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	<title>Vivere viaggiando, Tripluca.com &#187; Trip-Business</title>
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	<description>vivo, lavoro, scrivo...viaggiando.</description>
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		<title>Lost in Business</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 06:04:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Trip-Business]]></category>
		<category><![CDATA[Vita Residente]]></category>
		<category><![CDATA[Vivere viaggiando]]></category>

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		<description><![CDATA[MarcoMonkeyMadafacca non ha paura di dire quello che altri pensano ma non dicono, e quindi mi permette di approfondire degli aspetti del mio Vangelo. In un intervista che gli ho generosamente concesso lui si é permesso di attaccarmi e denigrarmi, osando ribellarsi al Pensiero Unico ma Profondamente Giusto del Grande Trip, dicendo che ormai ho perso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1954" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2010/06/business-in-marocco-1.jpg"><img class="size-medium wp-image-1954" title="cappuccino e business in Marocco" src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2010/06/business-in-marocco-1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">lavorando come uno schiavo invece di godermi i minaretti</p></div>
<p><a title="MonkeyRokWorld" href="http://www.monkeyrockworld.com/" target="_blank">MarcoMonkeyMadafacca</a> non ha paura di dire quello che altri pensano ma non dicono, e quindi mi permette di approfondire degli aspetti del mio Vangelo.</p>
<p>In un <a title="TripLife 1.0 – Interviste – Marco Ferrarese, Monkey Rock World (25)" href="http://www.tripluca.com/i-miei-libri/triplife-1-0-interviste-marco-ferrarese-monkey-rock-world-25/" target="_self">intervista</a> che gli ho generosamente concesso lui si é permesso di attaccarmi e denigrarmi, osando ribellarsi al Pensiero Unico ma Profondamente Giusto del Grande Trip, dicendo che ormai ho perso di vista il vero motivo del viaggio.</p>
<p>Ho letto le sue parole con piacere, perché in parte ha ragione e in parte é una reazione che mi aspettavo da molti dei miei, ehhmmm..seguaci.<br />
Il Trip parla.<br />
Silenzio:<span id="more-1951"></span></p>
<p><em><strong>“Ti seguo da abbastanza tempo per aver notato dei grossi cambiamenti nel tuo approccio alle cose, e secondo me, tu stai pensando troppo ai soldi.<br />
Sarà che ti sei sposato e hai pressioni asiatiche alle natiche, sarà che stai invecchiando, ma da buon Veneto quale sei (e lo dico perché lo sono mezzo sangue), pensi sempre agli sghei, e a modi per farne”</strong></em></p>
<p><em> </em><br />
Si, credo tu abbia ragione.<br />
Ci penso molto, anche perchè non si può fare business senza pensare ai soldi.<br />
Quando ero dipendente ci pensavo meno perché erano garantiti e bastava far uscire meno di quello che entrava per stare a galla. Era più facile ma anche meno interessante e in più vivevo in una situazione di sicurezza economica che mi portava a pensare come spenderli.<br />
Quando avevo quasi deciso di cambiare macchina nonostante la mia Tipo rossa andasse perfettamente bene, mi resi conto che ero ricaduto nel classico trucchetto e mollai tutto.<br />
Da quando sono partito invece i soldi sono più aleatori.<br />
Per un periodo finché ero solo, riuscivo anche a gestirgli meglio.<br />
Sono un risparmione come te.<br />
Ho avuto anch’io le mie appassionate storie d’amore con gli scarafaggi.<br />
Adesso siamo in due e volendo continuare a muovermi sto  dando meno occasione a Lek di trovarsi un lavoro.<br />
Per cui viaggiare mi costa di più ma va bene così, é una scelta e come ben sai quando si fa una scelta (vera, non condizionata), si é anche pronti a gestirne le conseguenze.<br />
E si, a una donna gli scarafaggi fanno schifo (valle a capire).</p>
<p>Ne approfitto per ringraziarla pubblicamente del suo spirito di adattamento.</p>
<p>Ha visto cose che un’asiatica non dovrebbe mai vedere.<br />
<strong> “</strong><em><strong>Dici ora che sai cosa perdi se ti fermi ma tu… bhe, sei fermo, da un bel pezzo, e ti dichiari semiresidente.”</strong></em></p>
<p>Qui possiamo discutere un bel pò ma il concetto é abbastanza semplice: non ho più voglia di fare né il backpacker né il turista.<br />
Per cui mi muovo di meno e per periodi più lunghi.<br />
