lug 04
2003

Puetro la CruzPuerto La Cruz, a 300 km da Caracas Venerdi’ 4 Luglio dosmiltres
Caracas, a sentire tutti, e’ una citta’ molto pericolosa e siccome l’ostello che avevo trovato via internet e’ in una delle zone piu’ brutte, decido di vedere la citta’ tra qualche mese, quando le cose si saranno calmate.
Da Macuto passo comunque per la citta’ che mi inghiotte nel metro’, bello e pulito, e mi sembra di essere a Madrid, per cui cominciano a venirmi dubbi sulla pericolosita’ del luogo. Alla stazione Plaza Venezuela quasi scendo e vado all’Ostello, ma poi mi lascio trasportare e scendo dove dovevo scendere.
Sulle scale mobili chiedo ad una signora dove si prende il minibus per il Terminal Oriental e lei mi aiuta. Appena arrivati in superficie mi dice che un tipo ha tentato di aprirmi lo zaino mentre eravamo sulle scale mobili “Sta’ attento”, mi dice. Non credo sarebbe riuscito a sfilarmi il computer impunemente, pero’ mi sarebbe dispiaciuto, per lui, che si fosse portato via i calzetti sporchi.
Comunque tutto liscio fino al terminal oriental dove in attesa del bus per Puerto La Cruz mi mangio un tonno ai ferri per 1,5 Euro. La signora mi chiede con cosa voglio il tonno. “con cosa c’e'?”, chiedo io. “con riso, patate, banane….o con me!”
“con te?”, “si come contorno”. E si fa una bella risata.
Tutti simpatici, si parla, si scherza e ci si saluta.
Salgo in pullman (6 Euro) e giuro che e’ un cinema viaggiante con tutti i vetri oscurati, tendine chiuse, aria condizionata e…un buco al posto del televisore! Tutti si mettono a ronfare allegramente, io cerco di leggere un po’ il libro di turno (romanzo storico sulla Regina Elisabetta in inglese) e guardo fuori.
Vedo le palme, gente al bordo della strada che dorme, auto vecchiotte…insomma il classico corollario di un paese tropicale.
Mi viene subito nostalgia di Bali, ma non sono li’. So gia’ che ci vorra’ un po’ per ambientarsi e mi ritrovo a chiedermi se il Sud America entrera’ in me così come l’Asia. E’ qualcosa di molto simile all’ innamoramento. Il Sud America mi fara’ innamorare e dimenticare l’Asia? MMmmm…si vedra’.

Ad una fermata vedo un giornale con scritto “Berlusconi se pico’” e prendo un colpo, poi vedo che si e’ impiccato solo virtualmente con la dichiarazione sugli SS…mi sembra difficile crederci..il potere logora.

Puerto la Cruz La sera arrivo a Puerto la Cruz, scendo dal bus, alzo lo sguardo verso il cielo e il mio istinto naturale mi dice dov’e’ il mare. Mi ci dirigo passando in mezzo gente che non mi nota nemmeno, e cerco di respirare l’atmosfera, ma non vi trovo violenza. Arrivo al mare e la baia e’ bellissima, sembra quella di Benidorm ma molto piu’ grande e senza tutti quei grattacieli.
Il primo Hotel ha un buon prezzo, 11,5 Euro con a/c, tv via cavo, acqua calda, molto spaziosa..insomma non perdo tempo e mi ci ficco. Scopro poi che vicino c’e’ anche un internet cafe’, per cui ne faccio la mia casa per il weekend.
Faccio un salto in spiaggia, piena di coppiette romanticamente abbracciate che sembra una scena di “Svegliatevi!!”, quando il Regno di Dio scendera’ sulla terra. La sabbia accoglie un po’ troppa plastica, ma nessuno e’ perfetto e Dio ha i suoi disegni imperscrutabili.
Una pizza da asporto la sera, e mentre aspetto un tipo mi viene addosso, dice “desculpe”, poi mi guarda e dice “scusami”.
Ma ce l’ho scritto in faccia che sono Italiano? Comunque ne approfitto per dire che qui ci sono esattamente 1 turista, io.

Stamattina collegamento con Paoletta su Radio Deejay, forte. Pensate che all’aeroporto di Milano mi sono messo a parlare con due ragazzi di Cremona che andavano alla Isla Margherita e uno dice “a…ma guarda che caso, proprio l’altro giorno ho sentito uno a Radio Deejay..” e io, dopo anni e anni di anonimato ho potuto finalmente, trionfalmente dire “SONO IO”.
Comunque a parte la fama, spero che un po’ di gente si renda conto che ci sono altri modi di viaggiare oltre ai soliti pacchetti. E che questo ci aiuti col Tripcentre!

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