Corralejo, Domenica notte 5 maggio 2002
Se non scrivo è perchè non sto facendo niente di speciale o particolarmente interessante. Aiuta anche il fatto di vivere in tre in uno spazio ristretto, con ospiti costanti.
E’ passato più di un mese e mezzo dall’ultimo report e adesso posso dire di essere diventato qualcuno: ho infatti l’onore di annunciare di essere un receptionista del
miglior albergo del Nord di Fuerteventura. Non dirò il nome senò i motori di ricerca fanno apparire il mio sito e qualcuno potrebbe scoprire che non sono qui per far carriera ma per raccogliere qualche soldo da spendere in Asia. E’ l’Asia quello che voglio adesso. Sono in fase sacrificio, ogni tanto ci sta bene.
Proprio oggi mi sono trasferito dal Cotillo, dove stavo con Paolo e Mario, a Corralejo
dove sto con una ragazza di Valencia. Lavoro a Corallejo ed ero stufo di prendere il bus a mezzogiorno per iniziare a lavorare alle tre, o di fare autostop incravattato come un rappresentante di folletti vallespluga, sotto un sole tropicale e un vento micidiale.
Pensate che l’altra sera (avevo il turno di notte) mi sono fatto un’ora e mezzo a piedi nel deserto di notte, in giacca e cravatta e computer sulle spalle. Neanche l’indiano
Juan di Sepulveda si è fatto mai un viaggio cosi, peyot
e o non peyote. E poi, dopo una notte di stampe, clienti, computer e sonno, ecco un’altra ora e mezza a piedi sotto il sole mattutino. Troppo anche per uno al quale piacciono le situazioni non convenzionali. Anche perchè se cominciano a ripetersi diventano convenzionali.
Ma parliamo un pò di FuerteVentura, l’isola tranquilla.
Allora, innanzitutto dimenticatevi la spiaggia nel senso mediterraneo. Qui l’acqua è fredda e appena ci entri ti passa la voglia di rinfrescarti. Poi c’è sempre un vento della Madonna.
I paesaggi sono belli: deserto, capre, colline più o meno sacre,complessi da seimila posti letto con golf in costruzione. Non c’è molto da fare. L’ideale è per i surfisti, con o senza wind, ma per il turista medio sarebbe meglio che sapesse dove va.
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A me piace, ma mi manca l’aspetto culturale. Non si capisce bene dove siamo. Spagna? America Latina? Africa? Germania? Londra? Boh…qui si vede proprio bene cos’è il turismo di massa: una cosa viscida e gelatinosa che scivola sui posti dove va, si crea delle
insenature, dei canali ed erode il paesaggio, senza in realtà mai inserirsi nel cuore della cultura locale. Passa, prende e consuma alcuni elementi, e poi se ne va.
Corralejo, Martedì 11 Giugno 2002
Ok, è chiaro che non ho più voglia di scrivere. E’ passato un altro mese senza niente.
Non ho fatto altro che lavorare in albergo e ai miei business laterali. Cose da raccontare in effetti ce ne sarebbero, ma chissà, sarà che non mi sento in viaggio. Manca poco a Bali, Asia per chissà quanti mesi, lì scriverò.
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