non avevo idea di come si facesse un sito, di prenotazioni, di agenzie e di appartamenti. Togliti dalla testa che per imparare servono per forza corsi, maestri e lezioni: abbiamo internet.</p>
<p align="left">Ora, tu dirai &#8220;si, bella, ma era il 2001, adesso le cose sono cambiate&#8221;.<br />
Vero e falso.<br />
Vero, se vuoi aprire un attività simile, parti con 8-10 anni di ritardo.<br />
Falso, internet é in evoluzione come lo era allora, e apre sempre nuove possibilità.<br />
Non cercare in internet: cerca nel mondo reale le cose che con l&#8217;apporto della tecnologia possono essere fatte meglio.<br />
Potrebbe, per assurdo, essere un miglioramento nella gestione di un panificio.<br />
Attività antica in contesto nuovo.<br />
Perché? Perché il panettiere non sa niente di internet.<br />
E&#8217; un esempio stupido, ma serve a inchiodare il concetto nel tuo cervello.
</p>
<p align="left"><a href="http://www.tripluca.com/i-miei-libri/triplife-10-le-opportunita-del-2009-16/">Continua</a></p>
<p align="left">
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		<title>Dulce de Vida</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Feb 2008 09:46:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argentina]]></category>
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		<category><![CDATA[Paesi]]></category>
		<category><![CDATA[Sud America]]></category>
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		<description><![CDATA[Buenos Aires 16 Febbraio 2008 Oggi è il mio ultimo giorno a Buenos Aires. Forse. Sono in aeroporto, in lista di attesa, e al 99% non partirò. Da questo limbo mi appresto a scrivere un report conclusivo, forse. Faccio un&#8217;analisi del mese argentino che, forse, diventerà un mese e qualche giorno (se non parto). Quindi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="panino argentino" href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2008/02/dsc00144.JPG"><img src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2008/02/dsc00144.JPG" alt="panino argentino" width="181" height="136" align="left" /></a>Buenos Aires 16 Febbraio 2008<br />
Oggi è il mio ultimo giorno a Buenos Aires. Forse.<br />
Sono in aeroporto, in lista di attesa, e al 99% non partirò.<br />
Da questo limbo mi appresto a scrivere un report conclusivo, forse.<br />
Faccio un&#8217;analisi del mese argentino che, forse, diventerà un mese e qualche giorno (se non parto).<br />
Quindi un&#8217;analisi basata su un passato certo e un futuro forse qui, forse lì.<br />
Scusate se insito su questi &#8220;forse&#8221; ma mi risulta divertente il parallelo con la vita:<br />
Siccome non ci é dato sapere il giorno della nostra morte, facciamo ogni giorno quello che faccio io: un&#8217;analisi sul passato, senza sapere quanto durerà il futuro.<br />
Questa probabilmente vi risulterà una delle mie filosofie più inutili, buttata li per passare un&#8217;ora in aeroporto (senza nemmeno sapere se partire).<br />
Anche  a me.</p>
<p><span id="more-1089"></span>Comunque, diamo il viaggio per finito, sennò non ne veniamo più fuori.<br />
E&#8217; stato bello, vivo, originale e creativo. Come al solito.<br />
Anzi di più, perché ora non passo più da viaggio a viaggio, ma da fisso a viaggio.<br />
In un mese, invece di passarlo tra colazione, palestra, computer, pranzo, computer, cena e computer, sono diventato le seguenti cose:<br />
- suonatore di charango (strumento boliviano a corde). Canzone preferita: somewhere over the rainbow del ciccio Izrael&#8230;.quello hawaiano.<br />
- businessman di appartamenti online a Buenos Aires<br />
- Agente immobiliare che ora creerà una task force di investitori per tornare e comprare un appartamento qui.<br />
- Drogato senile (cannabis)<br />
- Possessore del libro di Mafalda, Tutto Mafalda, tutto ma proprio tutto (un cimelio che i miei nipotini adoreranno nel 2045).<br />
- Uomo che ha visitato la casa del Che e suscita invidie in comunisti nostalgici. Ho visto anche il cesso del Che. Si chiama Chesso.<br />
- Cultore (e possessore) di giacche, cinture e portafogli di cuoio.<br />
- Amato dai genitori di Lek per borsa e portafoglio di cuoio argentini da sfoggiare nell&#8217;hinterland Bangkokcchiano.<br />
- Amato un 7% in più da Lek per giacchetta di pelle di capra (in India le amava, qui me le fa scuoiare) da 170 Euro.<br />
- Cultore dei Simpson in versione argentina, possessore di 5 magliette con Homer argentino (tatuato con el Che, la Mano de Dios, ecc..)<br />
- El Tano: l&#8217;italiano che suona la chitarra e canta &#8220;te voglio bene assai&#8221; e &#8220;Come together&#8221;.<br />
- Uomo inserito nell&#8217;underground artistico del mondo del cinema argentino.<br />
