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	<title>Vivere viaggiando, Tripluca.com &#187; Vivere viaggiando</title>
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	<description>vivo, lavoro, scrivo...viaggiando.</description>
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		<title>Le Trip-Houses</title>
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		<pubDate>Sun, 15 May 2011 13:15:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vivere viaggiando]]></category>

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		<description><![CDATA[Bangkok 15 Maggio 2011 Il progetto del Tripcentre e&#8217; vecchio come il cucco. Credo di avere avuto l&#8217;idea nel 2003 o giù di li quando mi sono reso conto che i miei periodi in Italia sarebbero stati più belli in una casa con altri viaggiatori. Allora ho organizzato i tripraduni, per incontrare altri viaggiatori, unire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2276" class="wp-caption aligncenter" style="width: 610px"><a href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2011/05/treno-sri-lanka.jpg"><img class="size-full wp-image-2276" title="treno-sri-lanka" src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2011/05/treno-sri-lanka.jpg" alt="" width="600" height="450" /></a><p class="wp-caption-text">SLETR: Sri Lanka Extreme Train Riding</p></div>
<p style="text-align: left;">Bangkok 15 Maggio 2011</p>
<p>Il progetto del Tripcentre e&#8217; vecchio come il cucco.<br />
Credo di avere avuto l&#8217;idea nel 2003 o giù di li quando mi sono reso conto che i miei periodi in Italia sarebbero stati più belli in una casa con altri viaggiatori.<br />
Allora ho organizzato i tripraduni, per incontrare altri viaggiatori, unire le forze, affittare una baracca e avere finalmente una base.<br />
Ci siamo incontrati in mezza Italia ed e&#8217; stato molto interessante conoscere persone nuove amanti dei viaggi.<br />
Abbiamo messo in piedi alcuni progetti, come il <a title="TripMagazine - viaggi" href="http://tripmagazine.tripcentre.org" target="_blank">TripMagazine</a> (che nelle prime versioni era addirittura stampato).<br />
C&#8217;era molto entusiasmo e si era creata una vera e propria rete di viaggiatori.<br />
Ma non siamo mai arrivati ad entrare in una casa.</p>
<p>Ciò che e&#8217; mancato sono state le persone nella mia situazione: gente che viaggia molto e lavora online.<br />
La maggior parte delle persone che hanno partecipato ai tripraduni era gente che viaggiava, ma quando finivano i soldi andava da qualche parte a lavorare.<br />
Altri invece viaggiavano e poi tornavano alla vita residente.<br />
Altri ancora erano semplicemente appassionati di viaggi.<span id="more-2274"></span></p>
<p>Tutti condividevano una grande nostalgia del viaggio, ma il 90% é  prima o poi tornato al lavoro fisso.</p>
<p>Il Tripcentre doveva diventare il luogo dove poter tornare dai viaggi, lavorare e guadagnare, per poi ripartire, tutti i progetti erano infatti legati a qualche attività remunerativa, condivisa da alcuni responsabili.<br />
Ma questi progetti non sono mai davvero partiti, forse perché io non ne avevo bisogno, grazie al mio lavoro e perché viaggiavo ancora troppo e mi preoccupava l&#8217;idea di mettere in piedi una comunità di viaggiatori che mi avrebbe impedito di viaggiare.</p>
<p>Negli ultimi anni la cosa si è  spenta, abbiamo fatto l&#8217;ultimo <a title="Tripraduno Orsigna" href="http://tripcentre.org/bbforum/viewtopic.php?f=18&amp;t=7814" target="_blank">tripraduno (il dodicesimo) a Orsigna</a> un anno fa ma ormai non c&#8217;erano più progetti e ci si e&#8217; limitati a mangiare, bere, condividere esperienze di viaggi e godersi lo spettacolo della zona.</p>
<p>Io intanto mi ero buttato nel progetto Adormo, che si e&#8217; subito rivelato più concreto perché  andava al nocciolo della questione: il lavoro online.<br />
Mi e&#8217; un po&#8217; dispiaciuto dedicarmi solo a un&#8217;attività economica e mettere da parte un&#8217;idea alla quale avevo dedicato tanta passione, ma mi rendo conto che era la strada giusta: il lavoro online é quello che apre tutte le porte.</p>
<p>E quando ormai il Tripcentre sembrava un sogno di gioventù ecco che mi rendo conto di una cosa interessante: molti ragazzi del progetto Adormo sono in giro per il mondo e quando torneranno in Italia avranno il mio stesso identico problema. Dove andare a vivere.<br />
Tié, vi ho fregati!</p>
<p>E mi domando se i tempi sono forse maturi.<br />
Ecco alcune considerazioni:<br />
- Lavorare online é molto più comune oggi di cinque anni fa. E lo sarà sempre di più.<br />
- Il lavoro dipendente non ha più la stessa attrattiva di qualche anno fa. Una volta ti ci potevi creare un progetto di vita (casa, pensione ecc..) oggi é sempre più mera sopravvivenza.<br />
- <a title="Vivere a Ubud" href="http://www.tripluca.com/vivere-viaggiando/guida-alla-semiresidenza-a-ubud/" target="_blank">Viaggiare e vivere in paese diversi </a>é diventato più facile.</p>
<p>Sempre più persone si troveranno quindi nella mia situazione: senza una base e senza voglia di rinunciare a tutto solo per avere una base.<br />
Quindi forse adesso possiamo iniziare a parlarne seriamente?</p>
<p>Ora però non voglio lanciare l&#8217;idea e raccogliere consensi.<br />
Per ora infatti credo ci convenga mantenere la cosa all&#8217;interno del gruppo di lavoro, perché siamo abbastanza, ci conosciamo, e abbiamo un progetto comune.<br />
Ma posso già condividere con tutti gli aspetti salienti dell&#8217;idea, così, per discuterne:</p>
<p>- Casa base: una casa in Italia presa in affitto assieme, dove ognuno ha la sua stanza e quando non ci abita la mette a disposizione di altri (altri del progetto, turisti, viaggiatori) rientrando così almeno parzialmente della spesa dell&#8217;affitto.<br />
- Case in giro per il mondo: abbiamo una casa in affitto a <a title="Casa a Bali" href="http://www.ubudhouses.com/it/case/Indonesia/Ubud/1-camera-da-letto/Easy-life/1513" target="_blank">Bali</a> che magari possiamo tenere per lungo tempo, uno dei Manager affitterà un <a title="Appartamenti a Rio" href="http://www.myrioapartments.com/" target="_blank">appartamento a Rio</a> e così via. Avremo così una rete di case che ci permettono di vivere in vari luoghi senza dover ogni volta cercare una sistemazione.<br />
- Ditta: questa e&#8217; bella. Pensate, se tutti ciò che abitano nella casa lavorano per il progetto, la ditta ha una sede nella casa. E&#8217; questa forse la formula per un nuovo modo di concepire il lavoro? Non più padroni e dipendenti, ma persone indipendenti che hanno un progetto in comune, e dove nessuno é stipendiato e guadagna per conto suo in base al proprio lavoro, come un qualsiasi imprenditore. Potrebbero accadere cose interessanti: uno che arriva da Bangkok , si ferma un paio di mesi &#8220;in ditta&#8221;, mette in piedi un progetto col Manager di Rio a Bali, e riparte per sei mesi in Grecia. Nessun obbligo, nessuna garanzia (perché gli obblighi del lavoro dipendente altro che non sono il costo della sicurezza). Un modo più libero di guadagnarsi la pagnotta.</p>
<p>Ora, magari dopo questo post non ne sentirete più parlare per tre anni perché nessuno ancora guadagna abbastanza per vivere solo di questo, volevo solo riemergere un attimo dallo scantinato dove ci stiamo spaccando la schiena per il bene dell&#8217;umanità e avvisarvi che qualcosa bolle in pentola.<br />
E come al solito anche se non ce la faremo, almeno ci avremo provato.<a href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2011/05/treno-sri-lanka.jpg"><br />
</a></p>
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		<title>Guida alla semiresidenza a Ubud &#8211; Cercare casa</title>
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		<pubDate>Sat, 07 May 2011 07:58:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vivere viaggiando]]></category>

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		<description><![CDATA[Cercare casa Adesso che hai il motorino sotto il culo vai dove vuoi. Bali é tua, devi solo trovare casa. A Ubud ci sono due posti dove iniziare le ricerche: Bali Buddha: davanti alla posta Bintang: verso Penestenan Qui trovi una serie di annunci, la maggior parte  di expats (stranieri) che affittano/subaffittano case. E&#8217; un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>
<div id="attachment_2268" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://www.ubudhouses.com/" target="_blank"><img class="size-full wp-image-2268   " style="margin: 5px;" title="bali-house-for-rent" src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2011/05/bali-house-for-rent.jpg" alt="" width="480" height="360" /></a><p class="wp-caption-text">Ecco cosa devi cercare! House for rent! (clicca per vedere alcune case di Ubud)</p></div>
<p>Cercare casa</h3>
<p>Adesso che hai il motorino sotto il culo vai dove vuoi. Bali é tua, devi solo trovare casa.<br />