Abbiamo sempre criticato i turisti che vedono solo la superficie e adesso che ci fermiamo un pò per andare più a fondo non va più bene?<br />
Perché, e tu me lo insegni, il 90% dei backpackers sono turisti con pochi soldi e tanto tempo, non veri viaggiatori.<br />
Io credo che il viaggio sia crescita ed evoluzione, non solo spostamenti.</p>
<p><em><strong>“Come dicevo, non é vivere a Bali o a Penang quattro mesi o due anni una “vivere viaggiando”: é semplicemente una “vita a Bali, o a Penang””</strong></em></p>
<p>Vivere a Penang 4 mesi, a Bali altri 3 e poi andare a Buenos Aires per 4, passando per 6 in Italia non é esattamente vivere in quei posti.<br />
E’ essere semiresidenti. Io ultimamente faccio base in Italia e ci sono stato un pò troppo, é vero, ma finchè continuo a muovermi non mi considero residente.</p>
<p><em><strong>“Io ho viaggiato per 10 mesi filati con duemilatrecento euro, e ho visto gente che lo faceva anche con meno. Certo, bisogna ingegnarsi e porre il di viaggio prima di tutto, come bisogno PRIMARIO di conoscenze ed esperienza, anche prima del bisogno di avere un letto (dormi in tenda o per strada). Ho fatto molte di queste cose, e devo dire che nonstante tutto, non ho speso molto durante il mio viaggio. Quindi, tutto il discorso dei soldi, le sicurezze, I soldi per viaggiare mi suonano come un discorso totalmente krumiro. Alcuni consigli: tagliare spese sigarette e alcolici, centinaia di euro risparmiate al mese. Dormire  a casa di sconosciuti che diventeranno vostri amici usando couchsurfing, hospitality club o qualsiasi altra cosa. Dormire in giro, se siete in posti pericolosi andate a farlo al cimitero, nessuno vi disturberà lì, tranquilli. Se un individuo ha voglia di SCOPRIRE, lo fa senza pensare ai dannati soldi.”</strong></em></p>
<p>Io l’ho fatto per 5 anni di fila e ho fatto couchsurfing-oski nei paesi dell’Est dal 1989 al 1996 prima che nascesse couchsurfing e ancora prima di avere un indirizzo email.<br />
Per esempio ho girato la Polonia in lungo e in largo senza mai mettere piede in un ostello o albergo.<br />
Ero sempre a casa di gente che conoscevo per la via.<br />
L’opzione di continuare a farlo solo perché é la cosa più cool non mi é passata nemmeno per la testa.<br />
Ho cercato nuovi stimoli e li ho trovati.<br />
Per assurdo, se gli stimoli fossero stati nel fare il ragioniere (poveri questi ragionieri, sempre martoriati) lo avrei fatto.<br />
Il viaggio non é il fine.<br />
Per me é il mezzo, il migliore, ma non so se lo sarà per sempre e non lo é per tutti.<br />
Ciò che conta é fare quello che si ama e svilupparsi.</p>
<p>Viaggiare cheap secondo me é il miglior modo per vivere un’esperienza formativa, per quella regola secondo la quale più spendi e più ti isoli.<br />
Meno soldi hai, invece, e più ti relazioni con la gente.<br />
E’ anche un ottimo antidoto al consumismo perché ci fa capire che sono tutte balle e abbiamo veramente bisogno del 20% di quello che ci propinano.<br />
E’ una vera e propria liberazione.<br />
Però, ripeto, l’ho già fatto.<br />
Mi piacerebbe ripeterlo e riprovare le stesse emozioni, ma é impossibile, perché quelle emozioni non le ho provate sulla vetta del Machu Picchu o davanti al Taj Mahal.<br />
Quelli mi hanno lasciato relativamente indifferente.<br />
Le emozioni più grandi sono state legate allo scoprire che stavo cambiando dentro, ero ogni giorno più libero e ogni giorno capivo qualcosa in più.<br />
Sono passaggi irripetibili.<br />
Uno dei miti del backpacker é credere che mescolarsi con i locali, mangiare con loro, dormire con loro, sia l’unico modo per capirli.<br />
Come se un pranzo a 1 euro e la guest house a 5 euro sia la chiave per capire l’India.<br />
Cazzata immane.<br />
Sei sempre un cazzone di cliente che paga (e pure poco) e se ne va.<br />
Questo l’ho capito molto tempo fa.<br />
Non é così semplice, si deve trovare una chiave per entrare.</p>
<p><em><strong>“Tu modelli un concetto di viaggio con uno di business, e questo, per me, non si sposa troppo bene.”</strong></em></p>
<p>E’ una coincidenza interessante che stessi parlando della stessa cosa con un marocchino (un possibile partner di business) due giorni prima di leggere la tua intervista, forse proprio mentre scrivevi le tue righe.<br />
Lui disse che sin da bambino sognava di andare in Madagascar e che quando ci é andato si é annoiato nel giro di una settimana.<br />
