Rita levi Montalcini e il ragazzo italiano alla reception di un Hotel di Parigi

rita levi montalcini

Oggi é morta la Montalcini. Io l’ho conosciuta. Ecco una bella storia da leggere davanti al caminetto:

Incontro con la Montalcini

Parigi, circa 1996

Ero a Parigi da più di un anno. Avevo appena lasciato il mio primo lavoro serio alla reception dell’Hotel Ibis Bercy Expo per potermi prendere le ferie necessarie e viaggiare credo a Vienna, a un incontro di Taizé.

Poi, tornato a Parigi, ero stato assunto al Novotel Bagnolet, un mostro di 600 stanze e una reception lunga quaranta metri con una fila di receptionsti in blu.
Uno di quelli ero io, un Harry Potter occhialuto, vestito di blu, che stava lentamente uscendo dal mondo degli sfigati a suon di difficoltà autoinflitte.
Avevo già lasciato l’Università alle spalle da un pò e deciso che la mia cultura me la sarei conquistata a forza di lavoretti umili in giro per l’Europa.

Era un giorno come un altro ma a un certo punto vedo una parrucca bianca spuntare dal bancone.
Mi affaccio un pò e vedo la Montalcini.
E’ accompagnata da una ragazza.

– “Sboronjour, nu devon fasé le check-in”, dice la ragazza, romana.
– “Signora Montalcini, che piacere!”, dico emozionato.
– “Professoressa Montalcini”, dice l’assistente.
Prima gaffe.
– “Ah si, scusate, Professoressa, adesso vi faccio il check-in”.

La Montalcini mi sorride e comincia a chiedermi cose tipo “sei italiano? Cosa fai qui?”  e io “sono qui per imparare il francese” e cose del genere.
Parliamo per pochi minuti e poi se ne vanno nelle rispettive stanze.
– “Che forte! Simpatica”, penso.

Mi rivolgo ai miei colleghi e dico:

– “Ehi ragazzi, ma sapete chi é questa?”
– “Non, j’se pais. C’est qui?”
-“La Rita Levi Montalcini, un premio Nobel!”
Coglioni di francesi, penso, che se non é un francese quello famoso non vale niente per loro.
Noi in Italia abbiamo rispetto dei nostri scienziati, sono come delle rock star e ne conosciamo vita morte e miracoli.

– “Ah oui, Nobel de que?”
– “Mah…ehh…Nobel, ehm….della Scienza!”
– “Ah oui oui, ok. Est-il arrivé Mr. Bernard?”
Cambia discorso. Nessuno che ne se frega.
Voi direte che in un hotel a Parigi di personaggi famosi ne passano tanti, ma quello era il Bagnolet, fuori dal périphérique, un 3 stelle che la mia rockstar aveva scelto solo perché era vicino a qualche ospedale che doveva visitare.

Dopo un pò suona in telefono.
Una vocina gracile e nobile mi dice:

-“Luca…sei Luca?”
– “Si si, Professoressa, mi dica!”

E qui mi spara la frase che vent’anni dopo rende un articolo nel mio blog poco credibile, tanto che una buona parte dei lettori crederanno che mi stia inventando tutto:

“Mi manderebbe un parrucchiere per farmi la permanente?”

Ora, ragazzi, che la Montalcini ti chieda aiuto per la permanente é una cosa grande, che merita rispetto e considerazione.
Nell’immaginario collettivo, la permanente era il simbolo della Montalcini.
I suoi studi sul del fattore di accrescimento della fibra nervosa che le hanno valso il Nobel per la medicina (non per la scienza. Seconda gaffe), NON hanno nulla a che vedere con l’accrescimento della permanente come molti si ostinano a sostenere.

Ma quell’albergo non era il Ritz e non avevamo un parrucchiere di fiducia. Crisi. Come rifiutare una cosa del genere?
Quindi chiamo mezza Parigi e le recupero un parrucchiere che probabilmente oggi vive da qualche parte nel 19ieme arrondissement, senza sapere che quella volta ha fatto i capelli a un premio Nobel. Quanto vorrei incontrarlo oggi e dirglielo. Una carriera che finalmente avrebbe un senso.

Il giorno del check-out la Montalcini viene da me e mi dice: “Luca, torno tra una settimana e ti porto un paio di miei libri”.
Io il giorno stesso mi precipito in biblioteca e faccio incetta di tutti i suoi libri.