- Mito del tassista dell&#8217;altra sera a quale ho pagato doppia tariffa perché non aveva resto (qui, sta al cliente avere il resto).</p>
<p>Insomma, niente di cui vantarsi ma un ulteriore inno al viaggio, moltiplicatore di esperienze, espansore delle potenzialità, camera iperbarica della vita, evidenziatore del primato dello spirito sulla materia.<br />
Ragazzi, me la potete girare come volete, ma nell&#8217;eterna partita tra vita residente e vita in viaggio, non c&#8217;é storia, appartengono a campionati differenti.<br />
Non li puoi comparare, é crudele.</p>
<p>Avevano ragione i Beatles,  si scrive meglio con alcol o caffeina (come adesso) in corpo.<br />
Devo provare con le droghe.</p>
<p>http://www.youtube.com/watch?v=2A2Jt4WOxN8</p>
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		<title>La pioggia mi porta a Montevideo</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Feb 2008 15:16:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diari di viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Uruguay]]></category>

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		<description><![CDATA[Il deficit informativo, anche detto &#8220;il viaggiare senza Lonely Planet&#8221;, ha anche dei pregi. Ora scrivo da Montevideo, Uruguay, senza nemmeno sapere come ci sono arrivato. Mi spiego. Nel mio ultimo attimo di consapevolezza ero a Villa General Belgrano, fuori Cordoba, e volevo andare a Villa Carlos Paz, paesino della Sierra con molta vita notturna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<p>Il deficit informativo, anche detto &#8220;il viaggiare senza Lonely Planet&#8221;, ha anche dei pregi.<br />
Ora scrivo da Montevideo, Uruguay, senza nemmeno sapere come ci sono arrivato.<br />
Mi spiego.<br />
Nel mio ultimo attimo di consapevolezza ero a Villa General Belgrano, fuori Cordoba, e volevo andare a Villa Carlos Paz, paesino della Sierra con molta vita notturna e culturale.<br />
Prendo il micro (piccolo bus) per Cordoba dove ne prenderò un altro per Villa Carlos Paz.</p>
<p>Piove.</p>
<p>Piove, per voi che siete a casa non vuol dire molto. Cioé non vi cambia la vita.<br />
Per me é stata una revolution.<span id="more-1085"></span></p>
<p>Nel tragitto verso Cordoba tra colline verdi e vacche bianche e nere, sono seduto accanto all&#8217;autista e rifletto:<br />
- &#8220;mumble, mumble, se Villa Carlos Paz é come Villa General Belgrano, sarà pieno di turisti e difficile trovare un hotel, senza nemmeno pensare a un Hotel con internet in camera. Mi sa che mi aspetta una casino, mumble mumble&#8221;.</p>
<p>Arrivo a Cordoba e piove ancora. Allora decido di fermarmi lì, nello stesso Hotel, e andare a Carlos Paz in giornata (sono un paio d&#8217;ore di bus). Chiamo il mio Hotel e sono pieni. Vado in un ostello e sono pieni.<br />
Inizio così a girare la città con lo zaino in spalla e a chiedere una stanza con internet.<br />
Sono schiavo di internet.<br />
La fregatura é che se non ce l&#8217;ho in camera perdo più soldi in produttività di quanti ne posso risparmiare in un hotel economico.<br />
E&#8217; un casino. Sono una commodity. Altro che backpacker. Altro che libero senza pensieri.<br />
Ma mi piace così, senò é troppo facile.</p>
<p>Comunque più giro e meno ho voglia di restare a Cordoba due giorni. Ci sono già stato e piove.<br />
Giro l&#8217;angolo e il vento dell&#8217;est mi porta echi di Buenos Aires.<br />
Baires mi chiama &#8220;vieni, vieni, torna qui&#8221;.</p>
<p>Allora decido di andare a Buenos Aires anche se l&#8217;appartamento sarà disponibile solo da Domenica.</p>
<p>Vado alla stazione dei pullman e a un certo punto vedo scritto &#8220;Montevideo&#8221;.<br />
Folgorato.  L&#8217;ignoto mi chiama.<br />
Penso:<br />
- &#8220;mumble mumble, da quanto tempo non vado in un paese nuovo? Dev&#8217;essere una vita. Torno sempre negli stessi posti. Uruguay, Montevideo, nomi esotici. Un altro punto sulla mappa da trasformare in sensazioni ed immagini. Un&#8217;altra parte di mondo da rendere familiare&#8221;.</p>
<p>Ora, il problema é che nell&#8217;immaginario collettivo o forse solo in quello personale, Montevideo e Baires sono attaccati. La frase classica é &#8220;dall&#8217;altra parte del fiume&#8221;.<br />
Ok, allora via un biglietto per  Montevideo.<br />
Ma perché costa più del doppio?</p>
<p>Dalle 5 della tarde alle 10 della mattina in bus, comodo subendo una compilation di video degli anni 80 con estratti di 30 secondi ciascuno. Passa da &#8220;The final countdown&#8221; degli Europe a &#8220;In the name of love&#8221; degli U2, passando per Roxette, Bon Jovi, Madonna, Nick Kamen e una serie infinita di ricordi della mia adolescenza. Dopo 50 canzoni sono inebetito. Gli anni 80 fanno un certo effetto, ma sparati a tutta velocità sono paurosi. Mi viene da ridere per alcuni passi di danza e vesititi e da piangere per alcune canzoni (con Carrie degli Europe ho ballato il mio primo lento, tutta la notte di capodanno con la stessa canzone).<br />