A Ubud ci sono <a title="Mappa di Guida alla semiresidenza a Ubud" href="http://maps.google.com/maps/ms?ie=UTF8&amp;hl=en&amp;msa=0&amp;msid=217731772418471115063.0004a234beb8be5eabe38&amp;ll=-8.496397,115.253577&amp;spn=0.019397,0.042229&amp;z=15" target="_blank">due posti</a> dove iniziare le ricerche:</p>
<ul>
<li>Bali Buddha: davanti alla posta</li>
<li>Bintang: verso Penestenan</li>
</ul>
<div id="attachment_2269" class="wp-caption aligncenter" style="width: 235px"><a href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2011/05/annunci-case-ubud-bintang.jpg"><img class="size-medium wp-image-2269" title="annunci-case-ubud-bintang" src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2011/05/annunci-case-ubud-bintang-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">il tabellone degli annunci al Bintang</p></div>
<p>Qui trovi una serie di annunci, la maggior parte  di expats (stranieri) che affittano/subaffittano case.<br />
E&#8217; un buon punto di partenza ma l&#8217;ideale é arrivare direttamente ai Balinesi che in genere hanno prezzi molto inferiori, ma  che non mettono spesso annunci.<span id="more-2257"></span></p>
<p>Segnati (o fai delle foto) agli annunci e comincia a chiamare. Vai a vedere le case anche se non ti interessano troppo, per ora l&#8217;importante é  muoverti, vedere le case, capire dove sono, farti un&#8217;idea dei prezzi ecc&#8230;</p>
<p>Girando in motorino spesso vedrai &#8220;House for rent&#8221; con un numero di telefono. Chiama e fatti mostrare la casa.<br />
Altre volte dei Balinesi ti fermeranno mentre cammini per i campi di riso e ti porteranno a un cugino che affitta casa.<br />
Questo accade perché  ogni villaggio e&#8217; composto da vari nuclei familiari allargati e se sei davanti alla casa di Wayan, Nyoman é in zona e, essendo il fratello di Wayan, te le farà vedere anche se Wayan non c&#8217;é.</p>
<p>Puoi cercare anche nel giornale <a title="Bali Advertiser" href="http://www.baliadvertiser.biz/" target="_blank">Bali Advertiser </a>che trovi al Bali Buddha e al Bintang, o online al link che ho dato, ma non c&#8217;e&#8217; molto.</p>
<p>I prezzi vanno da un minimo di 3.000.000  rp (240 Euro) a tranquillamente 10/20.000.000 o più.</p>
<p>Con 3/5.000.000 (240/400 Euro) hai già una bella casetta. Non é  facilissimo trovarla, ma se giri bene vedrai che ci sono moltissime opzioni.<br />
Le case più facili da trovare sono sui 6.000.000 rp (480 Euro), ma occhio perché a volte per lo stesso prezzo puoi passare dalla reggia alla casetta sfigata.<br />
Gira, chiama, parla in giro e smuovi le acque. Qualcosa di bello alla fine arriva.</p>
<h3>Cosa chiedere:</h3>
<ul>
<li>Acqua, gas ed elettricità  sono inclusi? Se no, calcola circa 200.000 rp (16 euro) al mese in più.</li>
<li>C&#8217;eé acqua calda? A Ubud fa freschetto la sera e la mattina. Meglio averla!</li>
<li>Internet? Se non c&#8217;é  vai di chiavetta Ed-vo della <a title="Smart" href="http://www.smart-telecom.co.id/index.php?module=content&amp;method=detail&amp;id=106" target="_blank">Smart</a> che con circa 40 euro di chiavetta e 16 euro al mese ti da una vera flat a circa 1Mbps di velocità (ci vedi anche yotube).</li>
<li>Rumore? Se ci sono case attorno i galli e i cani saranno rumorosi. Ti ci dovrai abituare. Altrimenti ti serve una casa lontano da tutto e tutti ma non é facile.</li>
</ul>
<h3>Le Zone</h3>
<ul>
<li>Eviterei Ubud centro. E&#8217; molto caro e c&#8217;é casino. A meno che tu non sia in grado di guidare un mezzo, nemmeno la bici, stai ad almeno 4 km dal centro.</li>
<li>Arriva tranquillamente fino a 10km da Ubud (o anche di più) perche&#8217; il traffico c&#8217;é solo nel centro.</li>
<li>Penestenan e&#8217; molto popolare con gli expat. C&#8217;e&#8217; anche un ghetto per stranieri dove tutte le case sono di stranieri. Vai a vederlo, é carino, ma meno &#8220;balinese&#8221; e anche meno sicuro. Ci sono furti in casa ogni tanto, cosa rarissima a Bali, ma siccome non ci sono Balinesi in zona, é facile per i ladri entrare nelle case.</li>
</ul>
<h3>Contratto e Condizioni</h3>
<p>Una stretta di mano e via. Io consiglio comunque di scrivere tutto in un blocchetto e farglielo firmare, tendono a dimenticare e ti eviti mille problemini su chi doveva pagare la bombola del gas o se il prezzo era 100.000 rp in più o meno.</p>
<p>Se affitti per qualche mese basta pagare il primo mese e sei dentro. Se affitti per un anno, dipende, ma in genere sono molto flessibili, i turisti pagano sempre per cui sono tranquilli.</p>
<h3>Considerazioni finali</h3>
<p>Ci sarebbe ovviamente ancora molto da dire, ma questa é solo una guida introduttiva. Man mano che mi farete domande, integro l&#8217;articolo.<br />
Buona ricerca!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a title="Guida alla semiresidenza a Ubud" href="http://www.tripluca.com/vivere-viaggiando/guida-alla-semiresidenza-a-ubud/" target="_blank">Vai all&#8217;indice</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Guida alla semiresidenza a Ubud</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 16:25:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bali]]></category>
		<category><![CDATA[Indonesia]]></category>
		<category><![CDATA[Vita Residente]]></category>
		<category><![CDATA[Vivere viaggiando]]></category>
		<category><![CDATA[case]]></category>
		<category><![CDATA[semiresidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Ubud]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Recentemente sono stato due mesi a Ubud, Bali. Il mio innato altruismo mi porta a condividere subito la mia esperienza e a scrivere questa mini guida nella quale trovate alcune informazioni su come vivere a Ubud per qualche mese. La scrivo perché spesso si crede che andare a vivere per un certo periodo (semiresidenza) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">&nbsp;</p>
<div id="attachment_2252" class="wp-caption aligncenter" style="width: 610px"><a href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2011/04/ubud-ganesha.jpg"><img class="size-full wp-image-2252 " title="ubud-ganesha" src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2011/04/ubud-ganesha.jpg" alt="" width="600" height="337" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;entrata di una casa di Ubud</p></div>
<p>Recentemente sono stato due mesi a Ubud, Bali.<br />
Il mio innato altruismo mi porta a condividere subito la mia esperienza e a scrivere questa mini guida  nella quale trovate alcune informazioni su come vivere a Ubud per qualche mese.</p>
<p>La scrivo perché spesso si crede che andare a vivere per un certo periodo (semiresidenza) in un paese sia un&#8217;operazione da organizzare in maniera militare e da preparare otto anni prima.</p>
<p>In realtà per me andare a vivere a Bali richiede più o meno lo stesso sforzo psicologico ed organizzativo dell&#8217;andare a fare le ferie a Jesolo in Giugno.<br />
Anzi meno perché non devo combattere con la signora Vianello che mi conta le forchette al check-in e me le fa ricontare due volte.</p>
<p>Ok, non é  lo stesso per tutti perché spesso ci sono varie cose da organizzare nella casa che si lascia, ma questa é un&#8217;altra storia.</p>
<p>In puro stile <a title="Il TripManuale" href="http://www.tripluca.com/libri/il-tripmanuale/" target="_blank">Tripmanuale</a> vi porterò per mano dall&#8217;aeroporto alla vostra nuova vita Balinese, perché le paure e le difficoltà sono maggiori all&#8217;inizio e pian piano diminuiscono.<span id="more-2242"></span></p>
<p>Vi/ti darò del tu che mi viene più semplice.<br />
E per questa volta mi rivolgerò a te come se tu fossi una donna, perché nel Tripmanuale e nelle altre mie somme opere mi sono sempre rivolto a un popolo maschio.</p>
<p>Ovviamente se sei uomo leggi lo stesso, sono informazioni unisex, si tratta solo una scelta grammaticale.</p>
<p>Questa guida é a integrazione della <a title="TripGuida di Bali" href="http://tripguidabali.tripcentre.org/" target="_blank">TripGuida di Bali</a>, quello che non trovi qui lo trovi lì e quello che non trovi neanche lì lo trovi o lo richiedi nel <a title="Forum di Bali" href="http://tripcentre.org/bbforum/viewforum.php?f=17" target="_blank">forum di Bali</a>.<br />
Quello che non trovi da nessuna parte lo scoprirai a Bali, un pò di mistero lascialo per la fine per Dios.</p>
<h2 style="text-align: center;">Guida alla semiresidenza a Ubud</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span style="font-size: 15px;">L&#8217;arrivo</span></h3>
<p>Appena passata l&#8217;immigrazione trovi degli ATM (bancomat), ritira due o tre milioni di rupie  (150-230 Euro).<br />
Non cambiare soldi, non conviene.</p>
<p>Poi, diciamo che vai subito a Ubud ok?<br />
Non ti faccio passare per Kuta in quanto immagino che tu abbia troppi bagagli visto che ci vieni a vivere.<br />
Appena esci vai a destra e cerca lo stand dei taxi. Lo trovi a poche decine di metri.<br />
Paghi in anticipo 195.000 rupie (15,41 Euro al cambio del 28 Aprile 2011) e ti accompagnano al taxi.</p>
<p>Il viaggio dura circa un&#8217;ora e mezza e passerai da un orrore di traffico ad aree sempre più verdi e belle, tanto che alla fine avrai capito perché vale la pena stare nei dintorni di Ubud e non al Sud.</p>
