KING’S
CROSS, FIORI NELLA SPAZZATURA

King's Cross, Sydney, Venerdi 25
Febbraio 2000
Dev'esserci una legge fisica che regola i flussi umani sulla terra.
Un istinto individuale che spinge le persone verso un luogo piuttosto
che un altro. Un istinto del singolo che sommato a quello degli altri
singoli diventa istinto di massa. Come le gocce nel mare approdano a
spiagge diverse, cosi' gli uomini vengono spinti dalle correnti verso
luoghi diversi: e si incontrano.
Le persone simili infatti frequentano gli stessi luoghi per andare al
centro della loro normalita' E' un processo automatico che ha sicuramente
un senso. Ci sono luoghi per i ricchi, per i giovani, per gli sportivi,
per le famiglie e cosi' via. Luoghi dove e' normale essere ricchi, giovani,
sposati, ecc..
Poi ci sono dei luoghi che diventano punto di incntro per chi ha toccato
il fondo, luoghi dove e' normale essere arrivati al gradino piu' basso.
Luoghi dove essere puttana, drogato, alcolizzato forse e' piu' sopportabile.
Noi siamo in uno di quei luoghi.
King's Cross e' un quartiere di Sydney, una strada piena di luci colorate,
locali erotici e negozi. La fauna umana che si trova nel raggio di cinquanta
metri e' incredibilmente varia: turisti con la macchina fotografica,
personaggi in camicia bianca che ti invitano ad assistere allo spettacolo
porno, puttane che ti sorridono, drogati che dormono per terra, un travestito
sempre seduto su di uno scalino, un poeta che vende versi per due dollari,
una ragazza che suona la chitarra, un aborigeno col Digeridoo e la polizia
che pattuglia.
Ogni tanto senti qualcuno bisbigliare "smoke?", ti giri, guarda
te, non rispondi e tiri dritto. Se ti fermi a guardare lo spettacolo
umano prima o poi arriva una ragazza sciupata dalla droga e ti chiede
se cerchi sesso.
L'unica differenza tra la notte e il giorno e' la presenza del sole,
letteralmente
Ecco, questa e' la nostra casa attualmente. Stiamo in un ostello sulla
strada e il feeling con il luogo e' buono
In questi giorni sono successe cose abbastanza importanti. La prima
e' che il sito di Libera l'idea non conterra' piu' il report del viaggio,
la seconda e' che Fausto sta cercando una scuola d'inglese e forse si
fermera' a Sydney, la terza e' che sono stato schiavo per un giorno.
Ma andiamo per ordine: i primi due avvenimenti scaturiscono da una constatazione
e cioe' che noi due non siamo fatti per viaggiare e lavorare insieme.
C'e' troppa incompatibilita' di carattere, quindi ci dividiamo sia nel
viaggio che su internet. Questa e' una delle cose che nessuno si aspetta
ma che in realta' prima o poi devono succedere. Non vorrei dare l'impressione
di liquidare il fatto in poche righe ma sono cose personali che non
ha senso approfondire qui.
La terza cosa, quella dello schiavo, e' stata allucinante e voglio
raccontarla in uno stile piu' adatto. Adottero' la tecnica "alla
Pacu", cioe' quella che usa lui nelle proprie email, se da una
parte farebbe vomitare il vostro vecchio prof di italiano, dall'altra
ha la forza suggestiva che solo le forme artistiche piu' pure e primitive
hanno. Questa tecnica e' il risultato di tre componenti: la differente
disposizione della punteggiatura sulla tastiera australiana, la poca
dimestichezza di Pacu con la dattilografia e l'elevato costo di un'ora
su internet (ciirca 10.000 Lire all'ora col dollaro in costante ascesa).
Ora, Pacu e' il maestro e io, discepolo, non so cosa ne verra' fuori.