Continua con almeno 150 canzoni. Poi finisce, grazie a Dio.</p>
<p>Arrivo a Montevideo e ci sono video dappertutto, la maggior parte sulla cima delle colline. Per questo si chiama Montevideo. E inoltre vendono degli schermi piatti al plasma a ottimi prezzi. Davvero.</p>
<p>Il giorno prima avevo quasi prenotato un albergo con Wifi in the room su Hostel World ma poi mi sono fermato perché non volevo pagare i 2 euro al sito e inoltre pensavo che mi avrebbero dato la stanza peggiore perché devono pagare la commissione al sito.<br />
Decisione da iscrivere nell&#8217;annuale &#8220;le cappelle di Quel Coglione di TripLuca&#8221;, perchè all&#8217;Ufficio turistico mi dicono che é tutto pieno a causa del Carnevale.<br />
Chiamo l&#8217;Hotel in questione e supplico una stanza.<br />
- &#8220;nada&#8221;.<br />
Coglione.</p>
<p>Allora ne prenoto un altro con Wifi in the lobby. Prendo un taxi simpatico e arrivo all&#8217;<a href="http://www.klee.com.uy/" title="Hotel Klee" target="_blank">Hotel Klee</a> che per 35 U$ (25 Euro) mi dà una bellissima stanza al secondo piano, su mia richiesta per essere vicini all&#8217;antenna del Wifi, messaggera della Grande Madre.<br />
Salgo in stanza, apro il Mac e il segnale c&#8217;é. I am online, il mondo mi sorride.</p>
<p>Scendo, vado a fare colazione, mi piazzo in un bel caffé e guardo la gente passare.<br />
Provo a calcolare la percentuale di quelli che camminano con il termos e il mate in mano e sono sotto l&#8217;1%. Con questo confermo che la &#8220;percezione&#8221; che avevo (tutti con il mate in mano a Montevideo) é una cosa, e le statistiche un&#8217;altra.</p>
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		<title>La miglior carne del mondo</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Feb 2008 22:03:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argentina]]></category>
		<category><![CDATA[Diari di viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Paesi]]></category>
		<category><![CDATA[Sud America]]></category>

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		<description><![CDATA[Quante volte vi hanno detto che le migliori bistecche del mondo sono quelle argentine? Io non sono certo un esperto (15 anni senza carne), ma vi posso garantire che sono buone. Però. Primo Però: la miglior &#8220;picada&#8221; (pezzettini di carne alla piastra) mai mangiata é stata a Salvador di Bahia nel 2003. Certo, eravamo in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2008/02/dsc00062.JPG" title="San Telmo"><img src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2008/02/dsc00062.JPG" alt="San Telmo" align="left" height="234" width="234" /></a>Quante volte vi hanno detto che le migliori bistecche del mondo sono quelle argentine?<br />
Io non sono certo un esperto (15 anni senza carne), ma vi posso garantire che sono buone.<br />
Però.</p>
<p>Primo Però: la miglior &#8220;picada&#8221; (pezzettini di carne alla piastra) mai mangiata é stata a Salvador di Bahia nel 2003. Certo, eravamo in bella compagnia, gnocche a destra e gnocche sinistra, ma me la ricordo morbida come non mai. Anche le vacche brasiliane hanno cieli immensi e immenso amore.<br />
Secondo Però, quello grave: l&#8217;altra sera Manuel, io e le due romane siamo andati a una cena tango iperturistica e abbiamo ordinato della carne.<br />
Attenzione.<br />
Sul menù leggo la seguente frase:<span id="more-1083"></span></p>
<p align="center">Carne de <strong>exportaciòn</strong> de primera calidad<strong> </strong></p>
<p align="left">inizialmente non me ne rendo conto però qualcosa mi dice che visto una cosa strana, per cui rileggo e domando a Manuel:<br />
-&#8221;Perchè de exportaciòn?&#8221;<br />
-&#8221;Porqué la carne mejor la venden all&#8217;estero dove la pagano di più&#8221;.<br />
Rimango stordito come se la globalizzazione mi avesse dato un colpo in testa.<br />
E poi, la cosa peggiore, é che il ragionamento fila benissimo.<br />
La carne qui costa circa  1  euro al Kg., é ovvio che la vendano all&#8217;estero.
</p>
<p align="left">Un Arrgghhhhhh cosmico mi sale dal più profondo dello stomaco e vuole uscire. Lo trattengo.</p>
<p align="left">Ma allora la domanda é: dov&#8217;é la miglior carne argentina? In una macelleria di Cologno Monzese?<br />
Mi sarebbe quindi bastato prendere il regionale IR645 da Venezia Mestre, andare da a Cologno, tornare a casa per mezzogiorno e farmela cucinare da mio papà con un cd di <a href="it.wikipedia.org/wiki/Carlos_Gardel" title="Carlos Gardel" target="_blank">Carlos Gardel</a>?
