Oggi abbiamo conosciuto Marina e Francesco, due ragazzi italiani che hanno mollato tutto e sono venuti a vivere a Bali.
Lei architetto, lui avvocato, adesso gestiscono un piccolo ristorante a Kuta e sono soddisfatti.
Poi siamo tornati a Balangan nell’orribile traffico sud balinese, l’avanguardia un un modello sbagliato di sviluppo che come le nuvole nere del Signore degli Anelli, si stanno spostando verso il Nord e un giorno copriranno tutta l’isola ex paradiso, Ubud compresa.
Qui le donne fino a pochi decenni fa se ne andavano in giro a petto nudo, e ancora qualche vecchietta sexy resiste, e a volte la vedi mentre lava i panni nel ruscello di qualche stradina di campagna.
Però oggi sono tutti lì a sognare la macchina…. meglio se SUV ad aria condizionata.
Mentre guidavo pensavo alla nostra conversazione durante la quale si parlava del perché se ne sono andati dall’Italia.
Dicevano che il problema non era il lavoro, quanto un misto di mentalità chiusa, routine, situazione politica, mille piccole problematiche legate a mille inutili bisogni da soddisfare.
Però, continuava Francesco perorando la sua causa, in Italia non si sta male, abbiamo uno stile di vita abbastanza alto, no?
E quindi io, tra un Suv e una famiglia di 5 persone in motorino, mi chiedevo perché si lascia l’Italia e se é la mossa giusta da fare.
La risposta ovviamente dipende dalle proprie aspirazioni, e dalle proprie possibilità.
La cosa interessante però é che una volta se ne andava la classe debole, per tirar su qualche franco, marco o dollaro in qualche fabbrica, ma adesso se ne scappano anche gli avvocati e gli architetti che lasciano una professione e fanno i ristoratori.
Obbiettivo numero uno: evitare la marea di rotture di palle alle quali sono sottoposti in Italia quotidianamente.
Ma l’Italia é diventata davvero così invivibile?
Io credo che il problema principale sia la tendenza negativa: oggi le cose vanno peggio di ieri, e ieri andavano peggio dell’altro ieri.
Come andrà domani? Abbiamo tutti paura.
In Argentina stanno peggio di noi, ma oggi stanno meglio di ieri, e nell’aria respiri positività.
E’ in buon parte un processo psicologico ma non per questo meno reale.
Poi guardi Bali e vedi che più aumenta il traffico e più diminuiscono i sorrisi.
La gente si sta incazzando anche qui.
Sarà l’astinenza da tette al vento? Plausibile.
E quindi? Cosa facciamo noi come singoli italiani?
Il mio suggerimento da filosofo errante part-time é: tagliare, ridurre, diminuire.
Non é più nell’aumentare, allargare, espandere che sta il successo.
Lo era quando eravamo poveri e disperati, avevamo perso una guerra e la fiducia in noi stessi.
Abbiamo lavorato (ok, non la mia generazione che é vissuta nella bambagia), ci siamo sollevati dalle ceneri e siamo entrati nel club dei ricchi.
Ma adesso che abbiamo fatto i super-poveri e i super-ricchi, é arrivata l’Era del Trip (eh eh, non prendetemi troppo sul serio però), e dobbiamo farci furbi.
Se c’é crisi, approfittiamone, potrebbe essere un’occasione per semplificare il groviglio consumista nel quale ci siamo cacciati.
Consumiamo solo quello che ci serve, lavoriamo per ottenerlo, mettiamo da parte qualcosa per essere tranquilli, ma il resto del tempo sfruttiamolo per goderci tutto ciò che é gratis.
Come alzarsi la mattina alle sei e buttarsi nelle braccia dell’oceano a giocare con le onde (*).
(* ok, non è proprio gratis. Ecco le spese: tavola da surf a 120 euro una tantum, 0,5 cent di benzina. Non acquistabili con Mastercard)
















luglio 10th, 2009 alle 16:03
Sono d’accordo, ma ti sei scordato del prezzo per del biglietto aereo per raggiungere l’oceano. O va bene lo stesso una bicicletta e un sentiero nel bosco?
ciao
luglio 10th, 2009 alle 17:33
L’articolo è perfetto.
