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	<title>Vivere viaggiando, Tripluca.com &#187; Riflessioni</title>
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	<description>vivo, lavoro, scrivo...viaggiando.</description>
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		<title>Lost in Business</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 06:04:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Trip-Business]]></category>
		<category><![CDATA[Vita Residente]]></category>
		<category><![CDATA[Vivere viaggiando]]></category>

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		<description><![CDATA[MarcoMonkeyMadafacca non han paura di dire quello che altri pensano ma non dicono, e quindi mi permette di approfondire degli aspetti del mio Vangelo. In un intervista che gli ho generosamente concesso lui si é permesso di attaccarmi e denigrarmi, osando ribellarsi al Pensiero Unico ma Profondamente Giusto del Grande Trip, dicendo che ormai ho perso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1954" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2010/06/business-in-marocco-1.jpg"><img class="size-medium wp-image-1954" title="cappuccino e business in Marocco" src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2010/06/business-in-marocco-1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">lavorando come uno schiavo invece di godermi i minaretti</p></div>
<p><a title="MonkeyRokWorld" href="http://www.monkeyrockworld.com/" target="_blank">MarcoMonkeyMadafacca</a> non han paura di dire quello che altri pensano ma non dicono, e quindi mi permette di approfondire degli aspetti del mio Vangelo.</p>
<p>In un <a title="TripLife 1.0 – Interviste – Marco Ferrarese, Monkey Rock World (25)" href="http://www.tripluca.com/i-miei-libri/triplife-1-0-interviste-marco-ferrarese-monkey-rock-world-25/" target="_self">intervista</a> che gli ho generosamente concesso lui si é permesso di attaccarmi e denigrarmi, osando ribellarsi al Pensiero Unico ma Profondamente Giusto del Grande Trip, dicendo che ormai ho perso di vista il vero motivo del viaggio.</p>
<p>Ho letto le sue parole con piacere, perché in parte ha ragione e in parte é una reazione che mi aspettavo da molti dei miei, ehhmmm..seguaci.<br />
Il Trip parla.<br />
Silenzio:<span id="more-1951"></span></p>
<p><em><strong>“Ti seguo da abbastanza tempo per aver notato dei grossi cambiamenti nel tuo approccio alle cose, e secondo me, tu stai pensando troppo ai soldi.<br />
Sarà che ti sei sposato e hai pressioni asiatiche alle natiche, sarà che stai invecchiando, ma da buon Veneto quale sei (e lo dico perché lo sono mezzo sangue), pensi sempre agli sghei, e a modi per farne”</strong></em></p>
<p><em> </em><br />
Si, credo tu abbia ragione.<br />
Ci penso molto, anche perchè non si può fare business senza pensare ai soldi.<br />
Quando ero dipendente ci pensavo meno perché erano garantiti e bastava far uscire meno di quello che entrava per stare a galla. Era più facile ma anche meno interessante e in più vivevo in una situazione di sicurezza economica che mi portava a pensare come spenderli.<br />
Quando avevo quasi deciso di cambiare macchina nonostante la mia Tipo rossa andasse perfettamente bene, mi resi conto che ero ricaduto nel classico trucchetto e mollai tutto.<br />
Da quando sono partito invece i soldi sono più aleatori.<br />
Per un periodo finché ero solo, riuscivo anche a gestirgli meglio.<br />
Sono un risparmione come te.<br />
Ho avuto anch’io le mie appassionate storie d’amore con gli scarafaggi.<br />
Adesso siamo in due e volendo continuare a muovermi sto  dando meno occasione a Lek di trovarsi un lavoro.<br />
Per cui viaggiare mi costa di più ma va bene così, é una scelta e come ben sai quando si fa una scelta (vera, non condizionata), si é anche pronti a gestirne le conseguenze.<br />
E si, a una donna gli scarafaggi fanno schifo (valle a capire).</p>
<p>Ne approfitto per ringraziarla pubblicamente del suo spirito di adattamento.</p>
<p>Ha visto cose che un’asiatica non dovrebbe mai vedere.<br />
<strong> “</strong><em><strong>Dici ora che sai cosa perdi se ti fermi ma tu… bhe, sei fermo, da un bel pezzo, e ti dichiari semiresidente.”</strong></em></p>
<p>Qui possiamo discutere un bel pò ma il concetto é abbastanza semplice: non ho più voglia di fare né il backpacker né il turista.<br />
Per cui mi muovo di meno e per periodi più lunghi.<br />
Abbiamo sempre criticato i turisti che vedono solo la superficie e adesso che ci fermiamo un pò per andare più a fondo non va più bene?<br />
Perché, e tu me lo insegni, il 90% dei backpackers sono turisti con pochi soldi e tanto tempo, non veri viaggiatori.<br />
Io credo che il viaggio sia crescita ed evoluzione, non solo spostamenti.</p>
<p><em><strong>“Come dicevo, non é vivere a Bali o a Penang quattro mesi o due anni una “vivere viaggiando”: é semplicemente una “vita a Bali, o a Penang””</strong></em></p>
<p>Vivere a Penang 4 mesi, a Bali altri 3 e poi andare a Buenos Aires per 4, passando per 6 in Italia non é esattamente vivere in quei posti.<br />
E’ essere semiresidenti. Io ultimamente faccio base in Italia e ci sono stato un pò troppo, é vero, ma finchè continuo a muovermi non mi considero residente.</p>
<p><em><strong>“Io ho viaggiato per 10 mesi filati con duemilatrecento euro, e ho visto gente che lo faceva anche con meno. Certo, bisogna ingegnarsi e porre il di viaggio prima di tutto, come bisogno PRIMARIO di conoscenze ed esperienza, anche prima del bisogno di avere un letto (dormi in tenda o per strada). Ho fatto molte di queste cose, e devo dire che nonstante tutto, non ho speso molto durante il mio viaggio. Quindi, tutto il discorso dei soldi, le sicurezze, I soldi per viaggiare mi suonano come un discorso totalmente krumiro. Alcuni consigli: tagliare spese sigarette e alcolici, centinaia di euro risparmiate al mese. Dormire  a casa di sconosciuti che diventeranno vostri amici usando couchsurfing, hospitality club o qualsiasi altra cosa. Dormire in giro, se siete in posti pericolosi andate a farlo al cimitero, nessuno vi disturberà lì, tranquilli. Se un individuo ha voglia di SCOPRIRE, lo fa senza pensare ai dannati soldi.”</strong></em></p>
<p>Io l’ho fatto per 5 anni di fila e ho fatto couchsurfing-oski nei paesi dell’Est dal 1989 al 1996 prima che nascesse couchsurfing e ancora prima di avere un indirizzo email.<br />
Per esempio ho girato la Polonia in lungo e in largo senza mai mettere piede in un ostello o albergo.<br />
Ero sempre a casa di gente che conoscevo per la via.<br />
L’opzione di continuare a farlo solo perché é la cosa più cool non mi é passata nemmeno per la testa.<br />
Ho cercato nuovi stimoli e li ho trovati.<br />
Per assurdo, se gli stimoli fossero stati nel fare il ragioniere (poveri questi ragionieri, sempre martoriati) lo avrei fatto.<br />
Il viaggio non é il fine.<br />
Per me é il mezzo, il migliore, ma non so se lo sarà per sempre e non lo é per tutti.<br />
Ciò che conta é fare quello che si ama e svilupparsi.</p>
<p>Viaggiare cheap secondo me é il miglior modo per vivere un’esperienza formativa, per quella regola secondo la quale più spendi e più ti isoli.<br />
Meno soldi hai, invece, e più ti relazioni con la gente.<br />
E’ anche un ottimo antidoto al consumismo perché ci fa capire che sono tutte balle e abbiamo veramente bisogno del 20% di quello che ci propinano.<br />
E’ una vera e propria liberazione.<br />
Però, ripeto, l’ho già fatto.<br />
Mi piacerebbe ripeterlo e riprovare le stesse emozioni, ma é impossibile, perché quelle emozioni non le ho provate sulla vetta del Machu Picchu o davanti al Taj Mahal.<br />
Quelli mi hanno lasciato relativamente indifferente.<br />
Le emozioni più grandi sono state legate allo scoprire che stavo cambiando dentro, ero ogni giorno più libero e ogni giorno capivo qualcosa in più.<br />
Sono passaggi irripetibili.<br />
Uno dei miti del backpacker é credere che mescolarsi con i locali, mangiare con loro, dormire con loro, sia l’unico modo per capirli.<br />
Come se un pranzo a 1 euro e la guest house a 5 euro sia la chiave per capire l’India.<br />
Cazzata immane.<br />
Sei sempre un cazzone di cliente che paga (e pure poco) e se ne va.<br />
Questo l’ho capito molto tempo fa.<br />
Non é così semplice, si deve trovare una chiave per entrare.</p>
<p><em><strong>“Tu modelli un concetto di viaggio con uno di business, e questo, per me, non si sposa troppo bene.”</strong></em></p>
<p>E’ una coincidenza interessante che stessi parlando della stessa cosa con un marocchino (un possibile partner di business) due giorni prima di leggere la tua intervista, forse proprio mentre scrivevi le tue righe.<br />
Lui disse che sin da bambino sognava di andare in Madagascar e che quando ci é andato si é annoiato nel giro di una settimana.<br />
