Cambogia

Basta poco per uscire dal tuo mondo, qualsiasi il tuo mondo sia.
Nel mio caso e’ bastato alzarmi presto la mattina e prendere un Taxi con Andrea per la stazione dei bus di Moorchit e imbarcarmi col primo mezzo che si recava al confine con la Cambogia.
Appena arrivati scendiamo dal civile pullman thailandese e ci incamminiamo verso la Cambogia. Le mie ciabatte balinesi non fanno in tempo a toccare il suolo polveroso chee percepisco l’aria della frontiera.
Immediatamente due ragazzi cercano di farci fare il visto presso la loro rispettabile agenzia, inondandoci di informazioni false e tendenziose che quasi mi pareva di ascoltare Emilio Fede.
In un modo o nell’altro passiamo la frontiera illesi nello spirito e nel portafoglio e proprio dopo avere detto: “il piu’ e’ fatto”, saliamo nel taxi che ci portera’ sul pezzo di strada piu’ assurdo del 21esimo secolo.
Sono 5 ore di strada polverosa e piena di buche di dimensioni bovine.
Ogni tanto cala la palpebra e si rilassa il collo che spesso quasi si spezza per la cattiva angolazione.
Il nostro obiettivo e’ Siem Rep, per vedere l’Angkor Watt, che di colpo acquista un fascino tutto particolare, col mistero della strada assolutamente inspiegata e inspiegabile a una mente impostata su certi parametri, per quanto flessibili.
Siem Rep e’ Asia allo stato piu’ brado, un ordine onnipresente ma nascosto.
…ok, continuo domani, troppo stanco.
Saluti da Pnhom Pen.