</p>
<p align="left">Riflettiamo sulla globalizzazione. Non é poi un male, se ci risparmia il viaggio in Argentina e ci fa trovare le bistecche migliori sotto casa, no? Anzi, se andiamo avanti così forse non servirà nemmeno viaggiare in futuro. Tutto qui e subito, facile e originale. Un sogno.</p>
<p align="left">Vabbé considerazioni ovvie.<br />
Ciò che conta  é che la carne qui é buona, ho ballato il tango (attendo video di Valeria e Vanessa su youtube), ieri sono stato alla casa-museo del Che a <a href="it.wikipedia.org/wiki/Alta_Gracia" title="AltaGracia" target="_blank">Alta Gracia</a>, oggi sono a <a href="es.wikipedia.org/wiki/Villa_General_Belgrano" title="Villa General Belgrano" target="_blank">Villa General Belgrano</a> in montagna in mezzo ai discendenti dei nazisti che dicono di non essere nazisti, sento musica bavarese uscire da un bar e tra un pò vado a vedermi i Simpson che parlano in argentino.<br />
Che casino!!!!! Omeroo!!!! (si, non Homer, Omero).</p>
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		<title>Coca in Baires</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Feb 2008 16:37:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se pensavate che Buenos Aires si sarebbe fermata alle canne, vi sbagliavate. E&#8217; entata in campo la cocaina. Fa sempre un certo che parlare di coca, no? Improvvisamente il viaggio diventa più viaggio, cool, di mondo, real life. Anche se non la sniffi. Cronaca. Manuel mi invita a mangiare con gli amici a Palermo (quartiere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2008/02/dsc00080.JPG" title="felicità"><img src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2008/02/dsc00080.JPG" title="l'attimo della rivelazione" alt="l'attimo della rivelazione" align="left" height="161" width="215" /></a>Se pensavate che Buenos Aires si sarebbe fermata alle canne, vi sbagliavate.<br />
E&#8217; entata in campo la cocaina.<br />
Fa sempre un certo che parlare di coca, no? Improvvisamente il viaggio diventa più viaggio, cool, di mondo, real life.<br />
Anche se non la sniffi.</p>
<p>Cronaca.<br />
Manuel mi invita a mangiare con gli amici  a Palermo (quartiere bene). Infilo le ciabatte, i jeans e la mitica camicia bianca thailandese (stile italiano) con il mio nome scritto in thai sul colletto. Un non plus ultra di&#8230;ok, indefinibile.</p>
<p><span id="more-1076"></span>Arrivo al ristorante <a href="http://foodquests.blogspot.com/2007/07/la-dorita.html" title="La Dorita Buenos Aires" target="_blank">La Dorita</a> e mi aggiungo alla tavolata di ragazzi. Si beve buon vino e si mangia Parrilla, of course. Sono tutti simpatici, fanno domande e parlano con me. Molto alla mano. Mi sento subito di casa, come se li conoscessi da un pò.<br />
Sono tutti attori, montatori e registi. Per fortuna ho acquisito fama mondiale con <a href="http://www.cobretti.it/blog/porchetti-bali-peace-and-love-5.html" title="Cobretti" target="_blank">Porchetti</a> e mi sento uno di loro.<br />
Alla fine della cena si passa a casa di uno di loro e girano delle canne. Per coerenza fumo anch&#8217;io.<br />
Poi esce la coca, qualcuno mette delle banconote su tavolo e noi che non sniffiamo andiamo a fumare fuori.</p>
<p>Poi, quando siamo tutti felici, un di loro annuncia che la sua ragazza é incinta.<br />
E&#8217; il pandemonio, saltano tutti, lo abbracciano, lo baciano e sembrano davvero felici.<br />
Mi vengono in mente le reazioni nostre quando gli amici annunciano di aver ingravidato la femmina.<br />
Freddine a confronto.<br />
Ah, però non ci eravamo fatti di coca, eh eh!</p>
<p>Poi il futuro padre dice &#8220;e c&#8217;é un&#8217;altra sorpresa&#8221;. Si gira verso un amico e lui dice &#8220;anche mia moglie é incinta&#8221;. Stessa scena da gol di Maradona.</p>
<p>Saltano e sono tutti felici. Seguono fotografie di gruppo.  Sembrano davvero sorpresi ed entusiasti.<br />
Insomma, un evento.</p>
<p>Poi io e Manu andiamo in macchina a cercare le due amiche italiane (conosciute in aereo) che recupereremo solo verso le due di notte, dopo esserci inseguiti per mezza Baires.<br />
Anzi ne recuperiamo una sola.</p>
<p>Bella serata di degrado morale che ti lascia dentro un a sensazione positiva.</p>
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		<title>Colazione a Buenos Aires</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Feb 2008 13:53:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argentina]]></category>
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		<description><![CDATA[Sono stato giustamente rimproverato di non scrivere più. Purtroppo la routine mi ha preso e ha ingrigito la mia vita buenosairesene, rendendo la scrittura di un report (&#8230;azzo!! Report, non blog! Perché li devo chiamare blog adesso??) più difficile. Però il popolo attende le mie parole, per cui faccio la classica cronaca ad episodi. Oggi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2008/02/dsc00055.JPG" title="Mini murales a Buenos Aires"><img src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2008/02/dsc00055.JPG" title="Mini murales a Buenos Aires" alt="Mini murales a Buenos Aires" align="left" height="150" width="200" /></a>Sono stato giustamente rimproverato di non scrivere più.<br />
