ago 14 2009
Gili Trawangan Into The Wild
L’usurpazione illegale di turisti a Gili Trawangan facente parte del piano della P2 é completa.
In maniera subdola e impercettibile i backpacker squattrinati che venivano qui a riposare le ossa dai viaggi nel subcontinente, sono stati bannati.
I poetici tuguri a 50.000 rp con colazione per due che mi hanno sempre accolto in questi anni, ora costano 250.000 rp, e sono più sporchi di prima.
In compenso sono spuntati come funghetti magici bungalows a 60 euro a notte, compatibili con le esigenze del vacanziere in cerca di due settimane perfette.
La cosa triste non sono solo i prezzi, basta pagare, ma il fatto che invece di conoscere Jack che sta facendo il giro del mondo per studiare le pratiche omosessuali dei Geki o Francy che sta scrivendo un libro del suo viaggio, incontri il Rag. Burlini con le balle girate perché l’acqua della doccia é un pò salata o la russa cinquantenne Irina Ghesborova con i tacchi alti che si insabbiano ad ogni passo.
Anzi, non li conosci neanche, li vedi e basta.
Eravamo arrivati in motorino da Bali pieni di speranze. I poliziotti del ferry non ci avevano nemmeno fatto storie con i documenti e non siamo stati costretti a corromperli in stile Porchettiano.
Lo scenario del viaggio Lembar-Bangsal via Sengiggi era stato spettacolare, e il cocco fresco (non quello vecchio e duro che vendono sulle nostre spiagge italiane) a 5000 rp (0,35 Euro) sulla scogliera, servito da un ragazzino vagamente somigliante a Heidi in compagnia di due vacche, aveva aggiunto poesia alla prosa.
Ma poi, appena approdati a Trawangan, la mancanza di locali alla ricerca di clienti per le loro guest house, mi ha fatto capire che qualcosa era cambiato.
Da Rudy’s era tutto pieno e un ragazzino mai visto ci ha portati nella favela vicina al villaggio per proporci un tugurio a 200.000 rp.
Dopo un’oretta di ricerche, tra cartelli “Full” e “No vacancy”, abbiamo deciso che era ora di mangiarci una pizza, bere qualche birra e dimenticare la notte in arrivo.
Ci siamo così incamminati verso il Coral Beach e abbiamo iniziato ad ordinare pizze e birre. Anche quelle molto più care del solito.
Al calar del sole l’alcol aveva già reso le sensazione più soffici e l’idea di passare la notte in riva al mare aveva acquistato un certo fascino.
Il barista/cameriere che aveva capito la situazione nonostante i fumi di vari tipi di droghe nel suo cervello, ci ha offerto di dormire nei suoi gazebo (senza nemmeno bisogno di firmare petizioni per la Lega) e ci ha persino aiutato a farci il letto con i cuscini, dicendo:
- “non preoccupatevi, domani ho due stanze”
- “a quanto?”
- “non preoccupatevi, domani ho due stanze”
- “a quanto?”
- “non preoccupatevi, domani ho due stanze”
Lek, che non ha mai dormito all’aperto in vita sua, aveva accettato la situazione con notevole filosofia, arrivando persino a sorridere e canticchiare (suonava un pò come il canto del cigno siamese, ma mentendo a me stesso mi sono detto che era contenta).
Paolo e Valeria, nel gazebo accanto, si erano subito addormentati, in grande stile Beach Life, mentre Giorgio e Rosa (fratello di Valeria e morosa), erano più in là, silenziosi.
La notte é stata bellissima, con un cielo stellato (niente stelle cadenti in questo emisfero) del valore virtuale 80.000 rp, il rumore delle onde da 25.000 rp e un’alba da 150.000 rp.
Verso le 7 mi sono alzato e immerso in un’acqua silenziosa e calda da 320.000 rp.
Forse la più bella notte mai passata a Gili Trawangan.
Ma come tutte le più belle cose durasti solo una notte come le rose, e poi hai voglia di una doccia vera, per cui ci siamo rimessi alla ricerca delle classiche quattro mura.
Le abbiamo trovate sotto forma di una casetta per quattro a 600.000 rp, dove ci siamo riparati dalle intemperie (Paolo e Valeria hanno fatto l’Into The Wild 2, ma come sempre il primo film riesce meglio).
Ora siamo di nuovo a “casa”, e mi resta un gusto dolce di una scampagnata fuori porta, durante la quale le forze del mercato ci hanno spinti verso un’assaggio di vita più semplice e scomoda, ma più vicina all’acqua, il sale, il sole e la luna, e provo quella stanchezza malinconica di chi ha appena fatto l’amore con una sconosciuta che al mattino se n’é andata senza salutare (e si é pure fregata il cellulare), e che sa non ha senso cercare, perché la prima e unica notte sono irripetibili e il cellulare lo puoi ricomprare.
