nov 4 2006
Lavorare viaggiando a Gokarna
Gokarna, 4 Novembre 2006
Stamattina mi sono alzato e sono andato a correre un pò in spiaggia.
Dopo cento metri mi sembrava di correre nelle sabbie mobili e mi é venuto in mente Rocky che corre nella neve mentre Ivan Drago si allena alle macchine digitali sovietiche.
Allora ho rallentato il passo e ho annaspato per qualche altro centinaio di metri.
Ad un certo punto il mio sguardo aquilino ha scorto delle barche in lontananza e ho capito che il villaggio dei pescatori non era lontano.
C’erano decine di barche, alcune ormeggiate a riva, altre ancora in acqua e altre che i pescatori stavano spingendo a riva.
Mentre sfilo tra le barche un vecchietto mi rivolge la parola in un hindi impeccabile e senza accento locale.
Non capisco, sorrido e tiro dritto.
Alla barca successiva un gruppo di baldanti giovani mi saluta e dice:
- “A little help”.
Non capisco. Che aiuto?
Allora mi indica la barca che si sta avvicinando e capisco.
Per fortuna ho la scusa buona. Gli mostro il pollicione che mi sono rotto ieri trasportando un masso di 300 grammi per fare il fuoco e mi ritengo esonerato dal servizio.
Il tipo mi guarda, pensa “sta minchia” e dice:
- “Non c’é problema, si lavora di spalle”
Come di spalle?
La barca arriva e mi ritrovo sotto a uno dei due stabilizzatori di legno a sentire:
- “Boron, Sparon, Giron, Buuuuu”
Al Buuuu si spinge.
L’ultima volta che le mie spalle hanno spinto qualcosa é stato ieri sera quando ho avvicinato il cuscino al muro. Non sono preparate per una barca di 15 tonnellate.
- “Boron, Sparon, Giron, Buuuuu”
E via di nuovo. Un male boia alle spalle.
- “Boron, Sparon, Giron, Buuuuu”
Azz, me ne vado? E no, che figura per l’uomo bianco.
- “Boron, Sparon, Giron, Buuuuu”
E via. Loro tutti a spingere. Nella nebbia del dolore intravedo il vecchietto di prima che mi guarda con aria piena di disprezzo e commiserazione.
- “Boron, Sparon, Giron, Buuuuu”
Ogni volta la barca si avvicina di pochi centimetri alla riva e ogni tanto qualcuno sposta i pali di legno che la fanno scivolare.
Maledico l’arretratezza e mi dico che questo lavoro lo stanno facendo da 4000 anni, mica si possono aggiornare?
- “Boron, Sparon, Giron, Buuuuu”
Ormai vedo sangue sulle mie spalle. Cioé non lo vedo, ma lo immagino.
So già che soffrirò mal di schiena per tre giorni. Ne vale la pena solo per poter poi dire che ho condiviso il duro lavoro di un povero villaggio di pescatori indiani?
- “Boron, Sparon, Giron, Buuuuu”
Mentre spingo e bestemmio nella mia religione per correttezza, penso al barracuda pagato 10 rupie ieri e faccio nota mentale di dire a Lek di non contrattare troppo sul prezzo.
Se lo sono sudato quel barracuda.
- “Boron, Sparon, Giron, Buuuuu”
Ecco. La barca é a riva.
Mi stacco. Qualcuno, non lo vedo bene, lo percepisco, mi chiede se voglio comprare pesce. No grazie. Torno verso casetta. Accenno un passo di corsa. Sprofondo nelle sabbie mobili. Cammino.