apr 18 2009
Vecchi giovani e vecchi vecchi
Uno degli aspetti più interessanti della vita al margine di sistemi diversi, é la possibilità di analizzare prospettive nuove.
Nei giorni scorsi Lek se n’é uscita con un’osservazione rivelatrice, scaturita dai 10 mesi vissuti a casa con mio padre e il successivo rientro nella sua famiglia.
In Italia hai visto persone anziane combattere contro la propria età.
Persone che stanno invecchiando ma che non vogliono per questo pesare sugli altri e difendono con forza la propria indipendenza.
Quando di fronte alle difficoltà, spesso presunte, di un anziano, lei voleva aiutare, si trovava di fronte a un rifiuto: “no grazie, ce la faccio”.
Classica la scena in un bus pubblico dove appena entrava una persona sopra la cinquantina mi diceva di alzarmi e fargli posto.
In quei casi io pensavo una cosa e ne dicevo un’altra.
Pensavo: “minchia, alzati te no? Fai la gentile con le mie sofferenze”.
Dicevo: “no, si offende, mica é vecchio”.
Nella sua mente scattava sicuramente qualcosa di simile al S.P.Q.R (Sono Pazzi Questi Romani), ma si adattava e taceva.
A casa, lesta come una gazzella, si apprestava a rifare il letto di mio padre nell’attimo in cui lui era distratto dal daily task di farsi il caffè.
A lui, 70 e passa, dava fastidio essere trattato da vecchio (e anche faceva piacere essere trattato con rispetto) e appena Lek scendeva le diceva “no sta mia farme el letto he?”.
Lei, ossequiamente annuiva in un leggero inchino, e non appena lui si ritirava in bagno, scattava, faceva il letto e spariva nei meandri della casa, probabilmente sentendosi anche un pò in colpa.
Nell’immaginario asiatico un vecchio é una persona anziana che viene portata sottobraccio da una persona giovane.
La persona anziana si é fatta il culo per anni, ha tirato su una famiglia e, dato che la pensione non la prende, viene servita e riverita dai giovani, in genere i figli.
Da noi, quando devi essere portato sottobraccio, puoi già ordinare i chiodi della tomba prima che il prezzo del ferro torni a salire.
E’ finita, sei un peso, non produci, sei pieno di malattie e tutta la tua conoscenza é riassumibile in una pagina di wikipedia che non sei nemmeno in grado di gestire.
Ne risulta che é meglio essere giovani in occidente e vecchi in oriente.
Si tratta solo di scegliere il timing giusto.
Ecco quindi la nostra Lek che torna a casa e trova sua madre che fa fatica a camminare per un dolore all’anca.
Passa quindi la giornata di fronte alla TV a guardare un monaco che parla, telenovelas e telegiornali.
La forzata immobilità non sembra sconcertarla e io credo anche di capire perché: da quando l’ho conosciuta l’ho sempre vista davanti alla TV a guardare un monaco che parla, telenovelas e telegiornali.
L’unica cosa che é cambiata é che il monaco ora ha uno share più alto.
E qui arriva la rivelazione di Lek, che riporto con parole mie, ma é abbastanza fedele:
“In Asia la gente vuole essere vecchia. Da vecchi si sta meglio. Non devi lavorare e sei rispettato. In Italia i vecchi non vogliono esserlo e per questo sono più forti. Qui la gente invecchia presto perché sono vecchi dentro. Inizia la mente e poi il corpo segue”.
Il potere della mente sul corpo, tanto declamato in oriente, può anche avere effetti collaterali indesiderati.
Se si trattasse di un prodotto, lo descriverei così:
Prodotto: rispetto per anziani.
Posologia: da assumere dai 50 anni in su.
Effetti indesiderati: provoca invecchiamento precoce della mente e del corpo. Assumere a piccole dosi.

apr 18, 2009 @ 09:06:31
Bravo! Molto interessante.. si confermano certi punti d’unione tra Asia e Africa …
apr 18, 2009 @ 09:16:54
Andrea ..l’Africa…sai dove ..
apr 18, 2009 @ 10:22:46
Interessante, mi sono sempre interrogato sulla questione. Per ragioni che si possono facilmente immaginare non ho mai conosciuto i miei Nonni (a parte mia nonna materna) e non ho quindi potuto darmi una spiegazione al problema “rispetto per gli anziani” ma ora che mi preparo a diventare padre e i miei genitori/suoceri diventeranno nonni è una cosa che mi fa riflettere, è come se tutti noi si scalasse di un posto in un ipotetica griglia. Prima riflessione, l’ anziano Italiano è sempre incazzato! E ci credo, in tv (sempre la maledetta scatola magica!) non fa altro che vedere gente che litiga, culi e tette spesso rifatti e altri anziani che non ne vogliono sapere si andare in pensione (il nostro pocoamato presidente del consiglio di anni ne ha 73!). Seconda considerazione, i giovani non hanno il minimo rispetto per l’ anziano, i valori che contano sono ben altri, culi e tette rifatti, soldi e potere ecc. ecc. e poi diciamocelo, esiste forse un sito nonno.com, tenessero un blog ancora ancora ma con la “tecnologia che allontana avvicinando” chi ha volgia o tempo di sentire cos’ ha da dire l’ anziano di turno? (sono sarcastico se non si fosse capito). Terza considerazione, in Asia spesso mi sono trovato di fronte alla Famiglia, intesa come agglomerato, la cosa che mi ha fatto molto riflettere è la contrapposizione tra la singolarità occidentale e la pluralità orientale. Essendo un discorso lungo e complesso evito di approfondire ma direi che le regioni della nostra riflessione partono da lontano… in Oriente si cresce in un microcosmo di un certo tipo, i bambini sono sempre a contatto coi nonni, i genitori lavorano e si crea un rapporto di dipendenza/complicità, in occidente i bambini vengono parcheggiati il prima possibile in “micronido” (non è uno scherzo, ne ho visto uno stamani!), i nonni magari lavorano ancora o sono spesso e volentieri impegnati in una personale battaglia contro i giovani, giovani che per altro hanno altro per la testa come per esempio dimostrare ai genitori di essere migliori di loro, far carriera ecc. ecc. Non se ne esce insomma.
apr 18, 2009 @ 13:15:17
Interessante. Che farai allora da vecchio? Trasferimento definitivo in Asia e vita stanziale a Bali o Bangkok!
Carina l’immagine, meno male che ho un piccolo portatile così posso capovolgere direttamente il monitor!
apr 18, 2009 @ 14:25:24
Ciao Luca. I tuoi commenti ci fanno sempre riflettere e ci impediscono ti invecchiare mentalmente. Sicuramente in Italia o nel mondo occidentale c’è la paura di invecchiare, invece in Asia è una felicità se ci sono i figli ad aiutare. Per questo Lek è fondamentale per farci capire il vero senso della vita nel mondo. Vi ringrazio di cuore per averci dati la possibilità di riconsiderare i veri valori sociali che sicuramente non dobbiamo dimenticarsi. Il mondo è uguale per tutti. Un abbraccio a tutti i due.
apr 18, 2009 @ 16:12:41
sono già vecchio e non serviva capovolgere, vedi l’immagine alla fine
apr 19, 2009 @ 07:01:32
..non dimentichiamo che ci sono anche i non giovani!
Valeria
apr 21, 2009 @ 09:21:24
come sempre seguiamo gli americani….li i vecchi non esistono…..sono ectoplasmi….