Allora, dato che la sua ditta vendeva margarina, si é messo a cercare clienti e ha venduto tre container di margarina ai malgashi divertendosi e conoscendo gente.<br />
Me lo diceva mentre andavamo nel suo 4X4 e dopo aver bevuto un cappuccino in un caffè fighetto del centro. Quindi senza tanto folclore, incantatori di serpenti e robe lunghe della Medina.<br />
Ma non é il Marocco anche questo? O il Marocco é solo Souq e scarpe a punta?<br />
Dopo alcuni giorni passati a visitare moschee, mercati, scuole coraniche e minaretti mi ero rotto le palle pure io.<br />
Le giornate più belle sono state quelle nelle quale sono andato in giro per Riad a vendere siti internet fatti col mio nuovo sistema.<br />
Ho conosciuto persone, stretto mani, parlato della realtà locale e visto una Marrakech più vera e viva mentre fuori i turisti/backpackers compravano souvenir.<br />
Quindi, e qui sta tutto il concetto, il business per me é una chiave che mi permette di entrare, meglio di come potrei fare viaggiando con 5000/300/250/150 euro al mese.<br />
E nel frattempo creo qualcosa, un sistema che genera soldi e che in futuro potrebbe addirittura liberarmi dal bisogno di pensarci ai “fottutissimi soldi”.<br />
Perché i soldi si possono fare non solo per spenderli in un consumismo assurdo del quale sono ben consapevole, ma anche per non pensarci più.<br />
Non é quella la vera liberazione?</p>
<p><strong><em>“I tuoi stessi seguaci, mi paiono abbietti e in cerca di una liberazione seguendo il tuo modello di “Salvatore telematico”,  sempre pronti a difendere ogni tua parola come un dogma pseudo religioso. Insomma, hai un potere mediatico non indifferente, cerca quindi di sfruttarlo bene.”</em></strong></p>
<p>Seguaci é una parola grossa. Diciamo Adepti.<br />
Credo che chi non condivide le mie allucinazioni non lo scriva.<br />
Nel mio sito leggiamo quindi le parole di chi condivide, spero non acriticamente, le mie posizioni e l’impressione é che tutti siano d’accordo.</p>
<p>Devi considerare che sono persone in gran parte che si svegliano la mattina e vanno a lavorare per qualcuno, per cui magari vedono la mia posizione più libera come un sogno.  Io ho sempre detto che se uno se ne vuole uscire basta che metta via 5000 euro e parta, e chi lo ha voluto fare lo ha fatto.<br />
Ora ho una prosposta più strutturata che dà più possibilità di restare in giro (tanti partono ma molti tornano) e allo stesso tempo fare qualcosa di interessante.<br />
Col tempo cambiamo e io sono cambiato: se mi dai 10.000 euro e un biglietto Round The World dicendomi “vai a fare un anno in giro a visitare monumenti” non credo accetterei.<br />
Già fatto grazie.<br />
La moglie di un contatto marocchino (un altro, non quello di cui sopra) di mio fratello, col quale abbiamo parlato (guardacaso) di business, mi ha chiesto cosa abbiamo visitato a Marrakech.<br />
Quando le ho detto che abbiamo visto tre cose é rimasta sorpresa.<br />
“Ma come? E il Minaret? L’Alh Abs Ka? L’Ukh Kra Kalla? El Stu Cazz’ho ah ah ? (nomi di fantasia)” io le ho detto (copiando da Coelho) che preferisco vedere i vivi che le opere dei morti.<br />
E ha incassato.<br />
Ma la verità é che a me piace interagire, creare, parlare.<br />
Di fare foto alle pietre non ne ho più voglia.<br />
E ci siamo pure beccati una bella cena in terrazzo di ristorante con il marito, la moglie e i due bimbi, parlando di cultura, storia e costumi.<br />
Una vera esperienza marocchina che se si potesse vendere avrebbe un mercato per i turisti affamati del “vero Marocco ma non troppo”.</p>
<p><em><strong>Riguardo al “vivere cercando di stare in giro a divertirsi”: c’é una persona che prima di te ha realizzato questo, si chiama Timothy Ferriss e ha scritto un libro, “The 4 Hours Work Week” e ha una community che puoi trovare qui <a title="http://www.fourhourworkweek.com/" href="http://www.fourhourworkweek.com/" target="_blank">http://www.fourhourworkweek.com/</a>. Parla di usare risorse internet, outsourcing e tutte queste belle cose per avere dei lavori “remote” e godersi il tempo libero andando a fare dei viaggi o vivendo per periodi di tempo in varie città, imparando cose. Ovviamente, lui é un subdolo patriota Americano che ha fatto della sua procacità una macchina per far soldi e “liberare le menti dei nuovi ricchi verso proposte di business indipendente”, tu lo fai all’Italiana, con più romanticismo e sentimento. Bella idea, non so se é il tuo scopo, se così fosse ti auguro di realizzarlo. Ma abbiamo tutti veramente bisogno di questi business? Siamo VERAMENTE sicuri che il mondo funzioni bene grazie a questi business? Io sono probabilmente più sognatore, e del denaro ne uso quello che necessito, e poi se son povero, pace. Verranno tempi migliori.</strong></em></p>
<p>Il mio scopo é prima di tutto realizzare il mio obiettivo, e mi sono reso conto che é meglio farlo assieme ad altre persone con uno scopo simile.<br />
Non mi propongo di salvare nessuno.<br />
E’ più un “lavoratori di tutto il mondo unitevi” che un “convertitevi”.<br />
Senza i business non ti arriverebbe nemmeno la farina per il chapati che ti permette di avere abbastanza carboidrati a pochi soldi.<br />
E nemmeno i soldi per comprarlo.<br />
Una cosa é il capitalismo selvaggio e finanziario, un’altra il lavoro onesto di persone che creano beni e servizi da scambiare.  Se consideri il business come un male assoluto semplifichi in maniera anacronostica.<br />
Non é questione di essere ricchi o poveri ma di fare quello che si ama e io in questo momento non mi posso nemmeno immaginare una situazione più appassionante.<br />
Ho messo in piedi, e ne sono orgoglioso, un gruppo che sta lavorando per cambiare stile di vita.<br />
Forse ti immagini gente che vuole arrivare a 5000 euro al mese, ma ti assicuro che il parametro tempo é prevalente: si vuole lavorare meno e meglio.<br />
Si vuole vivere più liberi.<br />
Si vuole realizzare probabilmente la promessa che ci avevano fatto con la meccanizzazione: lavorare meno, non consumare di più. Col consumare di più ci hanno fregato per bene.<br />
Sai benissimo che andando ogni mattina in ufficio o fabbrica si é in un circolo dal quale é difficile uscire.<br />
Tu stesso giustamente riconosci il potere della pubblicità e te ne astieni.<br />
Bisogna innanzitutto uscire da quel circolo, e il business può essere il modo.<br />
Altrimenti si fa il classico viaggio di 6 o 12 mesi e poi ci si ricade dentro passando il resto della vita a dire com’era bello.</p>
<p><strong><em>Per rispondere alla tua domanda: non so quanti soldi vorrei perché non ho mai desiderato né avuto lavori da schiavo del “sistema”. Ho lavorato nei campi, nella vendemmia, nella ristorazione e nella scuola. Mai timbrato un cartellino, e sempre lavorato per periodi di pochi mesi.  E si mi sono già fermato, in Cina, per un anno, per 400 euro mensili. Qua se mi andrà bene ne prenderò 300. Come vedi, non si naviga nell’oro. Il resto cerco di farlo passare come va, muovendomi stranamente spendo meno di quando sto fermo, generalmente. I soldi non fanno la felicità perché più ne hai, più non ti accontenti e ne vorrai altri… questo si sposa male col mio concetto di viaggio e di una vita indipendente dai modelli di una società consumistica che sempre più ci fotte il cervello con ste idée di business. Per andare dove?</em></strong></p>
<p>Potrai continuare per sempre a fare lavori del genere per pochi soldi ma se il tuo cervello può dare di più, stai forse sprecando tempo.<br />
Certo, se nel frattempo cerchi di avverare il tuo sogno di diventare scrittore va bene.<br />
Ma perché il lavoro umile dev’essere per forza più “romantico”?<br />
E comunque se scrivi sei già scrittore. Punto.<br />
Tu i libri li vuoi vendere e farne quindi un business.<br />
Ho fatto il cameriere, lavapiatti, raccolto l’uva, le notti in fabbrica e tutte quelle menate lì anch’io e le ho trovate molto interessanti per un pò, ma poi mi hanno stufato.<br />
Finita l’esperienza e l’apprendimento si passa ad altro.<br />
Perché dovrei lavorare 8 ore per 40 euro in fabbrica se ne posso lavorare una sola magari al computer e con un cappuccino a fianco a fare una cosa che mi piace?<br />
Per solidarietà con gli ultimi del mondo? Quelli mi mandano giustamente a fanculo dopo due minuti, é già abbastanza affollato da quelle parti e non apprezzano la concorrenza.</p>
<p>Per concludere la debolezza maggiore del tuo attacco al Grande Trip sta nel considerare il business e il consumismo come una cosa sola.</p>
<p>Ma non lo sono.</p>
<p>Il business, che é una parola bruttta, in realtà, per come lo intendo io, é il lavoro in proprio, che poi è la situazione più naturale per l’uomo.<br />