<p>A Ubud vai a dormire da <a title="Indra Ubud" href="http://www.balicheapaccommodation.com/it/Alloggi-economici/Indonesia/Ubud-Bali/Studio/Camera-indipendente---Indra-Home-Stay/1644" target="_blank">Indra</a>, <a title="Warini Ubud" href="http://www.balicheapaccommodation.com/it/Alloggi-economici/Indonesia/Ubud-Bali/Studio/Warini-Home-Stay/1648" target="_blank">Warini</a>, <a title="Sayong Ubud" href="http://www.balicheapaccommodation.com/it/Alloggi-economici/Indonesia/Ubud-Bali/Studio/Camera---Sayong-House/1647" target="_blank">Sayong</a> o uno qualsiasi degli alloggi che trovi in <a title="Alloggi economici a Ubud" href="http://www.balicheapaccommodation.com/it/cerca/Alloggi-economici/ubud/Arrivo=/Partenza=/Notti=0/Adulti=/Minori=0/" target="_blank">BaliCheapAccommodation.com</a>, avendo avuto cura di prenotare prima. A seconda della stagione te la dovresti cavare con 10/15 euro a notte (o anche meno).<br />
Di posti cosi&#8217; ce ne sono decine, questi indicati non sono niente di particolare, solo che gli ho provati varie volte e mi sono trovato bene.<br />
Oppure dai un occhio al nostro sito <a title="Case a Ubud" href="http://ubudhouses.com/" target="_blank">UbudHouses.com</a>, frutto di otto milioni di km in motorino in giro per le risaie di tutto il centro di Bali e magari affitta una casa per i primi giorni.</p>
<p>Preparati a passarci circa una settimana, prima di trovare la tua casa balinese.</p>
<h3>Il motorino</h3>
<p>Adesso che hai un posto dove dormire, ti devi poter spostare.<br />
A piedi e in bicicletta é bucolico e rispettoso della natura ma va a finire che cerchi casa solo in centro a prezzi stratosferici.<br />
E, diciamolo subito, non sei venuta a Ubud per stare in centro e avere facile accesso ai Champs Elisées.</p>
<p>Il bello di Bali sono gli spazi aperti, i campi di riso e tutte &#8216;ste cose qui.</p>
<p>Quindi, dacci giù di motorino perché ti porta ovunque in maniera facile.<br />
A Ubud è molto più tranquillo che a Kuta per cui se vai piano e fai attenzione non è particolarmente pericoloso.<br />
La macchina invece é già meno adatta perché se vedi un cartello &#8220;House for rent&#8221; ti devi poter fermare subito e non cercare un parcheggio che trovi solo dopo Jakarta.</p>
<p>Un motorino per un mese costa 600.000 rp (circa 48 euro), ovviamente dopo un minimo di negoziazione con lo sguardo che toglie ogni dubbio che tu Bali l&#8217;hai vista nascere dalle ceneri del vulcano Batur, mica é la prima volta vecchio mio.</p>
<p>Serve la patente internazionale, falla prima di partire (azz..non mi dire che sta leggendo la guida in aereo!).</p>
<h3>Continua</h3>
<p>Ok, per ora chiudo qui.</p>
<p>Nella/e prossima/e puntata/e (forse)</p>
<ul>
<li><a title="Cercare casa a Ubud" href="http://www.tripluca.com/vivere-viaggiando/guida-alla-semiresidenza-a-ubud-cercare-casa/" target="_blank">Cercare casa</a></li>
<li>Cosa portare dall&#8217;Italia</li>
<li>Il visto</li>
<li>Internet</li>
<li>Le spese</li>
<li>Mangiare fuori</li>
<li>boh, vediamo</li>
</ul>
<p>ciao da Kandy, Sri Lanka.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il ceto migratorio</title>
		<link>http://www.tripluca.com/vivere-viaggiando/il-ceto-migratorio/</link>
		<comments>http://www.tripluca.com/vivere-viaggiando/il-ceto-migratorio/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 07 Dec 2010 14:33:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vivere viaggiando]]></category>

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		<description><![CDATA[Che l&#8217;uomo fosse una bestia nomade lo si sapeva già. Fiumi di inchiostro e miliardi di pixel sono stati dedicati all&#8217;argomento, anche su questi schermi, a ripetere la teoria secondo la quale il nostro essere residenti é solo uno sviluppo recente nella nostra storia, e che siamo pieni di retaggi nomadi soppressi, che sono alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tripfoto.com/roundtheworld/index4.html"><img class="alignleft size-medium wp-image-2141" style="margin: 10px;" title="il ceto migrante" src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2010/12/il-ceto-migrante-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Che l&#8217;uomo fosse una bestia nomade lo si sapeva già.</p>
<p>Fiumi di inchiostro e miliardi di pixel sono stati dedicati all&#8217;argomento, anche su questi schermi, a ripetere la teoria secondo la quale il nostro essere residenti é solo uno sviluppo recente nella nostra storia, e che siamo pieni di retaggi nomadi soppressi, che sono alla base di molte nostre frustrazioni.</p>
<p>Ma che fossimo bestie <strong>migratorie</strong> non mi risultava. O almeno che lo fossimo di nuovo.</p>
<p>Eppure stiamo notando  un fenomeno in netto aumento: <strong>lo svernare</strong>.</p>
<p>Sempre più gente  infatti passa l&#8217;estate in Italia (o Europa) e vola verso i paesi caldi in inverno.</p>
<p>Da un punto di vista energetico la cosa ha anche senso:<br />
si spende qualche litro di kerosene a testa per l&#8217;aereo e si risparmiano ettolitri di gas per il riscaldamento invernale.</p>
<p>Vuoi vedere che la soluzione al riscaldamento globale sarà l&#8217;andare tutti a riscaldarci globalmente ai tropici?<br />
Non richiederebbe nemmeno grossi sacrifici!<span id="more-2138"></span></p>
<p>Mi é venuta in mente questa cosa perché almeno quattro dei partecipanti al mio progetto é partita o sta partendo:</p>
<p><a title="Mondo per il mondo" href="http://www.per-il-mondo.it/" target="_blank">Lucia</a> é finita in Colombia, <a title="appartamenti a Ravenna" href="http://www.aravenna.com/" target="_blank">Alessandro </a>a Bangkok, <a title="Domeslife" href="http://www.domeslife.com/" target="_blank">Domenico</a> a Buenos Aires e il <a title="Appartamenti a Rio de Janeiro" href="http://www.myrioapartments.com/" target="_blank">Mastà</a> andrà a breve a Rio de Janeiro.</p>
<p>Hanno tutti lasciato il posto fisso e hanno deciso di partire, contando anche sul lavoro che stiamo facendo assieme.</p>
<p>Immagino, col rischio di violare la loro intimità, il momento decisivo in cui, sottovoce hanno detto il fatidico &#8220;ma vaffanculo&#8230;.mollo tutto e parto&#8221;.</p>
<p>Un momento magico.</p>
<p>Come tutti avranno pensato che magari è meglio prima sistemare un pò di cose, mettere via un pò di soldini in più e partire dopo, più avanti, <em><strong>quando le cose saranno sistemate</strong>, </em><em>Quando le cose saranno sistemate, </em><em><span style="color: #808080;">Quando le cose saranno sistemate</span><span style="color: #999999;">, </span></em><em><span style="color: #999999;">Quando le cose saranno sistemate</span><span style="color: #c0c0c0;">, </span></em><em><span style="color: #c0c0c0;">Quando le cose saranno sistemate<span style="color: #c0c0c0;">..</span></span><span style="color: #c0c0c0;">..   &#8230; . .    .    .            .                .</span></em></p>
<p>E come pochi, si saranno detti: &#8220;no, é adesso o mai più&#8221;.</p>
<p>A pensarci bene é quello che ho fatto anch&#8217;io e che ho sempre predicato: intanto parti, poi si vedrà.<br />
Il &#8220;prima vedi e poi parti&#8221;  non funziona perché é solo quando sei nella giungla che impari a difenderti.</p>
<p>Dalla comodità di casa il tuo cervello funziona solo al 25%, annebbiato com&#8217;é tra un piatto di spaghetti, l&#8217;aperitivo e il TG delle 8.</p>
<p>Come confermato da innumerevoli studi a Pad Thai, bistecche argentine, Cachaça e Rum nel peggiore bar di Caracas in Colombia, invece il cervello recupera 200 grammi di sinapsi dormienti e  va a mille.</p>
<p>Ragazzi, mi piace pensare che tra le varie cose che vi hanno convinti a partire ci sia anch&#8217;io, il mio progetto, le mie parole in questo blog e il fatto di esserci conosciuti.</p>
<p>Un mio augurio a tutti voi, e anche a tutti gli altri che hanno deciso di fare il &#8220;grande passo&#8221;, un passo che porta teoricamente verso il rischio e la solitudine, ma che probabilmente é solo il primo di uno dei periodi più belli della vostra vita.</p>
<p><strong>&#8220;Que vaya bien, พวก, beleza!!&#8221;</strong></p>
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		<title>Lost in Business</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 06:04:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Trip-Business]]></category>
		<category><![CDATA[Vita Residente]]></category>
		<category><![CDATA[Vivere viaggiando]]></category>

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		<description><![CDATA[MarcoMonkeyMadafacca non ha paura di dire quello che altri pensano ma non dicono, e quindi mi permette di approfondire degli aspetti del mio Vangelo. In un intervista che gli ho generosamente concesso lui si é permesso di attaccarmi e denigrarmi, osando ribellarsi al Pensiero Unico ma Profondamente Giusto del Grande Trip, dicendo che ormai ho perso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1954" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2010/06/business-in-marocco-1.jpg"><img class="size-medium wp-image-1954" title="cappuccino e business in Marocco" src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2010/06/business-in-marocco-1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">lavorando come uno schiavo invece di godermi i minaretti</p></div>
