Riccardo, in viaggio da vent'anni

Riccardo da Bergamo. Un personaggio di fama mondiale che ci onora con la sua presenza su Tripreport durante la permanenza in Australia ed inizia proprio mentre Alessandro e Paolo stanno per tornare a casa...Il diario comincia in Italia, per poi spostarsi a Bali ed approdare infine in Australia dove diventa diario in diretta.. seguiamo questo viaggio attraverso l'Asia, l'Australia e i ricordi della sua vita. Un viaggio che a quanto sembra e' forse piu' "interiore" che esteriore raccontato in uno stile non sempre facile da seguire ma che sa premiare il lettore fedele con emozioni sottili...
 
 
 
 
Caro Luca la presentazione mi chiedi? buongiorno,come stai? Questo potremmo dire di Riccardo, un'uomo che non fa 'gnente', che arriva quando arriva, che non ha fissa dimora, che gira il mondo senza un motivo che possa essere elencato merceologicamente, che cucina per chiunque gli passi vicino, che fa ridere la gente, che indulge nel formaggio e percio' e ' rotondo come un michelin,che sicuramente molto ha che non va ma lascio gli altri comunicarlo, ricordando a tutti che sono dei pesci e permaloso.
Riccardo (nell'aureola) in una foto di qualche anno fa

PROLOGO
Prima di partire....

Venerdi,ultimo di Giugno,

Domani insieme a Marco andiamo alla fiera di Arezzo, incontrero' di sicuro Peppino il cesellatore dell'essenza del Nepal, rivederlo con dolcezza nella sera al tiravento con la sua veste afgana e lo zuccotto, le sue dita toccano le mie guance, le carezzano come la sua voce mentre la grande tenda di felice, sempre piu' favoloso melquiades, impera con grazia riempita di letti e poltrone. Ma che letti e poltrone! opere d'arte,corregge di cuoio che tessono un piano un

giaciglio degli dei, secondo solo alle amache maja di Merida. Ci sara' sicuramente Piero, le cui foto di nozze con Lucia ho guardato stamattina nella casa di Marco, una foto di venticinqueanni fa, il loro matrimonio. ho lasciato Marco stamattina, mi ha consigliato l'analisi e mi ha convinto a farla appena mi fermo. Lla dimensione sarcastica, schizzofrenica e' che ho in tasca un biglietto per B ali.tra 5 o 6 giorni, Mercoledi prossimo. Come mai?si chiede la 'pubblic opinion' Riccardo e' pazzo. Ha paura di questo viaggio interiore che ha la stessa valenza del suo viaggio, quello per i panorami dell'universo,la griglia dei colori, voci, piante, il paradiso-insomma. Si,ho paura! A fare uscire i miei fantasmi, cio' che mi atterrisce, chi non l'avrebbe, ma il tentativo di rendere il male comune non serve di fronte alle domande profonde che ci si rivolge quando si tocca a tentoni la propria "dark side". la madonna del parto l'ho incontrata a Monterchi in compagnia di molte donne, quattro per la precisione tra cui una bimba, la vedo tra la madre e la nonna al bar dove chiedo informazioni su Piero della Francesca. La signora al banco mi indica Laura, colei che gestisce la madonna, la sua ostetrica.

Odio l'idea della madonna tolta alla cappella del cimitero, con me critici stranieri e tanta sinistra ma ora incontro l'angelo, anch'io ho la mia annunciazione. L''uomo che ha tolto l'affresco sfregiato da una cappella a cui non apparteneva per il volere dell'autore ha vissuto la sua infanzia e giovinezza con lei, ancora oggi passa con lei le notti di capodanno, non si fida dei botti! quest'uomo ora la vede trionfante, eterna, intorno sta ricostruendo la storia delle stadre e del lavoro del ferro,sta ripiantando i fiori del tempo di Piero, il suo amico Leonbattista Alberti, la loro terra con il fiume etrusco che ricorda il Nilo, i suoi fiori che da giallo il telo con il sole si colora di celeste. Ho ascoltato! La tenda mongola, Felice, Fabio, Marietto e riccardo ad un certo momento si guardano sconfortati, quel tetto rotondoche a prima vista sembra tanto leggero, aereo, puntato li sui feltri come con degli spilli,non si riusciva a mettere, troppo pesante. Lo sguardo adirato di artigiani, bloccati, i piedi pesanti che calpestano travi, le recriminazioni sussurrate: "avreste potuto fotografarla o che la montavano o che smontavano,non solamente montata" le scuse spinte li con rammarico: "era tardi, poco tempo, il bazar, gli altri acquisti" le teste che continuano a rimestare perche si', la si deve montare prima di notte,e la notte si avvicina!. la fascia, le fasce,ecco l'inizio, Fabio ricorda che quel cerchio di legno collegato alla porta di legno,inquadrata nel telaio, va trattenuto,contenuto e via le due fasce,una di 30/40 cm.e l'altra di una decina, tessuti che a vederli rimani incantatodalla delicatezza del lavoro e contemporaneamente dalla sua resistenza. L''interno del cerchio, quattro uomini impugnando quattro travi, le piu' robuste e leggere mai usate, ricurve per formare la volta del cerchio, ognuna di esse termina con un cordone antico, cotone o lana o stracci intrecciati e la finale s'infila in un buco nella ruota del cerchio.

Parte prima: Bali
Parte seconda: Australia

 

 

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