| Benidorm
e Finestrat. la mia vita quotidiana e "la luce"
Finestrat, 8 Luglio
Un mese! Un mese senza report! Ma come avete fatto a resistere? Beh,
avete resistito bene a quanto pare perche' nessuno si e' lamentato! Come
sono lontani i tempi di Cairns quando se non facevo un report a settimana
mi sommergevano di email...probabilmente il fascino dell'Australia supera
di gran lunga quello della Spagna. E poi ditelo che tutto quello che vi
interessa sono le foto e i video e che della letteratura d'autore non
vi importa nulla.
Ma ve ne accorgerete un giorno di aver snobbato un nuovo Hemingway!
Per ricapitolare cosa e' successo in questi trenta giorni lontani dagli
schermi mi guardo le foto che ho scattato e dopo un po' di spiagge e montagne
ecco che mi vedo vestito da cameriere dietro un banco di reception. Ebbene
si, ho iniziato a lavorare. Dopo 18 mesi di liberta' dal giogo del patronato
rieccomi dipendente a stipendio fisso. Lavoro all'Hotel Villa Venecia,
piu' per meriti di provenienza (sono di Venezia) che di professionalita'.
Cosi' la mia carriera fa un salto all'indietro di cinque anni e mi ritrovo,
come a Parigi, a dare chiavi, spiegare dov'e' la spiaggia (no, a Parigi
no) e rispondere ad un telefono dal quale escono suoni incomprensibili.
A Parigi rischiai il licenziamento per non capire mai che "Bonjourjesuisfransuamartanpassemuarisciargagliadi"
era "buongiorno sono Francois Martin mi passi Richard Gagliardi",
qui mi sparano cose tipo "olachetalquieriasabersitienesabitaioneslibresporelmesdeagosto",
frase che non sono ancora riuscito a tradurre.
Comunque a forza di errori e full immersion il mio spagnolo migliora nonostante
le umiliazioni e credo proprio che a fine agosto potro' orgogliosamente
aggiungerlo al curriculum. Questo era lo scopo, no?
Ma la movida e tutto? Non lo so ragazzi, sto talmente bene che ho paura
di ributtarmi nel mondo crudele dei rapporti interpersonali, non sono
piu' uscito da quella volta con Ana, immerso in vibrazioni positive che
mi danno l'illusione dell'autosufficienza emotiva. Sono completamente
preso da un sogno che comincia a dimostrarsi possibile e quasi non riesco
a pensare ad altro in questi giorni. Cos'e'? Guadagnare senza lavorare!
Cosa?!!! Ebbene si...credo che sia possibile.
In realta' non e' che non voglia lavorare, anzi. Ma l'idea di vedermi
entrare in cassa ogni mese una quantita' di denaro sufficiente per mangiare,
dormire, comprare un biglietto aereo ed andarmene a Bangkok e girare l'Asia,
scrivendo, fotografando e conoscendo gente...mi fa' l'effetto di una cisterna
di adrenalina in via endovenosa.
Qua la gente mi parla di cocaina, pare che la prendano tutti, e io penso
che mi ci vorrebbe una camomilla, altro che coca!
Prima di dirvi di cosa si tratta, ripensateci bene...la cosa potrebbe
rovinare anche voi! L'idea di base non e' avere piu' soldi, ma avere piu'
tempo. Lo dico giusto perche' si capisca che non sono un esoso. Nella
nostra societa' chi vuole fare soldi deve vendere il proprio tempo, giusto?
E che vuole avere tempo deve rinunciare ai soldi. Bene, e chi vuole viaggiare?
Un'opzione e' lavorare un tot e poi viaggiare un altro tot. Ma guadagnare
viaggiando? Beh, si puo' fare, come facevo io quando ero commerciale e
giravo il mondo a vendere pompe. Pero' non e' un viaggiare vero. E allora?
L'intuizione la ebbi in Australia: internet. In un primo momento pensavo
che avrei potuto fare siti internet girando, ma si trattava di essere
professionisti e avere sempre lavoro da compiere. Poi mi sono buttato
sull'ecommerce, e ne e' nato http://www.didgeurope.com/ che mi lascia
libero ma che non comporta grosse entrate.
E poi...la luce! Le prenotazioni on-line. Cioe' i viaggi.
La gente non compra on-line, pero' le prenotazioni, specialmente se gratuite,
le fa! Adesso non sto a spiegarvi perche' sono sicuro che funzioni ma
piuttosto vi rimando a tra qualche settimana quando mettero' on-line un
sito dimostrativo.