<p><a title="MonkeyRokWorld" href="http://www.monkeyrockworld.com/" target="_blank">MarcoMonkeyMadafacca</a> non ha paura di dire quello che altri pensano ma non dicono, e quindi mi permette di approfondire degli aspetti del mio Vangelo.</p>
<p>In un <a title="TripLife 1.0 – Interviste – Marco Ferrarese, Monkey Rock World (25)" href="http://www.tripluca.com/i-miei-libri/triplife-1-0-interviste-marco-ferrarese-monkey-rock-world-25/" target="_self">intervista</a> che gli ho generosamente concesso lui si é permesso di attaccarmi e denigrarmi, osando ribellarsi al Pensiero Unico ma Profondamente Giusto del Grande Trip, dicendo che ormai ho perso di vista il vero motivo del viaggio.</p>
<p>Ho letto le sue parole con piacere, perché in parte ha ragione e in parte é una reazione che mi aspettavo da molti dei miei, ehhmmm..seguaci.<br />
Il Trip parla.<br />
Silenzio:<span id="more-1951"></span></p>
<p><em><strong>“Ti seguo da abbastanza tempo per aver notato dei grossi cambiamenti nel tuo approccio alle cose, e secondo me, tu stai pensando troppo ai soldi.<br />
Sarà che ti sei sposato e hai pressioni asiatiche alle natiche, sarà che stai invecchiando, ma da buon Veneto quale sei (e lo dico perché lo sono mezzo sangue), pensi sempre agli sghei, e a modi per farne”</strong></em></p>
<p><em> </em><br />
Si, credo tu abbia ragione.<br />
Ci penso molto, anche perchè non si può fare business senza pensare ai soldi.<br />
Quando ero dipendente ci pensavo meno perché erano garantiti e bastava far uscire meno di quello che entrava per stare a galla. Era più facile ma anche meno interessante e in più vivevo in una situazione di sicurezza economica che mi portava a pensare come spenderli.<br />
Quando avevo quasi deciso di cambiare macchina nonostante la mia Tipo rossa andasse perfettamente bene, mi resi conto che ero ricaduto nel classico trucchetto e mollai tutto.<br />
Da quando sono partito invece i soldi sono più aleatori.<br />
Per un periodo finché ero solo, riuscivo anche a gestirgli meglio.<br />
Sono un risparmione come te.<br />
Ho avuto anch’io le mie appassionate storie d’amore con gli scarafaggi.<br />
Adesso siamo in due e volendo continuare a muovermi sto  dando meno occasione a Lek di trovarsi un lavoro.<br />
Per cui viaggiare mi costa di più ma va bene così, é una scelta e come ben sai quando si fa una scelta (vera, non condizionata), si é anche pronti a gestirne le conseguenze.<br />
E si, a una donna gli scarafaggi fanno schifo (valle a capire).</p>
<p>Ne approfitto per ringraziarla pubblicamente del suo spirito di adattamento.</p>
<p>Ha visto cose che un’asiatica non dovrebbe mai vedere.<br />
<strong> “</strong><em><strong>Dici ora che sai cosa perdi se ti fermi ma tu… bhe, sei fermo, da un bel pezzo, e ti dichiari semiresidente.”</strong></em></p>
<p>Qui possiamo discutere un bel pò ma il concetto é abbastanza semplice: non ho più voglia di fare né il backpacker né il turista.<br />
Per cui mi muovo di meno e per periodi più lunghi.<br />
Abbiamo sempre criticato i turisti che vedono solo la superficie e adesso che ci fermiamo un pò per andare più a fondo non va più bene?<br />
Perché, e tu me lo insegni, il 90% dei backpackers sono turisti con pochi soldi e tanto tempo, non veri viaggiatori.<br />
Io credo che il viaggio sia crescita ed evoluzione, non solo spostamenti.</p>
<p><em><strong>“Come dicevo, non é vivere a Bali o a Penang quattro mesi o due anni una “vivere viaggiando”: é semplicemente una “vita a Bali, o a Penang””</strong></em></p>
<p>Vivere a Penang 4 mesi, a Bali altri 3 e poi andare a Buenos Aires per 4, passando per 6 in Italia non é esattamente vivere in quei posti.<br />
E’ essere semiresidenti. Io ultimamente faccio base in Italia e ci sono stato un pò troppo, é vero, ma finchè continuo a muovermi non mi considero residente.</p>
<p><em><strong>“Io ho viaggiato per 10 mesi filati con duemilatrecento euro, e ho visto gente che lo faceva anche con meno. Certo, bisogna ingegnarsi e porre il di viaggio prima di tutto, come bisogno PRIMARIO di conoscenze ed esperienza, anche prima del bisogno di avere un letto (dormi in tenda o per strada). Ho fatto molte di queste cose, e devo dire che nonstante tutto, non ho speso molto durante il mio viaggio. Quindi, tutto il discorso dei soldi, le sicurezze, I soldi per viaggiare mi suonano come un discorso totalmente krumiro. Alcuni consigli: tagliare spese sigarette e alcolici, centinaia di euro risparmiate al mese. Dormire  a casa di sconosciuti che diventeranno vostri amici usando couchsurfing, hospitality club o qualsiasi altra cosa. Dormire in giro, se siete in posti pericolosi andate a farlo al cimitero, nessuno vi disturberà lì, tranquilli. Se un individuo ha voglia di SCOPRIRE, lo fa senza pensare ai dannati soldi.”</strong></em></p>
<p>Io l’ho fatto per 5 anni di fila e ho fatto couchsurfing-oski nei paesi dell’Est dal 1989 al 1996 prima che nascesse couchsurfing e ancora prima di avere un indirizzo email.<br />
Per esempio ho girato la Polonia in lungo e in largo senza mai mettere piede in un ostello o albergo.<br />
Ero sempre a casa di gente che conoscevo per la via.<br />
L’opzione di continuare a farlo solo perché é la cosa più cool non mi é passata nemmeno per la testa.<br />
Ho cercato nuovi stimoli e li ho trovati.<br />
Per assurdo, se gli stimoli fossero stati nel fare il ragioniere (poveri questi ragionieri, sempre martoriati) lo avrei fatto.<br />
Il viaggio non é il fine.<br />
Per me é il mezzo, il migliore, ma non so se lo sarà per sempre e non lo é per tutti.<br />
Ciò che conta é fare quello che si ama e svilupparsi.</p>
<p>Viaggiare cheap secondo me é il miglior modo per vivere un’esperienza formativa, per quella regola secondo la quale più spendi e più ti isoli.<br />
Meno soldi hai, invece, e più ti relazioni con la gente.<br />
E’ anche un ottimo antidoto al consumismo perché ci fa capire che sono tutte balle e abbiamo veramente bisogno del 20% di quello che ci propinano.<br />
E’ una vera e propria liberazione.<br />
Però, ripeto, l’ho già fatto.<br />
Mi piacerebbe ripeterlo e riprovare le stesse emozioni, ma é impossibile, perché quelle emozioni non le ho provate sulla vetta del Machu Picchu o davanti al Taj Mahal.<br />
Quelli mi hanno lasciato relativamente indifferente.<br />
Le emozioni più grandi sono state legate allo scoprire che stavo cambiando dentro, ero ogni giorno più libero e ogni giorno capivo qualcosa in più.<br />
Sono passaggi irripetibili.<br />
Uno dei miti del backpacker é credere che mescolarsi con i locali, mangiare con loro, dormire con loro, sia l’unico modo per capirli.<br />
Come se un pranzo a 1 euro e la guest house a 5 euro sia la chiave per capire l’India.<br />
Cazzata immane.<br />
Sei sempre un cazzone di cliente che paga (e pure poco) e se ne va.<br />
Questo l’ho capito molto tempo fa.<br />
Non é così semplice, si deve trovare una chiave per entrare.</p>
<p><em><strong>“Tu modelli un concetto di viaggio con uno di business, e questo, per me, non si sposa troppo bene.”</strong></em></p>
<p>E’ una coincidenza interessante che stessi parlando della stessa cosa con un marocchino (un possibile partner di business) due giorni prima di leggere la tua intervista, forse proprio mentre scrivevi le tue righe.<br />
Lui disse che sin da bambino sognava di andare in Madagascar e che quando ci é andato si é annoiato nel giro di una settimana.<br />
Allora, dato che la sua ditta vendeva margarina, si é messo a cercare clienti e ha venduto tre container di margarina ai malgashi divertendosi e conoscendo gente.<br />
Me lo diceva mentre andavamo nel suo 4X4 e dopo aver bevuto un cappuccino in un caffè fighetto del centro. Quindi senza tanto folclore, incantatori di serpenti e robe lunghe della Medina.<br />
Ma non é il Marocco anche questo? O il Marocco é solo Souq e scarpe a punta?<br />
Dopo alcuni giorni passati a visitare moschee, mercati, scuole coraniche e minaretti mi ero rotto le palle pure io.<br />
Le giornate più belle sono state quelle nelle quale sono andato in giro per Riad a vendere siti internet fatti col mio nuovo sistema (ecco un <a title="Riad Marrakech" href="http://www.mymarrakechriad.com/it" target="_blank">Riad di Marrakech</a> al quale ho fatto il sito).<br />
Ho conosciuto persone, stretto mani, parlato della realtà locale e visto una Marrakech più vera e viva mentre fuori i turisti/backpackers compravano souvenir.<br />
Quindi, e qui sta tutto il concetto, il business per me é una chiave che mi permette di entrare, meglio di come potrei fare viaggiando con 5000/300/250/150 euro al mese.<br />
E nel frattempo creo qualcosa, un sistema che genera soldi e che in futuro potrebbe addirittura liberarmi dal bisogno di pensarci ai “fottutissimi soldi”.<br />
Perché i soldi si possono fare non solo per spenderli in un consumismo assurdo del quale sono ben consapevole, ma anche per non pensarci più.<br />