I lavori a stipendio (anche quelli che hai fatto tu), sono un’evoluzione successiva, ma Urlk all’inizio se ne andava a caccia da solo e quando ha imparato a coltivare la bieta del mesostoico si é arrangiato per un bel pò di anni prima di delegare la zappa al cugino.<br />
Quel cugino, quando ha accettato di zappare per Urlk, ha rinunciato a gran parte del piacere di vedere la bieta crescere, perché non era sua.<br />
Ecco, a me piace coltivare la mia bieta e non dover sottostare a nessuno.</p>
<p>Per me questa é la libertà, altro che business o vita a 8 euro al giorno.</p>
<p>Il consumismo é un’altra cosa.<br />
Il consumismo inizia nel momento in cui hai i soldi in tasca e cominci a spenderli per cose che non ti servono.<br />
Non conta assolutamente niente come quei soldi ci siano arrivati in tasca, se con la vendemmia o la vendita di margarina.<br />
Li potresti usare per comprare del tempo e lavorare meno, invece ecco la nuova macchina, l’abbonamento a Sky e altri prodotti e servizi belli quanto vuoi ma per i quali dovrai lavorare ancora.<br />
Io credo nella sintesi, non negli estremismi.<br />
Perché la sintesi é un’operazione intelligente e difficile, mentre l’estremismo é una facile semplificazione.<br />
Ora, io in questi anni ho cercato di operare una sintesi tra il capitalismo (business, lavoro in proprio&#8230;chiamalo come vuoi) e il consumismo, accettando uno e limitando l’altro (gli insiders la chiamano taccagneria).</p>
<p>E sto cercando una via di mezzo, proprio come il Buddha del quale mi reputo un degno successore (sto ancora lavorando sulla pancetta).</p>
<p>E’ comprensibile che la cosa interessi ad alcune persone perché c’é una proposta positiva e non solo un rifiuto.<br />
E’ bello leggere quanto fa schifo questo e quanto di merda é l’altro, ma poi uno si chiede “ok, e il prossimo passo per uscirne?” e se non hai risposte se ne va.<br />
Io sto provando a rispondere a quella domanda.<br />
Tu, scusa la franchezza, ti limiti a puntare il dito sulla merda.</p>
<p><strong>POST SCRIPTUM</strong><br />
Mi si chiede continuamente perché mi piace il Monkey credendo che questo equivalga a condividere tutte le sue idee e prese di posizione.<br />
No, a me piace come scrive e come personaggio.</p>
<p>Come scrive: non c’é molto da spiegare. Uno legge, gli piace e basta.</p>
<p>Il Personaggio: forse se nella società ci fossero più individui con un pensiero indipendente e scelte di vita coerenti con tale pensiero, il Monkey sparirebbe nella massa.<br />
Ma allo stato attuale mi piace vedere dove va, cosa fa e di cosa scrive questa scheggia impazzita.<br />
Magari le conclusioni alle quali é arrivato finora non sono condivisibili, sicuramente esagera, senza dubbio é volutamente provocatorio, a volte tende a semplificare ecc&#8230;ma ha una qualità oggi talmente rara e preziosa che sono pronto a perdonargli mille cose:</p>
<p>Il Monkey Pensa.</p>
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		<title>Oli essenziali, non frullati</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 12:51:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[- &#8220;Qual&#8217;é il paese che ti é piaciuto di più?&#8221; Di tutte le domande, questa é quella che mi manda più in crisi. In assoluto. Eppure lo so, é una domanda comprensibile, logica a corretta. Dovrei rispondere &#8220;Bali&#8221;,  o &#8220;Brasile&#8221; o &#8220;Thailandia&#8221;, ma non ce la faccio. A volte ci provo, ma mi rendo conto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1870" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolotripmaitrop.com/gallery/v/africa/marocco_fez_chefchaouen/marocco+2002/Marocco+165.jpg.html"><img class="size-medium wp-image-1870" title="Marocco Fez" src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2010/04/Marocco-Fez-300x199.jpg" alt="Marocco Fez" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">il tavolo di Fez</p></div>
<p>- &#8220;Qual&#8217;é il paese che ti é piaciuto di più?&#8221;</p>
<p>Di tutte le domande, questa é quella che mi manda più in crisi.<br />
In assoluto.</p>
<p>Eppure lo so, é una domanda comprensibile, logica a corretta.</p>
<p>Dovrei rispondere &#8220;Bali&#8221;,  o &#8220;Brasile&#8221; o &#8220;Thailandia&#8221;, ma non ce la faccio.</p>
<p>A volte ci provo, ma mi rendo conto di essere poco convincente.<br />
E&#8217; una domanda zavorra.</p>
<p>Cioé mi tira giù.<br />
Presuppone un&#8217;omogeneità  nell&#8217;esperienza del viaggio che é assolutamente inesistente.</p>
<p>In un viaggio ne passi di tutti i colori, cose brutte e cose belle, e alla fine non ne fai un frullato e cerchi di capire che sapore ha.<br />
Almeno non io.<br />
Io lo distillo e ne ricavo vari oli essenziali che poi metto in qualche cassetto nascosto della mia anima e  li tiro fuori quando mi fa male qualcosa e ho bisogno di un unguento.<span id="more-1869"></span></p>
<p>Per esempio, di fronte al grigiore di un pomeriggio nebbioso di un novembre padano passato a lavorare, tiro fuori &#8220;estratto di Fez&#8221; e me lo spalmo sotto le ascelle. E di colpo mi viene in mente una serata di qualche anno da, con Paolo e Mario in quella terrazza marocchina a bere thé alle menta e guardare giù, uomini e asini.<br />
E sto meglio.</p>
<p>O quando sono sommerso dalle complicanze  del mio business, tiro fuori la &#8220;Crème de Bali&#8221; e me la sbatto dietro le orecchie.<br />
Di colpo il suono delle onde di Balangan e di un massaggio al Cantika mi ricordano che la vita può essere semplice, basta volerlo.<br />
Così mi ributto con rinnovato ardore (leopardiano il tripluca qui eh?) nei meandri del capitalismo online.</p>
<p>E dove ho messo quell&#8217;attimo di quel pomeriggio di Natal quando il sole illuminava la chiesetta e noi da lì potevamo vedere il mare, dissi alla mia amica surfista &#8220;é per attimi come questo che viaggio&#8221;,  e lei mi guardò senza capire?</p>
<p>Ah si, eccolo li, l&#8217;avevo messo tra il &#8220;Sapone di Buenos Aires&#8221; e lo shampoo del deserto australiano..ci sono proprio tutti e non ne posso perdere nemmeno uno.</p>
<p>Grazie a quelli vado avanti e non sono mai triste.<br />
Forse é per questo che non sono mai veramente triste?</p>
<p>Certo, smonato, stanco, scoglionato, arrabbiato&#8230;a volte si, come tutti.<br />
Ma quella tristezza dell&#8217;anima che ti dice &#8220;hai sbagliato tutto e non ci provare nemmeno a migliorare perché non si può, é la vita&#8221;.<br />
No, quella l&#8217;ho lasciata ai miei 16 anni di sfigatello di provincia.</p>
<p>Poi ho iniziato a viaggiare e tutto é andato bene.<br />
E andrà sempre bene.<br />
Anche quando andrà male.<br />
Perché nella vita le cose vanno a volte bene e a volte male, ma se hai la mia collezione di oli essenziali Trip, ne vieni sempre fuori.<br />
Sono un investimento a rendita garantita vita natural durante.<br />
Altro che Bot.</p>
<p>E quindi se mi chiedete qual&#8217;é il paese più bello, non vi saprò rispondere.<br />
Faccio oli essenziali, non frullati.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Valore Spirituale Aggiunto (VSA)</title>
		<link>http://www.tripluca.com/riflessioni/valore-spirituale-aggiunto-vsa/</link>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 05:45:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tripluca.com/?p=1761</guid>
		<description><![CDATA[Mi scuso per il titolo  ma non ho trovato una parola adatta in italiano che esprimesse bene il concetto di &#8220;value&#8221;. Avevo pensato  a &#8220;rapporto qualità/prezzo&#8221;, ma non é una parola e non é adatto. Stavo riflettendo sul &#8220;valore&#8221; che si può estrarre dal denaro che guadagniamo e mi sono reso conto che la tendenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2010/01/Valore-Spirituale-Aggiunto.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1762" title="Valore Spirituale Aggiunto" src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2010/01/Valore-Spirituale-Aggiunto.jpg" alt="Valore Spirituale Aggiunto" width="270" height="270" /></a>Mi scuso per il titolo  ma non ho trovato una parola adatta in italiano che esprimesse bene il concetto di &#8220;value&#8221;.<br />
Avevo pensato  a &#8220;rapporto qualità/prezzo&#8221;, ma non é una parola e non é adatto.</p>
<p>Stavo riflettendo sul &#8220;valore&#8221; che si può estrarre dal denaro che guadagniamo e mi sono reso conto che la tendenza nella mia vita é al ribasso.</p>
<p>Cioé, guadagno di più, ma ne estraggo meno valore.</p>
<p>Con crescente terrore mi sono reso conto che riuscivo ad estrarre più valore dai miei soldi quando li usavo per viaggiare alla backpacker.</p>
<p>I 700 euro che spendevo in un mese di viaggio in, per esempio, Brasile nel 2003 mi generavano divertimento, esperienze, apprendimento della lingua, sensazioni di libertà ecc&#8230;il cui valore era ben superiore a quello che oggi riesco ad estrarre da 700, 1000 o 2000 euro.</p>