Per interpretare in termini matematici rigorosi quanto scrivi, si può dire che la felicità è la “derivata” della funzione “benessere materiale”.
Ma la funzione f(Bm) ha più variabili, delle quali il benessere economico è solo una, e con una derivata tendenziale negativa; va quindi massimizzata la variabile del benessere mentale, agendo opportunamente sulle variabili dipendenti benessere fisico – tempo libero – speranza nel futuro.
luglio 10th, 2009 alle 20:16
Bellissimo articolo.
Davvero.
Lo faccio girare. Mica è illegale come gli spinelli, vero?
luglio 10th, 2009 alle 22:11
pero tutti gli Argentini che incontri sono ancora più sfiduciati che in Italia, e ti dicono che oggi è peggio di ieri. Siamo noi turisti che vediamo positività, così come un turista che viene in Italia ci mette un po’ a capire che siamo un paese in crisi e all’inizio vede solo cibo ottimo ed economico e gente figa che si veste bene ed è simpatica
luglio 11th, 2009 alle 08:08
Condivido ciò che dice Claudio, visitare un paese è diverso dal viverci, lavorarci e abitarci per molti mesi (minimo 6) consecutivamente.
La teoria dell’abbassamento dei consumi mi trova d’accordissima comunque, non è solo questione di crisi e benessere, ma anche di sostenibilità ambientale! E poi, perchè dovrei ricomprarmi le scarpe finchè durano?
ciao a tutti!!
luglio 11th, 2009 alle 08:58
“O va bene lo stesso una bicicletta e un sentiero nel bosco?”
il concetto é che in maniera inconscia ci siamo convinti che tutto ciò che non costa non vale. Se non lo compri non te lo godi. Dobbiamo tentare di uscire un pò da questa logica.
Va bene lo stesso
Il viaggio non é indispensabile anche se rende molto più facile il tutto.
@Francesco
azz..ti posso assumere per farmi il commentatore dei post? Bellissimo
@Claudio Lindo
“pero tutti gli Argentini che incontri sono ancora più sfiduciati che in Italia, e ti dicono che oggi è peggio di ieri”
prendilo come esempio, io ho avuto un’impressione diversa, ma forse ho avuto fortuna.
Vero che il turista ha una percezione positivista dei luoghi.
“ma anche di sostenibilità ambientale”
Vero, ma stavo facendo un discorso puramente egoistico, cercando di far capire che conviene anche nel nostro piccolo ridurre i consumi.
Dire che lo dobbiamo fare per salvare il mondo non ha mai funzionato.
luglio 11th, 2009 alle 09:04
Proprio qui, nella nostra triste e cara Italia, stanno nascendo moltissime “reti” che, dal basso, vanno proprio in questa direzione!
Il GAS di Rimini (http://www.economia-solidale.org/) ha oggi più di 1500 utenti!
Se non lo conoscete già, consiglio a tutti questo sito: http://www.decrescitafelice.it/
ciao!
luglio 12th, 2009 alle 05:50
….senza troppe parole e fronzoli….dovremmo riscoprire la BELLEZZA DELLA SEMPLICITA’….
Ieri sera siamo stati a cena a casa di Amici, eravamo in sei….abbiam trascorso ore sincere, schiette, mangiucchiando del pollo e riso, due birre (dicesi due birre in sei persone…)…..
Conclusioni: una splendida serata!!!!
E chissenefrega se sulla via di casa (eravamo in quel di Balangan -sempre che si scriva cosi’..- per tornare a Kerobokan) abbiam preso tanta pioggia ….
CAPITA! Senza auto e in moto, senza sovrastrutture mentali….sempre e solo il “gusto della semplicita’”….
Buona giornata.
PS Troppo buono LUCA……
Marina e Francesco
luglio 13th, 2009 alle 14:54
ehy……..ma conti alla mano……..1-devi esser un buon cuoco….
2-quanti spiccioli servono x aprir un ristorantino?