Non é quella la vera liberazione?</p>
<p><strong><em>“I tuoi stessi seguaci, mi paiono abbietti e in cerca di una liberazione seguendo il tuo modello di “Salvatore telematico”,  sempre pronti a difendere ogni tua parola come un dogma pseudo religioso. Insomma, hai un potere mediatico non indifferente, cerca quindi di sfruttarlo bene.”</em></strong></p>
<p>Seguaci é una parola grossa. Diciamo Adepti.<br />
Credo che chi non condivide le mie allucinazioni non lo scriva.<br />
Nel mio sito leggiamo quindi le parole di chi condivide, spero non acriticamente, le mie posizioni e l’impressione é che tutti siano d’accordo.</p>
<p>Devi considerare che sono persone in gran parte che si svegliano la mattina e vanno a lavorare per qualcuno, per cui magari vedono la mia posizione più libera come un sogno.  Io ho sempre detto che se uno se ne vuole uscire basta che metta via 5000 euro e parta, e chi lo ha voluto fare lo ha fatto.<br />
Ora ho una prosposta più strutturata che dà più possibilità di restare in giro (tanti partono ma molti tornano) e allo stesso tempo fare qualcosa di interessante.<br />
Col tempo cambiamo e io sono cambiato: se mi dai 10.000 euro e un biglietto Round The World dicendomi “vai a fare un anno in giro a visitare monumenti” non credo accetterei.<br />
Già fatto grazie.<br />
La moglie di un contatto marocchino (un altro, non quello di cui sopra) di mio fratello, col quale abbiamo parlato (guardacaso) di business, mi ha chiesto cosa abbiamo visitato a Marrakech.<br />
Quando le ho detto che abbiamo visto tre cose é rimasta sorpresa.<br />
“Ma come? E il Minaret? L’Alh Abs Ka? L’Ukh Kra Kalla? El Stu Cazz’ho ah ah ? (nomi di fantasia)” io le ho detto (copiando da Coelho) che preferisco vedere i vivi che le opere dei morti.<br />
E ha incassato.<br />
Ma la verità é che a me piace interagire, creare, parlare.<br />
Di fare foto alle pietre non ne ho più voglia.<br />
E ci siamo pure beccati una bella cena in terrazzo di ristorante con il marito, la moglie e i due bimbi, parlando di cultura, storia e costumi.<br />
Una vera esperienza marocchina che se si potesse vendere avrebbe un mercato per i turisti affamati del “vero Marocco ma non troppo”.</p>
<p><em><strong>Riguardo al “vivere cercando di stare in giro a divertirsi”: c’é una persona che prima di te ha realizzato questo, si chiama Timothy Ferriss e ha scritto un libro, “The 4 Hours Work Week” e ha una community che puoi trovare qui <a title="http://www.fourhourworkweek.com/" href="http://www.fourhourworkweek.com/" target="_blank">http://www.fourhourworkweek.com/</a>. Parla di usare risorse internet, outsourcing e tutte queste belle cose per avere dei lavori “remote” e godersi il tempo libero andando a fare dei viaggi o vivendo per periodi di tempo in varie città, imparando cose. Ovviamente, lui é un subdolo patriota Americano che ha fatto della sua procacità una macchina per far soldi e “liberare le menti dei nuovi ricchi verso proposte di business indipendente”, tu lo fai all’Italiana, con più romanticismo e sentimento. Bella idea, non so se é il tuo scopo, se così fosse ti auguro di realizzarlo. Ma abbiamo tutti veramente bisogno di questi business? Siamo VERAMENTE sicuri che il mondo funzioni bene grazie a questi business? Io sono probabilmente più sognatore, e del denaro ne uso quello che necessito, e poi se son povero, pace. Verranno tempi migliori.</strong></em></p>
<p>Il mio scopo é prima di tutto realizzare il mio obiettivo, e mi sono reso conto che é meglio farlo assieme ad altre persone con uno scopo simile.<br />
Non mi propongo di salvare nessuno.<br />
E’ più un “lavoratori di tutto il mondo unitevi” che un “convertitevi”.<br />
Senza i business non ti arriverebbe nemmeno la farina per il chapati che ti permette di avere abbastanza carboidrati a pochi soldi.<br />
E nemmeno i soldi per comprarlo.<br />
Una cosa é il capitalismo selvaggio e finanziario, un’altra il lavoro onesto di persone che creano beni e servizi da scambiare.  Se consideri il business come un male assoluto semplifichi in maniera anacronostica.<br />
Non é questione di essere ricchi o poveri ma di fare quello che si ama e io in questo momento non mi posso nemmeno immaginare una situazione più appassionante.<br />
Ho messo in piedi, e ne sono orgoglioso, un gruppo che sta lavorando per cambiare stile di vita.<br />
Forse ti immagini gente che vuole arrivare a 5000 euro al mese, ma ti assicuro che il parametro tempo é prevalente: si vuole lavorare meno e meglio.<br />
Si vuole vivere più liberi.<br />
Si vuole realizzare probabilmente la promessa che ci avevano fatto con la meccanizzazione: lavorare meno, non consumare di più. Col consumare di più ci hanno fregato per bene.<br />
Sai benissimo che andando ogni mattina in ufficio o fabbrica si é in un circolo dal quale é difficile uscire.<br />
Tu stesso giustamente riconosci il potere della pubblicità e te ne astieni.<br />
Bisogna innanzitutto uscire da quel circolo, e il business può essere il modo.<br />
Altrimenti si fa il classico viaggio di 6 o 12 mesi e poi ci si ricade dentro passando il resto della vita a dire com’era bello.</p>
<p><strong><em>Per rispondere alla tua domanda: non so quanti soldi vorrei perché non ho mai desiderato né avuto lavori da schiavo del “sistema”. Ho lavorato nei campi, nella vendemmia, nella ristorazione e nella scuola. Mai timbrato un cartellino, e sempre lavorato per periodi di pochi mesi.  E si mi sono già fermato, in Cina, per un anno, per 400 euro mensili. Qua se mi andrà bene ne prenderò 300. Come vedi, non si naviga nell’oro. Il resto cerco di farlo passare come va, muovendomi stranamente spendo meno di quando sto fermo, generalmente. I soldi non fanno la felicità perché più ne hai, più non ti accontenti e ne vorrai altri… questo si sposa male col mio concetto di viaggio e di una vita indipendente dai modelli di una società consumistica che sempre più ci fotte il cervello con ste idée di business. Per andare dove?</em></strong></p>
<p>Potrai continuare per sempre a fare lavori del genere per pochi soldi ma se il tuo cervello può dare di più, stai forse sprecando tempo.<br />
Certo, se nel frattempo cerchi di avverare il tuo sogno di diventare scrittore va bene.<br />
Ma perché il lavoro umile dev’essere per forza più “romantico”?<br />
E comunque se scrivi sei già scrittore. Punto.<br />
Tu i libri li vuoi vendere e farne quindi un business.<br />
Ho fatto il cameriere, lavapiatti, raccolto l’uva, le notti in fabbrica e tutte quelle menate lì anch’io e le ho trovate molto interessanti per un pò, ma poi mi hanno stufato.<br />
Finita l’esperienza e l’apprendimento si passa ad altro.<br />
Perché dovrei lavorare 8 ore per 40 euro in fabbrica se ne posso lavorare una sola magari al computer e con un cappuccino a fianco a fare una cosa che mi piace?<br />
Per solidarietà con gli ultimi del mondo? Quelli mi mandano giustamente a fanculo dopo due minuti, é già abbastanza affollato da quelle parti e non apprezzano la concorrenza.</p>
<p>Per concludere la debolezza maggiore del tuo attacco al Grande Trip sta nel considerare il business e il consumismo come una cosa sola.</p>
<p>Ma non lo sono.</p>
<p>Il business, che é una parola bruttta, in realtà, per come lo intendo io, é il lavoro in proprio, che poi è la situazione più naturale per l’uomo.<br />
I lavori a stipendio (anche quelli che hai fatto tu), sono un’evoluzione successiva, ma Urlk all’inizio se ne andava a caccia da solo e quando ha imparato a coltivare la bieta del mesostoico si é arrangiato per un bel pò di anni prima di delegare la zappa al cugino.<br />
Quel cugino, quando ha accettato di zappare per Urlk, ha rinunciato a gran parte del piacere di vedere la bieta crescere, perché non era sua.<br />
Ecco, a me piace coltivare la mia bieta e non dover sottostare a nessuno.</p>
<p>Per me questa é la libertà, altro che business o vita a 8 euro al giorno.</p>
<p>Il consumismo é un’altra cosa.<br />
Il consumismo inizia nel momento in cui hai i soldi in tasca e cominci a spenderli per cose che non ti servono.<br />
Non conta assolutamente niente come quei soldi ci siano arrivati in tasca, se con la vendemmia o la vendita di margarina.<br />
Li potresti usare per comprare del tempo e lavorare meno, invece ecco la nuova macchina, l’abbonamento a Sky e altri prodotti e servizi belli quanto vuoi ma per i quali dovrai lavorare ancora.<br />
Io credo nella sintesi, non negli estremismi.<br />
Perché la sintesi é un’operazione intelligente e difficile, mentre l’estremismo é una facile semplificazione.<br />
Ora, io in questi anni ho cercato di operare una sintesi tra il capitalismo (business, lavoro in proprio&#8230;chiamalo come vuoi) e il consumismo, accettando uno e limitando l’altro (gli insiders la chiamano taccagneria).</p>
<p>E sto cercando una via di mezzo, proprio come il Buddha del quale mi reputo un degno successore (sto ancora lavorando sulla pancetta).</p>
<p>E’ comprensibile che la cosa interessi ad alcune persone perché c’é una proposta positiva e non solo un rifiuto.<br />