<p>Mi spiego, non mi riferisco qui a quante capirinhas, asados o notti in posadas con cafè da manha (colazione) riuscissi a far entrare in quei 700 euro. Non é questione solo di costi inferiori e non é un fatto prettamente materiale, anche se parliamo di soldi.</p>
<p>I soldi infatti hanno molto più di immateriale di quanto si pensi: sono il frutto del lavoro, del tempo e della fatica e servono a comprare un sacco di tempo, riposo e persino felicità. Sono prettamente simbolici.<br />
I soldi comprano un sacco di felicità ma se non siete d&#8217;accordo mandatemene un pò e vi rispedisco una foto con un sorriso sincero.<span id="more-1761"></span></p>
<p>Qui parlo di un concetto puramente spirituale: la qualità della vita.<br />
Di più: la profondità e genuinità delle sensazioni che riuscivo a generare con un tot di soldi.<br />
Spendevo meglio.</p>
<p>Ora, non ho nostalgia di quei tempi. Sono stati fantastici ma non tornerei indietro, come non vomiterei l&#8217;ottima pizza di ieri per rimangiarmela. E&#8217; dentro di me e lì deve restare perché ormai fa parte di me.</p>
<p>Quindi devo trovare il modo per investire meglio quello che guadagno e purtroppo lo schema &#8220;vai in paesi economici e vivi lì&#8221; non mi basta più. Devo imparare a investire meglio anche qui.</p>
<p>Ma non ho risposte. Come disse Leopardi nelle sua ultima poesia &#8220;Tripluca non ha risposte&#8221;.<br />
Ho solo domande e qualche idea.</p>
<p>Tanto per cominciare credo che uno dei modi migliori sia lo spendere in prodotti e servizi che danno qualcosa di immateriale in cambio.</p>
<p>Je m&#8217;explique:<br />
Se prendo 5 litri di olio di oliva extra vergine  toscano a 50 euro presso Riccardo che ha un amico con gli ulivi e so che é un olio buono e sano, sto facendo un acquisto &#8220;materiale&#8221; con un effetto anche spirituale. Il gusto dell&#8217;olio, la sensazione di godere delle cose buone, la consapevolezza di non inquinare ulteriormente il mio corpo, la soddisfazione di preferire un piccolo produttore rispetto alle grandi catene ecc&#8230;tutte cazzatine se prese singolarmente ma un vero e proprio valore aggiunto se messe assieme.</p>
<p>Quindi, l&#8217;olio di Riccardo, oltre a una bassa acidità, ha un alto Valore Spirituale Aggiunto (VSA)&#8230;&#8230;.</p>
<p>&#8230;..</p>
<p>&#8230;..</p>
<p>&#8230;..</p>
<p>&#8230;.PER ME!</p>
<p>Non per voi.<br />
Qui siamo nel regno del puro soggettivismo e ci tenevo a dirlo.</p>
<p>Quindi, tornando a me (a voi pensateci voi), quali sono i prodotti e servizi che mi danno il VSA?<br />
E quali sono quelli che non ce l&#8217;hanno?</p>
<p>In condizioni normali l&#8217;uomo é perfettamente in grado di valutare il VSA di ogni merce e servizio.<br />
Ma oggi non siamo in condizioni normali perché la percezione viene distorta dalla pubblicità.</p>
<p>Quante volte avete comprato qualcosa convinti che avrebbe migliorato la vostra vita, che ne avevate assolutamente bisogno e che dopo poco tempo é finito in rispostiglio, completamente inutilizzato?</p>
<p>Non ditemi che non é mai successo.</p>
<p>E perché é successo? Perché siamo malleabili e influenzabili? Si. Ma non é una colpa. Siamo fatti così.<br />
Siamo noi, soli nella fredda corsia di un centro commerciale, contro milioni di euro di studi di marketing che ci colpiscono subdolamente quando abbassiamo la guardia. Non ci illudiamo, sono più forti di noi.<br />
Dire &#8220;io guardo la pubblicità ma é stupida e non mi influenza&#8221; equivale alla frase che dice l&#8217;eroinomane quando afferma &#8220;posso smettere quando voglio&#8221;. L&#8217;unica vera via d&#8217;uscita é non farsi le pere di pubblicità. Stop.</p>
<p>Fate la somma di tutti i soldi spesi in oggetti inutili e vedrete accumularsi una fortuna, che avreste potuto spendere in qualche altro modo. Per esempio lavorando meno e passando più tempo a grattarvi Evaristo (il coglione sinistro), che, ammettetelo, state trascurando un pò e infatti é un pò giù (tranquilli <a href="http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20070825103846AA0XgTO" target="_blank">é normale</a>).<br />
O comprando qualcosa di meglio per voi.</p>
<p>A me per esempio il discorso &#8220;spendi meno per lavorare meno&#8221; non interessa. A me piace lavorare e lo faccio quanto e quando voglio. No problems there, baby.</p>
<p>E quindi? Come evitare lo spreco di risorse in prodotti e servizi a basso contenuto di VSA?<br />
Innanzitutto imparando a smetterla di &#8220;gratificarsi&#8221;  con il ragionamento &#8220;cazzo, lavoro come un matto, mi potrò pur permettere questa cosa&#8221;.<br />
Quando vi prende questo attacco di autogratificazione fate così:</p>
<p>1) grattatevi Evaristo (stiamo lavorando a una soluzione per le donne che non sia troppo volgare da riportare in questo blog)<br />
2) chiedetevi &#8220;troverò veramente gratificazione o sto rispondendo a un riflesso condizionato indotto?&#8221;(ok, é un pò difficile, potete scriverla nel molesquine)<br />
3) chiedetevi &#8220;non é meglio spendere i soldi in un prodotto che so per certo, per esperienza, mi darà la gratificazione di cui ho bisogno?&#8221;<br />
e soprattutto</p>
<p>4) &#8220;perché cazzo ho bisogno di gratificazione?&#8221;<br />
Pensateci, suona un pò troppo da signora attempata il cui marito non fa il suo dovere da molto tempo.<br />
Davvero volete passare la vita a comprare vibratori virtuali per godere artificialmente della vita stessa?<br />
Almeno ai vecchi tempi il popolo sottomesso lo prendeva nel didietro da Re, Signori e Vescovi e poteva dire &#8220;che ce posso fà&#8230;devo subire&#8221;.<br />
Ma adesso che siamo liberi ce lo dobbiamo proprio  mettere in c**o da  soli?   (** = ul)</p>
<p>E  il problema sta proprio qui: se abbiamo bisogno di autogratificarci probabilmente non siamo sulla buona strada e nessun prodotto o servizio riusciranno a soddisfare il nostro innato e santo Lebenlust.</p>
<p>A parte, ovviamente, <a title="Il GrattaEvaristi" href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2010/01/testicols-instruments.jpg" target="_blank">il GrattaEvaristi della Testicols Instruments ®</a>.</p>
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		<title>Mi manda Google: aberrazioni da keyword per Tripluca</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 20:57:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Monkey ha appena creato un nuovo genere letterario e io apprezzo e seguo nel cammino da lui tracciato. Leggetevi però per prima l&#8217;interessante articolo chiamato &#8220;Mi manda Google: aberrazioni da keyword per Monkeyrockworld Parte 1&#8220;  che é il testo capostipite della corrente letteraria nata al tramonto degli anni zero del terzo millennio, per poi proseguire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2010/01/Mi-manda-Google.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1758" title="Mi manda Google" src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2010/01/Mi-manda-Google.jpg" alt="Mi manda Google" width="361" height="191" /></a>Il Monkey ha appena creato un nuovo genere letterario e io apprezzo e seguo nel cammino da lui tracciato.<br />
Leggetevi però per prima l&#8217;interessante articolo chiamato &#8220;<a title="MonkeyRockWorld" href="http://www.monkeyrockworld.com/2009/12/mi-manda-google-aberrazioni-da-keyword-per-monkeyrockworld-parte-1/" target="_blank">Mi manda Google: aberrazioni da keyword per Monkeyrockworld Parte 1</a>&#8220;  che é il testo capostipite della corrente letteraria nata al tramonto degli anni zero del terzo millennio, per poi proseguire con l&#8217;analisi dei suoi seguaci, in primis Tripluca.</p>
<p>Ecco di seguito un&#8217;analisi delle varie parole chiave usate dai visitatori in Google per poi approdare al mio sito.<br />
Sono in ordine di numero, dalle più usate alle meno usate.</p>
<p><strong>&#8220;Tripluca&#8221;</strong></p>
<p>La parola, mio neologismo, usata dalla maggior parte degli utenti. Tutti gli altri diranno &#8220;ti ho trovato per caso&#8221;.<span id="more-1748"></span></p>
<p><strong>&#8220;<a href="http://www.cobrettivsporchetti.com/" target="_blank">Cobretti Porchetti</a>&#8220;</strong></p>
<p>Seconda parola chiave in assoluto. Una visione riduttiva dei miei successi su questa terra, ma allo stesso tempo un richiamo alla mia &#8220;legacy&#8221;, cioé quello che lascerò al mondo dopo essermi decomposto: una ventina di film girati male e divertenti solo per me e e qualche altro sfigato.</p>
<p><strong>&#8220;Giro del Mondo&#8221;</strong></p>
<p>Non l&#8217;ho inventato io, ma quell&#8217;anno Round The World nel 2004 é sicuramente servito di ispirazione a molti altri rifiuti della società come me.</p>