Allora, dato che la sua ditta vendeva margarina, si é messo a cercare clienti e ha venduto tre container di margarina ai malgashi divertendosi e conoscendo gente.<br />
Me lo diceva mentre andavamo nel suo 4X4 e dopo aver bevuto un cappuccino in un caffè fighetto del centro. Quindi senza tanto folclore, incantatori di serpenti e robe lunghe della Medina.<br />
Ma non é il Marocco anche questo? O il Marocco é solo Souq e scarpe a punta?<br />
Dopo alcuni giorni passati a visitare moschee, mercati, scuole coraniche e minaretti mi ero rotto le palle pure io.<br />
Le giornate più belle sono state quelle nelle quale sono andato in giro per Riad a vendere siti internet fatti col mio nuovo sistema (ecco un <a title="Riad Marrakech" href="http://www.mymarrakechriad.com/it" target="_blank">Riad di Marrakech</a> al quale ho fatto il sito).<br />
Ho conosciuto persone, stretto mani, parlato della realtà locale e visto una Marrakech più vera e viva mentre fuori i turisti/backpackers compravano souvenir.<br />
Quindi, e qui sta tutto il concetto, il business per me é una chiave che mi permette di entrare, meglio di come potrei fare viaggiando con 5000/300/250/150 euro al mese.<br />
E nel frattempo creo qualcosa, un sistema che genera soldi e che in futuro potrebbe addirittura liberarmi dal bisogno di pensarci ai “fottutissimi soldi”.<br />
Perché i soldi si possono fare non solo per spenderli in un consumismo assurdo del quale sono ben consapevole, ma anche per non pensarci più.<br />
Non é quella la vera liberazione?</p>
<p><strong><em>“I tuoi stessi seguaci, mi paiono abbietti e in cerca di una liberazione seguendo il tuo modello di “Salvatore telematico”,  sempre pronti a difendere ogni tua parola come un dogma pseudo religioso. Insomma, hai un potere mediatico non indifferente, cerca quindi di sfruttarlo bene.”</em></strong></p>
<p>Seguaci é una parola grossa. Diciamo Adepti.<br />
Credo che chi non condivide le mie allucinazioni non lo scriva.<br />
Nel mio sito leggiamo quindi le parole di chi condivide, spero non acriticamente, le mie posizioni e l’impressione é che tutti siano d’accordo.</p>
<p>Devi considerare che sono persone in gran parte che si svegliano la mattina e vanno a lavorare per qualcuno, per cui magari vedono la mia posizione più libera come un sogno.  Io ho sempre detto che se uno se ne vuole uscire basta che metta via 5000 euro e parta, e chi lo ha voluto fare lo ha fatto.<br />
Ora ho una prosposta più strutturata che dà più possibilità di restare in giro (tanti partono ma molti tornano) e allo stesso tempo fare qualcosa di interessante.<br />
Col tempo cambiamo e io sono cambiato: se mi dai 10.000 euro e un biglietto Round The World dicendomi “vai a fare un anno in giro a visitare monumenti” non credo accetterei.<br />
Già fatto grazie.<br />
La moglie di un contatto marocchino (un altro, non quello di cui sopra) di mio fratello, col quale abbiamo parlato (guardacaso) di business, mi ha chiesto cosa abbiamo visitato a Marrakech.<br />
Quando le ho detto che abbiamo visto tre cose é rimasta sorpresa.<br />
“Ma come? E il Minaret? L’Alh Abs Ka? L’Ukh Kra Kalla? El Stu Cazz’ho ah ah ? (nomi di fantasia)” io le ho detto (copiando da Coelho) che preferisco vedere i vivi che le opere dei morti.<br />
E ha incassato.<br />
Ma la verità é che a me piace interagire, creare, parlare.<br />
Di fare foto alle pietre non ne ho più voglia.<br />
E ci siamo pure beccati una bella cena in terrazzo di ristorante con il marito, la moglie e i due bimbi, parlando di cultura, storia e costumi.<br />
Una vera esperienza marocchina che se si potesse vendere avrebbe un mercato per i turisti affamati del “vero Marocco ma non troppo”.</p>
<p><em><strong>Riguardo al “vivere cercando di stare in giro a divertirsi”: c’é una persona che prima di te ha realizzato questo, si chiama Timothy Ferriss e ha scritto un libro, “The 4 Hours Work Week” e ha una community che puoi trovare qui <a title="http://www.fourhourworkweek.com/" href="http://www.fourhourworkweek.com/" target="_blank">http://www.fourhourworkweek.com/</a>. Parla di usare risorse internet, outsourcing e tutte queste belle cose per avere dei lavori “remote” e godersi il tempo libero andando a fare dei viaggi o vivendo per periodi di tempo in varie città, imparando cose. Ovviamente, lui é un subdolo patriota Americano che ha fatto della sua procacità una macchina per far soldi e “liberare le menti dei nuovi ricchi verso proposte di business indipendente”, tu lo fai all’Italiana, con più romanticismo e sentimento. Bella idea, non so se é il tuo scopo, se così fosse ti auguro di realizzarlo. Ma abbiamo tutti veramente bisogno di questi business? Siamo VERAMENTE sicuri che il mondo funzioni bene grazie a questi business? Io sono probabilmente più sognatore, e del denaro ne uso quello che necessito, e poi se son povero, pace. Verranno tempi migliori.</strong></em></p>
