nov 27

Il TripManuale 2.0Sto pubblicando gratuitamente i nuovi capitoli del TripManuale, che una volta aggiunti al TripManuale 1.2 andranno a comporre il TripManuale 2.0.

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Il Viaggio Lungo 

C’é una grande differenza tra un viaggio di un paio di settimane e un viaggio di vari mesi.
Chi per la prima volta affronta un viaggio lungo di solito avrà fatto esperienze brevi in precedenza, e di solito cade nell’errore di credere che un viaggio di sei mesi é come un viaggio di un mese sei volte più lungo. Ma non é così.


Il viaggio lungo assomiglia più alla vita vera che alla vacanza e porta con sé tutta una serie di sensazioni positive e negative simili a quelle della vita normale.
In vacanza tutto ciò che vuoi fare é divertirti, distrarti e stare bene, e a volte ci riesci, mentre quando parti per un viaggio lungo ti senti in vacanza solo all’inizio, mentre pian piano riaffiora la realtà.
Ecco alcuni esempi di cosa succede in un viaggio lungo:
- Preoccupazioni economiche: presto ti renderai conto che stai spendendo più del previsto e che devi fare economie, oppure che i soldi sono “diventati il tuo tempo” e più li fai durare più viaggi. Questo comporta un’assunzione di responsabilità e attenzione alle spese che forse avevi sperato lasciarti dietro.
- Nostalgia: se non sei mai stato via da casa per periodi prolungati potresti essere preso da un attacco di nostalgia per casa. Certo, sei in viaggio e ti diverti, ma così tante cose sono diverse da casa che a volte ti senti fuori posto e vorresti essere davanti alla televisione con un buon caffé di quelli fatti come
si deve a vedere il TG5.
- Solitudine: eri abituato a vivere e lavorare con altre persone e uscire con gli amici, per cui i momenti di solitudine erano una tua scelta. Adesso ti ritrovi solo in parecchi momenti della giornata e appena conosci qualcuno ecco che se ne va per un’altra strada e devi ricominciare da capo. Sarai portato ad essere più aperto e socievole, se non ci riesci il viaggio potrebbe trasformarsi in un supplizio.
Per superare questo disagio devi cercare di conoscere gente e dirti che a casa vedresti sempre le stesse facce, mentre in viaggio puoi conoscere parecchia gente, che valgono bene alcuni momenti di solitudine.
Io personalmente ho sviluppato la capacità di stare da solo anche per periodi lunghi senza cadere nella tristezza. Credo faccia parte del mio carattere, ma sono sicuro che il viaggio mi ha reso molto più libero da questo punto di vista.
- Mancanza di un orario fisso: hai sempre odiato la sveglia e gli orari soffocanti? Bene, sappi che in viaggio ti potrebbero mancare! In un certo senso essere costretti a seguire orari e fare determinate cose ci libera dall’obbligo di dovere continuamente organizzare la nostra giornata per trovare il giusto
equilibrio tra attività e riposo. Gli orari fissi trasmettono sicurezza, ma quando non li hai il peso della responsabilità di cosa fare della tua vita ricade su di te varie, volte al giorno. Nella società sincronizzata
chissà quanto tempo fa hai delegato la scelta di che fare della tua vita alla morale del fare come gli altri.
E se credi che la risposta sia il non fare assolutamente niente sappi che il sogno di passare la giornata in spiaggia sotto una palma in riva al mare con una noce di cocco in mano, oltre a essere facilmente realizzabile con pochissimi soldi, é idiota. Dopo un settimana di vita passiva, a meno che tu non abbia
nel DNA qualche gene di bradipo o koala, avrai voglia di fare qualcosa.
Per quanto riguarda la mia esperienza devo dire che anche parecchi anni dopo l’abbandono della vita sincronizzata a volte mi viene voglia di godere della sicurezza degli orari fissi. Ma mi rendo conto che sarebbe un passo indietro dovuto più alla pigrizia che altro.
- Ritorno dei problemi: crediamo sempre che il viaggio ci aiuterà a lasciarci alle spalle i problemi senza spesso renderci conto che molti sono risultato dal nostro carattere e andremo a crearceli ovunque decidiamo di viaggiare. Il viaggio ci dà un’opportunità di migliorare, ma non la garanzia.
Bene, questi erano gli aspetti negativi, andavano presentati per evitare le illusioni del “parto per un anno e la felicità e garantita”, adesso vediamo quelli positivi.