Purtroppo la routine mi ha preso e ha ingrigito la mia vita buenosairesene, rendendo la scrittura di un report (&#8230;azzo!! Report, non blog! Perché li devo chiamare blog adesso??) più difficile.</p>
<p>Però il popolo attende le mie parole, per cui faccio la classica cronaca ad episodi.<br />
Oggi vi parlerò della colazione a Buenos Aires:</p>
<p><strong>L&#8217;Highlight </strong><br />
Il momento più bello della mia giornata é la mattina, perché é immutabile e ha un qualcosa di bohemiano 2008. Mi alzo, anche alle 10 se la sera prima ho fatto tardi (capita), mi faccio la doccia, mi metto la mia maglietta thailandese, metto a lavare le altre due che mi sono portato via nel lavandino della cucina, ed esco in ciabatte balinesi (niente di esotico, ma prese a Bali l&#8217;anno scorso).<span id="more-1073"></span><br />
Scendo in strada e fa già caldo. La strada verso il bar é in discesa, cosa che a livello psicologico fa  piacere e mi porta direttamente all&#8217;edicola dal ragazzi timido che mi vende il Corriere della Sera a 0,70 pesos (0,15 euro).<br />
Appena preso il giornale in mano salgo nella scala sociale: sono un italiano e ho Euro in tasca.<br />
Poi devi scegliere se fare colazione da Roli a 6 pesos a da quello più cool-lounge-cameriera-con-traversa nera-cappuccio-grande a 7 pesos.<br />
Oggi l&#8217;ho fatto da 7 e mi sono seduto fuori.<br />
A un certo punto si é sentita una donna gridare di piacere e tutti si sono girati verso una finestra da dove provenivano le urla. E&#8217; durato un 30 secondi ma il quartiere si é fermato.<br />
Pazzesco, una scena stranissima, subito dopo le donne che passavano sembravano ancheggiare di più e la cameriera si ha aperto un bottone della camicetta.</p>
<p>Leggo il giornale per distrarmi: in questo momento c&#8217;é alta politica con la crisi di governo, che non riesce a demoralizzarmi perché siamo in mano a gente onesta e capace che farà tutto per rimettere le cose a posto.<br />
&#8220;L&#8217;Argentina é una brutta copia dell&#8217;Italia&#8221;, mi ha detto un tipo ieri. &#8220;E l&#8217;Italia é una brutta copia di un paese serio&#8221;, gli ho risposto io. Peccato, perché di gente seria ce n&#8217;é molta in Italia. Purtroppo lavora e non ha tempo per la politica. Forse é quello il nostro errore più grande?</p>
<p><img src="http://gws.maps.yahoo.com/mapimage?MAPDATA=bj5B3ed6wXX7IHUldWyfISLMhN0Mft1hvhwMPRQZLdxBofWvyGwHe48Dsh11EStIxVuQF0TxgqSlLCNjnzUdKYYKF87.rvisbibn2ce.XtJ7wehlgWX9piaQxk0BBonLeo3kbV7KIjIng0ooNb5Hs.E-&amp;mvt=m?cltype=onnetwork&amp;.intl=us" title="GeoPress map of "/></p>
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		<title>Un dentista a Buenos Aires</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jan 2008 15:58:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argentina]]></category>
		<category><![CDATA[Diari di viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Sud America]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi sono andato dal dentista. Mi devo devitalizzare un dente in preparazione all&#8217;operazione per togliermi la ciste mascellare in Italia. Non sapendo bene dove andare mi sono rivolto all&#8217;Hospital Alleman (Ospedale Tedesco), che suona bene. Ci ero già stato ieri e mi avevano detto di tornare oggi per parlare col chirurgo. Avevo notato che si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2008/01/dsc00050.JPG" title="Il bar dei gay"><img src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2008/01/dsc00050.JPG" alt="Il bar dei gay" align="left" height="178" width="237" /></a>Oggi sono andato dal dentista. Mi devo devitalizzare un dente in preparazione all&#8217;operazione per togliermi la ciste mascellare in Italia.<br />
Non sapendo bene dove andare mi sono rivolto all&#8217;Hospital Alleman (Ospedale Tedesco), che suona bene.<br />
Ci ero già stato ieri e mi avevano detto di tornare oggi per parlare col chirurgo.<br />
Avevo notato che si baciano sulla guancia quasi tutti.<br />
Cioé, per capirci, il paziente entra nello studio e il dottore lo bacia.<br />
Penso alla vita facile dei germi argentini che possono farsi dei viaggi velocissimi.</p>
<p>Oggi torno, pago 12 euro alla cassa e mi fanno entrare nello studio del Dott. Chir. Agostinelli di chiare origini bielorusse.<br />
Mi dà la mano. Una mano da chirurgo.<br />
Ho l&#8217;impressione che nella stretta mi abbia sistemato un nervo.<span id="more-1071"></span></p>
<p>Gli faccio vedere la radiografia e mi chiede se intendo fare l&#8217;operazione lì.<br />
Dico di no, solo la devitalizzazione.<br />
C&#8217;é stato un malinteso, non la fa lui.<br />
Esce e dopo tre minuti torna con un numero di telefono, quello della dottoressa che fa &#8216;ste cose.<br />
Mi dice di chiamarle direttamente perché se passo per l&#8217;ospedale devo aspettare un mese.</p>
<p>Mi chiede di dove sono e come sono gli ospedali italiani.<br />
Parliamo un pò, dato che ho pagato devo ottimizzare le chiacchiere.<br />
E comunque si vede che gli piace parlare con me.</p>