<p>Il mio scopo é prima di tutto realizzare il mio obiettivo, e mi sono reso conto che é meglio farlo assieme ad altre persone con uno scopo simile.<br />
Non mi propongo di salvare nessuno.<br />
E’ più un “lavoratori di tutto il mondo unitevi” che un “convertitevi”.<br />
Senza i business non ti arriverebbe nemmeno la farina per il chapati che ti permette di avere abbastanza carboidrati a pochi soldi.<br />
E nemmeno i soldi per comprarlo.<br />
Una cosa é il capitalismo selvaggio e finanziario, un’altra il lavoro onesto di persone che creano beni e servizi da scambiare.  Se consideri il business come un male assoluto semplifichi in maniera anacronostica.<br />
Non é questione di essere ricchi o poveri ma di fare quello che si ama e io in questo momento non mi posso nemmeno immaginare una situazione più appassionante.<br />
Ho messo in piedi, e ne sono orgoglioso, un gruppo che sta lavorando per cambiare stile di vita.<br />
Forse ti immagini gente che vuole arrivare a 5000 euro al mese, ma ti assicuro che il parametro tempo é prevalente: si vuole lavorare meno e meglio.<br />
Si vuole vivere più liberi.<br />
Si vuole realizzare probabilmente la promessa che ci avevano fatto con la meccanizzazione: lavorare meno, non consumare di più. Col consumare di più ci hanno fregato per bene.<br />
Sai benissimo che andando ogni mattina in ufficio o fabbrica si é in un circolo dal quale é difficile uscire.<br />
Tu stesso giustamente riconosci il potere della pubblicità e te ne astieni.<br />
Bisogna innanzitutto uscire da quel circolo, e il business può essere il modo.<br />
Altrimenti si fa il classico viaggio di 6 o 12 mesi e poi ci si ricade dentro passando il resto della vita a dire com’era bello.</p>
<p><strong><em>Per rispondere alla tua domanda: non so quanti soldi vorrei perché non ho mai desiderato né avuto lavori da schiavo del “sistema”. Ho lavorato nei campi, nella vendemmia, nella ristorazione e nella scuola. Mai timbrato un cartellino, e sempre lavorato per periodi di pochi mesi.  E si mi sono già fermato, in Cina, per un anno, per 400 euro mensili. Qua se mi andrà bene ne prenderò 300. Come vedi, non si naviga nell’oro. Il resto cerco di farlo passare come va, muovendomi stranamente spendo meno di quando sto fermo, generalmente. I soldi non fanno la felicità perché più ne hai, più non ti accontenti e ne vorrai altri… questo si sposa male col mio concetto di viaggio e di una vita indipendente dai modelli di una società consumistica che sempre più ci fotte il cervello con ste idée di business. Per andare dove?</em></strong></p>
<p>Potrai continuare per sempre a fare lavori del genere per pochi soldi ma se il tuo cervello può dare di più, stai forse sprecando tempo.<br />
Certo, se nel frattempo cerchi di avverare il tuo sogno di diventare scrittore va bene.<br />
Ma perché il lavoro umile dev’essere per forza più “romantico”?<br />
E comunque se scrivi sei già scrittore. Punto.<br />
Tu i libri li vuoi vendere e farne quindi un business.<br />
Ho fatto il cameriere, lavapiatti, raccolto l’uva, le notti in fabbrica e tutte quelle menate lì anch’io e le ho trovate molto interessanti per un pò, ma poi mi hanno stufato.<br />
Finita l’esperienza e l’apprendimento si passa ad altro.<br />
Perché dovrei lavorare 8 ore per 40 euro in fabbrica se ne posso lavorare una sola magari al computer e con un cappuccino a fianco a fare una cosa che mi piace?<br />
Per solidarietà con gli ultimi del mondo? Quelli mi mandano giustamente a fanculo dopo due minuti, é già abbastanza affollato da quelle parti e non apprezzano la concorrenza.</p>
<p>Per concludere la debolezza maggiore del tuo attacco al Grande Trip sta nel considerare il business e il consumismo come una cosa sola.</p>
<p>Ma non lo sono.</p>
<p>Il business, che é una parola bruttta, in realtà, per come lo intendo io, é il lavoro in proprio, che poi è la situazione più naturale per l’uomo.<br />
