LA FINE DELLA LINEARITÀ – Il Tunnel Balcanico (Prima Parte)

Un edificio di Tirana al quale hanno chiesto troppo spesso indicazioni

Ormai per parlare senza distrazioni serve un viaggio in macchina per paesi dove il roaming costa un sacco.
1) In macchina perché non hai letteralmente altro da fare se non guardare fuori dal finestrino, le montagne, i mari e le vecchiette che vendono ciliegie ai bordi della strada.
2) Senza roaming perché puoi utilizzare solo il tuo cervello organico senza il potenziamento dato da quell’interfaccia cervello-macchina chiamata volgarmente smartphone ma che dovrebbe chiamarsi Corteccia Celebrale Digitale.

(Si, sarà un articolo pesante. Puoi chiudere adesso e vedere se in Facebook c’è qualche numerino rosso per te, so che ti rende tanto felice per un attimo. Come? Puoi smettere quando vuoi? Sì certo lo so, non ho mai detto il contrario. Eh? Lo usi per lavoro? Ok ok, calmati, ho solo detto che…nooo, non ti prendo in giro, vai, controlla pure, io sono qui e ti aspetto…

…..ci sei? Eccoti.  No, senti, stravo facendo un discors…no, non lo voglio vedere il  video di Macio Capat..senti, io vado avanti con quello che stavo dicendo, tu fai quello che vuoi).

Cioè non esiste più che vai da un amico, ti bevi una birra e parli.
Appena ti viene un dubbio o vuoi dimostrare che hai ragione chiedi alla Grande Madre Internet.
Sempre se l’amico ti guarda in faccia e non invece la Grande Madre Internet.
Cioè se non cinciona su quel ca**o di telefonino (** = zz).
E perdi il filo del discorso.

Poter verificare online ha certamente i suoi enormi vantaggi così si evitano di dire un sacco di cose imprecise.
Ma a volte devi davvero fermare il flusso di informazioni in entrata per analizzare quelle che hai già nel cervello.

Ed è fondamentale non essere distratti da varie possibilità.
Ed è perfetto farlo in una capsula di metallo che si muove a 100 Km all’ora per strade definite, completamente isolato dall’ambiente attorno a te e non ti resta altro da fare se non parlare o ascoltare Radio Maria cantando profanità per bilanciarne l’orrore.
E quindi parli.

E quindi io e Riccardo, partiti da Sofia la Domenica mattina abbiamo parlato.
Ma tanto.
Abbiamo parlato per tutta la strada attraverso la Bulgaria, la Macedonia, l’Albania, il Montenegro, la Bosnia, il Pakistan, la Croazia, la Slovenia fino l’Italia.
Dove a Trieste ci siamo bevuti un caffè Illy.

O no? Lo trovi troppo cliché? E che dovevamo bere, un Lavazza? A Trieste?

E non ti parlo nemmeno del viaggio perché ormai è irrilevante.
Abbiamo visto gente spostarsi, parlare e fare la spesa, montagne, mari e laghi, camerieri, stanze d’albergo, distributori di benzina, frontiere e un fritto misto a Zara. Nulla di lontanamente rilevante.

Per più di 2000 km e decine di ore di chiacchierata che ci ha costretti ad approfondire allo sfinimento l’argomento più importante del millennio.

Non il riscaldamento globale, non la guerra in Siria, non la crisi del lavoro in Italia, non il terrorismo e non certamente la politica italiana o Trump.
Nulla di quelli che sembrano essere gli argomenti più discussi ed urgenti.

Ma la domanda sul dove stiamo andando e a che velocità.

Che poi sembra un argomento filosofico, abbastanza irrilevante.
Ma non è più così perché oggi tutto il resto dipende fortemente da questo.

Non solo la direzione, quella bene o male la conosciamo, ma dalla velocità.

La velocità esponenziale.

Attenzione perché il succo del discorso è tutto qui: una curva esponenziale ha una crescita lenta all’inizio e poi, quasi di colpo, scoppia verso l’alto.
Ecco, ci siamo, sta scoppiando tutto verso l’alto.

E non siamo pronti. Non possiamo essere pronti, per definizione, perchè siamo umani.

E adesso quando vado in giro e vedo gente che la sera mangia il gelato come se nulla fosse, vedo l’accelerazione partire e loro che vengono travolti con il gelato che vola da tutte le parti.

E a me, istintivamente, piace.
E a Riccardo, istintivamente, non piace.

E abbiamo un po’ di ragione tutti e due.

CONTINUA:
LA FINE DELLA LINEARITÀ – Le Basi Scientifiche e Tecnologiche (Seconda Parte)

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Un pensiero su “LA FINE DELLA LINEARITÀ – Il Tunnel Balcanico (Prima Parte)”

  1. Erano mesi che mi giravano in testa pensieri a questo riguardo ma non li sapevo nominare.
    Gli oltre 2000 km di viaggio (con la persona giusta) sono stati “il movimento” necessario per scindere il pensiero e far nascere una nuova visione, molto più adatta ad interpretare la mutazione che ci sta travolgendo. Come quello che accade alla cellula nell’istante in cui si muta e si trasforma. https://goo.gl/xIhZhf
    Grazie della chiacchierata Luca 🙂

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