Riflessioni

Rogito ergo sum?

l'iCafon

Eccoci tornati da due mesi a Fuerteventura.

Vi risparmio i vari commenti tipo “il sole e il vento che dominano l’isola sono lì a ricordarci che é nel nulla che l’uomo si ritrova” oppure “mentre camminavo per la strada principale di Corralejo ho capito che la cultura spagnola porta un retaggio africano” o altre cose del genere che potete trovare in tanti altri blog di viaggio.

A Fuerteventura non c’è praticamente niente degno di nota a parte alcune belle spiagge, degli scenari relativamente drammatici (che però stancano abbastanza presto) e  turisti in cerca di sole e tranquillità.
Sul livello culturale del turista medio vi basti sapere che i sombreri messicani vanno a ruba.

Ma a me piace così, proprio per il suo vuoto quasi assoluto.

Se esiste una strada verso il nulla, questa passa di sicuro per Fuerteventura, ed é bello ogni tanto staccare dalle mille cose che si potrebbero fare oggi alle due cose che si possono fare ma una non si può perché non ci sono onde per surfare (e manco lo so fare).

Mi spiego. In Italia, o altrove, ti alzi la mattina a vai a lavorare, per cui il problema del “what do you want to do today?” é risolto.
Ma per chi ha delle alternative come me, la cosa non é semplice. More

Lost in Business

lavorando come uno schiavo invece di godermi i minaretti

MarcoMonkeyMadafacca non ha paura di dire quello che altri pensano ma non dicono, e quindi mi permette di approfondire degli aspetti del mio Vangelo.

In un intervista che gli ho generosamente concesso lui si é permesso di attaccarmi e denigrarmi, osando ribellarsi al Pensiero Unico ma Profondamente Giusto del Grande Trip, dicendo che ormai ho perso di vista il vero motivo del viaggio.

Ho letto le sue parole con piacere, perché in parte ha ragione e in parte é una reazione che mi aspettavo da molti dei miei, ehhmmm..seguaci.
Il Trip parla.
Silenzio: More

Oli essenziali, non frullati

Marocco Fez

il tavolo di Fez

- “Qual’é il paese che ti é piaciuto di più?”

Di tutte le domande, questa é quella che mi manda più in crisi.
In assoluto.

Eppure lo so, é una domanda comprensibile, logica a corretta.

Dovrei rispondere “Bali”,  o “Brasile” o “Thailandia”, ma non ce la faccio.

A volte ci provo, ma mi rendo conto di essere poco convincente.
E’ una domanda zavorra.

Cioé mi tira giù.
Presuppone un’omogeneità  nell’esperienza del viaggio che é assolutamente inesistente.

In un viaggio ne passi di tutti i colori, cose brutte e cose belle, e alla fine non ne fai un frullato e cerchi di capire che sapore ha.
Almeno non io.
Io lo distillo e ne ricavo vari oli essenziali che poi metto in qualche cassetto nascosto della mia anima e  li tiro fuori quando mi fa male qualcosa e ho bisogno di un unguento. More