UN GIORNO DA SCHIAVO
Ciao Pacu,
Se ti ritrovo ti spacco pensa che siamo venuti a King's Cross come ci
avevi detto tu e dopo una giornata incollati a internet che con 3 $
stai quanto vuoi sabato mattina bussa un tipo alla porta e chiede se
vogliamo lavorare e' lo scozzese della reception che lavoro? dico io
vangare e picconare dice lui quanti soldi? 10 15 dollari all'ora io
mi alzo Fausto resta a letto perche' va a cercare una scuola di inglese
dopo 10 minuti sono giu' e c'e' Clay il Kiwi che si chiama come mio
fratello (e' la prima volta che inconro un Clay e fa uno strano effetto)
che la sera prima gli avevo detto che volevamo lavorare ogni tanto e'
lui che ha detto di svegliarci e c'era pure un Messicano che si chiama
Manu e il tipo del lavoro vicino alla macchina un inglese che dice
che dobbiamo scaricare un camion di roba leggera e ci metteremo 4 ore
e arriviamo al luogo e ci mettono a trasportare supporti di acciaio
per costruire gli scaffali di un negozio immenso e non e' una gran fatica
a parte la spalla parlo di qua' e di la' mentre trasporto 'sta roba
che mi pareva di essere Benigni nella vita e' bella che trasporta incudini
ad Auschwitz e si sparge la voce che sono italiano ed e' pieno di neozelandesi
(Kiwi) e sai che c'e' l'America's Cup e la finale e' tra Prada e i Black
Magin neozelandesi ad un certo punto domando l'ora pensavo avessimo
finito ma e' passata solo un'ora e mezza e ho beccato 15 $ con tutta
'sta fatica e tra l'altro la paga col cavolo che e' 15 ma solo 10 da
fame pausa pranzo spendo 8 dollari era meglio se stavo a letto poi uno
dei capi che e' kiwi che ogni volta che passo mi dice che ha ricevuto
una telefonata e Prada e' indietro ma chi se ne frega si accorge che
facciamo prima a trasportare le casse intere invece di aprirle e ci
ritroviamo a spingerle su e giu' per una rampa 'ste casse in otto persone
appoggiate a dei carretti e rischio tre volte di spiaccicarmi sul muro
e ogni volta tutti gridano e alla fine c'e' perfino l'applauso ogni
tanto sento qualcuno che chiama Prada parla con me spingi a destra bravo
attenti Ok Prada ce l'abbiamo fatta e i muscoli mi fanno male Manu
fa il furbo e dirige i lavori il tempo passa e continuano a scaricare
il camion e rimpiango la mia cravatta e Manu mi dice che era direttore
commerciale marketing di una catena di alberghi ma che si annoiava non
ce la facciamo piu' sono le quattro vorrei andare via ma voglio finire
verso le sei mi taglio la gamba e sanguino mi sembra di essere Conan
il barbaro verso le otto finiscono le casse e cominciamo a trasportare
a mano ma non finisce piu' facciamo una catena di 30 persone e io sono
alla fine con un olandese che pare si diverta a lavorare razza di masochista
l'ultima ora vorrei scappare e tutti domandano quante casse mancano?
E sono sempre tre di solito i muscoli fanno male il giorno dopo ma mi
fanno male adesso, ho la spalla a pezzi finalmente arriva l'ultimo pezzo
e mi pare di aver finito la 100 Km di marcia dov'e' lo champagne? Il
capo porta le birre che va bene lo stesso si beve un inglese dice che
Sydney e' la citta' migliore del mondo per vivere e lavorare e un londinese
con i capelli rasta biondi e la faccia da addormentato dice che si spende
poco e che si possono comprare pasticche per una serata a 100 $ neanche
stesse parlando di pastine e non si accorge che lo guardano storto mi
guardo attorno e vedo tutta sta gente ce n'e' veramente di tutti i tipi
poi il capo distribuisce le birre avanzate e ci portano a casa sto per
chiedere se mi tolgono la catena ma non ce l'ho saliamo nella Jeep e
finisco nel bagagliaio col londinese che stasera va all'acquario di
Sydney con degli amici e si sparano l'LSD e poi vanno nel tunnel degli
squali chissa' che effetto' fara' ti brucera' quel poco di cervello
che ti e' rimasto penso io e il tipo ci scarica a King's Cross proprio
davanti al bordello ci da' 500 $ da dividere in quattro ce n'e' un po'
di piu' Clay dice che se ci vedono con i soldi quelli del bordello ci
seguono fino in cesso prende i soldi e sparisce, il londinese si allarma,
Manu e' tranquillo Clay arriva e dice che non ha potuto cambiare i
soldi andiamo in ostello li cambiamo mi faccio una doccia mi compro
una pizza dal venezuelano di sotto vado di sopra Prada ti sei gia' fatto
la doccia c'e' un indiano Frank che e' un dottore e discute con Clay
io e Manu ce la ridiamo che sembra di essere al teatro beviamo la
birra e cavoli e' stata una delle piu' belle giornate di tutto il viaggio
e il giorno dopo Manu e' ancora tutto eccitato e entusiasta e secondo
me qui siamo proprio dall'altra parte del mondo che a lavorare come
uno schiavo ti diverti ma chi ci capisce niente?
Fatti sentire barbone
Ciao
Luca


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