Questo sito potrebbe portarvi molto lontani, perche' inaugurera' la possibilita'
di farsi, per esempio, un mese in Asia con due milioni, tutto compreso.
Curiosi? Aspettate e vedrete, c'e' una rivoluzione alle porte!
E intanto mi ha contattato una delle cape di Nomadcommunity.com, al conoscete?
Puo' darsi che finiro' a girare con loro. Sarebbe un po' il coronamento
del sogno di due anni fa. Staremo a vedere.
Giusto per tornare alla Spagna, in effetti devo dire di essere uscito
una volta: san Juan. Sarebbe una festa in spiaggia tipo il redentore a
Venezia, dove la gente va in acqua ed esprime un desiderio.
Ci sono andato con Ana, lei con la sua macchina io con la mia, perche'
dopo si recava dal ragazzo. Mentre scendevamo le montagne ecco che, nel
bel mezzo della notte, vedo una figura che fa l'autostop. Mi fermo, lo
faccio salire, e dopo due parole capisco che e' ubriaco e slavo:
-"Russo?"
-"Ucraino", sorride un po' rinco.
Ci mettiamo a parlare in polacco-russo-genovese-ucraino e insomma il tipo
va alla festa pure lui. Muratore sfruttato da un moldavo magnaccia che
gli si mangia meta' stipendio, manda i soldi alla moglie e i figli giu'
nel paese del grano. In spiaggia balla mentre io faccio un po' di foto
e dopo andiamo tutti e tre a bagnarci. Mi chiede quattro volte se sta
disturbandoci, perche' non crede che io e Ana non siamo assieme. Lo invito
a restare, resta.
E' il primo a buttarsi nell'acqua piena di petali bianchi e mi sembra
di vedere un cartone animato giapponese di quelli che uno zoom su di un'immagine
fissa ci fanno due minuti di cartone. Li' non mancano mai i fiori sull'acqua
ed in effetti e' una cosa carina.
Mi viene in mente quella cosa che non vidi ma che mi emoziono' molto a
Gili, Indonesia, quando Giuseppe e Umberto presero la barca di notte per
tornare alla loro isola e si videro nel mezzo di un mare che era un cielo
stellato dalle fosforescenze di qualche alga e quasi piansero tanto che
ancora oggi continuano a parlarne e a stressarci con 'sta storia. Soliti
meridionali sentimentali.
Immerso in questi pensieri e con l'illusione di essere a Gili mi butto
nell'acqua calda con i jeans e per un attimo il "dove vorrei essere"
e il "dove sono" si uniscono in una sensazione di abbandono
totale. Torno a riva e vedo Ana che ha negli occhi la voglia di un bagno
e nella mente il freno del suo vestito da sera non concepito per immersioni
in acqua salina.
Convinto di essere il ponte tra il "dove vorrei essere" e il
"dove sono" la sollevo e la porto in acqua a ricongiungerla
con madre natura che la chiamava. In quel momento mi prende la famosa
sensazione di gola secca e sento che sto per fare quello che non dovrei
fare. Me ne torno a riva da Misha e mi siedo sulla sabbia a sbollire i
bollori nella frescura della brezza notturna.
Lui, testimone di quella scena hollywoodiana, mi chiede ancora se disturba,
-"No, anzi". Mi ha salvato, altro che disturbato.
Ana se ne va tutta bagnata dal suo ragazzo, io me ne torno a casa pieno
di sabbia sulla collina di Heidi, con un ucraino muratore al mio fianco
che casca dal sonno.
Tra una notte all'Hotel e qualche ora di internet da Andrea, e' arrivata
l'estate. Quella vera. Le spiagge si sono riempite di giovani e le notti
del lungomare sono un carnevale di gente vestita alla moda, cubisti che
ballano all'entrata dei locali, tipi della public relation che ti regalano
una consumazione. L'altra sera mi sono armato di macchina fotografica
e volevo andarmene a fare foto nella movida spagnola. Ho fallito. Mi sentivo
osservato e fuori posto. Cosi' mi sono limitato ad osservare e mi e' venuta
voglia di provarla anch'io questa movida. Una di queste sere ci vado e
poi vi racconto.
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| Eccomi con Alberto all'Hotel |
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| Misha, l'Ucraino |
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| Una montagna dalle mie parti |
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| Sculture di sabbia |
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| Un assaggio della Movida |
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| Ana dopo il bagno |
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