Giovedì 22 Luglio 2010, 16:30 dal treno Bologna-Prato
Otto anni dopo, di nuovo verso le Canarie.
Stavolta senza furgone, ma in Ryanair, senza Paolo e Mario e relativo passaggio in Marocco, ma con Lek e scatole di riso thai, riso da risotto (recente scoperta dopo anni di ostruzionismo al riso non ortodosso) e valigia rigida di ultima generazione.
Se qualcuno mi vedesse adesso non crederebbe io sia mai stato un backpacker, anzi un self proclaimed Guru dei backpacker primi anni 00.
Non é rimasto nulla di quelle vecchie glorie se non i pantaloncini da bagno che mi ostino a portare al posto dei jeans, giusto per dire “meglio comodi che eleganti”.
Un pò come fanno i rasta ormai assimilati.
Solo capelli e chiacchiere.
Aggrappato pateticamente a un personaggio ormai sbiadito traghetto il mio essere in una dimensione nuova, indefinita, che ho tentato di razionalizzare come semi-residente.
E infatti andiamo per starci due mesi, mica come uno sfigatissimo turista o un anacronistico backpacker.
Noi siamo il nuovo che avanza (sii…certo..…), il semi-residente.
Va bene, lasciamo perdere, sempre a tentare di definirsi e cercare di essere di essere diversi.
Che se uno é davvero originale se ne frega, perché la vera originalità sta nel non dare peso alle regole della standardizzazione altrui, e non vuole essere originale per forza.
Lo é, e non ne scrive.
Se lo faccio però é perché quasi un anno di residenza mi hanno colpito duro, lì nella parte più delicata del fuoco interno.
Uno si preoccupa di tenere la fiamma accesa e alla candela fornisce cera, ossigeno e riparo dall’acqua, sempre attento a evitare tragedie come acquazzoni o colpi di vento che potrebbero spegnere una cosa difficile da riaccendere, mentre non si accorge che é l’umidità che lo sta fregando.
L’umidità! Nemmeno gocce, quindi invisibile, va a inzuppare lo stoppino della candela, un pò alla volta, in maniera impercettibile.
E tu vedi che la fiamma c’é, ma più flebile, e che tutto attorno non scalda.
Che cazzo è?
Non lo sai, perché ci sei in mezzo, e quell’umidità la respiri, ci sei dentro, non te ne accorgi neanche e non se ne accorge nessuno.
E allora eccomi in questo treno per Pistoia con Lek che mi guarda le gambe pelose come se fosse la prima volta e si chiede come mai abbia sposato un essere così vicino alla scimmia, a guardare a Fuerteventura come a un’isola dove il vento può portare via quell’umidità, allargare nuovamente gli orizzonti, perché io sono una pianta che fiorisce ai lati della strada ma muore in serra, e non ci posso fare niente, non é una colpa e non la devo giustificare.
Sono un dignitario russo che va a Baden Baden a prendere le acque per guarire da un anno di atmosfera umida e stopposa.
Fuerte, che il tuo vento soffi forte, vengo a fare i fanghi di sole e vento.
E mi rendo conto di averla scampata bella.
Sarebbe bastato prendere un impegno in più, anche temporaneo, e non sarei stato in grado di cogliere l’offerta del Pacchetto per “Vacanza Semi Residente della Ryan e TripMaitrop” con tutto incluso: volo aereo, trasferimento dall’aeroporto in Panda, stanza in casa, giardino con orto vulcanico, internet, cucina, tessuto sociale, guida locale e persino il motorino offerto dalla succursale Claudio Boludo.
Quindi si rivela azzeccata la scelta di rinunciare alle sicurezze per cogliere le occasioni.
Rinunciare a opportunità residenti, per cogliere quelle semi residenti.
Sembra una differenza da poco, ma l’ostinarsi a non volermi legare a doppio filo a un luogo, mi permette di vivere quasi ovunque.
E se penso a quanto ho rinunciato in questi anni, ma quanto ho invece colto, sono sempre in positivo.
Fuerteventura, Sabato 24 Luglio 2010, 10:03
Scrivo mentre Paolo e Vale dormono ancora e Lek é in stanza a depilarsi gli scaggi (vedete google translate se non capite).
Un eco d’Asia arriva dai windchimes di bamboo nel giardino che, mossi dal vento, creano quel suono irregolare che per qualche motivo rilassa e rasserena.
Eccoci qua, dopo meno di 24 ore dall’arrivo siamo già piazzati.
Gli aspetti materiali sono sistemati: un tetto, un letto, un bagno, una cucina con moka (Vale, ho usato il tuo Illy da 9 euro).
Gli aspetti spirituali pure: una moglie, degli amici, amici degli amici (ieri abbiamo visto Claudio e conosciuto il “chiù Funky”, attore in Cobretti, Carlo) e internet (si, internet é spirituale).
E’ persino avvenuta la riconnessione spirituale con la Fuerte del 2002, che credevo mi avesse dimenticato.