I lavori a stipendio (anche quelli che hai fatto tu), sono un’evoluzione successiva, ma Urlk all’inizio se ne andava a caccia da solo e quando ha imparato a coltivare la bieta del mesostoico si é arrangiato per un bel pò di anni prima di delegare la zappa al cugino.<br />
Quel cugino, quando ha accettato di zappare per Urlk, ha rinunciato a gran parte del piacere di vedere la bieta crescere, perché non era sua.<br />
Ecco, a me piace coltivare la mia bieta e non dover sottostare a nessuno.</p>
<p>Per me questa é la libertà, altro che business o vita a 8 euro al giorno.</p>
<p>Il consumismo é un’altra cosa.<br />
Il consumismo inizia nel momento in cui hai i soldi in tasca e cominci a spenderli per cose che non ti servono.<br />
Non conta assolutamente niente come quei soldi ci siano arrivati in tasca, se con la vendemmia o la vendita di margarina.<br />
Li potresti usare per comprare del tempo e lavorare meno, invece ecco la nuova macchina, l’abbonamento a Sky e altri prodotti e servizi belli quanto vuoi ma per i quali dovrai lavorare ancora.<br />
Io credo nella sintesi, non negli estremismi.<br />
Perché la sintesi é un’operazione intelligente e difficile, mentre l’estremismo é una facile semplificazione.<br />
Ora, io in questi anni ho cercato di operare una sintesi tra il capitalismo (business, lavoro in proprio&#8230;chiamalo come vuoi) e il consumismo, accettando uno e limitando l’altro (gli insiders la chiamano taccagneria).</p>
<p>E sto cercando una via di mezzo, proprio come il Buddha del quale mi reputo un degno successore (sto ancora lavorando sulla pancetta).</p>
<p>E’ comprensibile che la cosa interessi ad alcune persone perché c’é una proposta positiva e non solo un rifiuto.<br />
E’ bello leggere quanto fa schifo questo e quanto di merda é l’altro, ma poi uno si chiede “ok, e il prossimo passo per uscirne?” e se non hai risposte se ne va.<br />
Io sto provando a rispondere a quella domanda.<br />
Tu, scusa la franchezza, ti limiti a puntare il dito sulla merda.</p>
<p><strong>POST SCRIPTUM</strong><br />
Mi si chiede continuamente perché mi piace il Monkey credendo che questo equivalga a condividere tutte le sue idee e prese di posizione.<br />
No, a me piace come scrive e come personaggio.</p>
<p>Come scrive: non c’é molto da spiegare. Uno legge, gli piace e basta.</p>
<p>Il Personaggio: forse se nella società ci fossero più individui con un pensiero indipendente e scelte di vita coerenti con tale pensiero, il Monkey sparirebbe nella massa.<br />
Ma allo stato attuale mi piace vedere dove va, cosa fa e di cosa scrive questa scheggia impazzita.<br />
Magari le conclusioni alle quali é arrivato finora non sono condivisibili, sicuramente esagera, senza dubbio é volutamente provocatorio, a volte tende a semplificare ecc&#8230;ma ha una qualità oggi talmente rara e preziosa che sono pronto a perdonargli mille cose:</p>
<p>Il Monkey Pensa.</p>
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		<title>Verso una lapide migliore</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 22:06:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
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<p>Ho sempre tenuto divisi il mio essere &#8220;trip&#8221; e il mio lavoro.<br />
Il motivo non é un purismo di viaggiatore. Avevo semplicemente paura che se si fosse scoperto che dietro ai miei siti c&#8217;era un backpacker, molti non avrebbero prenotato preferendo un sito più serio con dei lavoratori veri alle spalle, non un tripluca qualunque.</p>
<p>Come in tutte le situazioni che ci portano a non essere liberi di esprimerci per quello che siamo, ma ad avere due facce, non ero completamente soddisfatto.<br />
Certo, si trattava di un dualismo completamente virtuale e non totale: a chi mi conosce come tripluca non ho mai nascosto nulla, anzi, la storia é lì per essere letta dall&#8217;inizio, sin dalla sua genesi.<br />
Ed ai proprietari non ho mai nascosto di spendere i soldi delle loro commissioni in capirinhas a Natal, si-fu-frai-rai a Bangkok e tabacco per la pipa di Porchetti ovunque ci fosse la situazione giusta per una ripresa.<span id="more-1847"></span></p>
<p>Ma non mettevo troppi link dai siti trip verso i siti business per evitare che da quelli si potesse risalire all&#8217;origine barbona di un business rispettabile.</p>