<p><strong>&#8220;luca trip&#8221;</strong></p>
<p>come mi chiamavano i ragazzi di Napoli della Scuola di Viaggio Disorganizzato a Bali. Per qualche motivo c&#8217;é chi preferisce così.</p>
<p><strong>&#8220;Lavorare Viaggiando&#8221;</strong></p>
<p>Chi ha cercato con queste keywords e ha trovato me, non avrà probabilmente risolto il suo problema ma almeno avrà visto che é un problema risolvibile.</p>
<p><strong>&#8220;TripManuale&#8221;</strong></p>
<p>Scritto durante il viaggio nell&#8217;Ovest Australiano, ha sempre venduto bene e mi ha dato la soddisfazione di essere, nel mio piccolo, un editore freelance. Alla faccia delle Case Editrici. <a title="TripManuale" href="http://www.tripluca.com/il-tripmanuale/" target="_blank">Eccolo</a>.</p>
<p><strong>&#8220;Vivere a Bali&#8221;</strong></p>
<p>Chi cerca questo, trova le risposte nella <a title="Bali" href="http://tripguidabali.tripcentre.org/" target="_blank">tripguida Bali</a>.</p>
<p><strong>&#8220;Crocifisso in classe&#8221;</strong></p>
<p>Per colpa di un <a title="Crocifisso in classe" href="http://www.tripluca.com/riflessioni/il-crocifisso-in-classe/" target="_blank">singolo articolo</a>, ho attirato lettori interessati alla spinosa questione, ma il 98% hanno fatto Bounce, cioé se ne sono andati subito. Per fortuna.</p>
<p><strong>&#8220;Lek Tripluca&#8221;</strong></p>
<p>A conferma della mia trasformazione in essere duale.</p>
<p><strong>&#8220;gioco ibrido&#8221;</strong></p>
<p>Non voglio sapere il perchè.</p>
<p><strong>&#8220;donne ciccione&#8221;</strong></p>
<p>Non voglio sappiate il perché.</p>
<p><strong>&#8220;krakow putovanja&#8221;</strong></p>
<p>Non oso pensare chi cerchi le &#8220;putovanje&#8221; nel mio sito, ma nel caso vi informo che si tratta di una città croata.</p>
<p><strong>&#8220;turistofobia&#8221;</strong></p>
<p>Scopro oggi che non si tratta di un mio neologismo inventato come titolo a<a href="http://www.tripluca.com/riflessioni/turistofobia/" target="_blank"> questo articolo</a>, ma di una parola spagnola.</p>
<p><strong>&#8220;vivere da re con mille euro al mese nel mondo&#8221;</strong></p>
<p>Magari non da Re, ma non mi posso lamentare.</p>
<p><strong>&#8220;adotto danese fulvo&#8221;</strong></p>
<p>L&#8217;unica spiegazione che mi posso dare é un qualche collegamento con Fulvio che ha vissuto in Danimarca.</p>
<p><strong>&#8220;bielsko biala prostitution&#8221;</strong></p>
<p>Ci siamo limitati al &#8220;Bielsko Biala Couchsurfing&#8221;, a un piatto di pierogi e a una festa con adolescenti (maschi) infelici dei loro studi. Non so come sia finito in mezzo il &#8220;prostitution&#8221;. Giuro.</p>
<p><strong> &#8220;cesso sfrenato&#8221;</strong></p>
<p>Ah..quelle nottate di diarrea e vomito alle Gili con Roberta <a title="Skap" href="http://www.skap.it/" target="_blank">Skap</a>&#8230;indimenticabili.</p>
<p><strong>&#8220;chia se kinh nghiem tu di du lich uc&#8221;</strong></p>
<p>si tratta di vietnamita e vuol dire &#8220;vivere viaggiando&#8221;. Grazie, traduttore automatico.</p>
<p><strong>&#8220;缅甸妓院&#8221;</strong></p>
<p>Vuol dire &#8220;bordello birmano&#8221;, ed é una ricerca compiuta in Cina da un viaggiatore alla ricerca di cesso sfrenato esotico.</p>
<p><strong>&#8220;shitting&#8221;</strong></p>
<p>in memoria dell&#8217;indimenticato articolo sul <a href="http://www.tripluca.com/diari-di-viaggio/gokarna-e-il-beach-shitting/" target="_blank">beach shitting</a> indiano.</p>
<p><strong>&#8220;pengalaman gay&#8221;</strong></p>
<p>Che vuol dire &#8220;esperienza gay&#8221;. Io non c&#8217;entro. E nessuno é mai entrato.</p>
<p><strong>&#8220;gnocca argentina&#8221;</strong></p>
<p>Devo ammettere di non averla mai provata (ma il motivo NON é da ricercarsi nella pengalam gay  quanto nel mio essermi innamorato della città tanto da non vederne nemmeno le donne) e quindi non mi si può considerare un esperto in materia.</p>
<p><strong>&#8220;google mi paga&#8221;</strong></p>
<p>Si, ma devi far finta di godere, troietta.</p>
<p><strong>&#8220;patente tripluca&#8221;</strong></p>
<p>Stanotte non dormo. Che patente??</p>
<p><strong>&#8220;stare bene, ogni giorno meglio, e andarsene un attimo prima di abituarsi&#8221;</strong></p>
<p>Qui si cercava una mia citazione?? Un onore. Minuto di silenzio.</p>
<p><strong>&#8220;sử dụng bidet&#8221;</strong></p>
<p>Che vuol dire &#8220;usando il bidet&#8221;. Ma porca troia Google, che minkia fai? Ti hanno messo i server Windows?</p>
<p><strong>&#8220;ascelle pelose&#8221;</strong></p>
<p>Sull&#8217;argomento, in questo sito, é stato detto ormai tutto.</p>
<p>Ok, ce ne sarebbero tante altre, ma avete ben notato la degenerazione verso il basso, per cui ci lasciamo qui e ci riaggiorniamo tra un anno.</p>
<p>Grazie Monkey e grazie Google.</p>
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		<title>Caro Deejay</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 09:17:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>

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		<description><![CDATA[Caro Deejay, E&#8217; un chitarrista che ti parla. Anzi un ex chitarrista dato, che ormai la mia storia d&#8217;amore con le sei corde sembra essersi spenta e le mie due chitarre se ne stanno in un angolo buio della mansarda a raccogliere polvere. Ormai ascolto anche poca musica, forse perchè sono troppo raramente in situazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2009/11/Tracy-Chapman.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1723" title="Tracy Chapman" src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2009/11/Tracy-Chapman.jpg" alt="Tracy Chapman" width="409" height="281" /></a>Caro Deejay,<br />
E&#8217; un chitarrista che ti parla. Anzi un ex chitarrista dato, che ormai la mia storia d&#8217;amore con le sei corde sembra essersi spenta e le mie due chitarre se ne stanno in un angolo buio della mansarda a raccogliere polvere.<br />
Ormai ascolto anche poca musica, forse perchè sono troppo raramente in situazioni di solitudine durante le quali lo posso fare.<br />
O forse perché mi sono un pò indurito e non é più facile emozionarmi come prima.</p>
<p>Mi resti solo tu quando, durante i miei brevi tragitti in macchina, accendo la radio e ti ascolto.<br />
Tu non sei il deejay di una radio specifica, ma uno dei tanti, sei quello che ho ascoltato stamattina o quell&#8217;altro che ascolterò domani.</p>
<p>Ti volevo ringraziare perché oggi hai messo una bella canzone &#8220;<a title="racy Chapman: Baby Can I Hold You Tonight" href="http://www.youtube.com/watch?v=zkftyHSf6sQ" target="_blank">Baby, Can I Hold You Tonight</a>&#8220;, di Tracy Chapman.<br />
Non é la mia cantante preferita, ma é una bella canzone, che inizia con un &#8220;Sorry. Is all that you can&#8217;t say &#8230;&#8221; e una voce calda e vibrante che al sedicesimo secondo dall&#8217;inizio mi aveva già fatto l&#8217;effetto di un buon bicchiere di vino.<br />
In un attimo, l&#8217;essere in quella macchina da solo nella campagna veneta dopo aver accompagnato un amico in stazione, era diventato bello. Come la canzone.<span id="more-1722"></span><br />
Era bello il movimento, la campagna brulla e le foglie gialle e marroni per terra. Era bello esserci.<br />
Mi è anche venuta in mente una ragazza inglese che 20 anni fa la cantava a Taizé in Francia, e ci credeva e noi credevamo in lei che la cantava ed eravamo esseri più elevati, perché credevamo che una canzone pesasse più di qualsiasi cosa.<br />
Quella consapevolezza l&#8217;abbiamo persa, ma per un attimo mi hai fatto tornare lì.</p>
<p>Chissà a quante persone ha fatto lo stesso effetto. Ti ascoltano in milioni, ogni giorno.</p>
<p>Ti scrivo per dirtelo, perché tu sappia che hai la possibilità di fare molto per noi.<br />
Mentre siamo persi dietro ai nostri problemi di formichine produttive al servizio della regina madre, per un attimo apri uno squarcio e ci fai vedere che siamo qualcosa di più.<br />
E&#8217; esattamente come se tu avessi un raggio laser che spari su di noi riempiendoci di energia.</p>
<p>Capita spesso chiedersi come mai non metti più spesso belle canzoni, costringendoci a scappare da una radio all&#8217;altra per evitare la &#8220;merda nuova&#8221; che ci propini dalla mattina alla sera.<br />
E&#8217; la risposta, va da sè: perché la merda nuova si vende, mentre le belle canzoni le abbiamo già comprate in passato e non le compreremo più.</p>
<p>E giustamente anche le radio devono vivere, le canzoni vanno vendute e i deejay si devono adattare.<br />
Io capisco e non voglio criticare, ma volevo ricordarti che noi abbiamo bisogno di belle canzoni, di merda ne abbiamo piena la vita, e se ti ascoltiamo é per ripulirci un pò e ritornare ad emozionarci.</p>