<p>Poi esco, chiamo il cellulare della dottoressa ma non risponde.</p>
<p>Così decido intanto di avviarmi verso un <a href="http://www.buenosairesdental.com.ar/" target="_blank">indirizzo</a> trovato in internet, in Calle Esmeralda, la stessa dove avevo abitato qualche anno fa.<br />
Nel frattempo richiamo la dottoressa ma evidentemente sta devitalizzando.</p>
<p>Arrivo al mio indirizzo, entro nel palazzo, passo la guardia, prendo l&#8217;ascensore, la porta si apre e vedo un muro davanti a me. Non posso scendere. Forse ho aperto troppo presto? Schiaccio il bottone e non succede niente.<br />
Sono bloccato? E mi scappa anche da pisciare (mai aspettare, la vita ti può mettere in brutte situazioni e se ti scappa la pipì sono anche peggiori).<br />
Allora provo a scendere. Scende al terzo. Apro la porta. Ancora il muro.<br />
Mierda.<br />
Scendo al pianoterra, salgono due persone e gli chiedo come si fa ad uscire.<br />
- &#8220;Apri la porta&#8221;.<br />
Arriviamo al terzo piano, si apre la porta e non c&#8217;é il muro.<br />
Per forza&#8230;era dall&#8217;altro lato!</p>
<p>Mi sembra di essere in un libro di pensiero laterale, dalla parte sbagliata.</p>
<p>Comunque, entro nello studio e mi accoglie Laura con un sorriso e la mano tesa. Stringo.<br />
Mentre aspettiamo il dottore mi chiede di che parte d&#8217;Italia sono. Le dico Venezia e quasi sviene.<br />
Mi dice che é stata 10 volte di fila in Italia (prima della crisi of course) e che ne é innamorata.<br />
Mi dice che però in Italia non vivrebbe. Manca l&#8217;umanità così importante per lei.<br />
Siamo un pò troppo chiusi.<br />
Lo dice quasi dispiaciuta, si vede che ama il nostro paese.</p>
<p>Parliamo, parliamo e parliamo e poi parliamo anche con un altro paziente che mi spiega tutta una serie di cose per ritirare più di 320 pesos (62 euro) alla volta, dagli Atm.</p>
<p>Dopo la visita, Laura mi saluta con un bacio sulla guancia (cioé guancia contro guancia, niente umidità).<br />
Rimango un pò sorpreso e automaticamente sto per darle il secondo, e si mette a ridere, ricordandosi che in Italia non si dà mai solo un bacio.</p>
<p>Saluto ed esco, io uomo di mondo, che sa ancora sorprendersi per un bacio.</p>
<p></p>
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		<title>Il Konex e la night life di Buenos Aires</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Jan 2008 12:23:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argentina]]></category>
		<category><![CDATA[Diari di viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Sud America]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri ho chiamato Manuel, il ragazzo degli appartamenti, perché dovevamo parlare di una possibile cooperazione. Mi ha dato appuntamento al Conex, per un concerto di percussioni, e mi sono avviato verso il più strano incontro di affari della mia storia. Il Conex altro non é che un centro sociale occupato dove girano molte belle figliole, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Konex Buenos Aires" href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2008/01/dsc00045.JPG"><img src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2008/01/dsc00045.JPG" alt="Konex Buenos Aires" width="224" height="168" align="left" /></a>Ieri ho chiamato Manuel, il ragazzo degli appartamenti, perché dovevamo parlare di una possibile cooperazione.<br />
Mi ha dato appuntamento al Conex, per un concerto di percussioni, e mi sono avviato verso il più strano incontro di affari della mia storia.<br />
Il Conex altro non é che un centro sociale occupato dove girano molte belle figliole, birra e canne.<br />
Mentre mi aggiravo per le orde giovanili in cerca di una serata spensierata, cercavo di non far trasparire dal mio sguardo l&#8217;avidità del businessman che va a una riunione di lavoro.<br />
In mezzo alla folla ad un certo punto é spuntato Manuel e siamo andati a prenderci due lattine di birra in un negozio.<br />
C&#8217;era gente seduta un pò su tutto il marciapiede.<span id="more-1069"></span><br />
Poi siamo entrati e ci siamo uniti a dei suoi amici trovati per caso.<br />
Dopo un pò é iniziata la musica. Come potete vedere nella foto (fatta col telefonino), i percussionisti erano su di una specie di palco e noi attorno.<br />
Dato che tutti si erano messi a seguire il ritmo africano, anch&#8217;io, dopo un sorso di birra per aiutarmi ho iniziato a fare finta di essere un uomo di ritmo.<br />
Non lo sono, mi serve molta birra per esserlo.<br />
Allora sono andato a comprarne ancora.<br />
Poi hanno iniziato a girare delle canne.<br />
A un certo punto uno di loro mi passa una canna che era lunga mezzo millimetro e ho passato, per non bruciarmi le dita.<br />
L&#8217;amico,  un pò sorpreso e deluso, ha chiesto a Manuel<br />
- &#8220;Non fuma il tuo amico?&#8221;.<br />
A quel punto ho capito che avevo due scelte:<br />
1) Non fumare ed essere un emarginato a vita.<br />
2) Fumare ed iniziare la discesa nel tunnel della droga.<br />
Ho optato per la seconda. Meglio morire in compagnia che vivere soli.</p>
