Casa e’, potenzialmente, dappertutto dove tu vuoi che sia

Budapest vista dal castelloPraga, 28 Gennaio 2002
Boom! E’ arrivata di sorpresa e di soppiatto senza darmi il tempo di abituarmi all’idea, si e’ infiltrata tra una corsa in metro’ e la visita ad un appartamento per poi rivelarsi sfacciatamente al desk della Eurolines. Di cosa sto parlando? Della partenza.
Pensavo di poter stare ancora qualche giorno ma ecco che mi ritrovo davanti alla decisione: o martedi’ (domani) o venerdi’.
Venerdi’ e’ troppo in la’, devo essere a casa presto per preparare la partenza per il Messico e quindi compro il biglietto e domani alle 15:30 diro’ addio a Praga e a questo viaggio.
E mentre in un disperato tentativo di portare a casa in pullman tutto quello che mi sono portato da casa in macchina, sono nella stanza a selezionare, dividere e pesare i miei averi terreni, e ascolto “Bobby Marley” di Manu Chao, mi coglie l’angoscia del rientro.
E’ una sensazione tipica che accompagna la fine di ogni viaggio, la cosa piu’ simile a quel sentimento ormai caduto in disuso tra le cellule del mio cervello e le vene del mio cuore, chiamato tristezza.
Mi passa la voglia di attivita’ tra le valigie e mi rimetto a leggere.
Ma ho appena finito “in Patagonia” di Chatwin e il nuovo “Il Fantasma dell’Opera” non e’ ancora un amico, sono infatti solo alla terza pagina.
Allora mi metto a scrivere perche’ tanto lo so che o lo faccio adesso o una volta a casa non lo faro’ piu’. Questo dovrebbe essere quindi il report della conclusione, della verifica e della eventuale nostalgia.
Com’e’ andato questo viaggio? Sono partito verso fine Ottobre e quindi sono piu’ di tre mesi. Da un punto di vista economico-professionale e’andato bene, poteva andare meglio ma credo di aver seminato abbastanza e chissa’ che non ne venga fuori un raccolto chiamato liberta’ (ma adesso non voglio approfondire).
E dal punto di vista umano? A parte il tragico episodio dell’over 30 arrivato inaspettatamente il giorno del mio compleanno, ho passato dei bei momenti.
Ho rivisto vecchi amici, ho viaggiato con Paolo Polentone e Paolo Terrone, poi a Capodanno sono venuti su da Hammerlake (Martellago in inglese) altri amici, Paul dalla Scozia e Manu dai suoi viaggi. A Vilnius ho conosciuto gente simpatica.
Sono stato solo a Praga in Dicembre, ho visto poca gente ma me la sono goduta. Poi Cracovia e Budapest in un soffio.
E oggi Praga mi ha detto addio (o arrivederci) e si e’ presentata in forma, con un bel vento caldo che mi ricordava la mia primavera a Parigi. Era una Praga piu’ profonda ed intima.
Ho quindi camminato un sacco invece di prendere il metro perche’ avevo voglia di stare un po’ con lei. Cosi’ scendendo la via Manesova verso Piazza Vencesloskikoviski ho avuto uno di quegli attimi che Joyce chiama “epifanie” anche se non ho mai capito che c’entri la Befana.
Mi sono detto che ancora una volta il mio vagare e’ stato premiato. Le difficolta’ che risultano dall’andarsi a ficcare in luoghi “stranieri”, la sensazione di non conoscere quello che ti circonda, il non avere dei punti di riferimento e poi, di colpo, dopo una settimana o un mese o piu’, grazie al vento o al sole o all’odore di panino fritto all’olio Castrol ecco che ti fermi e ti senti a casa. La stessa sensazione di Parigi.
Sara’ questo quello che cerchiamo? Questa sensazione gioiosa, di assoluta calma.
La scoperta, o la conferma, che casa non e’ solo un luogo fisico, non e’ solo dove c’e’ gente che ti vuole bene e alla quale vuoi bene.
Quante paure che se ne vanno cosi!
Mi aveva un po’ stupito Manu che un paio di settimane fa, diretto a Bangkok, diceva che si stava dirigendo a casa. E poi da Bangkok ancora “eccomi a casa”. Ma come? Non hai amici li’, ci sei stato qualche volta…come fa ad essere casa? E adesso secondo lo sviluppo classico dei ragionamenti dovrei invece spiegare com’e’ possibile. E invece no, onestamente, mi stupisce ancora ma rileggendo un po’ le righe qua sopra mi dico che forse un po’ lo capisco. Ma solo un po’…

Protesta: ma li devo scrivere ‘sti report o no? Madonna quando ero in Australia pareva che se non scrivessi una volta alla settimana era una tragedia, adesso il feedback e’ abbastanza piu’ tranquillo, perche’? Vi fate sentire? Datemi una spinta dai…