<p>Sono momenti preziosi, e dipendono da te.</p>
<p>Non ti preoccupare se mettendo solo belle canzoni non compreremo dischi (chi cazzo compra i dischi ormai?), ma sappi che anche in questo mondo in qualche modo una via per ringraziarti si trova.<br />
Forse semplicemente ascolteremo di più la tua radio e  la pubblicità sarà più efficiente e la potrete vendere a più soldi, non basata sul numero di ascoltatori ma sul tasso di conversione.<br />
Non lo so, ma se non ci abbandoni, noi non ti abbandoneremo.</p>
<p>O forse questi ragionamenti li avete già fatto e avete concluso che é meglio far ascoltare la merda a più gente possibile.<br />
Sarebbe triste, ma capisco che potrebbe essere vero.</p>
<p>Ma se fosse così, il tuo essere deejay avrebbe perso quel potere magico di ispirarci ed elevarci, e saresti solo un&#8217;altra noiosa e volgare prostituta sulla tangenziale della vita.<br />
Per quanto ti possano pagare sono sicuro che sarai d&#8217;accordo con me che non avrebbe senso.</p>
<p>Grazie per la canzone.</p>
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		<title>Il crocifisso in classe</title>
		<link>http://www.tripluca.com/riflessioni/il-crocifisso-in-classe/</link>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 18:05:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[crocifisso]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;aspetto più interessante di tutta questa storia del crocifisso in classe, di per sè noiosa e poco pertinente, é  il livello di emotività che suscita. Viviamo in un paese dove forse il 10% della popolazione é davvero convinto della propria religiosità, un 70% vive nel Limbo e il 20% se ne frega. Gli abitanti del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2009/11/crocifisso-in-aula.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1718" title="crocifisso in aula" src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2009/11/crocifisso-in-aula-300x225.jpg" alt="crocifisso in aula" width="300" height="225" /></a>L&#8217;aspetto più interessante di tutta questa storia del crocifisso in classe, di per sè noiosa e poco pertinente, é  il livello di emotività che suscita.<br />
Viviamo in un paese dove forse il 10% della popolazione é davvero convinto della propria religiosità, un 70% vive nel Limbo e il 20% se ne frega.<br />
Gli abitanti del limbo sono i più interessanti: il loro livello di ascolto delle parole del Papa é simile a quello di un novantenne mezzo addormentato che guarda la Tv,  le loro osservanza dei precetti cattolici si limita al non uso del preservativo perché è più bello così e la loro moralità é una bandiera al vento delle mode.</p>
<p>Ma sono proprio loro quelli che insorgono di fronte alla richiesta di togliere il crocifisso dalle aule.<br />
Hanno paura che si affermi in maniera esplicita una verità ovvia: che il cattolicesimo é una religione di minoranza in Italia.<br />
Per quanto siano Cattolici da Natale, hanno comunque quella sensazione di sicurezza del far parte di qualcosa di grande e cheap, in quanto basta poco per farne parte.<span id="more-1717"></span></p>
<p>Fanno il tifo, niente più, niente meno, e non vogliono vedere perdere la loro squadra.</p>
<p>Dall&#8217;altra parte ci sono gli altri esaltati: i SuperLaici, quelli che se vedono un Cristo si toccano le palle.</p>
<p>Inoltre, nel background, aleggia la presenza crescente dei musulmani, milioni di persone che ci credono davvero e che vogliono togliere il crocifisso e imporre il Corano, o almeno così si teme.</p>
<p>Abbiamo quindi una civiltà prevalentemente laica con una religiosità in calo, che appena si sente attaccata dai Laici o dai Musulmani fa un upgrade religioso on the spot e ridiventa fervente cattolica.</p>
<p>Non é certo un bell&#8217;esempio di indipendenza di pensiero: io sono quello che sono, mica lo definisci tu.<br />
Se adesso mi viene uno e dice &#8220;Trip, hai rotto, non viaggi più e parli di viaggi, lascia il posto a chi viaggia davvero&#8221;, io non posso prendere e farmi tre mesi di zaino in spalla per dimostrare chi sono, no?</p>
<p>&#8220;I am what I am e no stame rompar i maroni&#8221; , disse il saggio venessian.</p>
<p>Quindi, i miei consigli per le varie parti in causa:</p>
<p>Cattolici veri: siete una minoranza, accettatelo e vivete come tale. La vostra vita sarà piena di gioia.<br />
Limbianici: decidete da che parte stare, perché state creando un sacco di problemi a tutti.<br />
Super Laici: rilassatevi. Se non ci credete, un crocifisso ha lo stesso valore di un quadretto da 5 euro. Prendetelo come un retaggio culturale interessante e andate avanti con le vostre vite Senza Dio.</p>
<p>Ecco, se un giorno dovessi avere figli che vanno a scuola (non sono convinto sia un luogo raccomandabile), che sul muro sia appeso un Cristo, un Buddha o una fetta di salame ungherese, non me ne importerebbe nulla.</p>
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		<title>Vatican, Powered by God</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 20:04:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Niente, mi é venuta questa ispirazione e la volevo scrivere da qualche parte. Fatene quello che volete. Tripluca, powered by the Devil.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2009/10/vatican-powered-by-god.jpg"><img class="size-full wp-image-1713 alignleft" title="vatican powered by god" src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2009/10/vatican-powered-by-god.jpg" alt="vatican powered by god" width="486" height="159" /></a></p>
<p>Niente, mi é venuta questa ispirazione e la volevo scrivere da qualche parte.</p>
<p>Fatene quello che volete.</p>
<p>Tripluca, powered by the Devil.</p>
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		<title>Democracy bug hunting</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 05:45:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Trip-Politica]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Abbiamo sentito mille volte dire che la democrazia non è perfetta ma finora é il sistema migliore, e devo dire che mi sono un pò stufato. Sembra che, dato che é il sistema migliore, non vada sviluppato e analizzato. Sembra che il top della democrazia sia stato raggiunto in un qualche recente passato in qualche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1703" class="wp-caption alignleft" style="width: 280px"><a href="http://www.flickr.com/photos/pio1976/3130250099/" target="_blank"><img class="size-full wp-image-1703" title="caffettiera masochista" src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2009/10/caffettiera-masochista.jpg" alt="caffettiera masochista" width="270" height="270" /></a><p class="wp-caption-text">di p!o in Flickr</p></div>
<p>Abbiamo sentito mille volte dire che la democrazia non è perfetta ma finora é il sistema migliore, e devo dire che mi sono un pò stufato.<br />
Sembra che, dato che é il sistema migliore, non vada sviluppato e analizzato.<br />
Sembra che il top della democrazia sia stato raggiunto in un qualche recente passato in qualche paese non lontano e indefinito, probabilmente in qualche regione industrializzata ma bucolica tra Copenhagen e Stoccolma attorno al 1995.</p>
<p>C&#8217;é un approccio dogmatico: nessuno si sogna nemmeno di mettere in dubbio i fondamenti della democrazia.<br />
Se qualcuno ne parla in maniera critica viene subito accusato di essere antidemocratico, mentre se qualcuno si comporta in maniera apertamente antidemocratica, come il nostro B., si sentono solo vaghi distinguo e deboli prese di posizione.</p>
<p><strong><em>La democrazia é un sistema e non esistono sistemi perfetti e non migliorabili.</em></strong><br />
Quindi questo atteggiamento conservatore in realtà sembra celare la conservazione non della democrazia ma dello status quo.<br />
Leggi: se cambiano le regole della politica, la classa politica attuale decade.<span id="more-1702"></span></p>
<p>Un pò come se Google cambia il suo algoritmo, chi era in prima pagina sparisce e muore.</p>
<p>Di conseguenza la classe politica difende l&#8217;algoritmo che li porta a raccogliere i voti e non vuole sentir parlare di cambiamenti.<br />
Se notate, tristemente, quando parlano di riforme democratiche, sono sempre leggere modifiche temporanee che servono ad aumentare i voti del loro partito. Penoso.</p>
<p>Ora, volevo in questo articolo proporre un Bug Hunting, cioé una ricerca dei bachi (errori, imperfezioni) del sistema, per esporne i limiti ed eventualmente proporre delle soluzioni.</p>
<p>Un bug secondo me scandaloso é il seguente: L&#8217;Utente Autolesionsista.<br />
Mi spiego, ci sono tre tipi di votanti.<br />
a) <strong>L&#8217;Interessato Lungimirante</strong>: quello che vota pensando al bene generale del paese mettendo il proprio interesse immediato in secondo piano.<br />
