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LA RACCOLTA DELLE MELE E LE 3 SORELLE
Sydney, 04.03.2000 A King's Cross un negozio su tre e' previsto di qualche computer connesso
a internet a disposizione degli innumerevoli baxpackers ("turisti con
lo zaino") alloggiati nella zona. La fortissima concorrenza ha provocato
la caduta dei prezzi che sono incredibilmente bassi rispetto alla media
nazionale (circa 6/8 dollari all'ora). -"Sapevo di trovarti qui, cabron!" Howard e' un ventenne di Londra (non quello dell'LSD) che sta girando l'Australia, Arcangelo e' barese e vive a Milano. Lavora alla motorizzazione, fa le revisioni, gli esami della patente e si e' gia' studiato tutto il codice stradale australiano. Gli obiettivi della missione sono due: fare qualche soldo con la raccolta delle mele e vedere I canguri che a parte Fausto e io nessuno ha mai visto. Lasciamo Sydney la mattina prestissimo verso mezzogiorno e mezzo e ci dirigiamo verso le Blue Mountains, passiamo l'Harbour Bridge, l'Opera House e' sulla nostra destra, e dopo un'oretta cominciamo ad inerpicarci sulla collina. Il furgone arranca ma continua impavido. -"Ci sono canguri da queste parti?", chiede Manu. -"Boh." Tutti guardano fuori dal finestrino ma dopo un po' si stufano, niente canguri. Collina dopo collina, curva dopo curva, la speranza si affievolisce e si comincia a parlare d'altro. -"Un canguro!!", grido. La reazione e' da gol di Tardelli nella finale Italia-Germania 3-1 in Spagna '82, si buttano tutti di colpo sul lato destro del furgone che quasi sbanda. Urla in spagnolo, inglese, italiano, barese, applausi, strette di mano, abbracci e probabilmente anche qualche lacrima. Il povero canguro scappa tra I cespugli, ignaro di aver avuto un ruolo fondamentale nella vita di quattro esseri umani tornati bimbi per un attimo. L'atmosfera a questo punto e' zoo-post-orgasmica, l'aria e' piena di armonia e felicita'. Guardo attraverso lo specchietto retrovisore e colgo lo sguardo vitreo di Paul probabilmente assorto nei propri sogni australiani realizzati, Manu con un fazzoletto, Howard che gioca a carte, Arcangelo alla ricerca del cartello "pericolo attraversamento canguri", sulla strada, Fausto che sorride. Dopo un'oretta arriviamo nella zona delle mele, svoltiamo al primo cartello "cercasi manodopera". Ci fermiamo davanti ad un cancello chiuso. Un cartello dice "suonare il clacson", suoniamo il clacson. Arriva un cane. Aspettiamo, suoniamo ancora. Nessuno, andiamo via. Al secondo cartello finiamo da un'olandese molto simpatico che pero' ha appena assunto tre backpackers ed e' a posto. Ci avverte che senza il visto per lavoro nessuno ci assumera' in quanto e' da due anni che i controlli si sono intensificati. Il risultato e' che hanno problemi a trovare manodopera. Andiamo avanti. Arriviamo da un libanese, non vuole il visto, basta il Tax Number ("non ce l'abbiamo", "ne inventiamo uno", dice Manu). Dobbiamo restare sei settimane al minimo e per copririsi le spalle si tiene una parte della paga. Andiamo via. Niente mele, che facciamo? Gia' che siamo nella zona decidiamo di visitare le Blue
Mountains (blu grazie ad un gas aleggiante sui boschi) e finiamo a Katoomba.
Paul ha in tasca una brochure di un ostello che un'amica gli ha raccomandato.
Katoomba e' poco piu' grande di Martellago, c'e' una strada principale e qualche laterale, ma ci mettiamo due ore a trovare il posto. Arriviamo di notte e troviamo un biglietto "per I sei da Sydney". Entriamo, un ospite ci mostra la stanza. E' praticamente una casa e, cosa eccezionale, e' pulita. Passiamo tre giorni chiusi in casa a leggere, prendere il sole, conoscere le ragazze (ci sono solo ragazze!), fare festa e bere birra. Verso il secondo giorno io e Manu ci avventuriamo in paese alla
ricerca di internet e poi finiamo in un pub dove conosciamo un Maori
(indigeno neozelandesi) e la sua ragazza ubriachi e fumati. Arriva Anna,
una ragazza di Londra, e si becca subito un "fucking pom" (pom
e' un dispregiativo per inglese). Me ne torno all'ostello perche' noto la sua aggressivita' verbale e non ho voglia di sperimentare quella fisica anche considerando il fatto che potrebbe lavorare alla Foppapedretti come armadio. Torno a casa e Paul suona il piano, mi salta in mente di riprenderlo e ne viene fuori un video di 40 secondi molto strano ma interessante. La notte andiamo a letto e dormiamo tutti nella stessa stanza. Non riusciamo a prendere sonno perche' ogni tanto qualcuno lancia un cuscino o si mette a ridere. Quando ormai tutto sembra calmo, Paul il dottore -"I feel like I was twelve" (mi sembra di avere dodici anni). La mattina verso le cinque le ragazze vengono a svegliarci per andare a vedere l'alba alle "3 sisters", una formazione rocciosa a quanto pare eccezionale. Camminiamo nelle nebbia, scendiamo degli scalini e arriviamo. Delle tre sorelle se ne vede solo una, le altre due sono coperte dalla prima, e tra l'altro non e' nulla di speciale. Adesso siamo a Sydney, tra poche ore comincia la Gay Parade e se non
vedrete piu' aggiornamenti sul sito vuol dire che non dovevo fotografalo
quel carro di sadomasochisti.
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