E invece no: Paolo mi dice che una ragazza della reception dell’albergo dove lavoravo e lui ora lavora, si ricorda di me.
Gli ha detto che un’altra, Susy, gli parla ogni tanto di un certo Luca che ad ogni cambio turno lasciava le consegne in modo molto spiritoso che la facevano ridere da matti.
Anche se tutto ciò che resta di me é qualche battuta, la cosa é riconfortante.
Avrei voluto essere ricordato per qualcosa di più alto, tipo il Manuale della Reception che scrissi per ottimizzare l’apprendimento dei nuovi arrivati, ma mi ha fatto piacere lo stesso.
La mia presenza nell’isola non fu vana.
Tra un pò Paolo e Vale si sveglieranno e incomincerà la nostra vita a Fuerteventura, e mi rendo conto ancora una volta di come tutto il mio progetto sia una specie di prodotto da esportazione.
Quando sono in Italia non vale niente, sono solo una sfigato nullatenente che lavora tutto il giorno al computer.
Appena esco, ecco che si rivela tutto il valore che mi permette di fare cose impensabili persino se prendessi 5000 euro al mese.
Improvvisamente, sono uno che viaggia dove e quando gli pare e da sfigato divento un boss.
Un pò come l’Illy che in Italia costa 5,5 e qui 9.
Il solo fatto di essere stato portato lontano ne aumenta il valore così come il solo fatto di aver spostato le mie chiappe un pò più in là, aumenta il valore della mia scelta.
Interessante questo concetto, ci devo pensare meglio e lo devo approfondire perché sento di essere alla frontiera di qualcosa di nuovo, di tracciare forse un itinerario che in futuro altri vorranno seguire e che quindi vale la pena documentare.
Sento Vale ridere, si stanno alzando.
P.S.
La genesi del FruttaVerdura, qualche settimana fa in macchina:
- Lek: “quando andale a flutaveldula?”
- Luca: “eh?”
- Lek: “noi quando andale a flutaveldula?”
- Luca: “vuoi le ciliegie?”
- Luca: “no, da Vale, a flutaveldula?”
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luglio 24th, 2010 alle 14:53
Ahahahahah!! 10 solo per il fultaverdura!
Bravo, io invece da residente forzato in Congo me ne torno in Italia per 3 mesi di vacanza, par si, par là!
Se state a Fuerte anche a ottobre faccio un salto sennò ci becchiamo da qualche parte.
E occhio che con l’ umidità vengono fuori anche i reumatismi!!
Un abbraccio a tutti!
luglio 24th, 2010 alle 15:58
orto vulcanico..mitico..un po’ come il windchimes di bamboo che ho immediatamente comperato appena siamo arrivati qui!
Bienvenidos a Flutaveldula!
p.s. pensa che a me l’illy nemmeno mi piace..
luglio 25th, 2010 alle 09:14
“Che se uno é davvero originale se ne frega, perché la vera originalità sta nel non dare peso alle regole della standardizzazione altrui, e non vuole essere originale per forza.
Lo é, e non ne scrive.”
Condivido al 100%
luglio 26th, 2010 alle 08:21
Bravo Luca, l’importante è essere sempre…”semi”…residente, integrato, serio e..chi più ne ha più ne metta.
E’ l’integrazione che ci frega, pensiamo di più al “carpe diem” (te lo dice uno che ha un mutuo per 20 anni…sic!) perchè altrimenti il cervello va “in pappa”, ci beviamo quello che il Sistema (economico, politico, religioso ecc..) ci vuole far credere…insomma siamo in Matrix e l’unico modo per accorgercene è quello di rompere gli schemi!
A proposito…allora è vero che le asiatiche sono attratte dai peli sulle gambe…mi ricordo una volta in Cina (…omissis…)
Ciao
luglio 26th, 2010 alle 21:00
E’ bello sapere che ci sono ancora persone che ci credono e che hanno voglia di cambiare uscendo dalla solita rutine dovendo spesso rinunciare
a quello che ci sembra piu caro…..accorgendosi poi che era superfluo
o addirittura inutile . E bello leggere le tue esperienze ,ti invidio quasi .Vedi anch’io nel 98 dopo aver lavorato per anni ,fra alberghi e ristoranti intorno al mio paesino ,decisi che dovevo dedicarmi una vacanza,ritornai negli stati uniti e poi in Canada ed una settimana prima dalla scadenza del volo di ritorno decisi di rimanerci e strappai il biglietto .Beh era l’unico modo per costringermi a trovare un lavoro avendo solo 600 dollari in tasca ,cavolo dopo 4 giorni avevo un lavoro,e li comincio la mia avventura ,un esperienza unica che mi ha cambiato molto.dopo tre anni sono tornato a casa e non sono piu riuscito a star fermo , ed ho incominciato a cercare lavori che mi davano tempo e possibilita’ di viaggiare,cosa che amo molto e nonostante tutte le rinunce mi ha dato molto ,non ci sono soldi che possono ripagare . Ora sto cercando il modo di liberarmi dalle navi da crociera ,dove sto lavorando da circa 5 anni e avere piu tempo per me , si il TEMPO cosa diventata preziosa .
luglio 28th, 2010 alle 17:17
Ormai il backpacking è diventato una moda (in Italia non ancora, ma in molti paesi è già così), essere un backpacker non vuol certo dire viaggiare in modo anticonformista. I backpackers si incontrano tutti negli stessi ostelli (dove i clienti sono tutti occidentali e non c’è alcun contatto coi locali), fanno viaggi lunghi ma non entrano mai nel tessuto sociale, se non in modo molto superficiale.
