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LA RACCOLTA DELLE MELE E LE 3 SORELLE

Sydney, 04.03.2000

A King's Cross un negozio su tre e' previsto di qualche computer connesso a internet a disposizione degli innumerevoli baxpackers ("turisti con lo zaino") alloggiati nella zona. La fortissima concorrenza ha provocato la caduta dei prezzi che sono incredibilmente bassi rispetto alla media nazionale (circa 6/8 dollari all'ora).
Qui un'ora costa solo due dollari e c'e' addirittura un centro aperto 24 ore provvisto di quaranta computers dove con tre dollari si puo' stare un tempo illimitato.
Questo internet café' (ma caffe' non ce n'e') e' il luogo dove ho passato la maggior parte del mio tempo a Sydney, cercando di trasferire il sito su geocities, di aggiornarlo e modificarlo senza esserne veramente in grado.
Mi e' capitato di entrarvi alle otto di sera e di uscirne alle cinque di mattina completamente rincoglionito, oppure di ricevere un'email in diretta, rispondere e andare avanti mezz'ora.
La scena piu' assurda poi e' stata sabato notte quando verso le tre arriva Manu.

-"Sapevo di trovarti qui, cabron!"
Si siede al mio fianco, comincia a digitare e con la coda dell'occhio cosa vedo? Email? Notizie dal Messico? Siti pornografici? No:
-"Cos'e' Manu?"
-"Sto cercando Dio", mi sorride.
Guardo il suo schermo e c'e' la storia di una coppia che ha scoperto la fede e racconta le proprie esperienze.
-"Trovato niente?"
-"No, non e' quello che mi interessa."
-"Vuoi vedere un video?", gli dico.
-"Ok"
Tiro fuori un floppy e gli mostro il video girato alle McKenzie Falls nel quale nuoto verso le cascate.
Fuori e' sabato notte, la strada e' piena di gente e il locale trema per la musica della discoteca accanto.
Entrano delle ragazze e si siedono ai computer, una resta in piedi e si mette a guardare il video.
Manu le parla, e' ubriaca, prende una sedia e si siede vicino a me.
-"Where are you from?"
-"Italy and Mexico, and you?"
-"Ireland"
Parliamo, cerco di continuare il mio lavoro ma ogni tanto mette la testa davanti allo schermo.
Ad un certo punto appoggia la testa sulle mie spalle e si addormenta, Manu si rimette a cercare Dio.
Faccio mente locale: e' sabato notte, sono a Sydney, seduto davanti ad un computer da sei ore con un Messicano che cerca Dio su internet a destra e un'irlandese ubriaca che dorme sulla mia spalla a sinistra.
Dopo un po' la ragazza si sveglia.
-"Caffe'?", le chiedo.
-"Cosa?"
-"Non importa".
Se ne va e  ce ne andiamo anche noi. Appena usciti un tipo ci invita ad assistere allo spettacolo, ci guarda ma ho la sensazione che guardi attraverso di noi, senza vederci davvero. Sono le cinque.
-"Andiamo a dormire?", dice Manu.
-"Ok"
Comincia a fare chiaro, ci sono ancora dei pippistrelli che volteggiano nel cielo.
Il solito travestito e' sul solito scalino "completely wasted" (completamente fatto, secondo l'espressione preferita di Manu). Sembra un pagliaccio, non e' ne' seduto ne' sdraiato, ondeggia, con gli occhi chiusi.
Entriamo in ostello, c'e' l'olandese pelato che comincia a spiegarmi la programmaziona HTML per pagine Web. Quando non lo seguo piu' vado a letto.
Fausto dorme,  salgo sul letto a castello facendo attenzione ad evitare le pale del ventilatore a mezzo metro dal letto.
Alle sette Fausto si sveglia.
-"Dove vai?"
-"A lavorare"
-"Dove.cosa?
-"Vado a fare il muratore"
Esce, mi riaddormento.
La sera Fausto torna bianco di polvere, distrutto. Ha portato per dieci ore mattoni all'ottavo piano di un futuro ostello.
Io sono stato su internet, Manu si e' rilassato, Paul e' andato in giro con la propria macchina finalmente assicurata, Clay e' sparito dalla circolazione (per fortuna perche' Luna Rossa sta perdendo).
Decidiamo di andare a raccogliere mele per una settimana e poi tornare a vedere il Mardi Gras, le festa dei gay e delle lesbiche famosa in tutto il mondo. Ci saranno delle foto interessanti da fare ( mandate i bambini a letto prima di aprire il sito).
Partiamo lunedi' mattina, io , Fausto, Paul,

Manu, Howard e Arcangelo.
Howard e' un ventenne di Londra (non quello dell'LSD) che sta girando l'Australia,

Arcangelo e' barese e vive a Milano. Lavora alla motorizzazione, fa le revisioni, gli esami della patente e si e' gia' studiato tutto il codice stradale australiano.

Gli obiettivi della missione sono due: fare qualche soldo con la raccolta delle mele e vedere I canguri che a parte Fausto e io nessuno ha mai visto.
Lasciamo Sydney la mattina prestissimo verso mezzogiorno e mezzo e ci dirigiamo verso le Blue Mountains, passiamo l'Harbour Bridge, l'Opera House e' sulla nostra destra, e dopo un'oretta cominciamo ad inerpicarci sulla collina.