- Relativizzazione: l’osservazione e l’interazione con culture differenti ha un grande ed immediato effetto liberatorio. Scoprire che alcuni comportamenti vietati in alcune società sono elogiati in altre, rendersi conto che un certo stile di vita é solo una tra varie opzioni, vedere con i propri occhi che le priorità possono essere diverse, ti porta a pensare che in realtà ciò che é giusto o ingiusto, bello o brutto, obbligatorio o meno, é relativo.
Imparerai che la qualità di precetti morali e sociali si misura in quanta felicità procurano e non in quante persone li seguono o da quante generazioni sono validi.
Probabilmente in un primo momento ti puoi sentire un pò confuso perché non sai più in base a che codice morale o sociale comportarti, però in seguito dovresti renderti conto delle immense potenzialità della scoperta.
Un pò di buon senso ti farà capire fino a che punto é opportuno importare nel tuo ambiente aspetti culturali alieni e allo stesso tempo aprirai gli occhi sulle assurdità che eri abituato a considerare come perfettamente normali.
La maggiore conquista é non sentire il peso dei condizionamenti e decidere in maniera veramente libera di ciò che vuoi fare della tua vita. Questo risulta tanto più facile quanto ti rendi conto che certe esigenze considerate assolute sono solo relative al luogo ed epoca nel quale vivi.
- Libertà : quando nessuno sà dove sei e puoi decidere giorno per giorno cosa fare, la sensazione che ne deriva é impagabile. E dopo un pò, irrinunciabile.
- Sviluppo delle proprie attitudini: hai voglia di imparare a ballare la salsa, surfare, seguire dei corsi di kung fu o imparare a cucinare thailandese? Se sei in viaggio lo puoi fare con gran facilità e costi contenuti. Soprattutto hai il tempo di farlo e non ci sono più scuse per dire “sarei voluto diventare un…ma…”, potresti scoprire attitudini e capacità insospettate e diventare una persona completamente differente.
- Possibilità di affari e lavoro: se tieni un occhio sempre aperto sulla possibilità di guadagnare
viaggiando, potresti avere la fortuna di non smettere mai di viaggiare grazie ai soldi che guadagni…viaggiando. Io sono partito con questo obiettivo ben chiaro e dal 2000 viaggio in continuazione. Non dico che sia facile, ma é sicuramente possibile e incredibilmente interessante anche il solo provarci.
- Apprendimento di lingue: é indubbio che viaggiando si imparano in maniera molto più veloce, con uno sforzo molto ridotto e risultati chiaramente migliori che in qualsiasi scuola o corso nel tuo paese.
- Tempo: il grande assente nella vita del consumista. Ti accorgerai di come se da un parte hai rinunciato alla carriera e ai soldi, hai ritrovato una delle cose più importanti: il tempo. E probabilmente troverai un rapporto più equilibrato tra tempo e soldi, che ti permetterà di goderti di più la vita anche quando non viaggerai più.
- Sei al volante: la vita é molto più facile quando te ne assumi tutte le responsablità. Sarai orgoglioso dei momenti belli che sei riuscito a conquistare e non darai la colpa alla società, agli amici o alla famiglia, di quelli brutti, affrontandoli con positività e non sperando che qualcuno li risolva per te.
- Conoscere gente: una delle cose più belle e stimolanti in assoluto, conoscere gente, é molto più facile in viaggio che restando a casa.
Viaggiare a lungo non é per tutti, ma tutti possono provare. Se dopo un pò ti stanchi, ti puoi fermare in un posto e se proprio vuoi tornare a casa, chi te lo impedisce?
Per gli altri, un viaggio lungo potrebbe essere solo il primo di una lunga serie.


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5 Commenti a “Il TripManuale 2.0 – Il Viaggio Lungo”

  1. Ninfa Dice:

    Talvolta leggerti è terapeutico Luca! Besos

  2. paolotripmaitrop Dice:

    parole sante!

  3. Luca Musicomane Dice:

    Senti, io voto sempre 10 ma ci dev’essere un bug che non cosidera lo zero *dopo* l’uno.

    Ecco.

    D’ora in poi voto 9 se meriti 10.

  4. admin Dice:

    ok, risolto il bug…vota pure 10!

  5. ireneso Dice:

    ma com’e che riesci sempre ad essere opportuno?

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