Ormai intorno al “Banana Pancake Trail” è fiorita una vera e propria industria del turismo, non troppo dissimile da quella dei viaggi organizzati. (v. http://en.wikipedia.org/wiki/Banana_Pancake_Trail )
Per tutti questi motivi, credo che l’essere semiresidente sia molto più anticonformista piuttosto che fare il backpacker con i capelli lunghi e la barba non fatta.
luglio 28th, 2010 alle 17:21
PS complimenti, il post mi è piaciuto molto… asciugati al sole che l’umidità passerà
luglio 31st, 2010 alle 19:10
…e poi che ci faresti con 5000 euro al mese?
Abbiamo veramente così tanti bisogni?
Da quando ho smesso con la TV quasi non so che farmene dei soldi…
agosto 4th, 2010 alle 07:47
“Quando sono in Italia non vale niente, sono solo una sfigato nullatenente che lavora tutto il giorno al computer.
Appena esco, ecco che si rivela tutto il valore che mi permette di fare cose impensabili persino se prendessi 5000 euro al mese.”
Sono curiosa di leggere l’approfondimento di questo concetto perchè mi interessa. Vorrei capire cosa ci succede una volta qui, perchè tutto quello che facciamo durante il giorno consiste solo nell’evitare le palate di merda, anzichè con quella coltivare nuovi frutti e nuove esperienze….(scusa il linguaggio…)
agosto 4th, 2010 alle 10:01
“Vorrei capire cosa ci succede una volta qui, ”
in che senso? Qui dove?
agosto 4th, 2010 alle 15:21
sorry….era qui in Italia, sembra che le esperienze che hai fatto all’estero non contino nulla, dal punto di vista di elementi che puoi offrire anche nel mercato lavorativo. Io ho vissuto l’esperienza straniera come una crescita personale, come l’apertura a nuove possibilità, mentre ho sentito da molti considerarla solo come una pazza idea giovanile passeggera.
mi viene da pensare che il il valore di una stessa persona sia diverso a seconda di dove ci si trovi nel mondo, purtroppo qui (in Italia) mi par di capire sia basso. era interessante l’idea che fuori vale di più, dentro non conta molto o nulla.
agosto 5th, 2010 alle 13:13
“Per tutti questi motivi, credo che l’essere semiresidente sia molto più anticonformista piuttosto che fare il backpacker con i capelli lunghi e la barba non fatta.”
é solo una tua idea che andare in vacanza per due mesi in un posto (chiamiamolo semiresidente ) sia anticonformista. ma che centra con la passione del viaggio? e la voglia di vivere una esperienza di arricchimento interiore personale?!
agosto 5th, 2010 alle 13:52
È sempre un piacere leggerti Luca, sopratutto mi fà piacere il tuo approccio intelligente e mai assertivo, da “arrivato”. In fondo quel che conta è il viaggio, cercare, non accontentassi di verità provvisorie. Sei stato una piacevole scoperta del web. Bene!
agosto 26th, 2010 alle 10:50
ciao luca!!! vere le cose che dici! soprattutto alla fine….. anche se io le vedrei in un’ottica un po’ piu’ “ottimista”
… a presto!!!
settembre 14th, 2010 alle 12:44
dal 24 luglio nessun aggiornamento…. the trip is dead, long live the trip!
settembre 14th, 2010 alle 13:56
the trip is in stand by
settembre 19th, 2010 alle 12:03
Che se uno é davvero originale se ne frega, perché la vera originalità sta nel non dare peso alle regole della standardizzazione altrui, e non vuole essere originale per forza.
Lo é, e non ne scrive.
questo è il succo.
settembre 19th, 2010 alle 13:09
In realta’ non so cosa scrive (per intenderci) credo di non avere un vocabolario molto colto..hehe.
Io ho paura.
Si,ho molta paura.
Da qui a breve,partiro’,non so’ bene dove,ma lo voglio.
Fino a pochi secondi fa’,avrei scritto per chiedere aiuto.
Ma pensandoci,sono un singolare circondato da plurali.
Quindi sara’.
p.s:Vi chiedo scusa se tutto questo che ho scritto non centri nulla.
p.s.s:volevo farlo.
Vi voglio bene a tutti
dicembre 8th, 2010 alle 13:27
ciao,sn chiara,un giorno andrò a vivere a bali,sn stata cittadina del mondo e voglio tornare ad esserlo,cerco gioia,pace e tanta serenità.un abbraccio a tutti.