Il furgone arranca ma continua impavido.
-"Ci sono canguri da queste parti?", chiede Manu.
-"Boh."
Tutti guardano fuori dal finestrino ma dopo un po' si stufano, niente canguri. Collina dopo collina, curva dopo curva, la speranza si affievolisce e si comincia a parlare d'altro.
 
Sto guidando e ad un certo punto vedo un canguro che mangia al bordo della strada.
-"Un canguro!!", grido.
La reazione e' da gol di Tardelli nella finale Italia-Germania 3-1 in Spagna '82, si buttano tutti di colpo sul lato destro del furgone che quasi sbanda. Urla in spagnolo, inglese, italiano, barese, applausi, strette di mano, abbracci e probabilmente anche qualche lacrima.
Il povero canguro scappa tra I cespugli, ignaro di aver avuto un ruolo fondamentale nella vita di quattro esseri umani tornati bimbi per un attimo.
L'atmosfera a questo punto e' zoo-post-orgasmica, l'aria e' piena di armonia e felicita'. Guardo attraverso lo specchietto retrovisore e colgo lo sguardo vitreo di Paul probabilmente assorto nei propri sogni australiani realizzati, Manu con un fazzoletto, Howard che gioca a carte, Arcangelo alla ricerca del cartello "pericolo attraversamento canguri", sulla strada, Fausto che sorride.
Dopo un'oretta arriviamo nella zona delle mele, svoltiamo al primo cartello "cercasi manodopera". Ci fermiamo davanti ad un cancello chiuso. Un cartello dice "suonare il clacson", suoniamo il clacson. Arriva un cane. Aspettiamo, suoniamo ancora. Nessuno, andiamo via.
Al secondo cartello finiamo da un'olandese molto simpatico che pero' ha appena assunto tre backpackers ed e' a posto. Ci avverte che senza il visto per lavoro nessuno ci assumera' in quanto e' da due anni che i controlli si sono intensificati. Il risultato e' che hanno problemi a trovare manodopera.

Andiamo avanti. Arriviamo da un libanese, non vuole il visto, basta il Tax Number ("non ce l'abbiamo", "ne inventiamo uno", dice Manu).
Andiamo a fare un giro per la proprieta', mangiamo qualche mela. Arriva il marito, vuole che restiamo sei settimane. Manu contratta, negozia egregiamente (si vede che e' stato un uomo d'affari), discute ma alla fine e' un nulla di fatto.
Dobbiamo restare sei settimane al minimo e per copririsi le spalle si tiene una parte della paga.
Andiamo via. Niente mele, che facciamo?
Gia' che siamo nella zona decidiamo di visitare le Blue Mountains (blu grazie ad un gas aleggiante sui boschi) e finiamo a Katoomba. Paul ha in tasca una brochure di un ostello che un'amica gli ha raccomandato.
Katoomba e' poco piu' grande di Martellago, c'e' una strada principale e qualche laterale, ma ci mettiamo due ore a trovare il posto. Arriviamo di notte e troviamo un biglietto "per I sei da Sydney". Entriamo,  un ospite ci mostra la stanza. E' praticamente una casa e, cosa eccezionale, e' pulita.

Passiamo tre giorni chiusi in casa a leggere, prendere il sole, conoscere le ragazze (ci sono solo ragazze!), fare festa e bere birra.
Verso il secondo giorno io e Manu ci avventuriamo in paese alla ricerca di internet e poi finiamo in un pub dove conosciamo un Maori (indigeno neozelandesi) e la sua ragazza ubriachi e fumati. Arriva Anna, una ragazza di Londra, e si becca subito un "fucking pom"  (pom e' un dispregiativo per inglese).
Me ne torno all'ostello perche' noto la sua aggressivita' verbale e non ho voglia di sperimentare quella fisica anche considerando il fatto che potrebbe lavorare alla Foppapedretti come armadio.
Torno a casa e Paul suona il piano, mi salta in mente di riprenderlo e ne viene fuori un video di 40 secondi molto strano ma interessante. La notte andiamo a letto e dormiamo tutti nella stessa stanza. Non riusciamo a prendere sonno perche' ogni tanto qualcuno lancia un cuscino o si mette a ridere. Quando ormai tutto sembra calmo, Paul il dottore scoppia a ridere nel buio e dice:
-"I feel like I was twelve" (mi sembra di avere dodici anni).
La mattina verso le cinque le ragazze vengono a svegliarci per andare a vedere l'alba alle "3 sisters", una formazione rocciosa a quanto pare eccezionale.
Camminiamo nelle nebbia, scendiamo degli scalini e arriviamo. Delle tre sorelle se ne vede solo una, le altre due sono coperte dalla prima, e tra l'altro non e' nulla di speciale.
La vista della valle e' bella ma il sole non si vede. Torniamo a letto e diciamo agli altri che hanno perso uno spettacolo incredibile ma non ci credono per molto.

Adesso siamo a Sydney, tra poche ore comincia la Gay Parade e se non vedrete piu' aggiornamenti sul sito vuol dire che non dovevo fotografalo quel carro di sadomasochisti.
 
 

 


Gli ultimi 50 dollari di Manu.
(vuole arrivare a zero e sentire come si sta')
Hi guys!! It's me Paul!! Do you want to write to me or Manu? Click on our name!!
Paul
Howard
beh, una birretta me la farei...
la retromarcia non funziona piu'....
Kristina, Danese
il libro preferito di Manu
ma chi e' quel koala che legge?
Arcangelo al lavoro

 


troppo fighi... il mio piede
Charlotte e Sally

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