<p>Poi, l&#8217;idea di coinvolgere le persone che mi conoscono come tripluca nel nuovo progetto,  la raccolta dei soldi, la creazione di un gruppo (los ventiuno)&#8230;tutto succede molto in fretta e non mi accorgo della cosa più importante:<br />
é il trip che dà un mano al business, vendicandosi così, bonariamente, della poca considerazione.</p>
<p>Ed é anche, finalmente, il trip che non si vergogna e il business che lo accoglie con pari dignità.</p>
<p>A pensarci bene é giusto: il business é figlio del trip, nato grazie a lui e in funzione sua.</p>
<p>Questa cosa mi ha colpito a Praga, dove siamo stati con i Manager a gennaio.<br />
Non l&#8217;avevo ancora capita appieno, ma trovarmi lì con loro, a parlare di affari ma a sognare di libertà, mi ha confermato che tutto ha un senso e forse segue un filo.</p>
<p>La storia ha una sua potenza che non richiede altro che la cronaca semplificata:</p>
<p>ragazzo che vuole viaggiare e cerca un modo, lo trova trafficando in internet, viaggia molti anni, poi ne coinvolge altri per fare una cosa più grande, e assieme creano una realtà che permette a molti di loro di viaggiare (o essere liberi in un altro modo).</p>
<p>C&#8217;é quella cosa in più.</p>
<p>Si, parliamo di business, si sono mossi soldi, e lo scopo é che tornino moltiplicati. Io lo faccio per puro interesse personale.<br />
Capitalismo puro. Ok.</p>
<p>Ma quella cosa in più c&#8217;é, palpabile.<br />
Quella cosa che le multinazionali cercano di creare con degli slogan ma che dentro non hanno niente se non  i soldi spesi nel concepirli.<br />
Noi ce l&#8217;abbiamo, e non dobbiamo nemmeno comprarla.</p>
<p>C&#8217;é, perché nasce da un&#8217;esigenza di maggior libertà, non da quella di fare i soldi per i soldi in sè.<br />
E se questa cosa dovesse andare bene noi non saremo &#8220;quelli che  hanno i siti di appartamenti&#8221;, ma &#8220;quelli che lavorano online e hanno mandato  a fanculo capi, orari e costrizioni&#8221;.</p>
<p>C&#8217;è chi viaggia, chi sta di più a casa con la famiglia, chi lavora meno e legge di più&#8230;.chi fa più quello che sente, e meno quello che gli viene ordinato.</p>
<p>Per me é la sintesi perfetta tra il bisogno di lavorare e la necessità di fare qualcosa di più grande.<br />
Ai &#8220;tempi della cravatta&#8221; percepivo un certo vuoto nello spaccarmi il culo per vendere più pompe dei concorrenti (non fraintendetemi vi prego).<br />
Già vedevo la mia lapide con su scritto &#8220;aumentò il fatturato della Project del 12%&#8221;.</p>
<p>Oggi posso sognare una lapide migliore: &#8220;lotto per la propria libertà e poi per quella degli altri. Non ce la fece e finì a fare il trans depilato a Bogotà. Ma almeno lui ci provò&#8221;.</p>
<p>E&#8217; più bello svegliarsi la mattina pensando a una lapide così, no?</p>
<p>Con un sogno del genere si può andare lontano. Ce la faremo?<br />
Ci proviamo.</p>
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		<title>L&#8217;impero del trip</title>
		<link>http://www.tripluca.com/lavorare-viaggiando/limpero-del-trip/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 14:14:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavorare viaggiando]]></category>
		<category><![CDATA[Trip-Business]]></category>
		<category><![CDATA[Vivere viaggiando]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono appena tornato da una due giorni Malpensa, Milano, Peschiera del Garda molto intensa. Ho accompagnato Lek all&#8217;aeroporto. Passerà circa tre mesi a Bangkok, durante i quali studierà ulteriormente la cucina da Palazzo Reale per poi tornare qui e continuare nell&#8217;opera di ingrassamento dei malcapitati che sostano nel suo raggio d&#8217;azione. A Milano poi ho [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2009/11/tripempire.jpg"><img class="size-full wp-image-1726 aligncenter" title="tripempire" src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2009/11/tripempire.jpg" alt="tripempire" width="442" height="221" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Sono appena tornato da una due giorni Malpensa, Milano, Peschiera del Garda molto intensa.<br />
Ho accompagnato <a title="Lekkornie" href="http://lekkornie.com/" target="_blank">Lek</a> all&#8217;aeroporto. Passerà circa tre mesi a Bangkok, durante i quali studierà ulteriormente la cucina da Palazzo Reale per poi tornare qui e continuare nell&#8217;opera di ingrassamento dei malcapitati che sostano nel suo raggio d&#8217;azione.</p>
