TripLife 1.0 – Il Problema non é un Problema (3)

TripLife 1.0 - Manuale per vivere e lavorare viaggiando Questo é un capitolo del libro che sto scrivendo online: TripLife 1.0 Manuale per Vivere e Lavorare Viaggiando.
Qui c’é la presentazione.
Mandami commenti, critiche e suggerimenti, mi aiuterai a scriverlo nel miglior modo possibile.
Questo capitolo si chiama:

Il Problema non é un Problema

Senti di voler viaggiare ma non ti é chiaro se sia giusto. Hai paura di essere considerato egoista e imprevidente. Disadattato.
La prima bella notizia é che non lo sei. Lo senti dentro. Non é un bisogno indotto.
Forse é uno dei pochi veri bisogni atavici, e quindi sani, che ti restano.
E’ un pò come il sesso. Pensaci.
Secoli di repressione vaticana ci hanno instillato il malsano pensiero che il sesso in fondo sia una cosa sporca.
Tollerabile e necessaria solo per la procreazione.
E’ un’assurdità che solo persone che vivono in maniera innaturale, asessuata, possono concepire. Oggi lo sappiamo.
Anche la Chiesa tenta lentamente di rivalutare il sesso, una delle forze più positive che conosciamo: con il sesso si crea la vita.
Come può essere una cosa sporca?
Ma attenzione, il trucco é qui: sappiamo che il sesso é una cosa buona ma non riusciamo ancora a liberarci dal senso di colpa.
Quindi la mente va da una parte e la coscienza un’altra.
C’é ovviamente qualcosa che non va.
Forse la mente é semplicemente più veloce della coscienza, che langue.
Qualche psicologo ce lo potrà probabilmente spiegare, ma per ora limitiamoci a notare il fatto.
E allora? Facciamo l’amore e lasciamo stare i preti.

Con il viaggio é la stessa cosa.
Siamo stati viaggiatori per la maggior parte della nostra esistenza. Nomadi.
Ripeto il concetto: per la maggior parte della nostra esistenza.
L’essere sedentari é, in termini temporali, una novità.
Per circa 200.000 anni ci siamo spostati da una valle all’altra in cerca di nuovi territori di caccia.
Ci siamo fermati solo circa 8000 anni fa.
Il nostro corpo, così com’é oggi, é il risultato di una selezione naturale di una razza di viaggiatori, non di agricoltori.
Chi non era adattato a spostarsi moriva, gli altri prosperavano e si riproducevano.
Esiste una razza che riesca ad adattarsi meglio all’ambiente dell’uomo?
Viviamo e sopravviviamo in mezzo ai ghiacci del Polo Nord, nelle foreste tropicali dell’Amazzonia e perfino negli uffici delle multinazionali milanesi.
Forse solo lo scarafaggio é più bravo (lui però negli uffici muore di noia).

E la nostra mente? Anch’essa é il risultato del nomadismo quindi direi che é abbastanza ovvio che sentiamo il bisogno di viaggiare.
Alcuni di noi quando sono in movimento, sentono una specie di pace, come se fossero tornati a casa.
Altri no.
Chi ha ragione? Chi é giusto e chi sbagliato? Nessuno.
Però non é certo giusto dire che viaggiare é una deviazione perché spesso per molti é semplicemente la sola cosa giusta da fare.

Qualcuno potrebbe a questo punto obiettare: “si, eravamo nomadi, ma adesso siamo stanziali”.
Sbagliato. Alcuni sono stanziali, altri no. Ognuno deve capire cosa é meglio per sé stesso.
Quindi, per concludere il capitolo: la tua voglia di viaggiare é naturale, come il sesso.
Fai l’amore con tutta la terra.

(Continua)

8 pensieri su “TripLife 1.0 – Il Problema non é un Problema (3)”

  1. vederti nascere (quasi) come scrittore e vederti arrivare qua é una grossa soddisfazione caro vate;
    ancor di piuù é una grossa soddisfazione averti conosciuto come viaggiatore, coraggio ed in bocca al lupo!!!

  2. Hai uno stile stupendo. Unico e TUO. Vai avanti e non chiedere consigli, non farti condizionare perchè perderesti in spontaneità.

  3. Il mio malessere, la mia inquietudine è accertata…
    girando in rete sono finita come x magia nel tuo sito…
    se non è un segno questo!
    La tua vita sembra un’opera d’arte,
    spero che possa imparare qualcosa e buttarmi x fare l’amore con tutta la terra come stai facendo tu.

  4. Oggi mi sono rimesso a leggere il triplife per finirlo…e trovo questa frase: “La tua vita sembra un’opera d’arte” che mi era sfuggita.
    Emozionante.
    Grazie Donatella.

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