Lascio le Gili, mature e pronte per il vero business milionario, con una certa tristezza, sapendo che ogni giorno saranno un pò più perfette e un pò meno vere, che i ragazzi verranno pagati meglio dai nuovi proprietari occidentali, che i clienti saranno un pò più esigenti (“ho ordinato il pineapple juice, non il coconut juice, chiama il manager oppure lascio un brutto commento su tripadvisor”), che i pezzi di spiaggia vuota saranno sempre meno, che Lucky Man sarà un pò fuori luogo, che prima o poi troveranno il modo per far abbassare il suono degli altoparlanti della moschea, che torneranno le tartarughe, che ci saranno sempre più tette al vento in un’isola mussulmana, che i cantieri saranno sempre aperti, che non servirà più contrattare nulla sui prezzi decisi da cartelli di tassisti e negozianti, che l’invisibile cortina di ferro tra la spiaggia turistica e il villaggio sarà sempre più ferro e sempre meno invisibile, che sarà sempre più facile trovare un wireless aperto, che o ci torno con 500 euro in tasca o é meglio che mi trovi un’altra isola e soprattutto che l’atmosfera di isola felice e spensierata se n’é andata per sempre, schiacciata da centinaia di tacchi a spillo e camice firmate approdate da terre lontane in cerca del nulla.
ago 14, 2009 @ 07:41:05
Goditi il fatto di aver vissuto un mondo che non esisterà più, se non attraverso i tuoi racconti… e soprattutto riparti a caccia di un nuovo luogo che non sia ancora stato contaminato dal ragioniere con i tacchi a spillo. Ciao!
ago 14, 2009 @ 09:04:58
Come tutti i piccolo/grandi e comunque semplici piaceri della vita si ha sempre paura e si corre il concreto pericolo che chi vuole sempre di più (soldi & ricchezza) oltre a raggiungere i suoi subdoli ed effimeri obiettivi annienti i nostri… Ma fortunatamente possiamo nuovamente viaggiare, sognare e soprattutto pensare. Never stop living
Salutoni dal mio secondo (di 5) giorno di ferie passato in tranquillanza tra un caffè con qualche amico, due chiacchere e tempo per me stesso nella speranza che nessuno mi chiami per voler andare a Rimini, a Mirabilandia o in qualche centro commerciale. Sarei costretto maleducatamente a non accettare l’invito! Filippo
ago 14, 2009 @ 09:36:57
Into the Wild 1° bellissimo, delle Gili mi porterò nel cuore questo ricordo. Purtroppo però il posto è bruciato, un tramonto senza alba..peccato..beato tripluca/porchetti che se le è godute ai tempi che furono.
ago 14, 2009 @ 10:45:26
Luca meu su mundu est gai
“A sicut erat no torrat mai”
ago 14, 2009 @ 11:40:35
Non so Trawangan, ma Air e Meno a dicembre non erano messe così male!
ago 14, 2009 @ 16:11:52
Guarda io ci son stato ma a Gili Air, e non c’era nessuno. Trawangan l’ho evitata apposta… ed è stato meglio così. Comunque una noia mortale quella Gili Air, dopo un giorno me ne sono andato perchè eravamo in 4 e mi stavano tutti sulle palle
meglio le scimmie di Sumatra, comunqe complimenti per il post, una vera poesia. E vai a Sumatra!
ago 14, 2009 @ 16:17:03
…Luca… mi sono commossa a leggere queste tue righe !!! Il ricordo di Gili Trawangan del 2002 non mi abbandonera’ mai … Di voi ragazzi che giocavate a calcio con i ragazzi del luogo… Loro a piedi nudi sui coralli rotti !!! Voi ovviamente con le scarpe! Il mitico Lucky Man con il suo dolce modo di fare e la sua simpatia particolare… L’acqua e la corrente che spesso mancavano. E forse ora non mancheranno piu’ … Non so, mi e’ venuto un magone
ago 15, 2009 @ 02:27:55
luca approvo al 110% quello che hai scritto. Avevo notato anke io, nei 20 giorni che avevo passato ad aprile la stessa cosa. Troppi turisti, e troppi comfort e locali da famigliole con prole al seguito.
)
Cmq come dicono anke altri qui air e meno sono molto meno prostituite rispetto trawangan, anke se secondo me a breve seguiranno al strada di trawangan, purtroppo.
Secondo me una cosa che ha rovinato e che rovina sono i supermegamotoscafi da 8000 cv che in 30 minuti raggiungono bali diverse volte al giorno. E’ diventato troppo facile ormai raggiungere gili T rispetto a una volta, quando ci voleva credo un giorno di viaggio. L’unica cosa positiva sono le vagonate di svedesi che ogni volta sbarcano..
TripMagazine » Archivio Articoli » Trip-Guida Bali 2008
ago 15, 2009 @ 05:51:09
[...] Nota di Agosto 2009: Le Gili in Luglio, Agosto e Dicembre hanno prezzi anche sei volte più alti. Rudy’s che di solito costa 50.000, vuole 250.000. E’ tutto pieno e si rischia di dormire in spiaggia. Prenotate, pagate, o preparatevi a un Gili Trawangan Into The Wild. [...]