<p>Con birra e fumo in corpo ero ormai un bahiano e, se non fosse stato per la maglietta dell&#8217;esercito thailandese, mi sarei mescolato per bene nella folla.</p>
<p>Una ragazza vicino a noi a un certo punto mi passa una canna. La passo a un altro che la fuma e la ripassa.<br />
Lei dice &#8220;passa al tuo amico&#8221;. L&#8217;amico fuma e gliela ripassa. Le dice &#8220;passa all&#8217;altro amico&#8221;.<br />
Intanto la povera canna stava finendo, per cui le chiedo:<br />
- &#8220;Ma tu non fumi?&#8221;.<br />
- &#8220;Si, si, ma falla girare&#8221;.<br />
- &#8220;Ma sei amica  loro?&#8221;.<br />
- &#8220;No, non li conosco&#8221;.<br />
- &#8220;Ah, strano, perché da noi in Italia difficilmente la canna esce dal gruppo&#8221;.<br />
- &#8220;si, bueno, pero hoy hay buena onda&#8221;. (there is a buona atmosfera).<br />
Ok. Que rico. Simpatici questi argentini.</p>
<p>Alla fine del concerto, quando ormai i miei piedi sanguinavano, andiamo alla riunione di affari.<br />
Ormai ero talmente cotto che avrei accettato qualsiasi condizione.<br />
Ci siamo seduti in un ristorante a mangiare delle empanadas e abbiamo concluso un accordo del quale ricordo solo che quelle alla caprese erano buone.</p>
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		<title>Il primo giorno a Buenos Aires</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Jan 2008 23:15:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argentina]]></category>
		<category><![CDATA[Diari di viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Sud America]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo é uno di quei report che di solito non vengono scritti. Sono i report del primo giorno quando sono troppo stanco ed occupato per condividere le decine di strane emozioni che provo. Ma oggi mentre tornavo all&#8217;appartamento ho avuto occasione di riflettere e ho pensato che vale la pena di metterle giù, altrimenti se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Eternauta" href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2008/01/eternauta.gif"><img src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2008/01/eternauta.gif" alt="Eternauta" width="188" height="307" align="left" /></a>Questo é uno di quei report che di solito non vengono scritti.<br />
Sono i report del primo giorno quando sono troppo stanco ed occupato per condividere le decine di strane emozioni che provo.<br />
Ma oggi mentre tornavo all&#8217;appartamento ho avuto occasione di riflettere e ho pensato che vale la pena di metterle giù, altrimenti se ne vanno e non tornano più, come le canzoni di Vasco.</p>
<p>Il primo giorno sei come un bambino, tutto é nuovo e diverso, e subisci una specie di assuefazione, cercando quasi di essere meno ricettivo per non subire in maniera eccessiva l&#8217;ambiente attorno a te, ma in realtà non serve.</p>
<p>Adesso mi sto facendo il caffè sperando mi dia quella mezz&#8217;ora di autonomia necessaria a divulgare il verbo.<br />
La notte scorsa infatti ho viaggiato e dormito poco.<br />
Ero in compagnia di due simpatiche ragazze romane in vacanza con le quali ho condiviso le gioe e i dolori di un volo intercontinentale Alitalia che, a proposito, sembra migliorata.<br />
Gli episodi:<span id="more-1066"></span></p>
<p><strong>Il vento e il sole </strong><br />
Aspettando il pullman sono stato investito dal vento mentre il sole mi scaldava.<br />
Ero sceso dall&#8217;aereo da poche decine di minuti. Ho assaporato il momento, e l&#8217;ho considerato il benvenuto dell&#8217;America del sud.<br />
Nel pomeriggio, camminando in ciabatte e pantaloncini e maglietta thailandesi, mentre attraversavo le grandi vie senza traffico, ho sentito ancora il vento e la sensazione che al di là dei palazzi ci siano spazi infiniti, e non l&#8217;hinterland milanese, mi ha fatto amare la città.<br />
Quegli spazi mi hanno attirato e poi respinto. Come se mi dicessero:<br />
- &#8220;siamo qui, vieni&#8230;no, che cazzo vieni a fare che non c&#8217;é niente. Stai lì che é meglio. L&#8217;importante é che sai che siamo qui&#8221;.<br />
E&#8217; bello sapere che ci sono.</p>
<p><strong>Il ragazzo dell&#8217;Agenzia </strong><br />
Si chiama Manuel. Mi ha dato le chiavi, fatto vedere l&#8217;appartamento e si é messo a parlare.<br />
Mi ha consigliato un centro sociale per il lunedì sera dove c&#8217;è un concerto di tamburi pazzesco.<br />
Non gli avevo chiesto niente.<br />
Poi mi ha chiesto se conosco <a title="Luca Prodan" href="http://es.wikipedia.org/wiki/Luca_Prodan" target="_blank">Luca Prodan</a>. Mai sentito.<br />
Me ne ha spiegato la storia: un italiano eroinomane che dopo aver sentito che a Cordoba non c&#8217;era eroina, vi si é trasferito e ha creato una banda chiamata Sumo. E&#8217; diventato un grande ed é morto alcolizzato.<br />
Oggi in Argentina se dici Luca, pensano Prodan. Adesso lo so e mi sto scaricando la sua musica.<br />
Comunque la cosa bella é la voglia di comunicare del latino che vissuta in contrasto con l&#8217;asiatico, fa sempre un certo effetto.</p>
<p><strong>La prima bistecca sottocasa </strong><br />
Esco dall&#8217;appartamento, entro in un locale con i tavoli e le sedie di legno e ordino una bistecca.<br />
