TripLife 1.0 – il Point Break (18)

TripLife 1.0 - Manuale per vivere e lavorare viaggiando Questo é un capitolo del libro che sto scrivendo online: TripLife 1.0 Manuale per Vivere e Lavorare Viaggiando.
Qui c’é la presentazione.
Mandami commenti, critiche e suggerimenti, mi aiuterai a scriverlo nel miglior modo possibile.
Questo capitolo si chiama:

Il  Point Break

Ora facciamo un salto in avanti e supponiamo che il tuo business sia iniziato e cominci a fruttare.
Lo so, non é ancora iniziato e non sta fruttando, ma probabilmente a questo punto qualsiasi mia trattazione generale non sarà soddisfacente in quanto stai tentando qualcosa di ben specifico.
La cosa più probabile é che i soldi che entrano siano ancora pochi, mentre quelli che escono siano ancora troppi.
Rilassati, sarà sempre così, per tutta la tua vita.
I soldi hanno questo vizietto.

Comunque é probabile che tu sia nel guado: hai un mini business da, diciamo 200 euro al mese, e risparmi che ti permettono di viaggiare per altri 6 mesi, diciamo 4000 euro.

La Metafora

Vedila così: sei su una tavola da surf  e hai appena lasciato la spiaggia. Le onde ti spingono indietro, verso la riva.
La sensazione é che al di là delle onde ci sia l’ignoto e il pericolo, per cui hai anche la tentazione di mollare.
Ma insisti e vai avanti.
Più esci e più le onde diventano grandi e difficili da superare.
Alcune poi ti rompono addosso, e ti danno delle botte spaventose (“ma non era solo acqua?”), rischiando di farti affogare.
Non cedere, quando si rompono, sei vicino alla meta.
Insisti e (se non affoghi) passerai il Point Break, e scoprirai una cosa meravigliosa:
Al di là é tutto calmo, guardi verso la spiaggia e vedi che le onde si rompono dopo averti passato.
Pensavi che più esci in mare e più diventa difficile, eh?
Poi guardi verso l’orizzonte ed eccoti lì, sul mare tranquillo, che si alza e si abbassa, cullandoti.
Guardi di nuovo verso la spiaggia e vedi gli uomini piccolini che si affannano, tra il sole e la sabbia.

Tu sei invece in un luogo nuovo e l’oceano é tutto attorno a te.
Il più é fatto.
Ora l’energia che ti serve é solo quella per stare a galla, non più per combattere le onde (ok, dovresti surfare un pò, ma é presto per te).

La Realtà

L’immagine può essere pseudo poetica e scontata, ma é potente perché é vera (e anche perché l’ho fatto stamattina a Bali).
E’ proprio così.
Adesso che hai i 200 euro al mese e non un “lavoro serio”, tutta la struttura sociale é contro di te.
Con 200 euro al mese l’unica cosa che puoi fare é andare via, dove tutto costa meno.
Andare al di là delle onde, dove serve meno energia.

I 200 euro aumenteranno e i 4000 diminuiranno.
Nel frattempo devi lavorare, spendere poco e viaggiare.
Nuotare verso fuori.
Sono i mesi e gli anni più impegnativi, ma anche forse i più belli.
Mentre senti discorsi del tipo “ma dove vai con 200 euro”, “ma la pensione?”, “ma una casa?”, “e la carriera?” (le onde che ti spingono a riva), devi continuare a spingere verso fuori.

Il suono delle voci (che é di amici e parenti, ma anche la tua) si attenuerà, e sentirai sempre più chiaramente altre voci: “cavoli, che bello poter andare in giro”, “beato te”, “bella vita”.
E’ una specie di schizofrenia collettiva, le stesse persone che ti dicono che sbagli e che ti invidiano.

E sei sei bravo e fortunato, riuscirai ad arrivare in quel punto in cui guardando verso l’orizzonte, seduto al tavolo di qualche bar tropicale, in una situazione forzatamente instabile ma incredibilmente eccitante, sentirai una sola voce, la tua, che dice: “beato te”.

Quand’é stata l’ultima volta che ti sei detto “beato te”?
Quel tavolo in quel bar sarà il tuo Point Break, segnalo nel tuo molesquine (si, dai, avrai anche un molesquine, mica si può essere originali al 100%), quella é una delle tappe più importanti della tua vita.

Conclusione

In questo articolo non ho dato nessun consiglio pratico perché  la tecnica non basta.
Serve la consapevolezza e il coraggio. Serve fortuna. Serve uno sforzo quotidiano.
E soprattutto ti servirà sapere, quando sarai in mezzo a quelle onde, che non devi mollare perché il Point Break esiste e non é probabilmente nemmeno troppo lontano.
Non ti distrarre, quell’onda ti sta rompendo proprio addosso.

Dedica

Dedico questo articolo a PaoloTripMaiTrop, mio guru a gratis che con infinita pazienza sopporta i miei (e di Valeria) penosi tentativi surfistici (ma oggi mi sono alzato in piedi sulla tavola e ci sono anche rimasto per un pò!).

Continua