ott 1 2010
The Adormo Story
PROLOGO
01 Ottobre 2030, Luogo indefinito
L’idea mi venne sulle sponde del Lago Maggiore, un pomeriggio di fine Settembre 2010.
Tornavamo da un incontro di Adormo, poco prima del lancio del sistema, ed eravamo appena stati in Svizzera a vedere la diga di Bond, James Bond.
L’ultimo caffè prima del rientro lo bevemmo nell’appartamento dove avevamo passato il weekend, con la sua bellissima vista sulle montagne al di sopra delle acque increspate da un leggero vento.
Guardavo il Mastà appoggiato al balcone, con una sigaretta in mano, stagliato in maniera imperiale su uno sfondo talmente bello da sembrare un poster.

Il vento non li scompigliava i capelli perché glien’erano rimasti pochi, ma era comunque un’ interessante vista di uomo rivolto verso il futuro.
Perché per loro quel progetto non era solo business, ma un tentativo di influenzare in maniera concreta il corso degli eventi, un ribellarsi al placido movimento del fiume della vita, e decidere dove andare.
Stavano tutti tentando di mettersi al timone, e quello era di per sé già una scelta apprezzabile in un ambiente, l’Europa di inizio millennio, che chiedeva ai propri cittadini solo di tirare avanti e lavorare per mantenere un livello di consumo accettabile, in attesa dell’ondata asiatica che li avrebbe inesorabilmente travolti.
Accanto al Mastà, c’erano gli altri, alcuni seduti attorno un tavolo, altri a guardare il lago e le montagne.
Fu in in quel momento mi accorsi di trovarmi di fronte a una Storia.
Oggi, vent’anni dopo, mi accingo a raccontarla.
THE ADORMO STORY
Hong Kong, Luglio 2015
E’ una notte buia e non tempestosa a Hong Kong.
Due poliziotti di ronda si accorgono che tra i sacchi neri di rifiuti in un vicolo c’é qualcosa di insolito.
Si avvicinano e notano una persona a terra che dorme.
- “Strano”, dice uno dei due “non è quartiere da barboni questo”.
Il collega si abbassa e gli punta in viso la torcia.
- “E’ un occidentale”.
Cercano di svegliarlo ma non ci riescono, allora gli frugano nelle tasche alla ricerca di un documento.
- “Niente documenti ma…guarda (瞧), una macchinetta fotografica”.
- “…strana, mai vista una così”.
- “Si, proprio strano. Dai portiamolo in ospedale (医院), forse sta male”.
Mentre aspettano che arrivi l’ambulanza, decidono di controllare le fotografie nella macchinetta.
A un certo punto, sbalorditi, soffermandosi su di uno scatto, entrambi con un soffio di voce, esclamano:
- “Guarda!”
- “No, non ci posso credere”
Si guardano per un attimo, allibiti.
- “Incredibile. Abbiamo beccato il Mastà! (谁知道一切的人)”.
Si girano, ma l’uomo non c’è più.


ott 01, 2010 @ 16:01:50
Ho una lacrima…ma si sà, i marinai non piangono. Hanno le gocce del mare sul volto.
ott 01, 2010 @ 17:16:54
AHAHAH diciamo che per quanto riguarda lo stile di vita un po’ borderline ci hai preso in pieno
DD
Bello il clima “noir” che sai creare con le parole, ma che tu scriva bene te l’avevo già detto in precedenza.
Inoltre quoto in pieno “l’Europa di inizio millennio, che chiedeva ai suoi cittadini solo di tirare avanti e lavorare per mantenere un livello di consumo accettabile, in attesa dell’ondata asiatica che li avrebbe inesorabilmente travolti”.
Spero proprio che riusciamo nei nostri intenti, francamente preferirei qualsiasi sofferenza (anche dormire in strada a Hong Kong) al rimpianto di non averci provato davvero!
ott 01, 2010 @ 18:09:46
Che dire Luca, più passa il tempo e più mi rendo conto che stiamo creando qualcosa di grande. Qualcosa che un giorno avrà una Storia.
E mi rendo anche conto che… il Mastazi ha un profilo decisamente importante!
ott 01, 2010 @ 18:18:29
如果喜欢它的故事,我们创建了一个卡通
ott 04, 2010 @ 18:16:55
Complimenti per la tue avventure…e per il tuo blog!