feb 17
2008

Riflessi10 anni fa ho scritto un breve romanzo ispirato ai miei anni parigini (1994/5).
L’altro giorno l’ho trovato nei reconditi delle mie cartelle. Ho iniziato a leggerlo e…mi é piaciuto.
E’ roba vecchia, un Luca pre-Trip, ma già viaggiatore anche se solo in Europa.
Ve lo propongo intero, a piccole dosi, da leggere 5 minuti alla volta…

RIFLESSI

CAPITOLO QUARTO

Dormiva ancora quando suonò il telefono. Nel dormiveglia ascoltò la segreteria telefonica registrare il messaggio. Era un amico che gli chiedeva perché non fosse andato alla festa. Ci furono altre telefonate alle quali non rispose. Quella sera si andava al cinema. Francesco si domandò che ora fosse. Erano le sei di sera. Aveva lo stato d’animo del sogno. Si sentiva solo. Dopo essere tornato a casa si era buttato sul letto a pensare. Voleva scrivere una lettera, ma pensò che l’emozione era ancora troppo forte, che lei era ancora in volo, che avrebbe aspettato, e si era addormentato.
Aveva bisogno di compagnia, quello fu il primo pensiero. Riascoltò tutti i messaggi e chiamò tutti. Aveva un’ora prima dell’appuntamento a Les Halles, non voleva restare a casa.
Si vestì ed uscì, camminava lentamente verso il métro, la sera avanzava. Dopo un po’ si ritrovò seduto a guardare i cartelloni pubblicitari delle stazioni mentre il métro lo portava in centro. Uscì dalla metropolitana e fu felice di vedere tutta quella gente. Ora si sentiva bene.

Nei mesi seguenti la vita aveva ripreso il suo corso normale e l’avventura con la ragazza australiana era stata, per così dire, catalogata nel libro dei ricordi.
Francesco pensava che col passare del tempo ogni residuo di emozione sarebbe sparito. Ora erano passati tre mesi, si era verso metà Novembre, la prima neve sarebbe caduta presto, e quando Francesco pensava a lei, abbastanza spesso del resto, non considerava possibile nessuno sviluppo futuro e questo lo lasciava abbastanza indifferente. Ciò nonostante ammetteva a se stesso che era stato un incontro particolare e non gli sarebbe dispiaciuto incontrarla di nuovo.

Francesco era un bel ragazzo e aveva molti amici. Questo a Parigi significa, tra le altre cose, avventure. E così fu.
Ebbe varie storie. Una volta, dopo aver fatto l’amore con un ragazza che conosceva da qualche settimana, mentre lei dormiva ancora, si ritrovò a pensare a quello che era stata la sua vita sessuale fino a quel momento. Pensò alla prima volta, a Madrid, dove aveva conosciuto una ragazza spagnola che volle fare l’amore con lui mentre lui non ci aveva nemmeno pensato. Era stato bello, era una cosa nuova. Pensò poi ai mesi successivi, quando non pensava ad altro. Poi ci furono, nel corso degli anni, delle altre storie.
Un giorno, dopo una notte passata con una ragazza, si accorse di una cosa che non aveva mai voluto ammettere: ogni volta aveva bisogno di qualcosa di più.
Sentiva che ora voleva qualcos’altro. E si ritrovò a pensare alla ragazza australiana. Così scese dal letto, si fece una doccia e cominciò a scriverle. Le scrisse una lettera molto semplice, in cui le chiedeva come stava e la invitava a Parigi. Si vestì ed uscì, la ragazza dormiva ancora, comprò un francobollo e la spedì. Da quel momento cominciò ad aspettare una risposta.

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2 Commenti a “Riflessi – capitolo 4”

  1. ilcujo Dice:

    si….dai….io sto sbavando….

    …insomma…sono emozioni discrete…coadiuvate da una birra il libro fico davvero….dacci dentro e non deluderci….

  2. admin Dice:

    che successo, fino in Africa :)
    Luca

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