ott 18 2003
Buenos Aires, l’Europa accessibile
Buenos Aires, 18 Ottobre 2003
Ne approfitto. Approfittatene anche voi perche’ qui sono senza difese.
Mi sono piazzato in un appartamento in centrissssssssimo a Buenos Aires a pago 7 euro a notte. Oggi ho fatto la spesa dai cinesi e mi sono fatto una meritata pasta.
Aglio, cipolla, peperoni, olio di oliva extra vergine, vino rosso e tonno. Ottima.
Il vino, mentre cucinavo, e’ scivolato giu’ per la mia garganta (gola in qualche lingua latina) e mentre mangiavo mi sono reso conto che mi ero mezzo ubriacato.
Forse perche’ ero andato in palestra prima (non si surfa qui), forse perche’ ne ho bevuto mezzo litro senza accorgermene. Comunque ho la cabeza (testa) un po’ per i fatti suoi.
E ne patrafitto, cioe’ ne approfitto perche’ da ubriaco scrivo sempre delle cazzate storiche che il popolo poi apprezza.
Le dita se ne vanno da sole su e giu’ per la tastiera di ‘sto Acer americano da 30000 Gb che mi hanno dato in cambio dell’altro dopo la Biblica Penitenza dei 40 giorni di attesa.
Bellissimo ieri sera sono andato in una libreria e ho trovato un libro scritto per me: “Cacao” di Jorge Amado. Un libro bahiano, di un autore di Ilheus, da dove vengo se ricordate. Leggendo comincio a capire molte cose del come e del perche’ e di quella strada illuminata dal sole delle 5 del pomeriggio con quei colori cosi’ vivi, etc..etc… E mi viene in mente quel vecchio ubriaco nel bar che non voleva andare a casa con la figlia-nipote-chissa’ che insisteva e lui si mise a cantare qualcosa e a me fece ridere ma adesso mi viene in mente che negli anni 30, gli anni di “Cacao” forse era un ragazzino e io sto leggendo di lui magari ex-piantatore di cacao a salario da fame o ex “coronel” violento e schiavista.
Insisto: esistono due modi di viaggiare: andare e leggere. E non so quale sia piu’ reale.
Ok, vorrete sentire di Buenos Aires ma per ora sono rimasto in esplorazione della zona centrale, e non ho visto molto a parte il cyber cafe’ dove Dio mi da’ il mio internet quotidiano, due ragazze che ci lavorano mi vengono sempre a chiedere se voglio un caffe’ e mi guardano con amore intenso, il centro pullulante di argentini, i mendicanti giovani, vecchi, belli e brutti che la sera rovistano le immondizie, i prezzi incredibilmente bassi e la qualita’ incredibilmente alta dei ristoranti.
Dovete sapere che il mio primo contatto con Buenos Aires e’ stato, parecchi anni fa, con il fumetto “L’Eternauta” e chi lo ha letto capira’ perche’ mi e’ rimasto in mente e ho comprato un nuovo episodio giusto per riambientarmi, ma era troppo corto e mi sa che dovro’ rileggermi il primo e il secondo.
Azz, mi piacerebbe conoscere Robin Wood, Sergio Lopez e tutti gli autori di fumetti argentini che per anni ho letto in Lanciostory e Scorpio…mmmm..magari li trovo per strada.
Ok, il vantaggio della non-autocensura e’ bilanciato dallo svantaggio dello stancamento-precoce. Chiudo. Hich!