E&#8217; l&#8217;operaio che in un momento nel quale imperversa la sinistra estremista, capisce che bisogna bilanciare un pò verso il centro, oppure l&#8217;industriale il cui timore é che il precariato alla fine andrà contro il suo stesso interesse e cerca di bilanciare verso sinistra. Rappresentano lo 0,0001% dei votanti e non contano nulla.<br />
b)  <strong>L&#8217;Interessato Miope</strong>: quello che vota pensando al proprio interesse a breve termine. L&#8217;operaio che vota per il partito che promette se eletto di aumentare gli stipendi, o l&#8217;industriale degli armamenti che appoggia Bush che gli promette una bella guerra. Sono la maggioranza.<br />
c) <strong>L&#8217;Ideologo Estinto</strong>: Quello che vota secondo un&#8217;ideologia. Assomigliano ai primi, ma non esistono più.</p>
<p>Quindi, finite le ideologie, il sistema si basa sui voti di interesse a breve termine, e conta sul bilanciamento numerico:<br />
<strong>la maggioranza vota perché la maggioranza stia bene, quindi la maggioranza starà bene.</strong></p>
<p>E&#8217; un pò semplicistico, ma possiamo capire il ragionamento seguito di padri della democrazia e capiamo che in un contesto teorico e logico non fa una piega.</p>
<p>Ma nessuno forse aveva considerato il quarto tipo di votante:</p>
<p>d) <strong>L&#8217;Autolesionista</strong>:<br />
E&#8217; il votante che vota contro la propria classe sociale.<br />
L&#8217;impiegato che vota un partito che lo renderà precario, l&#8217;operaio che vota gli industriali che lo licenzieranno, lo studente di ceto medio che vota chi gli renderà impossibile iscriversi a una buona università ecc&#8230;<br />
Sono, a quanto pare, un grandissimo numero. Forse la maggioranza.</p>
<p>Ovviamente non era previsto. E infatti i bug più insidiosi sono quelli che si scoprono quando l&#8217;utente fa una cosa che il programmatore non aveva previsto: invia un modulo e ricarica la pagina (spedendolo due volte), clicca 50 volte un bottone, inserisce strani codici nell&#8217;URL ecc&#8230;</p>
<p>E chi poteva prevedere che un votante votasse contro se stesso?</p>
<p>E&#8217; un bug molto pericoloso perché a lungo andare porta alla distruzione del sistema democratico stesso.</p>
<p>Ci sarebbero molte altre cose da dire per rendere il ragionamento compiuto e non attaccabile, e invece so che vi lascerò con molti dubbi e commenti negativi. Ma questo é un articolo online ed é già troppo lungo.</p>
<p>Per ora vi lascio con una previsione:</p>
<p>Mentre la classe politica combatte per il controllo dell&#8217;algoritmo di Google che li tiene in prima pagina, non si sta accorgendo che la battaglia in futuro si vincerà in Facebook.<br />
Mi spiego: mentre loro si scannano per il controllo dei mezzi in informazione tradizionali (Tv, stampa ecc&#8230;), che hanno il potere di influenzare le masse , questo stesso potere se ne sta velocemente andando da lì.<br />
Avere in mano le TV nel 2030 sarà come essere, oggi, proprietari di tutti i microfoni del mondo e andare in giro per le piazze a gridare i propri slogan. Inefficiente, inadeguato e scomodo.</p>
<p>Buona estinzione.</p>
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		<title>Uncategorized</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Sep 2009 15:29:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[monkey]]></category>
		<category><![CDATA[paolotripmaitrop]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8230;e dato che abbiamo iniziato questa diatriba intercontinentale approfondiamola. La questione da risolvere è: dopo tanti viaggi, siamo diventati più furbi o più cretini? E  in particolare giudichiamo in base all&#8217;apparenza o aspettiamo di sapere di più? Secondo me si fanno entrambe le cose, o almeno io, credo di fare così: In primis faccio una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2009/09/Uncategorized1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1700" title="Uncategorized" src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2009/09/Uncategorized1.jpg" alt="Uncategorized" width="287" height="378" /></a>&#8230;e dato che abbiamo iniziato questa <a title="L'abito non fa il Monkey" href="http://www.monkeyrockworld.com/2009/09/l-abito-non-fa-il-monkey/" target="_blank">diatriba intercontinentale</a> approfondiamola.<br />
La questione da risolvere è: dopo tanti viaggi, siamo diventati più furbi o più cretini?</p>
<p>E  in particolare giudichiamo in base all&#8217;apparenza o aspettiamo di sapere di più?</p>
<p>Secondo me si fanno entrambe le cose, o almeno io, credo di fare così:<br />
In primis faccio una scansione dell&#8217;aspetto, ne  traggo una serie di dati e li elaboro.<br />
In base ai vari parametri, categorizzo il personaggio e lo piazzo in una delle 23 categorie alle quali appartengono gli esseri umani, ma é solo in Bozza, non faccio ancora Salva.</p>
<p>Il personaggio in questione, si ritrova così piazzato in un luogo preciso, dal quale ha comunque la libertà di spostarsi.<br />
Se il contatto continua, ha la possibilità di dire o fare cose che gli permettono di essere scategorizzato e spostato in una categoria diversa.</p>
<p>Il piazzamento immediato post-scansione é limitante e ingiusto ma serve a tenere un minimo d&#8217;ordine nel panorama di personaggi che si incontrano per strada.<br />
Non si possono mettere tutti in Cache in attesa di salvarli nel disco fisso o addirittura in qualche CD, perché la memoria virtuale é comunque limitata.</p>
<p>Quindi sì: giudico in base all&#8217;apparenza.<span id="more-1692"></span></p>
<p>Ma, siccome io stesso sono difficile da categorizzare chiaramente (viaggiatore? Businessman? Sfigato? Ricco? Povero?), sono sempre alla ricerca di personaggi pluri-categorici, perché sono quelli che riescono a darmi qualcosa.</p>
<p>I personaggi più interessanti sono gestibili meglio con i Tag, perché togliendo o aggiungendo dei Tag, si riesce a definirli con più precisione, e la loro indicizzazione é più fluida.</p>
<p>Prendete il Monkey o il TripMaiTrop&#8230;in che categorie li volete mettere? Viaggiatori?<br />
E&#8217; riduttivo.<br />
Entrambi sono in una fase post backpacker. Uno che non sa bene cosa fare se non  insegnare inglese e inveire sugli altri esseri umani e l&#8217;altro che molla la tavola da surf per prendere in mano&#8230;.scusate, per far prendere in mano, la zappa alla moglie e ritirarsi nelle lande abruzzesi a coltivare Rambutan.</p>
<p>Sono personaggi che sfuggono alla categorizzazione perché non l&#8217;hanno mai seguita.<br />
Hanno deciso molto presto che nella vita devi scegliere se fare quello che la società si aspetta da te ed essere frustrato, o fare quello che vuoi tu ed essere criticato.<br />
Di conseguenza il loro cammino é a zig zag, non li porta apparentemente da nessuna parte, o almeno non li porta in nessun luogo riconosciuto.<br />
Il posto dove finiscono loro non é nella Google Maps del Matrix, viaggiano al di sotto del Radar del sentire comune.</p>
<p>Non sono destinati al successo, alla fama, alla ricchezza e forse nemmeno alla felicità.<br />
Ma di loro resterà una storia da raccontare, che parla di autostop nel deserto australiano con una tavola da surf, cavalcate nelle famose lande mongole o incontri col famoso Tripluca nei primi anni del 21esimo secolo.</p>
<p>E quando degli altri non sarà restato molto, se non le quattro mura di una casa, dei figli che li hanno dimenticati o le tonnellate di scorie prodotte in una vita di consumi, di loro sarà rimasta la storia.<br />
Una storia che può anche non essere raccontata ma che ha toccato altre vite, in maniera spesso indiretta, e che aveva come messaggio di base: &#8220;sono libero, non rompetemi i coglioni&#8221; (vi posso assicurare che é  una frase che calza a pennello alle due bestie qui ritratte).</p>
<p>E per chi non capisce l&#8217;importanza di una storia in una vita, riporto una frase che mi disse una ragazza che mi amava e che io non amavo abbastanza e alla quale chiesi perché si era tanto fissata con me:</p>
<p>&#8220;Gli altri sono tutti uguali. Tu hai una Storia&#8221;.</p>
<p>Le donne&#8230;sempre più avanti di noi.<br />
Dopo quella frase capiii l&#8217;importanza di avere una storia e dopo pochi mesi partii per il primo viaggio che mi avrebbe fatto diventare Trip.</p>
<p>E quindi, giudichiamo o aspettiamo? Giudichiamo, categorizziamo, e speriamo di trovare altri personaggi taggabili, quelli che espandono la percezione delle possibilità umane, e delle nostre possibilità.<br />
Quelli che in un blog di WordPress possiamo mettere solo sotto Uncategorized.</p>
