set 30 2006
Varanasi offline
Venerdì 29 Settembre, sera, Varanasi
Abbiamo lasciato l’isola felice del Tourist Rest House e ci siamo rituffati nella ressa.
Viaggio di notte in treno verso Varanasi, terra di bagni purificatori nel gange.
Accanto a me c’erano tre cuccette: sotto la madre, sopra il padre e in alto la figlioletta. Dopo un pò di ore il cervello mi faceva scherzi strani e guardavo il papà e pensavo “+”, guardavo la mamma e pensavo “=” e poi guardavo la figlioletta.
La figlioletta di guardava con l’Mp3 che usavo come lampadina per leggere il “Codice Da Vinci”. Ok, l’ho trovato e lo leggo, giusto per capire perché tutto ‘sto casino su questo libro.
Come al solito ero preparatissimo e credevo che saremmo arrivati alle 4:30 di mattina. Verso le 6, chiedo a un tipo molto informato che mi dice mezzogiorno. Allora consulto la Lonely del 2000 che dice “tra le 8 e le 9:30″. Alle 10 stiamo per arrivare, ma il treno si ferma a un km dalla stazione e ci resta mezz’ora.
Durante a notte avevo attaccato il cavo del computer, quello d’acciaio che si collega al portatile, e l’ho fatto passare per un paio di zaini. Un eventuale ladro avrebbe potuto rubarmi tutto tranne l’ufficio. Sonnecchiavo con la consapevolezza del mio genio, ma anche con la paura atavica dell’Homus Internetus, di perdere il mio bell’Ibm.
Ogni tanto passava un tipo in divisa con una carabina e mi sentivo più protetto. Altro che treni notturni polacchi.
La mattina é passato un ufficiale con un librone simile a quelli che devi riempire alle reception degli alberghi e ci ha fatto dichiarare e firmare che non ci hanno rubato lo zaino. Altro che treni polacchi con controllori col baffo corrotti.
Sempre interessato agli aspetti più profondamente spirituali dell’India, avevo prenotato un albergo con telefono in stanza e internet point nella lobby. 550 rupie (9,6 Euro) a notte di connettività che mi avrebbero dovuto permettere una solida carriera tra un bagno nel Gange e una piadina indiana (chiamata anche Roti). Risultato: telefono solo per chiamare la reception e il room service, internet point che non fa collegare i portatili.
Ma io sono un uomo pieno di risorse e ho captato un segnale wireless: Radisson Hotel. Azz..c’é il Radisson a due passi e gli frego il wireless. Sono collegato! Provo a navigare…ma esce una pagina dove inserire login e password.
Allora scendo, vado al Radisson e quando ci sono quasi, mi parcheggia al lato un Bus da dove iniziano immediatamente a scendere dei pensionati del Connecticut. Il destino vuole che entriamo tutti assieme e , immeritatitamente, mi becco nell’ordine:
- Un “Good Afternoon Sir” da parte del portiere, tanto convinto come solo una stanza a 100 dollari a notte ti può procurare.
- Spiaccicamento del terzo occhio rosso in fronte da parte di una hostess niente male.
- Appiccamento di collana di non so cosa che però rifiuto.
Se fossi stato come certi miei amici, avrei proseguito col cocktail di benvenuto.
Comunque, vado al Bisnes Point e scopro i prezzi: 5 euro all’ora o 14 al giorno. Considerando che ne pago 9 di albergo e che ho un budget totale di 30 quotidiani, declino e me ne torno nel grigio mondo dei popoli off-line.
Ma mi resta una domanda: uno paga una botta di soldi per un una stanza e non gli regalano neanche il wireless?
