ago 25 2008
Venezia – Cracovia in bicicletta : da Ostrava a Bielsko Biala
Undicesima tappa Ostrava – Bielsko Biala 59 km, 3:37 di corsa, 5:03 totali (dalla partenza all’arrivo), Km totali: 1161,17
La tappa di oggi era relativamente corta ma viste le dimensioni della città, ho chiesto a Paolo di usare il furgone a fin di bene e portarmi fuori.
Volevo evitare i classici 20 km di sopraelevate, tunnel e smog che spesso mi sono dovuto sorbire per uscire dalle città.
Dati 40 km in più di ieri, ero moralmente a posto: non stavo assolutamente barando.
Ci siamo quindi alzati più tardi, abbiamo fatto una bella colazione nella via dei bar, la Stodolni
con un buon cappuccino servito da una signora che ha vissuto 7 anni in Italia e che quindi ha capito i nostri commenti sulle curve delle sue cameriere.
Il furbone ci ha portati fuori città da dove Paolo e io siamo partiti per la frontiera.
Schengen ha cancellato le frontiere anche qui, cambiamento epocale passato tutto sommato inosservato, ma purtroppo sono rimaste le montagne.
Ci abbiamo messo poco a capire che i 56 km sarebbero stati difficili: era tutto un sali scendi, nel quale il sali prevaleva sullo scendi.
La pendenza importante rendeva molto faticosa la pedalata e dopo pochi km eravamo già stanchi.
Abbiamo comunque continuato fino ad arrivare alla frontiera polacca.
La Polonia. Ero arrivato in Polonia. Mi sono goduto il momento per un attimo, sul ponte che divide i due paesi e Paolo ha scattato la foto che vedete col telefonino.
Lì ci siamo ritrovati in una specie di autostrada a quattro corsie, anche questa in saliscendi.
Dopo alcuni km la polizia, ferma al lato della strada, ci ha gentilmente indicato una via alternativa chiamata “stara droga”, cioé la “via vecchia”.
Orrore. Le famose strade polacche esistono ancora. Se non le vedete é perché usate solo le nuove super strade, ma, ripeto, esistono ancora.
La classica strada polacca é a due corsie provviste di canaletti per le ruote dei camion che così possono anche addormentarsi alla guida senza finire fuori strada.
In realtà i canaletti sono il risultato del passaggio dei camion durante i mesi caldi.
L’asfalto molle reagisce al peso spostandosi al lato.
Le buche vengono tappezzate con asfalto e il letto stradale é pieno di rattoppi in varie tonalità grige e nere.
Le piste ciclabili, quasi assenti, ti costringono sempre alla scelta tra il male minore.
La vecchietta cicciottella con due borse della spesa che blocca tutta la pista ciclabile inoltre é un classico.
Dalla camminata e postura sembra dire “non c’é posto per tutti e due in questa pista, fatti da parte”.
E io dovevo sempre scendere, saltare dal marciapiede (infatti non é mai una vera pista ciclabile, ma un marciapiede), evitare il canaletto e rimettermi in carreggiata.
Il tutto condito dagli scarichi dei camion.
Rimpianti d’Austria.
Verso il 40 km ho notato una certa nostalgia negli occhi di Paolo che accennava indirettamente alla possibilità di prendere un autobus.
Siccome sapevo che si trattava di una della solite tecniche della Carlotta, non ho abboccato.
Verso mezzogiorno abbiamo fatto la pausa pranzo a 12 zloty (4 euro) con zuppa, pesce e operai bestemmianti (qui prediligono il “kurwa”) al tavolo accanto.
La fatica alla fine viene sempre ripagata e siamo arrivati sani e salvi a Bielsko, dove Kasia, la ragazza che doveva ospitare Paolo e Valeria, si é offerta per ospitare tutti!
La madre, come ai vecchi tempi, era più contenta di avere ospiti della figlia.
Reminiscenza dei primi anni novanta quando viaggiavamo in Polonia per settimane senza mai stare in un ostello, ma sempre a casa di gente che ci invitava dopo 5 minuti di chiacchierata.
Forse lo spirito polacco non é finito divorato dal consumismo come credevo?
Abbiamo chiuso la giornata con una festa a casa di un amico di Kasia dove abbiamo conosciuto tra gli altri uno studente di robotica meccanica che sogna di fare il coltivare di patate (ma non di pomodori perché troppo difficili) e una studentessa di cultura giapponese che avrebbe voluto studiare moda (cool hunter) e odia i giapponesi.
La futura classe dirigente polacca si sta formando.
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ago 25, 2008 @ 10:16:43
Bravo! Complimenti per l’impresa!
ago 25, 2008 @ 16:25:45
picio pensi alle madri e non alle figlie …
…ma che umanitario …
… chiari sintomi del matrimonio …
ago 25, 2008 @ 22:50:56
oggi dopo 75 gg di progetto di un appartamento la mia cliente non mi ha pagato: dice che non ha i soldi. bleahhh sono di umore nero, ma leggere il tuo blog mi fa stare bene.
preferirei tanto stare li in bicicletta e non stare in questa merda che è diventata BARCELLONA.
Da ottobre vado a vivere a DUBAI.
qualcuno conosce qualcuno che conosce qualcuno che conosce qualcuno che vive a DUBAI?
BESOS e buona passeggiata!!!
ago 28, 2008 @ 09:54:14
belli i canaletti dei tir…ci sono pure nella “evoluta scandinavia”
un classico….e poi ci si lamenta delle strade del bel paese eheh