<p>Per concludere rispondendo al Monkey: ho aperto quella porta e ti ho visto in camicia, ma non ho pensato per un attimo di rimetterti in una categoria fissa. Ho semplicemente aggiunto il tag: &#8220;camicia&#8221; accanto a molti altri che se visti assieme fanno comunque un&#8217;impressione interessante e rendono impossibile il togliere &#8220;Uncategorized&#8221; dalla barra laterale.</p>
<p>Auguro a me, a te, a Paolo e a tutte gli altri di non finire mai a recitare le battute di una storia già scritta, costi quel che costi.</p>
<p>Uncategorized Brothers.</p>
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		<title>Il Che 2.0</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 05:59:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Vivere viaggiando]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro online]]></category>

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		<description><![CDATA[Bangkok, 17 Settembre 2009. Stamattina ci siamo alzati tardi, 10 e mezza, e prima di mettermi al lavoro sono dovuto scendere a bere un bel cappuccino. Mentre lo bevevo, seduto all&#8217;aperto, passavano mandrie di ragazzini e ragazzine usciti da scuola in anticipo (pare sia un giorno di festa). Erano tutti in uniforme, divisi in piccoli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2009/09/tripmatrix.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1680" title="tripmatrix" src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2009/09/tripmatrix.jpg" alt="tripmatrix" width="217" height="300" /></a><em>Bangkok, 17 Settembre 2009.</em></p>
<p>Stamattina ci siamo alzati tardi, 10 e mezza, e prima di mettermi al lavoro sono dovuto scendere a bere un bel cappuccino.<br />
Mentre lo bevevo, seduto all&#8217;aperto, passavano mandrie di ragazzini e ragazzine usciti da scuola in anticipo (pare sia un giorno di festa).<br />
Erano tutti in uniforme, divisi in piccoli gruppi e sembravano felici, come lo sembrano sempre gli adolescenti, anche in  quell&#8217;età difficile spesso sono disorientati.<br />
Oltre agli sconvolgimenti ormonali, al vedere il proprio corpo che cambia, al cercare di capire se sei bello o brutto ecc..é un età in cui sei disperatamente alla ricerca di accettazione da parte del gruppo.<br />
Non vuoi essere diverso, vuoi essere uguale, e quindi riduci gli aspetti più visibili della tua personalità e ti adegui al minimo comune denominatore.<br />
Immagino faccia parte di un sano processo della crescita, quello di sentirsi parte di un gruppo, per cui, fin qui, niente di male.</p>
<p>Mentre riflettevo pigramente, la caffeina entrata nello stomaco, cominciava pian piano a salire al cervello e quando lo ha raggiunto in massa é iniziata l&#8217;accelerazione del pensiero, che  mi ha dato per un attimo una prospettiva diversa.<br />
Ho visto questi ragazzini indifesi come le vittime perfette del Matrix.<br />
Il &#8220;Matrix&#8221; é un termine ormai desueto (il film é del 1999), ma comunque più adeguato del &#8220;la Società&#8221;, che fa troppo anni 60, Woodstock e futuri sinistroidi affluenti gridare slogan rivoluzionari prima di essere riassorbiti dalle società stessa e diventarne parte integrante e conservatrice.<br />
Il termine &#8220;Matrix&#8221; é più adatto, perché esprime bene la sensazione di muoversi liberamente, ma di farlo entro limiti ben precisi, intoccabili e invisibili.<span id="more-1678"></span></p>
<p>Quindi, vedo questi ragazzini in uniforme bianca e blu, perfettamente ricettivi a qualsiasi istruzione di conformità.<br />
Appena usciti dall&#8217;infanzia dove &#8220;questo non si fa&#8221; e &#8220;questo non va bene&#8221;, cominciano ad essere responsabilizzati in maniera più sofisticata. Gli si dice che devono decidere della loro vita e gli si indica una strada: dovete studiare, prepararvi a una professione, poi lavorare cinque giorni alla settimana dalle 9 alle 5, mettere da parte dei soldi, comprare una casa, riprodurvi e insegnare ai figli quello che avete imparato voi, in modo che vi possano sostituire quando voi non ci sarete più.<br />
Gli si dice che sono liberi di decidere, ma entro certi limiti.</p>
<p>La cosa é particolarmente evidente in Thailandia (e in Asia in generale), dove il conformismo arriva a dei livelli frustranti, ma vale un pò in tutto il mondo.<br />
In nessun paese la società incoraggia l&#8217;individualismo, perché sarebbe come se un sistema operativo generasse solo eccezioni, senza essere in grado poi di gestirle.<br />
Ogni eccezione, ogni persona con un&#8217;idea diversa, é un pericolo latente per un sistema.<br />
Sappiamo bene però che esso cresce e si rafforza solo grazie alle persone fuori dagli schemi, alle idee rivoluzionarie e alle azioni insensate.<br />
Senza di quelle, il sistema pian piano muore.<br />
Ne é prova la superiorità tecnologica e finanziaria dei paesi meno autoritari, in particolare del mondo occidentale.<br />
Il fallimento dell&#8217;Unione Sovietica é stato in gran parte dovuto al fatto che il sistema soffocava sul nascere il pensiero libero e l&#8217;iniziativa individuale.<br />
Quindi il sistema stesso si rigenera e si rafforza proprio grazie a quello che teme: l&#8217;eccezione.<br />
(la stessa cosa vale per l&#8217;arricchimento del patrimonio genetico di una specie&#8230;vedi <a title="Elogio dell'imperfezione" href="http://www.libreriauniversitaria.it/elogio-imperfezione-levi-montalcini-rita/libro/9788811674719" target="_blank">&#8220;l&#8217;elogio dell&#8217;imperfezione&#8221; della Montalcini</a>)</p>
<p>Ci troviamo quindi di fronte a due categorie di persone (prendo a prestito una definizione di Manu):<br />
- I System People<br />
- I Non System People</p>
<p>E&#8217;, come tutte le generalizzazioni, poco precisa perché ovviamente ci sono persone che fluttuano tra i due estremi, ma riesce a evidenziare come ogni individuo possa essere definito in base al grado di conformità al sistema.</p>
<p>Io stesso non mi considero un puro Non System People, perché ne faccio parte in vari modi, non ho rifiutato il sistema, non vivo (ancora) in una tenda in un ostello di George Town (chi legge il <a title="Monkey Rock World" href="http://www.monkeyrockworld.com/2009/09/living-in-georgetown-guesthouse/" target="_blank">Monkey</a> mi capirà) e mi limito, come una iena plinskins, a mordere il cadavere delle vittime, quando il leone guarda dall&#8217;altra parte.</p>
<p>Ora, il Matrix fa il suo dovere, per cui non lo si può biasimare più di tanto: é un organismo vivente che ha come obiettivo primario la propria conservazione, per cui é organizzato di conseguenza.<br />
E, come accennato, i Matrix migliori, tollerano l&#8217;individualismo, perché ne vengono rafforzati.</p>
<p>Ma restano comunque Matrix: sistemi altamente sofisticati che non possono essere visti dall&#8217;interno, che riescono ad annullare ogni percezione della loro esistenza agli individui che ne fanno parte.</p>
<p>Quando ormai il cappuccino era finito e iniziavo a raccogliere la poca schiuma rimasta ai lati della tazza, ho pensato al mio progetto di <a title="Business Online" href="http://www.tripluca.com/lavorare-viaggiando/un-business-online-con-tripluca/" target="_blank">Business Online</a> e mi sono chiesto: vuoi vedere che questa cosa, iniziata come una semplice idea di business, non diventerà una specie di missione alla Che Guevara?<br />
Una lotta per la libertà di altre persone?</p>
<p>Oggi, nel 2009, che senso ha andare nella giungla con un gruppo di rivoluzionari e cercare di combattere il governo?<br />
E&#8217; il governo che non ci rende liberi oggi?<br />
No, siamo noi stessi. E&#8217; il nostro adeguarci alle regole e il non vedere una via d&#8217;uscita da un fai-un-lavoro-che-non-ti-piace-compra-cose-che-non-ti-servono-e-soprattutto-non-ti-fermare-a-pensare.<br />
Il governo ti fa fare quello che vuoi. Te ne puoi andare domani se vuoi, hai Euro, non rubli, il passaporto te lo rilasciano quando vuoi e come ha <a title="Bilancio di viaggio (per viaggiatori italiani o indecisi pronti a partire) Parte 1" href="http://www.monkeyrockworld.com/2009/08/come-riuscire-a-vivere-viaggiando/" target="_blank">dimostrato il Monkey</a> (again), con 2500 euro puoi stare in giro 10 mesi e visitare 13 paesi, quindi sono tutte scuse quelle che trovi per stare a casa: é pura paura, instillata quotidianamente sotto la tua pelle in 20, 30 anni di Matrix.<br />
Non te ne fare una colpa, ma almeno prendine coscienza.</p>
<p>Ovviamente non diventerò mai un Che, né lo voglio essere (non mi sta bene il baffetto), e continuerò a combattere solo per me stesso, immerso in quell&#8217;egoismo cronico che é la base stessa del capitalismo.</p>
<p>Ma se come, effetto collaterale, avrò indicato una strada e forse aperto una porta ad alcune persone che poi hanno realizzato un sogno, sarà comunque una soddisfazione e avrò forse ritrovato il gusto di essere un diverso.</p>
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