nov 22
2007

Bielorussi arrabbiatiEccoci a Minsk. Sono solo 4 ore di bus da Vilnius ma ci sono almeno 20 anni di distanza.
Un pò come da Bangkok a Rangoon in Birmania.
Abbiamo lasciato una città piccina e carina, a misura di piede d’uomo (nel senso che si passeggia), e ne abbiamo trovata concepita per essere abitata da Boeing 747.
E’ tutto grande, tipo in Texas.

Un tassista armeno guidato da un Gps (non conosceva la città) ci ha portati all’appartamento e ci ha raccontato la sua storia.
Dico “ma in Armenia si sta peggio di qua?”. “10 volte peggio”. Non oso pensare.
A parte lui nessuno ci parla in ingese.
Anzi, nessuno ci parla.

La prima impressione quando ti rivolgi a un bielorusso é che sia offeso da un tuo comportamento.
Domandi, e lui/lei risponde col broncio.
Ti pare di essere in Asia dove fai errori imperdonabili ogni 5 minuti senza nemmeno saperlo.

Se sorridono é una smorfia forzata, quasi paurosa. Come se qualcuno li stesse guardando e controllasse che non sorridano troppo (spero di aver imbroccato i tempi).

Fa paura essere in una città dove hai offeso tutti. Potrebbero incazzarsi davvero.

Poi però scopri che la cosa funziona così:

- Le prime 30 parole, per decreto governativo, sono di ghiaccio.
- Dalle 30 alle 600, vengono abbozzati dei sorrisi. Una specie di allenamento muscolare (il sorriso, ricordiamolo, provoca dispersione calorica del corpo e fa entrare il vento gelido della steppa).
- 600 – 900 parole, siamo a una certa cortesia, paragonabile all’impiegata delle poste all’angolo in giorno di mestruazioni.
- Se si passano le 900, siamo a livelli umani, quasi normali.
- Una volta arrivati a 2000 parole senza incidenti, scopri tutta la bellezza, serietà e dolcezza di un popolo oppresso. A quel punto diventa bello, aperto e interessante.
- Non vanno però superate le 10.000 parole e 5 bicchieri di Vodka, altrimenti si innesta la Sindrome Siciliana, e non ti mollano più.

A proposito di Siculi, a Riga il mese prossimo ne avrò 4 con me a Riga…che Dio mi aiuti.

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10 Commenti a “Minsk, la città offesa”

  1. Ninfa Dice:

    Eeh fantastica la Sindrome Siciliana!!
    Ma come hai fatto ad inserire la cartina google?
    Grazie!!

  2. robin Dice:

    …Luca… attento agli uomini di Lukashenko !!!

  3. MIRKO Dice:

    SE TU CONOSCESSI LE MERAVIGLI DI QUESTA CITTà NN PARLERESTI A VANVERA…PROVA A VENIRE IN LIGURIA E VEDI L OSPITALITà DI UN LIGURE….PS..IO SONO LIGURE SPOSATO CN UNA BIELORUSSA…E TI ASSICURO CHE A CASA MIA NN TROVI NEANCHE L ACQUA.

  4. Tripluca Dice:

    in che senso non trovo l’acqua?

  5. Olga Dice:

    Che brutto ragazzo!
    insomma, dovresti studiare l’inglese un po di piu oppure comportarti in un modo Normale (non siciliano)

  6. Tripluca Dice:

    io sono bello mica brutto :)
    non è la mia foto quella eh!!!
    ti assicuro che mi comporto bene e se leggi bene l’articolo non é negativo, vedi infatti che dalle 2000 parole in su va tutto bene.

  7. Olga Dice:

    beh, non so…io sono bielorussa e non mi limito dalle 2000 parole come scrivi tu. Communque non pensare che siamo mal istruiti, forse si, c’e un problema con l’inglese anche da noi (stesso in Italia!!)

  8. Tripluca Dice:

    il poco inglese parlato in Bielorussia è sicuramente più giustificabile che quello parlato in Italia.
    Noi abbiamo tutte le occasioni del mondo per impararlo e non lo impariamo.
    Poi, prendi tutto l’articolo con ironia, non come una critica.
    Ho trovato la gente un pò fredda, ma ho anche capito che si tratta di timidezza e forse diffidenza, entrambe comprensibili.
    Poi, appena ho avuto occasione di parlare più approfonditamente con qualcuno, si é rivelato molto interessante come scrivo qui
    http://www.tripluca.com/diari-di-viaggio/un-museo-sovietico-a-cielo-aperto/

  9. giobatta Dice:

    x mirko:non so dove lei abita mirko, ma le assicuri, che i liguri che conosce lei forse non son liguri, ma importati(furesti) e prevalentemente del sud.Salutano con in cenno sfuggevole , quasi ghignesco,a rapporti son o paradossalmente esibizionistici o letteralmente chiusi.Ben divers è il igura di orgini, eparticolarmente il genovese di famiglia originaria,,che usa una educata risrvatezza , scambiata per supponenza a torto, e una moderata manifestazione delle sue eozioni,sempre accompagnata da un velato sorriso quasi pudico.Pi in queso posso pure dargli ragione se mi parla di chi (e direi purtroppo) abita il liguria ma non era ligure e ha manifetazioni del genere che ha descritto Lei

  10. Tripluca Dice:

    Genova, la città offesa :)

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