Le mezze democrazie

Quello che sta succedendo in Thailandia è occasione di riflessione anche per noi in Italia.

Certo, a vederli spararsi addosso, é facile che pensare che in fin dei conti siamo avanti, e quelle cose ce le siamo lasciate alle spalle molto tempo fa.

Ma noto vari parallelismi che vale la pena analizzare.

Iniziamo cercando di capire cosa succede in Thailandia.

Tra i vari motivi alla base della presente crisi, quello forse più determinante é abbastanza semplice: la differenza tra ricchi e poveri é enorme.
Fin qui niente di nuovo né in Thailandia, né nella maggior parte del mondo.

Il motivo seguente é la mezza democrazia, un modello di governo col quale non conviene scherzare: se dici alla gente che é libera di votare i propri governanti quella, nella sua ignoranza, ci crede pure.

Qualche anno fa  Taksin (il Berlusca d’Asia) ha vinto le elezioni con l’appoggio dei poveri.
Dopo un paio d’anni i ricchi di Bangkok (elite, Re, militari) lo hanno cacciato con un colpo di stato.

Hanno tenuto altre elezioni, ma lui ha vinto di nuovo (tramite i suoi fedeli) dall’esilio.
E allora, fuori dalle palle di nuovo (camicie gialle che bloccano l’aeroporto, ricordate?).

A me Taksin non piaceva.
Era un populista, un presidente operaio miliardario, corrotto e corruttore che ha capito come funziona la democrazia: devi farti votare dalla maggior parte della gente indipendentemente dai soldi che hanno.
Ha contato i poveri, ha visto che erano tanti, se li è lavorati, e ha vinto.
Un bell’esempio di come la democrazia sia un sistema facile da bucare.

Taksin non era il massimo, anzi, però aveva vinto e lo si doveva cacciare con le elezioni.

I poveri avranno pensato ”minchia. Per una volta che vinciamo noi, cambiate le regole e ci fate perdere.
Poi rimettete la palla al centro, facciamo di nuovo gol,  e cambiate ancora una volta le regole.
Allora l’arbitro é corrotto e pure cornuto! Tanto valeva tenerci la dittatura che almeno non ci prendeva per il culo”.

E si sono incazzati. Giustamente.

Da qui la deriva. Quando le regole non valgono più, quando mi hai preso per il culo mille volte e mi guardi con disprezzo dall’aria condizionata del tuo SUV che consuma un piatto di riso ogni tre semafori. Quando ogni volta che alzo la voce guardi e dici di abbassare i toni per rispetto verso il Re…dopo un pò mi incazzo.

E ha ragione mio padre a riassumere  a Lek la cosa con un “prima o poi vi svegliate anche voi”, perché di questo si tratta.
Del popolo che si sveglia.

E la violenza? La violenza é una brutta cosa. Ma ha molte facce. Lo diceva anche Ghandi, che la violenza più subdola é la povertà.

Apologia dei rossi? No. L’anno scorso li ho visti (e filmati) arrivare in bus con la scritta “No Violence” e i bastoni in mano. Sicuramente c’é della brutta gente in mezzo, come dappertutto.

Sto solo cercando di delineare, in maniera grossolana certo, le dinamiche di base, che sono abbastanza semplici.

Ma i parallelismi con l’Italia? Questi:

- disparità sociale in aumento.
- ignoranza in aumento (il calo dei lettori di Tripluca ne é la prova).
- mezzi di informazione sempre meno liberi.
- povertà in aumento.

Ma soprattutto una democrazia che é sempre più di facciata, uno dei tanti modi per controllare il popolo ignorante.

Questo porta alla creazione di classi che vivono su pianeti diversi, come il mio amico Noel nel suo SUV guidato da un autista e la cameriera che ci serve la cena al ristorante.

Entrambi sono rispettabili e lavorano per vivere, ma sono troppo distanti tra loro.

L’Europa é sempre stata la migliore perchè l’operaio e il dentista andavano a mangiarsi una pizza assieme senza problemi.

Ma adesso, sempre più, l’operaio sta a casa e il dentista va alla cena di pesce con gente del suo rango.
E’ qui che si perde la cosa più importante secondo me: quella sensazione che al di là dei soldi che guadagno la mia dignità é garantita.
Ma sta sempre più diventando una giungla dove i furbi, gli  intelligenti e disonesti vanno avanti e il resto subisce, dove stanno riscrivendo le regole del gioco mentre noi di fronte alle ingiustizie diciamo “bisognerebbe chiamare Striscia”.
E il solo fatto che qualcuno veda “Striscia” come dispensatrice di giustizia, é preoccupante.

Dove porta questa strada? Verso Bangkok.

Non ora, e non domani, ma la marea di merda sale, e se adesso ci sono in mezzo quelli meno preparati, colti e intelligenti, domani cominceranno a sprofondare gli operai specializzati, poi i ragionieri, poi i commerciali e via via sempre più su.
E a un certo punto scoppia.

E noi non siamo Thailandesi calmi e tranquilli, abituati alle classi sociali e al un concetto di Re paterno.
Siamo incazzosi e aggressivi.

O ricreiamo un pò di giustizia sociale o staremo peggio tutti.