Leggo:

  • L’elogio dell’imperfezione:  il cui succo é che “l’imperfezione ha da sempre consentito continue mutazioni di quel meraviglioso e quanto mai imperfetto meccanismo che è il cervello dell’uomo. Ritengo che l’imperfezione sia più consona alla natura umana che non la perfezione.” L’imperfezione è dunque una componente fondamentale dell’evoluzione. Dagli anfibi all’Homo Sapiens, il cervello dei vertebrati si è sempre prestato a un miglioramento, a un cambiamento, mentre negli invertebrati è nato così perfetto da non entrare nel gioco delle mutazioni, tanto è vero che i trilobiti vissuti centinaia di milioni di anni fa non sono essenzialmente diversi dagli insetti, dagli artropodi di oggi. Ecco perché l’imperfezione “merita un elogio”.
  • Il tuo futuro: dove in pratica, se ricordo bene, dice che per la prima volta nella storia i figli possono scegliere un mestiere diverso da quello dei padri e di non sciupare questa opportunità.

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Il ritorno della Montalcini

Dopo una settimana circa torna con la stessa assistente.

– “Professoressa! Che piacere. Ho letto due suoi libri!”
– “Ah che bravo! E quali?”

Io con fare da scolaretto all’esame, dico:
-“Ho letto Il Tuo Futuro e L’Elogio dell’Indifferenza!”

Silenzio di gelo.

la Montalcini sorride e dice:
-“dell’Imperfezione, Luca, dell’imperfezione”.
L’assistente ormai mi odia con tutto il suo corpo e il suo body language dice qualcosa del tipo “te possino ammazzà bruttognorante de veneziano emigrato mangia polenta schifoso”.

Rimango un attimo congelato. Terza gaffe. Ma porca…ma quante ne combino?
Poi mi dico “tira fuori il romano che c’é in té” e salvo la situazione con una frase degna di Alberto Sordi:

– “Appunto! Ho sbagliato! L’imperfezione. Elogiamola allora! E comunque l’ho letto davvero, molto bello complimenti professoressa”.

Lei sorride ancora. Apre la borsa, tira fuori due libri, li apre e me li dedica.
Ora non ricordo cosa ci ha scritto, sono in Toscana, ma quando torno a casa ve lo dico perché non era qualcosa di scontato.
(Aggiunta del 7 Gennaio 2013: ecco la dedica!)

E se ne va verso la sua stanza.

E io me ne resto lì con due libri dedicati da un premio Nobel a un cretino di recepionista italiano in un hotel ai bordi del périphérique di Parigi.
Provo ancora oggi un profondo rispetto per lei, se non altro per l’umiltà  e la gentilezza dimostrata nei miei confronti.

Questo é il mio piccolo tributo e ringraziamento.

6 pensieri su “Rita levi Montalcini e il ragazzo italiano alla reception di un Hotel di Parigi”

  1. Grazie Luca e un Grazie al Nobel.
    Persone così fanno davvero la differenza e sapere che era anche umile e semplice me la fa apprezzare ancora di più.
    bella storia!

  2. Che bella storia! Oltre alla rete, vale la pena raccontarla – magari in futuro – ai nipoti, ai figli, o chi per loro.
    L’articolo è scritto molto bene, scorrevole: si ha l’impressione che, per quanto fugace, l’incontro sia stato comunque significativo, o quantomeno sia valso di sprone.

    (Curioso, invece, che l’articolo compaia tra le notizie di TzeTze sul blog di Grillo, persona che della Montalcini sicuro non aveva alcuna stima, e anzi, probabilmente ha dimostrato di averne disprezzo. Un accostamento quantomai bizzarro).

  3. Grazie del tuo post Luca, simpatico, autoironico e ricco di significato, mi hai regalato 10 minuti di sorriso e lo spunto per leggere i due libri della Montalcini.

  4. Elogiamo anche le imperfezioni di francese 😉 comunque cavoli, complimenti!!! Il tuo futuro lo lessi anche io una volta, è tosto ma resta a risvolto, diciamo, accademico, ci manca una “coelhata” per fargli raggiungere le top;

    comunque rispetto, tanto rispetto … per la montalcini soprattutto ma anche per chi ti ha assunto al novotel !!!

  5. Pensa se veniva a trovarti il Sivio invece….

    altro che parrucchiere dovevi procurargli!!! Ma forse in questo caso… la ricerca sarebbe stata più facile!!!

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