apr 8 2005
I funerali del Papa a Cracovia
Funerali del Papa, Cracovia. E’ un caso, come sempre, ma sono nel posto giusto nel momento giusto o nel posto sbagliato nel momento sbagliato.
Ho assistito a qualcosa di storico per cui devo scrivere qualcosa. Non che io sia il soggetto piu’ adatto visto il mio notorio distacco dalle cose religiose, ma almeno vi posso garantire una certa oggettivita’.
E di oggettivo c’e’ da dire almeno una cosa: gli volevano bene al Papa i Polacchi. La gente di Cracovia in maniera particolare.
Un po’ di fatti: davanti alla finestra dove si affacciava quando era Vescovo di Cracovia, l’altra sera c’erano migliaia di persone in preghiera, migliaia di lumini in giro per il parco, migliaia di immagini del Papa alle vetrine dei negozi.
Da notare una foto del Papa con una foto di Kebab e una di coca-cola a 5 zloty.
ieri sera tornavo a casa in mezzo alla selva oscura di Bloki (quei palazzoni tanto carini delle periferie dell’Est) e a un certo punto mi sono accorto che stavo leggendo “Jan Pawel II” scritto con le luci delle finestre di decine di palazzi contingui. Mi spiego meglio: ogni palazzo aveva accesso le luci di alcune stanze e spente altre per scrivere una lettera. Erano i dormitori dell’Universita’ Politecnica.
Sempre ieri sera mentre me ne tornavo in un tram popolare ho visto che TUTTA la via Jana Pawla II (e’ il suo nome in po polsku) era contornata da lumini accesi, lasciati dagli abitanti dei palazzi circostanti. Questo per parecchi chilometri.
Poi oggi sono andato al funerale e la cosa piu’ strana e’ stata non tanto il funerale, quanto Cracovia vuota, come l’Italia durante la finale di un mondiale.
Adesso e’ finita, sto gia’ aspettando il down, quello vero. I Polacchi hanno sempre amato questo Papa anche perche’ rappresentava in maniera positiva la Polonia e in questi giorni sono stati al centro dell’attenzione piu’ del solito.
Tra qualche giorno pero’ salta su un nuovo Papa, e gli occhi di questo mondo crudele si volgeranno verso di lui. I Polacchi vedranno calare su di loro l’ombra dell’oblio e sentiranno piu’ freddo del solito. Sara’ in quel momento che si decidera’ il futuro di questo paese.