Luang Prabang e il genio in azione

La strada principale di Luang PrabangLuang Prabang è una città reale (nel senso che ci vivevano i Re).
Fatta di nebbia e conseguente colore grigio, orde di monaci arancioni vaganti, biciclette e atmosfera molto calma.
Oltre a ciò, una valanga di turisiti che rendono la città il classico luogo “dove vedi la vera Asia com’era una volta”.
Solo che la presenza stessa dei turisti, di un certo livello, ne smorza i lineamenti più caratteristici.
Insomma é quasi o era la vera Asia.
Adesso é una fotografia, una rappresentazione teatrale.
Un pò come Ubud a Bali.
Ma lasciatemelo dire: é bello lo stesso.
Bisogna tentare di capire cos’é vero e cosa non lo é, tutto qui.

Dopo la prima notte passata in una piccola stanza a 13 U$, la mattina dopo siamo partiti alla ricerca del Sacro Graal: una Guest House sui 10 euro con connessione internet.
La cosa si é subito, ovviamente, rivelata impossibile.
Devi spendere almeno 90 U$ per avere internet in stanza.
Altrimenti sei condannato a caricarti il tuo Apple-Ibm (io ho un ThinkPad X31 della Apple, che non esiste in commercio) due volte al giorno e piazzarti in un internet Café con cavi e mouse al seguito.
Poco romantico.

Per conseguire l’idillìo di una sdraio in balcone con wireless nell’aria bisogna essere dei geni. Eccone qua uno, il subscribed (sottoscritto).
Ora vi spiego come si fa:
1) Armatevi di PC acceso e girate innocentemente per la città, schivando i monaci arancioni.
2) Ogni tanto sedetevi per terra, aprite la cappotta del suddetto e cercate una rete wireless. Assumete l’aria di chi sta facendo una ricerca sul grado di inquinamento da polveri sottili per conto dell’Unesco.
3) Una volta trovata la linea, se é aperta, cercate una guest house nei paraggi e vedete se dalla stanza si capta il segnale. Se sì fermatevi lì.
Se invece é chiusa scoprite a chi appartiene.
Per farlo avvicinatevi all’hotspot(modem che lancia il segnale) come uno squalo si avvicina alla preda ferita e sanguinante.
Un elemento rivelatore é la presenza di gente che lavora al computer portatile mentre beve un caffé.
Se, come nel nostro caso, appartiene a un bar o caffé, entrate, consumate generosamente (per non insospettirli sulle vostre reali intenzioni) e fatevi dare la password per collegarvi.
Il 99% delle volte la password andrà bene anche i giorni successivi.
Cercate una Guest House in zona, fate la prova di connessione, e sistematevi.

Noi ci siamo riusciti e vi sto scrivendo a scrocco dalla stanza.
Nello specchio davanti a me vedo un genio.
Mi guarda e mi sorride.
Clicco Invio e posto il Blog.

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