Gokarna, 23 Novembre 2006
Oggi vi parlerò di una sport locale: il Beach Shitting.
Il Beach Shitting é praticato solo dai maschi di qualsiasi età, di preferenza nelle prime ore del mattino.
Non entrerò nei dettagli di una disciplina più complicata dello stesso Cricket, anch’esso molto praticato da queste parti, e per comodità del lettore mi limiterò ad delucidarne gli aspetti essenziali: ti alzi la mattina e vai a cagare in spiaggia.
Non sono necessari particolari strumenti o installazioni, come nel cugino europeo, il WC Shitting, dove occorrono un’infinità di accessori: tazza, carta igienica, spazzolone, spray alla lavanda, anatra Wc net, bidè, giornale pornografico, ecc. ecc..che nel tempo hanno tolto la poesia anche a questo sport ancestrale e ci rendono schiavi della tecnica anche per fare la cosa più normale del mondo.
Per il Beach Shitting basta essere carichi e crederci.
Funziona così:
1) Scegli un luogo non troppo frequentato. Credo si possa dire che un 30 metri lontano dalla prossima anima sia accettabile. Alcuni preferiscono la zona sottostante gli alberi. Alcuni più vicino all’acqua. Altri, i più temerari, sul bagnasciuga.
2) Defechi. Con calma, rivolto verso il mare. Se passa qualcuno (tipo io che faccio jogging), non fai una piega. Non saluti, ovviamente.
3) Ti alzi, vai fino all’acqua, ti acquatti di nuovo, e con la mano sinistra fai il bidé oceanico.
Il risultato é che nei campi sportivi del Beach Shitting, cioè nella zona antistante il villaggio dei pescatori, chi come me fa jogging la mattina si ritrova a fare una corsa ad ostacoli. Gl ostacoli sono di tre tipi:
1) Ordinary Shit: la normalissima defecation. Facile da saltare.
2) Shit in The Hole: alcuni, un pò più accorti, fanno un buco e ci defecano dentro. Ma non lo coprono mai, per carità. Rischiosa, se ci cadi dentro.
3) Rainbow Shit: pensavate che quelli che la fanno vicino all’acqua stessero pensando al prossimo perché poi le onde si portano via la cacca? No! Le onde la trasformano in un arcobaleno marrone della lunghezza media di 2 metri, fatto di tanti piccole palline marroni. E’ l’ostacolo più difficile perché si confondono con i sassolini marroni qui purtroppo comuni.
Oltre a ciò, correndo spesso intravedo in distanza un locale che si appresta al BS, e mi tocca cambiare traiettoria per non disturbarlo.
Ora, la cosa mi rende abbastanza difficile la corsetta quotidiana, ma alla fine ce la faccio lo stesso. Il fatto positivo é che probabilmente la cosa tiene lontani i turisti più globalizzati, quelli che vogliono solo le cose belle. La gente che gira da queste parti in effetti é abbastanza per i fatti suoi, e la particolarità del posto sta anche in questo.
Certo, se cagassero da qualche altra parte non dispiacerebbe a nessuno, ma mica siamo qui per cambiarli, siamo qui per osservare e imparare.
Pensateci la prossima volta che mi invitate a casa vostra. Potrei aver imparato troppo bene.