<p style="text-align: left;">A Milano poi ho visto alcuni dei ragazzi che partecipano al Business Online, oltre al caro vecchio Massimo Homer che ha deciso di chiudere la ditta di mobili e fare il cervello in fuga verso Fortaleza.<br />
C&#8217;erano poi Diego (Milano), Ugo (Natal) e Andrea (Grecia, undefined)<br />
Abbiamo passato la serata tra birre e laptop, parlando di mercati, SEO, usability e varie, in mezzo a una folla da club Arci.<span id="more-1725"></span></p>
<p style="text-align: left;">Dopo la notte da Andrea, la mattina sono rimasto in centro a Milano dove, nei paraggi della Stazione Centrale, ho concesso udienza a Giorgio (Lago di Como, abandoned), Pico (5 terre, abandoned) e Stefano, un ragazzo che non sa se considerarmi quello del sito che gli manda clienti a Budapest o Porchetti (dato che mi conobbe come Porchetti e poi mi trovò in casa sua come business man).</p>
<p>Ero sempre in giro con la nuova valigia della Roncato sulla quale ho inutilmente tentato di recuperare l&#8217;Iva all&#8217;aeroporto, e entravo nello stesso  New York bar sempre con persone diverse, tanto che mi hanno sicuramente preso un un losco figuro.</p>
<p style="text-align: left;">Poi sono andato a Peschiera del Garda dove ho beccato Mauro (Lago di Garda) e Ale (Verona) e abbiamo fatto altre chiacchierate di business e non.</p>
<p>Verso fine serata ho capito di aver sbagliato tutto e che c&#8217;era un metodo molto più efficace per convincere la gente che la mia proposta era interessante. Guardate cos&#8217;è successo:<br />
per condividere le mie gioie ho tirato fuori il portatile e ho fatto vedere le email di paypal che mi notificano la ricezione dei pagamenti.<br />
L&#8217;ho fatto senza malizia, giusto per passare il tempo, ma quando mi sono accorto che la bava di Ale mi cadeva sulla tastiera ho compreso di avere toccato un nervo scoperto.<br />
Erano emozionati e commossi come due bambini a Natale, vedendo soldi arrivare via email mentre ci si beveva una cioccolata calda un pò gay in riva al lago.</p>
<p>Io ho sempre parlato degli aspetti più freddi ed oggettivi, per dare &#8220;hard data&#8221; invece di vendere sogni.<br />
Non sono un venditore e sono anche un pò poeta, per cui se mi lascio andare ad evocare aspetti emozionali del business rischio di dire cazzate.<br />
Ma ieri mi sono reso conto della pura poesia (anzi, dell&#8217;attrazione sessuale vista la bava) di una mail che ti dice &#8220;You received a payment of €180,00 EUR from (xxxxx@aol.com).&#8221;</p>
<p style="text-align: left;">E quindi adesso, dato che abbiamo ancora 7 posti, gioco lo sporco trucchetto e vi piazzo qui lo screenshot!</p>
<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1727" title="paypal" src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2009/11/paypal.jpg" alt="paypal" width="397" height="248" /></p>
<p style="text-align: left;">dai, ammetti che ti piacerebbe, dai baby, dai&#8230;. <img src='http://www.tripluca.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">Non disperate, c&#8217;é ancora spazio nel mio Impero del Trip, guardate (i verdi sono sicuri, i blu solo potenziali)</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2009/11/tripluca-business-online.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1728" title="tripluca business online" src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2009/11/tripluca-business-online.jpg" alt="tripluca business online" width="759" height="412" /></a><a href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2009/11/tripluca-business-online2.jpg"></a></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2009/11/tripluca-business-online2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1729" title="tripluca business online2" src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2009/11/tripluca-business-online2.jpg" alt="tripluca business online2" width="701" height="377" /></a></p>
<p style="text-align: left;">(Se avete tempo, voglia, e 1000 euro da anticipare, <a title="Contatto" href="http://www.tripluca.com/contatto/business-online/" target="_blank">scrivetemi qui</a> )</p>
<p style="text-align: left;">Ora vi lascio, vado in Siberia a curare la semina, e poi aspetteremo con trepidazione lo scioglimento dei ghiacci a primavera quando nascerà una bella piantina&#8230;</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
]]></content:encoded>