E’ bello leggere quanto fa schifo questo e quanto di merda é l’altro, ma poi uno si chiede “ok, e il prossimo passo per uscirne?” e se non hai risposte se ne va.<br />
Io sto provando a rispondere a quella domanda.<br />
Tu, scusa la franchezza, ti limiti a puntare il dito sulla merda.</p>
<p><strong>POST SCRIPTUM</strong><br />
Mi si chiede continuamente perché mi piace il Monkey credendo che questo equivalga a condividere tutte le sue idee e prese di posizione.<br />
No, a me piace come scrive e come personaggio.</p>
<p>Come scrive: non c’é molto da spiegare. Uno legge, gli piace e basta.</p>
<p>Il Personaggio: forse se nella società ci fossero più individui con un pensiero indipendente e scelte di vita coerenti con tale pensiero, il Monkey sparirebbe nella massa.<br />
Ma allo stato attuale mi piace vedere dove va, cosa fa e di cosa scrive questa scheggia impazzita.<br />
Magari le conclusioni alle quali é arrivato finora non sono condivisibili, sicuramente esagera, senza dubbio é volutamente provocatorio, a volte tende a semplificare ecc&#8230;ma ha una qualità oggi talmente rara e preziosa che sono pronto a perdonargli mille cose:</p>
<p>Il Monkey Pensa.</p>
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		<title>Verso una lapide migliore</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 22:06:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
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<p>Ho sempre tenuto divisi il mio essere &#8220;trip&#8221; e il mio lavoro.<br />
Il motivo non é un purismo di viaggiatore. Avevo semplicemente paura che se si fosse scoperto che dietro ai miei siti c&#8217;era un backpacker, molti non avrebbero prenotato preferendo un sito più serio con dei lavoratori veri alle spalle, non un tripluca qualunque.</p>
<p>Come in tutte le situazioni che ci portano a non essere liberi di esprimerci per quello che siamo, ma ad avere due facce, non ero completamente soddisfatto.<br />
Certo, si trattava di un dualismo completamente virtuale e non totale: a chi mi conosce come tripluca non ho mai nascosto nulla, anzi, la storia é lì per essere letta dall&#8217;inizio, sin dalla sua genesi.<br />
Ed ai proprietari non ho mai nascosto di spendere i soldi delle loro commissioni in capirinhas a Natal, si-fu-frai-rai a Bangkok e tabacco per la pipa di Porchetti ovunque ci fosse la situazione giusta per una ripresa.<span id="more-1847"></span></p>
<p>Ma non mettevo troppi link dai siti trip verso i siti business per evitare che da quelli si potesse risalire all&#8217;origine barbona di un business rispettabile.</p>
<p>Poi, l&#8217;idea di coinvolgere le persone che mi conoscono come tripluca nel nuovo progetto,  la raccolta dei soldi, la creazione di un gruppo (los ventiuno)&#8230;tutto succede molto in fretta e non mi accorgo della cosa più importante:<br />
é il trip che dà un mano al business, vendicandosi così, bonariamente, della poca considerazione.</p>
<p>Ed é anche, finalmente, il trip che non si vergogna e il business che lo accoglie con pari dignità.</p>
<p>A pensarci bene é giusto: il business é figlio del trip, nato grazie a lui e in funzione sua.</p>
<p>Questa cosa mi ha colpito a Praga, dove siamo stati con i Manager a gennaio.<br />
Non l&#8217;avevo ancora capita appieno, ma trovarmi lì con loro, a parlare di affari ma a sognare di libertà, mi ha confermato che tutto ha un senso e forse segue un filo.</p>
<p>La storia ha una sua potenza che non richiede altro che la cronaca semplificata:</p>
<p>ragazzo che vuole viaggiare e cerca un modo, lo trova trafficando in internet, viaggia molti anni, poi ne coinvolge altri per fare una cosa più grande, e assieme creano una realtà che permette a molti di loro di viaggiare (o essere liberi in un altro modo).</p>
<p>C&#8217;é quella cosa in più.</p>
<p>Si, parliamo di business, si sono mossi soldi, e lo scopo é che tornino moltiplicati. Io lo faccio per puro interesse personale.<br />
Capitalismo puro. Ok.</p>
<p>Ma quella cosa in più c&#8217;é, palpabile.<br />
Quella cosa che le multinazionali cercano di creare con degli slogan ma che dentro non hanno niente se non  i soldi spesi nel concepirli.<br />
Noi ce l&#8217;abbiamo, e non dobbiamo nemmeno comprarla.</p>
<p>C&#8217;é, perché nasce da un&#8217;esigenza di maggior libertà, non da quella di fare i soldi per i soldi in sè.<br />
E se questa cosa dovesse andare bene noi non saremo &#8220;quelli che  hanno i siti di appartamenti&#8221;, ma &#8220;quelli che lavorano online e hanno mandato  a fanculo capi, orari e costrizioni&#8221;.</p>
<p>C&#8217;è chi viaggia, chi sta di più a casa con la famiglia, chi lavora meno e legge di più&#8230;.chi fa più quello che sente, e meno quello che gli viene ordinato.</p>
<p>Per me é la sintesi perfetta tra il bisogno di lavorare e la necessità di fare qualcosa di più grande.<br />
Ai &#8220;tempi della cravatta&#8221; percepivo un certo vuoto nello spaccarmi il culo per vendere più pompe dei concorrenti (non fraintendetemi vi prego).<br />
Già vedevo la mia lapide con su scritto &#8220;aumentò il fatturato della Project del 12%&#8221;.</p>
<p>Oggi posso sognare una lapide migliore: &#8220;lotto per la propria libertà e poi per quella degli altri. Non ce la fece e finì a fare il trans depilato a Bogotà. Ma almeno lui ci provò&#8221;.</p>
<p>E&#8217; più bello svegliarsi la mattina pensando a una lapide così, no?</p>
<p>Con un sogno del genere si può andare lontano. Ce la faremo?<br />
Ci proviamo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;impero del trip</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 14:14:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavorare viaggiando]]></category>
		<category><![CDATA[Trip-Business]]></category>
		<category><![CDATA[Vivere viaggiando]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono appena tornato da una due giorni Malpensa, Milano, Peschiera del Garda molto intensa. Ho accompagnato Lek all&#8217;aeroporto. Passerà circa tre mesi a Bangkok, durante i quali studierà ulteriormente la cucina da Palazzo Reale per poi tornare qui e continuare nell&#8217;opera di ingrassamento dei malcapitati che sostano nel suo raggio d&#8217;azione. A Milano poi ho [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2009/11/tripempire.jpg"><img class="size-full wp-image-1726 aligncenter" title="tripempire" src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2009/11/tripempire.jpg" alt="tripempire" width="442" height="221" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Sono appena tornato da una due giorni Malpensa, Milano, Peschiera del Garda molto intensa.<br />
Ho accompagnato <a title="Lekkornie" href="http://lekkornie.com/" target="_blank">Lek</a> all&#8217;aeroporto. Passerà circa tre mesi a Bangkok, durante i quali studierà ulteriormente la cucina da Palazzo Reale per poi tornare qui e continuare nell&#8217;opera di ingrassamento dei malcapitati che sostano nel suo raggio d&#8217;azione.</p>
<p style="text-align: left;">A Milano poi ho visto alcuni dei ragazzi che partecipano al Business Online, oltre al caro vecchio Massimo Homer che ha deciso di chiudere la ditta di mobili e fare il cervello in fuga verso Fortaleza.<br />
C&#8217;erano poi Diego (Milano), Ugo (Natal) e Andrea (Grecia, undefined)<br />
Abbiamo passato la serata tra birre e laptop, parlando di mercati, SEO, usability e varie, in mezzo a una folla da club Arci.<span id="more-1725"></span></p>
<p style="text-align: left;">Dopo la notte da Andrea, la mattina sono rimasto in centro a Milano dove, nei paraggi della Stazione Centrale, ho concesso udienza a Giorgio (Lago di Como, abandoned), Pico (5 terre, abandoned) e Stefano, un ragazzo che non sa se considerarmi quello del sito che gli manda clienti a Budapest o Porchetti (dato che mi conobbe come Porchetti e poi mi trovò in casa sua come business man).</p>
<p>Ero sempre in giro con la nuova valigia della Roncato sulla quale ho inutilmente tentato di recuperare l&#8217;Iva all&#8217;aeroporto, e entravo nello stesso  New York bar sempre con persone diverse, tanto che mi hanno sicuramente preso un un losco figuro.</p>
<p style="text-align: left;">Poi sono andato a Peschiera del Garda dove ho beccato Mauro (Lago di Garda) e Ale (Verona) e abbiamo fatto altre chiacchierate di business e non.</p>
<p>Verso fine serata ho capito di aver sbagliato tutto e che c&#8217;era un metodo molto più efficace per convincere la gente che la mia proposta era interessante. Guardate cos&#8217;è successo:<br />
per condividere le mie gioie ho tirato fuori il portatile e ho fatto vedere le email di paypal che mi notificano la ricezione dei pagamenti.<br />
L&#8217;ho fatto senza malizia, giusto per passare il tempo, ma quando mi sono accorto che la bava di Ale mi cadeva sulla tastiera ho compreso di avere toccato un nervo scoperto.<br />
Erano emozionati e commossi come due bambini a Natale, vedendo soldi arrivare via email mentre ci si beveva una cioccolata calda un pò gay in riva al lago.</p>
<p>Io ho sempre parlato degli aspetti più freddi ed oggettivi, per dare &#8220;hard data&#8221; invece di vendere sogni.<br />
