mag 24

TripLife 1.0 - Manuale per vivere e lavorare viaggiandoQuesto é un capitolo del libro che sto scrivendo online: TripLife 1.0 Manuale per Vivere e Lavorare Viaggiando.
Qui c’é la presentazione.
Mandami commenti, critiche e suggerimenti, mi aiuterai a scriverlo nel miglior modo possibile.
Questo capitolo si chiama:

Interviste – Paolo e Valeria Mai Trop

Quando si parte, improvvisamente ci si rende conto che di gente che vive viaggiando (o comunque relativamente inquieta) ce n’é un sacco.
Di colpo si smette di credere di essere mosche bianche e ci si ritrova a far parte di una specie di comunità in diaspora.

Ecco un’intervista a due irrequieti: PaoloTripMaiTrop e Valeria scritta ovviamente da Valeria portavoce ufficiale della ditta:

  • Perchè avete lasciato?
Abbiamo lasciato per motivi diversi, Paolo perché’ ai tempi aveva perso il lavoro, nella sua città “stava stretto” e voleva surfare in giro per il mondo mentre io perché’ mi sono innamorata di lui e dei suoi racconti.

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  • Da quanto tempo vivete viaggiando e per quanto ancora lo farete?
Paolo e’ da più di dieci anni che viaggia per il mondo mentre io sono alle prime armi. Per quanto lo faremo? Onestamente nell’ultimo periodo stiamo cambiando molto il modo di pensare e questo non dipende dall’eta’ o dal fatto che siamo una coppia ma dal mondo che sta cambiando e che ci sta entusiasmando molto meno.
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  • E’ stato difficile decidere di lasciare tutto? Cosa vi ha convinto?
No, non e’ stato difficile lasciare tutto. La curiosità di vedere luoghi nuovi, conoscere modi e costumi diversi, cibo, profumi e odori.
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  • Come vi mantenete?
Lavoriamo per un periodo risparmiando il più possibile fino a raggiungere un budget prestabilito per il viaggio pianificato.
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  • Qual’é la cosa più difficile del vivere viaggiando?
Forse il fatto che si e’ sempre stranieri. Anche se uno cerca di integrarsi il più’ possibile con le realtà’ del posto e’ inevitabile che si e’ sempre visti con un occhio diverso e che culturalmente non e’ facile amalgamarsi.
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  • Qual’é la cosa più bella invece?
Il fatto che si imparano tante cose. Secondo noi viaggiare serve più che altro per farti capire di più la vita. Uno pensa che viaggiare sia bello perché si vedono montagne, mari o cascate da cartolina ma invece il vero viaggio e’ nella testa.
Viaggiando si impara a vivere, si capisce come gira il mondo e si impara a ragionare. I luoghi comuni vengono sfatati mentre ci si illumina su certe situazioni.
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  • E’ cambiato il modo in cui vedete la società residente? Se si, come?
La società’ residente, dopo un lungo o corto viaggio che sia, ai nostri occhi e’ come cristallizzata; nel senso che per i residenti non cambia mai niente, stessa vita, stesso bar stesse chiacchiere e soprattutto poca curiosità’.
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  • Siete cambiati voi? Come?
Cambiati? Si. Ovviamente il bagaglio culturale, viaggiando, si arricchisce e si imparano tante cose, dalle quelle pratiche che si possono applicare alla vita di tutti i giorni, alle idee e alle opinioni che mutano in base a quello che si e’ osservato viaggiando.
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  • Tante persone sognano di lavorare e vivere viaggiando, ma per la maggior parte é difficile. Cosa consigliereste a una persona che lo vuole fare?

Ma onestamente lo vorremmo sapere anche noi, nel senso che noi non lavoriamo viaggiando, quando dobbiamo lavorare ci fermiamo per mesi od anni in un luogo e poi partiamo! Speriamo di trovare presto la formula giusta per guadagnare viaggiando.

  • A che tipo di persone sconsigliereste invece di farlo?
Ci piacerebbe dire a nessuno ed invece ci sono delle persone che forse non potrebbero farcela. Ci sono delle persone che hanno bisogno del cartellino da timbrare, di certezze e sicurezze che forse il vivere viaggiando non potrebbe sempre dare!
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  • Come gestite il futuro? La pensione, la casa, la malattia? Insomma, come vi preparate al peggio?
Non lo gestiamo, ora stiamo incominciando a valutare il peggio, forse perché l’eta’ avanza!
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  • Cosa desiderate per il futuro? Vi sono rimasti dei sogni irrealizzati o irrealizzabili?
La serenità. Il nostro sogno e’ di costruirci una piccola fattoria autosufficiente dove poter vivere autonomamente e vivere di cose semplici cercando di avere il minor numero possibile di contatto con l’esterno! Ci piacerebbe poter vivere come si faceva una volta, cercando di produrre più cose possibile in casa. Per esempio imparando a farsi il pane, le conserve, il sapone, i detersivi etc. etc.
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  • Ogni volta che ho pensato di tornare a fare l’Area Manager mi sono detto che lo avrei fatto solo per molti, troppi soldi, perché adesso so cosa perdo se mi fermo. Se dovessero offrirvi un lavoro che richiedere di fermarvi, quale sarebbe lo stipendio minimo per convincervi? Oppure, quanto di più in percentuale, rispetto a quello che prendevate prima.
Non e’ una questione di soldi, se uno decide di fermarsi un un posto lo fa senza pensare al lavoro o al denaro. Se noi trovassimo un luogo  quasi perfetto per le nostre esigenze ci fermeremmo per sempre!
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  • Cosa pensate della politica italiana?
E’ tutto un “magna magna”! Bisognerebbe resettare tutto e rifare tutto da capo sperando che la nuova classe politica non si faccia pizzicare dal morbo della corruzione e delle mazzette.
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Per approfondire su questa strana coppia, andate a vedere  PaoloTripMaiTrop

