apr 6 2012
Il Siberiano e il mare

Il siberiano e il mare (di Luca Hemingway). Questa foto ritrae Andrey nel momento esatto in cui vede il mare per la prima volta nella sua vita!
A Marzo 2002 avevo finito i soldi e dovevo andare a lavorare da qualche parte. Manu, il tipaccio Messicano che avevo conosciuto a Sydney e col quale avevo girato l’Asia mi disse: “Vieni a Cancun che col Time Share si guadagna un sacco”.
Ma la cosa era poco sicura, lontana e probabilmente mi avrebbe corrotto nel più profondo dell’anima.
Montai quindi sul Furbone di Paolo e con Mario andammo alle Canarie a lavorare onestamente e a inventare Cobretti.
Nel 2003 decisi di andare in Messico. Presi un volo per Londra dove notoriamente i voli costano meno, andai a trovare Paolo che abitava là e mi misi a cercare un volo per il Messico. Nada. Finii su un Alitalia Londra-Milano-Caracas (notare l’ironia del passaggio per Milano) deciso a passare a nuoto lo stretto di Panama.
Arrivai a Caracas e la prima cosa che scoprii fu che quel viaggio non era facile. A parte l’attraversare la Colombia ancora nel pieno del bordello narco, c’era lo stretto dove non sono molto abituati a fare passare gente così, alla bacpacker.
Insomma si parlava di fare il mozzo per mezzo’ra su navi cargo e roba del genere.
Cosa potrà fare mai di utile un mozzo in mezz’ora? Oddio. No!
E allora andai in Brasile, tanto per gradire e fare il figo che parte per andare in Messico, finisce in Venezuela, volge lo sguardo al vento del Sud e si dirige imperterrito verso di là invece che di qua, pronto a cambiare piani non appena il suo animo gli dice che la felicità é a Sud e non a Nord.
Cazzate del genere insomma. Ma a Radio Deejay suonavano bene.
Infine, l’anno scorso io e Lek decidemmo di andare in Messico e finimmo a Bali.
Questione di costi, opportunità di business eccetera.
Potrete capire quindi come, ora che siedo con una carta d’imbarco Venezia-Parigi-Cancun, senta di aver sconfitto un demone.
Il Messico é probabilmente l’ultimo paese “unico” che volevo visitare.
Unico nel senso che da quanto ho capito dovrebbe essere un paese con una personalità forte, non simile agli altri che ho visitato (mai stato in Centro America), con una cultura originale, varia. Un posto nuovo insomma.
Ma bando alle ciance su ciò che é il Messico che tanto non ci sono mai stato (ironicamente questo articolo andrà online solo quando sarò in Messico e quindi questa frase nasce falsa in partenza).
L’importante é avercela fatta.
Tre mesi questa volta. Solo 12 settimane (che poche dette così), ma va bene come antipasto.
A proposito. Mi porto via il programmatore siberiano (quello che mi programma Adormo) che non e’ mai stato a Mosca, all’estero, su di un aereo e non ha mai visto il mare.
Impazzirà, questo é poco ma sicuro.
Chissà se apprezzerà la trip life o deciderà di andare a lavorare a Mosca in un cubico a guadagnare tanti soldi, ma con poche margaritas, senoritas e spiaggitas.
Chissà, intanto oggi gli facciamo vedere l’oceano.

apr 06, 2012 @ 23:07:43
Quella rete davanti ad Andrey ha un non sò che di simbolico …
apr 07, 2012 @ 08:39:41
prima di leggere questo post stavo proprio pensando: ma c’e’ poi andato Luca a trovare il suo amico Manu, come gia’ diceva avrebbe fatto ne “La lunga estate” o alla fine non c’e’ mai andato? (sai non e’ facile con te tenere il conto dei posti dove sei stato!)
ecco appunto.
que te vaya bien!
irene
apr 07, 2012 @ 17:11:58
Vero Lucia! Quella rete è la sottile differenzia nell’essere un semplice turista o un tripper
Mi commuove vedere (e pensare) Andrey così, mano in tasca, piedi nudi sulla spiaggia, scaldato da un nuovo sole fissare il mare… chissà che minchia gli passerà per la testa… ma va bene così!
apr 07, 2012 @ 17:21:29
…era ora che visitassi una meraviglia così!
apr 07, 2012 @ 21:52:47
Ciao Luca. A San Cristobal, in Chiapas, nel 2004 c’era un tizio di Bergamo, Antonio si chiamava. Aveva un ostello carino (al tempo non aveva un nome) e tante info sul Chiapas. Buon viaggio.
apr 07, 2012 @ 23:12:41
Potrebbe essere la copertina del prossimo libro di fabio volo! Da dietro ci somiglia pure un bel pò!
apr 08, 2012 @ 11:53:35
Dome, anche ma io intendevo simbolico per Andrey. Emozionante questa foto, anche se di spalle, si percepisce il sorriso sul suo viso.
apr 13, 2012 @ 08:45:52
a mazunte c’e'gente strana,l’argentino ernesto ha la mappa del tesoro e sembra gesu’.
apr 13, 2012 @ 11:10:48
Ti posso solo consigliare il treno da Los Mochis a Creel e stare qualche giorno a Creel a giro per la Barranca del Cobre.
Vale veramente veramente la pena
apr 21, 2012 @ 18:47:37
pablo dice:
«a mazunte c’e’gente strana,l’argentino ernesto ha la mappa del tesoro e sembra gesu’.»
cacchio vi sembrerà impossibile ma lo conosco anch’io quell’Ernesto, è un idolo. Fa sculture con tappi di sughero, ha vissuto dieci anni in italia dove gestiva un locale rock, e ne potrei dire altre. È un pezzo che non lo sento.
apr 25, 2012 @ 01:19:33
FIKISSIMO LUCA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! (troppo forte sta storia comunque *:D …eh già:’l'importante è avercela fatta!’ … ma ancora più figo è realizzare di avercela fatta prima di avercela fatta *;)