3-ristorantino di cucina balinese?avete 1 ricettario?
luglio 14th, 2009 alle 15:44
ridurre, diminuire,tagliare. si è possibile ma non per forza solo a Bali o in posto del genere. Da quando mi sono trasferita in Germania, la mia mentalità si è rapidamente adattata a quella di qui.Gli unici soldi che ho speso negli ultimi 6 mesi sono stati per libri, voli europei, cinema, dvd, teatro e concerti. Per seguire il sogno di scrivere un libro mi sono presa il mio tempo ( durante il quale non percepisco entrata alcuna) e ho adottato uno stile di vita semplice, centellinando i soldi guadagnati in un’ altra vita, artificiale, svolta a Dubai. Non abbiamo auto, ne microonde, ne moto, ne aria condizionata. Abbiamo parchi e laghi dove andare a passeggiare, andare in bicicletta e farsi il bagno. Mi sento a volte avvilita, ma il mio percorso interno è proprio questo cercare di non farmi venire l’ ansia in questa società occidentale fatta di consumismo, di domani, di banche, di pensioni, di bollette. E prima o poi ci riuscirò. Un libro che mi ha aiutato moltissimo a preferire le cose semplici e senza alcun costo, e a risparmiare per rendere possibili i piccoli sogni inerenti ai viaggi,l’ ho preso dalla mitica pagina di gianni mezzadri, in cui lui fa ottime recensioni, il libro si chiama VAGABONDING.
Spero che la mia testimonianza possa aiutare a pensare in modo positivo.
Luca c’ entrava il mio intervento o sono andata fuori dai binari?
baci a te e a LEK.
luglio 15th, 2009 alle 08:50
Io vivo in Italia e spesso vivo nell’ansia e paura per il futuro ad es. non ho un lavoro stabile non mi sto pagando i contributi per la pensione se non salutariamente e non sono più giovanissima (mi sto pag un’assicurazione priv.. speriamo non vada tutto in fumo ma a questo non voglio pensare troppo però a volte penso e mi preoccupo per come sarò spianata a quell’età se riuscirò ad andare avanti) spero di trovare sempre un lavoro..per questa situaz mi sento spesso psicologicamente dipendente dai genitori e questo non è bello ..insomma spero che cambi qualcosa o che cambi io il modo di vedere le cose. Cmq quando ho abitato per un anno in Australia 14 anni fa tutte queste ansia (forse erano un po’ diverse essendo più giovane ma sempre ne avevo) erano sparite ero più serena e questa paura di fondo non la sentivo più…bah…mistero. Tempo fa ho sentito una specie di barzelletta in Tv raccontata da un noto giornalista che diceva (ora non la ricordo tutta per bene…peccato) ma in sostanza ad una persona che camminava per la strada tranquillamente gli viene detto:”Inizia a correre che la tua casa sta bruciando!” allora spaventato inizia a correre poi sempre di più man mano che percorreva la strada la paura cresceva e questo correva poi nel percorso gli veniveno dette altre cose che gli facevano aumentare l’ansia insomma arriva trafelato a casa e trova che non è successo niente, non c’è fuoco, la casa è intatta….ora anche se uno sa che le cose non andranno a scatafascio (cmq non è una certezza) si vive e ti fanno vivere in una situazione psicologica non serena..poi ora c’è pure la crisi… un attimino la voglia di andare a vivere da un’altra parte ti viene!
luglio 15th, 2009 alle 09:02
Con questo voglio dire che non so se in questo paese si riesce a trovare quel po di tranquillità senza pretese…col tagliare ridurre diminuire a me sembra di farlo già ma c’è qualcosa sopra che crea ansie ecc. che magari non sono tue…bah non lo so…scusate lo sfogo mattutino
luglio 24th, 2009 alle 19:21
Vedrete che le cose cambieranno da qui a poco in Itaglia.
Le menti si stanno espandendo, si capisce che quello che conta non è il portafoglio “ricco” di cartacce colorate, ma la mente in sinergia con l’anima che scorrazza nel magico modo della realtà quantica che ci avvolge.
Il pensiero crea la realtà ne sono sempre piu convinto.
Per quello che riguarda Bali, hanno i loro dei che al momento opportuno metteranno un freno al SUV.