feb 01
2008

Mini murales a Buenos AiresSono stato giustamente rimproverato di non scrivere più.
Purtroppo la routine mi ha preso e ha ingrigito la mia vita buenosairesene, rendendo la scrittura di un report (…azzo!! Report, non blog! Perché li devo chiamare blog adesso??) più difficile.

Però il popolo attende le mie parole, per cui faccio la classica cronaca ad episodi.
Oggi vi parlerò della colazione a Buenos Aires:

L’Highlight
Il momento più bello della mia giornata é la mattina, perché é immutabile e ha un qualcosa di bohemiano 2008. Mi alzo, anche alle 10 se la sera prima ho fatto tardi (capita), mi faccio la doccia, mi metto la mia maglietta thailandese, metto a lavare le altre due che mi sono portato via nel lavandino della cucina, ed esco in ciabatte balinesi (niente di esotico, ma prese a Bali l’anno scorso).
Scendo in strada e fa già caldo. La strada verso il bar é in discesa, cosa che a livello psicologico fa piacere e mi porta direttamente all’edicola dal ragazzi timido che mi vende il Corriere della Sera a 0,70 pesos (0,15 euro).
Appena preso il giornale in mano salgo nella scala sociale: sono un italiano e ho Euro in tasca.
Poi devi scegliere se fare colazione da Roli a 6 pesos a da quello più cool-lounge-cameriera-con-traversa nera-cappuccio-grande a 7 pesos.
Oggi l’ho fatto da 7 e mi sono seduto fuori.
A un certo punto si é sentita una donna gridare di piacere e tutti si sono girati verso una finestra da dove provenivano le urla. E’ durato un 30 secondi ma il quartiere si é fermato.
Pazzesco, una scena stranissima, subito dopo le donne che passavano sembravano ancheggiare di più e la cameriera si ha aperto un bottone della camicetta.

Leggo il giornale per distrarmi: in questo momento c’é alta politica con la crisi di governo, che non riesce a demoralizzarmi perché siamo in mano a gente onesta e capace che farà tutto per rimettere le cose a posto.
“L’Argentina é una brutta copia dell’Italia”, mi ha detto un tipo ieri. “E l’Italia é una brutta copia di un paese serio”, gli ho risposto io. Peccato, perché di gente seria ce n’é molta in Italia. Purtroppo lavora e non ha tempo per la politica. Forse é quello il nostro errore più grande?

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