set 24 2010
Rogito ergo sum?
Eccoci tornati da due mesi a Fuerteventura.
Vi risparmio i vari commenti tipo “il sole e il vento che dominano l’isola sono lì a ricordarci che é nel nulla che l’uomo si ritrova” oppure “mentre camminavo per la strada principale di Corralejo ho capito che la cultura spagnola porta un retaggio africano” o altre cose del genere che potete trovare in tanti altri blog di viaggio.
A Fuerteventura non c’è praticamente niente degno di nota a parte alcune belle spiagge, degli scenari relativamente drammatici (che però stancano abbastanza presto) e turisti in cerca di sole e tranquillità.
Sul livello culturale del turista medio vi basti sapere che i sombreri messicani vanno a ruba.
Ma a me piace così, proprio per il suo vuoto quasi assoluto.
Se esiste una strada verso il nulla, questa passa di sicuro per Fuerteventura, ed é bello ogni tanto staccare dalle mille cose che si potrebbero fare oggi alle due cose che si possono fare ma una non si può perché non ci sono onde per surfare (e manco lo so fare).
Mi spiego. In Italia, o altrove, ti alzi la mattina a vai a lavorare, per cui il problema del “what do you want to do today?” é risolto.
Ma per chi ha delle alternative come me, la cosa non é semplice. More