Le isole Gili | TripGuida di Bali
ago 16, 2009 @ 07:12:08
[...] Nota di Agosto 2009: Le Gili in Luglio, Agosto e Dicembre hanno prezzi anche sei volte più alti. Rudy’s che di solito costa 50.000, vuole 250.000 rp. E’ tutto pieno e si rischia di dormire in spiaggia. Prenotate, pagate, o preparatevi a un Gili Trawangan Into The Wild. [...]
ago 18, 2009 @ 19:55:45
sembri sempre piu’quei vecchi un po’poetici e stralunatti che mi raccontano com’erano le spiagggie della thailandia nei favolosi anni ’70.
triste ma patetico anche.(ma tu sei un po’piu’giovane, non buttarti giu’)
ago 19, 2009 @ 00:57:11
eh eh…sai come siamo noi poveri vecchietti, sempre con lo sguardo rivolto al passato.
Il prossimo post sarà su com’era Kaho San Road nel 2000
Il bello é che quando sono “arrivato io” in Asia, chi c’era stato 10 anni prima faceva gli stessi discorsi.
Comunque, a mia difesa, credo che andasse detto, perché quest’anno é apparso evidente che non sono più isole per backpacker (almeno in alta stagione) ed é giusto che si sappia, giusto per evitare delusioni. Cioè non c’è stato un semplice sviluppo, ma qualcosa di più profondo e definitivo.
Vabbè, mi vado a togliere la dentiera e poi ne riparliamo.
ago 21, 2009 @ 23:38:59
L’anno scorso Gili Air era ancora allo stato brado con posti da 50.000 rupie. Ma lì il supertraghetto non arriva! Pian piano colonizzeranno pure quella, ma chi ci vuole andare ora troverà una situazione ancora (semi)incontaminata. Gili Meno mi è sembrata più turisticizzata e ordinata.
Comunque Terzani ritornando a Ko Samui dopo 20 anni ha fatto gli stessi commenti di Luca!
ago 22, 2009 @ 00:37:04
insomma: non è meglio dirigersi verso altri lidi meno accessibili e meno inflazionati, come sulawesi o le molucche? se non sbaglio paolotripmaitrop ha fatto sulawesi qualche mese fa
ago 22, 2009 @ 01:42:22
E vai, dopo il Vecchietto mi sono beccato un Terzani. 1 a 1 palla al centro
A PaoloTrip non è piaciuta per niente Sulawesi.
Se volete isole allo stato brado ce ne sono 16.000 in Indonesia, ma per quanto mi riguarda se non c’é internet non ci posso andare.
E in genere nessuno vuole lo stato brado al 100%, un minimo di comodità e servizi li cerchiamo tutti, ammettiamolo.
ago 22, 2009 @ 01:53:16
Sono d’accordo, un minimo di comodità ci vuole.
E Gili Air a dicembre (e parlo di 25 dicembre, non proprio bassa stagione) mi era parso un ottimo compromesso.
Oddio, internet praticamente non c’è. Ho visto due internet point ma lenti e inaffidabili,non so se in indonesia usano le chiavette umts e se funzionino bene, specialmente alle Gili.
ago 31, 2009 @ 12:31:42
Prova a traslare il tuo pensiero su un giovane di oggi…..tra 30 anni rimpiangerà cose che a noi sembrano “orribili” oggi,perchè solo guardandole con gli occhi di una persona che ha conosciuto “un determinato spazio temporale” si possono comprendere……..come quando i nostri nonni ci raccontavano con molta enfasi situazioni e posti che la loro splendida vita li ha portati a vivere….ma noi purtroppo non potevamo capire…..
Tutto ciò fà parte della vita…..
ott 12, 2011 @ 14:02:39
Veramente io sto a Gili Trawangan e se ti accontenti dormi per 100.000 rp a notte, anche 80.000 se ti accontenti un po ( si intende una camera per due persone colazione compresa) . Una casa all interno dell isola (comunque sempre molto vicino al mare) ha un costo che varia dalle 500.000 rp al mese sino ad un milione ( dalle cinquanta alle cento al mese) . Ovviamente questi sono i prezzi che si ottengono se si hanno le giuste conoscenze e se si parla bahasa. I locali soendono cosi’. Poi e’ ovvio che se si mira a strutture turistiche i prezzi aumentano, ma mi é sembrato di capire che a te non interessi quel genere di compromesso. Io vivo dignitosamente con dieci euro al gg , alloggio, cibo..pesce arrosto etcetc ..se volessi potrei vivere con molto meno, ma preferisco non allontanarmi troppo dai miei standard. Non vedo molti tacchi a spillo, ma se devo pensare a qualche cosa di fastidioso mi viene subito in mente la musica tecno di merda dei locali. Tanti saluti
ott 12, 2011 @ 14:45:33
Indo immagino che a Ottobre sia un po’ come ai vecchi tempi.
Questo racconto e’ di un Luglio.
Non credo che a Luglio il bahasa ti porti lontano se devi stare solo pochi giorni no?
Vivi li? Che aria tira?