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		<title>Un business online con Tripluca</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Sep 2009 02:58:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavorare viaggiando]]></category>
		<category><![CDATA[Trip-Business]]></category>
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		<description><![CDATA[Come alcuni sanno, da ormai 8 anni vivo di un business online che mi permette di viaggiare 13 mesi all&#8217;anno. Si tratta di una serie di siti di prenotazione di appartamenti turistici online, basati su di un sistema nato nel 2005 fatto in maniera abbastanza artigianale, ma che fa il suo dovere. Circa un anno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1665" title="business-online-tripluca" src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2009/09/business-online-tripluca-300x268.jpg" alt="business-online-tripluca" width="300" height="268" />Come alcuni sanno, da ormai 8 anni vivo di un business online che mi permette di viaggiare 13 mesi all&#8217;anno.<br />
Si tratta di una serie di siti di prenotazione di appartamenti turistici online, basati su di un sistema nato nel 2005 fatto in maniera abbastanza artigianale, ma che fa il suo dovere.<br />
Circa un anno fa ho deciso di investire seriamente nella realizzazione di un nuovo sistema  che mi permettesse di fare un passo avanti rispetto ai concorrenti.<br />
Durante la realizzazione del progetto però mi sono reso conto che potevo fare molto di più: un sistema sul quale basare il mio business e permettere anche ad altri di basare il loro: le agenzie, i proprietari e soprattutto altre persone che come me volevano creare un business online di appartamenti.<br />
E&#8217; già in fase di sviluppo da molti mesi (lo sto facendo fare a una ditta all&#8217;estero) e i risultati sono incoraggianti: sarà probabilmente il miglior sistema in assoluto a disposizione di chi lavora nel settore.<br />
Parlando di internet, si ragiona a livello mondiale, per cui l&#8217;affermazione può sembrare  esagerata, ma il fatto é che chiunque finora abbia fatto un software per gli appartamenti, lo ha fatto per sé, quindi limitandone le funzionalità alle proprie esigenze.<br />
Io lo sto facendo fare per tutti: una piattaforma adatta al piccolo proprietario, a quello che ha 100 appartamenti, all&#8217;agenzia che ne ha 1000 e a chi vuole replicare la mia esperienza.<br />
Migliaia di soggetti potranno potenzialmente usare il mio sistema, ognuno col proprio dominio personale.<br />
Un pò come creare WordPress (il software sul quale gira il sito che state leggendo) per i blog di tutto il mondo piuttosto che solo per me.<span id="more-1652"></span></p>
<p>Non entro nel dettaglio, troverete <a title="Business online" href="http://www.tripcentre.org/bbforum/viewtopic.php?f=107&amp;t=7359" target="_blank">tutto qui</a>, e mi limito ora a divulgare la proposta che proprio in questi giorni é diventata operativa.<br />
Con un anticipo sulle spese di 1000 euro (restituibili in qualsiasi momento se cambiate idea), potete fare parte del gruppo &#8220;dei 20 eletti&#8221; che accompagnerò nella creazione di un proprio business online di appartamenti, con 2 anni di esclusiva sulla propria zona e un 80% di sconto costo mensile della partecipazione.</p>
<p>A me questi soldi servono per sviluppare più rapidamente il sistema, per cui ho definito delle condizioni vantaggiose: massimo 50 euro al mese di pacchetto, scontato dell&#8217;80%, significa una spesa massima di 120 euro nel primo anno.<br />
Quindi se dopo un anno di attività si vuole chiudere, resta un credito restituibile di 880 euro.</p>
<p>Per chi é interessato, basta andare a <a title="Business Online" href="http://www.tripcentre.org/bbforum/viewtopic.php?f=107&amp;t=7359" target="_blank">questa pagina e seguire le istruzioni</a>.</p>
<p>Il <a title="Incontro" href="http://www.tripcentre.org/bbforum/viewtopic.php?f=107&amp;t=7426" target="_blank">3 e 4 Ottobre 2009 ci sarà un incontro in provincia di Venezia</a> durante il quale approfondiremo la proposta, e siete tutti invitati a partecipare.<br />
Qui potete inviare una <a title="Richiesta di partecipazione" href="http://www.tripluca.com/contatto/business-online/" target="_blank">richiesta di partecipazione</a>.</p>
<p>Io ce l&#8217;ho fatta da solo, e spero che voi ce la farete assieme a me.</p>
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