Non sono un venditore e sono anche un pò poeta, per cui se mi lascio andare ad evocare aspetti emozionali del business rischio di dire cazzate.<br />
Ma ieri mi sono reso conto della pura poesia (anzi, dell&#8217;attrazione sessuale vista la bava) di una mail che ti dice &#8220;You received a payment of €180,00 EUR from (xxxxx@aol.com).&#8221;</p>
<p style="text-align: left;">E quindi adesso, dato che abbiamo ancora 7 posti, gioco lo sporco trucchetto e vi piazzo qui lo screenshot!</p>
<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1727" title="paypal" src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2009/11/paypal.jpg" alt="paypal" width="397" height="248" /></p>
<p style="text-align: left;">dai, ammetti che ti piacerebbe, dai baby, dai&#8230;. <img src='http://www.tripluca.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">Non disperate, c&#8217;é ancora spazio nel mio Impero del Trip, guardate (i verdi sono sicuri, i blu solo potenziali)</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2009/11/tripluca-business-online.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1728" title="tripluca business online" src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2009/11/tripluca-business-online.jpg" alt="tripluca business online" width="759" height="412" /></a><a href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2009/11/tripluca-business-online2.jpg"></a></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2009/11/tripluca-business-online2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1729" title="tripluca business online2" src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2009/11/tripluca-business-online2.jpg" alt="tripluca business online2" width="701" height="377" /></a></p>
<p style="text-align: left;">(Se avete tempo, voglia, e 1000 euro da anticipare, <a title="Contatto" href="http://www.tripluca.com/contatto/business-online/" target="_blank">scrivetemi qui</a> )</p>
<p style="text-align: left;">Ora vi lascio, vado in Siberia a curare la semina, e poi aspetteremo con trepidazione lo scioglimento dei ghiacci a primavera quando nascerà una bella piantina&#8230;</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
]]></content:encoded>
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		<title>Il Che 2.0</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 05:59:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Vivere viaggiando]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro online]]></category>

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		<description><![CDATA[Bangkok, 17 Settembre 2009. Stamattina ci siamo alzati tardi, 10 e mezza, e prima di mettermi al lavoro sono dovuto scendere a bere un bel cappuccino. Mentre lo bevevo, seduto all&#8217;aperto, passavano mandrie di ragazzini e ragazzine usciti da scuola in anticipo (pare sia un giorno di festa). Erano tutti in uniforme, divisi in piccoli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2009/09/tripmatrix.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1680" title="tripmatrix" src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2009/09/tripmatrix.jpg" alt="tripmatrix" width="217" height="300" /></a><em>Bangkok, 17 Settembre 2009.</em></p>
<p>Stamattina ci siamo alzati tardi, 10 e mezza, e prima di mettermi al lavoro sono dovuto scendere a bere un bel cappuccino.<br />
Mentre lo bevevo, seduto all&#8217;aperto, passavano mandrie di ragazzini e ragazzine usciti da scuola in anticipo (pare sia un giorno di festa).<br />
Erano tutti in uniforme, divisi in piccoli gruppi e sembravano felici, come lo sembrano sempre gli adolescenti, anche in  quell&#8217;età difficile spesso sono disorientati.<br />
Oltre agli sconvolgimenti ormonali, al vedere il proprio corpo che cambia, al cercare di capire se sei bello o brutto ecc..é un età in cui sei disperatamente alla ricerca di accettazione da parte del gruppo.<br />
Non vuoi essere diverso, vuoi essere uguale, e quindi riduci gli aspetti più visibili della tua personalità e ti adegui al minimo comune denominatore.<br />
Immagino faccia parte di un sano processo della crescita, quello di sentirsi parte di un gruppo, per cui, fin qui, niente di male.</p>
<p>Mentre riflettevo pigramente, la caffeina entrata nello stomaco, cominciava pian piano a salire al cervello e quando lo ha raggiunto in massa é iniziata l&#8217;accelerazione del pensiero, che  mi ha dato per un attimo una prospettiva diversa.<br />
Ho visto questi ragazzini indifesi come le vittime perfette del Matrix.<br />
Il &#8220;Matrix&#8221; é un termine ormai desueto (il film é del 1999), ma comunque più adeguato del &#8220;la Società&#8221;, che fa troppo anni 60, Woodstock e futuri sinistroidi affluenti gridare slogan rivoluzionari prima di essere riassorbiti dalle società stessa e diventarne parte integrante e conservatrice.<br />
Il termine &#8220;Matrix&#8221; é più adatto, perché esprime bene la sensazione di muoversi liberamente, ma di farlo entro limiti ben precisi, intoccabili e invisibili.<span id="more-1678"></span></p>
<p>Quindi, vedo questi ragazzini in uniforme bianca e blu, perfettamente ricettivi a qualsiasi istruzione di conformità.<br />
Appena usciti dall&#8217;infanzia dove &#8220;questo non si fa&#8221; e &#8220;questo non va bene&#8221;, cominciano ad essere responsabilizzati in maniera più sofisticata. Gli si dice che devono decidere della loro vita e gli si indica una strada: dovete studiare, prepararvi a una professione, poi lavorare cinque giorni alla settimana dalle 9 alle 5, mettere da parte dei soldi, comprare una casa, riprodurvi e insegnare ai figli quello che avete imparato voi, in modo che vi possano sostituire quando voi non ci sarete più.<br />
Gli si dice che sono liberi di decidere, ma entro certi limiti.</p>
<p>La cosa é particolarmente evidente in Thailandia (e in Asia in generale), dove il conformismo arriva a dei livelli frustranti, ma vale un pò in tutto il mondo.<br />
In nessun paese la società incoraggia l&#8217;individualismo, perché sarebbe come se un sistema operativo generasse solo eccezioni, senza essere in grado poi di gestirle.<br />
Ogni eccezione, ogni persona con un&#8217;idea diversa, é un pericolo latente per un sistema.<br />
Sappiamo bene però che esso cresce e si rafforza solo grazie alle persone fuori dagli schemi, alle idee rivoluzionarie e alle azioni insensate.<br />
Senza di quelle, il sistema pian piano muore.<br />
Ne é prova la superiorità tecnologica e finanziaria dei paesi meno autoritari, in particolare del mondo occidentale.<br />
Il fallimento dell&#8217;Unione Sovietica é stato in gran parte dovuto al fatto che il sistema soffocava sul nascere il pensiero libero e l&#8217;iniziativa individuale.<br />
Quindi il sistema stesso si rigenera e si rafforza proprio grazie a quello che teme: l&#8217;eccezione.<br />
(la stessa cosa vale per l&#8217;arricchimento del patrimonio genetico di una specie&#8230;vedi <a title="Elogio dell'imperfezione" href="http://www.libreriauniversitaria.it/elogio-imperfezione-levi-montalcini-rita/libro/9788811674719" target="_blank">&#8220;l&#8217;elogio dell&#8217;imperfezione&#8221; della Montalcini</a>)</p>
<p>Ci troviamo quindi di fronte a due categorie di persone (prendo a prestito una definizione di Manu):<br />
- I System People<br />
- I Non System People</p>
<p>E&#8217;, come tutte le generalizzazioni, poco precisa perché ovviamente ci sono persone che fluttuano tra i due estremi, ma riesce a evidenziare come ogni individuo possa essere definito in base al grado di conformità al sistema.</p>
<p>Io stesso non mi considero un puro Non System People, perché ne faccio parte in vari modi, non ho rifiutato il sistema, non vivo (ancora) in una tenda in un ostello di George Town (chi legge il <a title="Monkey Rock World" href="http://www.monkeyrockworld.com/2009/09/living-in-georgetown-guesthouse/" target="_blank">Monkey</a> mi capirà) e mi limito, come una iena plinskins, a mordere il cadavere delle vittime, quando il leone guarda dall&#8217;altra parte.</p>
<p>Ora, il Matrix fa il suo dovere, per cui non lo si può biasimare più di tanto: é un organismo vivente che ha come obiettivo primario la propria conservazione, per cui é organizzato di conseguenza.<br />
E, come accennato, i Matrix migliori, tollerano l&#8217;individualismo, perché ne vengono rafforzati.</p>
<p>Ma restano comunque Matrix: sistemi altamente sofisticati che non possono essere visti dall&#8217;interno, che riescono ad annullare ogni percezione della loro esistenza agli individui che ne fanno parte.</p>
<p>Quando ormai il cappuccino era finito e iniziavo a raccogliere la poca schiuma rimasta ai lati della tazza, ho pensato al mio progetto di <a title="Business Online" href="http://www.tripluca.com/lavorare-viaggiando/un-business-online-con-tripluca/" target="_blank">Business Online</a> e mi sono chiesto: vuoi vedere che questa cosa, iniziata come una semplice idea di business, non diventerà una specie di missione alla Che Guevara?<br />
Una lotta per la libertà di altre persone?</p>