Mentre aspetto bevo il vino ghiacciato e guardo fuori dalle grandi finestre dove passa Buenos Aires.<br />
La signora col cane, la ragazza col libro, il pensionato con la spesa. Tutti accarezzati dal vento.<br />
Arriva la bistecca, grande e con patatine, e mentre la mangio il cameriere tenta di uccidere una mosca.<br />
Dopo esserci riuscito mi sorride.<br />
Pago, lascio due pesos (50 cent) di mancia.<br />
- &#8220;Muy amable&#8221;, dice il cameriere.<br />
Esco, contento di poter essere muy amable con 50 centesimi.</p>
<p><strong>Parlando di fumetti con un libraio</strong><br />
Con l&#8217;aria di uno zombi che  non vuole andare a dormire, ho percorso l&#8217;Avenida Corrientes in cerca di un compagno. No, non sono ancora gay, intendo dire un libro.<br />
Ho scelto Cento Anni di  Solitudine che ho letto dieci anni fa in Polonia e che ora vado a leggermi in spagnolo.<br />
Poi ho visto la raccolta completa di Mafalda e ho fatto delle domande.<br />
Il libraio si é acceso e mi ha detto che Quino, l&#8217;autore, vive tra Buenos Aires e Milano o Torino.<br />
Gli ho chiesto se Quino fosse dell&#8217;Ecuador (bestemmia) e lui mi ha corretto con uno sguardo very proud. No, Argentino.<br />
La motivazione del mio errore é imbarazzante: Quito, la capitale dell&#8217;Equador e assomiglia a Quino.<br />
Chiari segni di fuso orario.<br />
Poi ho visto la raccolta completa dell&#8217;<a title="Eternauta" href="http://it.wikipedia.org/wiki/L'Eternauta" target="_blank">Eternauta</a>, il Guerra e Pace dei fumetti e gli ho fatto delle domande anche su quello. Mi ha guardato come un fratello e mi ha risposto.<br />
Poi sono andato via, troppo stanco per capire.</p>
<p><strong> Il vicino cantante </strong><br />
Un mio vicino di casa canta. Un altro suona il piffero. Il resto del rumore lo fa la strada. I am not alone.</p>
<p>Adesso sono le otto di sera di un giorno non qualunque e tra un pò vado a dormire con Garcìa Marquez.</p>
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		<title>Walkabout</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jan 2008 10:16:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Diari di viaggio]]></category>
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		<description><![CDATA[Non ce la faccio. Dovrei preparare lo zaino perché parto tra 5 ore, ma non ce la faccio. Ho appena bevuto The Last Cappuccino al bar e sono pieno di caffeina. Stamattina sono anche andato a trovare mia madre al cimitero, cosa che a mio padre fa molto piacere. Le ho parlato un pò, come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2008/01/buenos_aires-bistecca.jpg" title="Bistecca a Buenos Aires"><img src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2008/01/buenos_aires-bistecca.jpg" alt="Bistecca a Buenos Aires" align="left" height="216" width="287" /></a>Non ce la faccio. Dovrei preparare lo zaino perché parto tra 5 ore, ma non ce la faccio.<br />
Ho appena bevuto The Last Cappuccino al bar e sono pieno di caffeina.<br />
Stamattina sono anche andato a trovare mia madre al cimitero, cosa che a mio padre fa molto piacere. Le ho parlato un pò, come se fosse viva e come non le parlavo da viva.<br />
Il misto di caffeina e sensazione di aver fatto una buona azione che si é rivelata positiva anche per me, mi spinge lontano dallo zaino e mi avvicina al computer.<br />
Non sono bravo a fare lo zaino. Serve una lista, devi iniziare a girare per la stanza e fare un sacco di scelte. Quante mutande? Quante magliette? Documenti, soldi, cavi, cd. Dopo aver fatto le scelte, devi inserirle sapendo che il target di 10 Kg verrà ovviamente superato.<br />
Un lavoro da ragioniere. Non ci riesco, mi distraggo troppo facilmente.<span id="more-1065"></span></p>
<p>Preferisco mettermi al computer e scrivere. Mi sento un Mozart che compone sulla tastiera di un Mac.<br />
Le possibilità sono infinite.<br />
Basta aprire la posta e cominciare a rispondere. Non devo pensare, basta reagire.<br />
Non devo essere organizzato, ma artista.</p>
<p>E non ce la faccio perché sto per andare a Buenos Aires.<br />
Procuratevi un fratello che viaggia per lavoro e che non riesce a utilizzare le miglia e lo potrete fare anche voi.<br />
E procuratevi un lavoro staccato da un ufficio.<br />
Eccomi qui, con in mano un biglietto gratis (quasi, 120 euro di costi) per l&#8217;Argentina.<br />
Sto via un mese.<br />
Un paio di settimane a Buenos Aires e un altro paio si vedrà.</p>
<p>Il mio walkabout. Partire e lasciarsi vivere, andare fino a che non senti di aver ritrovato quello cosa che la vita residente, c&#8217;é poco da fare, ti toglie.<br />
Certo, per essere un vero walkabout non dovrei avere il biglietto di ritorno, ma questo evidentemente fa parte del mio passato e del mio futuro.<br />
La vita mi sta dando tanto per cui non mi lamento.<br />
O forse dovrei dire che sto chiedendo molto alla vita, e lei me lo dà perché é mio?</p>
<p>Comunque vado, e il solo sapere che vado rimette tutto a posto di colpo. La formula magica.</p>
<p></p>
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