lug 19 2004
Il report di Piede Molle, lo Schiavo di Monza
Kununurra, Kimberley, Western Australia, lunedi, 19 Luglio 2004
Quello che segue e’ un report di Alberto che ha appena trovato lavoro come schiavo.
Il seguente testo si inserisce nell’ormai consolidata corrente letteraria degli italiani che lasciano un comodo lavoro in Italia per andarsi a spaccare la schiena in Australia (vedi tripreport per altri esempi sotto: report 18 e Paolo)
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REPORT DELLO SCHIAVO DI MONZA
Sono costretto a lavorare. Questo terribile momento e` arrivato ed e` con il capo chino che mi accingo ad andare all`appuntamento col destino, al piazzale del supermercato di Kununurra.
Sono le cinque e da fonti ben informate qui davanti dovrebbero esserci almeno venti persone che litigano per un posto come raccoglitore di frutta, ma non si vede nessuno. Alle cinque e mezza, ormai rassegnato e immensamente felice per il ritorno a letto, vedo arrivare un’orda di giapponesi e il caporale che con il suo pulmino ci portera` ad esercitare la professione gratificante di schiavi. Salito sul pullman noto da subito i risolini e intuisco qualche sfotto` che i maledetti musi gialli mi rivolgono, dopo qualche minuto capisco il perche’. Abbigliamento musi gialli: jeans, calze di lana, scarponi, maglioni, berretti, zaini con cibarie, 12 litri d`acqua a testa. Abbigliamento Alberto: calzoncini, maglietta, scarpe da vela.
Superato l`imbarazzo dopo 15 minuti veniamo scaricati come bestiame su un campo sterminato di meloni, l`orizzonte e` lontano, lo sconforto mi prende lo stomaco. I cinesi o giapponesi che dir si voglia cominciano a lavorare a ritmi mostruosi scegliendo e raccogliendo i famosi meloni in base a criteri a me sconosciuti, rimango basito, lo sguardo cerca aiuto, il caporale farfugliando mi si avvicina e dice :”avri bai iu can fres,all right?” al terzo “all right” rispondo yes per non farlo incazzare, e` il panico. Decido di seguire i jap e dopo cinque minuti intuisco cosa stanno facendo e copio pari pari. Guarda il melone, abbassati, prova a staccarlo dal suo `gambo`, se lo fa e` maturo, buttalo nella cesta del trattore guidato dal caporale, ripeti il gesto quindicimila volte sotto il sole cocente.
Sono le quattro e dopo otto ore di lavoro, dopo aver mangiato un melone a pranzo, prego il mio dio perche` tutto abbia fine, non ci vedo piu`, mi abbasso a caso giusto per dare un`idea di moto a ‘sto schiavista sul trattore, qualcuno dice: ragazzi per oggi basta! Alzo gli occhi al cielo e ringrazio.
Ho ricordi molto vaghi del mio ritorno a casa, ricordo solo gente che parla e io che mi trascino fino alla
mia stanza ed al mio cibo. E` tutto finito fino a domani alle cinque. Ho voluto la bici…
ALBERTO