<p>Oggi, nel 2009, che senso ha andare nella giungla con un gruppo di rivoluzionari e cercare di combattere il governo?<br />
E&#8217; il governo che non ci rende liberi oggi?<br />
No, siamo noi stessi. E&#8217; il nostro adeguarci alle regole e il non vedere una via d&#8217;uscita da un fai-un-lavoro-che-non-ti-piace-compra-cose-che-non-ti-servono-e-soprattutto-non-ti-fermare-a-pensare.<br />
Il governo ti fa fare quello che vuoi. Te ne puoi andare domani se vuoi, hai Euro, non rubli, il passaporto te lo rilasciano quando vuoi e come ha <a title="Bilancio di viaggio (per viaggiatori italiani o indecisi pronti a partire) Parte 1" href="http://www.monkeyrockworld.com/2009/08/come-riuscire-a-vivere-viaggiando/" target="_blank">dimostrato il Monkey</a> (again), con 2500 euro puoi stare in giro 10 mesi e visitare 13 paesi, quindi sono tutte scuse quelle che trovi per stare a casa: é pura paura, instillata quotidianamente sotto la tua pelle in 20, 30 anni di Matrix.<br />
Non te ne fare una colpa, ma almeno prendine coscienza.</p>
<p>Ovviamente non diventerò mai un Che, né lo voglio essere (non mi sta bene il baffetto), e continuerò a combattere solo per me stesso, immerso in quell&#8217;egoismo cronico che é la base stessa del capitalismo.</p>
<p>Ma se come, effetto collaterale, avrò indicato una strada e forse aperto una porta ad alcune persone che poi hanno realizzato un sogno, sarà comunque una soddisfazione e avrò forse ritrovato il gusto di essere un diverso.</p>
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		<title>Google Adsense, guadagnare con le foto</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Dec 2007 10:25:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavorare viaggiando]]></category>
		<category><![CDATA[Vivere viaggiando]]></category>

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		<description><![CDATA[Con il mio post precedente forse ho acceso speranze di facili guadagni. Non é così. Stavo dicendo che é possibile crearsi una piccola rendita, che calcolata negli anni diventa molto comoda. Se aggiungo 100 foto di Parigi che mi fanno guadagnare 1 euro al mese, sono 12 euro all&#8217;anno e 120 per i prossimi 10 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2007/12/adsense-logo.gif" title="Google Adsense" alt="Google Adsense" align="left" height="58" width="150" />Con il mio post precedente forse ho acceso speranze di facili guadagni.<br />
Non é così. Stavo dicendo che é possibile crearsi una piccola rendita, che calcolata negli anni diventa molto comoda.<br />
Se aggiungo 100 foto di Parigi che mi fanno guadagnare 1 euro al mese, sono 12 euro all&#8217;anno e 120 per i prossimi 10 anni.<br />
Poco? Ognuno faccia i suoi calcoli. Mettere online 100 foto e non toccarle più guadagnando 120 euro non é male.<span id="more-1037"></span></p>
<p>Facciamo un esempio: <a href="http://www.tripfoto.com/tallinn/" title="330 foto di Tallinn" target="_blank">330 foto di Tallinn</a><br />
Dal 1 gennaio 2007 ho guadagnato 138 U$ (circa 95 Euro).<br />
Sono tanti i pochi? Se fossi un ingegniere spaziale e sapessi come si scrive ingeniere sarebbero pochi.<br />
Siccome sono TripLuca che vuole arrivare a 40 anni  e smettere di lavorare, sono tanti.<br />
Sono 1000 Euro in 10 anni. Per quanto lavoro? Uno o due giorni a Tallinn a fare foto e qualche ora per mettere online le foto. Poi basta.</p>
<p>Ma occhio. Sono primo in Google sia in <a href="http://www.google.com/search?q=tallinn+pictures&amp;sourceid=navclient-ff&amp;ie=UTF-8&amp;rlz=1B3GGGL_enIT231IT231" title="Tallinn Pictures" target="_blank">inglese</a> che <a href="http://www.google.it/search?hl=it&amp;q=foto+di+tallinn&amp;btnG=Cerca+con+Google&amp;meta=" title="Foto di Tallinn" target="_blank">italiano</a> con ricerche di foto a Tallinn, per cui ci sono parecchie visite.<br />
E&#8217; facile? No. E&#8217; dal 2000 che metto foto online, e le mie varie gallery di foto sono prime in molte ricerche.<br />
Tripfoto ha circa 40.000 accessi al mese.</p>
<p>Un altro esempio: <a href="http://www.tripfoto.com/patagonia/" title="Trip Patagonia, foto dalla Patagonia" target="_blank">TripPatagonia</a> , dal 30 marzo 2004 ad oggi mi sono entrati 1132 U$ (808 euro). Sono solo 250 foto fatte praticamente in un giorno. Che dite, mi sono ripagato il lavoro?</p>
<p>E&#8217; ovvio che altre gallery non hanno lo stesso successo. Le <a href="http://www.tripfoto.com/myanmar/" title="300 foto dalla Birmania" target="_blank">300 foto della Birmania</a> mi hanno fruttato solo 36 U$ da ottobre 2004. Poco interesse per il paese.</p>
<p><a href="http://www.tripfabio.com/" title="Le foto di TripFabio" target="_blank">TripFabio</a> mi dice che prende 2 o 3 dollari al mese con il suo sito.<br />
Perché? Posso provare a dare alcune risposte:<br />
- Il sito é relativamente nuovo, per cui non é entrato in molti motori o siti<br />
- Ha di conseguenza pochi link in entrata (bassa link popularity)<br />
- Non é fatto bene. Ci sono troppe pubblicità e nemmeno una foto in home page. Questo porta il visitatore ad andarsene, non a restare. E anche i motori vedono che é troppo pieno di pubblicità.<br />
Quindi, Fabio, ti consiglierei di installare un sistema di gallery tipo <a href="http://gallery.menalto.com/" title="Gallery 2" target="_blank">Gallery</a>  (quello che uso in <a href="http://www.tripfoto.com/index.php" title="Tripfoto, fotografie dal mondo" target="_blank">Tripfoto</a>) che ti permetterà di presentare le foto in maniera più simpatica e anche di concentrarti sulle foto, non sul sito. Metterle online infatti richiede pochissimo tempo.</p>
<p>Guardate le foto di <a href="http://www.paolotripmaitrop.com/gallery/main.php/v/africa/maroc_fez_chefchaouen/" title="le foto di PaoloTripMaiTrop" target="_blank">PaoloTripMaiTrop</a> : bella, con belle foto e molte descrizioni. Invita a restare e  vedere delle foto. La pubblicità c&#8217;é ma non é invasiva. Anche lui usa Gallery2.</p>
<p>Per concludere:<br />
Adsense paga poco, ma paga.<br />
Oppure, Adsense paga, ma paga poco.</p>
<p>- Ne vale la pena se già lo fate. Non inizierei un&#8217;attività del genere solo per fare soldi. Ma se lo fate ed é la vostra passione, fatelo bene e con costanza.<br />
- Usate un sistema tipo gallery che vi facilita il lavoro.<br />
- Mettete descrizioni attorno alle foto. Fate vedere che non sono buttate lì (non prendete esempio da me, ma da Paolo)<br />
- Mettete poca pubblicità.<br />
- Specializzatevi se possibile in un certo tipo di foto. Ormai foto generali di viaggi ce ne sono troppe. Per esempio fate solo foto di persone, o dettagli o tramonti. Staccatevi dalla massa.</p>
<p>E soprattutto:</p>
<p><strong>Fate un bel sito pensando ai visitatori, non a Google.  </strong></p>
<p><!--adsense#Refer--></p>
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		<item>
		<title>Chi mi paga la pensione? Google.</title>
		<link>http://www.tripluca.com/lavorare-viaggiando/chi-mi-paga-la-pensione-google/</link>
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		<pubDate>Sun, 23 Dec 2007 17:47:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavorare viaggiando]]></category>
		<category><![CDATA[Vivere viaggiando]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando si viaggia molto come me, resta poco tempo per pensare al futuro. Vai di qua e di là, vedi cose bellissime, conosci gente interessante e quando torni a casa ti accorgi con orrore che gli altri si preoccupano per la tua pensione. Il futuro&#8230;é vero. Tu pensavi al presente. Che scemo. Allora ti accorgi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2007/12/adsense-logo.gif" alt="Adsense logo" align="left" />Quando si viaggia molto come me, resta poco tempo per pensare al futuro.<br />
Vai di qua e di là, vedi cose bellissime, conosci gente interessante e quando torni a casa ti accorgi con orrore che gli altri si preoccupano per la tua pensione.<br />
Il futuro&#8230;é vero.<br />
Tu pensavi al presente. Che scemo.</p>
<p>Allora ti accorgi che tutto quello che hai fatto, visto e capito non é servito a niente.<br />
Perché non ti paga la pensione. I contributi. Le marchette.<br />
Sei proprio un coglione: non sapevi che devi dedicare i tuoi anni giovanili ad accumulare una pensione per poterti finalmente godere la vita a 65 anni?<span id="more-1035"></span></p>
<p>O forse..aspetta&#8230;e se mettessi la pubblicità di Google nei tuoi siti?<br />
Detto fatto. Io mi porto a casa 200 euro al mese (in buona parte grazie a <a href="http://www.tripfoto.com/" title="Fotografie dal mondo" target="_blank">Tripfoto.com</a>), li metto in un  fondo pensionistico e mi rimetto a pensare, scemo, al presente.</p>
<p>Attenzione, non é facile: bisogna scrivere molto, mettere molte foto, ricevere molte visite e molti click.<br />
Ma funziona.<br />
Anche se arrivi a guadagnare solo 50 euro al mese, sono sempre 50 euro di &#8220;rendita&#8221; che continuano ad entrare anche dopo che hai creato il contenuto.<br />
Chiedete, e vi risponderò!</p>
<p>Cliccando qui sotto potete aprire il vostro primo account:</p>
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