Continua


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14 Commenti a “TripLife 1.0 – Interviste – Paolo e Valeria Mai Trop (24)”

  1. TripFabio Dice:

    Viaggiando attraverso una zona remota del Belize mi ricordo di essere finito in mezzo a una popolazione chiamata “Mennoniti”, queste popolazioni vivono esattamente come nei sogni di Valeria, solo di quello che ofre la terra, frutta, verdura, ortaggi e animali vari. Niente macchine, usano il calesse con i cavalli, mi sembrava di essere nella casa della prateria, tutti in salopette, uno spettacolo…. Però non avevano tavole da surf!!! Magari il mondo fosse ancora così……

  2. valeriatripmaitrop Dice:

    grazie tripfabio..sara’ allora dove andro’ per il prossimo viaggio!!

  3. valeriatripmaitrop Dice:

    comunque si, in effetti mi occupo delle relazioni pubbliche e per fortuna che ci sono io altrimenti paolo sarebbe ancora ai segnali di fumo!

  4. Monkey Dice:

    Benissimo, ora aspetto la mia intervista con ansia.:-)

  5. gio Dice:

    5 domande: avete mai trovato difficoltà nella ricerca del lavoro?
    cosa sentite dentro il primo giorno di lavoro dopo mesi di vita viaggiando?
    tornate sempre in italia x lavorare e crearci il budget o avete provato a lavorare in altri paesi?come sopperite alla mancanza di aggiornamento/formazione dei tanti ambiti lavorativi?
    è dura riniziare da 0 quando lavorate?

  6. Andreadventures Dice:

    Bello! ma non si riescono a trovare delle riviste o televisioni interessate a documentari?

  7. TripFabio Dice:

    Facciamo una nuova rivista, un mensile dove si mettono diari di viaggio e altro. Dai cosi spacchiamo il culo a novella 2000!!!!!

  8. Ceres Dice:

    altre domande, molto dirette, oltre a quelle che ha fatto gio:
    - quali sono i lavori che avete fatto ultimamente?
    -in genere quanto tempo vi fermate a lavorare e quanto state in viaggio? Detto in altre parole qual’è il rapporto lavoro/viaggio in termini di tempo che solitamente riuscite a tenere?

    in bocca al lupo ragazzi

  9. gio Dice:

    Comunque a noi tutti amanti di questa vita di viaggio e libertà dovremmo escogitare una “alleanza segreta” x vivere tutti come il progetto che sta nascendo dal tripluca….ossia creare dei cuscinetti ammortizzatori…
    unirci in gruppo,generare una rete in cui ci conosciamo e ci aiutiamo a vicenda….un fondo dove tutti mettono delle quote x quello che producono e x il tempo e soldi che riescono a generare x la collettività…da cui attingere x vivere 6 mesi in giro x il mondo e 6 mesi x fermarsi a produrre qualcosa x la collettività del gruppo.Unirci ci converrebbe…..

  10. Ceres Dice:

    @gio: per quel (poco) che ne so io, il comunismo non ha mai funzionato

  11. Fiammetta Dice:

    @Ceres: il comunismo no, ma le “micro” economie di scala sì. Anche io credo fermamente che nel futuro cresceranno sempre di più le esperienze di vita comunitaria dove le persone si scelgono e decidono di vivere assieme, con e per un progetto comune, mantenendo al tempo stesso la propria libertà individuale. Attraverso queste esperienze si riuscirebbe ad abbattere i costi della vita quotidiana e realizzare i progetti individuali e collettivi. Forse questa è proprio la strada per uscire dalla follia del più lavoro per il più consumo che non ci sta certo rendendo più felici!

  12. Ceres Dice:

    Qui si rischia di andare OT :)
    Fiammetta, son d’accordo con quel che dici, e non è nemmeno una novità: di piccole associazioni e cooperative con progetti comuni, che uniscono sforzi e risorse economiche, esistono già. Ma sono più o meno regolamentate, altrimenti non funzionerebbero. Ogni gruppo o “società” di anche sole 2 persone con uno o più obbiettivi o interessi comuni richiede regole, implicite od esplicite, per funzionare.
    Forse il nocciolo per raggiungere quello che scrivi tu è trovare le regole giuste che consentano di raggiungere gli obbiettivi del gruppo lasciando più libertà individuale possibile, ma che coinvolgano tutti a dare un contributo equo.

  13. valeriatripmaitrop Dice:

    @ gio
    1. trovato difficoltà nella ricerca del lavoro? si in italia in quest’ultimo periodo. ora siamo in spagna e io ho trovato un impiego dopo una settimana.
    2. ricominciare e’ faticoso..ma dopo una decina di giorni già ti abitui ai ritmi lavorativi
    3. lavoriamo sempre in paesi dove riusciamo a fare abbastanza soldi, come australia, inghilterra, spagna..
    4. ci si adatta e si stringono i denti
    5. no, direi di no..

  14. valeriatripmaitrop Dice:

    @ ceres
    1. operaio, cameriere, aiuto cuoco, receptionist e giardiniere.
    2. stabiliamo un budget e fino a che non lo raggiungiamo. lavoriamo..generalmente il viaggio dura sempre un anno.
    3. dipende molto da dove vai..e da che tipo di viaggio fai..diciamo che paolo dal ’97 ha viaggiato molto di piu’ rispetto al tempo che ha lavorato.

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