Caloundra, 3 Aprile 2000
Sono sulla terrazza di un appartamento in riva all’oceano. Davanti a me non ci sono case ma solo acqua e cielo.
Il rumore delle onde e’ talmente forte che copre quello della lavatrice e della lavastoviglie.
C’e’ il sole, ho appena fatto colazione e un po’ piu’ in la’ vedo dei surfisti giocare con le onde.
Se mi giro verso l’appartamento vedo il mio cuoco personale, Federico, che legge “I Pilastri della Terra”, un libro di Ken Follet in inglese, e tortura il suo dizionario tascabile Inglese-Italiano alla ricerca di termini medioevali introvabili…ma come ci sono arrivato a questa situazione?
Facciamo un salto indietro nel tempo e torniamo al Palace di Brisbane:
E’ l’ultima sera, il giorno dopo torno dai Rainbow, da solo. Gli altri vanno ognuno per conto proprio, piu’ o meno tutti verso Nord per sfuggire alla pioggia.
Sono un po’ preoccupato, l’idea di viaggiare da solo non mi entusiasma. Piove, il che non rendera’ le cose facili in mezzo alla natura dei Rainbow…andiamo in terrazza a bere un bicchiere di vino.
Il giorno dopo c’e’ il sole, il vecchio Mazda va che sembra nuovo, ho sbagliato strada solo tre volte per uscire da Brisbane e accanto a me c’e’ Shizu, una ragazza giapponese che ho conosciuto la sera precedente.
Shizu e’ appena arrivata in Australia e ci rimarra’ un anno. Andava verso Sud, le ho proposto di venire con me e ha accettato. Alla fine avremo passato insieme dodici giorni.
Per prima cosa siamo andati dai Rainbow dove ho scattato un po’ di foto (sarebbe vietato!) ma vista la calorosa accoglienza delle sanguisughe (non e’ una metafora…sanguisughe vere!) la pioggia, la colazione con cereali senza il latte perche’ il latte e’ finito abbiamo deciso di aver visto abbastanza e ci siamo diretti verso Byron Bay.
Prima di andarcene abbiamo fatto un giretto tra gente nuda che giocava a frisbie, gente nuda che faceva la doccia e gente nuda che teneva conferenze “sull”influenza di Tritone nella configurazione stellare di Giove sotto l’aspetto di un atteggiamento positivo nei confronti di sorella acqua la cui potenzialita’ evaporativa suggerisce una similarita’ divina e un collegamento diretto tra la natura umana ed animale tutto cio’ supportato dai colori dell’arcobaleno interiore”.
A titolo informativo per coloro i quali affermano che il consumo d’erba non influisce sulla guida, ci siamo trovati davanti ad un furgone rovesciato in mezzo ad una strada completamente dritta e senza ostacoli, il che ha riportato alla mia memoria la macchina nel fosso con in tre ragazzi appena tornati dal Rainbow che abbiamo aiutato la prima volta che siamo venuti.
Comunque, dopo i rainbow siamo andati a Byron Bay dove ho scattato ancora qualche foto.
La sera siamo andati su internet e trovo il messaggio seguente:
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From: “paul sarkar” paulsarkar@hotmail.com
dudes
your beloved pauli has landed in byron
hoping you will e mail me with your secret locations
it was a prolonged trip up but i am now in the byron bay bunk house carlye st 02 6685 8311
hope to hear for you
pauli
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-”Hei Shizu, guarda qui! Paul e’ a Byron Baay! ” (gliene avevo parlato),
Clicco su “reply” per rispondergli e mentro aspetto che compaia la schermata mi giro verso la cassa dove vedo chi? Paul che sta’ pagando! Indossa la solita giacca marrone troppo grande di tre misure. Guardo l’ora del messaggio….mi ha appena scritto! Mi alzo, mi avvicino, gli metto la mano sulla spalla e lo guardo.
Lui si gira, mi guarda (‘ultima volta ci siamo visti a Sydney 800 Km fa) e mi regala quella sua tipica ed indescrivibile espressione che non e’ altro che un misto tra felicita’, schifo, disillusione, distacco, sorpresa e divertimento.
Andiamo a berci una birra da dei suoi amici americani, poi Shizu ad io andiamo a mangiare e non usciamo piu’ rovinati dalle penne ai broccoli che ho cercato di cucinare alla Federico con la variante dello zucchero al posto del sale nell’acqua, sui broccoli e sull’insalata.
In quel momento Arcangelo, in barca sulla barriera corallina in dolce compagnia, artefice ignaro della tragedia (e’ lui che ha messo lo zucchero nel barattolo della marmellata) deve aver sentito un forte fischio nelle orecchie e deve essersi chiesto se avesse a che fare con la posizione della barca rispetto all’equatore.
Il giorno dopo siamo andati a Nimbin,
il famoso paesino Hippie pieno di musei della Marijuana, caffe’ alternativi, ristoranti vegetariani, gente che fuma per strada e capelli rasta a destra e a sinistra.
La storia in due parole e’ che negli anni sessanta ci fu un evento tipo Woodstock e alla fine alcuni personaggi erano troppo finiti per tornare a casa e decisero di stabilirsi la’, comprarono la terra e non si mossero piu’, troppo felici di poter vivere al di fuori dalla societa’. In realta’ questi figli dei fiori del 2000 non sono un granche’ ben visti dall’Australiano medio in quanto sembra che giri non poca droga pesante e che vivano di sussidi governativi piu’ che di lavoro. Io posso solo testimoniare l’avvistamento di una siringa a pochi centimetri dal mio piede nudo, per il resto non ne so molto.
Il giorno dopo invece di tornare a Byron come promesso a Paul, siamo andati a Surfer’s Paradise (a qualche ora di macchina) dove Shizu era sicura di poter finalmente trovare un Internet Cafe’ con i caratteri giapponesi.
Poi ci e’ venuta voglia di fermarci un po’ e siamo andati a Nord di Brisbane, Caloundra (dove sono ora), e abbiamo affittato un appartamento di tre stanze, due bagni e vista sul mare in attesa di Paul, Manu e Federico.
Dato che Caloundra non e’ esattamente Rimini in quanto il massimo della vita notturna lo si trova dal benzinaio ne abbiamo approfittato per rilassarci, preparare piatti italiani e giapponesi, guardare film, eccetera eccetera.
Ora Shizu e’ in viaggio verso Melbourne, dove si trovera’ con un’amica giapponese, Federico e’ nell’appartamento, Manu e’ a Brisbane con Paul (li ho trovati ieri sera all’internet, tanto per cambiare, a Brisbane quando ho accompagnato Shizu a prendere il pullman) che vende le ultime carte da 20 dollari che danno diritto a un’ora dal meccanico, e i poliziotti che mi hanno fermato l’altra notte per un’inversione a U vietata saranno a letto contenti di avermi risparmiato un’altra multa da 130 dollari.
Domani si parte, tutti e quattro, verso Cairns e la barriera corallina.
























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